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Sam Stone

[Color Tex n.2] I Banditi Delle Nebbie

Voto alla storia  

37 voti

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Finito di leggere adesso, e devo dire che mi è piaciuto molto; la storia scorre senza problemi, i dialoghi sono perfetti e i disegni e il colore completano tutto. L' unica piccola pecca di questa storia ?:

La ricomparsa dal nulla di Chance alla fine, per quanto mi riguarda lui avrebbe potuto benissimo finire sul fondo del lago. Non perchè, mi stesse antipatico il personaggio, ma perche, la sua ricomparsa sulla scena è stata inutile è tornato solo per dare 2 pagaiate a uncle bear, per giunta inutili e per farsi sparare.
Comunque apparte questo d' un bel 9 alla storia, 7 ai disegni, per un voto complessivo di 8.

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Appena finito, storia carina, fluida, con un Tex non eccessivamente adamantino e - mancava da parecchio o sbaglio? - un Gros Jean in perfetta forma. Ho apprezzato molto la resa grafica di Imala, tratti molto dolci e davvero ben fatti. Più in generale, nebbia a parte, Cossu ha fatto una buona figura (alcuni primi piani di Tex mi hanno lasciato un filo perplesso). Voto 8 e mezzo alla storia, 7 più ai disegni, diciamo un 8 pieno totale ;)

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Storia carina , ma nel complesso non eccezionale e che per certi versi ho visto molto ispirata alle sequenza iniziali di C'Era una volta il West, il superkolossal sulla conquista dell'ovest, che all'inizio vede appunto i protagonisti scontrarsi con dei pirati d'acqua dolce (tra i quali spicca un ancora compersa Lee Van Cleef) e ad aiutarli giunge il trapper interpretato da James Stewart.

Detto ciò, pur avendo apprezzato generalmente il Tex "solo contro tutti" nella foresta (stile "A Carte Scoperte") e i ben caraterizzati cattivi (in particolare Momo, gigante, muscoloso, ma tutt'altro che scemo e pure buon tiratore visto che i morti li fa solo lui) e il Carson in grado di tornare in città a chiedere aiuto a Gros Jean, non so, manca qualcosa e allo stesso tempo c'è qualcosa di troppo. Il qualcosa di troppo forse è Chance, novello Jimmy Lane e artista della fuga col cuore d'oro, che si salva (non è dato sapere come, almeno non avesse avuto le mani legate sarebbe stato quasi credibile) da una pietra al collo per farsi ammazzare come un fesso (ed inutilmente visto che da Tex mi aspetto la capacità di ammazzare un omone che si fa scudo di una ragazzina) e chiudere li la storia, non so, forse con qualche pagina in più si sarebbe dato più motivo di essere al suo personaggio. Ottima la resa dei conti finale, il protagonismo di Gros Jean e il modo brutale in cui giustizia Momo.
I disegni di Cossu sono decisamente migliorati rispetto lo Squadrone Infernale, dove i personaggi erano cloni gli uni degli altri, buono il suo Carson, meno a suo agio direi nelle rappresentazioni degli indiani (e delle indiane, anche se Ilaia in un paio di vignette appare di una bellezza quasi civitelliana) e altalenante la qualità di Tex. Colorazione discreta, peccato per le pelli color zombie di tanto in tanto. Copertina superba. Direi che si arriva al 7.5 che arrotondo ad 8.

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Storia piatta, senza mordente, senza emozione, sembra di vedere un B-movie neanche tanto ben riuscito, anche se qualche spunto interessante c'era.

Mettere in difficolt? Tex va bene, si deve fare, ma quando lo si fa salvare più volte da altri personaggi o non lo si fa partecipare ad eventi determinanti inevitabilmente la storia cala di livello, e non poco. Sta bene la cattura da parte dei banditi, ma perchè fargli togliere l'asso nella manica, cioè il coltellino nel tacco dello stivale, per poi farlo liberare dall'indiana Imala? Tex doveva liberarsi da solo e poi interessarsi a lei. Invece si va avanti e indietro con inseguimenti e fughe abbastanza prevedibili per arrivare alle 160 pagine d'ordinanza, con Carson e Gros Jean (presenza sprecata la sua) a fare quasi da comparse tranne che alla fine. E messo Tex una seconda volta in difficolt?, ferito alla spalla, debole e sanguinante, lo si fa mettere a nanna e salvare una seconda volta da Imala, in modo abbastanza discutibile ed ingenuo, mentre si scatena un vero e proprio massacro. Quindi non sono coinvolti nell'evento più drammatico n° Tex n° Carson e Gros Jean, ed è un peccato. Lo stesso massacro, poi, viene reso con poca intensit?, sembra una specie di tiro a segno da entrambe le parti. Tex salvato due volte da una donna, la prima da incatenato, mi ricorda, purtroppo, ?Moctezuma?, pur con tutte le differenze del caso. Arrivati alla fine, il bestione viene steso da Gros Jean, tanto per fargli fare qualcosa tranne demolire il solito locale, evento privo della consueta ironia che tante volte ha contraddistinto il personaggio, il babbo viene sè liquidato da Tex, ma solo grazie a questo Chance versione novello Houdini che riscatta un po' la sua scialba figura di delinquentello, del resto non è che avesse fatto molto, tranne sparare cavolate così grosse sull' identit? sua e di Tex che i banditi gli danno fiducia quasi fino in fondo. Alla fine il personaggio meglio riuscito è proprio Imala, molto sexy in camicia gialla, che mi aspettavo, o meglio, speravo a un certo punto cadesse fra le braccia di Tex implorandolo disperatamente di sposarla, anche se all'inizio non si capisce perchè non abbia voluto quasi neanche parlare coi prigionieri mentre due secondi dopo si d' da fare per liberarli, e che alla fine andava fatta morire invece di riportarsela nel covo, avrebbe dato un po' di drammaticit? in più. Il resto dei personaggi non ha molte caratterizzazioni, soprattutto Chance, che non si capisce, come Gros Jean, perchè sia stato inserito in una storia che vista la trama poteva fare benissimo a meno di lui, n° i banditi, che tuttavia hanno una loro degna cattiveria e tutto sommato non mi dispiacciono. Storia sufficiente? Mah, mi sa che stavolta siamo sotto. Fra il texone e questo color c'è un abisso, 5 euro e mezzo per questa storia mi sembrano davvero buttati.

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Storia non troppo esaltante ma che si fa' leggere..... si poteva osare un po' di piu' visto che c'eravamo, tex per una volta si avvicina al sesso femminile era una buona occasione per approfondire di piu..... la nebbia misteriosa, non ci concince troppo belli i colori, i disegni di questi artisti non mi fanno impazzire.... anche secondo me la qualita' della carta fa' un po' scadere tutto il prodotto peccato.......

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Mettere in difficolt? Tex va bene, si deve fare, ma quando lo si fa salvare più volte da altri personaggi o non lo si fa partecipare ad eventi determinanti inevitabilmente la storia cala di livello, e non poco. Sta bene la cattura da parte dei banditi, ma perchè fargli togliere l'asso nella manica, cioè il coltellino nel tacco dello stivale, per poi farlo liberare dall'indiana Imala? Tex doveva liberarsi da solo e poi interessarsi a lei.

Su questo concordo con te. Scena vagamente "nizziana" ( del Nizzi "bollito" s'intende ). >:azz: Si poteva fare meglio... :old:

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... si poteva osare un po' di piu' visto che c'eravamo, tex per una volta si avvicina al sesso femminile era una buona occasione per approfondire di piu.....

Ma sè, dai, già che c'eravamo se la fosse pure portata a letto l'indiana..... doubt >:azz: :malediz... :colt: Credo che possa bastare quello "mostratoci" in queste poche vignette.. :old: Ah kaciaro, kaciaro ( non stiamo a fa' caciara eh ?! )... :rolleyes::trapper:

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... si poteva osare un po' di piu' visto che c'eravamo, tex per una volta si avvicina al sesso femminile era una buona occasione per approfondire di piu.....

Ma sè, dai, già che c'eravamo se la fosse pure portata a letto l'indiana..... doubt >:azz: :malediz... :colt: Credo che possa bastare quello "mostratoci" in queste poche vignette.. :old: Ah kaciaro, kaciaro ( non stiamo a fa' caciara eh ?! )... :rolleyes::trapper:
e dai uno strappo alla regola per una volta ci stava... ci stava che magari l'idiana ad un certo punto dicesse "visto che mio padre ormai e' morto portami via con te...."scherzi a parte sbaglio o e' la prima volta in assoluto che chiede di togliersi ::evvai:: il vestito ad una donna???( anche se non per scopi prettamente sessuali)

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Storia bellissima, perfetta nella sua semplicit?. Con questo albo il mio rispetto per Ruju è se possibile aumentato, al punto che, dopo Boselli, lo considero lo sceneggiatore attuale che mi ispira più fiducia. Perchè dico questo? Perchè secondo me questo albo rappresentava un bel banco di prova: infatti Ruju doveva dimostrare di saper gestire un comprimario storico, oltre alla coppia classica Tex-Carson; e io credo che la prova sia stata ampiamente superata: il Gros-Jean di questa avventura, pur

non comparendo molto, fa la sua bella figura, e soprattutto è il ?vero? Gros-Jean: amante dei saloon e delle scazzottate, forzuto invincibile e gran simpaticone. Quando si dice che la qualità conta più della quantit?!
Oltre a questo, (anche) in questa storia trovano conferma le parole di Boselli sulla capacità di Ruju di creare il pathos: tutta la scena col
Tex braccato (sarà bello fare un confronto col ?Braccato? di Faraciò), in particolare lo scontro coi due fratelli e l'estrazione della freccia; poi l'incursione nel villaggio indiano, raccontato benissimo; Chance che alla fine diventa libero; e infine il Tex che si riprende dal ?coma? e vuol ?fare il suo lavoro?!Piccolo confronto: il Tex ferito di Ruju è meno invincibile del Tex che Boselli mette in una situazione simile in una sua vecchia storia, la bellissima ?Bufera sulle montagne rocciose?- ma questo non mi porta in nessun caso a concludere che quello rujano sia un Tex meno eroico!Poi un'altra cosa: Tex dorme e il villaggio viene attaccato. Qualcuno potrebbe storcere il naso, ma secondo me questo è un modo per sottolineare, ?in negativo?, la grandezza dell'Eroe. Perchè non si può fare a meno che pensare: ?Diamine, se ci fosse stato Tex per i banditi sarebbero stati cavoli amari!?Insomma, è proprio quell'invocare l'intervento ?impossibile- dell'Eroe che ne mette in risalto l'inarrivabilità, l'invincibilit?.
E comunque è un grande Tex: tosto, duro e arrogante,
quasi strafottente anche nelle situazioni di inferiorit?; per di più, un ranger col cazzotto pronto (grande il modo in cui zittisce Chance).
E la cosa bella è che Ruju sa creare intorno a Tex personaggi credibili e ben caratterizzati (penso in primo luogo a Chance, ma anche alla bella indiana), a cui lascia anche molto spazio, senza che però essi risultino in qualche modo ?ombrosi? nei confronti del personaggio principale, ?ruba-scena?. Infine, i nemici. Tosti, bastardissimi, spietati: Uncle Bear senza dubbio
non entrer? nell'eletta schiera dei ?grandi nemiciò, ma il suo ruolo lo svolge benissimo, ed è di certo un valore aggiunto. E? comunque un gran carognone che sa farsi odiare dalla prima all'ultima pagina:
cosìaltro volere di più se non un ?vero? nemico come questo?Insomma, Ruju pienamente promosso; stesso dicasi per un ottimo, addirittura sorprendete, Cossu (di cui parler? più specificamente quando mi sarà riguardato le pagine con calma). Alla storia do un 8,5, idem ai disegni. I colori, sempre non eccezionali, mi sono sembrati migliori di quelli dell'anno scorso. La copertina di Villa si è riconfermata per quello che ?: un autentico capolavoro grafico!

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Storia bellissima, perfetta nella sua semplicit?. Con questo albo il mio rispetto per Ruju è se possibile aumentato, al punto che, dopo Boselli, lo considero lo sceneggiatore attuale che mi ispira più fiducia. Perchè dico questo? Perchè secondo me questo albo rappresentava un bel banco di prova: infatti Ruju doveva dimostrare di saper gestire un comprimario storico, oltre alla coppia classica Tex-Carson; e io credo che la prova sia stata ampiamente superata: il Gros-Jean di questa avventura, pur

non comparendo molto, fa la sua bella figura, e soprattutto è il ?vero? Gros-Jean: amante dei saloon e delle scazzottate, forzuto invincibile e gran simpaticone. Quando si dice che la qualità conta più della quantit?!
Oltre a questo, (anche) in questa storia trovano conferma le parole di Boselli sulla capacità di Ruju di creare il pathos: tutta la scena col
Tex braccato (sarà bello fare un confronto col ?Braccato? di Faraciò), in particolare lo scontro coi due fratelli e l'estrazione della freccia; poi l'incursione nel villaggio indiano, raccontato benissimo; Chance che alla fine diventa libero; e infine il Tex che si riprende dal ?coma? e vuol ?fare il suo lavoro?!Piccolo confronto: il Tex ferito di Ruju è meno invincibile del Tex che Boselli mette in una situazione simile in una sua vecchia storia, la bellissima ?Bufera sulle montagne rocciose?- ma questo non mi porta in nessun caso a concludere che quello rujano sia un Tex meno eroico!Poi un'altra cosa: Tex dorme e il villaggio viene attaccato. Qualcuno potrebbe storcere il naso, ma secondo me questo è un modo per sottolineare, ?in negativo?, la grandezza dell'Eroe. Perchè non si può fare a meno che pensare: ?Diamine, se ci fosse stato Tex per i banditi sarebbero stati cavoli amari!?Insomma, è proprio quell'invocare l'intervento ?impossibile- dell'Eroe che ne mette in risalto l'inarrivabilità, l'invincibilit?.
E comunque è un grande Tex: tosto, duro e arrogante,
quasi strafottente anche nelle situazioni di inferiorit?; per di più, un ranger col cazzotto pronto (grande il modo in cui zittisce Chance).
E la cosa bella è che Ruju sa creare intorno a Tex personaggi credibili e ben caratterizzati (penso in primo luogo a Chance, ma anche alla bella indiana), a cui lascia anche molto spazio, senza che però essi risultino in qualche modo ?ombrosi? nei confronti del personaggio principale, ?ruba-scena?. Infine, i nemici. Tosti, bastardissimi, spietati: Uncle Bear senza dubbio
non entrer? nell'eletta schiera dei ?grandi nemiciò, ma il suo ruolo lo svolge benissimo, ed è di certo un valore aggiunto. E? comunque un gran carognone che sa farsi odiare dalla prima all'ultima pagina:
cosìaltro volere di più se non un ?vero? nemico come questo?Insomma, Ruju pienamente promosso; stesso dicasi per un ottimo, addirittura sorprendete, Cossu (di cui parler? più specificamente quando mi sarà riguardato le pagine con calma). Alla storia do un 8,5, idem ai disegni. I colori, sempre non eccezionali, mi sono sembrati migliori di quelli dell'anno scorso. La copertina di Villa si è riconfermata per quello che ?: un autentico capolavoro grafico!
paco, tu che sei un profondo conoscitore di tex non citi per niente il bel rapporto tra tex e la giovane indiana, cosa ne pensi tu si poteva osare di piu' o no???

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Come tutte le storie brevi, anche questa non mi ha esaltato particolarmente. La verità è che, a mio parere, a parte rare eccezioni (La ballata di Zeke Colter e Eroe per caso), il corto respiro delle storie brevi le rende inevitabilmente limitate e povere (ecco perchè non sono affatto contento che il Maxi venga frazionato in più storie: non avremo più perle del calibro I Territori del Nord Ovest, Il Cacciatore di fossili, L'Oro del Sud e Rio Hondo: mah!) . In questa storia, il mestiere di Ruju si vede tutto, perchè nonostante tutto riesce a confezionare una storia decente, con la bella figura di Imala (massè, Kaciaro, qualcosa di più si poteva osare: grazie a Cossu, la ragazza era davvero sexi, addirittura splendida con la camicia di Tex, ed era visibilmente invaghita del nostro ranger. Bella anche la scena in cui lui, deciso, la prende in braccio: a contatto con quel bel pezzo di figliola, magari anche il nostro Ranger avrà provato qualcosa, no? :trapper: ), con la buona trovata di separare Tex e Carson, e non è male neanche la figura del damerino Chance

(certo, come riesca a liberarsi è davvero un mistero)
. C'è quindi il mestiere, e, IMHO, poco più. Dal lato dei disegni, Cossu mi è piaciuto molto: come detto la sua Imala è bellissima, e lo stesso Chance aveva espressioni del volto così verosimili da sembrare vivo.

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Secondo me si è compiuto negli ultimi anni, da un punto di vista di "presenze femminili", un bel passo in avanti. Però cerchiamo di non approfittarne e volere tutto il braccio oltre alla mano: che doveva fare Tex, farci sesso, con la bella indiana? O forse Ruju doveva mostrarci lo spogliarello "in diretta"?Insomma, non esageriamo: Tex è Tex, non Dylan Dog. Lui non fa sesso e non guarda le donne nude- infatti, per come intendo io il personaggio, mentre l'indiana si spogliava lui era ben girato dall'altra parte (e con lui Chase, costretto da Tex).

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S?, sarà andata sicuramente così, Paco. Tex è troppo gentleman e troppo rispettoso del gentil sesso. E poi, la bella Imala, poteva essere una preda appetibile magari per Kit, ma non per Tex, un p? troppo attempato per la bella indiana. Naturalmente si sta solo scherzando un p? sulle qualità inumane del nostro ranger, tra le quali quella di saper resistere al gentil sesso per così tanti anni :trapper:

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Come tutte le storie brevi, anche questa non mi ha esaltato particolarmente.

Curioso come quasi tutti la consideriate una storia breve, quando in fondo ha solo 60 pagine in meno di una standard d 220. Si tratta dell'equivalente di un albo e mezzo ed in passato questa lunghezza ci ha regalato autentiche perle. Giusto un p? di esempi: "La sconfitta"" (126 pagine), "Massacro" (155 pagine) "La Dama di Picche" (173 pagine) e "Il cacciatore di taglie" (179 pagine). Ai miei tempi l'avremmo definita una storia di media lunghezza. Non sarà che vi fate ingannare dal fatto che è racchiusa in un unico albo'


La verità è che, a mio parere, a parte rare eccezioni (La ballata di Zeke Colter e Eroe per caso), il corto respiro delle storie brevi le rende inevitabilmente limitate e povere


Non potrei essere in disaccordo più completo.
Da tempo sono gunto alla conclusione che quella per cui una stoiria breve non è adatta a Tex sia solo una leggenda senza un vero fondamento ma ripetuta abbastanza a lungo da essere creduta da molti. Sia dai tempi delle strisce che in tempi più moderni gli esempi che la smentiscono non mancano (che mi dite de "Il duello" e "Un caldo pomeriggio", brevi, fulminanti e che potevano essere raccontate solo nelle 16 pagine loro concesse?)
Per come la vedo io, per scrivere storie brevi, ma brevi davvero (e n° 110 n° tanrtomeno 160 pagine sono una lunghezza breve sotto molti punti di vista) ci vuole un'idea portante davvero forte, che regga il numero di pagine limitato.

(ecco perchè non sono affatto contento che il Maxi venga frazionato in più storie: non avremo più perle del calibro I Territori del Nord Ovest, Il Cacciatore di fossili, L'Oro del Sud e Rio Hondo: mah!) .

A prescindere dal fatto che io personalmente di storie come "Rio Hondo" o "Fort Sahara" avrei fatto volentieri a meno a prescindere dalla lunghezza (che non è affatto garanzia di capolavoro o anche solo di buona storia, non mi stancher? di ripeterlo), io non la vedo così tetra. Innanzitutto perchè nessuno ha mai detto che d'ora innanzi tutti i Maxi si vedranno applicata questa formula, la storia lunga non scomparir?, stanne certo, e poi perchè le storie "brevi" permettono alcune cose non da poco:


1) consentono l'accumulo di materiale da pubblicare in poco tempo (tre storie da 110 pagine di autori diversi sono pronte sostanzialmente in un terzo del tempo di un'unica storia da 330 pagine) permettendo di aver materiale pronto per il Maxi ogni anno evitando rischi di rimanere a corto. Questo a te non interesser? più di tanto, ma per l'Editore è fondamentale.

2) Fa sè che il Maxi non sia appannaggio pressocch? esclusivo di Ortiz, Repetto e Diso, che peraltro non sono più giovincelli e dovranno essere sostituiti prima o poi, e permette di non dirottare quasi esclusivamente sul Maxi disegnatori altrettanto veloci come Dotti.

3) Consente di veder pubblicati un p? più spesso disegnatori che per la loro lentezza si vedrebbero pubblicati solo una volta ogni tot anni se dovessero fare storie da 220 pagine o più per la serie regolare e chissà quando se dirottati su un Almanacco, che più di una storia all'anno non può pubblicare.

4) Permette di vedere relativamente presto autori esordienti che magari dovrebbero aspettare anni per veder pubblicata la loro storia di prova. Ad esempio, Sandro Scascitelli terminera di disegnare la sua prima storia all'inizio del 2013, ma per l'ALmanacco 2014 ha già almeno 3 concorrenti tra cui Gomez, lo lasciamo decantare sino al 2016?

In questa storia, il mestiere di Ruju si vede tutto, perchè nonostante tutto riesce a confezionare una storia decente, con la bella figura di Imala (massè, Kaciaro, qualcosa di più si poteva osare: grazie a Cossu, la ragazza era davvero sexi, addirittura splendida con la camicia di Tex, ed era visibilmente invaghita del nostro ranger. Bella anche la scena in cui lui, deciso, la prende in braccio: a contatto con quel bel pezzo di figliola, magari anche il nostro Ranger avrà provato qualcosa, no?  :trapper: ),

Non è improbabile, ma cosa vuoi che succedesse in quel concitato momento?


con la buona trovata di separare Tex e Carson, e non è male neanche la figura del damerino Chance

(certo, come riesca a liberarsi è davvero un mistero)
Me lo sono chiesto anch'io: se era così abile a liberarsi, perchè non ah usato quel talento quando era prigioniero con Tex?

.

C'è quindi il mestiere, e, IMHO, poco più.

Non sono troppo d'accordo: il mestiere c'è ma ci sono anche buone idee.

Dal lato dei disegni, Cossu mi è piaciuto molto: come detto la sua Imala è bellissima, e lo stesso Chance aveva espressioni del volto così verosimili da sembrare vivo.

Non sono così entusiasta, ma devo dire che l'ho trovato decisamente meglio che nella sua prova del 2008 suil Maxi.

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Come tutte le storie brevi, anche questa non mi ha esaltato particolarmente.

Curioso come quasi tutti la consideriate una storia breve, quando in fondo ha solo 60 pagine in meno di una standard d 220. Si tratta dell'equivalente di un albo e mezzo ed in passato questa lunghezza ci ha regalato autentiche perle. Giusto un p? di esempi: "La sconfitta"" (126 pagine), "Massacro" (155 pagine) "La Dama di Picche" (173 pagine) e "Il cacciatore di taglie" (179 pagine). Ai miei tempi l'avremmo definita una storia di media lunghezza. Non sarà che vi fate ingannare dal fatto che è racchiusa in un unico albo'




Delle storie che hai citato, purtroppo non conosco ancora La Sconfitta (che pure mi sono ripromesso di leggere vista la bella recensione di Paco sul TWM, ma che ancora non ho avuto modo di procurarmi), mentre, a parte Massacro (ho dimenticato Goldena: imperdonabile! Il fatto che non mi fossi accorto che questa storia è così corta ti d' implicitamente ragione, in effetti) le altre due non mi hanno appassionato in maniera particolare. Le storie degli Almanacchi, o anche le rare storie autoconclusive nella serie regolare, per me sono state quasi tutte una mezza delusione, e ritengo che le ragioni di questo mio sentimento negativo siano dovute proprio all'impossibilità di sviluppare trame ariose e personaggi pesanti in un numero limitato di pagine. Lunghezza non è sinonimo di qualità, ma almeno consente di poter leggere storie che hanno il tempo di svilupparsi in maniera compiuta, senza fretta, magari con l'avvicendarsi di diversi personaggi (caratteristica tipicamente boselliana che a me è sempre piaciuta molto) e non è un caso che le storie per me capolavoro della saga siano tutte (o quasi) in 3 albi. Naturalmente si tratta di gusti personali: i tuoi capolavori, l'ho letto in un altro topic, sono molto differenti dai miei, ed è quindi normale che anche in questo possiamo avere delle vedute diverse.




(ecco perchè non sono affatto contento che il Maxi venga frazionato in più storie: non avremo più perle del calibro I Territori del Nord Ovest, Il Cacciatore di fossili, L'Oro del Sud e Rio Hondo: mah!) .

A prescindere dal fatto che io personalmente di storie come "Rio Hondo" o "Fort Sahara" avrei fatto volentieri a meno a prescindere dalla lunghezza (che non è affatto garanzia di capolavoro o anche solo di buona storia, non mi stancher? di ripeterlo), io non la vedo così tetra. Innanzitutto perchè nessuno ha mai detto che d'ora innanzi tutti i Maxi si vedranno applicata questa formula, la storia lunga non scomparir?, stanne certo, e poi perchè le storie "brevi" permettono alcune cose non da poco:


1) consentono l'accumulo di materiale da pubblicare in poco tempo (tre storie da 110 pagine di autori diversi sono pronte sostanzialmente in un terzo del tempo di un'unica storia da 330 pagine) permettendo di aver materiale pronto per il Maxi ogni anno evitando rischi di rimanere a corto. Questo a te non interesser? più di tanto, ma per l'Editore è fondamentale.

2) Fa sè che il Maxi non sia appannaggio pressocch? esclusivo di Ortiz, Repetto e Diso, che peraltro non sono più giovincelli e dovranno essere sostituiti prima o poi, e permette di non dirottare quasi esclusivamente sul Maxi disegnatori altrettanto veloci come Dotti.

3) Consente di veder pubblicati un p? più spesso disegnatori che per la loro lentezza si vedrebbero pubblicati solo una volta ogni tot anni se dovessero fare storie da 220 pagine o più per la serie regolare e chissà quando se dirottati su un Almanacco, che più di una storia all'anno non può pubblicare.

4) Permette di vedere relativamente presto autori esordienti che magari dovrebbero aspettare anni per veder pubblicata la loro storia di prova. Ad esempio, Sandro Scascitelli terminera di disegnare la sua prima storia all'inizio del 2013, ma per l'ALmanacco 2014 ha già almeno 3 concorrenti tra cui Gomez, lo lasciamo decantare sino al 2016° >:azz:

Da semplice fruitore, e soprattutto da totale ignorante di logiche editoriali, continuo a non essere contento di questa scelta: preferisco vedere un disegnatore tra 40 anni, però magari con una bella storia, piuttosto che domani, con una storia breve che mi lascer? il palato insoddisfatto. Detto questo, è chiaro che l'Editore fa le sue scelte anche su altre logiche, e non fa male perchè, data la varietà di opinioni di noi lettori, a molti piacciono anche le storie brevi e quindi le scelte editoriali possono ben sposarsi con i gusti di molti lettori.


Consentitemi un altro Off Topic (in effetti tutta la mia risposta è Off Topic...) su Rio Hondo: mi sento di difendere questa storia (non l'accosterei per nulla a Fort Sahara, Carlo, una delle prove IMHO peggiori di Nizzi) perchè, nonostante il soggetto sia classico (eufemismo per non dire che è trito, ritrito e tritrito), ha IMHO una sceneggiatura talmente bella da renderla un vero e proprio gioiello.

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Secondo me si è compiuto negli ultimi anni, da un punto di vista di "presenze femminili", un bel passo in avanti. Però cerchiamo di non approfittarne e volere tutto il braccio oltre alla mano: che doveva fare Tex, farci sesso, con la bella indiana?

Come ho detto svariate volte qui ed altrove,, anche volendo, non ci sarebbe stato il tempo in quella situazione.

O forse Ruju doveva mostrarci lo spogliarello "in diretta"?

In generale non avrei problemi con scene del genere, se funzionali alla narrazione e non inserite tanto per fare. Nel caso specifico, far vedere lo spogliarello in questione dopo che Tex aveva annunciato di avere un'idea per sbarazzarsi dei cani, avrebbe vanificato l'effetto sorpresa che si ha quando, nella scena successiva, i cani trovano il vestito di Imala appeso ad un albero. Sarebbe stato un grave errore di sceneggiatura (Per la cronaca, Paco, so che non volevi essere serio, sono io che ho deciso di dare una rsposta seria alla tua osservazione :lol2: ).

Insomma, non esageriamo: Tex è Tex, non Dylan Dog. Lui non fa sesso e non guarda le donne nude-

Diciamo che non si fa vedere dal lettore mentre lo fa, che forse è più corretto. :lol2:

infatti, per come intendo io il personaggio, mentre l'indiana si spogliava lui era ben girato dall'altra parte (e con lui Chase, costretto da Tex).

Su questo non ci piove. ::evvai::

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S?, sarà andata sicuramente così, Paco. Tex è troppo gentleman e troppo rispettoso del gentil sesso. E poi, la bella Imala, poteva essere una preda appetibile magari per Kit, ma non per Tex, un p? troppo attempato per la bella indiana.

Beh, se consideri che fino ad allora si era dovuta sorbire Uncle Bear, ammetterai che attempato o no, Tex sarebbe stato coimunque un bel miglioramento. :lol2:

Naturalmente si sta solo scherzando un p? sulle qualità inumane del nostro ranger, tra le quali quella di saper resistere al gentil sesso per così tanti anni  :trapper:

E chi ti dice che sia in astinenza da così tanti anni? Dopotutto lo stesso GLB diceva che sicuramente Tex andava a donne tra una storia e l'altra (e forse, talvolta, tra una vignetta e l'altra), solo che lui non era interessato a parlarne. E chi siamo noi per smentire G. L. Bonelli?_ahsisi

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In effetti non vedo ragioni n° per definire breve una storia che dopotutto prende le sue belle 160 pagine, n° per dichiarare fallimentari le storie brevi, che anzi hanno dato non poche soddisfazione ai lettori nel passato. La storia mi è piaciuta nel suo complesso, e vi ho visto un certo spirito zagoriano nei tratti marcatamente malvagi di Uncle Bear e accoliti. I colori a me non sembrano così brutti, ma molti di voi ne capiscono più di me, e quindi non insisto. Il quadro però, molto bello visto nell'insieme, presenta qualche difetto guardandolo da vicino, ed è un vero peccato perchè il giudizio, positivo comunque, avrebbe potuto essere anche migliore.

Non parlo del salvataggio di Tex da parte di Imala, perchè Tex in quel momento è fuori combattimento a causa della pozione narcotica ed è totalmente indifeso. Sinceramente mi infastidisce di più l'intervento in extremis del redivivo Chance (che gioca l' la sua ultima), in quanto non mi sarei aspettata niente di meno che uno dei soliti colpi di bravura texiana con la colt. D'altra parte proprio non serviva far tornare Chance dagli abissi del lago per consegnarlo ad una morte gloriosa in terraferma. E poi il fuorilegge avrebbe meritato una morte meno onorevole visto l'andazzo della sua condotta: prima è quasi simpatico, un bandito in fuga certo, ma non cerca ad esempio di uccidere il padrone di Sally (o Molly, come si chiama la giumenta :huh: ), come avrebbe fatto un criminale peggiore. E poi, ha di fronte Tex, Carson e Gros-Jean, le speranze sono pochine: lasciamolo almeno tentare!Quando Tex lo salva dall'annegamento sembra sinceramente grato, cercando di tirarsi fuori dai guai in qualche modo cerca anche di risparmiarli al ranger: insomma, sembrerebbe sotto certi aspetti un Andy Wilson. Poi però diventa odioso quando lascerebbe tranquillamente Imala, che li ha liberati, alle prese con il branco, per non parlare di quando tradisce la squaw Salish e Tex per salvarsi la pelle. Dopo un exploit del genere, cosa di meglio della paga di Giuda, con un bel macigno al collo?Gros-Jean: non pervenuto o quasi. E l'exploit più rilevante del simpatico orso franco-canadese non gli rende onore: d'accordo che erano alle prese con una banda di belve, ma non mi è piaciuto troppo vedergli spezzare il collo del suo avversario invece di metterlo fuori gioco. E' vero che morire tra le braccia del gigantesco m?tis non è poi tanto diverso che finire con una pallottola nel cranio, ma l'impressione che fa è sè diversa. Strano anche il Carson che se ne va a cercare Gros-Jean convinto che Tex si sia rifatto vivo. Insomma, poteva ben immaginare che avrebbe cercato di salvare Chance, che un uomo ammanettato è pur sempre un peso, che c'era gente che voleva farli fuori: possibile che non abbia pensato che Tex potesse essere nei guai?
Ma ripeto, complessivamente il giudizio è senz'altro positivo, una conferma per Ruju.

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Strano anche il Carson che se ne va a cercare Gros-Jean convinto che Tex si sia rifatto vivo. Insomma, poteva ben immaginare che avrebbe cercato di salvare Chance, che un uomo ammanettato è pur sempre un peso, che c'era gente che voleva farli fuori: possibile che non abbia pensato che Tex potesse essere nei guai?

A me il comportamento di Carson non è sembrato così strano. Innanzitutto mi sembra che lo avesse capito che Tex era nei guai, dato che più di una volta mostra, con le parole, tutta la sua voglia di farla pagare ai banditi. Poi torna in città per due motivi, secondo me molto buoni: il primo è che aveva bisogno di armi funzionanti (infatti finita la cena con Gros-Jean lo dice chiaramente) e poi perchè, in un territorio tanto vasto e per lui quasi sconosciuto, trovare Tex non sarebbe stato facile. Insomma, io credo che il ritorno in città sia stato un fatto logico, frutto di un ragionamento razionale.

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Continuo a non capire certe "voglie" di alcuni forumisti. Tex è nato a fine anni '40 ( e dico quaranta ) è arrivato fino a noi, in piena salute editoriale, nel 2013 ( e dico duemilatredici ) con tutte, o quasi, le sue caratteristiche intatte e certi smaniano nel vederlo fare sesso ( foss'anche in modo allusivo ). Quale sarebbe il valore aggiunto di tali scene è Me lo chiedo e ve lo chiedo è doubt :shock: Compratevi un giornaletto V. M. oppure acquistate DyD. O no è :old:

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Storia piatta, senza mordente, senza emozione, sembra di vedere un B-movie neanche tanto ben riuscito, anche se qualche spunto interessante c'era.

Mettere in difficolt? Tex va bene, si deve fare, ma quando lo si fa salvare più volte da altri personaggi o non lo si fa partecipare ad eventi determinanti inevitabilmente la storia cala di livello, e non poco. Sta bene la cattura da parte dei banditi, ma perchè fargli togliere l'asso nella manica, cioè il coltellino nel tacco dello stivale, per poi farlo liberare dall'indiana Imala? Tex doveva liberarsi da solo e poi interessarsi a lei. Invece si va avanti e indietro con inseguimenti e fughe abbastanza prevedibili per arrivare alle 160 pagine d'ordinanza, con Carson e Gros Jean (presenza sprecata la sua) a fare quasi da comparse tranne che alla fine. E messo Tex una seconda volta in difficolt?, ferito alla spalla, debole e sanguinante, lo si fa mettere a nanna e salvare una seconda volta da Imala, in modo abbastanza discutibile ed ingenuo, mentre si scatena un vero e proprio massacro. Quindi non sono coinvolti nell'evento più drammatico n° Tex n° Carson e Gros Jean, ed è un peccato. Lo stesso massacro, poi, viene reso con poca intensit?, sembra una specie di tiro a segno da entrambe le parti. Tex salvato due volte da una donna, la prima da incatenato, mi ricorda, purtroppo, ?Moctezuma?, pur con tutte le differenze del caso. Arrivati alla fine, il bestione viene steso da Gros Jean, tanto per fargli fare qualcosa tranne demolire il solito locale, evento privo della consueta ironia che tante volte ha contraddistinto il personaggio, il babbo viene sè liquidato da Tex, ma solo grazie a questo Chance versione novello Houdini che riscatta un po' la sua scialba figura di delinquentello, del resto non è che avesse fatto molto, tranne sparare cavolate così grosse sull' identit? sua e di Tex che i banditi gli danno fiducia quasi fino in fondo. Alla fine il personaggio meglio riuscito è proprio Imala, molto sexy in camicia gialla, che mi aspettavo, o meglio, speravo a un certo punto cadesse fra le braccia di Tex implorandolo disperatamente di sposarla, anche se all'inizio non si capisce perchè non abbia voluto quasi neanche parlare coi prigionieri mentre due secondi dopo si d' da fare per liberarli, e che alla fine andava fatta morire invece di riportarsela nel covo, avrebbe dato un po' di drammaticit? in più. Il resto dei personaggi non ha molte caratterizzazioni, soprattutto Chance, che non si capisce, come Gros Jean, perchè sia stato inserito in una storia che vista la trama poteva fare benissimo a meno di lui, n° i banditi, che tuttavia hanno una loro degna cattiveria e tutto sommato non mi dispiacciono. Storia sufficiente? Mah, mi sa che stavolta siamo sotto. Fra il texone e questo color c'è un abisso, 5 euro e mezzo per questa storia mi sembrano davvero buttati.
Mi sa che abbiamo letto due storie diverse.... Gros-jean secondo me è stato utilizzato ottimamente così come Tex... Storia ottimamente scritta che si lascia leggere tutto d'un fiato , avvincente e con un Tex in gran forma così come Carson e Gros-jean se tutti gli autori lo usassero sempre così sarebbe manna dal cielo... Storia ottima da 8 come minimo altro che sotto la sufficienza e 5,50 euro buttati.... ci metterei la firma a buttarli tutti i mesi per storie così.....

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