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TWF - Tex Willer Forum
Sam Stone

[601/602] I Giustizieri Di Vegas

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Ecco la copertina di Dicembre (ancora in piccolo formato purtroppo):

Immagine postata


E la riga di presentazione:

Tra omicidi, agguati e linciaggi, a Vegas non regna più l'ordine. E il calcolo dei morti è destinato a salire...

Grande copertina e grande titolo da mito del west.


E' un caso che strizzi l'occhio a "Sfida all'OK corral"?

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Ecco la presentazione dell'albo di Dicembre, dal sito della SBE:

Nel rifugio segreto dei fuorilegge, a Hell's Canyon, Carson si ritrova in serio pericolo, mentre, a Vegas, Tex scopre la verità sulla morte del precedente sceriffo. Poco alla volta, la verità viene a galla e i pards dovranno regolare i conti con gli insospettabili colpevoli, in una sfida all'ultimo sangue al ?Sunset Corral'...

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mmm... qundi nella sfida al corral (scena finale della storia?) non ci saranno solo Tex e Carson, ma anche Kit e Tiger.... Comunque sia attendo questi albi con la bava alla bocca!, perchè tra copertine, tavole in anteprima e presentazioni, credo proprio che ci troveremo a leggere una grande storia! _ahsisi

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Commento a caldo.

La storia si preannuncia buona, almeno la prima parte non delude le aspettative.

Questa volta parto dai disegni.

Mastantuono mi sembra particolarmente migliorato rispetto alle precedenti prove: ambientazione, carrellata di personaggi, interni degli edifici rappresentati in maniera esemplare.
Ancora trovo qualche indecisione sui volti dei 4 pards: Tex mi sembra fin troppo rigido e serio (ma forse questo è imposto dalla sceneggiatura), Kit Willer un p? troppo "bambino" in alcune scene.
Ma nell'insieme trovo che abbia fatto un buonissimo lavoro.

S
P
O
I
L
E
R

Venendo alla storia l'ho trovata molto seria (forse anche troppo in alcuni punti), ma certamente originale come ci sta abituando Boselli da un p? di tempo.
Interessante il "carniere" di personaggi, come al solito lo chef Boselli riesce ad inserirne parecchi e a sfruttarli tutti chi più chi meno.
Interessante poi come al solito, il tocco "trasversale" con i personaggi realmente esistiti: "La Dodge City Gang" capitanati da Hoodoo Brown e Dave Mather.
Si capisce fin dalle prime vignette a Vegas che qualcosa in quella città non quadra, anche se come al solito nella seconda parte tutto potrebbe ribaltarsi e come risultato potremmo avere qualche grossa sorpresa.
Di certo nella seconda parte non mancher? l'azione date le anteprime.

Ho apprezzato moltissimo la prima parte, con Tex, figlio Kit e Tiger scatenati in azione che abbattono i cattivi della situazione.
Particolarmente spietato Tex, che sembra voglia ammazzare il disgraziato di turno con un duello che di regolare non ha niente (infatti il delinquente ha ancora i polsi indeboliti dalle corde con le quali era stato legato).

Curiosamente per una volta (anche se Boselli aveva già usato questo espediente) Kit Willer prende un p? la parte brontolona di Carson, dando vita ad un siparietto comico (l'unico della storia) che riesce a strappare un sorriso a Tex e a Tiger, che stavano diventando un p? troppo musoni ultimamente!! :D

Bella anche l'entrata in scena di Carson, che finalmente comincia a mostrare le abilità delle sue prime storie: fiuto, cervelllo e determinazione. ::evvai::

La Dodge City Gang mi ricorda un p? la famiglia di Wyatt Earp, duri tutori della legge resi spietati dalla situazione.
Anche se nel caso dei primi, mi sembrano più furfanti che stanno dalla parte della barricata opposta a quella di Tex.

In più di una situazione di questa prima parte il lettore è portato ad odiarli e a capire che il marcio sta soprattutto dalla loro parte.
Staremo a vedere!! :trapper:

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Sono d'accordissimo con tutto quello che ha detto Sam!A me Mastantuono non è mai piaciuto molto, però in questo albo mi ha davvero sorpreso! Ho trovato splendide le rappresentazioni delle varie ambientazioni, soprattutto le vignette in cui vengono raffigurate le vie di Vegas e il flashback della miniera, ma sono contento soprattutto per il lavoro fatto sui pards! Mi sono sembrati molto meglio rispetto alle altre prove: il tratto adesso è molto sicuro, le fisionomie sono sempre molto riconoscibili e Tex e Carson mi sono parsi un p? ringiovaniti, il che non guasta!In particolare il volto di Tex, ma anche quello di Carson, li vedo caratterizzati con uno stile molto più personale del passato, e anche tutti gli altri personaggi sono stati studiati benissimo!Per quanto riguarda la storia in se, sono soddisfatto anche qui: è bello che partecipino i pards tutti insieme, che credo affronteranno dei degni nemici; ma in particolare Boselli è riuscito a creare un'atmosfera che io ho percepito come di attesa e di mistero lungo tutta la storia. Atmosfera che è stata molto ben stemperata, quando necessario, con quei due siparietti che a noi texiani piacciono tanto, e mi riferisco al "vice Carson" e alla classica bistecca!Molto bella questa prima parte, le premesse per un'altra ottima storia ci sono davvero tutte! ::evvai::

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Dopo il Tex tozzo e tarchiato alla Steven Seagal dell'ultimo gigante, quello incollato al cappello dell'ultimo maxi, eccoci al Tex con le labbra sigillate, serioso anche nei momenti di relax, che mi trasmette un'aria di pesantezza veramente insopportabile. Penso sia la prima volta che i disegni mi ostacolano e non poco nella lettura, ho fatto fatica ad andare avanti, l'uso di tutto quel nero mi ha trasmesso un'atmosfera troppo cupa e troppo pesante per i miei gusti, e aggiunta al Tex serioso e cupo, al Kit che a volte sembra un quindicenne fa sè che l'albo mi perda diversi punti solo per questo. Un vero toccasana l'arrivo di Carson, l'atmosfera si rilassa e si vede un minimo, ma proprio un minimo, di sorriso sulla sua bocca.

La trama è abbastanza interessante, forse un po' troppo intricata, con qualche ingenuità evitabile. Possibile infatti che il bandito che all'inizio canta, oltre a non conoscere il nome del capo non dia nessun indizio per riconoscerlo se non gli occhi chiari? Nessun altro particolare, nemmeno se fosse stato giovane o adulto? Bisognava che lo dicesse lo sceriffo di Coronas, che forse non l'ha visto nemmeno in faccia? E anche il giovane cowboy usato come capro espiatorio che viene a far baldoria proprio a Vegas mi sembra un'ingenuità, Mallory dimostra di non essere un novellino e di non bersi le storielle del sindaco, almeno in un primo momento. Interessante la banda di fuorilegge sotto la protezione dell'autorit?: dopo la storia di Loman ritorna il tema dei limiti nell'applicazione della legge, quella sottilissima linea di confine da non valicare oltre la quale l'arbitrio regna sovrano. Dalle ultime pagine sembra già tutto chiaro e semplice, sceriffi e sindaco complici dei banditi. Spero che il prossimo albo riservi invece qualche sorpresa, qualche colpo di scena, che tutto non sia così lineare come sembra. Figure interessanti mi sembrano Brown e Mallory, il primo la mente del gruppo, dissimulatore provetto, il secondo quasi un detective, abile ma non tanto da non cadere nella trappola del primo. Gli sceriffi fungono un po' da braccio armato del capo. Resta da vedere il ruolo di questo Blue, o Ice, all'interno del gruppo. Notevole questo Carson in grande spolvero, vero ranger esperto dall'occhio fino anche se, come dice lui, si è fatto incastrare al tavolo da poker, ma non poteva fare di più se non voleva esporsi troppo. Ho trovato invece estremamente fastidiosa la scena del duello iniziale voluto da Tex, mi è sembrato un voler infierire e umiliare all'eccesso un avversario da quattro soldi in condizioni di nettissima inferiorit?, un atto gratuito e non necessario, un vero e proprio sopruso: Tex andava preso a schiaffi, o meglio ancora andava sbattuto di brutto. E? vero che a volte Tex concede il duello a qualche bandito, ma mai con un antagonista che non ha la minima possibilità di farcela ed è addirittura impaurito. Dargli una lezione va bene, umiliare un prigioniero inerme o quasi proprio no. Che Kit si lamenti mi può anche stare bene, però qui l'episodio sembra un po' forzato, come se corrispondesse a un copione: siccome un lamentone ci va messo, in assenza di Carson mettiamoci Kit. Cosa c?entri poi la partita di poker con Brown, a parte il fatto di scolpire sulla pietra che Tex, forse per la prima volta nella storia, ha perso non volontariamente, forse ci sarà spiegato il prossimo mese, perchè non l'ho capito. Tex non ci chiarisce i suoi dubbi sulla gang, e avrebbe dovuto, a meno di rivelazioni a fine storia. In conclusione, prima parte di storia più che sufficiente, discreta, ma niente di più. Con altri disegni forse la valutazione sarebbe diversa.

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Inizio di storia più che discreto, pieno di azione e con tante belle promesse di rivelazioni che potranno rendere la storia addirittura ottima, se non si sgonfieranno chiuse come sono nei limiti dei due albi. I disegni sinceramente non mi entusiasmano. Kit Willer, nella prima vignetta dove appare, ha quasi l'aria di un biondino adolescente.

Kit fa il piagnone, giusto per sostituire in questo l'insostituibile Carson (infatti Capelli d'Argento fa sorridere per come riesce a creare un siparietto che coinvolge quasi sempre anche il serio e dignitoso Tex, mentre Piccolo Falco invece riesce quasi a fare innervosire). Devo dire però che da un certo punto di vista la lamentela di Kit mi è sembrata positiva, visto che per una volta non si limita a seguire fiduciosamente l'amato genitore, ma pretende di sapere qualcosa di più sui motivi che lo stanno portando a viaggiare per la Jornada del Muerto. Il famoso finto duello che Tex impone al bandito lascia l'amaro in bocca, anche in considerazione del fatto che all'uomo viene impartita un'ulteriore umiliante lezione per "farlo cantare". Lezione a cui stavolta non viene dato al lettore di assistere, ma che è sufficientemente chiara sul viso disfatto del povero tapino. C'è però da dire che solitamente questi personaggi vengono sottoposti dai pugni di Tex ad una mortificazione pubblica molto più lunga e penosa di quanto sia toccato al bandito.

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Curioso. Proprio prima di leggere l'albo mi ero visto il film "Tombstone" di George P. Cosmatos, con Kurt Russell nel ruolo di Wyatt Earp e Val Kilmer in quello di Doc Hollyday ed anche a me, come Sam Stone, La Dodge City Gang mi ha ricordato un po' la famiglia Earp, tra l'altro il titolo del prossimo albo è "Duello nel Corral" che richiama moltissimo alla famosa "Sfida all'OK Corral" dove i fratelli Earp affrontarono i "cowboy". Chiaro comunque che Boselli, per questa storia, abbia preso spunto da una realtà storica, dal momento che la Dodge City Gang, che prende il nome dalla famosa cittadina del Kansas da dove provenivano i suoi componenti, è realmente esistita, così come sono esistiti i personaggi di Hoodoo Brown e Dave Mather. Si trattava di una banda di fuorilegge che insediatisi a Las Vegas, una cittadina del New Mexico, si autoproclamarano tutori della legge, soprattutto grazie all'appoggio del loro capo, Hyman G. ?Hoodoo Brown° Neill (un giudice corrotto), dedicandosi impunitamente a rapine, omicidi e linciaggi di vario genere. Ad ogni modo, questa prima parte della storia mi ha preso molto, i personaggi appaiono molto tosti e Tex entra subito in azione. Vero, sempre come dice Sam, che Kit in questa prima parte sembra rifare il verso al Vecchio Cammello, lamentandosi di continuo con suo padre, secondo me lo fa addirittura un po' troppo, ma il siparietto che vede protagonisti lui, Tex e Tiger appare comunque divertente e ben scritto. L'entrata di Carson (che fa la sua comparsa solo a pagina 86), viene sottolineata subito (se mai ce n'era bisogno) dalla sua forte personalit?.

Molto bella, infatti, la scena di quando Carson viene accolto dai due vicesceriffi all'ingresso della città che gli chiedono, secondo la regola vigente, di consegnare le armi prima di proseguire. Dopo avergli risposto a tono, il nostro fa sfoggio della sua abilità con la colt, disarmando uno dei due. Mi è piaciuto molto anche il modo in cui Boselli fa agire Carson, mettendo in risalto le sue spiccate doti di detective, quando questi incomincia ad intuire che la faccenda puzza di bruciato e decide di vederci chiaro, mettendosi a indagare, anche se poi si farà fregare "come un pollo" (parole sue), venendo coinvolto di proposito in una partita a poker, mentre Mather incarica "Dirty" Dan" di fare qualcosa di losco; qualcosa che Carson non può scoprire, in quanto impossibilitato a seguirlo di nascosto
Penso che ci siano tutte le premesse per un'ottima storia, almeno lo spero, anche perchè è questo il genere di avventure che prediligo leggere su Tex. I disegni: ho già avuto modo di esprimere, in altre sezioni, l'ammirazione che provo nei confronti di Corrado Mastantuono, un disegnatore che mi è sempre piaciuto fin dai tempi di quando lavorava alla Walt Disney Italia. La caratterizzazione che ha dato a Tex e ai suoi pards non è di mio gradimento, ma c'è da apprezzare il fatto che abbia tenuto fede al suo stile, sicuramente in crescita, non rifacendosi a nessun modello di un altro disegnatore. Lo sappiamo benissimo, la maggior parte dei nuovi entrati si ispira a Ticci, Piccinelli predilige il modello Villa, Torricelli, almeno dalle prove che si sono viste in giro, sembra voglia rifarsi a Galep... insomma, se non altro Mastantuono sembra voler invece tentare una sua propria strada e questo è indice di grande personalit? e forte coraggio. Per il resto trovo che sia l'atmosfera che gli ambienti, siano resi in modo esemplare. Corrado possiede un equilibrio del b/n davvero notevole ed ottime capacità compositive, poi possa piacere o meno....?, come dico sempre, solo una questione di gusti personali.

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Letto stamattina...


s p o i l e r



... non conoscevo la vera storia di Mather e Brown e mi sono preso la briga di fare una veloce indagine su internet:


Quando Hoodoo Brown arriv? a Las Vegas, trov? che la città stava sviluppando una brutta reputazione, era vista come un luogo senza legge, rifugio di banditi, assassini e ladri. Tutto ciò port? alla sua elezione a giudice di pace, ma egli fu anche medico legale e sindaco della città, e assunti diversi ex pistoleri dal Kansas cre? una forza di polizia. Tuttavia questi si dimostrarono non meno criminali di quelli che avrebbero dovuto perseguire. Chiamata la "Dodge City Gang", la banda era composta da JJ Webb, Dave Mather, Joe Carson ecc. Tra il 1879 e il 1880 Hoodoo e la Dodge City Gang commisero rapine contro diligenze e treni, omicidi, furti e si macchiarono di corruzione nell'amministrazione comunale.

Non conoscendo la vera storia di Brown e Mather, dicevo, ho letto l'albo e mi sono lasciato incantare dalle parole di Boselli che per esempio attraverso il flashback di Tex, me li descriveva come due onesti tutori della legge, integerrimi, duri, con la mano pesante un po' come il Virgil Cole e l'Everett Hitch del film "Appaloosa". Con la lettura ho incominciato a sviluppare crescenti sospetti di colpevolezza e sono arrivato a pagina 114 un po' frastornato e confuso, lo confesso, non sapendo bene cosa pensare di fronte ad affermazioni ambigue come "i panni sporchi si lavano in famiglia" che lasciano quasi presagire un senso di onest? e correttezza da parte di qualcuno della Dodge Gity Gang ( in primis lo sceriffo ).


- Il convincimento che le storie di Boselli le si debba leggere non mese per mese ma tutte in una volta, per riallacciarmi al discorso che avevo iniziato qualche giorno fa, trova qui puntuale conferma. -

Ritornando allo sceriffo Mather all'inizio ci ho rivisto un po' il bastardo Langdon di "Morte nella nebbia" poi fortunatamente Boselli lo ha delineato in maniera diversa, resta però l'idea che lo sceneggiatore tenda a ricorrere spesso, nel delineare le fisionomie degli antagonisti, a caratteri stereotipati, ripetitivi, che poco giovano all'interesse della storia nella loro monotonia. Se ci fate caso, è possibile associare loro un'esplosione di violenza e ferocia gratuita che può andare bene una volta, ma che alla fine stanca.

E' chiaro che la formula vincente di Boselli, quella che ha fatto la fortuna delle storie del periodo aureo ( fascia 400 con i vari invincibili, i mostri di Thunder, i galeotti de "La grande invasione" ) incomincia a mostrare molti limiti. Questa Dodge City Gang che sulla carta dovrebbe promettere tanto, finora non è una - forza - che ha lasciato il segno se non, per l'appunto, per il machiavellismo di Brown, la furbizia e il "savoir faire" di Mather, la violenza cieca degli altri sgherri ( ma anche la loro intrinseca debolezza di fronte a personaggi come Carson o gli altri pards nelle pagine iniziali ).

E a poco giova la confessione di Tex sulla sconfitta a poker con Dirty Dan Rudabaugh: è la prima volta che c'è un'ammissione del genere e dobbiamo ricordarci che Tex a carte vince sempre e vince sempre perchè in molte occasioni la fortuna non lo assiste e deve mostrarsi più bravo degli altri a barare è Qui è vittima invece di un personaggio da niente ancora una volta sconosciuto ai lettori che probabilmente non lascer? il segno nella serie. Non siamo di fronte ai nizziani cinturoni calati e quest'ammissione di per se non è grave, ma non posso fare a meno di notare che è un errore su cui Boselli tende spesso a cadere: mostrare un Tex più umano, sminuito ( non smitizzato, si badi bene ) per accrescere, con poche righe, l'aurea dei suoi ( in realtà poveri e inconsistenti ) antagonisti.

Per venire ai pards che ci accompagnano durante la storia, gli abbiamo tutti e quattro e per il momento in ottima forma. Ma a livello narrativo ( oltre a Tex ) la sua bella figura finora l'ha fatta solo il vecchio cammello, molto abile in certi frangenti, meno in altri ( il farsi beccare alla finestra, nella stanza di Mallory ). Kit Willer e Tiger sono finora solo delle comparse e bisogner? necessariamente valutarne la portata nella seconda parte della storia, certo che il Kit Willer brontolone e curiosone è un classico di Boselli e non solo di Boselli, quindi posso affermare che a me non ha dato particolare fastidio.

I personaggi migliori restano però il duo Brown-Mather e soprattutto lo "sfortunato" Mallory, creazione per molti versi davvero interessante, che viene però subito accoppato in maniera banalotta... Le avreste viste le critiche impietose se la sequenza da pagina 80 a 84 le avesse scritte Nizzi. Continuo a ritenere non un bene questo continuo spreco di personaggi "clinex" da parte dell'autore: alla fine la loro dipartita finisce per ripercuotersi negativamente sulla storia stessa.

Ai disegni di Mastantuono è meglio che dedichi un messaggio a parte, perchè c'è tanto da scrivere.

Venendo al dunque, finora una storia con luci e ombre che valuter? meglio solo con la lettura della parte successiva.

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E a poco giova la confessione di Tex sulla sconfitta a poker con Dirty Dan Rudabaugh: è la prima volta che c'è un'ammissione del genere e dobbiamo ricordarci che Tex a carte vince sempre e vince sempre perchè in molte occasioni la fortuna non lo assiste e deve mostrarsi più bravo degli altri a barare è Qui è vittima invece di un personaggio da niente ancora una volta sconosciuto ai lettori che probabilmente non lascer? il segno nella serie. Non siamo di fronte ai nizziani cinturoni calati e quest'ammissione di per se non è grave, ma non posso fare a meno di notare che è un errore su cui Boselli tende spesso a cadere: mostrare un Tex più umano, sminuito ( non smitizzato, si badi bene ) per accrescere, con poche righe, l'aurea dei suoi ( in realtà poveri e inconsistenti ) antagonisti.

Ym, scusa se ti correggo... ma Tex accenna a Hoodoo Brown nella sconfitta a poker e non a Dirty Dan!!Ma non è questo il punto... ti quoto per precisare che secondo me Tex ha barato in molte partite di poker, soltanto quando serviva per smascherare qualche furfante, gambler, eccetera!Nella partite normali, con gente "normale" penso che non sia mai ricorso ai trucchetti utilizzati dai gambler, altrimenti sarebbe come paragonare Tex ad un furfante abile a nascondere gli assi nelle maniche della camicia, solo per rubare qualche dollaro agli altri giocatori. No, per me non è così. Tex quando si siede ai tavoli da poker per "lavoro", cioè con l'obiettivo di mettere nei guai un baro, o comunque smascherare un furfante, allora si che trucca il mazzo. In questo caso, trovandosi a giocare con Hoodoo Brown, penso ad una partita normale e tranquilla tra amici-conoscenti, non avesse alcun obiettivo per vincere e quindi non ha pensato a barare, cosa che invece ha fatto l'avversario di tavolo, lasciando la sgradevole impressione sul nostro ranger!!Qualcuno la pensa come me? :trapper:

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Che io stia diventanto vecchio ?L'ho comprato sabato mattina, e' rimasto in macchina sul sedile passeggero fono a 1/2 giorno mentre mi montavano le invernali, a casa l'ho appoggiato sul como' e poi sono stato preso in milioni di altre cose, fino a che l'ho ripreso in mano ieri sera dopo aver visto la sintesi di Bari Milan. L'ho aperto e ho letto le prime 5 pagine, poi l'ho rimesso via altrimenti sarei andato a nanna troppo tardi. Ho fatto moltissima fatica a non proseguire la lettura, devo proprio riconoscere che le prime 5 pagine sono bastate a "prendermi". Non vedo l'ora che arrivi sera, perche' oggi non ce ne e' per nessuno...... Promette di essere una delle storie migliori degli ultimi tempi: molto western, molto sparatorie e scazzottate..... chissa' che non salti fuori anche qualche gruppetto di indiani ribelli al soldo dei cattivi.... Concordo anch'io sulla copertina di Dicembre: capolavoro. Questo mi fa sperare che la storia sia all'altezza della copertina.....

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Io sinceramente non sono riuscita - alla prima lettura, intendo, perchè spero poi di afferrare meglio - a vedere una relazione tra i banditi sistemati da Tex, Kit e Tiger, che torturano e uccidono degli inermi indiani, e i quasi gentiluomini rapinatori di diligenza, primo tra tutti Blue (che credo sia poi Dirty Dan) che prima esorta quasi paternamente Mallory ad uscire e poi quasi lo ammazza di botte come lezione per avergli fatto correre il rischio di commettere un omicidio
.

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E a poco giova la confessione di Tex sulla sconfitta a poker con Dirty Dan Rudabaugh: è la prima volta che c'è un'ammissione del genere e dobbiamo ricordarci che Tex a carte vince sempre e vince sempre perchè in molte occasioni la fortuna non lo assiste e deve mostrarsi più bravo degli altri a barare è Qui è vittima invece di un personaggio da niente ancora una volta sconosciuto ai lettori che probabilmente non lascer? il segno nella serie. Non siamo di fronte ai nizziani cinturoni calati e quest'ammissione di per se non è grave, ma non posso fare a meno di notare che è un errore su cui Boselli tende spesso a cadere: mostrare un Tex più umano, sminuito ( non smitizzato, si badi bene ) per accrescere, con poche righe, l'aurea dei suoi ( in realtà poveri e inconsistenti ) antagonisti.

Ym, scusa se ti correggo... ma Tex accenna a Hoodoo Brown nella sconfitta a poker e non a Dirty Dan!!Ma non è questo il punto... ti quoto per precisare che secondo me Tex ha barato in molte partite di poker, soltanto quando serviva per smascherare qualche furfante, gambler, eccetera!Nella partite normali, con gente "normale" penso che non sia mai ricorso ai trucchetti utilizzati dai gambler, altrimenti sarebbe come paragonare Tex ad un furfante abile a nascondere gli assi nelle maniche della camicia, solo per rubare qualche dollaro agli altri giocatori. No, per me non è così. Tex quando si siede ai tavoli da poker per "lavoro", cioè con l'obiettivo di mettere nei guai un baro, o comunque smascherare un furfante, allora si che trucca il mazzo. In questo caso, trovandosi a giocare con Hoodoo Brown, penso ad una partita normale e tranquilla tra amici-conoscenti, non avesse alcun obiettivo per vincere e quindi non ha pensato a barare, cosa che invece ha fatto l'avversario di tavolo, lasciando la sgradevole impressione sul nostro ranger!!Qualcuno la pensa come me? :trapper:
La tua risposta messa così è convincente Sam. Però articoliamo meglio la situazione e vediamo se tutto quadra...1) dobbiamo pensare che nel west ci siano diverse persone, non necessariamente amiche, che possono vantarsi di aver battuto Tex a poker. Un autore può permettersi il lusso di ricordarcelo senza nuocere un pochino al personaggio ?2) se Tex gioca una partita con Hoodoo che non è suo amico, non può avere la sgradevole impressione di essere stato vittima di un baro, semplicemente perchè Tex, come personaggio, ha di solito non impressioni ma certezze. Quindi o ammette con se stesso di essere stato meno bravo o fortunanto di Brown oppure ne sospetta la disonest? senza essere capace di provarla ( e conoscendo tutti i trucchi con le carte è difficile pensare a questa possibilità ) oppure, concludendo, Hoodoo ha ammaestrato bene le carte, Tex in quell'occasione non ha voluto fare altrettanto, Tex ha perso, Tex fa il broncio dopo anni e anni ( stando a Kit Willer ).

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se Tex gioca una partita con Hoodoo che non è suo amico, non può avere la sgradevole impressione di essere stato vittima di un baro, semplicemente perchè Tex, come personaggio, ha di solito non impressioni ma certezze.

D'accordo che Brown non è un amico di Tex, però non è neanche un suo nemico, ed è per giunta un uomo di legge: forse inzialmente la certezza di cui parli c'era, però queste motivazioni potrebbero contribuito a far si che Tex dubitasse della propria certezza...

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E a poco giova la confessione di Tex sulla sconfitta a poker con Dirty Dan Rudabaugh: è la prima volta che c'è un'ammissione del genere e dobbiamo ricordarci che Tex a carte vince sempre e vince sempre perchè in molte occasioni la fortuna non lo assiste e deve mostrarsi più bravo degli altri a barare è Qui è vittima invece di un personaggio da niente ancora una volta sconosciuto ai lettori che probabilmente non lascer? il segno nella serie. Non siamo di fronte ai nizziani cinturoni calati e quest'ammissione di per se non è grave, ma non posso fare a meno di notare che è un errore su cui Boselli tende spesso a cadere: mostrare un Tex più umano, sminuito ( non smitizzato, si badi bene ) per accrescere, con poche righe, l'aurea dei suoi ( in realtà poveri e inconsistenti ) antagonisti.

Ym, scusa se ti correggo... ma Tex accenna a Hoodoo Brown nella sconfitta a poker e non a Dirty Dan!!Ma non è questo il punto... ti quoto per precisare che secondo me Tex ha barato in molte partite di poker, soltanto quando serviva per smascherare qualche furfante, gambler, eccetera!Nella partite normali, con gente "normale" penso che non sia mai ricorso ai trucchetti utilizzati dai gambler, altrimenti sarebbe come paragonare Tex ad un furfante abile a nascondere gli assi nelle maniche della camicia, solo per rubare qualche dollaro agli altri giocatori. No, per me non è così. Tex quando si siede ai tavoli da poker per "lavoro", cioè con l'obiettivo di mettere nei guai un baro, o comunque smascherare un furfante, allora si che trucca il mazzo. In questo caso, trovandosi a giocare con Hoodoo Brown, penso ad una partita normale e tranquilla tra amici-conoscenti, non avesse alcun obiettivo per vincere e quindi non ha pensato a barare, cosa che invece ha fatto l'avversario di tavolo, lasciando la sgradevole impressione sul nostro ranger!!Qualcuno la pensa come me? :trapper:
La tua risposta messa così è convincente Sam. Però articoliamo meglio la situazione e vediamo se tutto quadra...1) dobbiamo pensare che nel west ci siano diverse persone, non necessariamente amiche, che possono vantarsi di aver battuto Tex a poker. Un autore può permettersi il lusso di ricordarcelo senza nuocere un pochino al personaggio ?2) se Tex gioca una partita con Hoodoo che non è suo amico, non può avere la sgradevole impressione di essere stato vittima di un baro, semplicemente perchè Tex, come personaggio, ha di solito non impressioni ma certezze. Quindi o ammette con se stesso di essere stato meno bravo o fortunanto di Brown oppure ne sospetta la disonest? senza essere capace di provarla ( e conoscendo tutti i trucchi con le carte è difficile pensare a questa possibilità ) oppure, concludendo, Hoodoo ha ammaestrato bene le carte, Tex in quell'occasione non ha voluto fare altrettanto, Tex ha perso, Tex fa il broncio dopo anni e anni ( stando a Kit Willer ).
Primo-Tex NON bara a carte. A meno che non abbia davanti un criminale da incastrare, naturalmente. Che personaggio conosci, Ymalpasè Quale personaggio c'è, nella tua testa?Secondo- Adesso Tex non può nemmeno perdere UNA PARTITA A CARTE???? Alla faccia del superuomo!Terzo - A me sembrava interessante che appunto Tex sospettasse il tarlo nell'anima di Hoodoo proprio per questo dettaglio insignificante. Non è un errore, ma una trovata di cui vado fiero. Quarto -o sono fuori di testa io o sei fuori di testa tu. ^_^^_^:P:D:D Borden

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Secondo- Adesso Tex non può nemmeno perdere UNA PARTITA A CARTE???? Alla faccia del superuomo!Terzo - A me sembrava interessante che appunto Tex sospettasse il tarlo nell'anima di Hoodoo proprio per questo dettaglio insignificante. Non è un errore, ma una trovata di cui vado fiero.

Sono d'accordo, io ho percepito l'episodio in questione come lo ha descritto Borden nel secondo dei punti che ho quotato. E credo anche che non ci sia niente di male nel primo di questi due punti: che male c'è a perdere una partita di poker? Sarebbe anormale il contrario! ;)

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Sinceramente concordo con Borden, e mi pare chiaro che Tex ha fatto cenno alla sua sconfitta (come detto, niente di trascendentale a perdere una partita a poker) perchè mette in relazione la fama di specchiata integrit? di Hoodoo Brown con il sospetto - praticamente la certezza - che abbia barato.

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Quarto -o sono fuori di testa io o sei fuori di testa tu.  ^_^  ^_^  :P  :D  :D

Sei il solito esagerato :indianovestito:



Ritornando in tema, è chiaro che Tex quando gioca a carte non bara, tradirebbe lo spirito del gioco, se lo facesse sarebbe un bello schifo di personaggio. Questa penso sia l'idea che abbiamo tutti del personaggio. Tex bara solo in determinate occasioni, come dici tu e come dice Sam, solo se messo di fronte ad avversari che giocano sporco. Il problema non è questo evidentemente.

Immagine postata

In questa striscia di Nizzi/Ticci che è una parodia comica dell'infallibilit? del giocatore Tex, l'autore attua un volontario rovesciamento del personaggio, ironizzando sulla proverbiale abilità del protagonista della serie... mazzo di carte in mano!

Questa situazione tu la riporti in una pagina della serie regolare e la situi su un piano drammatico. Tex da "New Orleans" a "L'ultimo poker" ha tramandato l'immagine di un "vincente" con le carte e poco importa se i compagni di gioco in quelle situazioni fossero dei bari. L'immagine di Tex che i lettori hanno è indubbiamente quella di uno che se vuole vincere, vince. E anche ( e non solo ) questo che ci permette una risata o un sorriso davanti al Tex che si interroga sulla sconfitta della striscia su in alto.

Detto questo, con la pagina 69 tu affermi quello che tutti sanno ma che non va assolutamente esplicitato, crei un precedente attraverso il quale metti i lettori nella situazione di poter infine dire che Tex, con le carte, a volte perde e a volte vince, allorch? prima era chiaro che vinceva sempre perchè sempre l'abbiamo visto alle prese con i bari di professione.

G. L. Bonelli lo fa giocare sempre con i bari. Con G. L. Bonelli non gioca mai con le persone comuni. E sempre quel Tex li bastona sonoramente.

Con Boselli Tex gioca con un giocatore normale e perde. Poi ti correggi e dici, si ha perso perchè in fondo Hoodoo ha barato. Tex se ne è accorto ( lasciamo perdere le impressioni, vuoi? ), ma dal momento che era una partita in relax, non ha voluto mettere le cose a posto barando a sua volta, ne ha conservato un cattivo ricordo, la delusione per una persona che "tradisce" e tutto è finito l' o quasi... Nel senso che col tempo ha maturato l'idea che Hoodoo era un personaggio negativo non solo per quella colpa ma per le tante cose che a las Vegas non mettono in ordine i conti. E lo affermi esplicitamente qualche pagina più avanti, quando carson mette alla prova col lancio della bottiglia Joshua Webb: praticamente stai dicendo che se Kit Willer si interroga del perchè devono dare la caccia a un bandito qualunque, i due pards più anziani sanno già benissimo cosa bolle in pentola.

Insomma caro Mauro giocare di fino è un arma a doppio taglio, specie se i lettori chiedono una lettura semplice e non un sovrumano sforzo di meningi :fumo: .

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Quarto -o sono fuori di testa io o sei fuori di testa tu.? ^_^? ^_^? :P? :D' :D

Sei il solito esagerato :indianovestito:



Ritornando in tema, è chiaro che Tex quando gioca a carte non bara, tradirebbe lo spirito del gioco, se lo facesse sarebbe un bello schifo di personaggio. Questa penso sia l'idea che abbiamo tutti del personaggio. Tex bara solo in determinate occasioni, come dici tu e come dice Sam, solo se messo di fronte ad avversari che giocano sporco. Il problema non è questo evidentemente.

Immagine postata

In questa striscia di Nizzi/Ticci che è una parodia comica dell'infallibilit? del giocatore Tex, l'autore attua un volontario rovesciamento del personaggio, ironizzando sulla proverbiale abilità del protagonista della serie... mazzo di carte in mano!

Questa situazione tu la riporti in una pagina della serie regolare e la situi su un piano drammatico. Tex da "New Orleans" a "L'ultimo poker" ha tramandato l'immagine di un "vincente" con le carte e poco importa se i compagni di gioco in quelle situazioni fossero dei bari. L'immagine di Tex che i lettori hanno è indubbiamente quella di uno che se vuole vincere, vince. E anche ( e non solo ) questo che ci permette una risata o un sorriso davanti al Tex che si interroga sulla sconfitta della striscia su in alto.

Detto questo, con la pagina 69 tu affermi quello che tutti sanno ma che non va assolutamente esplicitato, crei un precedente attraverso il quale metti i lettori nella situazione di poter infine dire che Tex, con le carte, a volte perde e a volte vince, allorch? prima era chiaro che vinceva sempre perchè sempre l'abbiamo visto alle prese con i bari di professione.

G. L. Bonelli lo fa giocare sempre con i bari. Con G. L. Bonelli non gioca mai con le persone comuni. E sempre quel Tex li bastona sonoramente.

Con Boselli Tex gioca con un giocatore normale e perde. Poi ti correggi e dici, si ha perso perchè in fondo Hoodoo ha barato. Tex se ne è accorto ( lasciamo perdere le impressioni, vuoi? ), ma dal momento che era una partita in relax, non ha voluto mettere le cose a posto barando a sua volta, ne ha conservato un cattivo ricordo, la delusione per una persona che "tradisce" e tutto è finito l' o quasi... Nel senso che col tempo ha maturato l'idea che Hoodoo era un personaggio negativo non solo per quella colpa ma per le tante cose che a las Vegas non mettono in ordine i conti. E lo affermi esplicitamente qualche pagina più avanti, quando carson mette alla prova col lancio della bottiglia Joshua Webb: praticamente stai dicendo che se Kit Willer si interroga del perchè devono dare la caccia a un bandito qualunque, i due pards più anziani sanno già benissimo cosa bolle in pentola.

Insomma caro Mauro giocare di fino è un arma a doppio taglio, specie se i lettori chiedono una lettura semplice e non un sovrumano sforzo di meningi :fumo: .

Beh, hai capito, no? La tua ricostruzione non fa una grinza. Perchè mai certi accorgimenti narrativi dovrebbero essere un'arma a doppio taglio? Non solo la faccenda è più che semplice e ribadita, ma si tratta di procedimenti addirittura classici. Li trovi anche in Omero o in Sofocle, in Dumas e Verne, e financo in Rip Kirby e in Carl Barks!


Borden

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Dopo il Tex tozzo e tarchiato alla Steven Seagal dell'ultimo gigante, quello incollato al cappello dell'ultimo maxi, eccoci al Tex con le labbra sigillate, serioso anche nei momenti di relax, che mi trasmette un'aria di pesantezza veramente insopportabile. Penso sia la prima volta che i disegni mi ostacolano e non poco nella lettura, ho fatto fatica ad andare avanti, l'uso di tutto quel nero mi ha trasmesso un'atmosfera troppo cupa e troppo pesante per i miei gusti, e aggiunta al Tex serioso e cupo, al Kit che a volte sembra un quindicenne fa sè che l'albo mi perda diversi punti solo per questo. Un vero toccasana l'arrivo di Carson, l'atmosfera si rilassa e si vede un minimo, ma proprio un minimo, di sorriso sulla sua bocca......

Non sempre concordo con quanto scrive Jack65 ma qui non posso che sottoscrivere parola per parola. Ancora una volta, speravo il contrario, Boselli ci presenta un Tex serioso, quasi "musone", ancora una volta intuiamo che Tex ha "pestato" il malcapitato di turno ma non ce lo fa vedere ( forse per "pudore".... Mah ?! :capoInguerra: ) e poi la scena della partita a carte.... :bandito: Insomma, per il sottoscritto, soliti "difetti" boselliani. :malediz... In quanto alla trama anche qui niente di nuovo, nel senso che tutto bene, per carit?, ma soliti passaggi un po' troppo "pesanti" a scapito di una lettura piu' "disinvolta". :fumo: I disegni di Mastantuono non mi entusiasmano: espressione quasi sempre monocorde sul viso di Tex ( sembra il Clint Eastwood prima maniera ) e fisicamente longilineo ( quasi a ricordare il primo Fusco, che a me piaceva poco ).

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e poi la scena della partita a carte.... :bandito:

Il secondo albo merita l'acquisto fosse solo per vedere se Carson quella partita la vince barando oppure no ( partita regolare è ). Ho trovato perfettamente in linea col personaggio l' apertura del gioco con una moneta da mezzo dollaro haha

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Siccome è ancora presto e i miei sono ancora alzati e fanno troppo casino per i miei gusti, non ho ancora letto questo albo. Però mi viene da dire una cosa sulla questione della partita a carte. Vero che Tex è invincibile a poker, e che se avesse fatto il gambler si sarebbe riempito di soldi.... Ma un precedente c'è,Tex una volta ha già perso:? l'albo n.225,"Uccidere o morire", non a caso scritta da Nolitta.

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la faccenda della partita persa da Tex mi rende perplesso non tanto per la sconfitta in sè ma per un'altro fatto.

E' in base a quella partita l' che Tex sospetta di Brown, vuole vederci chiaro e va a VegasèPerchè se fosse così mi sembra abbastanza incredibile. Il fiuto di Tex per il crimine arriva quasi alla preveggenza?Se uno bara deve necessariamente essere un assassino e un rapinatore, capo di una gang di criminali?E tutto questo sospetto per una partita di poker persa chissà quanti anni prima?Devo aver capito male, non può essere così.

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