ymalpas

Carson Donnaiolo E Autarchico ?

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Nell'ultima storia di Ruju, "La prova del fuoco" la figura di Carson mostra due caratteristiche, che a parer mio, rappresentano un ritorno al passato del personaggio.

Ricordate "Il passato di Carson" è Boselli ce lo presentava slegato dall'ingombrante figura del pard Tex Willer.

Nolitta ne ha fatto quasi una costante dei suoi racconti. Ne "Il segno di Cruzado" la sua funzione narrativa era del tutto simile a quella che ritroviamo nella storia in edicola in questi giorni: lontananza, ritorno alla riserva, comunicazione di importanti notizie a Tex. In "Golden Pass" la sua "emancipazione" era ancor meglio definita, con la sua scapatella notturna.

Con le storie di Nizzi, i due pards sembrano proprio inseparabili, con una schema di coppia non privo di caratteristiche positive, ma tutto sommato alla lunga abbastanza monotono.

Ma veniamo a Ruju.

Immagine postata


Una settimana di riposo. Dopo due giorni il vecchio cammello sarà probabilmente annoiato...

Immagine postata


In realtà, non solo non si annoia, ma la lontananza dura ben due settimane! Che sia rimasto mani nelle mani dubitiamo parecchio e certamente, tempo di raccogliere qualche informazione su Loman e le sue rappresaglie, qualche attrattiva in una cittadina come Tucson ( dove se non ricordo male ha pure una casa ) l'avrà sicuramente trovata.

Immagine postata


L'aspetto più curioso della storia fin qui è stato questo "enigmatico" sorriso dell'indianina. E' la prima volta dai tempi di Lilyth che vediamo una presenza femminile introdursi nella capanna dei due pards, il suo sguardo malizioso quindi lascia non pochi dubbi, malgrado lo stesso Ruju ne abbia svelato la causa.

Senza dover giungere a immaginare delle memorie segrete per il vecchio cammello, non possiamo lasciarci sfuggire l'occasione di parlarne più diffusamente.

Dico subito che la scelta di Ruju, per me, risulta felicemente azzeccata, non solo perchè ha rivitalizzato un personaggio prossimo al collasso, ma perchè ha inserito nella storia quegli elementi, opportunamente dosati, che stuzzicano la fantasia del lettore, e fanno si che questa avventura resti ancorata nella sua mente, senza perdersi anonimamente nella segreta stanza dei ricordi dimenticati!

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D'accordissimo con quanto scritto da Ymalpas. Finalmente rivediamo il vecchio cammello preso dai suoi "vizi", se così possiamo chiamarli. A me particolarmente è piaciuto moltissimo il dialogo a pag. 60-61, quando Tex si accinge a partire come scorta ai viveri destinati alla sua riserva. Carson accorre per salutarlo e raccomandargli di stare attento, ma il fedele pard ironicamente ribatte che è lui a dover essere preoccupato. E arriva la classica battuta sul vecchio reprobo e sulle numerose ragazze presenti a Tucson. :inch: Sono questi i piccoli aspetti, brevi dialoghi, scenette ben dosate e studiate apposta per risvegliare l'affetto degli affezionati lettori. Basta poco per renderci felici e per ritrasmetterci il carattere dei pards creato da GLB. Non dico che queste scene devono forzatamente essere presenti ad ogni storia, ma ogni tanto è giusto leggerle. Ultimamente mi pare che il personaggio di Carson abbia avuto una notevole rivalutazione dal punto di vista fisico nelle scene d'azione; con queste scene Ruju ci ha mostrato altri aspetti importantissimi del suo carattere: la fame, i brontolii e l'ammiccamento verso il "gentil sesso"!Per quanto riguarda la fame (bistecche e patatite) e i continui brontolii, erano praticamente presenti in tutte le storie di Nizzi che, diciamocelo chiaramente, molto spesso ne ha abusato. Per questo oggi molti lettori tendono a criticare la scelta di Ruju, che invece ha semplicemente seguito la pista tracciata da Gianluigi Bonelli, limando e dosando al meglio il tutto!!Per me ha fatto un ottimo lavoro sotto questo punto di vista!! :inch::trapper:

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La discussione mi piace e sono d'accordo al 100% con Ymalpas: è bello vedere il vecchio cammello avere una vita propria, sganciata da quella di Tex, cosa che riporta a meccanismi narrativi che da troppi anni erano stati dimenticati.
La colpa, spiace dirlo, è stata in buona parte di Nizzi, che aveva gradatamente trasformato il vecchio Kit in una macchietta stile "vecchietto del west", dimenticandosi che Kit Carson non era fatto per essere interpretato da Walter Brennan o George Hayes, ma, casomai, da Ward Bond. :colt:

Fateci caso: fino a poco prima del numero 300 (ovvero all'affermazione di Nizzi come autore principale) è estremamente raro che Carson sia presente in storie ambientate nella Riserva Navajo. In genere quel tipo di storie vede come protagonisti i soli Tex, Kit e Tiger e se Carson c'è, interviene successivamente, venendo da fuori. Chiaro segno che per GLB il vecchio Kit non risiedeva stabilmente alla Riserva, ma altrove. Questo altrove per me è indubbiamente la casa di Santa Fe (non Tucson, caro Ymalpas :generaleN:) a cui si allude spesso nella serie fino, appunto, a poco prima del n° 300 (l'ultima volta, mi pare sia stato nella storia "Grido di guerra"), casa acquisita quando il vecchio cammello, smessi i panni dello scout, divenne maggiore dei Rangers e si stabil' a Santa Fe, per l'appunto (? avvenuto dietro le quinte in un momento imprecisato dopo "Il figlio di Tex").
Senza contare il fatto che in passato il buon Carson era impegnato in varie missioni da solo senza Tex a dirgli che cosa fare ad ogni passo. :colt:

Sono tutti elementi che, a mio parere, andrebbero recuperati, e nel mio piccolo non ho mancato di suggerirlo agli autori quando ho avuto occasione di incontrarli.

Ultimamente ho visto che si va proprio in questa direzione, e ne sono ben felice, rivitalizzando non solo Carson, ma anche Kit, che in mano a Boselli e Faraci appare aver recuperato lo smalto dei tempi d'oro. Non parlo di Tiger perchè nelle ultime storie ha avuto un ruolo più defilato, ma aspetto Boselli al varco quando uscir? "Il ritorno di Laredo". :capoInguerra:

Modificato da Carlo Monni

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Francamente non trovo molto attinente alla discussione l'oramai famoso sorriso dell'indiana senza nome, e neppure ci vedo qualcosa di malizioso; ammiccante sè, ma non malizioso (n° capisco che significato recondito potrebbe avere o suscitare....). Sul Carson indipendente, vado controcorrente e dico che, al contrario, questo schema narrativo (Carson che prende una "vacanza"...) lascia immaginare che la vita dei due pards sia assolutamente accomunata ed in simbiosi anche nei periodi di tranquillit?. Per un Carson veramente indipendente, vorrei vedere episodi che lo coinvolgono mentre è solo a badare ai fatti suoi, o vederlo chiamare Tex in aiuto, al limite (cosa rarissimamente accaduta, mentre sovente accade il contrario); questo avrebbe l'effetto di rendere l' "autonomia" del vecchio cammello, laddove il concetto di "vacanza", imho, rende esattamente l'effetto contrario.

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Sono questi i piccoli aspetti, brevi dialoghi, scenette ben dosate e studiate apposta per risvegliare l'affetto degli affezionati lettori. Basta poco per renderci felici e per ritrasmetterci il carattere dei pards creato da GLB. Non dico che queste scene devono forzatamente essere presenti ad ogni storia, ma ogni tanto è giusto leggerle.

La discussione mi piace e sono d'accordo al 100% con Ymalpas: è bello vedere il vecchio cammello avere una vita propria, sganciata da quella di Tex, cosa che riporta a meccanismi narrativi che da troppi anni erano stati dimenticati. La colpa, spiace dirlo, è stata in buoan parte di Nizzi, che aveva gradatamente trasformato il vecchio Kit in una macchietta stile "vecchietto del west", dimenticandosi che Kit carson non era fatto per essere interpretato da Walter Brennan o George Hayes, na casomai da Ward Bond.

Queste due frasi riassumono perfettamente anche il mio pensiero: anche a me ha fatto molto piacere rivedere quel senso di indipendenda di Carson nei confronti di Tex, credo proprio che Kit debba riacquistare un ruolo di questo tipo, una spalla all'altezza di Tex ma che ogni tanto ha anche spazio per fare un p? quello che vuole, senza restare sempre "agganciato" al suo pard!

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Sono questi i piccoli aspetti, brevi dialoghi, scenette ben dosate e studiate apposta per risvegliare l'affetto degli affezionati lettori.
Basta poco per renderci felici e per ritrasmetterci il carattere dei pards creato da GLB.
Non dico che queste scene devono forzatamente essere presenti ad ogni storia, ma ogni tanto è giusto leggerle.

La discussione mi piace e sono d'accordo al 100% con Ymalpas: è bello vedere il vecchio cammello avere una vita propria, sganciata da quella di Tex, cosa che riporta a meccanismi narrativi che da troppi anni erano stati dimenticati.
La colpa, spiace dirlo, è stata in buona parte di Nizzi, che aveva gradatamente trasformato il vecchio Kit in una macchietta stile "vecchietto del west", dimenticandosi che Kit Carson non era fatto per essere interpretato da Walter Brennan o George Hayes, ma, casomai, da Ward Bond.

Queste due frasi riassumono perfettamente anche il mio pensiero: anche a me ha fatto molto piacere rivedere quel senso di indipendenda di Carson nei confronti di Tex, credo proprio che Kit debba riacquistare un ruolo di questo tipo, una spalla all'altezza di Tex ma che ogni tanto ha anche spazio per fare un p? quello che vuole, senza restare sempre "agganciato" al suo pard!
Un'opportunità di questo genere era già stata offerta con l'introduzione di Lena e Donna e del fatto che il buon vecchio Kit andava a trovarle ogni tanto in Nevada.

Ai bei vecchi tempi, ovvero quando GLB era saldamente al timone della serie, tutti i pards avevano una loro importanza ed agivano spesso in amniera indipendente, prendendo iniziative personali e via dicendo. Certo, il ruolo di Kit Willer si era gradatamente ridimensionato rispetto ai suoi esordi, ma per vederlo quasi scomparire dalle storie dobbiamo aspettare appunto la decadenza di GLB e l'avvento di Nizzi, che aldil' del fatto che ha scritto delel gran belel storie nel suo perido d'oro, ha sempre mostrato di non trovarsi troppo a suo agio con kIt e con Tiger. Il che può apparire strano, se si pensa che quando ci si è messo d'impegno è riuscito a confezionare buone, se non ottime, storie incentrate su questi due personaggi (Per chi non l'avesse capito, mi riferisco a "Furia Rossa", "L'uomo senza passato" e "I lupi del Colorado" :lol:).

Ribadisco che secondo me, rendere più indipendente Carson, ridare sempre maggiore smalto a Kit, lavorare di più su Tiger deve essere un impegno prioritario di tutti gli autori.
Accade che la rivitalizzazione di una serie passi anche per il recupero dei migliori elementi di un felice passato. Questo sia Boselli che Faraci (per tacere di Manfredi) lo sanno benissimo. :inch:

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Fateci caso: fino a poco prima del numero 300 (ovvero all'affermazione di Nizzi come autore principale) è estremamente raro che Carson sia presente in storie ambientate nella Riserva Navajo. In genere quel tipo di storie vede come protagonisti i soli Tex, Kit e Tiger e se Carson c'è, interviene successivamente, venendo da fuori. Chiaro segno che per GLB il vecchio Kit non risiedeva stabilmente alla Riserva, ma altrove. Questo altrove per me è indubbiamente la casa di Santa Fe (non Tucson, caro Ymalpas :generaleN:) a cui si allude spesso nella serie fino, appunto, a poco prima del n° 300 (l'ultima volta, mi pare sia stato nella storia "Grido di guerra"), casa acquisita quando il vecchio cammello, smessi i panni dello scout, divenne maggiore dei Rangers e si stabil' a Santa Fe, per l'appunto (? avvenuto dietro le quinte in un momento imprecisato dopo "Il figlio di Tex").
Senza contare il fatto che in passato il buon Carson era impegnato in varie missioni da solo senza Tex a dirgli che cosa fare ad ogni passo. :colt:


Non sono così certo di questa cosa. Cioè,? verissimo che Carson abbia una casa propria fuori dalla riserva, e dunque una sua indipendenza dai pards. Ed è anche verissimo che in passato capitava che se ne andasse in missione da solo:l'esempio è dato, tra le ultime che ho riletto, da "La sfida".

Però io credo che Carson abiti alla riserva, principalmente;che la sua "prima casa" sia proprio l'. Come Tex, lui può passare diverso tempo in luoghi lontani (Messico,Canada,Montana), ma la sua vera casa è l', nella riserva navajo.
E se è vero che, per esempio, in "Sangue navajo" o "Gli sterminatori" o "Pueblo bonito" Carson entra in scena dopo, agendo esternamente alla riserva, in molte altre, sempre ambientate nella riserva Navajo, lui è l' fin dall'inizio:"Dugan il bandito","Gli eroi di Devil Pass","L'oro del Colorado"... senza contare le storie che iniziano nella riserva , e in cui c'è anche Carson:"Il giuramento","Incubo","Sulle piste del Nord", ecc...

Poi, ci sono anche storie di Nizzi, che si svolgono nella riserva, in cui Carson entra successivamente:mi viene da pensare a "Il presagio" o a "Ritorno a Culver City".
Ma il punto, per quanto mi riguarda, non è nemmeno questo:il punto è che Carson, secondo me, vive insieme ai suoi pards, pur con l'indipendenza di cui sopra. :trapper:

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Fateci caso: fino a poco prima del numero 300 (ovvero all'affermazione di Nizzi come autore principale) è estremamente raro che Carson sia presente in storie ambientate nella Riserva Navajo. In genere quel tipo di storie vede come protagonisti i soli Tex, Kit e Tiger e se Carson c'è, interviene successivamente, venendo da fuori. Chiaro segno che per GLB il vecchio Kit non risiedeva stabilmente alla Riserva, ma altrove. Questo altrove per me è indubbiamente la casa di Santa Fe (non Tucson, caro Ymalpas :generaleN:) a cui si allude spesso nella serie fino, appunto, a poco prima del n° 300 (l'ultima volta, mi pare sia stato nella storia "Grido di guerra"), casa acquisita quando il vecchio cammello, smessi i panni dello scout, divenne maggiore dei Rangers e si stabil' a Santa Fe, per l'appunto (? avvenuto dietro le quinte in un momento imprecisato dopo "Il figlio di Tex").
Senza contare il fatto che in passato il buon Carson era impegnato in varie missioni da solo senza Tex a dirgli che cosa fare ad ogni passo. :colt:


Non sono così certo di questa cosa. Cioè,? verissimo che Carson abbia una casa propria fuori dalla riserva, e dunque una sua indipendenza dai pards. Ed è anche verissimo che in passato capitava che se ne andasse in missione da solo:l'esempio è dato, tra le ultime che ho riletto, da "La sfida".

Però io credo che Carson abiti alla riserva, principalmente;che la sua "prima casa" sia proprio l'. Come Tex, lui può passare diverso tempo in luoghi lontani (Messico,Canada,Montana), ma la sua vera casa è l', nella riserva navajo.
E se è vero che, per esempio, in "Sangue navajo" o "Gli sterminatori" o "Pueblo bonito" Carson entra in scena dopo, agendo esternamente alla riserva, in molte altre, sempre ambientate nella riserva Navajo, lui è l' fin dall'inizio:"Dugan il bandito","Gli eroi di Devil Pass","L'oro del Colorado"... senza contare le storie che iniziano nella riserva , e in cui c'è anche Carson:"Il giuramento","Incubo","Sulle piste del Nord", ecc...

Poi, ci sono anche storie di Nizzi, che si svolgono nella riserva, in cui Carson entra successivamente:mi viene da pensare a "Il presagio" o a "Ritorno a Culver City".
Ma il punto, per quanto mi riguarda, non è nemmeno questo:il punto è che Carson, secondo me, vive insieme ai suoi pards, pur con l'indipendenza di cui sopra. :trapper:

Effettivamente, c'è da ragionarci su ben bene.

Su due piedi, come esempio bonelliano di Carson residente alla riserva, mi sovviene 'Ombre Dal Passato' , che è , in effetti, una storia tarda.
' Il Giuramento ' non comicia a Fort Defiance?

Al di l' degli esempi, vorrei proporre una riflessione.

E' solo col secondo centinaio ( 'il centinaio d'oro' ) che Tex e i pards si identicano definitivamente come una famiglia, il cui primo requisito è una comune residenza.
Negli albori, sembra poco chiaro quale sia il nucleo più stretto degli amici di Tex: Carson pare essere estremamente autonomo, sullo stesso livello di Gros Jean e Jim Brandon, con Montales vera spalla di Tex.
Anche la fisionomia del Vecchio Cammello ( inizialmente quasi coetaneo del nostro
Mr. Willer) rispecchia questa differenza: Tex e Carson sono due colleghi.
In quanto collega, Carson è autarchico, in origine.

In un secondo tempo, il rapporto tra i due muta: ecco che il rispetto si trasforma in stima, la stima in amicizia.
Ecco che muta anche la fisionomia di Carson, che invecchia rapidamente, diventando l'amico più anziano, più esperto e disincantato.
In quanto amico fraterno, non è più autarchico: è diventato l'altra faccia di Tex.


Forse, come con acume ha sottolineato Carlo, agli inizi Carson tende a Ward Bond, ma se ne distacca ben presto per mano del suo stesso creatore.

Del resto, possiamo anche considerare un punto: con l' affermarsi di un fumetto, è naturale che compaia l'elemento ironico, che Bonelli ha offerto al nostro Kit.

Mi sembra francamente esagerato il paragone , proposto da Carlo, tra il Carson nizziano e Walter Brennan ( immagino nella parte di Stumpy in 'Un Dollaro D'Onore' ) : la sensazione è che sia la solita propaganda anti -nizziana imperante.
Se in alcune storie abbiamo un Carson effettivamente 'garzone ' di Tex, in molte altre abbiamo un pard duro e tosto : un esempio su tutti, 'L'Uomo Senza Passato' .

Peraltro, un Carson spalla comica era stato già presentato più volte da GLB ( pensiamolo legato ad un albero in 'La Legge Del Più Forte' ), senza citare il catastrofico Nolitta che lo fa addormentare nella vasca da bagno in 'Il Segno Di Cruzado' ( e meno male che gli 'sperimentalismi ' ai son fermati qu? ), senza che , naturalmente, nessun criticone abbia mai parlato di un Chico nel Far West.

Nonostante la grande stima che nutro per lo sceneggiatore spagnolo, chi ha trasformato il Vecchio Cammello in Stumpy, casomai, è Segura.

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Secondo me entrambe le caratterizzazioni di Carson proposte sono accettabili: quella che ne sottolinea maggiormente l'indipendenza ha un sapore maggiormente da secondo centinaio (dunque bonelliano), mentre quella che lo vede come membro a tutti gli effetti della famiglia della riserva mi richiama alla mente il Nizzi del quarto centinaio, ovvero quello che io ritengo essere stato il secondo vertice di massimo splendore della serie.(S?, lo so che dopo anni di "Soldi sporchi" sembra eretico dirlo, ma ritengo che il Nizzi anni ottanta non avesse nulla da invidiare a Bonelli)Dunque, inutile dirlo, preferisco la seconda, ma ciò non vuol dire che anche la prima non possa essere svolta in modo interessante: anzi, uno dei meriti più grandi di Boselli è stato proprio l'aver arricchito di risvolti inediti ed inconsueti proprio mentre il Nizzi del quinto centinaio trasformava l'atletico Carson nella mignatta che tutti conosciamo (e il termine "mignatta" è stato introdotto da Nizzi stesso). Da quel che avete scritto, nell'ultimo albo che devo ancora leggere, Ruju mi sembra si sia mosso nella prima direzione, e confesso che il fatto non mi spiace, visto che tutti ne hanno parlato bene. Aspetto di dire la mia... :colt:Su Segura non sono troppo d'accordo con Don Fabio: è vero che il buon Tonio si è mosso in tal senso, ma le sue storie sono state talmente poche che certamente non hanno potuto influenzare altri autori. Nizzi, che credeva di essere l'unico degno erede della formula glbonelliana, non mi sembra proprio il tipo da farsi influenzare da Segura...

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Scusate se torno in tema con un altro messaggio, ma... nell'avventura "La banda Border", scritta da Nizzi e pubblicata sui numeri 326-328, nelle prime pagine de "Il mulino abbandonato", Carson esprime nostalgia per la riserva ed il desiderio di tornarvi il prima possibile... dunque, per il Nizzi dei primi tempi, Carson abitava evidentemente alla riserva!Non so se ci sia stato un fraintendimento delle coordinate di GLB oppure sia stata un'operazione incoraggiata dall'editore, tuttavia allora (1987) la Daim Press era indubbiamente molto meno strutturata della Sergio Bonelli Editore di oggi.

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Fateci

Peraltro, un Carson spalla comica era stato già presentato più volte da GLB ( pensiamolo legato ad un albero in 'La Legge Del Più Forte' ), senza citare il catastrofico Nolitta che lo fa addormentare nella vasca da bagno in 'Il Segno Di Cruzado' ( e meno male che gli 'sperimentalismi ' ai son fermati qu? ), senza che , naturalmente, nessun criticone abbia mai parlato di un Chico nel Far West.

Nonostante la grande stima che nutro per lo sceneggiatore spagnolo, chi ha trasformato il Vecchio Cammello in Stumpy, casomai, è Segura.

Buongiorno a tutti. Questa è la prima volta che intervengo nel forum e son contento di farlo proprio in merito a Kit Carson che è il mio personaggio preferito della saga. Premetto che condivido molte delle osservazioni fatte da chi mi ha preceduto. Ho sempre detestato le storie che vedevano Carson relegato a vecchietto, brontolone, mediocre lottatore, spesso ignorato dai vari pistoleri in cerca di fama e desiderosi di sfidare il numero uno (cioè Tex). Fossero anche state storie con trame avvincenti, comprimari interessanti, ambientazioni originali.
Per me Carson dovrebbe essere un ranger di valore quasi pari a Tex. E il "quasi" dovrebbe spiegarsi soprattutto in ragione dei 15 anni di differenza (ma perchè poi si è deciso, nell'avventura a Frisco che vide il ritorno di Barbanera, di fissare queste età di Tex - 40 anni - e KC - 55 anni? in precedenza le storie facevano intendere che la differenza fosse di una decina d'anni!).
Non sono d'accordo con chi ritiene che le prime storie hanno visto un KC più valoroso e autonomo. Secondo me, sono addirittura imbarazzanti, sotto questo aspetto.
KC viene presentato come un ranger già famoso ad un Tex "esordiente". Ebbene, appena i due agiranno assieme, sembra che il ventenne Tex abbia già assunto il ruolo di esperto, veterano, leader ed il tretacinquenne e già leggendario KC a semplice spalla, messo assolutamente in ombra da Tex, sotto tutti i punti di vista (come tiratore, come lottatore, come investigatore).
Nell'albo "Tex l'intrepido" vien fatto dire espressamente ad un classico vecchietto dell'west che Tex era più veloce di KC.
Ne "I sette assassini", Tex dice che KC è stato suo maestro ed amico ed un avventore della pensione di Lena afferma di essere in presenza dei due più famosi pistoleri del West. In effetti, così avrebbe dovuto essere: un maestro, poi gradualmente raggiunto e superato (ma di poco!) dall'allievo.
Invece, in troppe occasioni si è voluto esagerare. Si veda ad es. Oklahoma. KC fatica a colpire un coniglio col fucile e Tex mette a segno con la pistola un tiro che l'amico giudicava impossibile. Senza contare il finale, in cio Tex estromette KC dal duello finale. Oppure, per considerare l'abilità di lottatore, le due volte (che strano, entrambe le store erano disegnate dal bravissimo Civitelli) in cui KC viene atterrato (v. soprattutto l'avventura a Boston) da un avversario poi sistemato con relativa facilit? da Tex!
Boselli ha certamente rivalutato KC (e sarebbe bello che, magari, si rievocassero storie del passato con cui correggere le rispettive figure), però penso che bisognerebbe avere una linea uniforme, seguita un po' da tutti gli autori.

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Invece, in troppe occasioni si è voluto esagerare. Si veda ad es. Oklahoma. KC fatica a colpire un coniglio col fucile e Tex mette a segno con la pistola un tiro che l'amico giudicava impossibile. Senza contare il finale, in cio Tex estromette KC dal duello finale. Oppure, per considerare l'abilità di lottatore, le due volte (che strano, entrambe le store erano disegnate dal bravissimo Civitelli) in cui KC viene atterrato (v. soprattutto l'avventura a Boston) da un avversario poi sistemato con relativa facilit? da Tex! Boselli ha certamente rivalutato KC (e sarebbe bello che, magari, si rievocassero storie del passato con cui correggere le rispettive figure), però penso che bisognerebbe avere una linea uniforme, seguita un po' da tutti gli autori.

A questo proposito io ricordo soprattutto la storia boselliana che vide il ritorno del maestro, in cui una Annie Oakley mette (quasi) in imbarazzo il vecchio cammello col tiro a segno alle anatre. Questo per dire che basta poco per uscire fuori dai binari...

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Invece, in troppe occasioni si è voluto esagerare. Si veda ad es. Oklahoma. KC fatica a colpire un coniglio col fucile e Tex mette a segno con la pistola un tiro che l'amico giudicava impossibile. Senza contare il finale, in cio Tex estromette KC dal duello finale. Oppure, per considerare l'abilità di lottatore, le due volte (che strano, entrambe le store erano disegnate dal bravissimo Civitelli) in cui KC viene atterrato (v. soprattutto l'avventura a Boston) da un avversario poi sistemato con relativa facilit? da Tex! Boselli ha certamente rivalutato KC (e sarebbe bello che, magari, si rievocassero storie del passato con cui correggere le rispettive figure), però penso che bisognerebbe avere una linea uniforme, seguita un po' da tutti gli autori.

A questo proposito io ricordo soprattutto la storia boselliana che vide il ritorno del maestro, in cui una Annie Oakley mette (quasi) in imbarazzo il vecchio cammello col tiro a segno alle anatre. Questo per dire che basta poco per uscire fuori dai binari...
Proprio ciò che intendevo dire. Quella storia (Wild west show e albi seguenti) - che, peraltro, mi è piaciuta, anche per il rilievo relativamente autonomo di KC (basti pensare alla sua partecipazione allo spettacolo) - sarebbe stata anche perfetta se il risultato di quella specie di sfida fosse stato diverso. Si voleva evidenziare l'insuperabile mira della Oaklay? bene, un pareggio non sarebbe stato sufficiente? oppure uno scarto minore. A parziale consolazione - e giustificazione di Boselli - posso aggiungere che nel corso della storia lo stesso Tex pare prednere atto (implicitamente, per carit? ...) della mira straordinaria della giovane stella del wild west show. Le situazioni peggiori, più umilianti, per Carson, a mio parere si sono avute in tante altre occasioni, anche famose. Ricordate "la sconfitta"? E' una storia bella e classica, con i disegni di un Galep straordinario, eppure, nonostante nello scontro a fuoco di Tex e Carson con gli uomini del ranchero locale, il vecchio KC dia priva di abilità notevole, in termini di precisione e agilit?, poi nel confronto finale con il pistolero meticcio, il vecchio cammello non viene preso assolutamente in considerazione. Non nella sfida, come se si pensasse che, eliminato Tex, Carson non sarebbe più stato un pericolo. E neppure nel dopo scontro, in cui Tex giace ferito, colpito da un avversario in modo assolutamente sleale. Che cosa ci si sarebbe aspettati? Almeno che fosse Carson a regolare i conti. Invece no; lo si vede buono buono al capezzale di Tex, gli fa il resoconto notarile dell'accaduto ed assiste al risorgere di Tex che, semidivino, fa fuori il pistolero. Un altro esempio di esagerazione - a mio parere - fu quello (che per fortuna non coinvolse il vecchio cammello) de "La sfida" in cui Tex umilia, letteralmente, Buffalo Bill, battendolo sia con la colt (e ciò, passi pure, visto che Cody, seppure tiratore esperto anche con la pistola, non aveva fama di essere tra i migliori; tanto è vero che le cronache raccontano di una sfida con Ben Thompson in cui il pistolero inglese batte Cody alla pistola) ed anche con il fucile, colpendo tutti i bersagli (6 su 6, mentre Cody solo 3 su 6), in più esibendosi in acrobazie equestri!!! Francamente, mi è sempre sembrata una "sbruffonata", che non so se fosse dovuta ad antipatia per il personaggio storico di Buffalo Bill o per la volont? (più volte manifestata) di fare di Tex un eroe distante anni luce da tutti gli altri comprimari, KC incluso. Ripeto, spero proprio che si capisca che fare di Tex un eroe imbattibile non significa ricreare situazioni così esasperate e, soprattutto, sminuire chi (Kit Carson) dovrebbe essere "quasi al suo livello".

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Il problema (tra virgolette) è che Gianluigi Bonelli dopo le primissime storie in cui compariva Carson, ha deciso di seguire una nuova linea. Questa nuova linea coincide con il momento in cui Carson diventa il pard più fedele di Tex. Diventa l'inseparabile amico ed inevitabilmente non è più un Maestro, ma una "spalla" a volte comica, ma comunque messo sempre un p? in ombra da Tex. Giustamente il protagonista principale della serie è Tex, ed è lui che deve brillare il più delle volte. Detto questo adoro le avventure in cui i "fari" sono spostati sugli altri tre pards, ma inevitabilmente il più forte, l'Eroe, il più intuitivo, stratega, pistolero e quant'altro: rimane Tex. Pensandoci su: Carson appariva come una sorta di "Maestro" per il nostro, una figura leggendaria e famoso in tutto il West per il suo coraggio e la velocit? con la pistola. Poi come dice James, l'allievo in qualche modo supera il maestro. Anche se sono diverse le storie in cui KC (come usa chiamarlo James :) ) si impone salvando in extremis la pelle di Tex. Il personaggio di Kit Willer invece con GLB mantiene inalterate le sue caratteristiche salienti: un ragazzo che si getta in mezzo alle pallottole, a volte troppo audacemente e senza pensare alle conseguenze, oppure quello che fa saltare la cassetta di pallottole solo per seguire il padre nella sua missione. In alcune storie GLB rende il figlio di Tex, protagonista in molte situazioni, vedasi ad esempio Pony Express, che è l'esempio più lampante. Negli ultimi anni abbiamo visto diversi autori che hanno cercato di riportare queste caratteristiche. Rimane però ancora molto dimenticato e poco sfruttato il personaggio di Tiger, molto spesso relegato alla riserva. :trapper:

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L'ultima storia di Ruju credo che abbia ribadito due cose;e ribadendole entrambe, ha dimostrato che esse non sono inconciliabili.1)Carson ha la sua indipendenza e autonomia.2)Carson abita comunque alla riserva navajo e partecipa alla vita della riserva. Anche nella seconda parte il ranger non segue Tex come fosse sempre e solo la sua ombra, ma, di testa sua e in maniera autonoma, decide di andare a fort White:quindi, indipendenza e libertà decisonale. Però, dopo la vacanza a Tucson (era Tucson°), Carson ritorna alla riserva navajo:quella è la sua casa, non l'abitazione a Santa Fe. E come dicevo,Carson partecipa attivamente alla vita dei navajo, è del tutto una parte attiva di quella comunit?:infatti, come Kit e l'amico, lui è a caccia con Tiger per garantire le provviste per l'inverno (bello, tra l'altro, questo accenno a una collaborazione tra il ranger e il navajo:lascia ancor più speranze per il futuro texiano di Ruju).

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L'ultima storia di Ruju credo che abbia ribadito due cose;e ribadendole entrambe, ha dimostrato che esse non sono inconciliabili.1)Carson ha la sua indipendenza e autonomia.2)Carson abita comunque alla riserva navajo e partecipa alla vita della riserva. Anche nella seconda parte il ranger non segue Tex come fosse sempre e solo la sua ombra, ma, di testa sua e in maniera autonoma, decide di andare a fort White:quindi, indipendenza e libertà decisonale. Però, dopo la vacanza a Tucson (era Tucson°), Carson ritorna alla riserva navajo:quella è la sua casa, non l'abitazione a Santa Fe. E come dicevo,Carson partecipa attivamente alla vita dei navajo, è del tutto una parte attiva di quella comunit?:infatti, come Kit e l'amico, lui è a caccia con Tiger per garantire le provviste per l'inverno (bello, tra l'altro, questo accenno a una collaborazione tra il ranger e il navajo:lascia ancor più speranze per il futuro texiano di Ruju).

Bell' intervento, Paco . C'è solo da capire che ha combinato Carson a Tucson... io che pensavo fosse andato a sciare ad Aspen!

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L'ultima storia di Ruju credo che abbia ribadito due cose;e ribadendole entrambe, ha dimostrato che esse non sono  inconciliabili.1)Carson ha la sua indipendenza e autonomia.

E questa, oltre ad essere vera, è cosa buona e giusta. haha

2)Carson abita comunque alla riserva navajo e partecipa alla vita della riserva.

Bada bene: io non ho mai messo in dubbio che Carson passi parte del suo tempo alla Riserva (dove, peraltro, fu esplicitamente invitato dallo stesso Tex come minimo ai tempi delle loro dimissioni nel n° 35). Quello che ho detto è che sembra essere diventata la sua abitazione fissa solo dopo l'avvento di Nizzi. Che nelle storie uscite prima del n° 300 ed ambientate all'interno della Riserva Carson non sia quasi mai presente e che nel caso in cui sia presente arrivi quasi sempre dall'esterno è un dato di fatto verificabiile, non una mia opinione personale. Ovviamente partecipa alla vita della Riserva. Ai vecchi tempi uno dei motivi per cui ci si recava o vi rimaneva era per partecipare a qualche battuta di caccia.

Anche nella seconda parte il ranger non segue Tex come fosse sempre e solo la sua ombra, ma, di testa sua e in maniera autonoma, decide di andare a fort White:quindi, indipendenza e libertà decisonale.

Meno male, dico io. :trapper:

Carson ritorna alla riserva navajo:quella è la sua casa, non l'abitazione a Santa Fe.

Prova non decisiva: Carson torna alla Riserva perchè deve informare Tex degli sviluppi della faccenda di Jack Loman. Inoltre vi arriva dopo due settimane, mentre avrebbe dovuto trattenersi a Tucson solo una settimana. Cosa ha fatto nella settimana aggiuntiva? ha semplciemente prolungato il suo soggorno a Tucson magari in dolce compagnia? haha

E come dicevo,Carson partecipa attivamente alla vita dei navajo, è del tutto una parte attiva di quella comunit?:infatti, come Kit e l'amico, lui è a caccia con Tiger per garantire le provviste per l'inverno (bello, tra l'altro, questo accenno a una collaborazione tra il ranger e il navajo:lascia ancor più speranze per il futuro texiano di Ruju).

Che lui partecipi alla vita della Riserva non ci piove. Del resto spesso Tex approfitta del suo passato di ufficiale per usarlo come tramite con le autorit? militari. Sia chiaro, io non voglio dimostrare a tutti i costi la mia tesi, solo che mi sarebbe piaciuto che gli autori recuperassero anche questo lato del vecchio cammello che contribuisce a renderlo più autonomo da Tex a mio parere.

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Negli ultimi anni, cito la storia con "El Supremo" e la vicenda con il colonnello mano cattiva è riemerso il fatto che Carson sia un ufficiale dei rangers, in queste storie spesso è chiamato maggiore e sir dai soldati e sottoufficiali. 

Ritornando al discorso principale pure io sono favorevole a un Carson a volte autonomo e il fatto che abbia un debole per il gentil sesso lo fa diventare più umano di Tex e di Tiger, che visse troppo poco fianco della sua amata Tania.

 

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