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TWF - Tex Willer Forum
Sam Stone

[621/622] Mezzosangue

Voto alla storia  

38 voti

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Bella storia una narrazione filante che me lo ha fatto leggere piacevolmente dall'inizio alla fine. Grande creazione il personaggio di Makua, che è il punto cardine della storia, una vera chicca nella sceneggiatura di Pasquale Ruju, che ritengo apprezzato in pieno sia in questa storia che in quella del Color Tex di quest'anno. Un vero peccato per i disegni di Font, un abile disegnatore che qu? lascia spazio più che a dubbi a vere certezze, ci sono svariati e non solo primi piani di Tex alquanto inguardabili, anche se nel corso della storia sembra esserci un alternarsi di belle e brutte vignette... speriamo che la sceneggiatura validissima di Ruju incontri un disegnatore migliore, senza offesa per Font. Il mio voto è 8, perchè la storia mi ha affascinato parecchio. Questa volta il testo ha superato di gran lunga l'esecuzione grafica...:)

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Per me è stata una piacevolissima lettura (anche se a questa ho preferito quella "contemporanea" uscita sul Color Tex n. 2, sempre di Pasquale)!Restando sul discorso "attuale" di questi giorni sul rinnovamento della serie, beh questo è un perfetto esempio. Il lettore si trova davanti ad una storia che di nuovo all'apparenza non ha nulla: Tex vs trafficanti di armi e indiani ribelli pronti a sfogare la propria violenza contro i bianchi del territorio selvaggio. Ma un personaggio abbastanza originale come Makua, che da "sbarbatello" indiano diventa un (abbastanza) temuto pistolero, fa sè che la storia non sia una copia di centinaia e centinaia di altre precedenti a questa!Poi la caratterizzazione dei pards, il linguaggio utilizzato e il saper dosare certe scene piuttosto che altre ..... per me Pasquale è promosso a pieni voti!Spero rimanga ancora a lungo su Tex, perchè da come ha iniziato direi che sta facendo un gran bene alla serie!Voto: 8 :trapper:

Caro Sam, meno male che hai aggiunto "abbastanza".... Temuto pistolero è Ho notato con dispiacere che il 90% dei commenti dei forumisti riguardo al "Makua pistolero" sono positivi. Ribadisco che per me è stata una delusione totale, mi sarei aspettato un'abilità leggermente superiore, vista l'aura di temibilit? che ci avevano fatto annusare. Oltre a quelli che ho già citato nel post precedente, il pupazzo sarebbe stato fatto a fettine anche da Walter Kelly,Bronco Lane,Hugh Langdon, i fratelli Burrows,Sam Wharton,Sam Culver, uno qualunque dei Dalton ecc., ecc. Per la prima volta spero che un personaggio non sia più riproposto.

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Per la prima volta spero che un personaggio non sia più riproposto.

Penso proprio di no Havasu, visto che non potr? mai più usare la pistola..(mano clpita da Tex)... e sappiamo bene che nelle storie di Tex, checch? se ne dica non c'è posto per chi non usa la pistola, almeno per tipi come Makua...:)

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Per la prima volta spero che un personaggio non sia più riproposto.

Penso proprio di no Havasu, visto che non potr? mai più usare la pistola..(mano clpita da Tex)... e sappiamo bene che nelle storie di Tex, checch? se ne dica non c'è posto per chi non usa la pistola, almeno per tipi come Makua...:)
Non è insensato ciò che dici. Però ho notato uno strano particolare... il tipo, di mani, ne ha due!

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Ho letto il primo dei due numeri (Mezzosangue) e per adesso la storia mi piace molto. Stasera leggo la seconda parte e poi posso dare un giudizio completo. Per adesso mi sembra una storia molto "diversa" e molto dinamica e piena di azione. Ho letto molti threads riguardanti Font come disegnatore. Dico la mia sull'argomento. Mi piace il disegno. Se mi soffermo sulla singola vignetta a guardare i particolari storco il naso, ma nell'insieme della tavola trovo il tutto gradevolissimo. Trovo in questo il disegnatore quasi "impressionista" (passatemi il termine) e fuori dai canoni classici. Quindi per adesso trama:8 disegni: 7,5

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Finita la storia. Confermo i miei voti. Storia secondo me bellissima ma che avrei gradito durasse quel mezzo numero in più per rendere al meglio le suspance nelle scene topiche. Stessa sensazione di "chiudere in fretta" che ho sentito in altre storie come "L'uomo senza passato".

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Storia che mi ha colpito moltissimo. Be', non del tutto, in verità, dato che Ruju su Tex è ormai una garanzia; tuttavia, non mi aspettavo di trovarmi così presto davanti a una storia degna di stare accanto a "La prova del fuoco". Ruju si sta dimostrando abilissimo a inserire in storie dall'apparato solidamente classico delle innovazioni che nessuno aveva mai visto su Tex, senza però che la cosa stoni. Dopo nove pagine di discussione mi riesce davvero difficile dire qualcosa di nuovo, eppure voglio spendere qualche parola su un aspetto che mi sembra non essere stato troppo indagato: lo stile di Ruju. Davvero strano e difficilmente definibile, secondo me. In alcuni punti è modernissimo, in altri indugia in didascalie descrittive abbastanza lunghe che non si vedevano dai tempi del medio Nizzi. Insomma, uno stile molto diverso da quello sempre calibratissimo di Faraci (quasi soppesato al millimetro), ma non per questo meno efficace. Anzi, mentre Tito si dimostra abile nel mantenere sempre la storia in un tono medio e rilassante (quasi pacioso, per dirla con termine gergale), tanto che nemmeno la morte di uno dei personaggi principali disturba molto, lo stile disuguale di Ruju riesce bene a impennarsi e a emozionare. S?, perchè in questa storia, soprattutto, ci si emoziona. Si resta intrigati e ci si diverte, ma anche ci si emoziona. Con una curiosa struttura bipartita (più che un'unica storia in due albi, sembra di leggere due storie di cui una è il seguito dell'altra) che si scioglie in un finale toccante in cui la frase a effetto non è per nulla retorica; ma, anzi, ulteriore materia di riflessione. Di Ruju su Dylan Dog ho letto solo una storia breve che, pur avendo un ottimo spunto, non era un gran che ("Il mago degli affari"); ma la mia amica dylaniata lo ritiene uno dei propri sceneggiatori preferiti in quanto nelle sue storie trova sempre una morale o uno spunto di riflessione. Ciò che è capitato anche a me in questa storia. Sul versante dei disegni, Font mi è parso molto meglio del solito. Le croniche sproporzioni ci sono sempre, ma sono un po' meno diffuse. In alcune vignette, addirittura, non sembra quasi lui. Siamo lontani dalle bellezze di "Nei territori del Nord Ovest", ma se dovesse continuare così, non me ne lamenterei. Voto globale: un bel nove mi pare più che meritato.

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Ho appena riletto questa storia. Anche se IMHO non può aspirare ad essere considerata un capolavoro, mi pare difficile negare che risulti molto leggibile. La trama mescola abilmente uno sfondo "superclassico" ( la lotta di Tex e dei pards contro i trafficanti di whisky e i predoni indiani del Sudovest Usa che è il fulcro di storie tanto diverse fra loro per ampiezza e valore artistico come, tanto per limitarci al Tex di GLB, "Sabbie insanguinate" [ nn. 188 - 189 ], "A sud di Nogales" [ n. 199 ] e "Tucson" [ nn. 211 - 213 ] ) e spunti abbastanza nuovi e interessanti, incentrati sul coprotagonista di questa vicenda, il giovane pistolero mezzosangue Makua. Non che sia il primo personaggio di tal genere ad apparire nella saga texiana, dato che il boselliano Mickey Finn ha alle sue spalle un background mica tanto dissimile; tuttavia, mentre il comanche - irlandese e altri personaggi a lui non tanto dissimili come Paco Ordonez sono caratterizzati fin dal principio della loro storia texiana come inequivocabili vilains, di Makua ci viene fatta vedere tutta l'evoluzione ( o meglio "involuzione" ) spirituale in modo tale da non privarlo mai del tutto di una certa misura di empatia da parte del lettore. Come infatti udiamo e vediamo nei due albi la sua condizione di nascita "irregolare" lo ha reso l'oggetto dell'odio e del disprezzo della tribù di sua madre, e anche i pochi valori positivi a cui poteva ( e magari voleva ) attaccarsi per sopravvivere

vengono da lui perduti, dato che sua madre è oramai morta all'inizio della storia, mentre il suo più prudente e pacifico amico Cuchillo ( il cui rapporto con Makua mi ha un po' ricordato quello di Ranocchio con Rosso Malpelo nell'omonima novella di Verga ) viene brutalmente eliminato dal predone Mescalero Domingo, che ucciderebbe anche Makua se intervenisse Tex, che però, a parte offrire qualche buon consiglio di scarsa incidenza pratica, lascia Makua alla sua condizione di reietto abbandonato; di conseguenza è difficile che il ragazzo non dia retta alle sirene di Edward Santos, che, bene o male, è stato l'unico ad offrirgli la prospettiva di un futuro migliore, presentandoglisi dunque come una figura "paterna", ancorchè in discreta misura falsa e posticcia, dato che anche per questo comanchero l'interesse personale viene prima di tutto, come dimostra il fatto che lasci il suo giovane protetto a fronteggiare Tex, finendo però vittima ( un po' come gli analoghi personaggi de "Il testimone"[nn. 395 - 397 ] e del Maxi "Rio Hondo") della sete di vendetta di Juanito Roca, il figlio del rivale da lui fatto uccidere

.

Nel seguito della vicenda, l'abilità di pistolero e la ferocia di Makua hanno modo di venire fuori in misura notevole

come dimostrano le scene dell'uccisione del capo Apache Tarkas, suo antico persecutore, e quella dell'uccisione di Roca e dei suoi guardaspalle

, anche se, come gli fa notare il suo mentore Santos, ancora non è al livello di Tex e Carson, cosa che il confronto col ranger si incaricherà di dimostrare, riportando Makua al punto di partenza, con in più il peso delle sue colpe ( e della relativa pena ) e irrimediabilmente tagliato fuori da un futuro come pistolero: un personaggio insomma che ha preso la strada sbagliata, e ha pagato fino in fondo per questo, uscendone spezzato interiormente e quasi annichilito come individuo, cosa che la chiusa "epigrammatica" di Ruju ( una specie di marchio di fabbrica del suo stile ) si incarica di sottolineare in maniera molto efficace e anche "toccante", come ha puntualizzato Virgin. Ad accompagnare questo centro emotivo della vicenda, Tex e Carson ( come anche, nei limiti che la loro "partecipazione straordinaria" concede, Kit Willer e Tiger ) si mostrano brillanti ed efficaci tanto sul piano dell'azione che su quello della strategia che nelle scene di dialogo; anche i personaggi minori, specie Santos, la vedova Pilar Roca e Juanito Roca, sono bene resi e Ruju mostra la sua bravura di sceneggiatore inquadrando e risolvendo senza problemi il tutto nello spazio ( non breve, ma neppur lunghissimo ) di 220 pagine, senza slentamenti o inopportune accelerazioni. I disegni di Font mostrano le sue consuete tendenze al tratto sottile e alla raffigurazione caricaturale, e IMHO Tex e i pards ne soffrono alquanto; Makua e Santos ( in parte ) e i personaggi minori mi sembrano però di livello alquanto migliore sul piano qualitativo, mentre gli sfondi vengono risolti in modo efficace ed efficiente. In sintesi, IMHO:

soggetto 8

sceneggiatura 8

disegni 7 +

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Ho riletto la storia nella versione a colori dell'edizione CSAC di Repubblica.

Relativamente alla trama non posso che confermare quanto molto efficacemente esposto da chi mi ha preceduto.

 

Mi soffermo invece sulla parte grafica sottolineando come il maggior formato e soprattutto la colorazione giovino non poco alle tavole di Font.

Le scene delle esplosioni dei carri di Santos in apertura e in chiusura di storia hanno una grandiosa  spettacolarità, sia nell'arido deserto che nei pressi della ricca e inespugnabile dimora del  trafficante e per tutto lo sviluppo del racconto i disegni ci offrono una ricostruzione delle ambientazioni che conferma ancora una volta, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la grande propensione del disegnatore  a rappresentare il selvaggio e polveroso west.

Al solito risulta meno curata la definizione dei personaggi, spesso stilizzati con rapidi tratti.

 

Il mio voto alla storia è un 8 pieno.

Modificato da natural killer

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La storia, in ristampa ora nelle serie "tre stelle", si sviluppa in due albi ognuno dei quali vive comunque di vita propria (ottima idea). Buono il soggetto, eccellente la sceneggiatura, dove I cambi di "scena" sono curati magistralmente da Ruju, buoni i disegni di Font, molto buoni in alcuni casi (penso alle esplosioni). L'unica nota stonata il finale (mai facile) dove si nota una certa fretta di chiudere e gli antagonisti (Santos e Makua) capitolano velocemente. Comunque, personalmente,  una valutazione molto alta: 8 soggetto, 9 sceneggiatura, 8 disegni.

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