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Sam Stone

[Texone N. 24] I Ribelli Di Cuba

Voto alla Storia  

34 voti

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Mi devo ricredere, fino a stamattina non riuscivo a capire a quale altro disegnatore si fosse ispirato Suarez, ora osservando le ultime tavole postate, mi sembra di intravedere un p? lo stile di Seijas, soprattutto in qualche primo piano del volto di Tex. Intriganti le tavole!!! :trapper:

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Ecco la breve intervista riguardante questo Texone, tratta dal sito della SBE:

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Alle porte dell'Estate, torna l'appuntamento con Tex Speciale, familiarmente conosciuto come Texone. Il ventiquattresimo volume della collana, in edicola dal 19 giugno, porta il Ranger bonelliano a vivere un'esotica avventura in territorio cubano, una storia, realizzata da Mauro Boselli e Orestes Suarez, ricca di spunti ed elementi narrativi affascinanti. Abbiamo incontrato Boselli in redazione e ne abbiamo approfittato per chiedergli di svelarci qualche retroscena della lavorazione de "I ribelli di Cuba".


Parlaci della genesi del progetto che, per il secondo anno consecutivo, vede Tex in trasferta, lontano dagli abituali territori del West...

Sono particolarmente contento di poter far vivere a Tex delle avventure lontano da "casa", ma non mi sarei mai permesso di far muovere il Ranger in uno scenario così insolito se, all'origine, non ci fosse stato il desiderio di Sergio Bonelli di far compiere al nostro eroe questo viaggio esotico. è a lui, in effetti, che si deve lo spunto iniziale di queste due trasferte. Come forse saprete, "Patagonia" (il Texone dello scorso anno) nasceva dalle pagine di alcuni rari volumi ospitati dalla biblioteca di Sergio, raccolti nel corso dei suoi numerosi viaggi, magari scovati su qualche bancarella. Dalle suggestioni trasmesse da quei libri elaborai un soggetto che poi divenne la storia illustrata da Pasquale Frisenda. Nel caso de "I ribelli di Cuba", la documentazione e i libri di Sergio hanno nuovamente rappresentato un'ottima base di partenza, ma l'idea di adottare quell'ambientazione per una storia speciale è stata alimentata anche dalla presenza, tra i disegnatori della nostra Casa editrice, di Orestes Suarez, nato e residente a Cuba. Già conosciuto e apprezato dai nostri lettori per le numerose avventure di Mister No che ha disegnato in passato, Suarez è appassionato di storia e della sua terra, e abbiamo pensato che avrebbe splendidamente reso l'ambientazione e i costumi dell'800 cubano. Proposi, così, all'editore un breve soggetto. Lui lo lesse e mi disse: "Pu? andare... ma ne ho in mente uno migliore!". Il giorno dopo mi consegn° alcune pagine dattiloscritte, dicendomi: "Ci ho messo Montales e qualcos'altro...". Tra le sue aggiunte si può notare, in particolare, il personaggio di Rafael Serrano, caratterizzato in puro stile Guido Nolitta!

Due assi nella manica, dunque, per questo nuovo Texone: Suarez alle prese con la guerra d'indipendenza del suo Paese e il primo, nuovo soggetto di Tex firmato Nolitta, da qualche anno a questa parte...

S?, è così. Attenzione, però: riguardo la guerra d'indipendenza cubana, abbiamo scelto di non raccontare quella del 1898, che port? alla definitiva liberazione dell'isola. La sua collocazione temporale era troppo avanti, rispetto a quando si svolgono le avventure di Tex. Ci siamo spostati a una ventina d'anni prima, nel corso della cosiddetta Guerra dei Dieci Anni che ha avuto inizio nel 1868, mettendo in campo tutte le forze in lotta: dagli Insurrectos (o Mambises) ai soldati regolari (Rayadillos), fino ai temibili Voluntarios venuti dalla Spagna.


Sfogliando l'albo, però, ci sembra di intravedere anche elementi magico-folkloristici. è così?

Certo! Ci siamo presi la libertà, cercando di agire come avrebbe fatto G. L. Bonelli, di aggiungere un tocco magico/misterioso, tuffandoci nella tradizione della Santeria (la religione popolare cubana) e inventandoci il personaggio di un feroce Mayombero. Come potete capire, sono tante le componenti di questa storia. Troverete rivoluzione, magia, giungla, avventura, battaglie, torture, duelli, senso dell'onore, tradimento e Tex e Montales sempre in campo contro tutti!

E dopo questa lunga avventura, vedremo ancora il segno di Suarez sulle pagine di Tex?

Una volta terminata "I ribelli di Cuba", Orestes si è messo subito al lavoro su di una nuova storia di futura pubblicazione (scritta da Tito Faraci), entrando in pianta stabile nella squadra dei disegnatori di Aquila della Notte!

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A me queste tavole piacciono!!!!Oserei dire che il tratto mi ricorda leggermente quello di Aldo Capitanio almeno nella rappresentazione di tex.. comunque ribadisco i disegni mi sembrano molto buoni per un texone, quindi ora non ci resta che aspettare questi tre giorni per giudicarlo definitivamente insieme alla sceneggiatura ... anche se per leggerlo io ci vorr? almeno un'altro mesetto visto che st? rileggendo tutti i texoni dal primo... :D

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L'ho letto ieri sera. A me il Tex di Suarez piace immensamente e sono davvero contenta che l'artista cubano stia disegnando un'altra storia. Per quanto riguarda il Texone, a mio giudizio fa rimanere senza fiato, si potrebbe dire, in ogni pagina. Per i motivi più diversi, a volte per il tema trattato, a volte per l'incanto dei disegni, a volte per il ritmo impresso agli eventi, ma senza alcuna approssimazione. Il racconto è denso e non mi è spiaciuto affatto questo Tex così gringo e la sua entrata in scena mi ha divertito tanto. Un po' meno mi è piaciuto il tono celebrativo delle ultime pagine, ma per questa storia ci può stare. Alla fine, l'unica cosa che mi spiace davvero e che, in definitiva, il nostro eroe risulti responsabile di un dramma ... ma non dico altro, per chi non ha ancora letto. Voto? 10 e lode, ci mancherebbe altro! :Ptexiana :indianovestito:

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L'ho letto tra stamattina e questo pomeriggio, e fin dalle prime pagine si capisce che anche quest'anno ci si ritrova a leggere qualcosa di notevole!Visto che il protagonista reale del Texone è il disegnatore dico subito la mia opinione su Suarez. Non l'avevo mai visto all'opera, ma mi è sembrato subito straordinario: le pagine in formato super-size del Texone rendono giustizia a tutte le qualità di questo artista: disegni sempre molto particolareggiati e che rendono ottimamente l'atmosfera sia che si tratti di disegnare gli interni della cattedrale che si tratti di rappresentare le foreste dell'isola. Mi è piaciuta molto la sua interpretazione di Tex e di Montales (anche se mi sono sembrati un p? più vecchi di quanto dovrebbero essere) e in particolare ho notato che Suarez riesce benissimo a trasmettere al lettore le sensazioni che provano i protagonisti: le espressioni delle facce sono davvero straordinarie!In definitiva sono contentissimo che sia stato arruolato anche per la serie regolare!Per quanto riguarda la storia in se non voglio essere spoilerante e dico che è certamente molto ben fatta, con qualche scena che ha molto dell'epico e qualche comprimario di spessore. Ho visto un Tex e un Montales degni dei nomi che portano, soprattutto nella resa dei conti finale, che, devo dire, è stata uno spettacolo!L'unico neo (trascurabile, peraltro!) è stato all'inizio dell'albo quando si incontrano Tex e Montales, che appaiono come due decrepiti tra battute sulla vecchiaia e capelli brizzolati!Difetto molto marginale comunque, che non toglie un bel 9 complessivo alla mia personale valutazione della storia!Complimenti ai due autori!!

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Letto anche il 24° Texone, emozionante ritrovare scritto: Soggetto di Nolitta! Quest'anno i disegni portano la firma di Oreste Suarez!
E parto subito dicendo che il cubano ha fatto un lavoro stupendo, regalandoci ambientazioni accurate e caratterizzazioni dei personaggi indimenticabili.
Ho trovato un p? incerto il volto di Tex, soprattutto nella prima parte, poi con il procedere delle pagine si nota che Suarez è entrato ancora più in sintonia con il personaggio, ed è riuscito a trovare un tratto personale (anche se in qualche primo piano mi ha ricordato Seijas), che definirei ottimo!! :D:inch:

S
P
O
I
L
E
R

Montales è invecchiato, soprattutto nel volto e nei capelli appare rugoso e con capigliatura bianca (ce lo ricorda anche Tex), ma è in formissima come e forse anche più dei vecchi bei tempi.
Sicuramente ha un ruolo principale nella storia, molto più che nella recente Boselliana: "Vendetta per Montales"; qui lo stesso autore ci ha finalmente mostrato un Montales che brilla ancora delle vecchie avventure di quando era un Desperado rivoluzionario.
Addirittura Boselli ha riscattato il vecchio amico, dalla fama di sedentario burocrate che si stava ormai facendo ultimamente sulla sua comoda poltrona di Governatore.
Dopo questo Texone i lettori non potranno quindi più dubitare se Montales ha perso la vecchia abilità nell'uso delle armi da fuoco, dato che le scene dove lo vediamo in azione qui abbondano: non è in forma solo nella scena iniziale con i sei colpi centrati al tirassegno, ma riesce a dare il meglio anche durante le situazioni più pericolose, comprese le tempeste di piombo, dimostrandosi ancora abilissimo nel centrare il nemico!!
Una vera spalla per Tex, sostituendo i pards di cui non si sente neppure la mancanza!
Oltre alla rivalutazione del vecchio amico messicano, nel Texone son ben miscelati diversi aspetti che tutti, chi più chi meno, abbiamo comunque amato: il filone fantastico con i fanatici del vud' e della Santeria (molte le divinit? citate), poi ambientazioni affascinanti, misteriose e pericolose (si parte da New Orleans, luogo che ci ha già regalato delle gemme nel passato e si arriva a Cuba); tra i cattivi che i nostri devono affrontare: i fanatici religiosi capitanati dall'oscuro Rayado, un pazzo che si crede la reincarnazione di un dio, profondo conoscitore della Magia Nera e dotato di poteri tra i quali quello di osservare i nemici da lontano.
Poi i volontari Spagnoli, forse i più pericolosi.

L'obbiettivo principale è ritrovare il figlio di Picard, un vecchio amico di Montales, rapito da Rayado.
Quindi la pista si intreccia con la rivoluzione a Cuba, in cui il nostro si trover? inevitabilmente coinvolto, anche se alla fine non rimarr? ovviamente a dare una mano alla causa, dato che Tex non può cambiare la Storia.

Qualche personaggio Nolittiano puro, come Serrano, vanno a rafforzare ancora di più il giudizio positivo per questo Texone.
Non dico di più per non rovinare la lettura a chi non l'ha ancora preso!

Ah dimenticavo una curiosità: Tex si ritrova nella cattedrale a combattere con la spada (a parte che non se la cava assolutamente male, n° appare impacciato durante la sfida), anche recentemente ha utilizzato quest'inusuale arma, più precisamente nel duello finale con la Tigre Nera!! :)


Voto: 9 e mezzo! :trapper:

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Esordisco col dire che le tavole di questo Texone sono semplicemente spettacolari. Non conoscevo questo disegnatore ed e' stata una vera sorpresa scoprire pagina per pagina un interpretazione del ranger impeccabile, superba, con un volto ben tratteggiato e riconoscibilissimo. Da notare come Suarez e' stato molto attento nel disegnare un Tex molto piu' alto di Montales ogni volta che i due erano vicini. Sono stato sempre deluso dagli artisti (soprattutto stranieri)che si sono avvicendati nei vari texoni, proponendo sempre un Tex molto discutibile nella caratterizzazione grafica. Questa volta non e' successo. E 'stata una piacevole sorpresa. Tutte le tavole sono di una qualita' eccelsa, con una cura per i dettagli storici impressionante.

La storia mi e' piaciuta abbastanza, soprattutto la prima parte, quando Tex e Montales arrivano a Cuba. I due assieme funzionano molto bene e Boselli e' stato molto bravo nel riprendere e riproporre quell'amicizia, quell'intesa e quella complicita' che ha sempre caratterizzato il loro rapporto. In questa avventura ho trovato un Tex fantastico, duro come una roccia, a tratti anche ironico. Riuscitissime alcune scene. Una fra tutte, il duello con la sciabola avvenuto in una chiesa dell''Avana tra Tex e un arrogante ufficiale. Originale anche far recitare la parte dell'uomo d'affari ad un insolito Tex con tanto di giacca. E' stato piacevole anche rivedere un Montales in azione, non piu' scaldasedie. Un Montales molto ironico e spalla perfetta di Tex. Una storia piena di azioni, di cambio locations e che si fa leggere piacevolmente tutto d'un fiato. Gli unici nei, ho trovato forse un po' eccessiva la parte riguardante la magia nera e una certa difficolta' nel distinguere e ricordare vari insurrection, voulontaries, mambises etc...

Non c'e' che dire, ultimamente Boselli nei Texoni non sbaglia un colpo, sfornando storie di eccelse qualita'. Per quanto riguarda Suarez, non vedo l'ora di vederlo alle prese con una storia puramente western. Complimenti ad entrambi.

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SPOILERStoria fantastica anche se non ai livelli di "Patagonia", a mio parere. Ma siamo molto vicini. Disegni eccelsi, la mano di Nolitta si trova sia all'inizio, in alcune tavole molto "dialogate" e con frequenti momenti in cui si tergiversa, sia nell'impostazione molto "esoterica" del racconto (che, in questo, ricorda qualcosa della saga degli Uomini Giaguaro). Quello che non mi è piaciuto: 1) quando a pag. 205 Rayado "para", SIMULTANEAMENTE, due (...:blink:...!!!) pallottole con la piccola ma pesante ascia che porta con sè (dai.... a tutto c'è un limite....!);2) a pag. 239, troppo didascalica e "mielosa" la battuta di Serrano sul valore della libertà. Per il resto, soddisfazione a tutto tondo.

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Non è ai livelli di Patagonia, mi accorgo però che il paragone è inutile, o almeno poco proponibile, Patagonia difficilmente sarà uguagliato, fatta questa premessa devo dire che il racconto mi è piaciuto parecchioSPOILER...... :trapper: Disegni splendidi, i paesaggi son rapprentati al meglio, si sente il caldo umido di Cuba nell'aria, i negri sembrano più neri del solito, muscolosi ma magri, tutti nervi e vene, come i tipici cubani di colore che vivono ancora oggi in oriente, anche Tex mi è piaciuto molto (veramente cazzuto!!) Nel racconto c'è di tutto, dolore, sofferenza e lotta, magia nera, sparatorie, duelli, il soldato buono/comprensivo, quelli cattivi e molto carogne, e il finale doloroso rende la storia ancora più vera, l'unica cosa che manca è l'allegria (se proprio devo cercare il pelo nell'uovo) Nel pomeriggio gli dar? una ripassata, quando un racconto mi piace lo faccio spesso, cosi per rivedermi meglio e con calma alcune tavole o per rileggermi con più attenzione qualche dialogointanto come voto generale sto su un bel 9 :generaleS:

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Venendo, ora ad un mio effettivo commento, devo dire semplicemente che la storia mi è piaciuta e molto anche.

Guido Nolitta imbastisce un bel soggetto, fondamentalmente pieno di quei topoi narrativi che tanto piacciono a lui: gli oppressi in rivolta, i personaggi in bilico tra bene e male o comunque non privi di ombre (penso a Serrano, ma anche al vecchio maggiordomo di Durand), all'uso delle credenze popolari del luogo che il protagonista si trova a visitare, il finale non del tutto consolatorio. Anche il fatto che Tex agisca da solo, o meglio: con il solo aiuto di Montales, è un tocco tipicamente nolittiano.
Incidentalmente parlando, non scriver?, forse più, storie complete, ma è certo che negli ultimi anni Sergio Bonelli alias Guido Nolitta è tornato a dare un'occhiata all'altra creatura di suo padre.
Oltre al soggetto di questa storia ha fornito anche gli spunti per i soggetti di: "Buffalo Soldiers", "Seminoles", "Patagonia" e dell'imminente n° 600, "I demoni della nebbia"

Da parte sua, Boselli imbastisce una sceneggiatura in cui le scene d'azione e quelle di dialogo sono ben dosate e la storia fial via liscia. Credo che in pochi possano, tra l'altro, osare lamentarsi della qualità dei dialoghi davvero molto vicini allo spirito di G. L. Bonelli. :inch:

Magari ci sarà comunque qualcuno che si lamenter? del fatto che è stato Serrano a dare il fatto suo al perfido capitano ed non Tex, quasi che sempre e comunque debba fare tutto lui. Per quel che mi riguarda, Tex aveva già dato sistemando Rayado, la vendetta o giustizia, chiamatela come volete, in questo caso non poteva che spettare a Serrano.

A chi teme di essere troppo buonista dico che anch'io sono stato spiazzato dalla morte della moglie di Serrano, tuttavia penso che nel contesto ci stava bene, sia per dare il giusto tono drammatico al finale che per dare anche la spinta definitiva a Serrano nel suo mutare di idea sullo schiavismo.
Del resto non è la prima volta che Nolitta e Boselli ci mostrano come non sempre ci siano finali felici per tutti.

Per quanto mi riguarda, Suarez ha fatto un gran bel lavoro. L'ho apprezzavo su Mister No e l'ho apprezzato qui. La sua versione di Tex (e non mi riferisco al volto, quanto agli abiti ed al look in generale), mi sembra abbastanza debitrice della versione di Giolitti e Capitanio (in particolar modo per certi tocchi come il nastro sul cappello). Personalmente non ho nulla da dire sui tocchi personali che ha inserito.
Sono curioso di rivederlo di nuovo all'opera sul Ranger (in questi giorni dovrebbe essere in dirittura d'arrivo, se non ha già finito, su una storia di 110 pagine scritta per lui da Faraci e spero che presto possa affrontarne un'altra). Mi piacerebbe vedere la sua versione degli altri pards.

Piccola segnalazione: Boselli ha fatto un piccolo errore in un dialogo, quando Durand afferma di avere la fiducia del Segretario di Stato. Immagino, visto che Durand lavora al Dipartimento della Guerra e non a quello di Stato, che proprio al Segretario alla Guerra ci si volesse riferire.

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Letto e fagocitato... A costo di sembrare una voce fuori dal coro, questo texone non mi ha particolarmente affascinato, è indubbiamente una storia di pregio, ma, purtroppo, non mi ha trasmesso le forti emozioni che mi hanno dato altre storie scritte dal medesimo e bravissimo autore. Indubbiamente "I ribelli di cuba" è una storia dallo sfondo storico ben delineato, è caratterizzata da una situazione intrigante e complessa, è popolata di personaggi molto ben caratterizzati... però, nonostante questo non mi ha particolarmente colpito... Sarà il "contesto", sarà la "cupezza" di alcune parti della storia, sarà il cattivissimo Rayado che, nonostante la sua intelligente e ben orchestrata rapresentazione, non mi ha mai dato l'idea di poter essere un avversario "difficile da sconfiggere"... tuttavia in me, nei meandri della mia coscienza cognitiva, non è "scattato" quell'interruttore che mi fa dire "che storia splendida"... che dire... ci sono storie che mi colpiscono, che mi trasmettono emozioni potenti, che mi danno Pathos, e questa, a parte in un paio di punti nel finale, non è riuscita a darmeli. Tuttavia, non me la sentirei di sconsigliare questa storia anzi... in essa ci sono indubbiamente interessanti punti di forza tra i quali citerei : 1) Le bellissime tavole di Suarez, il quale si è dimostrato un vero e proprio maestro dell'arte del fumetto... era da un po' che non vedevo texoni di questo "spessore grafico"...2) Un buon Tex, duro, serio, determinato ( anche se forse, a volte, troppo teso e concentrato nell'adempimento della sua missione... sarà io, ma la battutina sagace da "supermacho" a me è sempre piaciuta )3) Un Montales che, come in "vendetta per montales", si libera delle pastoie burocratiche e rispolvera il suo animo da "guerrillero".4) Un trama intelligente e ben architettata, forse a tratti un po' "macchinosa", ma sicuramente pregevole sul piano narrativo ( non deve essere stato facile addensare in sole 240 pagine la difficile situazione cubana di quel periodo... )Direi che è tutto... Il mio voto è 7, una buona storia ma che, purtroppo, non verr? mai annoverata tra le mie 50 storie preferite...

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Non ho ancora letto la storia, però voglio dire qualcosa che riguarda la veste introduttiva del texone di quest'anno. Le parti introduttive sono splendide, e molto più ricche del solito!L'intervista a Suarez prende ben tre pagine, una lunghezza che non si vedeva dai tempi del texone di Giolitti(o comunque dei primi texoni);una intervista, tra l'altro, che mi rende il disegnatore molto simpatico a livello umano, date le difficolt? personali e storiche che ha dovuto superare per riuscire a fare il fumettista. Molto simpatica anche l'introduzione scritta da Bonelli:già me li vedo lui e gli altri mezzi ubriachi di rhum a parlare di fumetti :) Molto interessante, al di l' del fatto che spiega un p? gli avvenimenti da cui parte la storia, il piccolo saggio che parla della rivolta cubana contro gli spagnoli:? una cosa di cui non sapevo nulla, e inoltre il saggio mi è sembrato ben scritto e interessante!... un'utilit? "didattica" che mi ha fatto molto piacere!E al di l' di tutto questo, credo che il momento in cui vai a comprare il tuo texone annuale sia sempre un gran momento:anche se siamo già al n.24, e anche se quindi dovremmo già averci fatto l'abitudine da tempo, fa sempre un certo effetto questo albo di Tex enorme e pieno di pagine!Lunga vita ai texoni!! :cowboy:

Modificato da paco ordonez

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La prima lettura è stata molto più che soddisfacente. Al livello di Patagonia, e forse con qualcosa in più. Un Montales più Montales di quanto fosse stato nella sua ultima apparizione, tanto per gradire, e al quale probabilmente solo la dignit? dei capelli bianchi (unitamente ad un'inevitabile appesantimento) ha impedito di rispolverare la sua vecchia divisa di guerrillero. Ho avuto l'impressione, che ha reso il tutto molto attraente, che non fosse così agevole distinguere i veri amici e alleati da nemici e traditori; praticamente ero pronta ad un voltafaccia praticamente ad ogni cambio di scena. Il finale, accompagnato da una tragedia, è texianally correct. I disegni li ho trovati bellissimi, con un Tex dai lineamenti ben marcati. Voto: 10Una curiosità: ma davvero il "Cuba Libre", prima dell'avvento della Coca-Cola, era quella mistura che hanno descritto?

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Appena finito di leggere:bellissimo, stupendo!!SPOILER!!!!Credo che questo Texone sia perfetto sotto ogni punto di vista:la storia è un concentrato di azione, mistero, esotismo con echi di horror e romanzo storico. Scene straordinarie, al cardiopalma e drammatiche(splendida quella nella cattedrale!!). E su tutti un Tex straordinario, la cui grandezza è sottolineata dalla magistrale interpretazione grafica di Suarez!-una delle cose che più mi ha fatto piacere, anche se alla fin fine è una sciocchezza, è stato rivedere un Tex che fuma quasi quanto ai tempi del Tex di Fusco :cowboy: Sono convinto che questo texone, chi più chi meno, non deluder? nessuno, e avrà addirittura consensi più unanimi di quelli che ha avuto "Patagonia". Complimenti agli autori!!Se devo dare un voto dico 10, e senza pensarci due volte-e tra un p? me lo rileggo! :wub:

Modificato da paco ordonez

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splendida quella nella cattedrale!!

Scena molto bella di sicuro, però diciamo che lo stratagemma del bambino che attira in trappola Tex e Montales mi è sembrato un attimino sbrigativo, nel senso che forse si poteva usare qualcosa di un p? più articolato! Comunque non toglie assolutamente niente al piacere di leggersi la storia, è un difettuccio insignificante che ci sta benissimo, e viene messo in ombra dall'atmosfera epica che si respira anche in questa occasione!

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splendida quella nella cattedrale!!

Scena molto bella di sicuro, però diciamo che lo stratagemma del bambino che attira in trappola Tex e Montales mi è sembrato un attimino sbrigativo, nel senso che forse si poteva usare qualcosa di un p? più articolato! Comunque non toglie assolutamente niente al piacere di leggersi la storia, è un difettuccio insignificante che ci sta benissimo, e viene messo in ombra dall'atmosfera epica che si respira anche in questa occasione!
Beh in effetti può sembrare troppo "sempliciotto" come stratagemma, però il fatto di utilizzare un bambino, che oltretutto porta un messaggio da parte di un religioso (Padre Antonio), rassicura in qualche modo i due pards!Ovviamente i due sono comunque dubitanti e avvertono che nell'aria c'è qualcosa che "puzza", ma in qualche modo sono rassicurati anche dal fatto che il luogo dell'appuntamento è la cattedrale: "A chi potrebbe venire in mente di attirarci in un tranello addirittura nella cattedrale?" :indiano: Il fatto di utilizzare un ragazzotto spiazza un p? il lettore, che in quelle poche pagine non sa se aspettarsi qualche sorpresa o tirare un attimo il fiato aspettandosi di assistere ad un normale appuntamento segreto con qualche "ribelle"! :trapper:

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IMHO anche Boselli ( e forse anche Nolitta ) aveva il timore ( a mio avviso non troppo infondato ) che Tex e Montales andassero a finire in trappola in maniera alquanto ingenua ( anche se non infrequente nella saga texiana, come dimostra, tra i tanti possibili esempi, un'analoga situazione in "Ritorno a Culver City", che vede come protagonisti in quel caso Tex e Kit Willer ): di conseguenza ha inserito alcune battute di dialogo a p. 118 allo scopo di "giustificare" i nostri eroi; a mio parere, però, la "pezza" inserita fa notare ancor più che sotto c'è un buco. Quanto al Texone nel suo insieme, sto rileggendolo prima di postare un giudizio più articolato; posso comunque anticipare che i disegni di Suarez, pur di livello ottimo negli sfondi e nella resa dei personaggi minori, mi sembrano non privi di punti deboli nella rappresentazione di Montales ( assai invecchiato ) e di Tex ( non solo invecchiato, ma anche alquanto ingrassato e dalla fisionomia vagamente "ibericizzata" ).

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Anche io ho letto l'ultimo Texone "I ribelli di Cuba", cosa dire in sintesi, disegni eccezionali mi ricordano non nello stile ma nel grande risalto di particolari,"La storia del west" di Gino D'Antonio, poi ho notato un Tex più duro sia nelle espressioni sia nei testi e poco avezzo alle battute, anzi molta ironia con Montales, i guanti neri che indossa aumentano ancora di più la sua fama di pistolero infallibile. La storia è un denso di azione e si f? leggere tutta di un fiato, anche se per un vecchietto come me di fronte a cotanto bei disegni densi, servirebbe una pausa di lettura almeno da dividere in due tempi. Bello, veramente, unica nota un p? stonata, la cover secondo me si poteva fare di più...

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Letto questo nuovo Texone tra ieri e oggi. Non mi dilungo troppo per non spoilerare eccessivamente, lasciandomi andare ad un commento più articolato più in l'. Dico solo che questo Texone mi è piaciuto come, e più di quello dell'anno scorso. Si trattano vari temi, come la Magia Nera, o la lotta per la libertà. Tematiche che sono state molto presenti in passato. La trama si sviluppa in un modo piuttosto complesso, ma non eccessivamente. Le ambientazioni sono state magnificamente rappresentate da Suarez. Il Tex che agisce in questa storia ?, effettivamente, molto somigliante a quello di GLB: un Tex duro e spavaldo. E, infine, dico che la coppia Tex e Montales, è tornata ai vecchi splendori; infatti, in questa storia è molto affiatata... un p? come Nolitta-Boselli :trapper: ....

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Finito di leggere questo pomeriggio. Una storia entusiasmante, forse la migliore mai scritta in assoluto da Mauro Bosellli. Non trovo praticamente nessuna critica da rivolgere a quest'opera, che supera abbondantemente la pur pregevolissima "Patagonia" dello scorso anno. Contrariamente a quanto letto anche in altri forums e blogs, non vedo pause o intermittenze nella trama, che è appassionante in tutte le scene che la compongono. E la seconda parte "cubana" non solo non cede un passo alla prima, ma si rivela anche migliore di quella ambientata in Louisiana, complici anche le tavole di Suarez che prende sempre più confidenza col personaggio e l'ambientazione, regalandoci un lavoro grafico che non è inferiore al lavoro di Frisenda nello scorso texone, e supera di gran lunga le prove degli altri texoni del nuovo millennio ( escluso l'ottimo Filippucci ). Tutto quello che vorrei sempre leggere in un'albo di Tex è qui racchiuso: un pard amico ( Montales ) gomito a gomito con Tex, ambientazione esotica e coloniale ( Louisiana, L'Havana, foresta tropicale ), avventura allo stato puro, magia & vudu, colpi di scena a ripetizione, cioè assolutamente nulla di scontato nel susseguirsi delle azioni, sentimento e commozione veri, un Tex con gli attributi. Voto DIECI.

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Prima di rileggerlo, per poi dare un commento più approfondito che possa anche essere una risposta a quanto letto oggi su un noto blog di fumetti, voglio dire qualcosa su Suarez. Se potessi incontrarlo gli farei le mie scuse:infatti da post più vecchi traspariva (credo) una certa mia diffidenza nei confronti dei suoi disegni. Le sue tavole in anteprima semplicemente non mi dicevano nulla, e mi ricordavano stili di disegnatori che non amo affatto. Ed è qui che Suarez mi ha dato una piccola lezione(che già avevo imparato ma che avevo evidentemente dimenticato in fretta):non si possono giudicare i lavori di un disegnatore(o di un pittore, di un incisore, di uno scultore-o di chicchessia) attraverso la loro visualizzazione telematica. E questo anche per il solo fatto che quei disegni non sono nati sui picsel di un computer, ma sul foglio di carta... ed è quindi sul foglio di carta(seppur non originale)che vanno visti -allo stesso modo, non si può pretendere di conoscere il "Giudizio Universale" di Michelangelo solo avendolo visto su internet o su un libro, perchè su questi supporti non ci sono gli effetti dell'unione di intonaco e colore, i rilievi, la matericit? della pennellata, componenti essenziali dell'opera che solo dal vivo possono essere visti. Vedendo le tavole con le scene sotto la pioggia, avevo addirittura pensato a Ortiz, ed avevo fatto un altro errore:avevo infatti scambiato una ?sporcizia? contingente e determinata dalla scena da rappresentare, con una sporcizia facente integralmente parte del tratto. In realtà Suarez continua a sembrarmi vicino allo stile di Diso, disegnatore che non amo per niente(e che conosco solo attraverso Tex):ma se davvero c'è tale vicinanza, ecco che Suarez se ne allontana al momento giusto, nel momento cioè di dare la massima cura alle ambientazioni, alle fisionomie dei personaggi, ai dettagli delle armi e delle cattedrali, dei fortini e degli accampamenti. E concordo con chi, qui e altrove, ha fatto riferimento al magnifico Capitanio:le tavole, splendide, in cui Rafael promette vendetta e libertà sembrano davvero realizzate a quattro mani insieme a Capitanio!E? il tratteggio-ora fitto ora largo, mai fuori luogo, mai inutile orpello, mezzo perfetto per sottolineare le luci e le ombre e conferire plasticit? tridimensionale alle figure-che accomuna Suarez e Capitanio, quel tratteggio minuzioso e deciso che sembra trasformare le tavole di entrambi i disegnatori in vere e proprie incisioni cinquecentesche. E il Tex di Suarez-accusato da alcuni di essere troppo vecchio e troppo grosso, quasi un ciccione- è un Tex pefetto?di più, il Tex di Suarez è Tex!A me ricorda tantissimo il Tex di Fusco:la stessa ironia e la stessa grinta, la stessa prestanza fisica che sfocia quasi nel colossale, e quasi la stessa quantit? di sigarette in bocca(lo so, quest?ultima cosa è una fesseria, ma io ci sono fissato). Se questo Texone risulta essere (quantomeno) uno splendido albo, gran merito va anche al magnifico Suarez, che non vedo l'ora di rivedere sulle pagine del nostro ranger!

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