Carlo Monni

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<span style="color:red;">5 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

Per  quel disgraziato miscredente, mallfidente, scettico, testone e pessimista: sono in preparazione due nuovi texoni, contento? :D

Dovrei risparmiarmi un bel: "Te l'avevo detto"? Ma perché dovrei? Te l'avevo detto! :P

 

«Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò»  :D:lol:

 

<span style="color:red;">5 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

Sui nomi c'è stretto riserbo. Quando ho chiesto se fossero disegnatori dello staff mi è stato risposto: "Si e no".Cosa voglia dire, è aperto ad almeno un paio di interpretazioni.  ;) 

 

Si e no, cioè uno si e l'altro no, oppure disegnatori che si sono già cimentati con Tex pur senza essere entrati a tutti gli effetti nello staff :old:

 

<span style="color:red;">5 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

In più vi informo che Nizzi ha inviato un soggetto per una storia breve. 

 

Bene, sto rileggendo attualmente Larry Yuma e le storie brevi sono nelle sue corde.:colt:

 

<span style="color:red;">5 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

Basta così per ora.

 

 

:P

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<span style="color:red;">5 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

Potrebbe ma non credo che lo sia.

Il mio sospetto, solo un sospetto badate, è che sia un'altra storia del giovane Tex e che la sua destinazione sia il Maxi o qualcosa di simile.

Lo penso anch'io . Del Vecchio ha pubblicato degli studi sul Tex giovane (periodo Totem Misterioso, il magnifico fuorilegge per intenderci).

 

Ribadisco che sarebbe cosa graditissima un "cartonato" disegnato e colorato da Ticci, per festeggiare i cinquant'anni con Tex!

E non mi dispiacerebbe un analogo lavoro per Ivo Milazzo!

Chiedo Troppo ? :P

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Vorrei chiarire una cosa, sperando che non renda invece le cose ancora più confuse: :D

Nessuno mi ha detto niente ma io mi sono fatta una certa idea di dove sono destinate le storie di Brindisi, Del Vecchio e Valdambrini ed a farmela venire sono state alcune mezze frasi captate qui e sulla pagina Facebook di Tex.. Ovviamente se Boselli vuole mantenere il mistero, io rispetto la sua decisione e stavolta non espongo nemmeno le mie congetture.

 

Ritornando a parlare dei Texoni, Boselli mi ha personalmente confermato ciò che avevo già scritto, ovvero che le cosiddette star internazionali il Texone non lo vogliono fare: 224  pagine sono troppe per loro. Discorso diverso per storie brevi o cartonati.

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<span style="color:red;">17 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

le cosiddette star internazionali il Texone non lo vogliono fare: 224  pagine sono troppe per loro

 

Ho l'impressione che oggi le cosiddette star internazionali siano diventate un po' troppo "primedonne".

Andatelo a dire ai Galep, Letteri, Ticci e Nicolò che 224 pagine sono troppe!

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1 ora fa, pecos dice:

 

Ho l'impressione che oggi le cosiddette star internazionali siano diventate un po' troppo "primedonne".

Andatelo a dire ai Galep, Letteri, Ticci e Nicolò che 224 pagine sono troppe!

 

Tu commetti un errore concettuale che è tipico di un certo tipo di lettore italiano che magari legge solo Bonelli o magari anche solo Tex.(e magari non è affatto il tuo caso) e cioè applicare al resto del mondo i ritmi produttivi della SBE ma non è così. Negli Stati Uniti un albo mensile standard ha 32 pagine ed in genere solo 20/22 sono di fumetti. in caso di albi speciali si arriva a 40/48. Nell'area franco-belga lo standard è un cartonato di 48 pagine o in qualche caso 64, all'anno. i sudamericani viaggiano con episodi di 13 pagine settimanali o quindicinali. Gli autori che tu citi erano tutti già  nello staff e comunque per loro produrre la loro quantità di pagine mensile per una storia di 220 pagine piuttosto che di 100 o 80 era indifferente perché comunque era sempre una storia di Tex. e loro lì lavoravano.

Per gli esterni è diverso.

Prendiamo un disegnatore americano che a me piace parecchio, Steve Epting, che ha una media di 11 pagine all'anno. Se accettasse di fare un texone, che  tra prove e lavoro vero e proprio lo terrebbe impegnato per almeno 3 o 4 anni dovrebbe o rinunciare ai suoi altri incarichi per tutto questo tempo con il rischio di trovarsi fuori mercato al termine del lavoro perché il mercato americano paga bene (in media pare, dal 15 al 30% in più rispetto al minimo bonelliano) ma ha scadenze più pressanti ed è più aleatorio : oggi hai un incarico ma una volta finito, non hai garanzie che ce ne sia un altro.

Rinunciare per due o più anni a richieste di Marvel o DC è impraticabile. Se d'altra parte si alternano i due lavori, si finisce per dimezzare la produzione per entrambi e gli editori non sono contenti. D'altra parte, una storia di  32 o 46 pagine, specie se a colori, e quindi con meno segni da mettere sulla pagina, ti porta via circa tre mesi di lavoro e puoi dire  al tuo editore americano: "Quest'anno ti faccio due numeri in meno"., magari lui non è molto contento ma è meglio che  sentirsi dire: "Ti mollo per tre anni".

Quindi, per rispondere anche a francob,  non è questione di soldi, non come intende lui almeno 

Modificato da Carlo Monni

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On 16/10/2017 at 14:56, Carlo Monni dice:

 

Villa che riesce a fare almeno 80 pagine in 5 mesi? Altro che sogno! :P

ogno!

Che saranno mai....16 pagine al mese :lol:, poi se esce a settembre 2018, qualche mese in più glielo possono dare. Metti che possa arrivare fino a giugno sono 10 pagine al mese.

Va be!...continuo a sognare :zzzzzzz:

 

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Carlo, la tua spiegazione sul mercato straniero e, in particolare, su quello statunitense è corretta e la condivido in toto. Quando io parlo di soldi mi riferisco al complesso del problema, compreso quello che l'autore americano rischierebbe di perdere sul suo mercato tradizionale.

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Il fumetto italiano nel tempo si è costruito una sua precisa identità, abituando i lettori

(magari non tutti) ma nello stesso tempo costruendosi una specie di recinto,

o gabbia (bonelliana appunto).

Chi è abituato allo schema che è diffuso all'estero resta spiazzato (autori compresi).

Eppure le storie Disney (semplici, colorate e di una ventina di pagine) sono state

praticamente per tutti la "palestra" per imparare a leggere e apprezzare i fumetti.

Col tempo la Bonelli ha capito il "trucco", e se le nuove iniziative terranno duro

e si faranno una reputazione, potrebbe succedere che parecchi autori vorranno

concedersi una "vacanza" dai supereroi in calzamaglia, dalle torbide storie noir

o semplicemente da storie western più cupe e violente.

Magari per una volta ci azzecco...

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<span style="color:red;">33 minuti fa</span>, Cad Comics All day dice:

E dopo il Trivial pursuit a Lucca ci sarà anche il Monopoly di Tex:

 

http://www.sergiobonelli.it/news/2017/10/23/gallery/il-monopoly-di-tex-1001922/

 

Mi sa che si son fatti prendere un po' la mano a 'sto giro.

In più ci sarà, in allegato, il volumetto cartonato contenente la storia " Vendetta indiana".

appare chiaro che la SBE si sta trasformando in qualcosa di diverso: una casa editrice sempre più votata al merchandising per poter far fronte alla perdita continua di lettori del fumetto tradizionale. Da collezionista sono disperato visto le innumerevoli iniziative collaterali legate a Tex, anche se più ne sfornano, più semplice sarà scegliere di non comprare niente risparmiando un bel po' di soldi che userò per comprare altri libri o altri fumetti non necessariamente targati SBE. Mi sembra che questa strada, seppur legittima, sia molto diversa da quella tracciata da Sergio Bonelli, ma i tempi cambiano e bisogna adeguarsi.

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<span style="color:red;">41 minuti fa</span>, Gas Gas dice:

In più ci sarà, in allegato, il volumetto cartonato contenente la storia " Vendetta indiana".

appare chiaro che la SBE si sta trasformando in qualcosa di diverso: una casa editrice sempre più votata al merchandising per poter far fronte alla perdita continua di lettori del fumetto tradizionale. Da collezionista sono disperato visto le innumerevoli iniziative collaterali legate a Tex, anche se più ne sfornano, più semplice sarà scegliere di non comprare niente risparmiando un bel po' di soldi che userò per comprare altri libri o altri fumetti non necessariamente targati SBE. Mi sembra che questa strada, seppur legittima, sia molto diversa da quella tracciata da Sergio Bonelli, ma i tempi cambiano e bisogna adeguarsi.

Ben vengano queste iniziative. La Bonelli ha iniziato tardi ma farà presto a rimettersi in paro. Ormai i tempi sono cambiati  e basta vedere il mondo dei manga e anime per capire che la passione per un fumetto e per un personaggio in particolare piu' andare oltre la semplice lettura di un albo. Nella musica, sport, libri, cinema avviene questo e cio' non avviene solo per compensare perdite di lettori. Ormai non siamo più nel 70'.

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Non ci vedo niente di strano. Stanno semplicemente facendo quello che con Batman, Spiderman, Asterix, Mazinga e mille altri personaggi si fa da decenni (tipo dagli anni sessanta, i tempi erano cambiati già da una vita, solo che noi non lo sapevamo!) . Renderli delle icone che vadano aldilà del media fumetto. Stanno iniziando con Tex, ma presto credo che partiranno con Dylan Dog e altri.

 

 

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, francob dice:

Hai ragione, Gas Gas. Anche io nutro molti dubbi, ma auguro ogni bene alla SBE (che magari dovrebbe sostituire la "S"......)

 

E perché? La logica mi sfugge. Non è certo il primo caso di ditta che mantiene il nome del fondatore (che in questo caso nemmeno è il fondatore) nella ragione sociale anche dopo la sua morte:.  Ti dice niente Arnoldo Mondadori Editore o  anche Giulio Einaudi Editore?

E sia chiaro che nemmeno io ci vedo nulla di strano. Anzi, per dirla tutta: era ora!

Sergio Bonelli non l'avrebbe mai fatto? Molto probabile  ma A) Sergio non era infallibile, non tutte le sue decisioni erano condivisibili e di cose sbagliate, almeno a mio parere, ne ha fatte. B) Davide Bonelli,non è suo padre così come suo padre non era come G.L. Bonelli  o Tea. Ha le sue idee, prende le sue decisioni e si può non condividerle, si può criticarle, ma ricordiamoci che rischia del suo.

Ci si lamenta che non si può comprare tutto. Bene, chi ha mai detto che dovete avere tutto? La mania compulsiva di certi collezionisti non l'ho mai capita.

Non vi piacciono i gadget? Bene. Non gradite le copertine variant? Benissimo. Basta non comprarli, è così semplice. :lol: 

Quando è uscito il mazzo di carte io ho comprato solo i due albi inediti di Tex. Non ho tutto il mazzo di carte? E chi se ne frega? Quando è uscito il crossoover Dylan Dog7Dampyr, di ciascun albo ho comprato solo la cover che mi piaceva di più, l'altra l'ho lasciata in edicola senza rimpianti.

Ma soprattutto risparmiatemi i discorsi in stile purezza ideologica o simili. La Storia insegna che ogni volta che qualcuno li ha fatti sono nati solo guai.

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La diversificazione dell'offerta è sempre benvenuta. Bisogna fare distinzione tra semplici Gadget e iniziative di merchandising legate ai maggiori personaggi della scuderia.

 

I Gadget come il poster abbinato all'albo, il block notes o il mazzo di carte sono degli omaggi offerti al lettore che, se non apprezza, lascia semplicemente da parte considerando che finora non hanno inciso sul costo del volume. 

Le variant, che non ha certo inventato la SBE,  sono generalmente associate a eventi particolari e rappresentano un pezzo FUORI COLLEZIONE che nessun collezionista ha l'obbligo di prendere (a meno che non si tratti di collezionismo di variant :*uhm*:) ma che può far piacere a diversi lettori, collezionisti e no, come sta a dimostrare il successo finora riscontrato da questi albi, generalmente impreziositi dall'opera di grandi artisti.

I poster venduti singolarmente vanno considerati per quello che sono, appunto poster. Chi ama il genere ha sempre potuto scegliere tra diversi soggetti, compresi quelli tratti dal mondo dei fumetti; ora ai classici poster Disney o Marvel si aggiungono  quelli dei personaggi Bonelli. Vuoi un poster? Ora hai la possibilità di trovare quello di Tex o di Dylan Dog anzi che quello di Pluto o Paperina. Un collezionista di Tex può farci un pensierino, non considerarlo affatto o volerlo a tutti a costi. D'altra parte non è che chi colleziona la Topolino libretto o I Grandi Classici di Walt Disney piuttosto che la Topolino Giornale dell'anteguerra abbia dovuto mettere in collezione tutti i poster Disney usciti ad oggi...

Le collezioni di figurine legate ai personaggi dei fumetti preferiti esistono da decenni e anche gli eroi Bonelli hanno avuto precedenti storici prima di tornare in edicola con gli Album di Tex e Zagor. Personalmente mi aspettavo per quest'anno l'album di Dylan Dog, invece vedo che escono quello di Diabolik e quello dei supereroi. Che lascerò in edicola.

Le tazze con i vari personaggi costituiscono ormai una linea di collezionismo a sé, indipendente dai personaggi raffigurati. C'è oggi chi colleziona tazze legate al mondo delle nuvole parlanti e anche qui la SBE non è certo la prima arrivata, ma bene ha fatto a proporre i propri personaggi anche in questo format differente.

Le magliette rappresentano da un lato la possibilità di manifestare il senso di appartenenza a un gruppo di fan di un determinato personaggio, dall'altro semplicemente l'opportunità di indossare un capo pratico e informale nelle giornate estive alternativo alle T shirt "americane" o alle oramai sdoganate polo degli svariati marchi con logo più o meno prestigioso.

I giochi da tavolo, dopo quello originale di Zagor prodotto lo scorso anno, tornano quest'anno, in società con il collaudato marchio Hasbro, associando a Tex il classico Monopoly e proponendo un must come Trivial pursuit collegato al mondo dei fumetti. E non dimentichiamo il gioco di Tex Clementoni degli anni 70...

I volumi da libreria poi sono sempre esistiti, dapprima prodotti direttamente dalla Cepim, poi editi dai vari concessionari che hanno potuto utilizzare i diversi character coperti dal copyright SBE. Non posso credere che ora ci possa essere chi si lamenta del fatto che i libri siano troppi. 

 

L'offerta è dunque tanta e non credo che neanche il più ottimista degli addetti al marketing della SBE abbia pensato che qualcuno possa acquistare tutto.

Però è indubbio che chi volesse oggi comprare una maglietta di Zagor o la tazza di Dylan Dog piuttosto che un poster di Tex o un volume di Dragonero, può farlo liberamente affidandosi alla garanzia del marchio di fabbrica.

 

Poi chi vuole soltanto i fumetti continua semplicemente a comprare soltanto gli albi in edicola con la consapevolezza però che le iniziative collaterali contribuiscono a tenere sul mercato e a prezzi ragionevoli albi che avrebbero difficoltà ad automantenersi dato l'andamento generale del mercato dell'editoria.

 

Come ho già scritto da qualche altra parte temo che il tempo per il "completismo" sia oramai prossimo alla scadenza e dobbiamo iniziare a saper fare delle scelte.

 

Modificato da natural killer

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