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Tex E La Comicità

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Tex e la comicità.


La lettura di Tex si presta poco ad una interpretazione umoristica. Gli episodi in chiave comica sono difficilmente reperibili in un fumetto che da sempre ha fatto professione di serietà e compostezza artistica. Seppur lontano dall'elegantezza e raffinatezza formale, il mondo del ranger si presenta proprio come una visione poco edulcorata della realtà storica, per molti versi proprio di stampo conservatore, un west insomma violento e crudo, dove latitano non solo i personaggi solari, allegri e spensierati e i comprimari divertenti, ma anche, e diremo a maggior ragione, quelli ridicoli, grotteschi e caricaturali.

Gianluigi Bonelli fu un navigato avventuriero e uno staordinario creatore di immagini multiformi e sfaccettate. La vena burlesca da sempre però si è rivelata lontana dalle sue corde e quindi quasi del tutto assente dai suoi lavori. Le situazioni divertenti o risibili non costituiscono cioè degli adeguati punti d'appoggio per la sua fervida indole creativa, che si evolve verso l'avventura tersa e incontaminata, lontana da ogni sorta di complicazioni.

Sergio Bonelli si conquista un'autonomia letteraria che lo proietta oltre l'ingombrante ombra del popolarissimo padre, con una ricetta originale e in larga misura sdrammatizzante, che soffre forse molto dell'influenza dei comics americani, ma che ha il merito di presentare al lettore il West come uno scenario alternativo, ponendosi cioè come una rilettura comica e avventurosa assai distante dai canoni narrativi paterni.

Nella serie di albi che l'autore nelle vesti di Guido Nolitta consacra alla storica figura del giudice Roy Bean, su disegni di Tarquinio, la realtà è rovesciata proprio in chiave comica. In una lunga intervista concessa a Fumo di China, il simpatico disegnatore fa notare che i rapporti tra il personaggio creato da Nolitta e il giudice Bean storico "sarebbero rapporti pessimi, se potessero incontrarsi. Quello storico era un delinquente, il nostro è un simpaticone fondamentalmente onesto". Nolitta rivisita cioè - la Storia - inserendo numerosi elementi di commedia, giocando in larga parte sul contrasto fisico fra il sudista Bean, smilzo e delicato, e l'imponente e panciuto aiutante nordista Sam. La situazione si fa sempre più irresistibilmente comica con l'arrivo della diligenza al Jersey Lily Saloon e l'entrata in scena dello stralunato nipote Danny, un giovanotto che dovrebbe offrire il suo aiuto all'opera legislativa dello zio giudice. Ma il ragazzo, arricchito da una ricca formazione nelle grandi scuole dell'Est, si rivela, almeno all'inizio, un damerino debole e del tutto privo di autorità, di scarsa utilità insomma in un mondo di frontiera a se stante, regolato dalle sue anarchiche leggi. Mauro Boselli ha omaggiato il giudice Bean di Nolitta riproponendo in una storia di Tex, Uno sceriffo nei guai [ # 473 / 74 ], il personaggio Danny nella spassosa scena del suo arrivo in una città dell'ovest. è anche il primo esempio di comicità che presentiamo in questa discussione.

Ma contrariamente alle aspettative, Sergio Bonelli è uno sceneggiatore che sugli albi di Tex non ha mai voluto osare troppo, limitandosi il più delle volte a seguire il solco paterno con una impostazione delle storie generalmente assai drammatica, dove ogni rivolo di comicità pare severamente bandito. Le avventure texiane di Bonelli figlio si presentano tutte rigorosamente brutali e violente, sostenendosi su una serie di personaggi da antologia, da El Muerto a Cruzado, da George Watson ai fratelli Herrera, tutti aggressivi, prepotenti e dispotici. La sua ultima storia di Tex, tanto per limitarci ad un altro esempio altamente significativo è quello della strage di Red Hill! Eppure qualche eccezione sfugge alla regola. La riproduzione della vignetta sottostante, tratta da Missione suicida [ # 224 ] è ancora una volta esemplificativa. Tex e Carson sono arrivati nel campo di Don Diego Navarrette che sta arruolando un piccolo esercito di volontari per invadere una zona del Texas alfine di creare una situazione di pericolosa tensione fra Stati Uniti e Messico. Carson viene subito redarguito da un giovane vagabondo che lo informa che il campo non "è un ospizio per vecchi! " Tex sorride e consiglia al suo pard di non impuntarsi, ma il vecchio cammello che evidentemente non digerisce troppo la provocazione, dà seguito a quella che è una memorabile scenetta! Non è lui che è venuto ad arruolarsi ma il suo cavallo, che preso per le briglie, viene volontariamente eccitato da Carson e spinto contro il giovane?


Prendo ora come spunto di ulteriore riflessione sul tema della comicità un articolo tratto da Le Frontiere di carta, che si rivela molto interessante per l'analisi dei personaggi e delle situazioni del più popolare fumetto italiano.

Nel western di una volta, come in tutti gli altri generi, del resto, l'eroe era bello, perfetto, irreversibilmente votato alla sua missione. Per alleggerire il tono delle storie, oltre che per umanizzare il protagonista, molti autori ricorrevano così alla trovata di inserire, al suo fianco, uno o più compagni d'avventura buffi, pasticcioni, talvolta ai limiti della caricatura; e proprio a loro spettava il compito di sfornare, per la gioia dei lettori, battute, gag, capitomboli, esilaranti siparietti. Caso esemplare, le - spalle - che dividevano la scena con i personaggi della EsseGesse: lo scalcinato Dottor Salasso e il beone Doppio Rhum per Miki, il simpatico monello Roddy e il sapiente Professor Occultis per Blek Macigno, il golosissimo Polpetta e il raffinato Conte per Alan Mistero, il massiccio Mister Bluff, l'indiano pessimista Gufo Triste e il mordace cagnolino Flok per il Comandante Mark. Accanto all'intrepido Zagor avanza da circa quarantacinque anni Felipe Cayetano Lopez Martinez y Gonzales, detto Cico, un grasso messicano perennemente in mezzo ai guai a causa della sua insaziabile fame. Impossibile non citare, infine, il Piccolo Ranger, con il baffuto e smargiasso Frankie Bellevan e Annie Quattropistole, mascolina frontierwoman dal linguaggio colorito.

Nelle primissime storie i personaggi che fanno da spalla a Tex variano a seconda delle avventure vissute e delle locations. Dalla bellissima Tesah alla sfortunata Lilith, sposa e all'occorrenza pard con caratteristiche maschili, dal messicano Montales al cavallo Dinamite, che lo accompagna nelle sue vesti di giustiziere solitario, i personaggi che lo affiancano sono davvero tanti. Il ruolo di pard tende però progressivamente a concentrarsi sulle figure di Carson, del figlio Kit e del navajo Tiger Jack.

Nessuno dei personaggi citati sopra è propriamente comico, anche se talvolta qualche situazione umoristica si insinua con delicatezza nel contesto di queste primissime avventure del ranger. Nell'albo Il tranello [ # 10 ] ad esempio, vediamo un giovanissimo Piccolo Falco che colpisce con una freccia il cappello dello "zio" Kit e si dà quindi alla fuga, salvo essere catturato da Tiger e consegnato quindi nelle mani di Tex per un salutare rimprovero e una meritata punizione, in verità piuttosto blanda. Si tratta sicuramente di un episodio divertente, direi quasi comico, che però non deve ingannare il lettore.

Gianluigi Bonelli tende a definire il rapporto tra il protagonista della serie e gli altri pards in termini esclusivi di complicità e affiatamento, simpatia e sintonia, che escludono a priori una relazione di tipo - verticale - come quella che si può facilmente ritrovare ad esempio in un fumetto come Zagor.

Se Tex è leggermente superiore agli altri perchè in definitiva è l'eroe, è da notare ad esempio che Tiger Jack segue le tracce meglio di lui e Kit Willer è una sorta di giovane prodigio che raggiunta la maturità potrà porsi facilmente per il coraggio e il valore che lo contraddistinguono, come un più che degno erede del padre.

Per quanto riguarda il vecchio cammello, che con il passare degli anni diventa la spalla per antonomasia del nostro tizzone d'inferno, quasi insostituibile per gli autori che si succedono a Bonelli padre, le sue abilità e competenze se confrontate con quelle del ranger si pongono molte volte in termini di stretta equivalenza.

Il pericolo di una facile immedesimazione o sovrapposizione dei due personaggi sarebbe reale se Bonelli non avesse ?giocato? sulle caratteristiche caratteriali dei due protagonisti. Il Carson espansivo ed estroverso e all'occorrenza anche pessimista, permette all'autore di inserire numerose gag che si manifestano in continui litigi verbali, che col tempo hanno assunto una connotazione epica, e che si fondano tutti essenzialmente sulle differenze di personalit?, che vale la pena aggiungere, favoriscono anche un' ottima intesa dei due pards.

Nizzi ha fatto un uso preponderante di questi battibecchi ed ha dato un'impronta netta alla personalità di Carson, ingigantendo notevolmente alcuni dei suoi difetti, rendendolo più simpatico e affabile ma al contempo riducendo anche il suo ruolo di co-protagonista, una svalutazione del personaggio che negli ultimi anni è stata tanto drastica da non fare sorridere più nessuno.

Boselli dal canto suo ha dato un'impostazione del personaggio Carson, per forza e vitalit?, molto più vicina al character originario ideato da papà Bonelli. Da notare però che il suo esordio sulla serie datato luglio 1986, la storia è La minaccia invisibile [ # 309 / 10 ] comporta un divertentissimo siparietto, di cui l'autore ha recentemente ribadito l'assoluta paternità, che è a dir poco geniale. La scena si svolge nella palestra di Lefty a San Francisco. Tex e Carson si trovano all'interno di un bagno turco che per il vecchio cammello assomiglia molto all'anticamera dell'inferno, decide quindi di lasciare il suo pard sciogliersi in un bagno di sudore e esce dalla sauna per fumarsi un sigaro in santa pace, ma la sfortuna continua a perseguitarlo?

Lefty, per farsi perdonare, gli consiglia un bel massaggio, niente di meglio per distendere i muscoli e i nervi, dopo la passata disavventura. La seducente Mah-Lei, un esperta di quest?arte, nelle sue mani c'è tutta la sapienza dell'oriente, una graziosa ragazza cinese che Carson ha visto nel piano di sotto, induce il vecchio "reprobo" ad accettare l'offerta. Lo vediamo così disteso sul lettino in attesa del tocco delicato delle mani della giovane? ma il sogno celestiale si tramuta subito in un incubo, allorchè le sue costole di vecchietto indolenzito incominciano a frantumarsi ( in maniera figurata ) sotto i rudi colpi delle pesanti mani di Pat MacRyan ( che lavora nella palestra ), che si è sostituito all'ultimo momento a Mah-Lei per combinare un divertente scherzetto al vecchio compagno di tante avventure? il tutto sotto gli occhi dello stesso Lefty che se la ride di gusto accanto a Tex, non meno divertito di lui dalla scenetta.


L'ispanico Antonio Segura nel suo primo maxi Tex, Il cercatore di Fossili, datato 1997, ha tentato di inserire delle scene comiche, di cui si è parlato anche nella discussione Il sesso degli angeli, alla quale rimando per i dettagli, che hanno ridotto il vecchio cammello a un ruolo di macchietta, delle gag veramente nocive per il personaggio che per fortuna non si sono più ripetute.

Gli episodi che possono alimentare questa discussione sono davvero troppo pochi, come si è detto sopra, qualcosa comunque c'è ancora, il nostro lavoro di ricerca può dirsi appena intrapreso. Ma date prima una risposta alla seguente domanda. Partendo dal presupposto che ora più che mai è necessaria una riabilitazione completa dei tre pards ( per non dire del protagonista stesso ), quanto sareste favorevoli all'introduzione di gag comiche e divertenti, tipo quelle che si sono viste sopra, nel vostro fumetto preferito ?

Io sarei molto favorevole, ma a patto giustamente che le conseguenze non ricadano sui personaggi principali, sminuendoli nelle loro prerogative.

(ym)

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Ma date prima una risposta alla seguente domanda. Partendo dal presupposto che ora più che mai è necessaria una riabilitazione completa dei tre pards ( per non dire del protagonista stesso ), quanto sareste favorevoli all'introduzione di gag comiche e divertenti, tipo quelle che si sono viste sopra, nel vostro fumetto preferito ?

Io sarei molto favorevole, ma a patto giustamente che le conseguenze non ricadano sui personaggi principali, sminuendoli nelle loro prerogative.

Ti dir?... la sequenza ironica o comica ci può stare, purch? l'autore la usi con cautela per stemperare qualche situazione iperdrammatica. GLB non era propenso alla comicit?, ma era molto ironico (vedi ad esempio quando Tex e Carson, in LA LEGGE DEL PIU' FORTE, rischiano di finire affogati, scena sottilmente ironica). Un uso consapevole di spalle come Pat Mc Ryan o Gros Jean (che GLB usè in alcune delle rare sequenze 'comiche' da lui scritte, come quella dell'anacronistica automobile nel # 34) ogni tanto potrebbe rivelarsi ideale.


originally edited by MISTER P (16/9/2006, 17:19)

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Un uso consapevole di spalle come Pat Mc Ryan o Gros Jean (che GLB usè in alcune delle rare sequenze 'comiche' da lui scritte, come quella dell'anacronistica automobile nel # 34) ogni tanto potrebbe rivelarsi ideale.

Non solo quella! Nel numero precedente, La valle tragica, il personaggio di Pat Mc Ryan si presta ad una altra scenetta comica altrettanto memorabile:


Immagine postata

Pat Mc Ryan, un personaggio che GLB am? molto, ho già avuto occasione di sottolinearlo, ha un ruolo in molta parte assimilabile a quello della spalla "comica", non a caso Boselli se ne serve nella storia La minaccia invisibile nella sequenza che abbiamo visto sopra, dimostrando di saper cogliere quella che è l'essenza stessa dell'irlandese, un'intuizione felice la sua che ci ripropone il vero Pat, quello di questi primi albi dei lontani anni sessanta.

Quanto a Gros Jean, figura molto simile a Pat Mc Ryan, almeno per le dimensioni fisiche, è un personaggio simpaticissimo. E' vero che ne Il Tranello [ # 10 ] dove appare per la prima volta, si dimostra molto meno "goffo" di quanto apparir? in seguito, resta comunque una persona a cui sono legate non poche scene comiche, stupendi i suoi eterni battibecchi con Carson che ci ha regalato Nizzi, ad esempio ne I predatori del grande Nord [ # 346 ].

originally edited by YMALPAS (17/9/2006, 15:27)

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io sarei d'accordo su un utilizzo più frequente della comicit?, a patto che serva per staccare dall'azione travolgente, dalle sparatorie e dai morti ammazzati che dovrebbero esserci in tutte le storie di tex...
se mancano tutte queste cose allora gli intermezzi comici diventano solo pagliacciate perchè la storia verr? ricordata solo per queste battute...

originally edited by BRESSIMAR (17/9/2006, 16:14)

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Sulla comicit? texiana che dire? Qualunque cosa si dica finirebbe tutto in litigi che durerebbero all'infinito. Se proprio devo dire la mia posso dire che non sopporto la comicit? grossolana di Pat Mc Ryan (come fa a esistere una persona così stupida?), a livello delle comiche del cinema muto fatto di botte in testa. Mi piace invece l'umorismo di Nizzi, con i battibecchi tra Carson e Tex. La cosa peggiore che posso dire dell'umorismo di Tex è che ha, in un certo senso, plagiato i nuovi autori (Burattini e co.) che hanno preso quella poca e aspra comicit? come fosse il verbo, e l'hanno riportata su altre serie, come Zagor. Per questo serie come Cico sono fallite.

originally edited by Alexrdp73 (17/9/2006, 18:14)

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Non solo quella! Nel numero precedente, La valle tragica, il personaggio di Pat Mc Ryan si presta ad una altra scenetta comica altrettanto memorabile:[...]

Infatti volevo citare innanzitutto quella, poi ho pensato che i texiani ricordano meglio quella dell'auto.


La cosa peggiore che posso dire dell'umorismo di Tex è che ha, in un certo senso, plagiato i nuovi autori (Burattini e co.) che hanno preso quella poca e aspra comicit? come fosse il verbo, e l'hanno riportata su altre serie, come Zagor. Per questo serie come Cico sono fallite.

Non credo che Burattini sia stato influenzato da Bonelli per le botte ion testa che vengono troppo spesso date a Cico, più che altro è sempre difficile trovare gag diverse l'una dall'altra.


originally edited by MISTER P (17/9/2006, 19:24)

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Non credo che Burattini sia stato influenzato da Bonelli per le botte ion testa che vengono troppo spesso date a Cico, più che altro è sempre difficile trovare gag diverse l'una dall'altra.

Va bene, ma questa è una scusa! Una scusa penosa, oltretutto! Se fosse così gli sceneggiatori di Topolino si sarebbero dovuti suicidare da tempo!


originally edited by Alexrdp73 (17/9/2006, 20:03)

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In Tex la comicita' non esiste. Vi sono battute e scene spiritose per spezzare un po'.
Pat McRyan a me non mi ha mai fatto ridere nemmeno recentemente quando Nolitta in Golden Pass lo fa combattere in un incontro di boxe con Tex & Carson ridotti a macchietta in una scena penosa.
La parte piu' divertente della serie sono i duetti o battibecchi tra Tex e Carson. Tra i tanti siparietti ricordo in particolare nell'albo Il Giustiziere quando Carson afferma di essere ancora nel fiore degli anni e Tex gli ribatte dicendogli:quale fiore?il crisantemo?;
oppure ne La Congiura quando Tex tira un cuscino a Carson perche' quest'ultimo si lamentava riguardo ala scomodita' del letto su cui dormire.
Nizzi ha avuto il merito di accentuare e migliorare nel corso della serie quei momenti spiritosi tra Tex e Carson gia' cominciati da G. L. Bonelli.
Pero' quando sceneggiatori come Segura, che non conoscono bene il fumetto Tex, cercano di usare il carattere spiritoso di Carson per strappare un sorriso ai lettori trasformando il vecchi cammello in macchietta comica, allora e' meglio lasciar perdere questo tipo di umorismo.

originally edited by ANTHONY STEFFEN (18/9/2006, 01:39)

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Il primo punto da analizzare è proprio quello di comicit? presente/assente.

Possiamo dire che battute che fanno si sorridere, ma che son presenti una volta ogni tanto, fanno di Tex un albo contenente comicit??

La risposta sarà piuttosto personale, ma per me in Tex non si può propriamente parlare di comicit?.

Sicuramente si può parlare di momenti divertenti, con battute che distendono l'atmosfera.

Ad esempio basta vedere le frasi già presentate da voi, tipo quella del crisantemo, oppure le classiche battute sulla fame,...

Tex quindi si ripesenta un'altra volta come un fumetto legato ad un mondo duro, dove però non manca il tempo -a volte- di fare una battuta per allietare un po' quell'attimo particolare d'una giornata faticosa.

Per dare la risposta a Ym... certo che sarei a favore d'un uso maggiore di queste frasi ad effetto, anche se occorre ricordare che se ce ne sono troppo il filone texiano risulter? meno serio... e non è nemmeno semplice riuscire ad integrare in modo decente una frase "comica".

E, per quanto riguarda il buon Tiger che legge meglio le orme di Tex... per fortuna!

Non apprezzerei il fatto che Tex, "indiano acquisito", fosse migliore d'un nativo che ha cominciato a muoversi in quel dato modo praticamente
appena nato

originally edited by Tex Fanatico (18/9/2006, 10:50)

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Questa discussione ha riportato alla luce dei ricordi vecchi di vent'anni.

A quei tempi, l'apparizione di Pat Mc Ryan era sinonimo quasi sempre di gag spiritosa, almeno era questa la nostra convinzione, ora dovrei verificare se tutto ciò corrisponde al vero oppure è più semplicemente frutto della fantasia di noi bambini di allora ( anche se con la riapertura delle scuole il tempo, ahimè, si è ridotto per me in maniera drastica ).

Quanto alla mia domanda, vedo di essere più preciso. Boselli ad esempio ha perso molto dell'ironia che lo caratterizzava nel suo primo approccio a Tex ( vedi # 309 ), mi chiedevo semplicemente se è stato un bene oppure no, quanto a Nizzi lasciamo perdere...

originally edited by YMALPAS (18/9/2006, 14:05)

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Bhè... la perdita d'ironia vista come un bene o meno dipende un'altra volta dalla singola persona.

Io rimango dall'idea che un po' d'ironia (anche esagerata come quella di Pat, che ci hai gentilmente riproposto -Ym-) non guasta, senza però cercar di metterla troppo spesso.

Un quesito il tuo che, dunque, offre uno spazio di risposta molto limitato, proprio perchè è a discrezione del singolo

originally edited by Tex Fanatico (18/9/2006, 14:29)

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Io sono favorevole a gag divertenti purche' non siano comiche alla Stanlio e Onlio. Molto dipende dal senso dell'humor dello sceneggiatore.
Ad esempio Nolitta ha un penoso senso dell'humor che non fa sorridere nessuno o almeno me.
Nizzi a fine anni '80 e inizi anni '90 come gia' detto in precedenza inseriva episodi divertenti che comprendevano non solo Tex e Carson ma anche Gros-jean, vedi i Predatori del Grande Nord.
Col passare degli anni pero' l'autore ha perso un po' di smacco sia con la qualita' delle storie e sia anche con le scenette divertenti.

originally edited by ANTHONY STEFFEN (18/9/2006, 14:50)

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L'albo Il dio azteco [ # 390 ] di Nolitta / Letteri contiene una scenetta comica che pur essendo assai divertente si integra male con il resto della storia, per molti versi una delle più drammatiche di Tex.

Ci troviamo nella vecchia e isolata missione di San Diego. Tex, Montales e El Morisco, sempre alla ricerca del frammento mancante del codex Muller, sono accolti da padre Xavier che si dimostra subito riluttante a concedere l'autorizzazione ai tre di visitare la cripta, dove la pergamena dovrebbe essere gelosamente custodita, in quanto portatrice di terribili segreti?

- E' ovvio però che il mio atteggiamento potrebbe cambiare se voi mi portaste una dichiarazione scritta del vescovo di Città del Messico.
- Che mi venga un colpo, padre Xavier! Sapete quanto tempo ci vorrebbe per andare da questo sputo di posto fino a Mexico City? E quanto per tornare qui per sbattervi sotto il naso la famosa lettera del famoso vescovo ?

La dura replica di Tex è giustificata dal suo stato d'animo a dir poco tormentato per la scomparsa del figlio, tanto che davanti all'ennesimo rifiuto del frate, la prostrazione e la rabbia lo conducono sulla via della minaccia e della violenza:

- ? E perciò, parola di Tex Willer, vi assicuro che, vi piaccia o non vi piaccia, quel dannato codice lo tirerete fuori dal suo nascondiglio entro cinque minuti!? o con le buone o con le cattive!

Padre Xavier afferma che non ceder? alla prepotenza neanche di fronte alla tortura. Nel nostro discorso, è una frase molto importante, crea infatti nella mente del lettore una sorta di condizione di attesa, che si pone in termini drammatici allorch? il ranger si dichiara di l' a poco un fedele discepolo della scuola degli apaches, pronto a servirsi proprio delle loro più raffinate tecniche di tortura è per strappargli il suo consenso. L'evolversi della situazione finir? comunque per smentire completamente questi brutali presupposti, con una conclusione addirittura da commedia triviale.

Montales, accorgendosi che la situazione sta letteralmente precipitando ( conoscendo a fondo il suo amico sa bene infatti che è più che disposto a mettere in pratica le sue parole ), interviene nella discussione dicendo, assai ragionevolmente, che la faccenda andrebbe risolta tra persone che siano meno coinvolte emotivamente.

Immagine postata

Il frate cede alla richiesta del governatore e lo accompagna all'interno della biblioteca. La porta si richiude alle loro spalle. I dubbi di Tex sono anche quelli dei lettori, seguiamo perciò i suoi commenti e quelli di El Morisco in diretta:

- "Prego"?! "Dopo di voi"? "Per carit?"? "Grazie"? puah! Quante inutili smancerie!? E intanto nel bel mezzo di tutti questi salamelecchi, qualcuno sta magari rimettendoci la pelle!
- Pazienza Tex? ricordati che la calma e la pazienza possono rivelarsi più efficaci della violenza nella difficile arte di far mutare opinione alla gente? e ricordati anche che?
- Sock!
- Ah!
- Tump!
- Uh?.

Immagine postata

El Morisco si sbaglia non di poco nelle sue previsioni. Montales sorprende tutti, il povero frate, pestato con durezza, ceder? infine alla violenza? L'immagine seguente è alquanto significativa del "trattamento Montales" impartito al religioso!

Immagine postata

Questo è un tipo di comicit? che giudico deleterio in una storia.

In effetti la vignetta che avete appena visto pur essendo stata preparata, come si è visto, con estrema accuratezza dallo sceneggiatore, si dimostra fin troppo surreale? direi quasi falsa: il frate si mostra infatti all'inizio ostinatissimo nel suo atteggiamento di chiusura mentale davanti al problema gravissimo prospettatogli dai suoi tre visitatori, quasi votato al martirio, per cedere così facilmente alla brutalit? del Governatore. Diciamolo poi, non è nello stile di Montales. è chiaro che i tre protagonisti sono disposti a tutto e che la situazione è delle più drammatiche, ma tutto ciò quanto giustifica secondo voi il loro comportamento non proprio ortodosso ( il frate "bastonato" ) ?

Sarebbe un atteggiamento da assolvere e condannare nella discussione L'Avvocato del diavolo, ovvero il tribunale di TWF, ma è preferibile parlarne in un altro topic, quello di Tex e la religione.

Vi invito a postare le vostre risposte al mio quesito in quella discussione, qui saremo O / T.

originally edited by YMALPAS (24/9/2006, 11:47)

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b?, col senno di poi, vedendo il modo in cui questo frate saluta i nostri pards, viene da dire che il frate si sia meritato le botte.. comunque trovo anche io ingiusto mettere una scena del genere, in cui si pesta un uomo di fede, perchè a questo punto secondo me tanto vale mettere scene in cui i nostri picchiano anche e donne...

originally edited by BRESSIMAR (9/10/2006, 19:49)

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b?, col senno di poi, vedendo il modo in cui questo frate saluta i nostri pards, viene da dire che il frate si sia meritato le botte.. comunque trovo anche io ingiusto mettere una scena del genere, in cui si pesta un uomo di fede, perchè a questo punto secondo me tanto vale mettere scene in cui i nostri picchiano anche e donne...

assolutamente no il prete non era un uomo di fede ma un fanatico altezzoso e spocchioso che pur sapendo che la vita di un giovane ragazzo era in sua mano non voleva fare nulla, anzi se ne fregava, bhe non penso che questi siano i sentimenti che un vero uomo di chiesa deve avere e visto che i nostri non hanno pregiudizi di sorta e vedono in un prete un uomo come gli altri, in un indiano anche e così via il prete si meritava tutte le botte che ha preso

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Questa settimana fra le altre cose ho acquistato il maxi Tex "Il cercatore di fossili": In effetti c'è un personaggio piuttosto buffo ossia il vecchio e stravagante cercatore d'oro con il suo mulo. Alla fine c'è una scenetta fra Carson e il mulo, in cui il vecchio cammello ha tra le mani una fiasca di bourbon e il mulo va da lui ragliando perchè ne vuole bere, la ricordate? Una scena discutibile, Carson fa la parte dello "scemo del villaggio". Nel più recente maxi "L'ora del massacro" il giornalista nonchè giudice di pace Norton ha una vena caricaturale e comica.

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L'altro giorno, quando ero a letto ammalato, ne ho approfittato leggendo una qualche storia di Tex. Fra le altre lessi la storia che vede Tex contro i potenti allevatori del Cheyenne club. Come ricorderete, è una storia piuttosto dura e cruda per esempio l'impiccagione dei Powell, fra cui una donna. E' però presente una scena piuttosto umoristica ambientata al saloon: Tex e il telegrafista Skinny, che ha salvato la vita al ranger, sono intenti a brindare. A un certo punto una delle ragazze si avvicina al telegrafista chiedendogli di offrirle la bibita che sta bevendo. L'ometto dice all'incredula ragazza che le offrirebbe non solo un bicchiere, ma anche una bottiglia di quella bevanda, che è sciroppo alla menta, il tutto sotto l'aria divertita del ranger.

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L'altro giorno, quando ero a letto ammalato, ne ho approfittato leggendo una qualche storia di Tex. Fra le altre lessi la storia che vede Tex contro i potenti allevatori del Cheyenne club. Come ricorderete, è una storia piuttosto dura e cruda per esempio l'impiccagione dei Powell, fra cui una donna. E' però presente una scena piuttosto umoristica ambientata al saloon: Tex e il telegrafista Skinny, che ha salvato la vita al ranger, sono intenti a brindare. A un certo punto una delle ragazze si avvicina al telegrafista chiedendogli di offrirle la bibita che sta bevendo. L'ometto dice all'incredula ragazza che le offrirebbe non solo un bicchiere, ma anche una bottiglia di quella bevanda, che è sciroppo alla menta, il tutto sotto l'aria divertita del ranger.

non a caso questa storia è di Sergio Bonelli, autore più propenso a diramare la comicit? anche all'interno di storie drammatiche. La saga di Zagor è un esempio perfetto di quanto dico. Per esempio tra Nizzi e Boselli noto che l'autore modenese era più comico. Boselli è epico a dismisura (il che è un bene). In GLB invece erano rare le sue incursioni nella comicit? anche se il suo linguaggio duro e sferzant era, per me, dannatamente divertente.

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Mi trovo a molti Km di distanza dai miei Tex, ed avrei bisogno dell'aiuto di un esperto per rispondere al seguente quesito: in che albo si trova la seguente scenetta, che e' uno dei pochi esempi di comicita' in Tex?

Tex e Carson stanno bivaccando, quando qualcuno arriva inaspettato, e Carson gli chiede se vuole un caffe'. Mentre Tex parla col tizio, si vede Carson armeggiare, e quando il tizio inizia a sorseggiare il caffe' gli si imperla la fronte di sudore. Quando il tizio se ne va, Carson spiega a Tex che aveva fatto il caffe' coi fondi del caffe' precedente, allungandolo poi con del whisky.  

Ok, qualche dettaglio puo' essere non corretto, ma la scena piu' o meno e' quella, ed io l'ho sempre trovata molto gustosa (Tex non ci vizia certo coi siparietti comici!)

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<span style="color:red;">18 ore fa</span>, Otami dice:

Mi trovo a molti Km di distanza dai miei Tex, ed avrei bisogno dell'aiuto di un esperto per rispondere al seguente quesito: in che albo si trova la seguente scenetta, che e' uno dei pochi esempi di comicita' in Tex?

Tex e Carson stanno bivaccando, quando qualcuno arriva inaspettato, e Carson gli chiede se vuole un caffe'. Mentre Tex parla col tizio, si vede Carson armeggiare, e quando il tizio inizia a sorseggiare il caffe' gli si imperla la fronte di sudore. Quando il tizio se ne va, Carson spiega a Tex che aveva fatto il caffe' coi fondi del caffe' precedente, allungandolo poi con del whisky.  

Ok, qualche dettaglio puo' essere non corretto, ma la scena piu' o meno e' quella, ed io l'ho sempre trovata molto gustosa (Tex non ci vizia certo coi siparietti comici!)

Mi dispiace ma  io non la ricordo proprio. Sicuro che sia sulla serie regolare?

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