Anthony Steffen

Integralismo E Avanguardismo Dei Lettori Di Tex

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Secondo me, la questione dipende da quali consideriamo, come lettori di Tex, i limiti invalicabili sui quali un autore non deve mai nemmeno permettersi di progettare una "scalata". Come limiti invalicabili intendo sia le caratteristiche fondative di Tex e dei personaggi principali (cioè ciò che fanno se si presenta la situazione X o Y) sia le non-caratteristiche dello stesso Tex (cioè ciò che lui ed i pards NON farebbero mai nelle situazioni X o Y).

Sono tali fattori uniti al contesto d'azione, a mio parere, che distinguono un fumetto dagli altri.
Oltretutto, prendere tutto ciò come principale strumento di giudizio di un autore ci aiuta (forse, in parte) a ragionare in termini più concreti, sebbene non ancora oggettivi.


Tra le caratteristiche-SI' di Tex ci metto, tra altre che al momento dimenticher?:
- non tirarsi mai indietro di fronte ad un ingiustizia (indipendentemente se intenda risolverla a testa bassa o con un piano sofisticato... tra i punti chiave a mio giudizio non rientra il metodo, ma solo la volont? di agire)
- sacrificare sè stesso piuttosto che veder cadere un suo compagno
- possedere una visione ampia del Bene (cioè saper riconoscere, in una situazione complessa, la strada che porta al "bene maggiore")
- manifestare un carisma straordinario a chi gli sta attorno

Tra le caratteristiche-NO (come NON si comporterebbe mai) elenco:
- innamorarsi dopo la morte di Lilyth
- dubitare del proprio universo di valori (una sorta di coscienza tesa al nichilismo, che è invece presente in alcuni fumetti moderni)
- derogare al rigore morale per ragioni opportunistiche

Oltre a ciò, va rispettato il contesto western, pistole, saloons, cowboys, soldati e indiani; miscelare con una buona storia ed ecco servito Tex.


Sinch? un autore si mantiene dentro i binari sopra esposti, per rimane a tutti gli effetti un autore di Tex, e mai mi permetterei di considerarlo diverso da tale.
Potr? piacermi più o meno degli altri, ma rimarr? comunque fedele al personaggio.
Crepuscolare o solare, impulsivo o razionale, burlone o serio, sempre Tex rimane, ed è anzi bello vederlo cambiare perchè in qualche modo si avvicina, pur rimanendo "oltre", a noi che lo leggiamo e che come lui, ogni giorno ed ogni situazione possiamo viverla in modo diverso, senza per questo disconoscerci quando ci guardiamo allo specchio.

Ora, dei "Comandamenti" di cui sopra, secondo me solo l'ultimo Nizzi ha infranto qualcosa, nella misura in cui il suo Tex appare stanco, rigido, talvolta più a suo agio con la Legge che con la Giustizia.
Ma riguarda uno sceneggiatore a sua volta evidentemente stanco, e per questo non cambia la mia opinione su Nizzi, che complessivamente ritengo un autore splendido, ricco e di grande personalit?, oltre che probabilmente colui che ha salvato Tex dall'oblio dopo la morte di Bonelli padre.

Nolitta è quello che forse ha rischiato di più (senza però scivolare), lambendo il confine tra l'incrollabile volont? di Tex e l'insicurezza che lo assale in alcune situazioni: per questo ritengo che il suo Tex sia il più originale nel carattere. Del resto a me le prime storie di Nolitta piacciono tantissimo, per cui quel lieve senso di disagio nel percepire un così netto distacco dal Tex originario se ne va molto presto nel proseguire delle sue storie.

Boselli è probabilmente colui che enfatizza maggiormente i canoni fondamentali descritti sopra, ma non per questo significa necessariamente che sia (stato) il migliore, perchè per scrivere una buona storia bisogna calibrare anche altri aspetti secondari, sui quali magari altri autori hanno qualcosa in più (penso alla leggerezza e l'ironia di Nizzi, che invece cedeva un p? sul fattore Carisma).

Gli altri hanno personalizzato senza demolire le fondamenta, compresi sceneggiatori minori ma piuttosto radicali come Segura, nelle cui storie apprezzo la sovraesposizione di violenza (sinch? è sporadica sui Maxi, dovesse filtrare anche alla serie regolare sarebbe un problema), la perenne sensazione di cupezza ed il legame solidissimo fra Tex e Carson.

Di GL Bonelli ovviamente non parlo, è chiaro che lui è aderente al 100% avendo inventato il personaggio: ma anche qui e come per Boselli, non significa per forza essere il Migliore.


Insomma, ad oggi io trovo che Tex non sia mai stato stravolto, e rimanga lo stesso personaggio di 60 anni fa; non a caso quelli che allora erano ragazzini lo leggono più numerosi dei ragazzini attuali.


Chiaro che le opinioni cominciano a differire dalla mia nella misura in cui si accresce la mole di regole "sine qua non", senza le quali la sensibilit? del lettore non vede più Tex stampato sulla carta, ma solo un suo clone.

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C'è un aspetto che mi colpisce nelle parole di Wasted Years, e che probabilmente inasprisce le sue espressioni fino a farle diventare più aggressive di quelle che vorrebbero essere. Ed è una amara malinconia di fondo. Wasted Years mi sembra un lettore RASSEGNATO a non leggere più un Tex degno delle sue aspettative. Per cui gli domando: è più proficuo augurarsi un Tex in linea con la tecnica e la personalit? dei vari autori che lo interpretano oggi, sia pur inevitabilmente lontano da quello del suo Creatore, o che gli stessi autori cerchino di sforzarsi di "scimmiottare" l'Inarrivabile, scrivendo un Tex che non è nelle loro corde?Il che è un po' quello che si pensa quando un attore o un personaggio dello spettacolo muore giovane: c'è chi ne rimpiange la mancanza, e chi sotto sotto pensa: meglio così, non lo vedrà mai invecchiare e lo ricorder? solo come era una volta.

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- possedere una visione ampia del Bene (cioè saper riconoscere, in una situazione complessa, la strada che porta al "bene maggiore")

Quoto me stesso perchè non posso più modificare il messaggio sopra...
Volevo solo approfondire in breve: qui intendo la capacità di affrontare, accettandolo, il male minore, sapendo che ciò condurr? al bene maggiore. E' un valore di Tex che entra in gioco solo nelle storie complesse, dove il Nostro è un Eroe calato in un sistema dalle molte variabili e di interpretazione difficile, sia perchè richiede intelligenza sia per la fatica di accettare conseguenze negative.
Tra le storie recenti, "Patagonia" è emblematica.

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Per cui gli domando: è più proficuo augurarsi un Tex in linea con la tecnica e la personalit? dei vari autori che lo interpretano oggi, sia pur inevitabilmente lontano da quello del suo Creatore, o che gli stessi autori cerchino di sforzarsi di "scimmiottare" l'Inarrivabile, scrivendo un Tex che non è nelle loro corde?

Mi augurerei che ci si sforzi di trovare un autore che sappia scrivere un Tex brillante e vicino a quello autentico, che è senza tempo e non antico o moderno, invece di rassegnarsi a leggere un altro Tex con la scusa che si è evoluto, Non è così, non è vero, è un sofisma, è solo un paravento per giustificare un distacco netto da un personaggio che quello era, poche storie. Burattini su Zagor è l'esempio tipico. Purtroppo, allo stato attuale delle cose, un "Tex" che è nelle loro corde = un piccione con un rimbambito o un Solone con un vecchio cupo e un Brufolone, con la bocca piena di paroloni e una spocchia da farti venire la voglia di fare un bel fal'. E con una pletora di altri personaggi ma rarissimamente i pard insieme. Non fa pensare che sia meglio NIENTE?Confido in Tito e Manfredi.

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Beh, di Manfredi e Faraci dovresti essere più che soddisfatto visto che nelle loro prime storie non si sono neanche lontanamente azzardati a modificare i tratti caratteristici del ranger, anzi....... gli hanno esaltati, ed il loro Tex non mi sembra presenti qualcosa di diverso rispetto al modello classico.

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- possedere una visione ampia del Bene (cioè saper riconoscere, in una situazione complessa, la strada che porta al "bene maggiore")

Quoto me stesso perchè non posso più modificare il messaggio sopra...

Volevo solo approfondire in breve: qui intendo la capacità di affrontare, accettandolo, il male minore, sapendo che ciò condurr? al bene maggiore. E' un valore di Tex che entra in gioco solo nelle storie complesse, dove il Nostro è un Eroe calato in un sistema dalle molte variabili e di interpretazione difficile, sia perchè richiede intelligenza sia per la fatica di accettare conseguenze negative.
Tra le storie recenti, "Patagonia" è emblematica.

Queste elencazioni lasciano esattamente il tempo che trovano. Nizzi aveva il suo breviario texiano ed infatti ha fatto il pasticcio che in tanti gli si imputa. Non ci sono chiari ed invalicabili paletti e canoni, non possono esistere in quanto il creatore di Tex non ne aveva, e si potrebbe scrivere una schifezza immonda rispettando esattamente tutti questi presunti stilemi.

Non basta conoscere la ricetta dell'aragosta alla catalana per fare un ottimo piatto. Non basta nemmeno essere un cuoco, non basta nemmeno averla cucinata mille volte. Dev'essere lo chef ad averla dentro di sè.
Si pretende che un discesista faccia slalom, si pretende che un attaccante giochi in porta, si pretende che un soprano canti da basso, ecco cosa si pretende prendendo uno sceneggiatore per il suo curricolo e piazzandolo su TEX. Non è un neopersonaggio: va saputo suonare, ma la tecnica non basta, e con quel tipo di suono, a quel tempo. Inutile suonare tanghi argentini sul blues, se non vuoi fare fusion.
Nizzi e il suo "breviario" ha finito col fare un pastrocchio, specie di recente. Boselli e i suoi Flashback, flashfowards, paroloni, personaggioni, trame giganti che alla fine non quagliano scrive uno strano Tex, adoperando le scale jazz per suonare ballo liscio. Però è un jazzista, eh, non scordiamocelo.
Chi gli vieta di fare jazz? Si accomodi pure. Ma non nei dischi di musica leggera o rock.
Questo è il mio pensiero.

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Il migliore dei chiarimenti: Boselli ha ragione, non si possono imitare gli stili, solo cercare un autore con un autentico Tex nelle corde. O accontentarsi di quello che passa il convento, convincendosi che sia "evoluzione". Contento l'evoluzionista, contenti tutti.

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Se il termine "evoluzione" ti d' tanto fastidio, come te ne dava prima quello "tradizionalista", prova a sostituirlo con adattamento.
Ai tempi che corrono, cioè il contesto in cui anche gli autori crescono, ed al pubblico, che a Tex d' da mangiare.

Nossignore. Non ci siamo compresi. Non è il termine che non mi piace, è il concetto che non va. Come chiamare un vecchio "diversamente giovane". Non è un adattamento, è il personaggio che si modella secondo all'autore e non secondo tempi, che c'entreranno pure ma non sono il motivo principale delle scelte,

I cambiamenti ci sarebbero stati anche secondo il mio modello, ma nel caso in oggetto secondo me non sono affatto la variabile esplicativa dei cambiamenti.

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Nota di moderazione: ho cancellato due messaggi dalla discussione poco "carini". Evitiamo per cortesia di far deragliare il topic su altri binari: c'è spazio per gli interventi di tutti se contemporaneamente abbassiamo anche i toni della discussione, che mi sembra di per se interessantissima per tutti i contributi finora espressi, tutti di notevole spessore. Grazie.

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Interessante questa intervista concessa a Massimo Mannari de"Il Tirreno" da parte di Sergio Bonelli, dodicianni fa.


Mezzo secolo di Tex ma anche 50 anni di editoria a fumetti. Cos'è cambiato nel settore dopo tanto tempo'

E cambiato moltissimo perchè siamo passati da una fase artigianale faticosa, difficile, partita senza mezzi, ad una situazione in cui produciamo persino troppo, però ci permettiamo il lusso di fare degli esperimenti. Abbiamo la possibilità di dare una certa sicurezza ai nostri artisti, di avere dei collaboratori speciali, di livello internazionale, che prima non potevamo permetterci, e quindi molte soddisfazioni. D'altro canto poi ci sono le preoccupazioni di un momento come questo, in cui le edicole sono vuote, il pubblico rifiuta le nuove proposte, e la consapevolezza di rappresentare l'ultima spiaggia per chi oggi vuole disegnare o scrivere è angosciante.

Cosa è successo invece al personaggio dopo questo tempo'

Tex è inevitabilmente cambiato, inutile nasconderlo. Da quando Bonelli padre ha lasciato il personaggio _ circa 15 anni, prima sono subentrato io, come G. Molitta, poi è arrivato Claudio Nizzi e, buon ultimo, il giovane Mauro Boselli _ ci siamo sempre sforzati di proporre Tex così come è nato, ma ogni sceneggiatore introduce qualcosa di proprio e apporta, anche se non vuole, cambiamenti nella psicologia dell'eroe. Oggi Tex è meno arrogante di una volta, persino meno interventista e più riflessivo. Le sue vicende più che all'azione sono spesso ispirate alla ricerca e quindi si avvicinano più al giallo che al western tradizionale. Mio padre si rivolgeva ad un pubblico diverso e aveva più materiale. Mandare avanti una serie per tanti anni è difficile e lo sceneggiatore è costretto a ripetersi continuamente. Per fortuna il nostro pubblico non è infastidito, anzi, qualcuno sostiene che questa ripetitivit? è persino attesa dal lettore.

Qualcuno obietta: poche presenze femminili nelle avventure di Tex, a differenza dei suoi colleghi Dylan Dog o Nathan Never. Perchè?

Questa è una vecchia storia che ci perseguita da sempre. Io, che rileggo spesso le storie, ho visto che inizialmente le donne erano presenti, ma mio padre per primo, così come nel cinema degli anni '50, le vedeva solo come antagoniste, la donna perfida del saloon che tramava contro Tex, e nemica, oppure come fanciulla da salvare, innocente, vittima del cattivo che Tex doveva salvare, così come nei primi film di Tom Mix o John Wayne. Mancava in realtà la donna come compagna del protagonista, ma erano tempi in cui il pubblico era meno interessato ai risvolti erotici della storia. Devo confessare che oggi i ragazzi più giovani sono abituati al fatto che i nostri personaggi, da Nick Raider a Dylan Dog, abbiano, se non una compagna fissa, i loro incontri amorosi. Anche in Tex c'è qualche figura femminile che appare più frequentemente, però continuo a pensare che non sia così importante per le sue avventure.

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?Ho scritto una nuova storia di Tex.
La Trama è
Tex arriva e le suona a tutti?.?G. L. Bonelli

Mi sono permesso di riprendere, da un thread di questo forum, la frase sopra riportata che esprime senza tanti giri di parole quale era ( è ? ) l'essenza del personaggio Tex. Questo è quello che mi piacerebbe riassaporare dopo anni di vacche magre. Per restare nella discussione, cio' che in questo albo ( e in altri ) non si vede.... :old: _thia-

P. S.: la nostalgia, oggi, è ancora piu' forte poich? ricorre il decennale della scomparsa dell'indimenticabile GLB. :inch::(

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come non condividere il parere di capelli d'argento ...... effettivamente ( e parlo da uno che legge la collezione di repubblica e quindi sta recentemente leggendo storie di molti anni fa ) tex non e' piu' quello di una volta e non vi sono piu' tante scazzottate e intrusioni notturne , per non parlare di alcune mezze frasi , che , secondo la codacons ( o come diavolo si scrive ) invoglierebbero i giovani al fumo o all'alcool :rolleyes: . Potrebbe essere proprio questo uno dei motivi della scomparsa dell' adrenalina pura nelle storie del ranger , forse la sergiobonelli editore si sta facendo un po' di cacchetta nel pannetto ( fatemi passare questi orridi e fusillanimi termini ) ?

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?Ho scritto una nuova storia di Tex.
La Trama è
Tex arriva e le suona a tutti?.?G. L. Bonelli

Mi sono permesso di riprendere, da un thread di questo forum, la frase sopra riportata che esprime senza tanti giri di parole quale era ( è ? ) l'essenza del personaggio Tex. Questo è quello che mi piacerebbe riassaporare dopo anni di vacche magre. Per restare nella discussione, cio' che in questo albo ( e in altri ) non si vede.... :old: _thia-

P. S.: la nostalgia, oggi, è ancora piu' forte poich? ricorre il decennale della scomparsa dell'indimenticabile GLB. :inch::(

ieri ho pero la connessione [e oggi va lenta] volevo quotare anch'io il post di capellid'argento e lo faccio con un giorno di ritardo.

e secondo il mio pensiero glb non ha inteso ingannare nessuno!!

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?Ho scritto una nuova storia di Tex.
La Trama è
Tex arriva e le suona a tutti?.?G. L. Bonelli

Mi sono permesso di riprendere, da un thread di questo forum, la frase sopra riportata che esprime senza tanti giri di parole quale era ( è ? ) l'essenza del personaggio Tex. Questo è quello che mi piacerebbe riassaporare dopo anni di vacche magre. Per restare nella discussione, cio' che in questo albo ( e in altri ) non si vede....  :old: _thia-

P. S.: la nostalgia, oggi, è ancora piu' forte poich? ricorre il decennale della scomparsa dell'indimenticabile GLB. :inch:  :(

ieri ho pero la connessione [e oggi va lenta] volevo quotare anch'io il post di capellid'argento e lo faccio con un giorno di ritardo.

e secondo il mio pensiero glb non ha inteso ingannare nessuno!!

La sua era una "boutade" semplificatrice! Detta a settanta e passa anni dopo una vita trascorsa a inventare storie spesso originalissime e complesse. Un genio sul finire della carriera può dire qualsiasi cosa, ma da parte nostra prendere DEL TUTTO sul serio battute del genere, dette per sorprendere, divertirsi e stupire, sarebbe proprio una grossa ingenuità.


Borden

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Quoto e straquoto Borden, ovviamente!Bonelli non è stato il primo n° l'ultimo a semplificare la portata della propria opera. Alcuni addirittura si divertivano a mettere fuori strada. E comunque, basta aver letto le sue storie per capire quanto sia semplicistico quel pensiero. E con questo, senza voler polemizzare, ritorno con la solita idea:che molti "tradizionalisti" dovrebbero darsi una rinfrescata di storie bonelliane! ;)

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Quoto e straquoto Borden, ovviamente!Bonelli non è stato il primo n° l'ultimo a semplificare la portata della propria opera. Alcuni addirittura si divertivano a mettere fuori strada. E comunque, basta aver letto le sue storie per capire quanto sia semplicistico quel pensiero. E con questo, senza voler polemizzare, ritorno con la solita idea:che molti "tradizionalisti" dovrebbero darsi una rinfrescata di storie bonelliane! ;)

E' del tutto evidente che quella di GLB sia stata una battuta istintiva e non un'analisi approfondita del suo Tex. Ciò detto, è ancora più evidente che quello 'spaccone simpatico' ( come l'ha definito in un' intervista l'altrettanto simpatico Pasquale Del Vecchio ) , quella bomba di energia che tanto rispecchiava il carattere di GLB è stato buttato nel cestino senza neanche troppi ringraziamenti. Quanto alla questione dei 'tradizionalisti' ( di cui mi sono francamente rotto i cosiddetti: se una tradizione mi piace, la voglio mantenere, altrimenti la voglio cambiare) , penso di conoscere, dopo vent'anni che lo leggo, abbastanza bene Tex. Anche il primo centinaio, pur non essendone un grande appassionato. E sentirmi dire che il Tex attuale, con tutti i suoi intellettualismi ( termine che non uso affatto in senso dispregiativo) , con tutta questa cura (IMHO peraltro spesso poco genuina) per l'introspezione psicologica, è quello più aderente all'idea che ne aveva GLB, ebbene , per dirla con un leninismo mourinhano, mi sa tanto di prostituzione intellettuale. Modificato da Don Fabio Esqueda

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Scusa,Don Fabio, fammi capire bene prima che mi venga voglia di mandarti a quel paese:se io, soddisfattissimo delle storie attuali, considero il Tex attuale identico allo spirito bonelliano, sono intellettualmente una prostituta?E altra cosa:se c'è qualcuno che butta nel cestino Bonelli quello non sono io. Ma, al limite, chi è artefice di una mitizzazione acritica e penalizzante per quello che è il suo lascito,Tex, il Tex scritto da altri. E Bonelli lo si butta nel cestino se si pensa che quelle frasi siano la "spiegazione" definitiva del suo Tex. Ripeto:molti dovrebbero rileggere le sue storie.

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Scusa,Don Fabio, fammi capire bene prima che mi venga voglia di mandarti a quel paese:se io, soddisfattissimo delle storie attuali, considero il Tex attuale identico allo spirito bonelliano, sono intellettualmente una prostituta?E altra cosa:se c'è qualcuno che butta nel cestino Bonelli quello non sono io. Ma, al limite, chi è artefice di una mitizzazione acritica e penalizzante per quello che è il suo lascito,Tex, il Tex scritto da altri. E Bonelli lo si butta nel cestino se si pensa che quelle frasi siano la "spiegazione" definitiva del suo Tex. Ripeto:molti dovrebbero rileggere le sue storie.

Scusa,Don Fabio, fammi capire bene prima che mi venga voglia di mandarti a quel paese:se io, soddisfattissimo delle storie attuali, considero il Tex attuale identico allo spirito bonelliano, sono intellettualmente una prostituta?

Ok, scusa il tono inacidito. Del resto, mi sono anche rotto di essere accusato di tradizionalismo ( come se fosse un'accusa, poi) , quando semplicemente, in modo analitico , faccio notare che il Tex di oggi è un'altra cosa rispetto a quello di GLB. Senza perlatro darne un giudizio. Comunque per 'prostituzione intellettuale' si intende 'dire qualcosa in modo insincero'. E quando sento certe glorificazioni solo sulla base del nome dell'autore (vedasi UBC O TWO ) , ebbene mi vien da pensare proprio a questo: sbaglio o proprio tu parlasti di 'sindrome UBC' ?

E altra cosa:se c'è qualcuno  che butta nel cestino Bonelli quello non sono io. Ma, al limite, chi è artefice di una mitizzazione acritica e penalizzante per quello che è il suo lascito,Tex, il Tex scritto da altri.

Se c'è uno che non mitizza nulla sono io. E' fuori dal mio carattere. Semplicemente faccio quello che non riesci a fare tu: analizzare (nel senso etimologico del termine) . Che il motore della narrazione non sia quasi più il linguaggio ( e non è una mitizzazione, ma il frutto di analisi testuale ) è testimoniato , tecnicamente, dal fatto che nel Tex GLBonelliano è impossibile trovare una sequenza muta, e ben difficile anche una singola vignetta. Stessa cosa se analizziamo il rapporto tra azione / introspezione psicologica , di cui ho parlato tremila volte. Basta leggere.

E Bonelli lo si butta nel cestino se si pensa che quelle frasi siano la "spiegazione" definitiva del suo Tex. Ripeto:molti dovrebbero rileggere le sue storie.

Non do alcuna spiegazione definitiva. Una cosa è pensare di trovare una Summa Texiana; altra dire, come fai tu, che è tutto texiano.

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Un genio sul finire della carriera può dire qualsiasi cosa, ma da parte nostra prendere DEL TUTTO sul serio battute del genere, dette per sorprendere, divertirsi e stupire, sarebbe proprio una grossa ingenuità.

Borden

Caro Borden non sono così " ingenuo " dal prendere del tutto sul serio tale battuta. Piuttosto, non nascondiamoci dietro un dito.

E' chiaro che GLB semplificava di molto ma è altrettanto vero ( per la come vedo io ma non solo ) che il Tex, il suo Tex, era in buona parte quel simpatico scavezzacollo che, sovente, andava per le spicce ( a volte pure troppo ). Ma quello di oggi, che ci viene mostrato da te, no. E' praticamente l' opposto, o quasi: serioso, quasi musone, perfettino, perbenino, attento a sferrare un pugno ma poi basta ecchediamine passiamo ad un'altra vignetta che, se no, si urtano gli animi sensibili; e poi ancora i finali lasciati ad altri oscuri e dimenticabili comprimari, i dialoghi da introspezione psicologica e quasi da educanda, ecc., ecc.
Negli ultimi anni, spesse volte, per rivedere Tex, ho dovuto leggere Zagor ( beninteso leggo tutti e due da piu' di 6 lustri a questa parte e continuero' a farlo ) :trapper:
Puo' sembrare un paradosso, ma mica poi tanto..... :capoInguerra:
Hasta lu?go.

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: sbaglio o proprio tu parlasti di 'sindrome UBC' ? è testimoniato , tecnicamente, dal fatto che nel Tex GLBonelliano è impossibile trovare una sequenza muta, e ben difficile anche una singola vignetta. Stessa cosa se analizziamo il rapporto tra azione / introspezione psicologica , di cui ho parlato tremila volte. Basta leggere. Non do alcuna spiegazione definitiva. Una cosa è pensare di trovare una Summa Texiana; altra dire, come fai tu, che è tutto texiano.

Ti quoto i tre punti su cui mi preme risponderti. Io ho parlato di "sindrome da Ubc", e non rinnego questa mia "formula". Formula che indica questo:un criticismo esasperato del lettore moderno, che si fa le pippe mentali su ogni minima fesseria, leggendo l'albo con lo spirito del critico letterario. Cosa, a mio parere, non nata, ma ampliatasi con Internet. Di questo ampliamento, in ambito texiano,Ubc con le sue "incongruenze" è il capostipite. Altra questione avente a che fare con Ubc, poi avutasi anche con Two (e d'altronde quei due siti sono uno la succursale dell'altro):la mitizzazione di Boselli, cosa che si sta rivoltando proprio contro lo sceneggiatore milanese;lo sputtanamento sistematico e intellettualmente disonesto dell'opera di Nizzi (che poi l'ultimo Nizzi non brilli non ci piove). Questione dei dialoghi e delle vignette mute. Innanzitutto,? curioso il fatto che ci siano alcuni che criticano Boselli per il motivo contrario:la verbosit?. Ma il punto è un'altro:il fatto che oggi ci siano vignette mute non dimostra che Boselli (e Faraci e Ruju e Nizzi) è anti bonelliano, dimostra semplicemente il fatto che Boselli è uno sceneggiatore che scrive fumetti nel 2011. Questo porta che anche Tex ha almeno in parte subito i cambiamenti che a livello narrativo ci sono stati nel fumetto (l'assenza di didascalie, per esempio). Questa è una cosa normalissima:l'artista, lo scrittore, il fumettista, sentono il peso del contesto a cui appartengono:se GL Bonelli scrivesse oggi anche lui rinuncerebbe alle didascalie (e nelle sue ultime storie un minor uso di didascalie c'è). Io non dico che è tutto texiano. Io dico un altra cosa:che "bonellianit?" e "texianit?" possono anche essere due cose diverse, o che almeno la texianit? può andare oltrre la bonellianit?. Prendiamo il caso di Sherlock Holmes. Lui è sicuramente un personaggio legato al modo in cui Conan Doyle lo ha tratteggiato;ma Holmes è riuscito ad andare oltre il suo creatore:? diventato un'icona, un simbolo, e in quanto tale è stato scritto, disegnato, recitato, anche da altri autori. Insomma (e perdonate la ruvidezza),Conan Doyle è morto,Holmes è vivo. Stesso discorso vale per Bonelli e Tex. Per cui,Boselli non sarà bonelliano quando toglie le didascalie, ma quando, come ne "I giustizieri di Vegas", mette in scena i pards che sparano, ammazzano fuorilegge, vanno contro i metodi legali, ecco che Boselli è autenticamente texiano. Al contrario, quando Nizzi nell'almanacco "Missione a Sierra Vista" a Tex non gli fare niente per tutta la storia, e poi alla fine di essa gli fa anche fare una figura mediocre, forse sarà a livello strutturale più bonelliano di Boselli, ma sicuramente non texiano. Per me è più importante essere texiani che bonelliani.

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