Sam Stone

[maxi 2010] La Belva Umana

Voto alla Storia?  

44 voti

  1. 1. Voto alla Storia?

    • 10 - eccellente
      0
    • 09 - ottimo
      13
    • 08 - buono
      11
    • 07 - discreto
      5
    • 06 - sufficiente
      4
    • 05 - mediocre
      1
    • 04 - insufficente
      0
    • 03 - scarso
      1
    • 02 - pessimo
      0
    • 01 - illeggibile
      0


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la storia di Faraci è davvero stupenda.. così come l'ambientazione e i flashback interrotti qua e l' che lasciano le scene sospese sul più bello.. mi lamento solo per i disegni di Diso, che ho apprezzato poco.. alcuni davvero brutti..

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Ed eccomi a commentare questo nuovo Maxi di Faraci:Contiene SPOILERA me questo Maxi è piaciuto abbastanza. Mi piace molto quando Tex ?gioca in trasferta?, soprattutto perchè c'è la curiosità di vedere come si comporter? con l'ambiente circostante, il quale è completamente diverso dall'ambiente in cui lui agisce solitamente. Molto ben caratterizzati tutti i personaggi, ed in particolare uno mi è piaciuto più di tutti: Samuel. Questo personaggio molto abile, quasi all'altezza dei pards di Tex, il quale, secondo me, potrebbe benissimo riapparire in futuro. Ben caratterizzato anche il principale antagonista di Tex, ovvero Arthur Rucker. Una cosa abbastanza originale di questo Maxi, è il fatto che, dal momento in cui Carson è ferito, fino a quando si vede il bambino giocare, la storia si svolge sè normalmente, però, dopo un certo numero di pagine, periodicamente, ci sono delle brevissime scene, in cui si verificano le sorti del vecchio cammello, e questo d' sicuramente ai lettori un piccolo timore sulla sorte di Carson. Quando poi si vede il bambino con la stella da ranger, è abbastanza facile intuire il perchè di quel ?fulmini e saette!? di Carson. Però, ahimè, il principale difetto, è proprio il fatto che Carson, per due Maxi consecutivi, viene ?cacciato via? dalla storia, per la solita ?scusa? della ferita. Come sarebbe stato bello se Tex e Carson avessero agito insieme su quell'isola. E se ci fossero stati addirittura tutti e 4 i pards, beh, a quel punto si sarebbe potuto parlare di capolavoro!Riguardo ai disegni di Diso, devo dire che non li ritengo così tragici come quelli, per esempio, di ?Fort Shara?. Sicuramente non li ritengo il massimo, però devo dire che quelli di ?Fort Shara? per me sono inguardabili, quelli di questa storia, non mi piacciono, ma non sono inguardabili, e non mi hanno ostacolato la lettura. Voti:Storia: 7,5-8. Disegni: 5,5.

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Storia sicuramente un po' fuori dai canoni "texiani", questa di Faraci. In ogni caso Tito, secondo me, si conferma valido sceneggiatore di Tex ed in questo Maxi lo dimostra ancora una volta di piu'. Intanto, con l'entrata in scena del nostro che si sbarazza degli scagnozzi del figlio di Rucker e poi "liquida" lo stesso, da par suo, all'arma bianca. Poi, con il fido Carson, d' il giusto filo da torcere ai messicani che li inseguono e, solo dopo una strenua difesa capitolano. Interressante il passaggio di Tex da cacciatore a preda e, successivamente, di nuovo cacciatore. Comunque un Tex duro, ironico, trascinatore e risolutore di ogni azione, compresa quella finale dove, giustamente come dovrebbe sempre essere mette la parola fine con il perfido e spietato Rucker. Sapiente l'uso dei flashback, perfettamente inseriti nello sviluppo della narrazione. Dialoghi brillanti e decisamente "texiani". La prova di Diso, come ho già avuto modo di scrivere in precedenza, l'ho trovata, tutto sommato, buona anche se, innegabilmente, il viso di Tex non è proprio il suo pezzo forte. Unico "rimprovero" che mi sento di muovere a Tito è il "sacrificio" del vecchio cammello che, sinceramente, proprio mi è rimasto sul gargarozzo. :colt: Avrei voluto vederlo all' opera fino alla fine dell'albo. Pazienza, a patto che nelle prossime storie....... grrr :D;)

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Come voto alla storia, in fin dei conti mi sono deciso per un 7: la freschezza della narrazione e i disegni sono gli aspetti che me la fanno classificare come un valido episodio, ma a mio modesto parere, come già detto ampiamente in precedenza, manca un quid che la faccia fare il salto di qualità.

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Bella storia e senza dilungarmi in considerazioni di cui non sono capace, devo giustificare il voto ottimo che ho dato dal fatto che l'ho letta dall'inizio alla fine in una sola volta e senza interruzioni, bella l'ambientazione coinvolgente al punto che la considero più incisiva della stessa trama che dopotutto vede il nostro Tex contro il solito cattivone di turno, anche se questo proprio non ha nessun pelo sullo stomaco. I disegni di Diso li ho apprezzati molto anche se lo preferisco in versione Mister No (sarà l'abitudine).

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Ho finalmente letto questo maxi e sono rimasto piacevolmente sorpreso dal lavoro di Faraci. Storia ricca di spunti narrativi, piena di suspense, con personaggi interiormente ricchi che si lasciano facilmente ricordare, per finire con un'ambientazione di quelle che prediliggo. La sceneggiatura, per la natura del soggetto, si adatta ( come è già stato scritto da qualcuno prima di me ) più ad un albo speciale che alla serie regolare, un po' come era avvenuto con "Fort Sahara" ( ma questa volta scritta con maggiore brio e realismo ). L'occasionale spalla, il nero Samuel, risulta molto simpatico, e soprattutto svolge tale funzione alla perfezione senza offuscare minimamente Tex con le sue performance, senza rubare la scena come spesso capita ai personaggi di Mauro Boselli. Faraci riesce agevolmente a situarlo un gradino sotto al protagonista Tex, sia attraverso l'espediente del duello col tedesco Kurz, duello che perde dimostrando "umana debolezza" ( anche se nelle pagine finali si rifarà con insospettabile facilit?, stendendolo a terra dopo un severo sganassone ), sia attraverso il flashback che illustra il precedente incontro dei due personaggi, dove il ranger gli salvava il collo. L'altro protagonista è Rucker, un sadico accecato dall'odio e dal suo senso di superiorit?. Mostra lo sprezzo di tutti i colonialisti anglosassoni nei confronti delle cosidette razze inferiori. Diversissimo in questo dalla figura molto edulcorata del latifondista cubano dell'ultimo texone, che alla fine libera i suoi schiavi e si unisce simbolicamente a loro contro i suoi propri interessi, Rucker riesce a convincere di più ( anche se è chiaro che molto incide la sua posizione di antagonista ). Faraci riesce a parare bene le possibili accuse di scarso realismo nel presentarci un personaggio così negativo, con delle gesta che sembrano ricondurlo alla pura essenza del male, svelandoci il suo tormentato passato, segnato dasl tradimento della moglie col fratello, quest'ultimo infine sacrificato in mare agli squali dopo l'uxoricidio. I disegni di Diso non sono male, resta sempre discutibile la sua proposta dei volti dei protagonisti della serie ( Tex, Carson, Montales ), si riscatta con delle protagoniste femminili molto sensuali ( riusciamo ad individuare tutte le forme di Conchita ) e nella resa grafica di Kurz, Rucker, Isais e Jacob. Voto al maxi: 8

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Rileggendo tutto questa discussione mi sono accorto che anche Pedro Galindez ha notato la differenza delle ultime due tavole rispetto alle altre, sono sembrate anche a me semplicemente delle matite fotocopiate. Mi chiedo il perchè di questa curiosità grafica...

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Sapete tutti come la penso riguardo alle recensioni di Ubc e malgrado non condivida quasi mai cio' che scrivono non posso fare a meno di leggerle. C'e' una frase che mi ha colpito piu' di tutti e cioe' questa:

Tex c'è ma non c'è, nel senso che parla, agisce, comanda, spara, ma non buca la scena, non è carismatico, non scalda il cuore dei lettori.

Ho citato questa frase perche' la trovo adatta non per questo Tex di Faraci e per questa storia ma per il Tex di Boselli. Ecco a me Boselli non e' mai piaciuto perche' il suo Tex non mi ha mai scaldato il cuore, non mi e' stato mai simpatico. Brava la Feltrin, che mi ha trovato le parole giuste per descrivere la mia avversione per il Tex boselliano. Solo che la frase sopra citata secondo me non ci azzecca una mazza per questo Maxi. :asd: :asd: :asd: Modificato da Anthony Steffen

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Buon Maxi, con disegni di Diso meno peggio del solito, bella ambientazione, personaggi ben delineati, soprattutto Samuel, che spero di rivedere ancora magari nella serie mensile. Ottima caratterizzazione dell'antagonista di Tex Rucker, crudele, sadico e odioso al punto giusto; peccato non averlo visto subire un trattamento alla Tex Willer. Di solito non mi piace veder agire Tex senza i pards, ma qui grazie proprio a Samuel, che come spalla funziona benissimo, la loro assenza pesa di meno, anche se al "vecchio cammello" avrebbe potuto essere riservato un ruolo più incisivo. Insomma un maxi degno del nostro ranger.

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Riporto il commento di una persona estranea al mondo del forum con la quale ho discusso del maxi: il personaggio di Malcom Rucker ricorda molto da vicino comportamento e psicosi dei figli del defunto Raiss Saddam Hussein... A questo punto, estendendo la similitudine, il paragone tra i due padri potrebbe anche profilarsi corretto. Tutto questo mi è stato detto in risposta ad una mia provocazione, in quanto sostenevo che il personaggio di Rucker fosse troppo esasperato nel suo sadismo e istinto omicida.

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Questa è l'ultima volta che dir? la frase ?Tito Faraci ha dimostrato ancora una volta di essere un degno autore di Tex?. Ormai la cosa è così ovvia che non si sente (almeno da parte mia) più il bisogno di ripeterla. Al di l' della storia, dei personaggi, delle scene, la frase detta sopra trova la sua giustificazione per il modo in cui Faraci affronta il personaggio Tex. Ormai lo sceneggiatore ha preso confidenza col personaggio, sa come muoverlo, cosa deve fargli dire, quale può essere il comportamento più idoneo per un Mito come il ranger. In pratica,Faraci continua a percorrere la strada di un Tex classico, solidissimo, formatosi sulla tradizione;un Tex che non si perde d'animo e in inquietudini più o meno psicologiche;un Tex che sorride, che ritorna a -splendidi- termini vecchiotti e un po' messi da parte (?beccaccione?), e che sa anche regalare perle di saggezza date con discrezione e senza strafare (lo splendido dialogo con Samuel alle pagg.166-167). Faraci mi ricorda Nizzi, il Nizzi d'oro del passato. Me lo ricorda per il rispetto e l'umilt?, nonchè per la classe sopraffina, con cui entrambi affrontano Tex e il suo mondo. In alcuni momenti la storia mi ha davvero entusiasmato. L'inizio è davvero bello, e ancor più bella è la scena dell'agguato ai due pards:una sparatoria indiavolata coi nostri che sono due fulmini scatenati. Bello anche il modo in cui Faraci mette in scena la cattura:l'arresa dei nostri coglie di sorpresa tutti, non solo i banditi (e, per evitare fraintendimenti, siamo lontanissimi da qualunque tipo di piccionaggine). Tra le altre, mi è piaciuta molto anche la scena dei cani, con il terzo che arriva di sorpresa:l'impressione era proprio quella di una lotta per la vita disperata. Alcuni elementi caratterizzano questa vicenda.1)la violenza. E? molto duro quello che ci viene raccontato;le scene di puro sadismo non ci vengono risparmiate. Rucker entra in scena massacrando di botte col bastone un povero servo nero:scena che mi ha ricordato quella simile presente ne ?Lo sceriffo indiano?, con la differenza che questa con Rucker è molto più cruda:il particolare del bastone che si spezza sul corpo del nero per la forza con cui vi è scagliato è una cosa che mi ha colpito molto. E che dire della scena, stupenda e ancor più cruda, in cui un poveraccio qualsiasi viene ucciso sotto gli occhi di un Tex inerme, solo per dare una lezione a quest?ultimo?O di quella, che inizia quasi di sorpresa, a dimostrazione della bravura tecnica di Faraci, in cui due sgherri vengono buttati già dal precipizio?E come se tutto ciò non bastasse, abbiamo ben tre tentativi, attuati o progettati, di violenza ai danni delle donne!Nulla di più diverso, intendiamoci, dalla violenza presentata da Segura. Mentre il sadismo in Segura serve a condire un piatto mal riuscito, in maniera del tutto gratuita e parossistica, in questa storia il sadismo, la crudezza, sono elementi necessari alla trama e al suo sviluppo. Non è quindi la violenza eccessiva in sè da mettere in discussione, ma il modo e le motivazioni per cui essa viene presentata.2)Flashback. Interessante il modo in cui Faraci costruisce la storia, creando alcune sottotrame che si intrecciano a quella principale, pur senza determinare variazioni importanti. Infatti il lungo flashback di Samuel è sè fondamentale per la costruzione del personaggio, ma ai fini dell'avventura che si sta svolgendo è del tutto inutile:una scelta narrativa molto innovativa, e già vista all'opera nel gioiello ?Destini incrociati?!Ed è ancora un flashback a farci conoscere un po' meglio il personaggio Rucker e il legame (doppiamente) di sangue che lo lega al fratello. Abbiamo anche un'altra sottotrama, non affidata a flashback:? quella con protagonista il Carson ferito e smemorato rimasto in Messico. A me queste scene sono piaciute molto, non solo quella con il ?Gran Matusalemme? uscito spontaneo, ma anche quella in cui il nostro, vedendo la sua stella appuntata sul petto del bambino, ritrova la memoria-nulla di eclatante, probabilmente, ma la scena è raccontata davvero bene!3)L'introspezione psicologica. Questo elemento è molto legato a quello dei flashback, ed è uno degli elementi più interessanti di tutta la sceneggiatura faraciana. Intendiamoci,Faraci non diventa mai ?palloso? o pedante, perchè l'approfondimento psicologico dei personaggi segue un copione fatto principalmente di azione, tanta azione, avventura e violenza. Samuel è il personaggio più scandagliato a livello psicologico/esistenziale:veniamo a sapere dell'omicidio della moglie e del padre, del suo tentativo fallito di vendetta;la sua è una storia di soprusi subiti dal padrone bianco, verso cui prova una diffidenza naturale;quasi commovente la piena coscienza che Samuel ha della sua condizione:lui è nato schiavo in un mondo pieno di schiavi, e ribellarsi può essere inutile perchè tutto il mondo è paese! Per fortuna però sulla sua strada incontrer? Tex. E Faraci, attraverso Samuel, metter? in luce tutta la saggezza e bellezza d'animo del nostro ranger. La storia dunque vale il prezzo del biglietto, altroch?! Soprattutto,Faraci riesce a servire come meglio non si potrebbe quello che deve sempre essere il piatto principale:Tex Willer!Ma ci sono due elementi che, secondo me, hanno penalizzato un po' questo maxi. Il primo, forse di scarsa importanza, sta proprio nella conclusione dei ricordi di Samuel. Tutta la sua vicenda è cioè raccontata benissimo, attira il lettore e gli lascia addosso la curiosità di vedere come va a finire (anche a causa delle continue interruzioni)? ma poi, secondo me, finisce in maniera un po' troppo semplice e poco coinvolgente. Personalmente, mi aspettavo qualcosa di più violento e spettacolare, e invece Faraci è tornato al primo flashback- dimostrando però, ancora una, la sua sapienza tecnica e il fatto che nelle sue storie Tex è in ogni caso il personaggio principale, quello deputato a fare giustizia e ?bella figura?, con buona pace dei comprimari!L'altro elemento, ben più importante, sta nel finale della storia. Rucker è un nemico degno di esser definito tale, un bastardissimo come ce ne sono pochi:ecco, io dalla sua fine mi aspettavo qualcosa di molto violento e molto spettacolare. Invece, per come la vedo io, il finale è un po' deludente, a partire dai diversivi escogitati da Tex. La banda dei messicani, inoltre, che si era dimostrata tostissima nella cattura di Tex e Carson, qui fa una figura barbina:sembrano, specialmente se confrontati con loro stessi visti all'inizio, dei rimbecilliti totali e ubriaconi buoni a niente. Tutto quindi diventa troppo facile, per Tex e i suoi, e la cosa mi ha un po' deluso. Detto questo, pur non essendo un capolavoro, questo rimane un ottimo maxi. Il motivo principale per cui lo accolgo con gioia nella mia collezione è dato dal fatto che rappresenta la conferma definitiva di Faraci come ottimo sceneggiatore texiano, che conosce il personaggio e le tecniche del mestiere, e che sa costruire storie interessanti con personaggi notevoli. Voto 8.

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8 mi sembra un'ottimo voto! _ahsisi Se non fosse stato per il finale le avrei dato sicuramente di più, perchè tutto il resto, dai flashback all'azione al modo in cui Tex è trattato, mi è piaciuto moltissimo!C'è anche da dire che i disegni di Diso, anche se meno brutti del solito, non hanno certo aiutato molto la sceneggiatura. :trapper:

Modificato da paco ordonez

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S?, Paco, la mia era solo una battuta! :indianovestito:D'abitudine, per indovinare il tuo voto devo prendere il mio e aumentarlo di tre, ma poich? stavolta la mia previsione ha miseramente fallito, volevo soltanto sparare un'idiozia... Comunque, condivido le tue osservazioni sulla banda dei messicani (nome infausto... :lol2: ): dopo un esordio in pompa magna, finiscono per essere poco più di un branco di rubagalline come se ne sono visti molti. Non che si tratti di un aspetto malvagio in sè, ma visto l'esordio mi sarei aspettato, come te credo, una resa dei conti più emozionante.

Modificato da virgin

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Vi segnalo, dal blog "Harry dice", una recensione sorprendentemente buona dell'ultimo maxi-dico "sorprendentemente" per l'atteggiamento solito dell'autore di quel blog verso il fumetto bonelliano in genere. Parole d'oro anche per il criticato Diso!http://harrydice. blogspot.com/2010/11/tex-... a-di-collo. html

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Bah... quel blog possiede l'arte di pontificare sul nulla. Si perde in perifrasi gonfie di baggianate degne di Congedo e in discorsi astrusi sulla "gabbia del fumetto seriale", dimenticado una cosa fondamentale: il commento sulla storia. Le sue menate filosofiche saranno anche interessanti, ma non me ne frega un pistacchio. Poi, certo, parla colui che scrive recensioni più lunghe delle storie stesse (ringrazio borden per questa meravigliosa definizione... :generaleS: ), però... un po' di concretezza in più non guasterebbe.

Modificato da virgin

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Ho letto da poco questo Maxi. Non apprezzo particolarmente il lavoro di Faraci sulle altre testate Bonelli e i disegni di Diso che ho amato su Mister No, mi fanno un po' storcere il naso su Tex. Però questo texone mi è piaciuto parecchio, nonostante non fosse particolarmente originale. Sarà che me lo sono goduto sul pullman, ma mi ha coinvolto nella lettura e mi ha fatto dimenticare tutto quello che mi stava attorno ;)

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Ho letto da poco questo Maxi. Non apprezzo particolarmente il lavoro di Faraci sulle altre testate Bonelli e i disegni di Diso che ho amato su Mister No, mi fanno un po' storcere il naso su Tex. Però questo texone mi è piaciuto parecchio, nonostante non fosse particolarmente originale. Sarà che me lo sono goduto sul pullman, ma mi ha coinvolto nella lettura e mi ha fatto dimenticare tutto quello che mi stava attorno ;)

Conosco Diso, ci sentiamo spesso e devo dire che come persona rispecchia enormemente il suo lavoro nel fumetto. Non ci sono parole per descrivere la sua eccellenza grafica e narrativa, tuttavia la sua rappresentazione del Tex, così come fu quella dell'altrettanto immenso Giolitti suo Maestro, ha fatto storcere il naso a molti, perciò non sei l'unico, amigo... Io, invece, lo amo... Jason Ducaux

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Ho letto da poco questo Maxi. Non apprezzo particolarmente il lavoro di Faraci sulle altre testate Bonelli e i disegni di Diso che ho amato su Mister No, mi fanno un po' storcere il naso su Tex. Però questo texone mi è piaciuto parecchio, nonostante non fosse particolarmente originale. Sarà che me lo sono goduto sul pullman, ma mi ha coinvolto nella lettura e mi ha fatto dimenticare tutto quello che mi stava attorno ;)

Conosco Diso, ci sentiamo spesso e devo dire che come persona rispecchia enormemente il suo lavoro nel fumetto. Non ci sono parole per descrivere la sua eccellenza grafica e narrativa, tuttavia la sua rappresentazione del Tex, così come fu quella dell'altrettanto immenso Giolitti suo Maestro, ha fatto storcere il naso a molti, perciò non sei l'unico, amigo... Io, invece, lo amo... Jason Ducaux
Guarda, per me Mister No è quello di Diso (con mille scuse al maestro Ferri), ma il suo tratto morbido su Tex non mi ha mai convinto tantissimo. Comunque la sua bravura non si discute. sisi

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Una buona storia. Sono consapevole dei mille difetti che presenta, a partire dalle molte scene piatte, allunga brodo, i flashback mal gestiti da Faraci e quant?altro. Per quanto riguarda Tex, verrebbe da porre la classica ?ci sei o ci fai??:pare che il Ranger faccia di tutto pur di riuscire a conquistare il pubblico ma alla fine non ci riesca, lasciando tutti con l'amaro in bocca e, soprattutto, senza quel calore che si necessita per poter amare fino in fondo il personaggio. In campo disegni, un plauso a Diso, certamente uno dei migliori nella rappresentazione dell'esotico, vista la sua lunghissima esperienza su Mister No, ma che pecca, come da altri diecimila prima di me detto, nel volto di Aquila Della Notte, un volto che varia tra il sorrisetto e la ghigna e che nella maggior parte dei soggetti non convince a pieno. Una parentesi sarebbe da fare per la gestione di Carson, qui assolutamente messo da parte, ferito e a nanna, una delle soluzioni tipiche nolittiane, di quelle che vogliono una certa distanza tra i due pards per eccellenza, onde evitare scontri o ?ruba scena?. Ripeto, un Maxi rispettabile e spesso rispettoso, ma che non supera la soglia del 7,5 globale.

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devo dire che, non per giudicare, ma a me i disegni di diso proprio non piacciono. a parte che hanno tutti delle ossa zigomatiche da far spavento, ma soprattutto disegna un tex che se fosse senza cappello e con vestiti di altri tempi non lo riconosceremmo di sicuro. per il resto la reputo una delle migliori storie di faraci. l'idea dell'isola è davvero bella e l'atmosfera per tutto il racconto è ricca di suspance:) bella storia:)voto nove

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