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due

[220/223] Sasquatch

Voto alla storia  

25 voti

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Soggetto e sceneggiatura: Guido Nolitta
Disegni: Erio Nicolò
Periodicità mensile: Febbraio 1979 - Maggio 1979
Inizia nel numero 220 a pagina 105 e finisce nel numero 223 a pagina 26



Tex e Tiger Jack consegnano un ricercato allo sceriffo di Virginia City, che evade e cerca di farli fuori, riuscendo però solo a ferire l'anziana guida di carri Fred Lindeman. I due pards accettano così di condurre loro stessi il convoglio organizzato da una spedizione di paleontologi diretti al Nord, presso la tribù indiana dei Klamaths, per riunirsi a un collega. Della carovana fa parte il rissoso Lacey, più svelto con la frusta che con la lingua, e Tex ha un bel daffare a calmarne i bollenti spiriti, soprattutto quando si allunga sul gruppo l'ombra minacciosa del Sasquatch! I misteriosi indiani Klamaths dell'Oregon curano i moribondi affidandoli al mostruoso Sasquatch, lo yeti dei boschi nord-americani, dotato di incredibili poteri taumaturgici. Ma alcuni dei componenti della carovana di paleontologi guidata da Tex e da Tiger Jack vedono nel bestione soltanto un fenomeno naturale da studiare... e per catturarlo non esitano a uccidere il capo della tribù! Lo strano essere riesce a fuggire grazie a Tex, ma la vendetta dei Klamaths orfani del loro capo è tremenda! All'arrivo del mostruoso Sasquatch, sembra che per Tex, legato al palo della tortura, non ci sia più niente da fare. Invece, l'epilogo della vicenda è sorprendente e inaspettato.



 © Sergio Bonelli Editore

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Sasquatch (o Bigfoot, negli USA) è alto fra i due e i tre metri, pesa intorno ai 250 chili e lascia impronte di circa 50 centimetri. Questo bipede è stato avvistato centinaia di volte, a partire dalla metà del diciannovesimo secolo, sulle montagne degli Stati Uniti e del Canada. Secondo alcuni esperti dell'Accademia delle Scienze Applicate di Boston, gruppi di ominidi più vicini all'uomo che alla scimmia vivono nella zone fredde dell'America Nordorientale. Sono onnivori, hanno abitudini notturne e non si insediano in un luogo per più di qualche giorno. Dopo l'Homo Sapiens rappresentano la specie più intelligente in natura. Sono quindi ben consapevoli del fatto si indaghi sulle loro tracce ma pensano che l'uomo rappresenti un pericolo per la loro sopravvivenza: per questo motivo si nascondono. Sasquatch è uno dei nomi indiani: presso i nativi americani si tramandano leggende su misteriosi ominidi che vengono chiamati di volta in volta Omah, Tsonaqua, Bukwas o Selatiks.

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Tex e Tiger alla guida di una spedizione archeologica, un mistero insondabile, un gruppo di scienziati senza scrupoli, dei manigoldi di frontiera assetati di denaro, una tribù di indiani fedeli alle loro credenze... Ecco in due parole gli esplosivi elementi dalla cui miscela nasce questa esplosiva avventura Nolittiana!! Una storia a mio avviso molto ben congegnata, con un Tex più "sbirresco" che mai accompagnato dal fido Tiger. Una toriache ci regala, oltre al mistero legato al leggendario Sasquatch, anche momenti di pura azione e avventura... Ma, nel puro stile Nolittiano, questi "avventurosi" momenti sono sempre circondati da un'aura di palpabile tensione, capace tnto di appassionare il lettore quanto di coinvolgerlo al punto tale da assorbirlo... CHi di noi non ricorda il primo tesissimo incontro tra Tex e Lacey, fatto di frustate e cazzotti? Chi di noi non ricorda Tiger Lindrman barricati nella casetta del professore e sperare ell'arrivo dei rinforzi? E coe scordarsi l'arrivo del Sasquatch nelle battute finali della storia e la battuta di Tex... "speriamo che almeno mi ammazzi in fretta..."... Momenti emozionanti, si, ma soprattutto elettrici, emotivamente carichi, capaci di farci temere realmente il peggo per i nostri eroi... Eroi che, nel puto stile "Guidonolittiano" appaiono più pessimisti rispetto al solito, infatti essi si lasciano spesso andare a funesti presagi e pensieri negativi circa la loro sorte. E non è tutto. Come molti prima di me hanno affermto, questa storia può essere definita nolittiana al 1000%. E questo non solo per il Tex "sbirreso" tipico d questo autore o per "l'intrusione" del taumaturgico Sasquatch, no a mio parere si ravvisa prepotentmente l'impronta Nolittiana dalle battute di chiusura, quella in cui Linderman si dispiace della perdita di quel mitologico animale che avrebbe potuto rappresentare qualcosa di unico sul piano scientifico mentre Tex sostiene che la scienza avrebbe reso infelice e magari distrutto quel magico animale... A mio parere uno degli scambi "filosofici" texiani più belli... Per quanto riguarda i disegni, ammetto chenon ho mainnoverato Erio Niccol' tra i miei disegnatori favoriti, ma è anche vero che nessun tratto, tranne il suo, avrebbe potuto rendere al meglio questa bellissima storia. VOTO : 9

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C'è uno Yeti nel Far West di Tex


Articolo di Alessandro Mezzena Lona, pubblicato su "Il Piccolo" è 07 novembre 2007.


Mica facile far vivere uno come Tex. E inventare per lui sempre nuove storie.

Ne sa qualcosa Sergio Bonelli, figlio di quel Gianluigi che con Aurelio Galeppini ha inventato il mitico ranger.

Negli anni Settanta, celandosi sotto lo pseudonimo di Guido Nolitta, si mise a scrivere un po' di sceneggiature non solo per Tex, ma anche per Zagor.

Normale tentare di trarre ispirazione dall'immensa biblioteca di casa, racconta Sergio Bonelli.

Dove, oltre ai vari libri su Dracula e il Mostro della Laguna Nera, sull'Uomo Lupo e gli zombi, prontamente utilizzati in una serie di storie scritte per Zagor, non poteva mancare lo Yeti. O Sasquatch, come viene chiamato nelle leggende degli indiani d'America. Insomma, quel Big Foot che fa tremare le gambe al solo pensiero di vederlo materializzarsi in qualche zona impervia del nostro pianeta.

E proprio ?Sasquatch? si intitola il volume che raccoglie le avventure di Tex alle prese con il mostruoso Piedone, sceneggiate da Guido Nolitta e disegnate dal fiorentino Erio Nicol', che viene pubblicato adesso in grande formato, e a colori, da Mondadori.

?Il misterioso Uomo Scimmia parente stretto dello Yeti era proprio quello che mancava alla mia galleria di mostri, e non esitai a buttar già le prime pagine della sceneggiatura, pensando che il mio Sasquatch sarebbe stato cattivissimo, aggressivo, orripilante, del tutto degno, insomma, di quella sinistra fama di crudele assassino che emergeva dalla lettura di un paio di testi americani?.

In seguito, però, Nolitta ha cambiato idea:

?Mi dissi, una volta tanto, una creatura ?diversa? non poteva essere brutta nell'aspetto, ma amichevole e generosa nella sua intima natura??.

La storia prende forma nel Far West. A Virginia City, nel Nevada. Uno dei tanti centri, recita la didascalia d'apertura, sorti dal nulla nel volgere di pochi giorni. Una delle famose ?Boom Town° esplose, come dice il loro nome, in seguito alla scoperta di giacimenti di oro e di argento. Come sempre nelle avventure di Tex non possono mancare i buoni e i cattivi, i banditi e quelli che difendono la legge, gli indiani che vogliono solo vendicarsi dell'uomo bianco e quelli che, invece, hanno imparato a fidarsi dei ?visi pallidi? che non intendono far loro del male. Sopra tutti si materializza l'ombra mostruosa di Sasquatch. Che, in realtà, si riveler? molto più assennato di tutti gli umani che lo circondano.

E anche a distanza di anni, la ricetta di Nolitta-Bonelli funziona. Perchè questo Sasquatch alle prese con Tex si fa leggere tutto d'un fiato.

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Storia leggendaria (come il Sasquatch, appunto) e indimenticabile. Simpaticissima l'irruzione di Tex nel teatro, all'epilogo dell'inseguimento dell'evaso. L'Amleto di turno rimane basito. Davvero una scena insolita haha Anche la storia è atipica, nell'albo "La foresta dei Totem" sembra quasi un documentario. Bellissima!

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Riletta!!!!Indubbiamente una delle migliori storie della fascia 200. Guido Nolita ci regala un'immenso capolavoro con tex è tiger più in forma del solito. Stupenda la caratterizzazione psico-fisica del sasquatch,(che paroloni :D)una creatura che riesce a infondere quella giusta dose di mistero al lettore dall'inizio fino alla fine, e che ben merita il nomignolo di "sacro sasquatch", capace di guarire i malati più gravi e a leggere nei cuori degli uomini. Il significato finale del sasquatch che saluta tex dalla rupe è spettacolare. Un capolavoro voto 10

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Mitica storia Nolittiana... l'ho sempre amata!!Anche se le tematiche (ma soprattutto il modo in cui la vicenda è raccontata) sono diversissime da quelle di Gianluigi Bonelli, la storia rimane per me tra le indimenticabili. Si parte da Virginia City (tipica boom town), costituita da una manciata di baracche sparse di qu? e di l' della main street. Tra le baracche dei minatori, ovviamente non mancano i saloons, richiamo anche di giocatori d'azzardo, avventurieri e fuorilegge. E' come se questo lungo inizio, fosse una storia a parte: Tex è accompagnato dal solo Tiger, per consegnare allo sceriffo locale un bandito, che tempo prima aveva ucciso un Navajo della riserva. Mentre incontrano un vecchio amico che si sta per ritirare dalla sua vita come guida di carovane, irrompe nel saloon il bandito e un complice, con l'ovvia, conseguente sparatoria che si protrae per qualche pagina. Bellissima la scena all'interno del teatro, mentre era in scena l'Amleto (più avanti Nizzi ci regaler? la scena in teatro sicuramente più azzeccata di questa semplice comparsa, con ottimi siparietti di Carson, vedasi La Tigre Nera!! :D )In seguito al ferimento della guida, Tex e Tiger decidono di aiutarlo, portando a termine il suo lavoro e guidando la spedizione scientifica dei due professori, diretti verso la terra dei Klamaths. La seconda parte della storia, che comincia con la partenza da Virginia City, è sicuramente la più bella, oltre che la più avvincente. A parte i soliti bulli che guidano i carri (Lacey e tutti gli altri, che alla fine sono poi tutti cattivi), abbiamo i due professori ben caratterizzati, sono i tipici personaggi che pongono la Scienza sopra tutto. Diviene la loro unica ragione di vita, ovviamente collegata ad un successo personale, arrivare alla cattura del leggendario Sasquatch (o BigFoot che dir si voglia!)Un p? come El Morisco o il cacciatore di Fossili (nel maxi omonimo) e i tanti studiosi- scienziati che abbiamo incontrato nel corso della saga Texiana; ci sono sempre stati mostrati nelle situazioni più pericolose, degli incauti compagni di Tex e pards. Due sono le categorie che possiamo fare:- gli scienziati-studiosi che alla fine comprendono le parole di Tex e tornano alla ragione- oppure gli scienziati studiosi, che se ne fregano anche della propria incolumit?, oltre che di tutte le conseguenze (come oltraggiare materiale sacro dei nativi), arrivando appunto alla morte. Beh insomma, i due professori di questa storia appartengono sicuramente alla seconda categoria. Non ci viene detto chiaramente, ma è quasi certo che l'attentato ai danni di Tex e Tiger durante la bellissima e azzeccata, partita di caccia al Grizzly, è partita direttamente dai loro cervelli. Infatti Tex e il pard Navajo, sono l'unico ostacolo insormontabile, che li separa dal Sasquatch!Il vecchio professore, che già da tempo viveva pacificamente in mezzo ai Klamaths, appartiene invece alla prima categoria. Infatti disapprova pubblicamente la cattura dell' "uomo dei boschi", considerato sacro dai nativi!Stupenda la parte finale, quando Kaasda (lo stregone), impazzito sta ammazzando uno ad uno i suoi prigionieri. Anche qui Tex e Tiger si salvano con un bel colpo di fortuna, ma la trovata è geniale. L'autore si inventa una leggenda dietro al Sasquatch: è dotato di poteri "taumaturgici", ma anche profondo conoscitore di ciò che è giusto e sbagliato, oltre ad essere in grado di leggere nell'animo umano e capire chi è il buono e il cattivo!!Beh per farla corta, una storia da leggere e apprezzare in tutte le sue parti!!Imho Nicol' ha fatto un ottimo lavoro, era in perfetta forma quando disegnava storie con foreste e montagne!! :DAh, per concludere, qui il Tiger nolittiano è veramente diversissimo dal navajo di GLB, ma non mi dispiace affatto. E' soltanto visto e rivalutato con altri occhi!Voto: 9 :trapper:

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Ricordo di aver letto questa storia la prima volta nella versione cartonata a colori della Mondadori, ne rimasi un p? interdetto nel senso che non mi entusiasm? più di tanto, infatti non la ritengo un capolavoro, ma comunque conteneva diversi spunti che la facevano comunque interessante. L'ho riletta recentemente nella versione a colori della collezione storica è mi ha fatto lo stesso effetto. La cosa simpatica è che SB da una visione buona del Sasquatch rispettato più che temuto dagli indiani attribuendogli dei poteri taumaturgici senza però scendere nello specifico. Voto otto.

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Ricordo che all'epoca l'albo "Sasquatch"and' a ruba e dovetti ricorrere agli arretrati per averlo. Giustamente! Il titolo era all'altezza del contenuto;in più in questo c'era l'atto conclusivo di una storia bellissima con uno sviluppo unico sin dalle prime tavole. Stupenda quella scena in cui lo stregone rimane col braccio a mezz'aria nell'atto di colpire un uomo giusto, influenzato "telepaticamente" dal primate. Bella storia! Bella bella!!!Bravissimo Nolitta Immenso Nicol'.

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ho dato un quasi 10. La storia non e' propriamente western, ha una piccola dose di "fantascientificita'" che a me non entusiasma, ma e' comunque una storia piena di suspence e di azione, ambientata in spendidi posti montuosi e boscosi, e sisegnata egregiamente. Non e' una delle mie preferite in assoluto, ma ho dato un voto alto perche' e' quella che preferisco tra quelle del suo genere, con mostri e roba varia.

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Beh, storia piuttosto curiosa per via appunto della mitologica creatura. Nolitta interagisce bene Tex e gli elementi più classici con le sue visioni personali. Devo dire che l'approccio nolittiano, più riflessivo rispetto al padre Gianluigi Bonelli, mi piacciono anche di più rispetto alla visione classica bonelliana (condivido un po' queste attenzioni dedicate a paesaggi e altro). Non è un capolavoro per me, in quanto mi entra ma non mi lascia quella sensazione del tipo "Cavolo, voglio rileggerla". Ma comunque è pur sempre un ottima storia. Merita un bel 9, grazie anche ai disegni delll'eterno Nicol'.

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Avventura molto atipica per Tex, ma non per questo meno bella. Non ritengo certo atipica la presenza nella storia del Sasquatch, avendoci Tex abituato all'incontro con personaggi e creature ben più incredibili.

Ciò che ritengo inusuale, per non dire unico nella saga texiana, è che il Ranger e Tiger Jack debbano la propria salvezza unicamente all'intervento di un terzo, il Sasquatch appunto, senza contribuire attivamente al salvataggio della propria pelle. L'unico punto davvero debole della soria, a mio parere, lo si può rinvenire nella prima parte della vicenda, quando Tex, Tiger e Lacey vengono scoperti: non fa testo quest'ultimo, ma mi pare assurdo che due vecchie volpi come i due pards si facciano scoprire con tale facilit?. Molto ben caratterizzati, per il resto, i compirimari, specie il trio di scienziati, così diversi tra loro.
Senza dubbio, meritano un bell'8 pieno sia la sceneggiatura che i disegni di Nicol'

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una storia molto bella. Perprima cosa ricordo piacevolmente quest'avventura, letta durante un periodo di influenza che mi fece stare a casa una settimana. Avevo sette otto anni se non ricordo male... mio padre mi port?questa storia e lamitica Missione Suicida. Lessi le due avvenutre ed ero convintissimo che fossero di GLB. Anni dopo scoprii che l'autore era Nolitta di Zagore Mister No, alias Sergio Bonelli. Mi piacel'approccio che Nolitto aveva con il nostro ranger, di cercare d'inserire elementi narrativi nuovi nella saga. Anche il ripescaggio con Tex che agisce soltanto con Tiger lasciando una volta tanto il vecchio Carson da parte. L'avventura inizia magnificamente e prosegue con un ritmo costante e in più ha quell'elemento mistrioso alla Martin Myst?re che non guasta, anzi. L'autore riesce a mantenere vivo l'interesse e ricordo il finale come uno dei più entusiasmanti dell'intera serie (di cui non rivelo nulla perchè magari qualche utente ancora non ha lettoquesto gioiello). Disegni bellissimi e piacevoli quelli di Nicol' mai troppo lodato perle sue storie di Tex, per il suo tratto pulito e un po' malinconico, da grande maestro del fumetto popolare italiano. Voto nove. Senza sè e senza ma! ;)

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