Vai al contenuto
TWF - Tex Willer Forum
ymalpas

[Color Tex n.1] E Venne Il Giorno

Voto alla storia?  

58 voti

You do not have permission to vote in this poll, or see the poll results. Si è pregati di collegarsi o iscriversi per poter votare in questo sondaggio.

Messaggi consigliati/raccomandati

Ultima emozione di un albo per più versi emozionante:la dedica, nell'ultima vignetta, che Brindisi fa al padre. In una recente intervista a "Lo spazio bianco", l'artista accenna ai problemi familiari avuti nel corso della realizzazione di questa storia.http://www.lospaziobianco.it/32012-venne-giorno-tex-colorips. ripensando a quello che ho scritto precedentemente su Brindisi, pur ritenendolo comunque fondato, mi sento leggermente una merda.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Rileggendo la storia mi sono accorto di un fatto strano:Brindisi disegna Tiger con cinturone e pistole!Non è la prima volta che questo accade:se non ricordo male, anche ne "Il clan dei Cubani" il Nostro è fornito di cinturone e pistole;ma comunque la faccenda è strana, anche perchè qui Tiger le colt non le usa mai. Se quindi Boselli comparir? da queste parti, mi piacerebbe sapere se è stato lui a voler Tiger così armato, oppure se è stata una iniziativa di Brindisi.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Ma solo io ho notato una grande differenza nel modo di interpretare Kit Willer rispetto al texone?La' il figlio di Tex era rappresentato in molto più adulto(tantevero che ad alcuni utenti sembrva un po' un Dylan Dog western) qui invece sembra proprio un ragazzino con faccia rotonda e lineamenti delicati...

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Ultima emozione di un albo per più versi emozionante:la dedica, nell'ultima vignetta, che Brindisi fa al padre. In una recente intervista a "Lo spazio bianco", l'artista accenna ai problemi familiari avuti nel corso della realizzazione di questa storia.

Sinceramente mi spiace. Certo, tale problema, puo' aver influito su una prova, la sua, che anch'io non ho ritenuto fra le migliori. Comunque, un serio professionista, Bruno Brindisi. Non c'è dubbio. :old:

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

letto finalmente , devo dire subito che non sono d'accordo con tanti commenti negativi riguardo la colorazione e di qualcuno che ha criticato i disegni . ritengo la colorazione gradevole , a me è piaciuta , sinceramente non mi interessa se non è del livello di Dylan , la ritengo di buon livello. i disegni di Brindisi sono sempre stupendi : dai Bruno disegna ancora qualche Tex , non stare sempre incollato a Dylan !!!!!la storia mi è piaciuta moltissimo !!!!!! evviva è tornato il Boselli che piace a me , quello di tante avventure che mi hanno appassionato..... dopo il terribile flop di caccia infernale devo dire che ero un p? preoccupato. qui la trama è bella solida , lo svolgimento della vicenda coerente, Tex è Tex e il rapporto con i pards , la loro amicizia , il loro affiatamento traspare egregiamente; anche i dialoghi sono texiani e gli indiani non fanno la figura degli idioti. questo dimostra che quando vuole Boselli sa come si scrive egregiamente Tex, solo che a volte sembra dimenticarsene. spero che la prossima di Boselli sia su questi livelli !!!!! :capoInguerra: :indiano::indianovestito: :capoInguerra: :indiano::indianovestito:

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

....... dimenticavo : voglio il color semestrale ( non posso aspettare un anno per leggerne un altro) questo si lo invidio a Dylan !!!!!!!!!!!!! _thia- _thia- _thia- _thia-

Se mai decideranno di farlo (e se le mvendite saranno buone come credo, è tutt'altro che improbabile) ci vorr? aleno un anno o due. Per ora non ci sono in lavorazione abbastanza storie. Per il 2012 , quindi, è sicuramente impossibile. Forse per il 2013 potrebbero farcela.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Storia gradevole. Buono il soggetto. Mi è piaciuta la cattura di Carson e l'intervento dei Pards. Tex come al solito un po' troppo freddo anche quando rivede Carson. Dice che non credeva ad una sua dipartita da questa valle di lacrime ok, però dai, un po' di allegria. I dialoghi texiani!!! Ecco cosa manca. I dialoghi texiani non sono, come qualche buontempone vuol far credere, far dire a Tex ?bistecche e patatine?. C?? una sorta di linguaggio appropriato per le varie situazioni. Ne ?Gli strangolatori? (Nizzi/Galep) i pards vengono catturati e viene detto loro che Tex è morto (in realtà è un Thug con i vestiti di Tex quello nella palude). La reazione di Carson quando vede Tex: ?Grande matusalemme ballerino! Guarda chi c'è lassè, figliolo! Che ti dicevo, ragazzo mio? Corna di cento bufali, lo conosco meglio di te, quel tizzone d'inferno!?? vero che Tex è più composto di un Carson, però ci voleva tanto far dire al vecchio Cammello in questo color Tex: ?Ehi Satanasso, lo sai che non so suonare l'arpa!?. Semplicemente per far sorridere il lettore. In generale mancano anche i vari dialoghi, non saprei bene come catalogarli, del tipo:Tex: ?Meglio passare da quella parte!?Carson: ?Paura di prendere piombo caldo in faccia??Tex: ?L'hai detto!?Tutto questo quando sono a cavallo per esempio. Certe tipiche situazioni sono state cancellate nei Tex più recenti. Innovazioni? Ma per favore!

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

dopo essermi presentato, provo a dire la mia su questa storia... come ho già detto in altri posti, prendendomi molti rimproveri :) , a me la grafica di copertina piace, perchè mi riporta aglli anni della infanzia in cui compravo quelle terribili(graficamente) raccolte estive;quel sapore retr?, scadente, o come altro si possa definire, ha risvegliato in me antichi sapori, ed è stata una bella sensazione. la copertina l'ho trovata magnifica, magicamente sospesa nel tempo. mi spiego:stando in camera , leggendo questo albo, sono ritornato bambino!bellissimo!i colori, ahimè, essendo (ri)partito a leggere tex con la collezione stoprica di Repubblica, li ho troti un p? anonimi... ma tant'?. per quanto riguarda la storia mi è piaciuta un sacco e bench? tutti noi sapessimo che

la morte di carson fosse solo un espediente letterario
, il buon ritmo del racconto è comunque riuscito a tenermi incollato alle pagine sino alla fine;per quanto riguarda i disegni, beh, sono un grande estimatore di Brindisi , e li ho trovati magnifici;concludento, secondo la mia opinione,? una bellissima storia, certo col difetto di non essere troppo moderna, ma io da tex non mi aspetto modernit?, bensì tradizione!un saluto a tutti!

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

I dialoghi texiani!!! Ecco cosa manca. I dialoghi texiani non sono, come qualche buontempone vuol far credere, far dire a Tex ?bistecche e patatine?. C?? una sorta di linguaggio appropriato per le varie situazioni. Ne ?Gli strangolatori? (Nizzi/Galep) i pards vengono catturati e viene detto loro che Tex è morto (in realtà è un Thug con i vestiti di Tex quello nella palude). La reazione di Carson quando vede Tex: ?Grande matusalemme ballerino! Guarda chi c'è lassè, figliolo! Che ti dicevo, ragazzo mio? Corna di cento bufali, lo conosco meglio di te, quel tizzone d'inferno!?? vero che Tex è più composto di un Carson, però ci voleva tanto far dire al vecchio Cammello in questo color Tex: ?Ehi Satanasso, lo sai che non so suonare l'arpa!?. Semplicemente per far sorridere il lettore. In generale mancano anche i vari dialoghi, non saprei bene come catalogarli, del tipo:Tex: ?Meglio passare da quella parte!?Carson: ?Paura di prendere piombo caldo in faccia??Tex: ?L'hai detto!?Tutto questo quando sono a cavallo per esempio. Certe tipiche situazioni sono state cancellate nei Tex più recenti. Innovazioni? Ma per favore!

In effetti i dialoghi "texiani" o, per meglio dire, alla "GLB" non sono certo il pezzo forte di Boselli. Quanto affermi lo sottoscrivo in pieno anche se, in questo albo, un timido tentativo di uscire dal guscio Boselli l'ha fatto ( non solo sui dialoghi... _ahsisi ). Secondo me. :trapper: I prossimi albi diranno se fu... "vera gloria" :old:

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Non avevo ancora commentato questa storia e lo faccio ora.

Il soggetto è molto interessante. Il tema della morte di uno dei pards, seppure già affrontato in altre storie del passato ( negli ultimi anni, "Il presagio" & "Nella degli Utes" ) resta comunque originale.

La sceneggiatura è bene strutturata. Ottima l'idea della sepoltura sullo "scaffold" indiano, per permettere il riconoscimento del corpo. Davanti alla reazione di Tex, che è l'unico ad effettuare il riconoscimento, mi sarei aspettato una sfuriata stile "Il giuramento". Niente di tutto questo, la reazione è abbastanza composta. Perchè è L'autore ce ne d' una ragione nelle pagine finali: Tex non può aver effettivamente riconosciuto il suo pard se non attraverso l'abito e il ciuffo dei capelli. Il volto di King infatti era sfregiato da una fucilata e in avanzata fase di decomposizione in quanto esposto alle intemperie per diverso tempo. Quindi Tex non può, in cuor suo, affermare con certezza che il vecchio pard è morto. Però lo dice a Tiger e Kit e lo fa per due motivi: 1 ) non può alimentare false speranze nei pards; 2 ) se accetta l'idea della sostituzione del cadavere, deve rispettare la scelta di Carson che vuole farsi credere morto. Quando con l'attacco dei Salish non si mostra affatto sorpreso e anzi esclama di sapere chi c'è dietro di loro, può farlo solo in virt? del fatto che il riconoscimento della salma avventuto il giorno prima era soltanto un bluff. La parte immediatamente successiva, che avrebbe dovuto contemplare la scena dell'incontro tra il vecchio cammello e gli altri due pards è invece incomprensibilmente tagliata da Boselli che sceglie con questa soluzione di riportare sui binari dell'ordinarietà una storia che si concluder? in tono minore anche se la sorpresa del quarto fratello King è stata una bella trovata. A proposito sorpresa vera e propria non poteva esserci in quanto è proprio il notaio ad attirarli nella trappola su alla concessione... sembrava un particolare privo di importanzxa ma è proprio questo il tassello che lo incastra definitivamente costringendolo alla resa dei conti finale che in cuor suo avrebbe certamente evitato se avesse potuto farlo: in questa chiave di lettura è contenuto anche il senso del "pentimento" del morente, che esprime i suoi rimpianti a Tex e Carson che hanno chiuso il conto a tutta la sua famiglia.

Il titolo. "E venne il giorno" si conferma un titolo adeguato, segno che in redazione c'è finalmente chi le storie le legge ( non come avveniva prima, con titoli campati in aria come "Tumak l'inesorabile".
E venne il giorno... della morte di Carson
E venne il giorno... della resa dei conti
E venne il giorno... del Tex a colori!

Carson. Come è già stato detto, questa storia rielabora alcune idee contenute nel primissimo soggetto presentato da Boselli a GLB. Stiamo parlando di una storia vecchia di almeno trent'anni. Potrebbe esserci stata qualche influenza bonelliana ?
Ne dubito, ma a questo punto solo l'autore può dircelo. Quello che noto di diverso rispetto alle storie odierne è per esempio "l'importanza" data al personaggio di Carson: è una storia completamente dedicata al vecchio cammello come lo era stato anche "Il passato di Carson" e non a caso l'elemento di congiunzione c'è ed è rappresentato dalla giovane ragazza del saloon... - che gli ricorda qualcuno!


Immagine postata



Fa piacere rivedere il vecchio Carson alle prese con le donnine, e fa piacere vedere anche che vignette come questa possano figurare in un albo senza ombra di censure. Anche l'uso dei personaggi è diverso in questa storia. C'è ovviamente la solita banda, i fratelli King stavolta, ma sono tutti personaggi senza introspezione psicologica, senza caratterizzazioni fisiche eccessive: sono dei comuni fuorilegge come sempre Boselli dovrebbe presentarceli... e tutti funzionali alla storia, com'? già stato ricordato prima di me. Sarà anche per questo motivo che questa storia risulta nel suo impianto narrativo tra le più bonelliane scritte dall'autore, nonostante qualche piccola lungaggine nei dialoghi, una prolissit? che nuoce in più di una tavola alla lettura.

Il colore. Devo essere sincero, avrei apprezzato di più questa storia nel solito B/N. Il colore c'è, teniamocelo. Alcune pagine sono anche ben colorate, si veda la prima tavola per esempio; altre sono pessime e basta, quelle con le scene in notturna per esempio. Sembra quasi che l'albo sia stato colorato in fretta e furia, come se il tempo a disposizione non fosse tanto. Mi aspetto dal prossimo Color Tex qualcosa di meglio. Prima, per festeggiare importanti traguardi si sceglieva il colore, mi consola dunque anche il fatto che fra sette anni, per festeggiare il 700 numero, dovranno regalarci un allegato per diversificare l'evento, perchè il colore sarà diventato ormai una routine.

Brindisi. In certe tavole mi ha fatto quasi pensare a Ticci. E' uno dei migliori disegnatori italiani. Buone le caratterizzazioni dei pards, ma raggiunge l'eccellenza nelle ambientazioni, e queste fanno letteralmente sognare. Sono questi gli autori su cui si deve puntare! Qualcosa che non va c'è ovviamente anche nei disegni:

- il volto di Tex, sarà che devo farci l'abitudine, ma non mi convince;
- il pizzetto di Carson, si fa fatica ad accettarlo così com'?.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

bene bene bene.. da quanto tempo volevo parlare di tex color N°1... allora il mio voto è 9 davvero una bellissima storia, per me e stata davvero emozionante, anche se gia sepevo il finale, perche il grande kit e immortale!!! bellissimo lo sguardo al passato dove kit e tex sono ancora giovani e non esperti come adesso, e vedere carson con i capelli neri e stato bellissimo complimenti a Bruno Brindisi per i bellissimi disegni e a Mauro Boselli (boselli io amo le tue storie!! )beh che dire ?W tex color bellissima nuova serie peccato che per il prossimo dobbiamo aspettare un anno :( hiihih

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Qualche piccola, ma, pare, necessaria, precisazione.

1) Il romanzo non appartiene a quella che, con temine anglosassone viene definita, continuity, non a quella del fumetto comunque, così come non ne fa parte il romanzo "Il massacro di Goldeena", ma solo il suo adattamento fumettistico con tutte le varianti apportate dal testo del romanzo (ad esempio il finale). Gli eventi che sono descritti nel romanzo sono stati ridefiniti, adattati, cambiati perfino rispetto al fumetto ed alla sua cronologia. Quella della morte di Carson è stata nulla di più di una licenza artistica. Sostenere che Carson è destinato a morire prima del 1899 sulla base di quello che è stato detto nel romanzo equvale a sostenere, sempre sulla base dello stesso romanzo, che"Tra due bandiere" e le altre storie ambientate durante la Guerra di Secessione sono posizionate dopo "L'eroe del Messico" e prima "La banda del Rosso" (entrambe nel numero 4), cosa che palesemente non ?, per tacere poi dell'inversione tra "La gola della Morte" e "Sangue Navajo" e dei cambiamenti al finale della prima di queste due storie.

2) A meno di grandi stravolgimenti, quindi, il buon Kit Carson continuerà a restare uno dei fedeli pards di Tex e non sapremo mai se la strega Papago ci ha azzeccato nel predire che sarebbe morto a novant'anni.

3) Se poi volessimo prendere una posizione radicale, basandoci sul fatto che parte del romanzo è ambientata nel futuro rispetto al Tex attuale, allora vi dico che per tutti i personaggi Bonelli ambientati in età contemporanea (molti dei quali, ormai è praticamente certo, condividono lo stesso universo narrativo di Tex) non solo Carson, ma anche lo stesso Tex e Kit e Tiger sono ormai tutti morti, quantomeno di vecchiaia. :colt::lol2:

4) Ma perchè, invece di fare questi ragionamenti, non ci godiamo le storie? ::evvai::

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Ho votato 8 a questa storia boselliana, premettendo che il sottoscritto a volte è stato un po' critico (in maniera costruttiva, ovviamente) con il nostro amato Borden, quindi ciò significa che ritengo la storia in questione di alto profilo. Trama con il finale scontato per quanto riguarda, chiaramente, la morte "impossibile" di Kit Carson, ma per tutto il resto (sviluppo, soggetto iniziale) siamo sui livelli dell'eccellenza. Il contributo ai disegni di Brindisi (il cui tratto diventa sempre più fluido) aumenta ancor di più il piacere di leggere questo ottimo, primo "Color Tex".

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Sono tornato ora dalle vacanze, durante le quali ho avuto modo di leggere E venne il giorno, e dico la mia (scusatemi se ripeter? concetti già espressi, 15 pagine di commenti precedenti erano un po' troppe!). La storia nel complesso mi è piaciuta, tuttavia non ho capito proprio il motivo per il quale Carson si finge morto. Non sarebbe stato molto più semplice inviare uno degli indiani con un messaggio per Tex invece di imbastire tutta quella pantomima? Forse mi sono perso qualcosa o non ho letto attentamente alcuni passaggi, tuttavia questo punto non mi è sembrato chiaro e ai miei occhi ha reso l'escamotage del vecchio cammello alquanto pretestuoso. Se qualcuno potr? chiarire questo dubbio sarà il benvenuto!Tolto questo particolare non di poco conto, mi è sembrata una storia fluida e ben realizzata, che si lascia leggere con piacere e scorre molto gradevolmente fino alla conclusione. Bellissimo il siparietto di Carson con la prostituta, nonc? il riferimento alla notte di baldoria passato dal vecchio rangere: grandissimo! I disegni di Brindisi sono eccellenti, è uno dei miei disegnatori preferiti dai tempi di Dylan Dog e non si smentisce mai. Il colore invece non mi piace e anche stavolta l'ho trovato superfluo, ma una tantum ci può anche stare. Voto alla storia: 7,5. Voto ai disegni: 9. Voto al colore: 5-.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Sono tornato ora dalle vacanze, durante le quali ho avuto modo di leggere E venne il giorno, e dico la mia (scusatemi se ripeter? concetti già espressi, 15 pagine di commenti precedenti erano un po' troppe!). La storia nel complesso mi è piaciuta, tuttavia non ho capito proprio il motivo per il quale Carson si finge morto. Non sarebbe stato molto più semplice inviare uno degli indiani con un messaggio per Tex invece di imbastire tutta quella pantomima? Forse mi sono perso qualcosa o non ho letto attentamente alcuni passaggi, tuttavia questo punto non mi è sembrato chiaro e ai miei occhi ha reso l'escamotage del vecchio cammello alquanto pretestuoso. Se qualcuno potr? chiarire questo dubbio sarà il benvenuto!Tolto questo particolare non di poco conto, mi è sembrata una storia fluida e ben realizzata, che si lascia leggere con piacere e scorre molto gradevolmente fino alla conclusione. Bellissimo il siparietto di Carson con la prostituta, nonc? il riferimento alla notte di baldoria passato dal vecchio rangere: grandissimo! I disegni di Brindisi sono eccellenti, è uno dei miei disegnatori preferiti dai tempi di Dylan Dog e non si smentisce mai. Il colore invece non mi piace e anche stavolta l'ho trovato superfluo, ma una tantum ci può anche stare. Voto alla storia: 7,5. Voto ai disegni: 9. Voto al colore: 5-.

Era gravemente ferito DAVVERO e quindi non in grado di difendersi. Gli indiani suoi salvatori hanno deciso di proteggerlo così. Nella storia è scritto a chiare lettere. poi, nella fiction, TUTTO è pretestuoso... Borden

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Su facebook nella pagina dedicata al forum, un utente ha mosso un appunto a questa storia, che riporto anche su questo sito nella speranza che Borden voglia confermare le mie argomentazioni.


Immagine postata


E' possibile che l'acqua abbia reso quasi irriconoscibile il cadavere e che contemporaneamente il foglio di carta con il nome di Carson, che il personaggio nascondeva nella tasca, si sia ben conservato ?

La risposta è affermativa.

a ) Carson ha necessit? di farsi credere morto: cede quindi il vestiario e il foglietto di carta, due elementi che serviranno a effettuare il riconoscimento del cadavere, al defunto il cui volto è rimasto sfigurato.

b ) con l'aiuto degli indiani, Carson trasporta il cadavere ( o lo fa trasportare ) più a valle dal punto delle cascata, in un posto dove le ricerche, se ci sono, siano rese più difficili ( i salish conoscono bene il loro fiume sacro ), in modo tale da guadagnare giorni e soprattutto dare il tempo al cadavere di decomporrsi al punto giusto in modo da trarre in inganno tutti ( tutti, meno Tex, a mio avviso, e qui vorrei che Mauro Boselli dicesse chiaramente se effettivamente Tex riconosce il suo pard al cimitero indiano oppure no: io resto della seconda ipotesi ). Una volta trascorsi un sufficiente numero di giorni i salish vanno e avvertono lo sceriffo.

c ) Il foglietto di carta deve resistere alle intemperie. Il cadavere, leggo sull'albo, è incastrato tra dei rami di qualche pianta fluviale. Non è un caso, è stato messo l' apposta. Gli indiani e Carson, che non sono stupidi, sanno bene che il foglietto deve risultare leggibile anche dopo settimane: fanno in modo da posizionare il cadavere in modo tale che una gamba e parte del bacino sporgano dall'acqua. Il giochino è fatto.


Qualche licenza semmai l'autore se l'? presa quando il resto della banda ( King e Carson caduti nel fiume ) non vedendo tornare il loro capo, non decidono di controllare personalmente come sono andate le cose. E' vero che temono le conseguenze, con i Salish c'è un "trattato" che hanno interesse a rispettare visto che lavorano tutti su nelle miniere, ma possibile che questi pendagli da forca non cedano alla tentazione e diano per scontato che il volo dalla cascata non abbia lasciato scampo a nessuno dei due ?

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
Mi sentirei di estrapolare dal discorso di G. Loi questo paragrafo, non tanto perchè ne condivida le motivazioni di fondo, ma perchè mi sembra un bello spunto per la discussione:

Sembra che il giovane Willer abbia ormai assunto all'interno del quartetto la funzione di jolly, di carta multivalente da giocare in modo differente a seconda delle convenienze, a rischio di farlo apparire schizofrenico. Per essere più chiari, invece di vederlo piagnucolare avremmo preferito una reazione di rabbia disperata, e invece di sentirlo predicare continuamente prudenza ci saremmo aspettati, al contrario, un comportamento avventato e irruente, in linea con la sua voglia di vendetta, il suo sangue per metà indiano e, perchè no, la sua impulsivit?. Sappiamo di correre il rischio de "se l'avessi scritto io", nel quale nessun critico obiettivo dovrebbe incappare, ma con tutta la buona volont? non riusciamo a capire che cos'abbiano in comune i Kit Willer visti in Patagonia, I giustizieri di Vegas, Colorado Belle e questa E venne il giorno: quattro personaggi differenti a distanza di pochi anni, tutti scaturiti dalla medesima mano.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

  • Recentemente attivi qui   0 Membri

    Nessun membro registrato sta visualizzando questa pagina.

×

Informazione importante

Termini d'utilizzo - Politica di riservatezza - Questo sito salva i cookies sui vostri PC/Tablet/smartphone/... al fine da migliorarsi continuamente. Puoi regolare i parametri dei cookies o, altrimenti, accettarli integralmente cliccando "Accetto" per continuare.