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      BUON NATALE   24/12/2017

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bressimar

[443/445] Il Ritorno Della Tigre Nera

Voto alla storia  

27 voti

  1. 1. Voto alla storia

    • 10 - 6
      1
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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Fabio Civitelli

Periodicità mensile: Settembre / Novembre 1997


La Tigre Nera ha fondato in Louisiana un nuovo regno del terrore! Il Principe Sumankan, sotto l'identit? del banchiere Anderson, insanguina New Orleans per conquistare il monopolio dei trasporti fluviali e accumulare denaro per la sua causa. I pards vengono chiamati dallo sceriffo Nat Mac Kennet a rimettere ordine. Le indagini partono dal capitano Scudder del battello Savannah, un ceffo affiliato alla banda che porta i rangers dritti da Levasseur, armatore ai vertici della combriccola, arricchitosi facendo fuori i concorrenti! Dal suo spettrale tempio nella Laguna Morta, dove si rifugia con l'affascinante Lohana e il vecchio sacerdote vud' Omoro, la Tigre Nera manovra a New Orleans i figli del Signore dei Cimiteri capeggiati dal potente Juffure. I pards tengono d'occhio l'armatore Lavasseur e la sua rete di scagnozzi, ma quando Tex e Carson credono di aver imboccato la pista giusta, un paio di dardi soporiferi li colpisce a tradimento. I due si risvegliano in una palude, appesi a un albero davanti a una ghignante Tigre Nera, mentre sotto di loro si agitano famelici alligatori! Tiger Jack e Kit Willer salvano Tex e Carson dagli alligatori e il potente sacerdote vud' Omoro risveglia una schiera di morti per aizzarli contro i pards! Nel gran pandemonio, la Tigre Nera fugge insieme alla bella Lohana, giurando vendetta.

 

 

 

© Sergio Bonelli Editore

 

 

 

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Che ne dite di questo ritorno della Tigre Nera? Mi sembra abbastanza cattivo il nostro buon pelato e anche stavolta il suo vizietto di lasciare troppo in vita i suoi acerrimi nemici finirà per costargli caro...

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Storia buona per due terzi, il finale invece mostra già un Nizzi in pericolosa fase calante, quasi ridicolo l'uso degli zombi, che pena?lizza anche il vecchio Omoro (se si chiamava così) che era apparso all'inizio come un personaggio interessante. ne perde pure la TN, che alla fine dell'episodio pare la brutta imitazione dei personaggi bonelliani in cerca di vendetta, con tanto d'esclamazioni in stile simil-Mefisto. Civitelli sempre grande. TESTI: 6,5DISEGNI: 9Dissi.

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la TN, alla fine dell'episodio pare la brutta imitazione dei personaggi bonelliani in cerca di vendetta, con tanto d'esclamazioni in stile simil-Mefisto.

:lol:? vero la fuga finale pure io la ricordo così, anche se in fondo era giusto che la tigre nera si esprimesse in quei termini.. forse ora i tempi sono maturi per un suo ritorno in scena.. io onestamente ci spererei.... :generaleN:

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La storia complessivamente non è poi così male, vedi anche la presenza di qualche spunto interessante. Il paragone con la prima storia della Tigre Nera è impietoso e la scena degli zombie nel terzo albo è abominevole. Vero che esiste il precedente glbonelliano ne I quattro amuleti, ma quanta differenza!

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Storia che si mantiene su un livello sufficiente, come detto da Ymalpas presenta qualche spunto innovativo e interessante, che pero' non basta a rendere coinvolgente il ritorno della Tigre Nera, come invece era successo con il precedente capitolo della serie che era perfetto sotto ogni punto di vista.

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Questa storia è stata, per me, un occasione sprecata.
Al confronto con la prima apparizione del zucca pelata questi ne è una pallida imitazione, e anche Tex non è che brilli proprio in questo episodio.
PEccato anche per l'apparizione degli zombie, che poteva essere veramente interessante... ma tanto si sa che Nizzi con il filone fantastico di Tex ha poco a che spartire!

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Rispetto al "primo capitolo" di quella che tra qualche tempo diventer? la "trilogia della tigre nera", questo episodio presenta diversi nodi critici. La storia, che inizialmente si presentava con altissimi livelli di qualità, si è sviluppata in maniera interessante sino al termine del secondo albo, si è conclusa in maniera poco entesusiasmante... eppure i presupposti per rendere questa storia una colonna portante della saga texiana c'erano tutti ( a partire dai disegni del MAESTRO CIVITELLI ). Omoro è stato sfruttato poco, gli zombi, sebbene fossero un presupposto interessante, sono stati limitati a poche vignette ( va bene che Tex non è DD, ma potevano farli agire un po' di più ). La fuga finale è stata poco sfruttata e a livello di scontri è stata a mio avviso sfruttata pochissimo.... Il voto ?Fino alla laguna morta avrei detto 9 ma visto il finale.... diciamo 7,5 ....

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I disegni sono da paura. GRANDE CIVITELLI, ha superato sè stesso. La storia è nettamente inferiore alla precedente, non male, leggibile, ma niente di speciale. Un finale tirato veramente per i capelli. Che poi lo intuisci benissimo che è fatto così forzosamente per tenere aperta la porta ad un terzo episodio. A me suscita la nervatura il fatto che buoni spunti iniziali si disperdano letteralmente nel vuoto. Storia che promemette ma non mantiene. SUPERCIVITELLI rappresenta il motivo essenziale per leggere questa storia almeno 10 volte.10 e lode a Civitelli6 a Nizzi.8.

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In effetti questa storia soffre non poco del paragone con la prima comparsa della Tigre Nera. Il principe malese stavolta non combina niente di particolarmente brillante: mentre a Leadville la sua posizione di capo di una organizzazione criminale derivava dal suo ingegno e dalle sue risorse, a New Orleans egli si riduce sostanzialmente a strumentalizzare i fanatici del vodoo grazie alla sua relazione amorosa con Lohana. In fondo, il suo ruolo in questa storia ricalca abbastanza pedissequamente quello occupato da Mefisto in "Terrore sulla savana" ( del resto, come ha giustamente notato Claudio Paglieri in "Non son degno di Tex" Lohana e il sacerdote vodoo Omoro sono copie sbiadite di Loa e Otami e si può aggiungere che il ruolo di Juffure ricorda abbastanza quello di Dambo ), senza però il pathos che a quella storia derivava dalla consapevolezza sempre maggiore che il lettore aveva del destino di morte verso cui il mago avanzava ineluttabilmente, malgrado l'esibizione di risorse magiche molto maggiori rispetto alle sue precedenti apparizioni. Va anche detto che la Tigre Nera è molto passiva nella parte finale della storia:infatti

quando Tex prende in ostaggio Omoro per imporgli di riportare nella tomba gli zombie, offre tranquillamente le spalle a Sumankan, senza che il principe malese provi almeno a saltargli addosso ( si limita, abbastanza grottescamente, a rimproverare a Tex il suo comportamento "poco cavalleresco" ); pur non essendo dei pistoleri di professione, Brennan, Teller, el Carnicero e persino Proteus e Mefisto sanno tenere in mano un'arma da fuoco ed usarla
Come è stato già detto da altri, l'apparizione degli zombie è piuttosto piatta e prosaica; migliore invece, nel suo alone di cupo mistero, la parte finale, con la miserabile morte dei complici bianchi della Tigre. La sceneggiatura di conseguenza è sul 6,5; per contro i disegni di Civitelli, malgrado il duro paragone con Villa, sono senz'altro almeno da 8.

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Io conservo un ottimo ricordo personale di questa storia, perchè è la prima storia che lessi di tex a otto anni... A distanza di anni giudico la storia godibile, ma non straordinaria. Bellissimi i disegni di Civitelli che da piccolo mi hanno davvero folgorato, da quanto erano splendidi!!!

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Sicuramente non è un degno ritorno per un personaggio, se non mitico, almeno interessante e imponente. Questo personaggio, la Tigre Nera, il mio cattivo preferito in questo ritorno poteva essere almeno per me un p? più emozionante. Certo,

quando imprigiona Tex e poi quando si libera e si scontra con gli zombi chiamati da Omoro. Poi la fuga, e questo credo siate d'accordo tutti, non mi è piaciuta per niente perchè poteva almeno affrontarli faccia a faccia, invece mi sembra proprio una fuga da nemico qualunque.
Tutto sommato una storia da non dimenticare o meglio da tenerla in considerazione. Voto 8

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Se la Tigre Nera, nel finale di questa storia, si mostra abbastanza impari alla sua fama ( bisogna comunque dire che pure nella sua prima apparizione, una volta rimasto solo e privo di trabocchetti, Sumankan preferiva darsela a gambe piuttosto che arrivare allo scontro diretto con Tex e Carson ) va detto che pure Tex & Co. perdono qualche colpo: tutti presi dall'inseguimento al principe malese ed a Lohana, si scordano di lasciare almeno uno di loro a sorvegliare Omoro, dopo che Carson l'ha stordito; buon per loro che il sacerdote vodoo, una volta ripresi i sensi, pensi solo a darsela a gambe e non a richiamare gli zombi. Tutte questi punti deboli, tanto presi singolarmente che nell'insieme, evidenziano un elemento che è balzato agli occhi di buona parte dei lettori: il finale doveva fare in modo che la Tigre Nera rimanesse disponibile per un terzo scontro e Nizzi ha "forzato" la trama in questo senso. L'anno prossimo vedremo la storia che ne parlerà ( e che Nizzi ha finito di scrivere da un pezzo ): spero che risulti superiore a questo sequel ( magari rimettendo a disposizione di Sumankan un certo numero di suoi compatrioti, cosa che lo dispenserebbe dal cercare appoggi nella mala bianca o cinese di San Francisco, in cui si svolgerà quest'ultima vicenda ).

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Questa, storia, a mio giudizio, non è poi così male.

Sono d'accordo con chi mi ha preceduto, nel dire che questa storia non è all'altezza di quel capolavoro della prima storia della Tigre Nera, però sicuramente è leggibile. Ci sono spunti interessanti, come gli zombi, Omoro, e il covo della Tigre Nera nella laguna.

Proprio il covo della Tigre Nera, secondo me, è più affascinante e misterioso rispetto a quello della precedente storia.

Poi, sicuramente, un'altra cosa più positiva rispetto alla prima storia, è che appaiono tutti e 4 i pards. E Kit e Tiger non fanno semplicemente le comparse, sottomettendosi a Tex, ma hanno anche loro un ruolo importante nello svolgimento della vicenda.

Però, questo ritorno della Tigre Nera, non regge il confronto con la storia di Villa e Nizzi, perchè la trama è meno complessa, e durante lo svolgimento dei fatti c'è poco mistero, e, se vogliamo, anche poco horror (naturalmente escludendo il finale). Chi si ricorda il terrore di Morel, nella prima storia? In questo ritorno non c'è niente del genere. Altro fatto negativo, è che la Tigre Nera si vede pochissimo durante tutta la storia.

Discorso a parte sono i disegni. Infatti, Civitelli ha fatto un lavoro egregio. E se il covo della Tigre Nera è così misterioso, è anche per merito suo!

Quindi, in breve:
Storia: 7,5.
Disegni: 8-.

P. S. Finalmente ho capito bene che "L'Artiglio della Tigre", è una storia indegna per un personaggio così.

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l'ho riletta perchè ora legger? per la prima volta L'artiglio della tigre e volevo una certa continuit?.. comunque voto 7.. condivido con chi afferma che i primi albi sono coinvolgenti, le indagini hanno un ritmo incalzante e ci aspettiamo chissà cosa dal ritorno della Tigre nera.. bella anche l'ambientazione inquietante nella palude.. in realtà alla fine succede ben poco:Tex e Carson vengono subito scontatamente liberati, il nemico se la d' a gambe e c'è uno stupido scontro con gli zombi di qualche pagina.. a parte uno scontro verbale tra Tex e la Tigre nera cosa c' è stato?mah.. concludo dicendo che Civitelli merita 10 per le splendide tavole! :inch:

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Mi ricorda un misto di puntate gia' lette.. I disegni sono formidabili e mi sento di dargli un pieno 8.. Per la storia mi è caduto un po' in basso con l'entrata in scena dei Zombie ( per 3 vignette poi) che a mio avviso si potevano evitare tranquillamente.. Voto complessivo 6.5Alex :old:

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Ho recentemente acquistato questa storia dal sito della SBE perchè ero davvero curioso di leggerla. Di sicuri di livello inferiore rispetto alla prima apparizione della TN. Però non mi dispiace affatto. Forse la storia paga un p? l'ambientazione. Secondo me era molto più misteriosa quella della precedente avventura. Nel complesso una storia molto godibile. Disegni voto 9 Grande CivitelliTrama voto 7

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Integrando il mio precedente commento dico che la prima avventura ha una trama più misteriosa secondo me per i seguenti motivi:- era la prima apparizione del cattivo quindi c'è le tensione di fare le sua conoscenza per la prima volta;- il luogo di ambientazione, Leadville, un paese non troppo grande secondo me da più mistero rispetto a una grande città come New Orlenas;- il covo della Tigre Nera e i suoi alleati sono molto più intriganti nella prima avventura tanto da sembrare un avventura di Indiana Jones. In conclusione se la prima avventura è un capolavoro indimenticabile questa è un ottima storia alla quale manca quel guizzo per essere un capolavoro.

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Aggiungo l'ennesimo commento dopo averla riletta un altra volta. Concordo nel dire che i primi due albi della storia sono decisamente buoni (anche se non a livello della precedente avventura) e che la storia invece di salire di tono nell'ultimo albo rimane mediocre e con un finale quantomeno improbabile che peggiora la valutazione finale di un ottima storia. Ho avuto la possibilità di ammirare ancora i disegni di Civitelli che, a mio avviso, in questa storia si è davvero superato creando dei veri e propri capolavori. A mio parere una delle sue migliori prove di sempre.

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La prima regola dei seguiti e dei ritorni, nel fumetto come nel cinema, è che ripetersi sugli stessi standard della prima volta è sempre difficile, specialmente se si ricorre a clichè già utilizzati e che quindi non entusiasmano come in precedenza. Da questo punto di vista, Nizzi è stato molto intelligente nel sostituire il teatro dello scontro (anzichè le montagne del Colorado, una metropoli come New Orleans) e, soprattutto, nel cambiare tipologia di avversari (anzichè cinesi e malesi, neri seguaci del voodoo). Ci può stare anche la ripetizione del modus operandi della Tigre Nera, in quanto viene palesato come il suo obiettivo fosse semplicemente quello di riprendere la propria attività criminale, e non quello di vendicarsi di Tex (poi è ovvio che, essendoseli ritrovati tra i piedi, abbia pensato di prendersi la rivincita). In sostanza, ne è scaturita una storia di tutto rispetto, anche se meno entusiasmante della precedente (ribadisco quanto detto all'inizio: ripetersi comporta sempre qualche difficoltà, e quasi mai il risultato è migliore o almeno uguale al primo lavoro).8,5 alla sceneggiatura, 9 ai disegni di Civitelli, davvero in grandissimo spolvero.

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A me questa storia è piaciuta molto. I primi due albi sono un condensato di azione e di inseguimenti, e anche in occasione degli appostamenti infruttuosi (che rallentano lo svolgersi dell'azione) le pantomime tra i due pards non fanno calare per nulla il divertimento. La Tigre Nera è più comparsa che non reale protagonista, stavolta; eppure questa storia conferisce alla Tigre Nera altri attributi, oltre a quelli che già avevamo conosciuto alla sua prima apparizione: alla genialità, al carisma e alla follia si aggiungono la capacità di farsi amare in maniera disinteressata (l'avvenente Lohana, pur sapendo di non essere contraccambiata, lo ama "con tutta sè stessa", e lo descrive, quasi con tenerezza, "come un uomo preso dai suoi sogni... ma che con il tempo imparerà ad amarla") ed una certa fragilità (si veda la scena in cui la Tigre, prostrata dall'accesso d'ira per l'arrivo dei rangers in città, accoglie l'invito di Lohana a riposare con un viso stanco che suscita pietà e con un braccio teso dolcemente, come segno di affettuosa gratitudine, verso la spalla di Lohana): in questa scena, la Tigre prova sentimenti umani, di affetto e gratitudine, e appare stanco e pensieroso: perde la sua aura di immense crudeltà e grandezza diventando più umano. Tuttavia, i veri privilegiati nel ruolo di antagonisti primari sono i fanatici del voodo (e la sempre affascinante, misteriosa e inquietante New Orleans) che non a caso riescono a catturare Tex e Carson, e potrebbero spedirli anche all'inferno, tanto è ben architettata la loro trappola: con la complicità coatta del capitano Finnegan, aiutante dei carnefici ma vittima esso stesso, i seguaci del voodo riescono ad avere la meglio su Tex e Carson e a portarli vicinissimi alla morte, nella Laguna. La scena della Laguna, poi, è bellissima: Carson sconfortato e Tex che lo rimbrotta e lo rincuora al contempo, Carson che si affligge e Tex che gli urla a brutto muso di tirare su le gambe. "Vuoi comandare fino all'ultimo, eh?", dice Carson, che subito dopo però tira su le gambe sfuggendo agli alligatori, per poi vantarsi con Tex, riacquistando la perduta baldanza (e ironia), di essere riuscito a fregarli. Ma quanto è bella questa scena? Mi ha ricordato un po' (per le differenze, non per le analogie) quella de La legge del più forte, in cui Tex e Carson stanno per morire affogati in una vasca in cui il livello dell'acqua si alza sempre di più. Lì Tex, nonostante sembri realmente giunta l'ultima ora, sfotte Carson: "la verità è che tu sembri proprio spassartela, in questa tinozza", con Carson che risponde egli stesso in tono ironico. Lì la scena era ironica e surreale, e per questo bellissima; qui invece la sequenza è drammatica, con Tex che deve urlare contro Carson perchè questi possa riaversi dallo sconforto, riuscendovi alfine e ritrovando un po' di quella forza d'animo che sembrava ormai perduta. La scena degli zombie, invece, è un orrore (nel senso letterale del termine) ma è in definitiva talmente inessenziale ai fini della storia che la bypasso volentieri non guastandomi la sensazione di grande soddisfazione che questa storia mi ha lasciato. Civitelli semplicemente disumano.

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La si rilegge sempre volentieri anche se si ha la consapevolezza di andare incontro a uno splendido primo albo, un secondo albo nettamente in calo ma comunque più che sufficiente, un finale breve nel terzo albo che mostra decisamente la corda. Alla sceneggiatura vanno accreditati almeno un paio di colpi di scena tra i migliori escogitati da Nizzi, ma l'espediente degli zombi, di cui si parla già nel seondo albo, così come la liberazione di Tex e Carson, mostrano una faciloneria sconcertante. Rispetto alla prima storia è anche la Tigre ad essere meno macchiavellica, la nuova organizzazione criminale è meno estesa o ramificata, il covo non ha il fascino del covo della prima storia, anche se adeguatamente sviluppata, una parte finale che escludendogli zombi si fosse risolta in una precipitosa fuga della Tigre tra i cunicoli sotterranei sotto il delta del fiume (il modello è salgariano, già usato da Nizzi nella storia con i Thugs) e in parte tra la ricca ed esotica vegetazione, avrebbe fatto di questa storia un capitolo fondamentale del quinto centinaio. Circa un anno dopo Nizzi ci ha riprovato con la storia "Catena di omicidi", ecco anche  la fusione delle due storie avrebbe portato a una conclusione meno scontata. Misteri della redazione che ha avvallato tutto ciò. Il rapporto Tigre / Lohana ricalca quello di Yama con Loa, non solo perché sono due belle donne, non solo per il loro legame con il vudù, ma per la relazione sentimentale che instaurano con gli antagonisti, entrambi pervasi da un accecante desiderio di vendetta che ne distoglie l'attenzione dall'aspetto emotivo. La città di New Orleans e il delta del Mississipi dominano la storia in quanto ambientazioni fertilissime di situazioni avventurose e danno modo a Civitelli di esprimere tutta la sua arte (non è un misterro che dia il meglio di se nelle storie cittadine).

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