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      BUON NATALE   24/12/2017

      BUON NATALE e felici Festività a voi!
Sam Stone

[maxitex 2011]l'ora Del Massacro

Voto alla storia  

39 voti

  1. 1. Voto alla storia

    • 10 - 6
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Ne sto leggendo tante qui e altrove e intervengo UNA VOLTA SOLA. Secondo te, le lacune sono dovute ai rimaneggiamenti redazionali? Credi davvero che per pura cattiveria abbiamo tolto il bellissimo finale della storia di Puma Nero? Non ti sfiora l'idea che invece quel finale non esiste e si tratta di uno dei tanti fili slegati della sceneggiatura? . Qualche incongruenza o stranezza (eufemismo) l'abbiamo attenuata, ma certo non potevamo n° volevamo riscrivere l'intera storia!

Interessante l'accenno al finale di Puma Nero, perchè è uno degli aspetti più caratteristici della storia e sinceramente lo attribuivo in toto a Segura.

Mi sembrava assolutamente tipico della sua tendenza a non concedere alcuno zuccherino al lettore, anzi spesso forzare una situazione verso la sua conclusione più amara (caratteristica per cui lo adoro, oltretutto).

Mi stupisce dunque molto che non fosse farina del suo sacco.
Ma mi stupisce positivamente, perchè è a mio parere quella è stata una scelta di sceneggiatura piuttosto coraggiosa chiunque l'abbia scritta/rivista/aggiunta.

Forse hai capito alla rovescia. La storia di Puma Nero è in toto di Segura! E io che che ho detto? :o

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Ne sto leggendo tante qui e altrove e intervengo UNA VOLTA SOLA. Secondo te, le lacune sono dovute ai rimaneggiamenti redazionali? Credi davvero che per pura cattiveria abbiamo tolto il bellissimo finale della storia di Puma Nero? Non ti sfiora l'idea che invece quel finale non esiste e si tratta di uno dei tanti fili slegati della sceneggiatura? . Qualche incongruenza o stranezza (eufemismo) l'abbiamo attenuata, ma certo non potevamo n° volevamo riscrivere l'intera storia!

Interessante l'accenno al finale di Puma Nero, perchè è uno degli aspetti più caratteristici della storia e sinceramente lo attribuivo in toto a Segura.

Mi sembrava assolutamente tipico della sua tendenza a non concedere alcuno zuccherino al lettore, anzi spesso forzare una situazione verso la sua conclusione più amara (caratteristica per cui lo adoro, oltretutto).

Mi stupisce dunque molto che non fosse farina del suo sacco.
Ma mi stupisce positivamente, perchè è a mio parere quella è stata una scelta di sceneggiatura piuttosto coraggiosa chiunque l'abbia scritta/rivista/aggiunta.

Forse hai capito alla rovescia. La storia di Puma Nero è in toto di Segura! E io che che ho detto? :o
Beh, da ciò che avevi scritto avevo capito che nella versione originale "il finale non esisteva, era un filo slegato della sceneggiatura".


Se è invece di Segura finale compreso, i conti tornano :)

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Comunque, in generale la mia impressione è che Segura sia poco apprezzato dagli estimatori texiani perchè questi ultimi sono quasi in toto degli aficionados decennali del personaggio (me compreso), e vivono così l'interpretazione texiana di Segura alla stregua di un tradimento.
Probabilmente nei fumetti meno "storici" di Tex le interpretazioni "estreme" vengono invece vissute con maggior leggerezza,

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Ne sto leggendo tante qui e altrove e intervengo UNA VOLTA SOLA. Secondo te, le lacune sono dovute ai rimaneggiamenti redazionali? Credi davvero che per pura cattiveria abbiamo tolto il bellissimo finale della storia di Puma Nero? Non ti sfiora l'idea che invece quel finale non esiste e si tratta di uno dei tanti fili slegati della sceneggiatura? . Qualche incongruenza o stranezza (eufemismo) l'abbiamo attenuata, ma certo non potevamo n° volevamo riscrivere l'intera storia!

Interessante l'accenno al finale di Puma Nero, perchè è uno degli aspetti più caratteristici della storia e sinceramente lo attribuivo in toto a Segura.

Mi sembrava assolutamente tipico della sua tendenza a non concedere alcuno zuccherino al lettore, anzi spesso forzare una situazione verso la sua conclusione più amara (caratteristica per cui lo adoro, oltretutto).

Mi stupisce dunque molto che non fosse farina del suo sacco.
Ma mi stupisce positivamente, perchè è a mio parere quella è stata una scelta di sceneggiatura piuttosto coraggiosa chiunque l'abbia scritta/rivista/aggiunta.

Forse hai capito alla rovescia. La storia di Puma Nero è in toto di Segura! E io che che ho detto? :o
Beh, da ciò che avevi scritto avevo capito che nella versione originale "il finale non esisteva, era un filo slegato della sceneggiatura".


Se è invece di Segura finale compreso, i conti tornano :)

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Comunque, in generale la mia impressione è che Segura sia poco apprezzato dagli estimatori texiani perchè questi ultimi sono quasi in toto degli aficionados decennali del personaggio (me compreso), e vivono così l'interpretazione texiana di Segura alla stregua di un tradimento.
Probabilmente nei fumetti meno "storici" di Tex le interpretazioni "estreme" vengono invece vissute con maggior leggerezza,

Mi riferivo al (da qualcuno evocato) FANTOMATICO FINALE DELL'EPISODIO DI PUMA NERO!!! - quello in cui tutto s'aggiusta e che qualcuno credeva che noi avessimo tagliato, chissà poi perchè, ma che NON ESISTE.

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Ho letto anch'io questo Maxi e devo dire che mi sento abbastanza incline a una valutazione negativa. A livello di sceneggiatura la sequenza ( quasi ) casuale di episodi on the road ricorda "Lungo i sentieri del West", in cui però vi era, a mio parere, una maggiore leggerezza e freschezza, che ne rendeva assai più gradevole la lettura. Al contrario, i momenti in cui Tex tiene la guardia abbassata e "fa la cosa sbagliata" sono IMHO assai di più in "L'ora del massacro" che nel precedente Maxitex. In sede informatica altri lettori hanno provveduto a farne un elenco dettagliato; per quanto mi riguarda, mi limito a sottolineare che è abbastanza duro da digerire per un lettore texiano vedere il nostro ranger catechizzato sui possibili mandanti dell'agguato per liberare gli evasi da un povero ubriaco come il giornalista - giudice di pace Norton. Per quanto riguarda i disegni, Ortiz mi pare si difenda abbastanza bene alle prese con queste atmosfere da spaghetti western; mi sembra tuttavia difficile negare che gli anni passati da "La grande rapina" si sentono tutti. In sintesi, a mio avviso:soggetto 6--sceneggiatura 5disegni 6,5

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Bah, a me non è parso male, non mi piace molto il Tex in solitaria, ma una volta all'anno si può/deve leggere qualcosa di diverso. Concordo sul decadimento dei disegni di Ortiz, uno dei miei disegnatori preferiti. Hai ragione Pedro gli anni passati da "La Grande Rapina" si sentono tutti. La storia, comunque, nel complesso è godibile anche se qualche lacuna qua e l' c'è, ma nulla di eclatante però.

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Il soggetto è più che buono (se Boselli e Canzio hanno contribuito a renderlo più "snello" e slanciato, tanto meglio), sviluppato ottimamente tenendo ben presente l'avventura in solitaria di Tex. Non ci si annoia mai nella lettura, ma si viene invece coinvolti nello sviluppo della storia. Anche Ortiz, a mio giudizio, continua ad essere a livelli alti: ok, non sarà più l'Ortiz dei tempi andati, ma a quasi 80 anni continuare a produrre tavole simili mi pare decisamente una cosa di cui tenere conto...

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Storia bellissima, non ho alcun timore a dirlo. Mi ha davvero impressionato ed emozionato e, quel che più conta, mi ha trascinato in un'atmosfera tutta propria che non avevo mai trovato in Tex, anche se forse ciò è dovuto soltanto allo stato nervoso-emotivo particolarmente fragile in cui mi trovo in questi giorni. Quanto si può dire è già stato detto: avventura picaresca, movimentata, dura, violenta, spietata etc... ma che bel West, accidenti! Si tratta di un mondo particolarissimo, in sè concluso, retto da una teodicea ben precisa e crudele, quasi astorico, come se Segura se ne fregasse altamente di tutto quanto è stato fatto e scritto precedentemente, puntando a scrivere soltanto una storia. Tex? Ricorda un po' l'anonimo giustiziere dei primi numeri, ma meno scanzonato. Anche il ritmo velocissimo ricorda quello dei tempi pionieristici, con l'unica differenza che qui una trama di fondo ben congegnata e sapientemente costruita c'è, nonostante passi quasi in secondo piano rispetto alla grandezza e alla maestria dei quadri singoli. L'unico appunto che mi sento in grado di muovere è alle fasi iniziali della sceneggiatura, che invero sembrano essere state sceneggiate un po' come capitava. I disegni di Ortiz migliorano leggermente da tre quarti in poi, ma stavolta li ho globalmente apprezzati, perchè la frontiera di Segura è lurida come solo lui sa renderla. L'ultima storia di Segura? Peccato. Qualche incongruenza e un paio di piccoli buchi ci sono, ma io non sono tipo da stroncare una storia per questi motivi: l'insieme è potente, convincente, trascinante, e chi se ne frega del resto. Segura mi ha incantato e mi ha fatto trascorrere quattro ore di sensazioni intense, fitte e anche crude. Il voto globale per me è un dieci. Un Tex che fa sempre piacere rivedere, un'interpretazione a parte. Curioso come l'unica altra grande storia di Tex pubblicata quest'anno, "Verso l'Oregon", sia figlia di una visione diversissima, eppure altrettanto alternativa.

Modificato da virgin

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- è un Tex apparentemente nichilista perchè privo di retorica e dialettica, eppure i valori che rappresenta sono sempre l', semplicemente si preferisce renderli meno espliciti.

Cito questo particolare dell'intervento di anakyn per dichiararmi sostanzialmente d'accordo, anche se secondo me un'estrema evoluzione in questa storia vi è stata: quello che mi ha appassionato è stato proprio il totale nichilismo che, a dispetto della conclusione leggermente rassicurante (ma nemmeno troppo, se è per questo) vi alberga. Un mondo nel quale non esistono valori, e nel quale perfino Tex sembra non essere in grado di incarnarli, quasi il suo ruolo fosse semplicemente quello di ricoprire una funzione narrativa, e basta.

Non so se sono l'unico ad avere visto questo totale svuotamento di significato, ma in ogni caso si tratta di un aspetto che mi è piaciuto, e molto. Nonostante alla fine il cattivo venga punito, la storia è inconclusa, molti spunti rimangono irrisolti, e sebbene molti trovino ciò insoddisfacente... be', io adoro le storie di tal fatta.

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Troppe volte Tex in difficolt?, troppe volte "salvato" da circostanze contingenti, a volte ingenuo (rimane due volte senz'acqua, va incontro a viso aperto a degli sconosciuti, si addormenta a pochi metri dalla casa di un avversario che lo vuole morto), soprattutto un Tex che sembra trascinato da eventi casuali: si convince che il "jolly" e' Kramer sino a pestarlo e provocarne la reazione, e sbaglia; resta con un pugno di mosche in mano alla fine, e solo la dabbenaggine degli avversari (che potevano apprendere da Norton, o comunque intuire, che il ranger era in una pista cieca, senza tentare di farlo fuori) lo rimette sulla pista giusta... per modo di dire, perchè anche la sua "brillante" deduzione su Alameda gran burattinaio e' errata!Senza contare diversi comprimari che muoiono anche per discutibili decisioni (o omissioni) di Tex: Puma Nero e consorte, gli uomini dello sceriffo lanciati all'inseguimento di Dekker, per non parlare dei frati e dei coloni abbandonati in una situazione difficile. Insomma, un Tex ammazzatutti ma troppo poco padrone degli eventi, ed e' questa la differenza con altre storie in cui pure non afferra subito la pista giusta, bench? in presenza di indizi (da Satania all'uomo dalle 4 dita, dal tagliatore di teste Barrera al viscido Macredy), conducendo pero' per il resto il gioco da par suo. Ortiz meno peggio di altre volte, quindi sufficiente. La storia, nel suo complesso, no.

Condivido alla lettera anche se pure Ortiz, per me, è insufficiente. :old: Storia che non rester? impressa nella ( mia ) memoria. >:azz: Tex assai "piccione" e "salvato" in alcune occasioni con escamotage alla Nizzi... :malediz... Spiace per il disegnatore spagnolo ( considerata la sua veneranda età ) ma, da almeno metà albo in poi, i suoi disegni sono quasi ( forse esagerando ) inguardabili ( di sicuro il volto di Tex ). -_nono :_sigh

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Ho terminato la lettura del "balenottero". Difficile commentare una storia di Tex, così tipicamente italiano nel linguaggio, non sceneggiata originariamente nella nostra lingua. Il soggetto base (cinque fuorilegge scortati; attacco ed evasione; caccia separata ai fuggiaschi e ai responsabili dell'attacco; scoperta dell' "uomo nell'ombra") ha (aveva) le potenzialità per trasformarsi in una bella sceneggiatura. Tuttavia, seguendo il modello della precedente "Lungo i sentieri del West", Segura inserisce nella trama una serie di "fili slegati" (Puma Nero/ Alba Fuggente/ Zampa d'Orso; i quattro razziatori di inizio storia; il truffatore Nolan e tutta la scena al campo minerario, con tanto di impiccagione; famigliola con mamma malata di tisi; assalto degli Apache; etc...), che, alla lunga, rendono pesante la lettura. Avevo accolto, pur con le dovute riserve, in modo piuttosto positivo tale esperimento nel Maxi del 2009: tuttavia, ripetuto, stanca. Se emergono personaggi interessanti, come il giudice di pace Norton, altri si presentano eccessivi al punto da essere sgradevoli: l' agente indiano Clower, che odia Puma Nero (reo di non avergli venduto dei cavalli...) al punto da sterminargli il branco di quadrupedi; il governatore Hewison, violento senza un perchè; il truffatore Nolan e il suo pistolero tirapiedi. Il tema di un West nichilista, la cui unica legge è l ' "Homo homini lupus", er? già stato la base di "Lungo i sentieri del West": reiterato, e non sostenuto da una profonda riflessione (come avviene in Peckinpah), appare ancora più banale. Emergono stereotipi, non personaggi. Macchiette dallo sguardo tra il furbo e il truce, pronte a tirar fuori la Colt appena compare in scena Tex. La caratura psicologica è però davvero povera. E Tex? Convince poco. Come nelle storie meno riuscite di Nolitta, si atteggia a "duro" quanto agisce in modo ingenuo (vedasi sonnellino nella stalla di Clower). I disegni di Ortiz, per quanto migliori rispetto a "Oltre il fiume", e piuttosto curati all'inizio, sembrano calare vistosamente col prosieguo della storia. Secondo me i due autori, lavorando assieme su Tex, accentuano l'uno i difetti dell'altro: servirebbe un disegnatore pulito per Segura e uno sceneggiatore classico per Ortiz. Bello, in ogni caso, il campo lungo di pag.222. In sintesi, i miei voti. Soggetto: 6,5Sceneggiatura: 4,5Disegni: 5,5Giudizio complessivo (da * a *****) : **

Modificato da Don Fabio Esqueda

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Non so cosa ho letto ma questo non è Tex. Tex non lascia un un gruppo di pionieri a difendersi da solo da un probabile attacco Apache di cui è indirettamente responsabile (non avesse lasciato al loro destino puma nero e consorte gli pache non si sarebbero ribellati). Non si è capito chi fosse il capo Apache, non si capisce come gli Apache di San Carlos non conoscessero Aquila della Notte. Tex che provoca uno dei banditi finendo per ammazzarlo per poi scoprire che non era il jolly. Tex che si fa aiutare da un fotografo alcolizzato per imboccare la pista, Tex che si fida del ritrovamento di un cadavere putrefatto quando non sono passati che pochi giorni, Tex che non si accorge di una visita al suo bivacco notturno (!), che rimane per ben due volte senza acqua e con il cavallo azzoppato, Tex che viene quasi sempre aiutato dal caso, nessuna intuazione geniale, niente di niente. Quanto ai disegni a volte ho l'impressione che Tex sia gonfio come fosse malato di cirrosi. Mah, certi lavori sarebbe meglio scartarli che propinarli al pubblico. E mi immagino come sarebbe stato senza le correzioni editoriali. Brrr.

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Spero che queste "sperimentazioni" ( ma se le fa Segura, per qualche lettore, sono piacevoli (?!) "diversivi", se le fa Nizzi sono ciofeche: per me sono ciofeche tutte e due :colt: ) finiscano. :old: Tex è Tex e non è che se una storia viene pubblicata sul Maxi deve veder stravolte certe caratteristiche, fondamentali, del Personaggio. Già basta la serie regolare ( a volte )...... :old: :malediz...

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E' da piu' di ventanni che leggo e colleziono Tex. Non mi e' mai capitato che io acquisti un albo per poi non leggerlo. E li', in mezzo agli altri volumi. Non riesco a leggerlo, non posso farci niente. Questa coppia di spagnoli, uno che conosce Tex come io conosco i manga, e l'altro, che dovrebbe essere gia' da un pezzo in pensione e invece ci propina delle tavole che fanno venire da piangere, mi hanno nauseato. Basta!Certi prodotti, anche se non sono destinati alla serie regolare, devono avere un minimo di decenza.

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Ho letto in ritardo le considerazioni di molti di Voi sull' "Ora del massacro" e mi chiedo,SIMPATICAMENTE, se qualche utente del forum non faccia uso di peyote. Se condivido e sposo in toto le feroci critiche alle "Iene di Lamont", non mi capacito delle molte reazioni negative a questo MaxiTex: storia che fila, colpi di scena a ripetizione, disegni così così(ma a me Ortiz non è mai molto piaciuto)che si adattano bene, però, a questo genere di storia "sporca". Se c'è una cosa che mi scoccia è che i rangers vengano spazzati via in un amen... tutto l'. Ma che volete da Tex è Che ogni colpo vada sempre a segno? Che non sbagli mai? Che non accetti un buon consiglio o un aiuto da qualcuno? Io ho 50 anni e leggo Tex da 44, quindi un certo tipo di evoluzione, di... umanizzazione mi sta anche bene, dopo avere per anni visto decine di ferite di striscio alla tempia, di decisionalit? e onnipotenza, di "faccio tutto io". Tex Willer più "umano" è ancora più vero, più reale, più intrigante che mai !

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Condivido in parte la rece di Ubc ma a mio parere è un Maxi che ripercorre con efficacia le tematiche affrontate nel precedente lavoro sempre della coppia Segura/Ortiz nonostante il taglio fatto in redazione. Non a caso in questa serie la coppia è stata sempre vero sinonimo di garanzia anche se pero' si tratta dell'ultima storia firmata da Segura e questo dispiace tantissimo perche' ho sempre apprezzato il suo Tex , nonostante a volte risultava fuori dai soliti canoni tradizionali, il risultato era sempre stato di altissimo livello senza comunque snaturare il personaggio sempre grintoso in tutte le situazioni. :colt::colt: Grazie di tutto Segura!! :trapper: Ortiz (forse l'unico) rende benissimo il West sporco e selvaggio, ottime le scene d'azione. voto: 8

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Letto. Ma perchè nn si decise di chiudere questa serie??!!!...? PENOSA!!Tra tutti gli speciali di Tex i Maxi (i peggiori) comincio seriamente ad ODIARLI!!Ma come si possono spendere 6 euro per una storia del genere??.. i disegni sono INGUARDABILI () e la sceneggiatura è a dir poco PENOSA.. Ma come si possono creare così tante scene e sequenze inutili col solo scopo di ingrassare una storia??.. Non esiste curatezza nei dialoghi, nn esiste curatezza nei disegni e nn esiste un maxi da anni che si meriti il nome di "Tex"!(nel vero senso della parola)Mah sono anni che nn si legge una storia all'altezza!!.. togliendone qualcuno la maggior parte sono delle "schifezze" di storie.... Consentitemi di dirlo!!

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