Sam Stone

[maxitex 2011]l'ora Del Massacro

Voto alla storia  

39 voti

  1. 1. Voto alla storia

    • 10 - 6
      2
    • 9 - 5.5
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Messaggi consigliati/raccomandati

appena comprato :) ho letto le prime 30 pagine e , da neofita, non mi pare niente male... belli i disegni di ortiz e la storia mi sembra promettere molto bene... e devo ammettere che leggere l'introduzione firmata dal mitico sergio mi ha un p?commosso... :( ... se non mi addormento lo leggo stanotte :)

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Bello! Storia molto avventurosa anche se me l'aspettavo con pi colpi di scena! (non posso dire quali o roviner? a qualcuno il piacere di questa lettura! :D La storia è molto ben sviluppata, ma i dialoghi li ho trovati un p? lenti. Per esempio:la domanda di Tex sta in una vignetta la risposta sta nella seguente. B? certo, qualcuno trover? questa storia un p? fuori dagli schemi, ma tessere trame originali come questa è la specialit? di Segura... manca un p? la figura di un pard, ma tutto sommato Tex se la cava abbastanza bene(non come "nei sentieri del west", che viene messo ko da dei minatori :rolleyes:) la storia è rimaneggiata da Boselli e Canzio, giusto? Non so esattamente perchè, ma si capisce, alla prima lettura. I disegni di Ortiz mi sono piaciuti. Il calo è fisiologico visto il normale invecchiamento dell'autore, ma reputo i suoi disegni ancora molto belli. Devo dire però che alcuni cappelli mi sembravno un p? troppo allungati :huh: Certo, se confronto "La grande rapina"(che ho comprato ieri, nella collana a colori della repubblica insieme al maxi tex) allora la differenza è piu' che netta. Nel complesso, una buona storia. I miei voti: Storia:7 Dialoghi:6,5 Disegni:7

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Due fatti mi avevano ben predisposto alla lettura di questo maxi.1)Il fatto che ci fossero di mezzo anche Boselli e Canzio;2)e soprattutto, la gioia di sapere che, finalmente, dopo anni di invocazioni a Manito, questa sarebbe stata l'ultima volta in cui mi sarei ritrovato tra le mani pagine di Tex sceneggiate da Segura. Forse per effetto di queste due cose,?L'ora del massacro? mi è sembrata meno peggio rispetto allo standard tipico delle storie di Segura, sicuramente molto migliore di quel guazzabuglio del Maxi precedente. Ma questa è una bella storia di Tex? No, assolutamente no:per quanto mi riguarda Tex e il suo mondo sono ben altro, ma quantomeno una sufficienza più o meno piena (nonostante i soliti difetti di uno sceneggiatore che di Tex conosce solo il nome) se la prende. Parto da Ortiz. Anche lui, come il collega sceneggiatore, mostra i segni di un miglioramento rispetto allo sfacelo totale della storia con Cane Giallo- e d'altronde, peggio di così non si poteva proprio disegnare!Tuttavia questa ultima prova dimostra ancora una volta quanto lo spagnolo non sia più adatto a Tex:alcuni dei volti del ranger sono quantomeno bruttissimi, alcune vignette altrettanto brutte, e più in generale si ripresenta una delle sue caratteristiche più preoccupanti: quanto più le pagine aumentano, quanto più si va avanti nella storia, tanto più le pagine vedono un calo qualitativo costante. La storia

presenta delle incongruenze: per esempio, se a Tex già era stato detto che l'indiano non poteva essere il ?Jolly? (pag.61), perchè poco dopo se lo deve far rispiegare dal giornalista (pag.67)? Che il Tex di Segura si sia un po' rincretinito con l'età?Tutta la vicenda dell'indiano è in realtà molto ben fatta:lui, la moglie muta e il viscido agente indiano sono dei gran bei personaggi, e tutta la loro vicenda (compreso il movente che spinge l'Apache al tentato omicidio) è orchestrata davvero bene. Senonchè Segura, improvvisamente, in maniera del tutto gratuita, ha dovuto aggiungerci il triste epilogo della coppia indiana, che va incontro a una brutta fine anche per colpa dei buoni consigli di Tex. Ora:il Nostro non è un Eroe del tutto infallibile e può sbagliare;ma che bisogno c'era di un simile tragico finale, solo accennato e come aggiunto per una sorta di inutile sadismo? E in un contesto che dovrebbe essere ?texiano?, tutto questo c?entra come i cavoli a merenda. E non mi si venga a dire che Segura è uno sceneggiatore fantasioso! Oltre al fatto che questa storia si sarebbe potuta chiamare ?Lungo i sentieri del West 2?, quante volte Tex viene salvato all'ultimo momento da altri personaggi, mentre sta per essere fregato da avversari di ben poco conto (immagino che se Segura si fosse chiamato Nizzi i cori di protesta si sarebbero sentiti fino a Sierra Vista)? E quante volte avversari che sembravano già sottomessi tentano un ultima carata quasi fregando Tex? è direi che tutto è quantomeno monotono!Tuttavia a questa ultima fatica seguriana la sufficienza la concedo: per i bei personaggi di contorno- su tutti Norton, davvero simpatico e molto in gamba, ottimo pard occasionale (nella scena del poker sembra anche più intelligente di Tex, e questo è un male!); per il fatto che, a differenza del guazzabuglio del 2009, qui una trama di fondo, sviluppata con un minimo di logica, c'è. E poi, soprattutto, perchè alcuni atteggiamenti del ranger di Segura mi sono piaciuti:un Tex che sa essere spaccone e carismatico (le belle pagine 77 e 78), provocatore al punto giusto (la scena- questa davvero texiana!- in cui va a provocare il truffatore di minatori), duro come una roccia (il duello col pistolero).
Quindi, alla fine dei conti, guardo al bicchiere mezzo pieno: ripensando ai precedenti, poteva andare molto peggio!

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Per quanto concerne un più articolato commento della storia (sotto spoiler naturalmente) rimando ad una successiva lettura, perchè quella di ieri è stata veloce e forse anche un po' di malavoglia e quasi "per obbligo" (infatti mi stavo quasi addormentando eppure ho voluto a tutti i costi terminare l'albo, perchè è così che faccio sempre). Comunque, sia pure da una lettura così rapida, credo di poter già dire che la storia merita una sufficienza, una sufficienza robusta e abbondante forse, ma nulla di più. La coppia Segura-Ortiz non mi ha mai reso entusiasta, non mi piacciono i disegni sporchi del secondo, lento o veloce che sia, e non apprezzo più di tanto la violenza a volte senza scopo che ha permeato diverse storie del primo. Incredibilmente però proprio questo maxi mi ha dato l'impressione, a dispetto del titolo, di essere stato almeno in parte risparmiato dalla violenza seguriana, tanto che il "massacro" non mi ha lasciato alcuna particolare impressione.

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Finito stamane di leggerlo, i disegni li ho trovati davvero pessimi, migliori di quelli precedenti ma rimangono pessimi, rendono la storia pesante e lenta, per la storia di persè non gli darei di più di un 6, a mio avviso in alcune parti troppo esagerata anche per il Nostro, se nel maxi precedente se le buscava da tutti qui non trova nessuna minima difficolt? a suonarle a chiunque, e mandandoli tutti sotto terra, insomma tra disegni e storia non più di un 6- , meno male che è l'ultima storia sceneggiata da Segura!

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Sergio nella sua presentazione iniziale (l'ultima uscita dalla sua penna che leggeremo :snif: ) scrive: "Un piatto promettente, forse un p? insolito, ma comunque sfizioso"!

S
P
O
I
L
E
R

E infatti questo Maxi è davvero insolito e a tratti anche un p? strano per quel che mi riguarda!
La trama cupa e violenta è tipica dello stile di Segura, ma si sente che c'è qualcosa di diverso, o almeno io ho avvertito quà e là alcune modifiche (non so fino a che punto abbiano cambiato, tagliato, cucito ecc, il duo Canzio-Boselli, ma si avverte comunque qualcosa di "insolito" rispetto alle precedenti avventure dello stesso autore)!

Ho storto un p? il naso quando Tex in varie occasioni si affida per proseguire le sue indagini al giornalista fotografo (che come diceva Paco si improvvisa comunque un quasi ottimo "pard")!
Indagini che poi sarebbero arrivate ad un punto morto senza quelle preziose soffiate e senza il ben realizzato giochetto degli assi + jolly.
E poi la decisione dell'autore che non è piaciuta neanche un p? è stata quella di far partire Tex dalla missione dei frati che stava per essere attaccata dagli Apaches... lasciando tutti quei disgraziati al loro destino.
Perchè sono convinto che senza il nostro, avranno avuto seri problemi nell'affrontare i pericolosi ribelli! _ahsisi

Come diceva sempre Sergio nella sua introduzione, per una volta il West cupo, serio e iperviolento di Segura è "inquinato" (in senso positivo) da un p? di giallo: la parte migliore è il finale con il ribaltamento della situazione generale e con la ricomparsa di Gene (finto cognato del contabile Alameda)!
Azzeccati tantissimi personaggi, in questo Segura penso che sia stato bravo nella maggior parte delle sue storie, anche se non c'è una gran varietà: di solito i buoni sono buoni, i cattivi sono dei veri "bastardi" e ci sono sempre poche sfumature di "grigio" nel carattere dei personaggi!

Certo che i cinque prigionieri dell'inizio fanno tutti una gran brutta fine e la morte di Puma Nero (con l'amata Alba Fuggente) e di Alameda, lasciano certamente un p? di amaro in bocca..... che imho non guasta mai, ma la loro sorte è stata davvero spietata! :deserto

Le situazioni sono talmente tante che ci sarebbe da discuterne fino a domani, alcune davvero ben realizzate, altre un p? meno con qualche dialogo davvero troppo lungo e indigesto!

Ortiz purtroppo cala sempre di più... qui si nota una fretta pazzesca nel suo tratto!
Alcune passaggi sono davvero formidabili, soprattutto per questo tipo di storie cupe, ma la fretta coincide con un forte calo di qualità e questo mi fa abbassare tantissimo il giudizio sui disegni! _thia-

Per me siamo sul 6 e mezzo! :trapper:

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Certo che i cinque prigionieri dell'inizio fanno tutti una gran brutta fine e la morte di Puma Nero (con l'amata Alba Fuggente) e di Alameda, lasciano certamente un p? di amaro in bocca..... che imho non guasta mai, ma la loro sorte è stata davvero spietata! :deserto

ho letto alla veloce il maxi, ma mi sono perso un passaggio , pUma nero non mi pare che muoia, o mi sto sbagliando? non si affida alla giustiia dei bianchi?

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Ero già stufo della coppia Segura-Ortiz già due anni fa con ?Lungo i sentieri del West?, figuriamoci ora con la seconda parte. S?, perchè ?L'ora del massacro? è ?Lungo i sentieri del West 2 - la vendetta?. Almeno nel primo c'era il sapore della novità, qui neanche questo. Solito galoppare infinito saltando di palo in frasca, dove gli obiettivi principali sono dei pretesti per situazioni e personaggi senza soluzione di continuit?. I personaggi poi sono sempre caricaturali, sembrano delle macchiette, coi loro ghigni e le loro espressioni che vengono direttamente dagli western comici di Bud Spencer e Terence Hill, sudici, poverosi, lerci, strappati, anche puzzolenti se se ne potesse sentire l'odore. Ho sentito la mancanza di un redivivo cialtrone rasta come Ukasi, in questa galleria il suo AYKKKK ci sarebbe stato benissimo. Si è parlato molto della cosiddetta libertà espressiva di Segura, che non sarebbe vincolato ai canoni espressivi del personaggio, ma per me bisognerebbe fare festa, ne faccio volentieri a meno di tutta questa libertà. A me sembra che questo Tex riprenda diversi elementi del Tex anni ?50 delle origini, l'azione esasperata e frenetica, gli episodi veloci, sparatorie e morti in quantit? industriale, inseriti però in un lungo canovaccio principale che funge da contenitore, e soprattutto con pochissima ironia: questo è infatti un Tex veramente legnoso e rigido, e questo basta per perderne la riconoscibilit?.?E? un uomo alto?con una camicia gialla!?. Già, che poi sia Tex è un altro discorso. Anche perchè sembra che nessuno lo conosca. Sono riuscito a seguire la storia con un po' d'interesse fino alla fine dell'episodio dell'indiano, poi avevo fretta di arrivare in fondo, mi sono soffermato sulle pagine finali che svelano tutta la faccenda fino alla soluzione finale. Di tutto l'ambaradan mi ricorder? forse solo le poppe della proprietaria del saloon e la figura della vedova, il resto cadr? nel dimenticatoio, comprese le tante ingenuità narrative, vedi i numerosi colpi di fortuna e i nemici che sparano da un metro sbagliando sempre clamorosamente il bersaglio. Di storie così, anche se non orribili e neanche poi così brutte, ne posso tranquillamente fare a meno.

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SPOILERTroppe volte Tex in difficolt?, troppe volte "salvato" da circostanze contingenti, a volte ingenuo (rimane due volte senz'acqua, va incontro a viso aperto a degli sconosciuti, si addormenta a pochi metri dalla casa di un avversario che lo vuole morto), soprattutto un Tex che sembra trascinato da eventi casuali: si convince che il "jolly" e' Kramer sino a pestarlo e provocarne la reazione, e sbaglia; resta con un pugno di mosche in mano alla fine, e solo la dabbenaggine degli avversari (che potevano apprendere da Norton, o comunque intuire, che il ranger era in una pista cieca, senza tentare di farlo fuori) lo rimette sulla pista giusta... per modo di dire, perchè anche la sua "brillante" deduzione su Alameda gran burattinaio e' errata!Senza contare diversi comprimari che muoiono anche per discutibili decisioni (o omissioni) di Tex: Puma Nero e consorte, gli uomini dello sceriffo lanciati all'inseguimento di Dekker, per non parlare dei frati e dei coloni abbandonati in una situazione difficile. Insomma, un Tex ammazzatutti ma troppo poco padrone degli eventi, ed e' questa la differenza con altre storie in cui pure non afferra subito la pista giusta, bench? in presenza di indizi (da Satania all'uomo dalle 4 dita, dal tagliatore di teste Barrera al viscido Macredy), conducendo pero' per il resto il gioco da par suo. Ortiz meno peggio di altre volte, quindi sufficiente. La storia, nel suo complesso, no.

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La coppia Segura-Ortiz mi ha colpito sin dall'esordio, e se il loro primo Maxi mi aveva colto impreparato per l'elevata dose di violenza ed un "universo morale" molto diverso dal Tex tradizionale, le storie successive sono riuscito a godermele completamente.

Certo, è un Tex diverso.
Emb??
Mi si indichino le Tavole della Legge texiana, dove sarebbero stampati in secula seculorum i riferimenti da seguire ossequiosamente per ogni cavalcata del nostro eroe.

Fortunatamente invece tali Tavole esistono solo nella mente degli estimatori più irrigiditi (non sanno cosa si perdono), mentre il compianto Bonelli ha avuto spesso il coraggio di proporre alternative al modello standard, ed a mio parere l'accoppiata Segura-Ortiz ha rappresentato e rappresenta tuttora la più originale e forse anche la più riuscita di tali sporadiche alternative.


Tra gli aspetti che storicamente apprezzo di più di tale coppia, e che nell'ultima storia sono in buona parte (non del tutto) rappresentati:
- la trama non vive solamente sui binari che compongono la storia principale, ma sa uscirne per proporre quadretti di contorno, spesso significativi e capaci di colorare il contesto; offrono insomma vivacit? e realismo
- il loro è un West crepuscolare, ruvido e ricchissimo di personalit?; in altri termini, terribilmente affascinante
- i disegni sembrano ritagliati addosso alla storia, tanto da rendere difficile concepire la matita di Ortiz lontana dalla penna di Segura: scurissimi, cupi e graffianti come il contesto nel quale albergano
- è un Tex apparentemente nichilista perchè privo di retorica e dialettica, eppure i valori che rappresenta sono sempre l', semplicemente si preferisce renderli meno espliciti
- nessuno dei personaggi è mai banale, Tex in primis
- non c'è pietà per il lettore: i personaggi che in qualsiasi altra storia texiana sopravviverebbero qui muoiono (vedi Puma Nero e compagnia) e nessun finale è mai davvero lieto
- violenza e morte sono palpabili e la loro presenza è costante, restituendo così l'immagine di un West dove pietà e valori sono doni particolarmente rari e preziosi
- l'Eroe sa essere tale senza bisogno di diventare superomistico
- Tex è pieno zeppo di difetti

Mi accorgo comunque che gran parte dei punti sopra, che a me paiono pregi perchè li interpreto nell'ottica di una storia che vuole dichiaratamente presentarsi alternativa nei confronti dei canoni standard, vengono invece vissuti alla stregua di inaccettabili bestemmie per chi non conosce altro Tex rispetto a quello infallibile e sempre pronto a brillare come unica stella del suo firmamento.
A me invece ogni tanto (e sottolineo ogni tanto, visto che se seguo Tex da una vita è perchè mi piace fondamentalmente la sua figura tradizionale) stuzzica vedere un Tex più vicino a pregi e difetti dei comuni essere umani. Vederlo sbagliare e farsi sorprendere, vederlo meno magnetico del solito, al punto che i suoi compagni di viaggio non sempre vengono risucchiati dal suo carisma; soprattutto però, vederlo libero dalla necessit? di sbandierare ai 4 venti quanto sia buono e giusto. Senza autocelebrazioni, che invece ultimamente sembrano frequenti nelle comunque ottime storie di Boselli.


D'altro canto, noto che col passare degli anni le storie Segura-Ortiz soffrono di un ritmo meno serrato e, pur rimanendo gradevolmente originali, non raggiungono i picchi di brillantezza dei loro Maxi migliori.


Se fosse il loro ultimo albo Texiano, sarei profondamente dispiaciuto perchè significherebbe rinunciare all'unico Tex autenticamente "diverso"; e credo che, trattandosi di circa 1 albo ogni 2 anni, la cosa sarebbe rimasta accettabile anche per chi lo ritenesse troppo estremo.

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Storia davvero orrenda, noiosissima, faticosissima da finire (l'unico Tex per ora che non sia riuscito a finire...). Non è una storia di Tex (il personaggio è completamento diverso da quello solito, antipatico, inadeguato) ed anche stilisticamente Segura non ha cercato neppure di adeguarsi un minimo alle regole della collana. L'uso massiccio, ad esempio, delle didascalie è davvero incomprensibile. Speriamo sia l'ultima!

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La coppia Segura-Ortiz mi ha colpito sin dall'esordio, e se il loro primo Maxi mi aveva colto impreparato per l'elevata dose di violenza ed un "universo morale" molto diverso dal Tex tradizionale, le storie successive sono riuscito a godermele completamente.

Certo, è un Tex diverso.
Emb??
Mi si indichino le Tavole della Legge texiana, dove sarebbero stampati in secula seculorum i riferimenti da seguire ossequiosamente per ogni cavalcata del nostro eroe.

Fortunatamente invece tali Tavole esistono solo nella mente degli estimatori più irrigiditi (non sanno cosa si perdono), mentre il compianto Bonelli ha avuto spesso il coraggio di proporre alternative al modello standard, ed a mio parere l'accoppiata Segura-Ortiz ha rappresentato e rappresenta tuttora la più originale e forse anche la più riuscita di tali sporadiche alternative.


Tra gli aspetti che storicamente apprezzo di più di tale coppia, e che nell'ultima storia sono in buona parte (non del tutto) rappresentati:
- la trama non vive solamente sui binari che compongono la storia principale, ma sa uscirne per proporre quadretti di contorno, spesso significativi e capaci di colorare il contesto; offrono insomma vivacit? e realismo
- il loro è un West crepuscolare, ruvido e ricchissimo di personalit?; in altri termini, terribilmente affascinante
- i disegni sembrano ritagliati addosso alla storia, tanto da rendere difficile concepire la matita di Ortiz lontana dalla penna di Segura: scurissimi, cupi e graffianti come il contesto nel quale albergano
- è un Tex apparentemente nichilista perchè privo di retorica e dialettica, eppure i valori che rappresenta sono sempre l', semplicemente si preferisce renderli meno espliciti
- nessuno dei personaggi è mai banale, Tex in primis
- non c'è pietà per il lettore: i personaggi che in qualsiasi altra storia texiana sopravviverebbero qui muoiono (vedi Puma Nero e compagnia) e nessun finale è mai davvero lieto
- violenza e morte sono palpabili e la loro presenza è costante, restituendo così l'immagine di un West dove pietà e valori sono doni particolarmente rari e preziosi
- l'Eroe sa essere tale senza bisogno di diventare superomistico
- Tex è pieno zeppo di difetti

Mi accorgo comunque che gran parte dei punti sopra, che a me paiono pregi perchè li interpreto nell'ottica di una storia che vuole dichiaratamente presentarsi alternativa nei confronti dei canoni standard, vengono invece vissuti alla stregua di inaccettabili bestemmie per chi non conosce altro Tex rispetto a quello infallibile e sempre pronto a brillare come unica stella del suo firmamento.
A me invece ogni tanto (e sottolineo ogni tanto, visto che se seguo Tex da una vita è perchè mi piace fondamentalmente la sua figura tradizionale) stuzzica vedere un Tex più vicino a pregi e difetti dei comuni essere umani. Vederlo sbagliare e farsi sorprendere, vederlo meno magnetico del solito, al punto che i suoi compagni di viaggio non sempre vengono risucchiati dal suo carisma; soprattutto però, vederlo libero dalla necessit? di sbandierare ai 4 venti quanto sia buono e giusto. Senza autocelebrazioni, che invece ultimamente sembrano frequenti nelle comunque ottime storie di Boselli.


D'altro canto, noto che col passare degli anni le storie Segura-Ortiz soffrono di un ritmo meno serrato e, pur rimanendo gradevolmente originali, non raggiungono i picchi di brillantezza dei loro Maxi migliori.


Se fosse il loro ultimo albo Texiano, sarei profondamente dispiaciuto perchè significherebbe rinunciare all'unico Tex autenticamente "diverso"; e credo che, trattandosi di circa 1 albo ogni 2 anni, la cosa sarebbe rimasta accettabile anche per chi lo ritenesse troppo estremo.

pienamente d'accordo

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A parte le caratteristiche stilistiche della coppia Segura - Ortiz che possono essere apprezzate o meno, è soggettivo, una cosa che ho notato è il cambiamento troppo repentino e improvviso della scena, come se in quei punti ci fosse stato un taglio... ma forse è solo la mia impressione...

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A parte le caratteristiche stilistiche della coppia Segura - Ortiz che possono essere apprezzate o meno, è soggettivo, una cosa che ho notato è il cambiamento troppo repentino e improvviso della scena, come se in quei punti ci fosse stato un taglio... ma forse è solo la mia impressione...

Credo proprio che non lo sia. La lunghezza media degli ultimi Maxi è stat di 328 pagine (332 se volete contare anche le copertine), di cui 326 di fumetto, questo Maxi è lungo 304 pagine, di cui 302 di storia, il sospetto che abbaino tagliato almeno 24 pagine (anche di più, probabilmente, visto che qualche pagina o vignetta di raccordo sarà stata inserita) è decisamente fondato. Quasi certamente si è trattato di scene legate agli spostamenti di Tex che qualcuno (Canzio?) ha giudicato troppo lunghe e dispersive. Inoltre ho il forte sopsetto che lsa parte finale (le ultime 20 o 30 pagine sia stata rifatta quasi interamente). Forse è solo una mia imporessione, ma mi sembra di notare delle differenze stilistiche sia pur lievi nel tratto di Ortiz, dovute alla fretta, forse?

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Storia piuttosto deludente, inferiore rispetto a "Lungo i sentieri del West". La vicenda soffre dei molti rimaneggiamenti da parte della redazione, diverse scene non si legano tra loro e troppe situazioni rimangono insolute, una su tutte la storia di Puma Nero. Ho apprezzato Segura in passato per la sua visione di Tex originale e fuori dagli schemi ma qui decisamente esagera, proponendoci un Tex che non è Tex ma un semplice cowboy del West. I disegni di Ortiz non sono all'altezza del talento del disegnatore spagnolo che ormai a causa dell'età o della velocit? di esecuzione delle tavole non disegna più come un tempo. Belli alcuni paesaggi ma pessimi i personaggi, nell'insieme una prova insufficiente. La coppia Segura-Ortiz, che in passato ha prodotto buone storie, oggi non ha più niente da dire su Tex. Voto 4/10

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sono in fase di lettura, ma per ora la prima impressione che ho è di "Ordinaria amministrazione".... non mi viene altro... mi dispiace immensamente di essere così negativa, ma siamo abituati ad un Tex Willer con un certo spessore psicologico, con una certa capacità di raccontare.... qui (almeno finora) è un saltare da una azione all'altra quasi senza tirare il fiato! E tutte piccole scene incomplete o troppo veloci (il padre e il figlio ad esempio.. che senso ha quella scena?) Davvero, conto che continuando la lettura tutto si apra al meglio.... bho aspetto prima di dire tutto male.... anche perchè questo maxi fatto così ha un lato positivo: è ideale per il lettore sporadico, quello che si aspetta il tex punisher alla clint Eastwood in " impiccalo più in alto"... da solo, che si salva sempre (anche al limite dello scontato!), che riempe di piombo tizio e caio, che ognuno che incontra è una minaccia! E vabb?...

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Storia piuttosto deludente, inferiore rispetto a "Lungo i sentieri del West". La vicenda soffre dei molti rimaneggiamenti da parte della redazione, diverse scene non si legano tra loro e troppe situazioni rimangono insolute, una su tutte la storia di Puma Nero. Ho apprezzato Segura in passato per la sua visione di Tex originale e fuori dagli schemi ma qui decisamente esagera, proponendoci un Tex che non è Tex ma un semplice cowboy del West. I disegni di Ortiz non sono all'altezza del talento del disegnatore spagnolo che ormai a causa dell'età o della velocit? di esecuzione delle tavole non disegna più come un tempo. Belli alcuni paesaggi ma pessimi i personaggi, nell'insieme una prova insufficiente. La coppia Segura-Ortiz, che in passato ha prodotto buone storie, oggi non ha più niente da dire su Tex. Voto 4/10

Ne sto leggendo tante qui e altrove e intervengo UNA VOLTA SOLA. Secondo te, le lacune sono dovute ai rimaneggiamenti redazionali? Credi davvero che per pura cattiveria abbiamo tolto il bellissimo finale della storia di Puma Nero? Non ti sfiora l'idea che invece quel finale non esiste e si tratta di uno dei tanti fili slegati della sceneggiatura? . Qualche incongruenza o stranezza (eufemismo) l'abbiamo attenuata, ma certo non potevamo n° volevamo riscrivere l'intera storia!

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Storia piuttosto deludente, inferiore rispetto a "Lungo i sentieri del West". La vicenda soffre dei molti rimaneggiamenti da parte della redazione, diverse scene non si legano tra loro e troppe situazioni rimangono insolute, una su tutte la storia di Puma Nero. Ho apprezzato Segura in passato per la sua visione di Tex originale e fuori dagli schemi ma qui decisamente esagera, proponendoci un Tex che non è Tex ma un semplice cowboy del West. I disegni di Ortiz non sono all'altezza del talento del disegnatore spagnolo che ormai a causa dell'età o della velocit? di esecuzione delle tavole non disegna più come un tempo. Belli alcuni paesaggi ma pessimi i personaggi, nell'insieme una prova insufficiente. La coppia Segura-Ortiz, che in passato ha prodotto buone storie, oggi non ha più niente da dire su Tex. Voto 4/10

Ne sto leggendo tante qui e altrove e intervengo UNA VOLTA SOLA. Secondo te, le lacune sono dovute ai rimaneggiamenti redazionali? Credi davvero che per pura cattiveria abbiamo tolto il bellissimo finale della storia di Puma Nero? Non ti sfiora l'idea che invece quel finale non esiste e si tratta di uno dei tanti fili slegati della sceneggiatura? . Qualche incongruenza o stranezza (eufemismo) l'abbiamo attenuata, ma certo non potevamo n° volevamo riscrivere l'intera storia!
Non volevo dire in alcun modo che le lacune della storia sono dovute ai rimaneggiamenti della redazione, anzi! Il vostro lavoro è stato semmai quello di aggiustare qualcosa che nella sceneggiatura proprio non andava. E' chiaro che i problemi della storia sono da imputare solo allo sceneggiatore. Mi scuso se dalle mie parole è emerso il contrario.

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Storia piuttosto deludente, inferiore rispetto a "Lungo i sentieri del West". La vicenda soffre dei molti rimaneggiamenti da parte della redazione, diverse scene non si legano tra loro e troppe situazioni rimangono insolute, una su tutte la storia di Puma Nero. Ho apprezzato Segura in passato per la sua visione di Tex originale e fuori dagli schemi ma qui decisamente esagera, proponendoci un Tex che non è Tex ma un semplice cowboy del West. I disegni di Ortiz non sono all'altezza del talento del disegnatore spagnolo che ormai a causa dell'età o della velocit? di esecuzione delle tavole non disegna più come un tempo. Belli alcuni paesaggi ma pessimi i personaggi, nell'insieme una prova insufficiente. La coppia Segura-Ortiz, che in passato ha prodotto buone storie, oggi non ha più niente da dire su Tex. Voto 4/10

Ne sto leggendo tante qui e altrove e intervengo UNA VOLTA SOLA. Secondo te, le lacune sono dovute ai rimaneggiamenti redazionali? Credi davvero che per pura cattiveria abbiamo tolto il bellissimo finale della storia di Puma Nero? Non ti sfiora l'idea che invece quel finale non esiste e si tratta di uno dei tanti fili slegati della sceneggiatura? . Qualche incongruenza o stranezza (eufemismo) l'abbiamo attenuata, ma certo non potevamo n° volevamo riscrivere l'intera storia!
Non volevo dire in alcun modo che le lacune della storia sono dovute ai rimaneggiamenti della redazione, anzi! Il vostro lavoro è stato semmai quello di aggiustare qualcosa che nella sceneggiatura proprio non andava. E' chiaro che i problemi della storia sono da imputare solo allo sceneggiatore. Mi scuso se dalle mie parole è emerso il contrario.
Okay! In realtà è sull'altro forum che stanno dicendo proprio questo. Adesso vado di l' e tiro le orecchie a loro! :generaleN:

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Ne sto leggendo tante qui e altrove e intervengo UNA VOLTA SOLA. Secondo te, le lacune sono dovute ai rimaneggiamenti redazionali? Credi davvero che per pura cattiveria abbiamo tolto il bellissimo finale della storia di Puma Nero? Non ti sfiora l'idea che invece quel finale non esiste e si tratta di uno dei tanti fili slegati della sceneggiatura? . Qualche incongruenza o stranezza (eufemismo) l'abbiamo attenuata, ma certo non potevamo n° volevamo riscrivere l'intera storia!

Non ho letto ancora il Maxi, sinceramente non ho davvero per il momento la voglia di leggere di nuovo la solita "assurda" (tanto per usare un eufemismo) interpretazione del personaggio di Tex da parte di questo sceneggiatore spagnolo. Pero' mi chiedo, perche' approvare e pubblicare una storia con molti "buchi" di sceneggiatura?che senso ha pagare uno sceneggiatore quando poi il suo lavoro e' destinato a rimaneggiamenti e a correzioni?e pensare che c'era qualcuno che voleva Segura nella serie regolare... :s :blink: :s

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io non capisco come mai questa storia non piaccia a nessuno... apparte i disegni che sono un obrobrio la storia è carina.. anche se assomiglia abbastanza al cavaliere solitariobo secondo me un 6/7 se lo merita peccato per i disegnio 4/5 altrimenti poteva essere piu interessante (ad esempio se disegnata da un villa un ginosatis o un piccinelli)

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Nella pagina prima, anakyn non poteva scrivere meglio quello che penso anch'io. L'albo a me è piaciuto, e sinceramente mi fa molto piacere che almeno una volta l'anno si possa avere l'opportunità di leggere un Tex un p? diverso dal solito. Questo Tex in solitaria, insieme alla frenesia e la violenza che ci sono in molte sequenze, ha fatto tornare alla mente anche a me il Tex degli esordi. In generale, a parte qualche passaggio "poco naturale", diciamo, la storia nel suo insieme mi ha soddisfatto. A me Segura non ha mai deluso, e penso che per apprezzare le sue storie non ci si possa mettere a leggerle con certe aspettative; in ogni caso, secondo me, il suo Tex fa bene leggerlo, almeno una volta l'anno. Anche se mi rendo conto che ad alcuni utenti (opinioni rispettabilissime e rispettate, comunque) lo criticherebbero anche se si mettesse a scrivere una storia con uno stampo classico che più classico non si può. Anche Ortiz mi è sembrato abbastanza buono, a parte alcune tavole mi è sembrato di un livello accettabile. (Qui vale lo stesso discorso di Segura, ormai i suoi disegni sono bollati fin da prima di leggere l'albo). Per me un 7 ci sta tutto.

Modificato da AtTheRocks

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Ne sto leggendo tante qui e altrove e intervengo UNA VOLTA SOLA. Secondo te, le lacune sono dovute ai rimaneggiamenti redazionali? Credi davvero che per pura cattiveria abbiamo tolto il bellissimo finale della storia di Puma Nero? Non ti sfiora l'idea che invece quel finale non esiste e si tratta di uno dei tanti fili slegati della sceneggiatura? . Qualche incongruenza o stranezza (eufemismo) l'abbiamo attenuata, ma certo non potevamo n° volevamo riscrivere l'intera storia!

Interessante l'accenno al finale di Puma Nero, perchè è uno degli aspetti più caratteristici della storia e sinceramente lo attribuivo in toto a Segura.

Mi sembrava assolutamente tipico della sua tendenza a non concedere alcuno zuccherino al lettore, anzi spesso forzare una situazione verso la sua conclusione più amara (caratteristica per cui lo adoro, oltretutto).

Mi stupisce dunque molto che non fosse farina del suo sacco.
Ma mi stupisce positivamente, perchè è a mio parere quella è stata una scelta di sceneggiatura piuttosto coraggiosa chiunque l'abbia scritta/rivista/aggiunta.

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