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Carlo Monni

[04] L'eroe Del Messico

Voto alla storia:  

11 voti

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Un'altra storia del primo periodo non commentata? Non riesco a crederci. :shock: :malediz...

Ok, andiamo avanti imperterriti. ::evvai::

?L'eroe del Messico?, ovvero: "Come Tex ha vinto la Rivoluzione Messicana?. :lol2:

Volendo sintetizzare al massimo la trama di questa storia, infatti, si può tranquillamente dire che si tratta della personale rilettura da parte di G. L. Bonelli della rivoluzione messicana del 1910/1920, portata indietro nel tempo di una trentina d'anni e concentrata in pochi mesi.

Chi conoscesse i fatti per averne letto su qualche libro od aver visto qualche film non farà fatica, ad esempio, a riconoscere in Manoel Perez lo sfortunato Francisco Madero (praticamente identica la fine del primo, avvenuta nel 1913 e del secondo, narrata a Tex nel n° 6). Volendo si può anche avanzare un parallelismo tra Montales ed Emiliano Zapata, ma forse esagero.

Del tutto inutile, in ogni caso, provare a conciliare gli eventi narrati in questa storia con la realtà storica, che negli anni in cui dovrebbe essere ambientata (sempre che si accetti la mia cronologia, sèintende) vedeva il Messico impegnato nello scontro tra Massimiliano D'Asburgo, aspirante imperatore sostenuto dalle armi francesi, e Benito Ju?rez che in molti (Stati Uniti compresi) riconoscevano come il legittimo Presidente del Messico. Non facciamoci troppe domande e godiamoci la storia.
Del resto, se andassimo a cercare nei libri di storia l'invasione del New Mexico da parte delle truppe messicane vista nella storia precedente, non ne troveremmo traccia. :generaleN:

Praticamente in tutta la storia Tex non veste mai i suoi tradizionali abiti. Dapprima, infatti, usa il costume di "El Desperado", successivamente an tradizionale tenuta da cowboy con la camicia a quadri ed un gilet di pelle. Lo rivediamo nella tenuta abituale solo nell'ultima striscia. Oggi non so se la cosa sarebbe ritenuta accettabile non solo da Sergio Bonelli, ma anche da qualche frangia di lettori "più realisti del Re". :indiano:

il nome della spia che Tex smaschera con un trucco durante una riunione dei ribelli a casa di Manoel Perez è Don Juan Tenorio, che è poi il nome completo del personaggio di fantasia (a differenza di Casanova ), seduttore imperterrito di donne più o meno giovani, che noi conosciamo come Don Giovanni. Non fa onore al suo nome, però, perchè è decisamente bruttarello ed è pure stupido. laughing

In questa storia vediamo brevemente apparire un telefono. A prescindere dalla sua data d'invenzione il telefono cominciò ad essere commercializzato dopo il 1876. Dobbiamo consideralo, quindi, un anacronismo. Uno dei tanti del periodo.

Chi (e ce ne sono ancora in giro, purtroppo :snif:) accusa Tex di essere fascista dovrebbe rileggersi l'appassionato discorso che Tex fa a Montales dopo essere stato costretto, per proteggere la loro fuga, ad uccidere tre soldati la cui unica colpa era di indossare una divisa. Con quel discorso Tex fa chiaramente capire che sta dalla parte degli oppressi sempre e comunque e che sa distinguere fra le colpe di chi d' gli ordini e quelle di chi, per ignoranza o costrizione, quegli ordini non può far altro che eseguirli. Inoltre Tex ha ben chiaro quali debbano essere gli scopi di una rivoluzione e non sbaglia, visto che in breve tempo è la "Revolucion" a vincere.

Anche in questa storia, in aiuto a Galep, sempre secondo autorevoli fonti, ci sono le chine di Mario Uggeri.

In sintesi: un'altra bella storia del periodo pioneristico. ::evvai::

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Chi (e ce ne sono ancora in giro, purtroppo 004020.gif) accusa Tex di essere fascista

Tanta gente accusa di essere fascista chiunque non pensi che sarebbe da trasformare le carceri in vilelggiatura e da accettare che la gente si ubriachi, si ingozzi, faccia rissa e magari peggio per le strade. Giusto ieri mi sono sentito dire "Ma voti lega?" perchè volevo chiedere il supporto di una pattuglia del 112 prima di intervenire su un gruppetto visibilmente ubriaco che aveva "Puntato" una coppietta. Detto ciò, l'eroe del Messico è una grande storia, un po' poco realistica (fosse il telefono il problema :D) ma sicuramente più che godibile, e poi i disegni di allora avevano un fascino incredibile, tra divise improbabili, visi estremamente simili e stereotipati(tutti i messicani, ma proprio tutti, coi baffetti) e via così.

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Un'altra storia del primo periodo non commentata? Non riesco a  crederci. :shock:  :malediz... Ok, andiamo avanti imperterriti. ::evvai::

clap Grazie Carlo! Io ci avevo pensato (solo per un momento) di fare una seria rilettura dei primi albi, ma poi ho lasciato perdere ( e me ne rammarico ).

Volendo si può anche avanzare un parallelismo tra Montales ed Emiliano Zapata, ma forse esagero.

Vorrei consigliarti la lettura di questo topic Montales E La Figura Di Pancho Villa. Io il parallelismo ce l'avevo visto con Villa, se poi c'è anche un po' di Zapata, non me ne meraviglierei di certo!

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Altro che semplice fuorilegge!Il Tex di queste pagine già aiutava rivoluzionari, catturava spie , liberava prigionieri, sconfiggeva uno Stato e creava pagine nella storia del Messico. :capoInguerra: Di certo, Tex qui è proprio una locomotiva a tutta velocit?, ma una locomotiva che viaggia anche fuori dai binari e travolge chi deve essere travolto. Non c'è tregua, non c'è pausa; guerriglia texiana condotta con abilità da Bonelli e da Galep. Per forza un sacco di lettori si sono appassionati subito a Tex : puro fumetto d'avventura, coinvolgimento, intrattenimento, passione .... -ave_ Do un otto pieno a questa storia. Notando i commenti che ho datto nelle primissime storie, vedo che ho esagerato con i voti. In effetti sono diventato più severo con i voti e assegnerei anche a quelle otto e non nove o dieci (quelli li riservo per i capolavori).

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