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ymalpas

[603] Faccia Di Cuoio

Voto alla Storia?  

71 voti

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Per me questa storia è stato un passo indietro rispetto alle ultime. Il motivo non è riscontrabile in nessun punto in particolare. Sta di fatto che per leggere l'intera vicenda ho dovuto riprendere l'albo in mano tre volte. Troppe cose condensate in un ristretto numero di pagine, con il risultato che ne esce fuori una brodaglia insipida, o al contrario, se vogliamo metterla in termini gastronomici, troppo "ricca di sale": antefatto, introduzione, indiani, sparatorie, antagonista principale, finale a lieto fine, il tutto in 114 pagine... Per chi non è nuovo a leggere il fumetto Tex, scoprire chi sia "faccia di cuoio" è veramente una banalit?, si va a avanti nella lettura (rovinandola) aspettando soltanto la sua comparsa.. A me piace molto leggere l'antefatto, come in "Montagne maledette","Gli invincibili" e la più recente "La mano del morto", ma in certi casi forse,? meglio invertire la coppia causa-conseguenze. Si poteva magari, iniziare saltando la parte introduttiva per poi riproporla alla fine. I disegni mi sono piaciuti (apparte qualche vignetta), ma il tratto non è sicuramente dei più originali (ma del resto a chi importa?A me no :trapper: ) In voti :Soggetto:5Sceneggiatura:6Disegni:8

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Illeggibile.

Questa storia è veramente un insulto all'intelligenza dei lettori.

Mi sono quasi pentito di esserci andato già pesante con storie recenti come quella di Deadwood o con Oltre il fiume, che a confronto mi paiono dei piccoli capolavori.

Adesso mi auguro che nessuno intervenga per dire che esagero.

Sono il primo, ad amare Tex:però, questa,? veramente una cosa senza senso.

Non esiste, non può esistere.. non doveva essere pubblicata.

Tex e Carson, in questa storia, non c'entrano un accidenti di niente.

Ed anche nella remota ipotesi che io possa valutare questa storia senza prendere in considerazione loro due [un'assurdit?, ma solamente ipotetica],? comunque totalmente insulsa.

E mi rincresce constatare come ci siano sempre utenti pronti a tessere le lodi di qualsiasi storia, lanciandosi in commenti chilometrici quando,concretamente, non c'è praticamente niente di cui parlare.

Sam Stone, niente di personale davvero, ma puoi spiegarmi chi accidenti se ne frega che "Boselli si prende una bella licenza poetica, forse non è nemmeno un caso: ci viene ricordato che la città di Sacramento è appena stata fondata da pochi anni.
Quindi dato che questa è stata fondata da John Sutter (che abbiamo incontrato nel Texone di Nizzi - Magnus "La Valle del Terrore), nel 1848, nel prologo iniziale dovremmo essere tra il 1850 - 1853."..?:D

Cio?, la storia è uno schifo totale, a chi importa tutto ciò?

Davvero, te lo dico col sorriso sulle labbra.. a me fa sorridere che a te possa interessare una cosa simile dinanzi alla totale inconsistenza di questo numero.

La prossima volta scrivo anch'io una storia, la ambiento nel selvaggio west e ci impizzico Tex Willer come se fosse uno sticker.

PS:Fortunatamente,Attacco alla diligenza è praticamente l'opposto di questa in quanto a tutto. Sono riusciti a cancellare questo fallimento totale con una grandiosa storia e ciò mi rende entusiasta.

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Sam Stone, niente di personale davvero, ma puoi spiegarmi chi accidenti se ne frega che "Boselli si prende una bella licenza poetica, forse non è nemmeno un caso: ci viene ricordato che la città di Sacramento è appena stata fondata da pochi anni. Quindi dato che questa è stata fondata da John Sutter (che abbiamo incontrato nel Texone di Nizzi - Magnus "La Valle del Terrore), nel 1848, nel prologo iniziale dovremmo essere tra il 1850 - 1853."..?:DCio?, la storia è uno schifo totale, a chi importa tutto ciò?Davvero, te lo dico col sorriso sulle labbra.. a me fa sorridere che a te possa interessare una cosa simile dinanzi alla totale inconsistenza di questo numero.

Tranquillo Legend, non me la prendo certo. Ognuno ha i suoi gusti e il diritto di giudicare ogni storia come crede. La licenca poetica presa da Boselli può non piacere. A me ha fatto piacere leggere una storia (e poi con questi disegni "galeppiniani") ambientata un p? indietro cronologicamente. E' stato quasi un tuffo nel passato, e mi ha ricordato storie appartenenti alla fascia 1 - 100. Quando le storie erano forse più "ingenue" ma comunque spettacolari, per quell'atmosfera che GLB riusciva ad infondere ad ogni vignetta. E leggere "Faccia di Cuoio" per me è stato come respirare un p? quelle atmosfere!Trovo davvero esagarata la tua critica negativa (un p? te lo aspettavi che qualcuno ti dava dell'esagerato?? :lol2: ). Mi sembra davvero stranissimo che l'hai trovata illeggibile ed insulsa, tu magari pensi la stessa cosa di quei lettori che invece l'hanno apprezzata. Tex e Carson forse parteciperanno poco all'azione, ma questo è successo anche in tante storie di Bonelliana fattura. Poi perchè te la prendi solo con me? Ci sono molti altri amigos a cui è piaciuta. PS: Attacco alla Diligenza è piaciuta anche a me, la prima parte mi sembra di buon livello. Ma è tutt'altra storia e giudicher? a Marzo quando avrà letto la seconda parte!! ;)Buone letture amigo! :trapper:

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PS:Fortunatamente,Attacco alla diligenza è praticamente l'opposto di questa in quanto a tutto. Sono riusciti a cancellare questo fallimento totale con una grandiosa storia e ciò mi rende entusiasta.

Questa di Boselli non è certamente granch? ( almeno dal punto di vista della "gestione" del personaggio Tex e sai che novità ! :malediz... ) ma definire "grandiosa" la prima parte de "Attacco alla diligenza" di Nizzi ( che sto leggendo ma che pare tutt'altro che definibile con l'aggettivo da te usato ) beh....... >:azz::rolleyes::trapper:

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Illeggibile. Questa storia è veramente un insulto all'intelligenza dei lettori. [...]la storia è uno schifo totale [...]

Grandissimo Legend, davvero leggendario. :inch: Dico davvero, non è uno scherzo. Non la vedo proprio come te, ho dato insufficiente, per me è la più brutta storia di Boselli, ma mi fa piacere la schiettezza e poi, finalmente uno che critica più di me. Dire che somiglia, che ha l'aria di certe storie del primo centinaio, è una conferma che la storia non è davvero gran che, perchè mi sembra davvero scritta quarant'anni fa, e leggerla ora non mi d' nemmeno quell'effetto vintage delle vecchie storie bonelliane degli esordi. Andava confinata nell'almanacco, sono più tollerante verso una storia che di per sè è limitata dalle 110 pagine e quindi non mi aspetto niente di che. Anche la storia di Fast Dan, se pubblicata sulla serie regolare, mi avrebbe infastidito non poco, la considero quasi una storia sperimentale ed è stato giusto pubblicarla l'.

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Con un bel po' di ritardo dico la mia anche sul n. 603. Come è noto, si trattava di una storia originariamente pensata per l'Almanacco del West, cosa che metteva lo sceneggiatore di fronte alla necessit? di non eccedere le 110 pagine. Ciò malgrado, Boselli ha cercato di dissimulare l'impianto molto semplice della vicenda

( lette le prime 18 pagine si capisce benissimo che Jackson è "Faccia di Cuoio", mentre Ryan, con il suo noncurante cinismo, avanza la sua autorevole candidatura a primo "vilain" della vicenda
, facendo ricorso a digressioni a carattere diversivo ( lo stampede ) e a situazioni topiche della saga texiana ( il tentativo di linciaggio orchestrato ai danni di un indiano innocente, che si è già visto in "Vendetta Navajo" ( n. 455 ) e in "Intrigo nel Klondike" ( nn. 544 - 545 ), e la rissa nel saloon ). A mio parere però la vicenda, invece di acquisire interesse ed profondit? ( come probabilmente l'autore desiderava), è stata alquanto appesantita da questi inserti che la affollano di personaggi e situazioni, senza però sviluppare realmente la situazione di base. Come poi è stato affermato da diversi lettori, si possono riscontrare anche un certo numero di incongruenze e debolezze nella narrazione:
appare molto strano che i Madoc non solo curino, ma accettino come loro capo Jackson, nonostante abbia violato il loro territorio sacro per estrarre oro; allo stesso modo, non si capisce come mai Ryan, se proprio ha tanta sete di ricchezza, decida di provare a liquidare Scovill dopo dieci anni, quando l'ex ragazzo è diventato un po' meno ingenuo e ha un discreto numero di persone al suo servizio, e non sulle montagne o appena arrivati a Sacramento; appare un pochino strano che Scovill, pur dopo aver instaurato relazioni epistolare con Jackson - cosa strana anch'essa- abbia tanta paura di lui da potere immaginare, nel delirio post trauma, di averlo di fronte a sè pronto a ucciderlo; infine - ma qui l'errore potrebbe risalire a Torricelli - gli uomini della posse che si mettono a inseguire i Madoc sulla scia di Tex e Carson scambiano per un bivacco indiano quello che ha tutta l'aria di essere un fuoco attorno al quale stanno dei cowboys, di cui sono ben visibili i tipici cappelli a larga tesa.
.

I disegni di Torricelli si rifanno visibilmente al modello di Galep, specie per quanto riguarda la rappresentazione di Tex e Carson e in genere i volti dei personaggi; più personale mi pare invece la resa degli sfondi, ma in ogni caso il risultato mi pare comunque molto gradevole, anche nel suo retrogusto retr?.
In sintesi, IMHO:
soggetto 6,5
sceneggiatura 6 -
disegni 8,5

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Ho letto solo ieri questa storia e purtroppo anch'io sono rimasto molto deluso, sia dai disegni, che soprattutto, dalla storia. Oltre alle diverse incongruenze e inconsistenze della trama, oltre al fatto che dopo le prime venti pagine già si aveva capito tutto, io l'ho trovata proprio una storia poco coinvolgente che mi ha fatto interrompere la lettura almeno tre volte! ("Meglio dormire, va! La finisco domani!")Non posso che usare questa parola: "noiosa". L' effetto è stato anche amplificato dal fatto che finora le storie di Boselli mi erano piaciute tantissimo!Anche sul lato disegni, questa copiatura di Galep mi ha infastidito più che fatto piacere. Sinceramente preferirei che, imparata la lezione di Galep, Torricelli sviluppasse uno stile più personale. Peccato!

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Amici,

Vi scrivo per informarti che ho pubblicato oggi le interviste esclusive con Mauro Boselli e Marco Torricelli nel blog portoghese di Tex a proposito della sua recente storia "Faccia di cuoio":

Versione italiana - http://texwillerblog.com/wordpress/?p=27094
Versione portoghese - http://texwillerblog.com/wordpress/?p=27053

Mauro Boselli: Tutto previsto. In una storia breve non si fanno cambiamenti di questa portata. Per la verità, anche se mi lascio mano libera, non arrivo MAI a capovolgere o a cambiare di molto la natura di un personaggio rispetto alle intenzioni originarie.

Marco Torricelli: Tex si può realizzare in vari modi, l'importante è che ispiri autorit?, carisma, forza, intelligenza e saggezza. Le qualità dell'eroe, insomma, ma con qualcosa in più, tipico dei personaggi bonelliani, l'umanit?. Il volto di Tex che maggiormente esprime questi concetti secondo me è quello disegnato da Galleppini. Forse nella mia scelta ha contribuito anche il ricordo affettivo per il grande artista che, nelle poche volte in cui ci siamo incontrati nel suo studio, vedevo, come diceva lui, ?fasciare? le figure con il pennello. Cosè pure il volto di Tex, la cui mandibola non risultava da una linea dritta fino al mento, per continuare sull'altro lato fino alla fronte, ma risultava dall'ombra tratteggiata sapientemente sotto il mento, affinch? il volto assumesse consistenza e rotondit?. ?E? carne, non legno?, mi diceva. Questo il concetto del suo realismo. Ho cercato di mantenere fede a quanto ho potuto da lui apprendere, e che sempre ho trovato giusto. Quindi, per me, anche se potrei inventare altri volti possibili, Tex è quello di Galep.

Immagine postata

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Che dire... un tonfo così da Boselli non me l'aspettavo. La storia è di una semplicit? disarmante, praticamente è interessante solo il prologo e la stampede iniziale dopo scade tutto in una banalit? a cui non ero abituato con le storie di Boselli. Come stanno le cose lo si capisce subito, e poi ci sono troppi particolari che non tornano, sono già stati ampiamente citati quindi inutile rielencarli tutti (il comportamento degli indiani, il fatto che guarda caso tutti quegli avvenimenti avvengono dieci anni dopo, il finale con quella scena in cui si parla di accampamento indiano quando ci sono i cappelli dei cow-boy in bella evidenza etc. etc). Questo episodio mi ricorda tanto uno dei tanti episodi scritti da GLB negli anni 50/60 un cattivone di turno, Tex e Carson che arrivano mollano 4 sganassoni e quattro fucilate ed il bene trionfa. OK tutto bello, per quell'epoca si potevano considerare fior di storie ma nel 2011 no, non si può presentare lo stesso filone, non funziona più. Ora, secondo me, servono storie più complesse, con una trama robusta come gli autori attualmente impegnati con Tex, e sicuramente Boselli, sanno fare ed hanno fatto negli ultimi anni. Spero che "Faccia di cuoio" rimanga un episodio isolato. Un'ultima nota per la copertina ed il titolo. Per la collezione storica a colori è stata utilizzato "Stampede" con una raffigurazione della stessa. Secondo me è più azzeccata. Voto sette meno meno meno.

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Sono daccordo con che ha scritto che con questa storia Boselli ha decisamente deluso! E' molto banale, ne ricorda tante altre precedenti di Tex e per giunta è disegnata veramente male. Il disegno infatti è piuttosto "Tex-old-style" ma senza il carisma che altri artisti, primo fra tutti Galeppini, sapevano dare alle storie della loro epoca. Spero vivamente che a questo disegnatore non vengano più affidate altre storie del nostro ranger. Della trama salvo solo lo stampede iniziale(seppure visto e rivisto anche in altre saghe di questa testata)e l'inseguimento ed incontro tra Tex e Faccia di cuoio. VOTO: 4,5

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In effetti questa storia è una delle più anonime del grande Boselli. La trama, vista anche la lunghezza e le pagine a disposizione dello sceneggiatore e un soggetto non troppo elaborabile. Anche a mio avviso la cosa migliore di questa storia sono i disegni di Torricelli. Non mi scandalizza affatto che un artista si ispiri, nello stile di disegno, a un suo maestro. Lo trovo normale. Trama 5,5Disegni 8

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La storia non la giudico così negativa, anche se è chiaro che non può annoverarsi tra le grandi storie (ma non ve ne era neanche l'intenzione, credo: si tratta di un voluto riempitivo). Più che sulla trama, che molti di voi hanno definito lineare e che io ho invece trovato un po' contorta e a tratti poco verosimile, volevo soffermarmi sui disegni, per dire che anch'io accolgo la petizione per un impegno a tempo pieno di Torricelli su Tex. Non solo per il commovente ritorno di un Tex che per anni è stato "il" Tex (ed è stato in effetti un tonfo al cuore: quando ho letto la storia, non avevo idea che il disegnatore si ispirasse a Galep, e rivedere il Tex del disegnatore sardo è stata una vera e graditissima sorpresa) ma più in generale per la bellezza dei disegni che abbiamo potuto ammirare.

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Annoverare questa tra le migliori storie di Tex sarebbe sicuramente una bestemmia, ma tutto sommato non mi è sembrata male. Buona sceneggiatura, che però paga il dover essere contenuta in un singolo albo. Il risultato è che si arriva alla risoluzione della vicenda in maniera affrettata (dal punto di vista del lettore) e troppo semplice (rispetto agli abituali enigmi cui Tex si trova di fronte in genere)6,5 alla storia er 8 ai disegni di Torricelli, che a me ricordano alla lontana (si tranquillizzino dunque i puristi :indianovestito: ) quelli di un certo Galep, in particolare nella fisionomia dei personaggi.

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Il soggetto poteva essere interessante se sviluppato in più albi (ma è stato già spiegato il motivo di una storia mono albo). Alla fine con quel finale un po' "affrettato" e troppo "lieto fine", anche la storia sembra più insipida di quanto non sia. Il disegno è un po' vecchio stile, direi anni '70, ho letto che piace, personalmente non mi entusiasma. Alla fine storia "piacevole" e nulla di più.

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