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      BUON NATALE   24/12/2017

      BUON NATALE e felici Festività a voi!
Carlo Monni

[001] El Diablo

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Immagine postata


Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini
Periodicità irregolare: Ottobre 1958
Inizia nel numero 1 a pag. 87 e finisce nello stesso numero a pagina 130

Tex incappa in un massacro compiuto dalla banda di El Diablo, e giura all'uomo torturato a morte che trova, di salvare sua figlia.


__________________________________________


Sul serio non c'era un topic aperto su questa storia?
L'ho cercato senza trovarlo. se mi sono sbagliato, pregogli amminstratori di trasferire questo messaggio nel topic apposito.

Nel frattempo, via col commento.

Eccoci alla terza avventura.

Qui abbiamo praticamente due storie in una.

Da un lato ci ritroviamo una tipologia di avversario che ci ritroveremo più di una volta di fronte nel prosieguo della saga di Tex: il desperado messicano. Che sia interessato solo al profitto o che voglia conquistare il potere in una parte degli USA o nel Messico, bene o male Tex avrà spesso a che fare con questo tipo di avversari.
El Diablo è sostanzialmente un bandito, ma vuole che sua figlia Florecita lo creda un patriota impegnato in azioni di guerriglia per vendicare la conquista delle terre a nord del Rio Grande da parte degli Stati Uniti nella guerra del 1848. Tex non avrà il cuore di rifiutare l'ultimo desiderio di un morente e manterr? il segreto con Florecita.
Non molto dopo Tex apprender? che Florecita è stata rapita da un losco figuro che viene chiamato Bill Mohican. Arriver? troppo tardi, Florecita si uccisa per la vergogna di essere stata stuprata e Tex non potr? che vendicarla e tornare indietro con l'amaro in bocca. :colt:

Poche osservazioni:

1) Appaiono qui per la prima volta: Marshall, capo del West Department, Kit Carson, destinato a diventare amico fraterno di Tex, ed Arkansas Joe, che, a dire il vero è alla sua unica apparizione, se si eccettua un breve flashback nella storia ?La grande invasione?.

2) Tex viene arruolato nei Rangers e cessa, quindi, almeno ufficiosamente, di essere un fuorilegge. In verità quello in cui entra Tex è una specie di Servizio Segreto Federale alle dipendenze di un fantomatico (nel senso che non è mai esistito) West Department con sede a Washington. Di questo servizio fanno parte tre agenti: Arkansas Joe, ufficialmente un pistolero, Kit Carson, ufficialmente Scout dell'Esercito e Tex, ufficialmente un fuorilegge. Sull'esatta natura di questi Rangers lo stesso Bonelli non sarà mai troppo coerente, oscillando spesso tra l'idea che siano un corpo paramilitare federale (e da qui l'esistenza di comandi a Phoenix e Santa Fe) e l'identificazione pura e semplice con i Texas Rangers (e la contraddizione di vederli agire per crimini commessi in New Mexico, Arizona, Utah, dove tecnicamente non avevano giurisdizione ed erano solo privati cittadini).

3) Compare per la prima ed unica volta il Ranger Jeff Weber (il cognome, però, lo sapremo solo più avanti), fisicamente una via di mezzo tra Errol Flynn e Clark Gable, contatto iniziale tra Tex e Marshall.

4) Giusto per parlare di contraddizioni, se Jeff Weber appartiene allo stesso servizio segreto in cui fa entrare Tex e Tex è il n° 3 dopo Arkansas Joe e Kit Carson, Jeff cosìera: il numero zero? :lol2:

5) In quel periodo G. L. Bonelli non era solito dividere esattamente le storie con un inizio ed una fine ben definiti da un titolo o da un' Fine dell'episodio? Accade, quindi, che non tutti siano d'accordo su come dividere queste prime storie. C?? quindi chi considera quella di El Diablo e quella di Bill Mohican due storie separate, io ovviamente no.

6) In nessun punto della storia si dice che Florecita è stata violentata, ma il lettore smaliziato capisce subito sia perchè Bill Mohican rapisce fanciulle sia cosa è successo veramente a Florecita. Quanto al lettore meno smaliziato (per esempio un bambino), magari potr? rimanere turbato alla notizia del suicidio di Florecita (ma è dubbio che un bambino del 1948 potesse esserlo), ma non certo da riferimenti sessuali trattati davvero con molto garbo. :inch:

7) Da notare come nelle storie non manchi mai una comprimaria femminile. L'era della misoginia per Tex doveva ancora iniziare. clap

Sempre all'altezza i disegni di Galep, col sempre probabile aiuto di Angelo Corrias

In sintesi. Una bella storia, pur se niente di eccezionale.

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Mi sto' rileggendo i miei originali(ristampe da 200 lire) e godo sfogliando quelle pagine antiche, stando attento a non sciuparle, addentrandomi come ci fossi io li con Tex, cacchio ma a me, nonostante errori e ingenuità piace terribilmente questo fumetto.... Roba d'altri tempi..... oggi non c'è più spazio per quella Magia....... Grande Tex!!!Fin dall'inizio ci hai dato a capire che non ci avresti mai deluso!!!

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Storia che considero superiore rispetto alle due precedenti e che ha la prima vera e propria scena memorabile di Tex: l'entrata nel servizio segreto dei Rangers, con Marshall che prima di consegnare la stelletta al Nostro, gli presenta due tra i più famosi pistoleri del West: lo sfortunato Arkansas Joe e Kit Carson, uno che in futuro avrà modo di farsi conoscere ai lettori. Ecco, confesso che mi sarebbe piaciuto vedere almeno una volta in azione Arkansas Joe, messo invece subito da parte...
 
Vi è anche il primo momento drammatico della serie, relativo a El Diablo. In punto di morte chiede a Tex di celare la sua identità alla figlia. Momento di una certa sensibilità. Tex capisce e sta al gioco, perché tutto sommato l'assassino messicano dimostra di avere qualche valore.
 
2cx8g1h.jpg
 
 
La parte successiva con Bill Mohican, il gigante rapitore di fanciulle (una sorta di orco cattivo tipico delle fiabe), di fatto rappresenta una storia a parte, meno interessante per quanto mi riguarda.

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L'inizio è folgorante, tra i più belli di sempre: secondo me la vignetta che ritrae il cartello di legno sulla tomba del Sig. Sheffield "El Diablo uccise Tex Willer vendicherà" vale da sola tutta la storia. Mi spingo a definirla emozionante!

In "El Diablo" GLB mette marcatamente in evidenza le superiori capacità di Tex rispetto ai "comuni mortali" nella rapidità d'azione (anche se sempre al limite della legalità) e nel riuscire a mettere a fuoco, in breve tempo, situazioni, problemi, indizi, per raggiungere il proprio scopo.
Queste doti gli vengono riconosciute apertamente dallo stesso Jeff, che esalta l'operato di Willer che riesce a smuovere una situazione di stallo molto scomoda per i Servizi Segreti degli Stati Uniti.

 

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4) Giusto per parlare di contraddizioni, se Jeff Weber appartiene allo stesso servizio segreto in cui fa entrare Tex e Tex è il n° 3 dopo Arkansas Joe e Kit Carson, Jeff cosìera: il numero zero? :lol2:
 

Vorrei approfondire questo punto. 

Potrebbe non essere una contraddizione, perché a ben guardare  la stella di Jeff Weber (pag. 95) è diversa da quella che poi sarà assegnata a Tex Willer (pag. 137)
 

Riassumo il contenuto delle due stelle:

Jeff Weber
 

parte esterna:
- U.S.A. Secret Service
- Invest. S. L. Department

parte interna
- J.W.N.
- 3725


Tex Willer

parte esterna
- Rangers Secret Service
- U.S.A. West Depart

parte interna

- 3
 

 

Quindi Jeff e Tex sembrerebbero appartenere a due "sezioni" diverse forse dello stesso dipartimento (e sarebbe dimostrato dai diversi numeri di "matricola").
 

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Storia che considero superiore rispetto alle due precedenti e che ha la prima vera e propria scena memorabile di Tex: l'entrata nel servizio segreto dei Rangers, con Marshall che prima di consegnare la stelletta al Nostro, gli presenta due tra i più famosi pistoleri del West: lo sfortunato Arkansas Joe e Kit Carson, uno che in futuro avrà modo di farsi conoscere ai lettori. Ecco, confesso che mi sarebbe piaciuto vedere almeno una volta in azione Arkansas Joe, messo invece subito da parte...
 
Vi è anche il primo momento drammatico della serie, relativo a El Diablo. In punto di morte chiede a Tex di celare la sua identità alla figlia. Momento di una certa sensibilità. Tex capisce e sta al gioco, perché tutto sommato l'assassino messicano dimostra di avere qualche valore.
 
2cx8g1h.jpg
 
 
La parte successiva con Bill Mohican, il gigante rapitore di fanciulle (una sorta di orco cattivo tipico delle fiabe), di fatto rappresenta una storia a parte, meno interessante per quanto mi riguarda.

Quoto il bel post di Kerzhakov91: anch'io ritengo questa storia nettamente superiore alle due precedenti.
In queste sere ho riletto il n.1 di Tex, e penso che continuerò con queste prime storie ancora per un po': sono meno impegnative e più immediate e puoi anche permetterti di non stare troppo attento, ed io la sera casco dal sonno. Non avevo mai riletto queste storie negli ultimi 20 anni, proprio non ne avevo voglia. Le ricordavo troppo serrate, troppo elementari, in definitiva troppo datate. Potevano andar bene per un lettore degli anni '50, non già per uno che ha conosciuto Tex negli anni '80 e che lo legge ancora oggi con aspettative ben più alte di quante possano consentirne le brevi e frettolose storie degli albori. Si aggiunga a ciò che le trame le ricordo sufficientemente bene per avere il quadro completo delle motivazioni che mi hanno portato a non rileggere più i primi numeri in tutti questi anni. Ma, mentre Il Totem Misterioso e La mano rossa non hanno fatto che confermarmi i pregiudizi iniziali, El Diablo mi ha un po' spiazzato: non la ricordavo così matura, con dialoghi che non hanno nulla da invidiare ai fumetti di oggi.  Due però le cose che mi hanno colpito di più:
1) La facilità con cui Tex uccide. In questo primo albo, Tex è davvero un assassino: uccide solo chi merita di essere ucciso, dice lui, ma è vero che mette mano alla pistola con una facilità estrema - molto più di oggi - e ciò mi porta a ripensare parzialmente il mio giudizio sulla censura che spesso questo fumetto ha dovuto subire nei suoi primi anni. L'Italia ultra-cattolica del 1948, quella stessa Italia in cui si credeva con ingenua e genuina fede alle Madonne piangenti di Luigi Gedda, non poteva - obiettivamente - vedere di buon occhio un fumetto con così alta dose di violenza, e chi lo bollava come diseducativo non è che avesse tutti i torti. Oggi Tex uccide con altrettanta facilità, ma intanto è meno impulsivo - ciò che lo porta a tirare qualche cazzotto in più e qualche pallottola in meno - e poi oggi, con tutta la violenza presente negli altri media, quella del Tex dell'epoca sarebbe abbastanza ordinaria. Per il 1948, in assenza di altri media popolari, tutti quei morti ammazzati nel giro di poche vignette non dovevano invece essere pochi, e potevano ben allarmare gli occhialuti censori di fine anni '40. Probabilmente lo stesso GLB doveva esserne consapevole, tanto che nella storia successiva fa rimproverare Tex da parte di Joan, la figlia del giornalista, che gli chiede se non possa essere meno svelto con quelle pistole. Al che Tex risponde che, anche se è consapevole di ciò che lei pensa dei suoi metodi, lui non ha comunque alternative, e deve colpire prima di essere colpito. Una giustificazione plausibile che a mio parere palesa l'intenzione di Bonelli di mitigare con le parole quei fatti violenti che mette in scena in questo fumetto esplosivo e per l'appunto iper violento.
2) le incertezze nei disegni: per quanto queste le ricordassi bene, mi hanno comunque colpito alcune vignette in cui Tex è particolarmente brutto, o comunque un bel po' differente rispetto alle altre vignette della stessa storia, con una fisionomia in definitiva troppo mutevole, solo abbozzata, indefinita.

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