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      BUON NATALE   24/12/2017

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Infatti. diversi  fa , parlando col sottoscritto e con altri, disse che non voleva toccare Tiger perché ne avrebbe sottolineato la  sua natura di indiano e Kit perché lo vedeva dipinto come un'inutile appendice del padre mentre nella sua visione i figli devono essere all'altezza dei padri se non migloiri altrimenti a che serve metterli al mondo?

Preferiva, quindi, non toccarli perché avrebbe finito per imporre la sua visione agli altri e non riteneva giusto farlo.

Parliamo di un periodo precedente alla nomina di Boselli a curatore ed io penso che Manfredi avesse presente soprattutto la  versione, o meglio: la non versione, che Nizzi aveva dato dei due pards in questione.

Peraltro da quando è curatore, Boselli è andato proprio nella direzione auspicata da Manfredi sia con Kit che con Tiger e chissà che non sia per questo che finalmente lui ha deciso di usarli?

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Parliamo di un periodo precedente alla nomina di Boselli a curatore ed io penso che Manfredi avesse presente soprattutto la  versione, o meglio: la non versione, che Nizzi aveva dato dei due pards in questione.

Peraltro da quando è curatore, Boselli è andato proprio nella direzione auspicata da Manfredi sia con Kit che con Tiger e chissà che non sia per questo che finalmente lui ha deciso di usarli?

Quindi con Boselli, secondo questo discorso, si starebbe andando nella direzione di un Kit uguale o forse meglio di Tex? Io non ho affatto questa impressione, così come non credo affatto che Nizzi abbia dato di Tiger una "non versione" - o ricordo solo io "Furia rossa"?

Per come la vedo io, è più che probabile che a Manfredi gli sia passata la fisima.

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Negli ultimi tempi Kit è diventato, o meglio sarebbe dire è ridiventato, più autonomo rispetto al padre. Con Nizzi ma spesso anche con Nolitta sembrava perfino incapace di infilarsi gli stivali senza l'aiuto del padre, un personaggio  la cui funzione principale sembrava l'essere solo una pistola aggiuntiva o il farsi rapire per dare al padre il pretesto narrativo per l'azione. Era lontano anni luce dal giovanotto capace da solo di tener testa agli scagnozzi di Madison a Winnipeg nella storia del Grande Re o di reggere da solo mezza storia in "Pony Express". Il Kit che anche se catturato sapeva trovare  il modo di evadere da solo come nella seconda parte di  "Chinatown" o di dare filo da torcere agli avversari come in "Sulle piste del Nord", storia in cui un bandito che ha conosciuto Kit ma non Tex all'epoca del Grande Re, dice che se il padre è pericoloso quanto il figlio, allora sono guai seri. Quel Kit ho ritrovato nelle storie di Boselli e questo è il senso della mia osservazione.

Tu mi citi una storia, bellissima e scritta da un Nizzi in stato di grazia, ma pur sempre una e risalente a  25 anni fa, da allora, quante volte Tiger è stato usato da Nizz?i E nelle poche storie in cui è apparso, cos'ha fatto? Cosa ha detto?

Confrontalo con l'uso che ne ha fatto Boselli o pensa alla bella storia di Mignacco & Vannini nel Color di due anni fa (ma dimenticavo che tu i Color con storie brevi li schifi e quindi, forse non l'hai letta) in cui proprio il suo essere un indiano è determinante nello sviluppo della vicenda.

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<span style="color:red;">56 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Confrontalo con l'uso che ne ha fatto Boselli o pensa alla bella storia di Mignacco & Vannini nel Color di due anni fa (ma dimenticavo che tu i Color con storie brevi li schifi e quindi, forse non l'hai letta) in cui proprio il suo essere un indiano è determinante nello sviluppo della vicenda.

Ricordi male, non sono io (anche se l'ultimo Color breve mi ha deluso un bel po', tanto che attendo la lettura del prossimo per decidere se continuare la collana).

Per quanto mi riguarda, una delle poche cose buone del Nizzi post 500 è stato proprio l'utilizzo di Kit e Tiger, molto migliorato in questo (almeno in quanto a costanza nell'utilizzo) rispetto al Nizzi del "periodo d'oro" - che pure, per rimanere su Tiger, aveva offerto ottime caratterizzazioni anche in "Terra senza legge" o "La pistola nascosta". 

Su Manfredi rimango del mio avviso: dopo un ottimo inizio, in cui era riuscito a coniugare personalità autoriale e rispetto per il personaggio, nelle storie successive era cominciato a prevalere solo il primo aspetto (e forse nemmeno, dato che le ultime due sulla regolare erano parecchio scialbe). Questo ripensamento su Tiger mi fa sperare che lo sceneggiatore sia tornato al primitivo equilibrio.

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Concordo che Nizzi preferiva usare molto di più Tex e Carson facendo diventare appendici gli altri 2, Furia Rossa a parte e per Kit West Fork. Certo Boselli ha reso Kit un po' più autonomo (ma si può migliorare) e regalato un grande Tiger. Riguardo Manfredi, come dice Paco, si spera gli siano passate le fisime da iperrealiasmo e accetti maggiormente l'universo dei comprimari di Tex così come sono, magari facendoli evolvere in meglio.

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