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ymalpas

[627/628] Salt River

Voto alla storia?  

57 members have voted

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Amici, ecco per vostra conoscenza:

Salt River : Interviste esclusive con gli autori Mauro BOSELLI e Stefano ANDREUCCI, nel blog portoghese di Tex!



Versione italiana - http://texwillerblog.com/wordpress/?p=43986

Versione portoghese - http://texwillerblog.com/wordpress/?p=43944

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Dopo aver letto tutti gli interventi (sono stata brava, vero? ^_^ ) aggiungo il mio parere su questa storia, in particolare sulla gestione del personaggio di Kit.
Credo che ormai sia inutile parlare di spoiler, ma vi avviso lo stesso:

Contiene spoiler

L'inizio con Corvo Giallo è da antologia e la storia procede con un ottimo ritmo, regalandoci anche un altro bel cammeo grazie a Lobito. Il personaggio di Sarah si presenta subito in positivo, troppo perfetta per essere vera, come ammetter? lo stesso Kit più tardi. Non trovo nulla di fuori luogo nell'infatuazione di Piccolo Falco, e sono fra quelli che hanno apprezzato le prese in giro dello sceriffo Drayson prima e di Tex e Carson dopo. Ci sta che la prima volta caschi in trappola, e lo troverei sensato anche nella seconda se non fosse per un particolare che mi sembra stonato: Kit aveva già visto Jerry Lovett prima di incontrarlo sul treno, eppure non lo riconosce. Parlo delle prime due vignette di pag. 97, in Salt River. Jerry è fra i tre che lo "tengono d'occhio", Kit lo scruta e pensa anche che lui e i suoi compari non sembrino tipici abitanti di Green City. Un giorno e mezzo dopo lo incontra sul treno. Capisco i postumi della botta in testa e il debito d'ossigeno, ma mi sembra davvero strano che non lo riconosca. Avrei trovato la scena molto più credibile se si fosse trovato davanti uno della banda che non aveva già incontrato.
Sulla mancata impiccagione di Sarah sono d'accordo con chi la riteneva fuori luogo.
Riguardo a un suo possibile nuovo incontro con Kit, invece, sono scettica. Lui la liquida senza pietà con quel: "siamo pari", difficile che ci ricaschi di nuovo...

Dimenticavo: sui disegni si può dire una cosa sola :inch:

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Ho riletto anche questa recente - e convincente - storia dell'accoppiata Boselli - Andreucci, che senza essere un capolavoro è comunque avvincente, divertente e non scontata. Bella la trama e i personaggi confezionati da Borden - un cattivo scaltro e astuto, ma che si rivela alla fine un gran vigliacco, e un personaggio femminile di primo piano. Kit Willer è il vero protagonista e la storia è incentrata su di lui e sul suo rapporto con la bella "dottoressa", ed è davvero un'ottima cosa che vengano scritte storie che mettono al centro della scena anche gli altri pards. Menzione speciale per la scena in cui i tre pards si dividono sulle tracce dei fuorilegge e cavalcano ognuno verso una destinazione diversa, mi è piaciuta tantissimo!

 

I disegni di Andreucci sono per me ottimi - ho letto qualcuno prima di me accostare il suo tratto a quello di Mastantuono, e in effetti anch'io ravviso qualche somiglianza tra i due stili, ma sicuramente non c'è in Andreucci quell'eccesso di stilizzazione che a volte, in Mastantuono, può risultare un po' indigesta. Che dire, cresce l'attesa per il suo Texone che si preannuncia davvero imperdibile!

 

Voto: 8 pieno.

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Questa storia è stata per me un ottimo inizio 2013. La vicenda si è sviluppata bene in maniera scorrevole e ricca di azione. Ho apprezzato il fatto di dare un bello spazio a Kit e alla protagonista femminile, in questa maniera si è potuto esplorare il mondo di Tex anche da un'altra angolatura senza togliere luce a Tex stesso.
L'unica cosa che mi lascia un punto di domanda è l'utilizzo dell'indiano ad inizio albo..

Per quanto riguarda i disegni sono rimasto piacevolmente colpito dalla stile di Andreucci che sicuramente ha un margine di miglioramento nella cura di alcune vignette (e da quel che ho visto nei suoi nuovi lavori sta già avvenendo)in particolare mi sono piaciuti diversi suoi primi piani di Tex e Kit e alcune scene di azione come l'attacco al treno.
Ho apprezzato la sua interpretazione di Kit Willer con i capelli più lunghi :)

Per quanto riguarda la somiglianza con il tratto di Mastantuono se c'è è pressocché impercettibile e tirando le somme trovo siano due mondi diversi, Mastantuono, in particolare negli ultimi suoi lavori ha "stilizzato" alla grande quasi "topolinizzato" mentre il tratto di Andreucci è notevolmente più rotondo e pulito.

Disegni 8
Storia 8

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Una delle migliori storie degli ultimi anni, per trama, azione, dialoghi e disegni. Si entra subito in azione con un inseguimento, per poi passare alle vicende di Kit (gran protagonista), perseguendo con intrecci e colpi di scena, con tensione sempre alta e personaggi co-protagonisti molto ben caratterizzati psicologicamente. I disegni sono all'altezza della storia con qualche volto di Kit meno riuscito, ma, in generale, ottimi, sopratutto nelle scene di azione. 
Voto 9. 

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Trovata in rete un'interessante colorazione alternativa della copertina di "Una donna in ostaggio"

i6mool.jpg

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Interessante il confronto della colorazione originale data da Claudio Villa rispetto a quella di Carmine di Giandomenico, che appare fin troppo realistica, anche per la diversa saturazione dei colori ottenuta con le due tecniche differenti

Capa-de-Tex-628-colorida-por-Claudio-Vil

la copertina andata in stampa.....
SfLTIzu9ropzzZ8xC85KdkzpnjrOcrc9OElCUPPD

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Burningbullet,che bella la colorazione alternativa dell´albo ´Una donna in ostaggio´...Fa molto Corteggi anni ´70 e molto locandina di un qualche spaghetti western...Sarebbe bello avere queste colorazioni pittoriche invece del consueto colore ´bubblegum ´...

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Wow!! Che storia!! “Salt River” è un’eccellente avventura di Tex, una storia che ha veramente tante frecce al proprio arco, che avvince dall’inizio alla fine, in crescendo con un finale al cardiopalma. Ne potrebbe uscire fuori un bel film perché è costruita con un taglio cinematografico e vede tanta azione, un’ampia gamma di personaggi dai risvolti psicologici interessanti. Il tutto condito da un mix davvero azzeccato di scene dure e altre più soft, con un degno finale in perfetto “stile Tex”.

 

Mauro Boselli questa volta ha fatto proprio centro. Ha saputo arricchire una tipica avventura western, basata su inseguimenti e sparatorie, di una serie di sottotrame assolutamente godibili che hanno intessuto ed esaltato un soggetto che in altre mani avrebbe potuto rivelarsi molto meno ispirato. Alla base dell’avventura ci sono Tex e Carson alla caccia di Jack Curtiss e la sua banda. Ordinaria amministrazione, a prima vista per il nostro, eppure Curtiss si rivelerà un osso durissimo e il duello a distanza tra i due terminerà con uno scontro a fuoco emozionante quanto spettacolare. Poi c’è la particolarissima avventura sentimentale di Kit Willer con Sarah Wyatt, “dottoressa” bella e malandrina. Tipica figura ammaliatrice, capace di doppi e tripli giochi, sarah riesce a far vacillare un Kit ritratto psicologicamente in modo assai fine. Boselli ce lo mostra coraggioso e impulsivo, maldestro e però vincente; in una sola parola: ragazzo. C’è in lui tutta l’esuberanza di un diciottenne, il vitalismo di chi cerca un’affermazione personale che lo emancipi dal rapporto paterno senza collidere con esso. C’è un bellissimo confronto tra padre e figlio, un confronto non usuale per un fumetto solitamente restio ad addentrarsi in questioni riguardanti l’interiorità umana. Eppure trattato con grande misura. Tex e Kit, Kit e Sarah, ma anche Sarah e Curtiss: personalità a confronto che emergono in un inedito e per certi versi inaspettato ventaglio di sfaccettature. C’è anche una “posse” che si mette sulle tracce della banda finendo per due volte di traverso a Tex. E una serie di personaggi minori e comparse che arricchiscono a loro volta la scena.

 

Accanto ad un’ottima sceneggiatura, densa e ricercata, che non conosce momenti di stanca, c’è da sottolineare la presenza di uno Stefano Andreucci assolutamente convincente, capace di esaltare graficamente il testo regalandoci un’opera ineccepibile anche sotto l’aspetto visivo. Andreucci è un disegnatore della nuova scuola, attento al dettaglio. E però, al contrario di altri e meno dotati colleghi, riesce a non appesantire la vignetta di dettagli superflui e di conferire al proprio tratto un dinamismo e un’originalità che lo pongono in assoluto tra i migliori artisti della collana. In questa storia tutte le figure, comprese quelle meno rilevanti, hanno avuto un’accurata interpretazione grafica. Eccellenti molti primi piani. Una menzione anche per il lettering incisivo di Luca Corda. In definitiva, un “8” pienamente meritato per un western moderno coi fiocchi e un Tex ai vertici della sua produzione contemporanea.

Edited by Texan
  • +1 1

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Wow! Ora sono certo he ne troverai qualcun altra,,, Pensa che di questa uBC e TWO dissero peste e corna, perchè Kit riceveva due colpi in testa e subiva il fascino della bella... La distrussero.

 

E che ti avevo detto di Andreucci?

Edited by borden

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Eh, sì, "Salt River" è proprio una grande storia. A mio avviso è proprio in quel periodo che Boselli si è ripreso dopo un periodo di lieve flessione cominciato a metà degli anni Duemila che fa sì che le storie pubblicate in quel frangente siano a mio gusto le sue meno riuscite in assoluto: la tanto celebrata "Patagonia" a me non è mai piaciuta; "Salt River" è incomparabilmente superiore.

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<span style="color:red;">5 minuti fa</span>, borden dice:

Wow! Ora sono certo he ne troverai qualcun altra,,, Pensa che di questa uBC e TWO dissero peste e corna, perchè Kit riceveva due colpi in testa e subiva il fascino della bella... La distrussero.

 

E che ti avevo detto di Andreucci?

 

Ancora complimenti! :)

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