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TWF - Tex Willer Forum
Sam Stone

[Texone N. 25] Verso L'oregon

Voto alla Storia?  

53 voti

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In poche e modeste parole:
Texone assolutamente magnifico!
Sotto ogni punto di vista siamo di fronte a un lavoro magistrale:Manfredi ci da l'assoluta certezza che rimpiangeremo a lungo la sua scelta infausta di non dedicarsi a Tex in maniera più continuativa, e Gomez dimostra di essere un nuovo acquisto veramente di prim'ordine!

Non so se questa storia sia un capolavoro (spiacente,Virgin :lol2: ) ... sono certo però che questo Texone lo ricorderemo a lungo, molto a lungo!
Ovviamente anche io ho votato 10.

Scriver? più avanti qualche post più articolato... c'è però una cosa che voglio farvi notare, un fatto piccolo piccolo che secondo me è la miglior prova che di Tex Manfredi ha davvero colto lo spirito:

il Nostro che si china sul cadavere martoriato del giovane killer, e accompagna il "riposa in pace" con il gesto pietoso della mano che chiude gli occhi... Ecco, per me questo è Tex Willer!

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La sequenza segnalata da Paco sotto spoiler è invece una di quelle che mi han convinto meno.

Siamo di fronte a un personaggio grigio, grigiore di fronte al quale Tex è sovente spiazzato. La sua reazione ("riposa in pace"etc. ) appare IMHO troppo sentimentalista, nei confronti di una persona che, per quanto essa stessa vittima (e peraltro del suo esser tale Tex ha saputo da un personaggio non proprio raccomandabile come lo zio Charles), ha comunque lasciato una scia di sangue dietro di sè non indifferente. Se in "Caccia all'uomo" il dolore di Tex per la sorte di Andy Wilson nasce da un lungo confronto col biondo pistolero (della quale colpevolezza non siamo comunque per nulla certi), qui appare secondo me piuttosto immotivato, e in ogni caso eccessivo nell'enfasi delle parole di Tex. Un altro paragone si potrebbe porre con Jesus Zane ( texone di Nizzi e Parlov), che, al pari di Kevin Fletcher, è un assassino conclamato, ma non privo di un'umanit? di fondo. In quel caso la reazione di Tex ( IMHO eccessivamente e sgradevolmente crudele nel voler infliggere una morte dolorosa a Zane, per quanto sia la stessa che il meticcio ha inflitto al biondo amico-rivale Nat) era stata agli antipodi, con solo la concessione della riflessione finale sui motivi del suo odio. Il meglio sarebbe, a mio giudizio, nel mezzo. Un difendere la legge senza giudicare il reo, nel caso che sia un personaggio grigio, a metà tra bene e male, o comunque malvagio ma non privo d'umanit?, come quelli appena citati.
Modificato da Don Fabio Esqueda

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Scusa,Don fabio, ma

cosa c'è di troppo sentimentalista, eccessivo ed enfatico nell'atto di chiudere gli occhi a un morto e dire "riposa in pace"? Secondo me niente. Al contrario, c'è solo tanta umanit? nel gesto di Tex:quell'umanit? che Tex ha sempre dimostrato di avere!

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Scusa,Don fabio, ma

cosa c'è di troppo sentimentalista, eccessivo ed enfatico nell'atto di chiudere gli occhi a un morto e dire "riposa in pace"? Secondo me niente. Al contrario, c'è solo tanta umanit? nel gesto di Tex:quell'umanit? che Tex ha sempre dimostrato di avere!
Che vi sia una profonda umanit? in Tex (nonostante il nostro in alcuni episodi, anche fondamentali come "Il giuramento", abbia agito in modo diametralmente opposto) è fuori discussione.
Non è il chiudere gli occhi a un morto il problema. Lo è un po' IMHO il fatto che Tex si mostri così addolorato nei confronti di un personaggio che, per quanto vittima, ha compiuto una strage di innocenti. La cosa sarebbe IMHO più accettabile se Tex avesse avuto modo di conoscere nel profondo Kevin Fletcher (come Andy Wilson, della cui colpevolezza peraltro Tex, e noi con lui, finisce per non essere affatto convinto) e il suo lato umano. Qui viceversa del suo passato di vittima viene a sapere unicamente dal sedicente reverendo, il quale avrebbe potuto anche raccontargli balle ( come del resto ha abbondantemente fatto ). In tal modo, un atteggiamento tanto premuroso e accorato, naturale dal punto di vista di Manfredi (nella cui testa Fletcher è vittima prima che colpevole), risulta IMHO improbabile dal punto di vista di Tex.
In ogni caso, la storia (della quale dir? in modo più approfondito dopo aver letto qualche commento in più) a me è piaciuta molto, se non moltissimo :indianovestito: !

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Propendo più per la tesi di Paco. Infatti

se è assolutamente certo che Kevin Fletcher sia una vittima che le circostanze hanno trasformato in carnefice solo agli occhi di Manfredi creatore del personaggio, è anche vero che Tex, fra i cui tanti meriti c'è sicuramente quello di essere un fine conoscitore di uomini, arrivato a quel punto della storia ha tutti gli elementi in mano per farsi un'idea di chi era realmente il giovane psicopatico. Analizzando il suo comportamento ed il modus operandi e confrontandolo con il racconto dello zio ha tutti gli elementi per giudicare il giovane Kevin una vittima del padre, dello zio e di un infanzia difficile trascorsa senza dei veri compagni e dei punti di riferimento. Non giustifica il suo operato ma non nega un gesto pietoso nei confronti di una persona che è anch'essa vittima oltre che carnefice.
Se così non fosse ci dovremmo chiedere come mai in altri racconti si rimprovera allo sceneggiatore di turno il fatto che Tex non abbia capito la psicologia dell'avversario di turno.

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L'uomo del Sertao... mi risultano esserci Il Re del Sertao, e Morte nel Sertao. Ma poco importa. Ho smesso troppo presto di leggere mr. No, quindi non mi pronuncio.


L'UOMO DE SERTAO
di Hugo Pratt

... se non lo hai letto te lo consiglio

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Scusa,Don fabio, ma

cosa c'è di troppo sentimentalista, eccessivo ed enfatico nell'atto di chiudere gli occhi a un morto e dire "riposa in pace"? Secondo me niente. Al contrario, c'è solo tanta umanit? nel gesto di Tex:quell'umanit? che Tex ha sempre dimostrato di avere!
Che vi sia una profonda umanit? in Tex (nonostante il nostro in alcuni episodi, anche fondamentali come "Il giuramento", abbia agito in modo diametralmente opposto) è fuori discussione.
Non è il chiudere gli occhi a un morto il problema. Lo è un po' IMHO il fatto che Tex si mostri così addolorato nei confronti di un personaggio che, per quanto vittima, ha compiuto una strage di innocenti. La cosa sarebbe IMHO più accettabile se Tex avesse avuto modo di conoscere nel profondo Kevin Fletcher (come Andy Wilson, della cui colpevolezza peraltro Tex, e noi con lui, finisce per non essere affatto convinto) e il suo lato umano. Qui viceversa del suo passato di vittima viene a sapere unicamente dal sedicente reverendo, il quale avrebbe potuto anche raccontargli balle ( come del resto ha abbondantemente fatto ). In tal modo, un atteggiamento tanto premuroso e accorato, naturale dal punto di vista di Manfredi (nella cui testa Fletcher è vittima prima che colpevole), risulta IMHO improbabile dal punto di vista di Tex.
In ogni caso, la storia (della quale dir? in modo più approfondito dopo aver letto qualche commento in più) a me è piaciuta molto, se non moltissimo :indianovestito: !
vai, siamo in trepida attesa :generaleS:

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Confesso di non aver fatto molta attenzione al gesto segnalato da Paco (stranamente mi ricordo di più lo stesso gesto del chiudere gli occhi, ma nei confronti del giovane ranger che vediamo nelle prime battute, un'altra scena magistrale con la stella di cui andava tanto fiero forata al centro e fumante). Comunque non sono d'accordo con Don Fabio. Credo che nel caso di questo killer, più disgraziato che colpevole, il "riposa in pace" acquisti tutto il suo significato, perchè i suoi delitti sono stati tutti il frutto del terrore che è penetrato in lui a causa delle angherie subite. Eccessiva debolezza, forse, ma un debole non ha maggior bisogno di comprensione e compassione, considerato anche che ha pagato i suoi delitti in modo definitivo con la morte?

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U? ragazzi!!!! (Come direbbe Crozza-Bersani) ma vogliamo paragonare questa storia con le ultime di Nizzi?E'come paragonare una Duna ad un Ferrari Testarossa , una canzone di De Andr? ad una di Gigi D'alessio un Platini ad un Magrin...... Se questa non è un capolavoro gli si avvicina molto, concordo al 100 per 100 con l'analisi di Jack65 e per me questo texone è superiore ai pur belli due precedenti.... voto:STORIA 10 DISEGNI 8

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Il tanto atteso albo speciale di Gomez mi ha lasciato piacevolmente soddisfatto. Tanto atteso anche per i testi di Manfredi. Devo dire che la lettura di questo "texone" è stata piacevole, ricca di particolari interessanti, inediti e ben caratterizzati. Le spose postali non erano state mai trattate in precedenza, e si può ben dire, Manfredi ha svolto un ottimo lavoro. Ai disegni di Gomez devo fare solo una critica, la solita, ovvero, le facce di Tex, a volte, sembrano di colpo ringiovanire. Sono concorde con il pard che prima di me ha scritto del finale: purtroppo anche qui in poche pagine si chiude tutto. Non sarà un capolavoro o una pietra miliare della saga di Tex, ma sicuramente sarà ricordato in maniera decisamente positiva. Sceneggiatura e soggetto 8Disegni 8

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e si hai perfettamente ragione io sono giovane molto giovane e gia sono appassionato di questi albi ti dico che ce un mio amico che li ha dal primo all ultimo e dice che questo è uno dei piu belli sopratutto la storia non è male e neanche i disegni solo che quel piccolo difetto che diceva santana della faccia di tex ma poi secondo me è perfetto

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troppo bello il texone ragazzi me lo sono divorato secondo me è stato uno dei piu belli di tutti i tempi

Janbob, dalle frasi che scrivi si capisce che sei molto giovane. Ma prima di dire che questo texone e' il piu' bello di tutti i tempi non credi che prima dovresti leggere anche tutti gli altri?perche' son sicuro che ne hai letti pochissimi.

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A quanto pare,Gomez si aiuta molto col computer, almeno per gli sfondi... Non so se anche i perimetri delle vignette siano fatti al computer, però credo di si:perchè sono tutti precisissimi, tutti dello stesso spessore... Se provate a guardare le tavole di qualsiasi altro disegnatore (adesso ho sotto gli occhi i Cestaro,Rossi e Ortiz), vedrete che i perimetri delle vignette non sono così precisi e soprattutto così uniformi per dimensioni.

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Non ho commentato a caldo questo texone riservandomi una serie di post singoli dove analizzare alcuni degli aspetti della storia che più mi hanno colpito o che meritano una riflessione condivisa.

Inizio dal primo dato che emerge dalle pagine iniziali dell'albo speciale: il commando dei rangers di Austin. Rimediando come meglio ho potuto alla mia labile memoria, potendo appoggiarmi a una bibliografia texiana quasi completa, ho tolto dal suo cantuccio il polveroso librone enciclopedico edito anni fa dalla Minotauro: l'Atlante di Tex. Il suo autore, il ben noto Aurelio Sangiorgio, scrive che il commando si trova effettivamente ad Austin e che Austin è anche il nome di chi ha fondato il corpo.


Immagine postata



Nessuna indicazione è data sulla presenza di Tex o dei pards nella sede. Da quel che ricordo non la si è mai vista nelle pagine di Tex, anzi gli autori prima di Manfredi l'hanno descritta come qualcosa di lontano e di ( quasi ) irraggiungibile, cioè burocrazia dalla quale i pards si sono tenuti possibilmente alla larga. Se prendiamo l'albo "Desperados" o "La Tigre Nera", sia che si tratti dei rangers o della Pikerton, c'è sempre un inviato sul posto che informa i nostri sulle fasi preliminari dell'indagine. Qui invece siamo proprio in loco.


Immagine postata



Sempre sul librone compilato da Sangiorgio, vado alla ricerca del capitano Brackens. Nell'enciclopedia non risulta niente. Personaggio creato ex novo da Manfredi è Non ne sono certo. Il capitano dei rangers è una figura importante, ma il corpo è stato ampiamente trascurato da Nizzi e niente vieta che Boselli ce ne abbia già parlato negli ultimi anni. Ma la mia memoria è debole e il provvidenziale motore di ricerca di Google non sa dirmi, in quest'occasione, un bel niente!!!

Comunque sia, questo stralcio di pagine sono molto interessanti, perchè ci mostrano l'approccio di un autore da un'angolatura diversa ma canonica al contempo.
Raccontare cosa nella saga non è stato ancora raccontato è un punto di partenza che denota profondo rispetto e umilt? in chi intraprende questa via. E a Manfredi va il mio plauso per questa scelta inedita e coraggiosa.

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Una scena, criticata da alcuni, e secondo me invece molto interessante nel suo probabile realismo, è quella del capannello di rangers sotto il comando. Abbiamo sempre immaginato la figura del ranger simile a quella dell'agente segreto, con Tex e Carson convocati dal Comando un po' come James Bond da M. Uomini in genere silenziosi e imperturbabili. Manfredi ne fornisce una presentazione diversa, con uomini vocianti che assomigliano molto più a semplici cowboy impegnati in un rodeo. Una presentazione forse più aderente alla realtà storica, considerando che i compiti svolti dal Corpo non erano unicamente di spionaggio o di indagine, bensì anche di forza paramilitare (pensando al ruolo che ebbe nella guerra contro i Cherokee), ma anche di guide. Quantomeno, un'interpretazione, se non vera, verosimile.

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Non ho commentato a caldo questo texone riservandomi una serie di post singoli dove analizzare alcuni degli aspetti della storia che più mi hanno colpito o che meritano una riflessione condivisa.

Inizio dal primo dato che emerge dalle pagine iniziali dell'albo speciale: il commando dei rangers di Austin. Rimediando come meglio ho potuto alla mia labile memoria, potendo appoggiarmi a una bibliografia texiana quasi completa, ho tolto dal suo cantuccio il polveroso librone enciclopedico edito anni fa dalla Minotauro: l'Atlante di Tex. Il suo autore, il ben noto Aurelio Sangiorgio, scrive che il commando si trova effettivamente ad Austin e che Austin è anche il nome di chi ha fondato il corpo.

Stephen Austin non ha solo fondato il corpo dei Rangers, ma si può dire che è uno dei padri fondatori del Texas stesso. Fu lui ad invitare i primi coloni americani a stabilirsi nello Stato messicano di Coahuila y Tejas ed ad organizzare la loro colonia in quello che era un semidisabitato territorio ai confini con la Comacheria.

Austin è stato tra i coprotagonisti della splendida storia di Zagor in quattro parti "Fratelli di sangue", intensa epica della frontiera ante Guerra di Secessione realizzata da Boselli & Marcello e paragonabile per intensit? ed emozione a "Gli Invincibili" e "La grande invasione".

Nessuna indicazione è data sulla presenza di Tex o dei pards nella sede. Da quel che ricordo non la si è mai vista nelle pagine di Tex, anzi gli autori prima di Manfredi l'hanno descritta come qualcosa di lontano e di ( quasi ) irraggiungibile, cioè burocrazia dalla quale i pards si sono tenuti possibilmente alla larga. Se prendiamo l'albo "Desperados" o "La Tigre Nera", sia che si tratti dei rangers o della Pikerton, c'è sempre un inviato sul posto che informa i nostri sulle fasi preliminari dell'indagine. Qui invece siamo proprio in loco.

Uhm... non sono sicurissimo, lo ammetto, ma da quel che ricordo Tex ed i pards li abbiamo visti più spesso a Houston e talvolta a Phoenix. Il comando di Austin fa risuonare le corde della mia memoria, ma non ricordo se per una menzione o perchè ci sono effettivamente passati almeno una volta.


Immagine postata



Sempre sul librone compilato da Sangiorgio, vado alla ricerca del capitano Brackens. Nell'enciclopedia non risulta

Perchè lo ha creato Manfredi in questa storia..


Il capitano dei rangers è una figura importante

Parli del capitano come se il Corpo dei Rangers ne avesse uno solo. In realtà ce ne erano diversi. attualmente ce ne sono uno per ciascuna delle otto compagnie territoriali, anche se non è raro che a capo di una compagnia ci sia un maggiore.

Curiosamente (visto che è superiore in grado ad ufficiali chiamati Maggiore) il capo dei Texas Rangers è chiamato Senior Captain (lo scrivo in Inglese perchè Capitano Anziano non mi soddisfa. Capitano Superiore forse?) ma di fatto è equivalente ad un colonnello.

ma il corpo è stato ampiamente trascurato da Nizzi

Non era così nelle sue prime storie. Ci sono almeno due storie (sicuramente "Desperados", a cui alludevi anche tu, le altre, ahimè non le ricordo) in cui compare un maggiore dei Rangers ad assegnare una missione a Tex e Carson. Purtroppo non riesco a ricordarne il nome.


e niente vieta che Boselli ce ne abbia già parlato negli ultimi anni.

No Boselli non lo ha fatto, sta pure tranquillo.

Boselli ha introdotto il capitano White, visto in "A sud del Rio Grande" e "Vendetta per Montales", che è ormai un personaggio ricorrente di Boselli quando si parla di Rangers, direi.

Ma la mia memoria è debole e il provvidenziale motore di ricerca di Google non sa dirmi, in quest'occasione, un bel niente!!!

Perchè non c'è niente da cercare.


Comunque sia, questo stralcio di pagine sono molto interessanti, perchè ci mostrano l'approccio di un autaore da un'angolatura diversa ma canonica al contempo.
Raccontare cosa nella saga non è stato ancora raccontato è un punto di partenza che denota profondo rispetto e umilt? in chi intraprende questa via. E a Manfredi va il mio plauso per questa scelta inedita e coraggiosa.

Sono contento che tu la pensi così. Qualche volta mi viene il sospetto che tu sia fin troppo conservatore, poi riesci a sorprendermi positivamente e la cosa mi fa piacere. ::evvai::


Resta il fatto che la scelta a cui alludi è indubbiamente coraggiosa, ma inedita non direi.
A me pare che con "Il passato di Carson" Boselli si sia mosso anche il quel senso ed abbia pure osato non poco a vedere certe reazioni (chi ha parlato di Paco Ordonez? :lol2: ).

Modificato da Carlo Monni

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I personaggi del texone non sono poi tanti, anche se il nutrito numero di donne coraggiose sembra ampliarlo a dismisura nella nostra mente. In realtà abbiamo a che fare con un ristretto numero di caratterizzazioni che sono peraltro tutte funzionali a livello narrativo. Una di queste è lo sceriffo Evans di Promontory. Poteva essere il classico tutore della legge che serve a dare indicazioni ai due pards che seguono una pista, ma non è così. Innanzitutto diciamo che Manfredi ce lo descrive anche con le poche rapide pennellate di Gomez. E' un personaggio di contorno insomma, e lo si capisce lontano un miglio. Non sfuggir? neppure lui alla regola dell'anonimato che ha riguardato negli anni passati decine e decine di personaggi della serie. Eppure, nonostante questo, ci d' uno spaccato della vita della frontiera americana alla fine del XIX? secolo. L'autore ci riesce raccontandone la quotidianit? legata ai piccoli rituali, che si dipana tra l'ufficio e il saloon, senza possibilità di evasione, l'ubriacatura notturna e la sonnolenza mattutina, l'indisposizione legata alla sbornia che gli impone di non bere il caff? corretto. E' una vita dai piccoli passi insomma, con il tempo che sembra trascorrere con estrema lentezza, tanto che nemmeno lo sguardo "da cattivo" di un Tex indispettito sembra scuoterlo o turbarlo minimamente. Di sceriffi che assomigliano a dei "tipi" (nel senso di "maschere") ne abbiamo visto tanti, costituiscono la normalit? nella stragrande maggioranza delle storie di Tex ( ad eccezione di quelle di Boselli ). Evans invece è diverso. E diverse si riveleranno anche le donnine della carovana di cui parler? nei prossimi giorni, ognuna con la propria identit?, ma come Evans legate al tessuto sociale dell'epoca, che illustrano facendo di Tex un fumetto anche storiografico.
Il Tex di Gomez raffigurato nella vignetta sopra invece va controcorrente. Ha fretta ed è indispettito dall'atteggiamento fannullone e ozioso dello sceriffo ( lo disprezza in cuor suo ). Ecco dunque che lo attacca con brutalit? e rudezza. Questo Tex dalla faccia incazzata, che perde subito la pazienza, l'ho visto fuoriluogo, come una stonatura. Mi è sembrato un goffo tentativo da parte di Manfredi di riproporci quel personaggio che conoscevamo, con la mosca che gli saltava subito al naso. Ma rileggendo le pagine incriminate mi rendo conto che non c'è nulla nel dialogo che vada letto in questo senso e che sono soprattutto i disegni di Gomez ad alterare la realtà. Se invece di raffigurare in due o tre vignette la smorfia dell'incazzatura, avesse abbozzato nel volto di Tex il sorriso dell'ironia, la pagina sarebbe stata perfetta e avrebbe messo in risalto il dialogo che invece appare oscurato, anzi eclissato dall'immagine che parla di per se stessa. Da notare infatti che Tex quando perde la pazienza, non si rabbonisce mai, e il tutto degenera a salutari sberle. In queste tavole invece non solo lo sceriffo non subisce la lezione, ma continua a parlottare come se nulla fosse, per niente turbato dal volto scuro del ranger che sembra promettere il furore della tempesta. Sarà anche per questo motivo che Tex finisce per calmarsi e continua la chiacchierata. Insomma salvo smentite Gomez, in questo frangente, sonoramernte bocciato!

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La scena al comando dei Rangers di Austin è piaciuta molto anche a me!Innanzitutto mi sembra storicamente fondata:i rangers non ci vengono presentati in linde uniformi, ma come degli uomini rudi, quasi dei cowboys come tanti, indisciplinati e rumorosi, uniti da un forte spirito di gruppo. E soprattutto mi è piaciuto il modo in cui Manfredi è riuscito a infondere umanit? a quel gruppo di uomini, con pochi tratti:loro guardano a Tex e Carson non solo con ovvia ammirazione, ma anche con un pizzico di invidia-se non proprio di gelosia! Il discorso del "ranger contestatore" è molto chiaro:loro si spaccano la schiena, mentre ai Nostri toccano le imprese certamente più rischiose, ma anche più onorevoli!... una rappresentazione di sentimenti molto realistica!

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Lo avevo detto in un mio post precedente e lo confermo ora approfittando dell'immagina postata da ymalpas con cui sono d'accordo, la faccia di Tex in questo caso non va proprio bene. Durante tutto il Texone più volte si vede un Tex con questo ghigno ma secondo me non va proprio bene. Sarebbe interessante sapere se è tutto opera di Gomez o se nella scelta di raffigurare un Tex con un sguardo così, quasi da uno che cerca rogne senza alcun motivo solo per il gusto di fare a botte, abbiano influito le indicazioni di Manfredi.

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Durante tutto il Texone più volte si vede un Tex con questo ghigno ma secondo me non va proprio bene. Sarebbe interessante sapere se è tutto opera di Gomez o se nella scelta di raffigurare un Tex con un sguardo così, quasi da uno che cerca rogne senza alcun motivo solo per il gusto di fare a botte, abbiano influito le indicazioni di Manfredi.

Qui non concordo con West. Secondo me, al contrario,Gomez ha saputo dare al nostro una serie di espressioni facciali tra loro molto diverse, tanto che col Tex un p? troppo serioso e musone di qualche disegnatore odierno ha ben poco a che vedere. Si passa dall'espressione ironica dell'ultima vignetta di pag.103 (geniale "? da pazzi offrire pace invece di piombo?"), a quella perplessa e stupita della penultima di pag.67, a quella divertita di pag.190 (l'ultima). Insomma, secondo me è anche sull'espressivit? dei personaggi, sulla varietà delle espressione dei personaggi (vedasi il magnifico Carson), che si basa la bellezza di questo debutto di Gomez!

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Su Carson niente da ridire anzi mi è proprio piaciuto ed alcune espressioni/vignette sono da applausi, per quanto riguarda Tex non ho detto che non mi è piaciuto in generale e concordo sulla varietà di espressioni presenti anche se il viso penso sia da affinare. Il giudizio negativo è concentrato esclusivamente su alcune vignette, come quella di cui sopra, in cui se ne esce con quel ghigno. Secondo me Tex non può avere un'espressione così da assatanato fuori di testa.

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