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TWF - Tex Willer Forum
Sam Stone

[Texone N. 25] Verso L'oregon

Voto alla Storia?  

54 voti

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Una premessa credo che sia necessaria: si parla della mancanza di battutine fra i pards, cosa peraltro non del tutto esatta: in verità troviamo qualche scambio di battute, ma soprattutto si vive quell'intensa complicità tra i due compagni d'avventura che in questo genere di storia d' forse più sapore della frecciatina. Si parla anche della scarsa galanteria di Carson: a dire il vero la storia prende il via in buona misura proprio dall'atteggiamento di cavaliere errante del vecchio cammello. Se poi si mostra più rude e sbrigativo di quanto ci abbia abituato in occasioni simili... beh, basta leggere l'albo e ci si rende conto che non poteva andare diversamente (Carson è un donnaiolo, un corteggiatore, un... quelo che si vuole, ma non è uno stupido e sa che c'è un tempo per ogni cosa!).

In realtà anche per me lo scarso numero di battute/frecciatine è assolutamente funzionale alla drammaticit? della storia e, per una volta, al contrario di Ammiraglio non ne ho sentito troppo la mancanza. Idem per il discorso di Carson, la cui rudezza inconsueta in determinati frangenti è del tutto coerente con l'andamento della vicenda. La cosa che più mi ha colpito è stata l'estrema durezza di Tex, che non vedevo da tempo e che mi ha perciò lasciato assolutamente soddisfatto :indianovestito:

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A me questo albo e' piaciuto molto. La trovo di gran lunga migliore delle ultime due, Patagopnia e i ribelli di Cuba, e la metterei tra le migliori in assoluto dei Texoni. Voto 9Disegni: splendidi. Bello il dettaglio dei paesaggi, ben disegnati tutti i personaggi. Un sono appunto: in alcune scene il Tex in primo piano appare un po' troppo giovanile, rispetto a Carson. Storia: lo spunto e' molto nuovo. L'intreccio delle due vicende (killer e carovana) funziona molto bene. Non ci sono molti colpi di scena, ma la storia e' avvincente e tiene con il fiato sospeso in diversi momenti. Tex (e qui saranno contenti in tanti...) e' decisamente centrale in questa storia. Duro e inflessibile, vero leader nel decidere cosa fare e nel farsi rispettare. E il vecchio cammello lo asseconda benissimo, lasciando per una volta da parte il lato "donnaiolo" anche se le circostanze avrebbero favorito il contrario. Alcune considerazioni sulla trama mi sento comunque di farle:

la fine dei Fletcher, giovane killer e vecchio zio: mentre il vechcio zio, delinquente e farabutto senza ombra di dubbio perisce per mano ti Tex, il giovane killer diventato tale a causa di "bullismo" come giustamente evidenziato da Chayenne e che ammazza a destra e a manca perche' affetto da problemi psicologici, gode delle attenuanti e come spesso avviene in questi casi, non e' Tex a fare giustizia, ma interviene una sorte di giustizia divina, in questo caso il grizzly. Se ne e' parlato qui: http://texwiller.forumfree.org/index.php?&showtopic=2723
quando lo zio mostra a Tex l'urna "contenente" le ceneri del giovane nipote, a me e' parso subito chiaro che non fosse vero, quindi il finale con l'assassino nascosto dallo zio e' abbastanza scontato.
sara' per motivi di spazio ma mi sarei aspettato che dopo aver sgominato la banda, Tex e Carson e perche' no le donne della carovana avessero almeno tentato di liberare / riscattare alcune delle altre donne, vittime della banda stessa in precedenza e al momento "esercitanti il mestiere" nei pressi della finta chiesa...

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Poi, come osservato, non è che le battute siano del tutto assenti. Vediamo pag. 110:Emma: Perchè si è vestito così?Kit: E' il vestito di Aquila della notteEmma: Bah! A prescindere dal fatto che siamo in pieno giorno.... a cosa gli serve passare per un altro?Kit: Non è un altro. Aquila della notte è il nome indiano di Tex. Ma perchè volete sempre mettere becco? Aspettate e abbiate un p? di fiducia, per Giove!

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Postmoderna?. crepuscolare?. minimalista?. si potrebbero usare tanti aggettivi, a proposito e a sproposito, per questa bellissima storia tradizionale e innovativa al tempo stesso. Tutto, dalla storia ai personaggi, è rispettoso della tradizione eppure è leggermente diverso. I pards trasmettono affiatamento e complicità senza ricorrere ai soliti discorsi su bistecche e patate o alle solite imprecazioni. La storia sembra una normalissima missione come ne abbiamo viste tante, ma si trasforma subito in qualcosìaltro, toccando una tematica mai vista finora. Il viaggio, in questo caso, è molto più importante della meta, la storia funziona anche se non ha dei nemici straordinari ma delle mezze calzette, perchè è il racconto che conta.

E il racconto ci parla di un giovane psicopatico diventato uno spietato assassino per i suoi trascorsi traumatici infantili e giovanili, un ritratto fatto di poche pennellate viste in ricordo ma estremamente efficace, pieno di spietatezza ma soprattutto di fragilit? interiore, fino al tradimento subito dall'unico uomo in cui aveva riposto fiducia, e alla fine il suo unico vero amico risulta essere il cavallo, che tuttavia lo abbandona nel momento dell'estremo bisogno condannandolo a una morte atroce, quasi una vera e propria legge del contrappasso. Lo zio risulta essere ancora più spietato, viscido e senza scrupoli, approfitta delle sue debolezze per ottenerne i soldi e per mollarlo all'ultimo momento, un vero vigliacco. Anche questo un bel ritratto di un malfattore da quattro soldi che gioca con la vita delle persone ingannandole per il proprio tornaconto. Ma sono le donne le vere protagoniste di questo gigante, soprattutto Emma, la capobranco, donne in cerca di marito per corrispondenza, un tema mai affrontato prima, donne di una determinatezza straordinaria che non indietreggiano di fronte a niente e nessuno, anche l'inganno finale non riesce a fermarle. Persino Tex e Carson sono in difficolt?, non riescono a domarle, a farle eseguire gli ordini, da questo scaturiscono anche effetti comici molto divertenti. Si ribadisce ancora una volta come Tex abbia ormai una scarsissima empatia con l'universo femminile, mentre Carson dimostra di essere un vero uomo di mondo e di avere molta più sensibilit? dell'amico. Grandissima importanza riveste inoltre la potenza della natura, l'elemento acqua in primis, una vera e propria protagonista occulta. La bellezza di questa storia sta anche, se non soprattutto, nel mostrare forse come non mai le incredibili difficolt? di chi si metteva in marcia verso l'ovest, difficolt? derivanti non solo dagli uomini ma anche dagli elementi naturali ostili. Lo scenario naturale quasi come elemento portante della narrazione, quindi. Gli altri nemici, i Cayuse e i tenutari dei bordelli, sono rappresentati in tono minore, i secondi intervengono sono alla fine ma la loro caratterizzazione basta e avanza, dei primi, il loro capo Bisonte Bianco mi è sembrato un personaggio un po' forzato, quasi un secondo pazzo da affiancare al giovane assassino, e forse quest?impronta mista di crudeltà e follia non era necessaria. Per finire, Tex e Carson appaiono splendenti, in piena forma, hanno ritrovato quella convivialit? e quell'ironia che ultimamente si erano un po' perse per strada, non ho niente da dire perchè dovrebbero essere sempre così. Aver saputo amalgamare così bene tutte queste tematiche è un titolo di grande merito, certo, qualcosina mi è sembrata un po' ingenua e forzata, tipo la scena dei rangers fuori dall'ufficio del capo con Tex arringafolla, però sono dettagli che la bellezza della storia rende tutto sommato trascurabili. Questa storia può essere un esempio di come da soggetti tradizionali si possano ricavare vere e proprie innovazioni senza bisogno di ricorrere a troppi personaggi, a vorticosi cambi di scena, a supernemici e altri virtuosismi. Dovessi dare un voto darei 8,5 è 9. Per quanto riguarda i disegni, mi sono piaciute molto le sequenze dinamiche, in movimento, mentre i primi piani, soprattutto Tex e in misura molto minore Carson, spesso lasciano a desiderare. In particolare ci sono primi piani in cui Tex sembra un vero pazzo furioso, con espressioni non solo innaturali ma completamente estranee al personaggio. A parte questo, direi un buon lavoro.

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Finalmente letto questo Texone molto atteso dal sottoscritto. Manfredi si conferma un autore che puo' apportare una ventata di freschezza nelle pagine di Tex e lo ha dimostrato ancora una volta con quest'opera, dopo la sua bella prova ne "La grande sete". Mi piace il suo modo di scrivere e soprattutto trovo la gestione di Tex e Carson azzeccata oltre che rispettosa. Sempre al centro della storia, sempre in prima linea e soprattutto riconoscibili. Una delle caratteristiche positive di Manfredi su Tex sono sicuramente i dialoghi brillanti e mai verbosi e in perfetto stile texiano. Apprezzo molto anche l'ironia tra i due pards, mai forzata e inserita nei momenti giusti. Bella questa avventura che vede i due rangers alle prese con delle donne di frontiera, dure e determinate. Mi sono divertito molto nel vedere un Tex scorbutico nei confronti delle donne e soprattutto di Emma, al contrario di Carson, piu' gentiluomo e meno duro del suo amico. Non sono solito soffermarvi piu' di tanto in una storia o fare commenti lunghi e articolati, mi basta solo dire che leggendolo nelle ore notturne, questo Texone mi ha fatto rilassare e divertire, per la sua trama lineare e fluida. E' questo quello che cerco in una lettura. Quindi mi sento di quotare questa frase di Jack65 che mi trova completamente d'accordo:

Questa storia può essere un esempio di come da soggetti tradizionali si possano ricavare vere e proprie innovazioni senza bisogno di ricorrere a troppi personaggi, a vorticosi cambi di scena, a supernemici e altri virtuosismi.




I disegni di Gomez mi son piaciuti. Non e' tra i miei disegnatori preferiti e guardando le sue tavole non mi sono strappato i capelli, ma devo dire che li ho apprezzati. Ho trovato un Kit Carson quasi perfetto (anche se un po' troppo sorridente) e un Tex quasi sufficiente. Alcune espressioni del ranger non mi hanno convinto molto. Discreta prova comunque.

Frase del giorno:Emma si rivolge a Tex:"un duro come voi non puo' concedersi certe debolezze sentimentali".

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Ho dato otto. Buono ma, secondo me, non eccezionale.
Trovo che i disegni di Gomez siano davvero ottimi, dopo la (secondo me) deludente prova di Orestes Suarez.
La storia? Sono d'accordo con chi l'ha definita scorrevole, direi nello stile di Gianfranco Manfredi. Però è anche vero che non ci sono stati "lampi". Anch'io sono abituato ai battibecchi tra i pard , alle galanterie di Carson ed anche a qualche sana scazzottata. Nell'albo ci sono diverse sparatorie ma, a parte qualche muso duro di Tex, le mani sempre a posto.

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Partendo dal fatto che a me questa storia è piaciuta moltissimo, siamo sicuri che se l'avesse scritta qualche altro autore ci sarebbe stato tanto entusiasmo?
Parto con ordine: la storia, a mio avviso, è molto simile a "Terra Promessa" e il solito qualche altro autore sarebbe stato sicuramente accusato di poca originalità; inoltre la trama è molto simile anche al maxi di Segura "Lungo i sentieri del west" ossia c'è un filo conduttore (la caccia) che fa da pretesto a tanti mini-episodi. Le critiche a Segura è Per lo più impietose. Le critiche a Manfredi è Entusiaste. Infine da segnalare un Tex fin troppo duro, non solo con le donne.
Ora nel complesso la storia a me è piaciuta molto, ma penso che molte volte non dovremmo farci condizionare dall'autore Tizio o dall'autore Caio, perchè come ho già detto tutto quest'entusiasmo per questo Texone è giustissimo, ma sarebbe dovuto essere tale anche se la medesima storia fosse stata scritta da un altro autore, quando invece sono sicuro che se invece della firma "Manfredi" ce ne fosse stata un'altra, i leggeri difetti che ho citato prima, sarebbero stati ingigantiti e si sarebbe stati impietosi con le critiche. Chiusa questa lunga parentesi critica nei confronti della critica (scusate il gioco di parole :D ), posso dire che ho letto questo Texone con molto piacere, senza farmi duemila pippe mentali sui problemucci citati prima, ma godendomi la storia dalla prima all'ultima pagina, come faccio sempre con Tex e, se alla fine la storia non mi è piaciuta, come si dice fra ragazzi, scialla , la prossima storia sarà meglio. Non è questo il caso: infatti ho avuto conferma della bravura di Manfredi, che, come già detto, usa un soggetto forse poco originale, creando però una trama entusiasmante e soprattutto Texiana .
I disegni di Gomez sono indiscutibilmente belli sui paesaggi, sui cavalli ecc ma li ho trovati poco adatti, nei primi piani, allo stile Texiano, ritrovando nei volti un richiamo all'odioso tratto di Mastantuono. Passando ai voti comuqunque, sicuramente oltre la sufficenza i disegni di Gomez, mentre per quanto riguarda Manfredi, darei un 7 per il soggetto, mentre un 9 per la sceneggiatura.

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Visto che il buon Paco non è ancora tornato tra noi (spero torni presto), mi permetto di dire ciò che credo direbbe se fosse qui:

CAPOLAVORO ASSOLUTO!!!
... e io con lui! :D

Una storia straordinaria che secondo me non ha nulla di tradizionale, tuttavia godibilissima, perfetta e senza cadute come i migliori capolavori. Ma Manfredi fa qualcosa di più che non cadere mai: spicca il volo.
Dico soltanto che da anni una storia di Tex non mi emozionava a tal punto. Fra le storie scritte recentemente, rivaleggia con "Nei territori del Nord Ovest" e probabilmente supera "La prova del fuoco", vale a dire gli unici due episodi degli ultimi dodici anni in grado di ambire al rango di capolavoro.

Disegni di Gomes non sempre impeccabili, ma l'atmosfera è potente e vivida a tal punto che par quasi soffiare in faccia mentre si legge.

Come voto, nulla di meno di un DIECI. Ho già cominciato a scrivere le mie riflessioni in modo più approfondito, e spero le possiate leggere nel prossimo numero del Magazine... :trapper:

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Ieri sera era già tardi quando mi sono coricato ma non ho saputo resistere alla tentazione di iniziare a leggere questo Texone. Male che vada smetto subito mi son detto e poi c'era quella frase di mia moglie che mi tornava in mente "Me lo son letto stamattina... è molto bello". Ebbene ho iniziato a leggerlo e non ho smesso più finch? non c'era più niente da leggere interviste a Gomez e articoli vari compresi... e se non fosse stato per l'ora tarda me lo sarei riletto. Confermo il giudizio di mia moglie e per un commento più approfondito aspetto che le sensazioni avute si sedimentano.

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se cercate quello che ha dato 5 di punteggio...... sono io. non mi è piaciuto proprio. Ne come storia , ne come disegni. troppo essenziale ma quell'essenziale che lascia un p? così. Insipidoun viaggio, come l'ultima di Boselli, ma difficolt? ridotte al minimo. E perchè si critica Boselli, devo ancora capirlo!dialoghi impiantati e legnosi (de)supportati da espressioni curiose dei personaggi fornite dal maestro gomez. Mah, se vi sembrano facce da tex quelle, allora io mi sto sbagliando io. cioè, Frisenda si è impegnato con ben altri risultati, direi!!

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Avevo proprio in mente di chiederlo chi avesse messo 5, non tanto per contestarlo (ognuno ha diritto di pensarla come vuole finch? rimane civile nell'esprimersi), ma perchè mi incuriosiva sapere chi andasse in una direzione così opposta alla maggioranza. Naturalmente non sono d'accordo nemmeno su una parola, ma ti ringrazio di aver fatto conoscere il tuo pensiero. Ma per andare più a fondo, cosa intenderesti, ad esempio, per "difficolt? ridotte al minimo"?Poi magari, per farti conoscere meglio, potresti presentarti qui ;)

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Letto anch'io questo nuovo Texone!

Occhio all'eventuale

S
P
O
I
L
E
R

Condivido il pensiero di qualcuno che mi ha preceduto: la storia è bella, abbastanza originale e scorrevole; non ha intoppi noiosi, n° parti troppo veloci o troppo lente.
Ma imho non è un capolavoro!

L'idea di base è geniale, specialmente come detto da Jack65 (nel suo ottimo intervento) il viaggio ricco di difficolt?, che è il vero protagonista.
L'autore come sempre cerca di trasmettere la storicit? e il realismo dell'epoca, in cui viaggiare doveva essere davvero un'impresa!
Attraversare territori così selvaggi e ostili, non era certo una passeggiata, e i pericoli non venivano solo dalla parte dei pericolosi indiani... acqua, serpenti, orsi erano nemici ben più temibili e più violenti!

Ci sono due sequenze che in questa storia mi hanno un p? fatto "storcere il naso": la prima è vedere i rangers "normali" rivoltarsi (a parole) contro Tex e Carson - in pratica considerano i nostri come due personaggi / leggende che intervengono nelle missioni speciali, prendendosi meriti che non hanno! :shock: Un p? strana (imho) come sequenza.

La seconda: Tex che sul momento sembra esitare se aiutare o meno le donne che necessitano di una guida!
Carson riuscir? a convincerlo, ma la domanda che mi pongo ?: e se Tex in questo caso non fosse accompagnato dal fedele amico, cosa avrebbe deciso?
Sembra quasi che per lui la responsabilità sia troppo elevata e non se la senta di guidarle nei territori (pur molto ostili e selvaggi) che li attendono! >:azz: :_sigh


La storia è comunque davvero ben scritta, con personaggi perfetti: su tutti ovviamente il killer psicopatico - un ragazzo che a volte fa un p? pena, altre volte arrivi ad odiarlo per i suoi numerosi delitti, alcuni apparentemente inspiegabili! sisi
Poi lo zio reverendo che gestisce un giro di prostituzione, anche lui decisamente sopra le righe e con qualche problemino nel cervello, visto che vuole eliminare il nipote così pulitamente e senza provare alcun rimorso!
E naturalmente fanno la loro bella presenza le spose postali (su tutte la rude Emma), su cui è incentrata tutta la trama!

Concordo nel discorso "poche battute" tra i due pards, ma ihmo non ne ho sentito particolarmente la mancanza, visto che la storia è drammatica e non poteva esserci spazio per sorridere!


Riguardo ai disegni: Gomez ha fatto un buonissimo lavoro, sia nell'ambientazione (davvero curata nei minimi dettagli), sia nella rappresentazione dei vari personaggi!
Davvero un ottimo acquisto per la serie... speriamo possa regalarci molte altre tavole!


In conclusione, alla storia darei un 8.
Ora aspetto di leggere Manfredi sulla regolare a Luglio! :D:trapper:

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Eccomi qui a commentare anch'io questa storia, ma prima consentitemi un breve excursus storico sulla genesi di questa storia e su fatti di cui io stesso sono stato, almeno in parte, involontario testimone.

Siamo nell'estate 2006 e si è consumata una prima rottura tra la SBE e Claudio Nizzi. I motivi sono troppo complessi per discuterli ancora qui, basti dire che Nizzi decide di non tornare dalle sue vacanze lasciando in Maxi incompiuto ("Lo squadrone infernale") e due disegnatori "scoperti". Si tratta di Fabio Civitelli e Carlos Gomez, appena arruolato per realizzare un Texone. Causa urgenti e pressanti impegni di lavoro, nessuno degli altri due sceneggiatori regolari di Tex, mauro Boselli e Tito Faraci, è in grado di assumersi l'onere di scrivere per loro. Occorre rivolgersi a qualcun altro. La scelta ricade alla fine ricade su Gianfranco Manfredi, il quale accetta l'incarico e presenta due soggetti che vengono accettati e che in redazione sono subito soprannominati: "Quello dell'acqua" e "Quello delle donne". :indianovestito:

Come sappiamo, "Quello dell'acqua" finir? a Fabio Civitelli e noi qui ci troviamo a discutere dei "Quello delle donne". :trapper:

Una cosa interessante da notare, comunque, è come in entrambi i casi Manfredi abbia presentato dei soggetti tutto sommato classici, non tanto e non soltanto per Tex ma per la tematica western in generale. Cosa c'è, infatti, di più classico del viaggio di una carovana verso un'ipotetica "terra promessa"? Un tipo di storia vista in innumerevoli film, telefilm, opere a fumetti e non in cui di solito è il viaggio ad essere al centro dell'attenzione più della sua meta.
Naturalmente, da bravo autore qual ?, Manfredi aggiunge al soggetto base degli elementi che facciano la differenza da tutti gli altri del genere. In questo caso ne abbiamo due: la caccia al giovane assassino psicopatico e la carovana composta da sole donne. Il primo sembra poco più di un pretesto, il secondo, invece, permette tutta una serie di giochi di caratterizzazione davvero ben riusciti.
Il tema della carovana di sole donne non è certo nuovo. Per tacere del film "Donne verso l'ignoto", citato nell'introduzione al Texone, vorrei ricordare la storia di Ken Parker "Alcune signore di piccola virt?", sceneggiata da Tiziano Sclavi su soggetto di Giancarlo Berardi coi disegni di Sergio Tarquinio, in cui Ken, dopo aver mancato per un soffio la diligenza per Lordsburg di "Ombre rosse", finisce per diventare la guida di un gruppo di prostitute in trasferta in un viaggio che tocca tutte le corde della narrativa dalla commedia al dramma.
Il tema delle spose postali è comunque nuovo per la serie di Tex ed è ben trattato.

Si "accusa" spesso Manfredi (e con più di una ragione a dire il vero) di essere più ispirato dai western iperviolenti e sopra le righe del filone "spaghetti", ma qui invece il nostro sembra reduce da una full immersion nei film più classici del genere.
Non si fa fatica ad immaginare John Wayne nel ruolo di Tex, Maureen O'Hara in quello di Emma e Ben Johnson in quello di un Kit Carson decisamente ironico. Certi scambi di battute tra Tex ed Emma ricordano decisamente i duetti tra Wayne e la O'Hara. laughing

Solo nel finale ritorniamo ad atmosfere meno classiche. Il cosiddetto Reverendo Fletcher è decisamente più una figura da Spaghetti Western o da western crepuscolare, per continuare la similitudine, che da film di John Ford.
Alla fine il povero Kevin Fletcher rivela tutta la sua tragicit? e fragilit? di essere umano e non è certo un caso che l'autore decida di farlo uscire di scena facendolo sbranare da un orso. Lui non era il vero antagonista, ma, tutto sommato, un povero disgraziato in balia di forze più grandi di lui, da compatire più che da odiare o disprezzare. Sembra giusto che la sua fine avvenga per mano della cosiddetta "giustizia divina".
Il tema delle donne da vendere come prostitute può essere considerato forte per una serie come Tex, ma a me non ha affatto turbato: il sesso e ciò che lo concerne potevano essere argomento tab? ni fumetti anni 50 e 60, ma ormai, se introdotto con garbo, ha piena cittadinanza anche nel mondo di Tex a mio parere.
Decisamente ben fatta la sceneggiatura. Sicuramente non Bonelliana nel ritmo e nell'uso delle didascalie, ma decisamente rispettosa dei personaggi. clap clap
Certe scene, come la sequenza da pag. 39 a pag. 41 sono tipicamente alla Manfredi. :ahah:

Un'ultima annotazione: se c'è una cosa che Manfredi e Boselli hanno sicuramente in comune è la passione per i finali veloci. In Appena 15 pagine si risolve tutto. :colt::lol2:

Molto buona la prova di Gomez, sicuramente un ottimo acquisto, anche se secondo me deve ancora lavorare un p? sul volto di Tex, decisamente troppo giovanile in alcuni momenti.

In sintesi: una storia decisamente riuscita, che lascia come unico rimpianto il fatto che Manfredi non scriva più spesso storie di Tex. :old:

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Avevo proprio in mente di chiederlo chi avesse messo 5, non tanto per contestarlo (ognuno ha diritto di pensarla come vuole finch? rimane civile nell'esprimersi), ma perchè mi incuriosiva sapere chi andasse in una direzione così opposta alla maggioranza. Naturalmente non sono d'accordo nemmeno su una parola, ma ti ringrazio di aver fatto conoscere il tuo pensiero. Ma per andare più a fondo, cosa intenderesti, ad esempio, per "difficolt? ridotte al minimo"?Poi magari, per farti conoscere meglio, potresti presentarti qui ;)

difficolta ridotte al minimo? .. non vedo la "sostanza" ma uno spettacolino da telefilm con Zeb Mc cayrispetto alla storia di Boselli, criticatissima e criticabilissima, pure meno emozionante. Perchè, te Cheyenne, che voto hai dato?ci staresti a dire che si tratta di opere fumettistiche, come questa di Manfredi, che ami o non ami? come quelle di Segura e di Ruju o.... di Prattla scala dei valori va da 1 a 10, perchè ti domandi se uno da 5 e non ti domandi perchè un altro da 10?Ah.. allora, ho capito da questa storia si parte da 10 in già :fumo: :indianovestito:

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Io ho dato 9 Doc, come puoi agevolmente leggere nel mio messaggio. Sono stata la terza a votare, ma non per questo mi sono lasciata trascinare in positivo da coloro che mi hanno preceduto, n° lo penso di quelli che dopo di me hanno dato un voto ugualmente alto. E' sicuramente vero, comunque, che in questo caso il voto è partito dall'alto, ma probabilmente questo deriva dal fatto che - almeno da quanto si è visto fino ad oggi - ad almeno 17 persone la storia è sembrata da buona a ottima. Posso capire che tu non sia d'accordo, e lo hai fatto capire esprimendo un voto e un giudizio totalmente contrari agli altri, ma in ogni caso io mi sentivo più incuriosita dai tuoi motivi più che da quelli di chi ha votato come me. Temo tuttavia di patire particolarmente il caldo oggi, perchè proprio non capisco questa frase:

ci staresti a dire che si tratta di opere fumettistiche, come questa di Manfredi, che ami o non ami? come quelle di Segura e di Ruju o.... di Pratt

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Temo tuttavia di patire particolarmente il caldo oggi, perchè proprio non capisco questa frase:

ci staresti a dire che si tratta di opere fumettistiche, come questa di Manfredi, che ami o non ami? come quelle di Segura e di Ruju o.... di Pratt

Il caldo ha colpito anche me, Cheyenne :trapper: !Ad ogni modo, sto aspettando di leggere qualche commento in più prima di esprimere le mie idee. Posso ad ogni modo dire che, capolavoro o no, questo è un gran bel Tex. E mi sorprende come qualcuno abbia avvertito una certa freddezza nel rapporto tra i due pards: al contrario, io mi son sentito con due amici di cui sentivo da molto tempo la mancanza. Questa deve essere l'originalità texiana: un tocco di Storia, un tocco di spaghetti-western ( Kevin Fletcher e zio), un tocco di commedia, ma allo stesso tempo pards energici, ironici e sempre nel centro della narrazione. E' un Tex diverso da quello GLBonelliano, ma assai fedele nella diversit? a tale modello. Come notato da Jack65 nel suo bell'intervento, un po' eccessiva la figura di Bisonte Bianco. Ad ogni modo, prima di dire la mia in modo esaustivo, attendo di leggere qualche opinione in più! :trapper:

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Temo tuttavia di patire particolarmente il caldo oggi, perchè proprio non capisco questa frase:

ci staresti a dire che si tratta di opere fumettistiche, come questa di Manfredi, che ami o non ami? come quelle di Segura e di Ruju o.... di Pratt

Il caldo ha colpito anche me, Cheyenne :trapper: !

Ad ogni modo, sto aspettando di leggere qualche commento in più prima di esprimere le mie idee. Posso ad ogni modo dire che, capolavoro o no, questo è un gran bel Tex. E mi sorprende come qualcuno abbia avvertito una certa freddezza nel rapporto tra i due pards: al contrario, io mi son sentito con due amici di cui sentivo da molto tempo la mancanza.
Questa deve essere l'originalità texiana: un tocco di Storia, un tocco di spaghetti-western ( Kevin Fletcher e zio), un tocco di commedia, ma allo stesso tempo pards energici, ironici e sempre nel centro della narrazione. E' un Tex diverso da quello GLBonelliano, ma assai fedele nella diversit? a tale modello.
Come notato da Jack65 nel suo bell'intervento, un po' eccessiva la figura di Bisonte Bianco.
Ad ogni modo, prima di dire la mia in modo esaustivo, attendo di leggere qualche opinione in più! :trapper:

è o no quasi da tutti considerata una storia da 9 e da 10 Verso l'Oregon°



Se non siete affetti dal caldo, o dal solo Tex, saprete meglio di me nel fumetto certe opere da Pratt a Sclavi financo a Segura, per rimanere nel mondo restretto di Tex, tagliano un due la critica

L'uomo del Sertao
incubi
Lungo i sentieri del West

ora è chiara la frase?

per me, vista la storia e i disegni, è da 5. 9 lo merita più Segura: li esiste "un" Tex.

Ad ogni modo, sto aspettando di leggere qualche commento in più prima di esprimere le mie idee
forse è più difficile spiegare questo brillante spunto, o no?

ehi senza rancore, ma entrare in un forum e sentirsi dire al primo post ... non condivido una parola di quello che dici è incoraggiante :generaleS:

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Ciao, la storia di Manfredi & Gomez mi è piaciuta. La figura di Tex è stata rispettata e anche quella di Carson. Tex è centrale all'azione e non viene relegato in un angolino. La storia è una vera odissea (per le ?signorine?). Ad un certo punto ci si dimentica addirittura dell'omicida, tanto sono le disavventure della carovana, che in effetti è la figura centrale. Sembra esserci un misto di tradizione (vedi Tex) e innovazione (diverse scene, tipo la riunione al quartier generale, con i rangers scalpitanti: l'ho trovata una scena simpatica). La scena finale in effetti può sembrare veloce, ma alla fine c'era poco altro da aggiungere, a parte smascherare il reverendo ?pappone? e quegli altri burattinai. Oltre che farli fuori, sèintende. I dialoghi sono molto curati. I disegni belli. E le signorine molto simpatiche _ahsisi Qualcuno mi pare abbia detto che la storia non sia decollata completamente. In un certo senso sono d'accordo, cioè sembra che manchi qualcosa?non tanto il fatto che Tex non dica ?Peste? o simili, ma forse?manca qualche scazzottata laughing Ciao.

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Doc, sinceramente non ho capito questo tono polemico. Io, come Cheyenne, non avevo capito una tua frase, peraltro non per colpa mia, visto che era incomprensibile. Quanto al mio attendere qualche commento in più prima di dire la mia in modo esaustivo, mi sembra una cosa normale (mentre è molto meno normale che tu la definisca, con intento derisorio, "brillante"). Infine, quanto al condividere o non condividere le idee, non mi sembra proprio che Cheyenne abbia messo in discussione il tuo diritto a giudicare la storia in modo opposto al tuo. Mah.

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SPOILERLa storia presenta - a mio parere - pregi e difetti. Anzitutto, la figura del killer psicopatico: l'idea è buona ma è sviluppata fino a un certo punto, non è chiarissimo cosa faccia scattare la molla di violenza in Fletcher: da quanto pensavo di aver capito io, non era tanto la minaccia verso sè stesso, ma verso il cavallo (proiezione di sè stesso nel subconscio, probabilmente, come simbolo della principale sua ragione di vita, finalmente realizzata dopo tante frustrazioni) a far scattare istinti omicidi, come sarebbe dato evincersi dal primo omicidio mostratoci, da quello dello sceriffo in flashback e da quello dell'indianino nella prateria (ci viene lasciato intuire che Fletcher abbia solo IMMAGINATO che il pellerossa volesse rubargli il cavallo). Altri omicidi, come quello dell'ubriacone, lasciano interdetti, a mio parere si poteva rendere un po' più chiaramente che le paranoie protezionistiche del giovane riguardavano l'animale, più che sè stesso. Tex è disegnato male, inutile girarci intorno: troppo "espressivo", ma colui che deve fornire una gamma di emozioni più forte ?, per me, Carson (reso benissimo, viceversa), Tex lo vorrei più granitico e compassato, dal punto di vista espressivo (un po' alla Galep). Bene invece i siparietti tra i due pards, e la caratterizzazione delle donne: giusto che Tex ed Emma - due leader naturali - battibecchino tra loro stentando a trovare un'intesa. Promossa a pieni voti la sceneggiatura, qualcosina in meno va al soggetto: incredibile anzitutto che i rangers e i vari sceriffi non riescano a seguire una pista così semplice (Fletcher lo vedono e lo riconoscono praticamente tutti lungo il cammino, anche per via di Sirius, e lui - non essendo un criminale di professione - non fa nulla per rendersi invisibile); decisamente anomala e fuori luogo l'arringa di Tex ai rangers invidiosetti, forzata l'intuizione immediata del ranger circa la psicopaticit? del killer (Imho, proprio per rendere al meglio e valorizzare l'atipicit? del nemico, il "nostro" doveva arrivarci molto dopo, almeno a metà storia); abbastanza strana la decisione di Tex e Carson di non separarsi quando trovano le donne in difficolt?: uno a battere la pista di Fletcher, l'altro ad assicurarsi l'incolumit? della carovana femminile. Qui, troviamo un Tex decisamente troppo freddo e "aziendalista" (passatemi il termine) nel voler accelerare l'inseguimento, bench? le difficolt? delle sei donne fosse palese. Troppa coincidenza nell'incrociare, poi, i destini delle donne e quelli dei pards, facendo dirigere le prime proprio dallo zio di Fletcher!Bello l'intermezzo coi Cayuse, il cui capo è molto ben rappresentato dalle azioni, prima ancora che da contorsionismi psicologici. Impeccabile, a mio parere, il finale crudo agrodolce, n° buonista, n° melodrammatico (e vi era il rischio........ in effetti, mi sarei atteso una tragica morte di Emma). Soggetto: 6,5Sceneggiatura: 8Disegni: 7 (voto abbassato dall'interpretazione di Tex). In generale, una storia direi tra il 7 e l'8. o

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ora è chiara la frase?

No!

Anzi, ora mi tocca fare un ulteriore sforzo mentale (o chiederti un ulteriore sforzo di spiegazione) per capire in che senso costoro "tagliano la critica in due"
Comunque a Lungo i sentieri del West ho dato un 7 e lo ritengo un buon lavoro, anche se in generale Segura non mi piace.
Incubi, se ti riferisci al mega-racconto di Zagor vs. Hellingen, non l'ho mai votato ma caso mai dovessi penso che sarebbe tra il 9 e il 10. Su Zagor, naturalmente. Se avessi letto qualcosa di simile su Tex può darsi che gli avrei dato un "non classificato" perchè con Tex poco c'entrava.
L'uomo del Sertao... mi risultano esserci Il Re del Sertao, e Morte nel Sertao. Ma poco importa. Ho smesso troppo presto di leggere mr. No, quindi non mi pronuncio.
Ma questi cosa c'entrano con il Texone di cui trattasi?

? o no quasi da tutti considerata una storia da 9 e da 10 Verso l'Oregon°

Difficile dire "quasi da tutti", al momento. Mancano diversi giudizi. Tra coloro che si sono espressi finora sono positivi tutti - me compresa - tranne te. E se tu hai il diritto di non esserlo, io ho o no il diritto di non condividere nulla di ciò che diciò Almeno in questo caso. Ci saranno forse altre occasioni in cui sarà d'accordo con te, quindi non capisco perchè devi sentirti scoraggiato, e anche se non fosse così non è che si entra in un forum e ci si trova sempre e comunque d'accordo con tutti. L'importante, come dicevo, è non uscire dai limiti del contatto civile.


forse è più difficile spiegare questo brillante spunto, o no?

Non credo. Don Fabio, come molti di noi, oltre a dare il suo giudizio (che, ti faccio notare, è sempre fin troppo indipendente :D ), ha piacere di confrontarsi con quello degli altri.


Tutto ciò detto, appunto, senza rancore ;)

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Ho superato da poco la centesima pagina. Devo dire che fino a ora il Texone non delude le attese, anzi!Mi sembra che Manfredi stia riconfermando quanto dimostrato con "La grande sete":e cioè che lui Tex e Carson sa perfettamente come metterli in scena!-sul fatto che sia un grandissimo sceneggiatore non ci sono più dubbi da anni e anni. Dal canto suo Gomez , finora, sta facendo un lavoro superbo! Anche il suo Tex-il fatto su cui avevo più dubbi- mi sta piacendo molto, mi sembra iniseme personale e tradizionale, in linea col Tex che conosciamo. Infine, la riconferma dell'impressione avuta leggendo le altre due storie manfrediane:i suoi Tex e Carson a me ricordano moltissimo, oltre che quelli di Bonelli, i due pards del periodo d'oro di Nizzi.

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Dal canto suo Gomez , finora, sta facendo un lavoro superbo! Anche il suo Tex-il fatto su cui avevo più dubbi- mi sta piacendo molto, mi sembra iniseme personale e tradizionale, in linea col Tex che conosciamo.

Sono d'accordo, Gomez ha fatto un ottimo lavoro. I disegni in generale sono belli, per quanto riguarda i due pard Carson è riuscitissimo, un p? meno Tex su cui Gomez credo che ancora non ha trovato un tratto definitivo. Trovo un p? strani, infine, alcuni primi piani di Tex in alcuni momenti in cui è veramente arrabbiato. In questi primi piani il viso di Tex ma in particolare la bocca ha un che di troppo "incavolato", non so se mi spiego. Sarebbe interessante sapere se Gomez l'ha fatto così di sua iniziativa o per aderire ad una precisa richiesta di Manfredi che voleva un espressione particolarmente dura. Comunque secondo me è un p? troppo fuori le righe, in quei primi piani sembra quasi indemoniato.

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Letto anch'io questo nuovo Texone!

Occhio all'eventuale

S
P
O
I
L
E
R

Condivido il pensiero di qualcuno che mi ha preceduto: la storia è bella, abbastanza originale e scorrevole; non ha intoppi noiosi, n° parti troppo veloci o troppo lente.
Ma imho non è un capolavoro!

L'idea di base è geniale, specialmente come detto da Jack65 (nel suo ottimo intervento) il viaggio ricco di difficolt?, che è il vero protagonista.
L'autore come sempre cerca di trasmettere la storicit? e il realismo dell'epoca, in cui viaggiare doveva essere davvero un'impresa!
Attraversare territori così selvaggi e ostili, non era certo una passeggiata, e i pericoli non venivano solo dalla parte dei pericolosi indiani... acqua, serpenti, orsi erano nemici ben più temibili e più violenti!

Ci sono due sequenze che in questa storia mi hanno un p? fatto "storcere il naso": la prima è vedere i rangers "normali" rivoltarsi (a parole) contro Tex e Carson - in pratica considerano i nostri come due personaggi / leggende che intervengono nelle missioni speciali, prendendosi meriti che non hanno! :shock: Un p? strana (imho) come sequenza.

La seconda: Tex che sul momento sembra esitare se aiutare o meno le donne che necessitano di una guida!
Carson riuscir? a convincerlo, ma la domanda che mi pongo ?: e se Tex in questo caso non fosse accompagnato dal fedele amico, cosa avrebbe deciso?
Sembra quasi che per lui la responsabilità sia troppo elevata e non se la senta di guidarle nei territori (pur molto ostili e selvaggi) che li attendono! >:azz: :_sigh


La storia è comunque davvero ben scritta, con personaggi perfetti: su tutti ovviamente il killer psicopatico - un ragazzo che a volte fa un p? pena, altre volte arrivi ad odiarlo per i suoi numerosi delitti, alcuni apparentemente inspiegabili! sisi
Poi lo zio reverendo che gestisce un giro di prostituzione, anche lui decisamente sopra le righe e con qualche problemino nel cervello, visto che vuole eliminare il nipote così pulitamente e senza provare alcun rimorso!
E naturalmente fanno la loro bella presenza le spose postali (su tutte la rude Emma), su cui è incentrata tutta la trama!

Concordo nel discorso "poche battute" tra i due pards, ma ihmo non ne ho sentito particolarmente la mancanza, visto che la storia è drammatica e non poteva esserci spazio per sorridere!


Riguardo ai disegni: Gomez ha fatto un buonissimo lavoro, sia nell'ambientazione (davvero curata nei minimi dettagli), sia nella rappresentazione dei vari personaggi!
Davvero un ottimo acquisto per la serie... speriamo possa regalarci molte altre tavole!


In conclusione, alla storia darei un 8.
Ora aspetto di leggere Manfredi sulla regolare a Luglio! :D:trapper:

quoto il commento di sam ::evvai::

aggiungo soltanto che non mi e' piaciuta molto l'interpretazione di tex da parte di gomez, che ha comunque fatto un egregio lavoro :trapper:

voto alla storia : 8

voto ai disegni : 8-

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