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      BUON NATALE   24/12/2017

      BUON NATALE e felici Festività a voi!
paco ordonez

[20] [Almanacco 2013] La Pista Dei Fuorilegge

Voto alla storia?  

31 voti

  1. 1. Voto alla storia?

    • 10- 6
      2
    • 9 - 5,5
      5
    • 8 - 5
      10
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      1
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      0
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      0


Messaggi consigliati/raccomandati

Appena preso, me lo sono sfogliato in macchina e quindi commenter? la storia dopo attenta lettura. Per ora posso dire che la nuova copertina rende bene, ma confermo quanto di più negativo avevo espresso nel mio post precedente circa il posizionamento della parola "west". Molto bella anche la quarta di copertina che completa bene tutta la scena d'azione notturna (così si capisce anche il perchè della scheggiatura del pannello di legno dietro il quale si ripara Tex!), pur se storpiata dal riquadro degli inserti-totalmente inutile, per me- e dal codice a barre. La costola rimane in linea coi vecchi numeri per la mia gioia di collezionista maniaco e di Daniele. paolo. contu. Scorsi alla veloce gli articoli, mi sembra ci sia qualcosa di ghiotto da leggere, soprattutto nella sezione film. I disegni dell'avventura (bello il titolo), spizzicati qui e la, mostrano un ottimo tratto di base, ricco e preciso, begli interni e paesaggi ed una bella caratterizzazione dei vari personaggi, ma purtroppo, come spesso succede negli ultimi disegnatori, non mi convincono affatto i tre pards, poco somiglianti e spesso difformi nelle varie espressioni, in particolare Tex. Ma vedremo meglio in seguito....

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Lettura appena terminata....

Pu? contenere SPOILER

Parto con un plauso alla nuova veste grafica, decisamente più briosa e dinamica della precedente, a tutto vantaggio delle copertine...
Quanto alla storia, personalmente l'ho trovata migliore di molte altre comparse nei precedenti almanacchi (quasi tutte mi sembravano messe l' solo ed esclusivamente per riempire quelle pagine), anche se non eccelsa.
In particolare, non mi ha affatto convinto la repentinit? in cui i tre satanassi, i banditi e gli abitanti di Clifton hanno fatto fronte comune. D'accordo che la minaccia era incombente, d'accordo che la banda Johnson non aveva ancora ucciso nessuno, ma erano pur sempre andati l' per rapinare la banca, ed avevano sparato addosso ad alcuni minatori. Almeno una breve discussione o un minimo di indecisione sul da farsi non avrebbero guastato.

In sostanza, voto 7 sia alla storia che ai disegni di Gomez (troppo poco definito a mio parere il suo tratto...)

P. S. Come qualcuno certamente ricorder?, tempo fa avevo indetto una discussione sugli almanacchi: devo ammettere che è stato fatto qualche passo in più anche a livello di contenuti, grazie alle novità offerte ultimamente da cinema e letteratura in chiave western... Confido nell'inizio di una nuova era :indianovestito:



Ricordati di mettere l'avviso-spoiler --- Sam Stone

Modificato da Sam Stone

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Puo' contenere spoilerPosso dire che a me questa storia non e' piaciuta moltissimo?e' vero che in 110 pagine non mi aspetto di certo un capolavoro assoluto ma e' altrettanto vero che ho fatto fatica a leggerla anche per via dei disegni troppo confusionari. Gomez non e' male ma le sue vignette, specie nelle scene d'azione, sono troppo caotiche e si fa fatica a distinguere i personaggi. Molto meglio nel Texone. La trama e' molto semplice e anche lineare. L'inizio e' tipico di Boselli, con tanto di pioggia e ghost town. Abbiamo i tre pards, anche se con una partecipazione straordinaria di Tiger, degli indiani sanguinari e cattivi e i soliti fuorilegge boselliani dal cuore d'oro che si alleano come al solito nel finale con Tex. Inutile dire che tutti questi personaggi tipici di Boselli si redimono troppo spesso e la cosa inizia un po' a tediarmi. Poi mettici il solito finale "tutti felici e contenti" e la missione e' compiuta. No, non mi e' piaciuta affatto!

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Puo' contenere spoilerPosso dire che a me questa storia non e' piaciuta moltissimo?e' vero che in 110 pagine  non mi aspetto di certo un capolavoro assoluto ma e' altrettanto vero che ho fatto fatica a leggerla anche per via dei disegni troppo confusionari. Gomez non e' male ma le sue vignette, specie nelle scene d'azione, sono troppo caotiche e si fa fatica a distinguere i personaggi. Molto meglio nel Texone. La trama e' molto semplice e anche lineare. L'inizio e' tipico di Boselli, con tanto di pioggia e ghost town. Abbiamo i tre pards, anche se con una partecipazione straordinaria di Tiger, degli indiani sanguinari e cattivi e i soliti fuorilegge boselliani dal cuore d'oro che si alleano come al solito nel finale con Tex. Inutile dire che tutti questi personaggi tipici di Boselli si redimono troppo spesso e la cosa inizia un po' a tediarmi. Poi mettici il solito finale "tutti felici e contenti" e la missione e' compiuta. No, non mi e' piaciuta affatto!

Analisi che non fa una grinza... :old::trapper: Non so quando Boselli abbia scritto questa storia ma, rispetto al primo albo dell'inedito in edicola questo mese, qui si ripresentano, per l'ennesima volta, i soliti suoi difetti. :malediz...

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S P O I L E Rla sporca dozzina, il mucchio selvaggio anche gli stessi magnifici 7, il cinema è pieno di villain che cambiano e trovano il modo di morire per una causa giusta. Il soggetto in effetti è poco originale ma lo sviluppo è piacevole, boselli ama questi personaggi cattivbuoni e te ne fa appassionare. Si potrebbe sindacare sulla credibilit? psicologica della banda Johnson e la legittimit? giuridica della concessione di libertà data da tex (Carson dice che hanno mandato molti alla boot hill, il racconto sottolinea come solo alcuni avevano pistola facile ma non credo cambi la sostanza, se sei bravo non accetti nella banda dei killer) ma insomma non starei tanto a fasciarmi la testa.voto finale 7,5

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S P O I L E Rla sporca dozzina, il mucchio selvaggio anche gli stessi magnifici 7, il cinema è pieno di villain che cambiano e trovano il modo di morire per una causa giusta. Il soggetto in effetti è poco originale ma lo sviluppo è piacevole, boselli ama questi personaggi cattivbuoni e te ne fa appassionare. Si potrebbe sindacare sulla credibilit? psicologica della banda Johnson e la legittimit? giuridica della concessione di libertà data da tex (Carson dice che hanno mandato molti alla boot hill, il racconto sottolinea come solo alcuni avevano pistola facile ma non credo cambi la sostanza, se sei bravo non accetti nella banda dei killer) ma insomma non starei tanto a fasciarmi la testa.voto finale 7,5

Ah, c'è qualcuno che conosce quelle storie! ... Temevo di essere l'unico! ;)

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S P O I L E R

la sporca dozzina, il mucchio selvaggio anche gli stessi magnifici 7, il cinema è pieno di villain che cambiano e trovano il modo di morire per una causa giusta.
Il soggetto in effetti è poco originale ma lo sviluppo è piacevole, boselli ama questi personaggi cattivbuoni e te ne fa appassionare.
Si potrebbe sindacare sulla credibilit? psicologica della banda Johnson e la legittimit? giuridica della concessione di libertà data da tex (Carson dice che hanno mandato molti alla boot hill, il racconto sottolinea come solo alcuni avevano pistola facile ma non credo cambi la sostanza, se sei bravo non accetti nella banda dei killer) ma insomma non starei tanto a fasciarmi la testa.
voto finale 7,5

Eh bravo Waco! :indianovestito:


E' vero, in fondo si trova anche un collegamento con "I magnifici sette" per via della vita degli onesti minatori: non uccidono, compiono una vita in cui ciò che conta è lavorare faticosamente e tornare dalle loro famiglie. Apparentemente personaggi senza spicco, diventano come dei vincitori nel finale.
Hanno subito danni ma ricostruiranno con grande volont? e continueranno le loro serene vite. La prova della loro vittoria è che anche alcuni pistoleri si mettono a vivere con loro.
Insomma incredibilmente simile all'analisi che veniva da quel classico western ("loro vincono", non mi sarei sorpreso se qualcuno lo avesse detto :P )

Incredibile analogia tra il film di Sturges (e pure ricordato nei servizi dell'almanacco :indiano: ) e questa storia.

Mi domando quanto Borden abbia pensato a quel film ( e come pure ad alcuni citati da Waco) per questa storia. ::evvai::

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S P O I L E R

la sporca dozzina, il mucchio selvaggio anche gli stessi magnifici 7, il cinema è pieno di villain che cambiano e trovano il modo di morire per una causa giusta.
Il soggetto in effetti è poco originale ma lo sviluppo è piacevole, boselli ama questi personaggi cattivbuoni e te ne fa appassionare.
Si potrebbe sindacare sulla credibilit? psicologica della banda Johnson e la legittimit? giuridica della concessione di libertà data da tex (Carson dice che hanno mandato molti alla boot hill, il racconto sottolinea come solo alcuni avevano pistola facile ma non credo cambi la sostanza, se sei bravo non accetti nella banda dei killer) ma insomma non starei tanto a fasciarmi la testa.
voto finale 7,5

Eh bravo Waco! :indianovestito:


E' vero, in fondo si trova anche un collegamento con "I magnifici sette" per via della vita degli onesti minatori: non uccidono, compiono una vita in cui ciò che conta è lavorare faticosamente e tornare dalle loro famiglie. Apparentemente personaggi senza spicco, diventano come dei vincitori nel finale.
Hanno subito danni ma ricostruiranno con grande volont? e continueranno le loro serene vite. La prova della loro vittoria è che anche alcuni pistoleri si mettono a vivere con loro.
Insomma incredibilmente simile all'analisi che veniva da quel classico western ("loro vincono", non mi sarei sorpreso se qualcuno lo avesse detto :P )

Incredibile analogia tra il film di Sturges (e pure ricordato nei servizi dell'almanacco :indiano: ) e questa storia.

Mi domando quanto Borden abbia pensato a quel film ( e come pure ad alcuni citati da Waco) per questa storia. ::evvai::

Ma no! E' semplicemente un genere di storia classica. Chi si lamenta per un tema del genere, a priori, induce il sospetto che abbia letto nella sua vita davvero molto poco... e che avrebbe volentieri condannato a morte Jean Valjean (per tacere di Arsène) o che non crederebbe alla redenzione di Rocambole o del nemico di padre Brown.

;)

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Non ho ancora letto la storia, quindi non la giudico... però, dopo aver dato un'occhiata, sono deluso dal fatto che Tiger, dopo la prima scena, in pratica

sparisce dalla scena, manco poi Boselli non lo sapesse usare! Io volevo una storia con lo strano trio Tex-Carson-Tiger: a 'sto punto Tiger era maglio lasciarlo a guardare le vacche alla riserva!
:(

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la sporca dozzina, il mucchio selvaggio anche gli stessi magnifici 7, il cinema è pieno di villain che cambiano e trovano il modo di morire per una causa giusta. Il soggetto in effetti è poco originale ma lo sviluppo è piacevole, boselli ama questi personaggi cattivbuoni e te ne fa appassionare.

Va tutto bene, ma questi "cattivbuoni" usati troppo spesso stancano ( secondo me e, forse, non solo ). Cosè l'orch..... ite viene a me! _ahsisi Vero Borden è _thia- :trapper:

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la sporca dozzina, il mucchio selvaggio anche gli stessi magnifici 7, il cinema è pieno di villain che cambiano e trovano il modo di morire per una causa giusta. Il soggetto in effetti è poco originale ma lo sviluppo è piacevole, boselli ama questi personaggi cattivbuoni e te ne fa appassionare.

Va tutto bene, ma questi "cattivbuoni" usati troppo spesso stancano ( secondo me e, forse, non solo ). Cosè l'orch..... ite viene a me! _ahsisi Vero Borden è _thia- :trapper:
I sette samurai è il mio film preferito.

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Commento a caldo: storia bellissima!Si, vi sembrer? il solito esagerato, ma io le do un 9. Perchè? Perchè ci sono personaggi bellissimi, magistralmente caratterizzati da Boselli (che di questo è maestro, e lo sapevamo già), sparatorie indiavolate, una caratterizzazione dei pards impeccabile (Boselli in questo è addirittura migliorato negli ultimi anni- vedi le lamentele, che oggi non hanno più motivo d'essere- sul Tex perennemente incacchiato e mai allegro: qui ci sono dei battibecchi magnifici). Inoltre perchè è una storia magnificamente altalenante; altalenante tra un eroismo"edificante", di vecchio stampo, in cui i buoni vincono sempre e anche i cattivi

diventano Eroi,
e un realismo quasi brutale: mi riferisco al momento in cui Tex e Carson ritrovano
i corpi dei due poliziotti indiani: quella è una scena che dimostra che, spesso, basta anche solo accennare senza mostrare, per creare qualcosa di sicuro effetto!
Ribadisco quanto ho scritto precedentemente in merito a Tiger, però devo dire che, alla fine dei conti, la sua assenza non mi è pesata per niente, durante la lettura: perchè, semplicemente, i Tex e Carson di Boselli funzionano a meraviglia, e perchè le vicende dei fuorilegge e dei minatori mi hanno appassionato. Insomma, voto 9, uno dei migliori almanacchi, a mio avviso. Che dire di Gomez? Che è stato superbo!Rispetto al Texone, è anche migliorato in quanto a interpretazione dei personaggi: il suo Tex è un Tex duro al punto giusto ma anche pronto al sorriso, sempre credibile in entrambe le situazioni; il suo Carson è spettacolare: sembra che Gomez lo abbia anche parzialmente ringiovanito rispetto al Texone; e Tiger, che purtroppo vediamo poco, mi è piaciuto pure lui. E poi la caratterizzazione dei personaggi secondari è al solito impeccabile: basti vedere il gruppo dei banditi. E a parte questo... ma quanto sono spettacolari le scene sotto la pioggia e l'ultima, con il fumo realizzato in quella maniera spettacolare che gli è propria (le impronte digitali)?Davvero, speriamo che ci possa ripensare!

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Storia carina, non troppo impegnativa, d'altra parte in 110 pagine è difficile imbastire una trama troppo complessa, non avrebbe il suo sfogo naturale. Almeno , gioia per i miei occhi, i disegni del grande Gomez, con molte vignette dense di particolari, e le consuete espressioni di mimica facciale dei protagonisti da vedere e rivedere per la loro incredibile naturalezza espressiva, stupende le scene sotto la pioggia e le caratterizzazioni dei vari banditi, da quelli più imbranati fino al sorridente capo, per arrivare alle donne in trepida attesa. Fiacche le rubriche sui libri e i videogiochi, un po più interessanti quelle sui film e su Rintintin. Vedendo questo almanacco, non ho notato nessun miglioramento sostanziale rispetto a quelli degli anni scorsi, se non nella qualità della copertina : involucro migliore, ma contenuto piuttosto deludente, boh......... -_nono :trapper:

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Commento a caldo: storia bellissima!Si, vi sembrer? il solito esagerato, ma io le do un 9. Perchè? Perchè ci sono personaggi bellissimi, magistralmente caratterizzati da Boselli (che di questo è maestro, e lo sapevamo già), sparatorie indiavolate, una caratterizzazione dei pards impeccabile (Boselli in questo è addirittura migliorato negli ultimi anni- vedi le lamentele, che oggi non hanno più motivo d'essere- sul Tex perennemente incacchiato e mai allegro: qui ci sono dei battibecchi magnifici). Inoltre perchè è una storia magnificamente altalenante; altalenante tra un eroismo"edificante", di vecchio stampo, in cui i buoni vincono sempre e anche i cattivi

diventano Eroi,
e un realismo quasi brutale: mi riferisco al momento in cui Tex e Carson ritrovano
i corpi dei due poliziotti indiani: quella è una scena che dimostra che, spesso, basta anche solo accennare senza mostrare, per creare qualcosa di sicuro effetto!
Ribadisco quanto ho scritto precedentemente in merito a Tiger, però devo dire che, alla fine dei conti, la sua assenza non mi è pesata per niente, durante la lettura: perchè, semplicemente, i Tex e Carson di Boselli funzionano a meraviglia, e perchè le vicende dei fuorilegge e dei minatori mi hanno appassionato. Insomma, voto 9, uno dei migliori almanacchi, a mio avviso. Che dire di Gomez? Che è stato superbo!Rispetto al Texone, è anche migliorato in quanto a interpretazione dei personaggi: il suo Tex è un Tex duro al punto giusto ma anche pronto al sorriso, sempre credibile in entrambe le situazioni; il suo Carson è spettacolare: sembra che Gomez lo abbia anche parzialmente ringiovanito rispetto al Texone; e Tiger, che purtroppo vediamo poco, mi è piaciuto pure lui. E poi la caratterizzazione dei personaggi secondari è al solito impeccabile: basti vedere il gruppo dei banditi. E a parte questo... ma quanto sono spettacolari le scene sotto la pioggia e l'ultima, con il fumo realizzato in quella maniera spettacolare che gli è propria (le impronte digitali)?Davvero, speriamo che ci possa ripensare!
Guarda, condivido in toto. Questa storia conferma che si possono scrivere storie avvincenti anche in un solo albo se sfruttato a dovere e con gli interpreti giusti.

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Non amo le storie di 110 pagine, sono davvero poche quelle che ho trovato apprezzabili. Questa è tra quelle.

Nella prima scena, che si svolge in un'ambientazione sempre molto "felice" nelle storie di Borden, c'è quasi un'inversione di ruoli. I banditi hanno paura di un'oscura minaccia, di una qualche indesiderata presenza rivelata solo dal sinistro nitrito dei cavalli. Per un naturale processo di identificazione con i personaggi della storia, io stesso ero inquietato da quanto stava per accadere, ignaro che la minaccia incombente altri non erano che Tex e soci: forse sarà stato ingenuo, forse era facile da capire, ma a me qui Borden mi ha davvero sorpreso. L'inizio della storia è memorabile anche per un altro, importante, particolare: un grande Carson. Forse è l'unica volta che Tex fallisce con la sua preda ed è Carson che deve rimediare: direi, finalmente! Troppo volte ho visto Tex stendere due avversari con Carson spettatore; una volta tanto, è un super atletico Carson (anche grazie a Gomez) a fare la parte del leone. Nel seguito, era invece facile da capire che la convergenza delle strade degli apaches ribelli e dei banditi avrebbe portato la banda di Ozzie Jonhson ad allearsi con i ranger e, devo dire, qui stavo anch'io per storcere il naso, per l'eccessiva inflazione di tali personaggi (che pure ho sempre amato) nelle storie di Borden. Stavo (quasi) per sentirmi solidale con Capelli d'Argento (i cui gusti sono diametralmente opposti ai miei) ed invece Borden è riuscito a gestire la conversione dei banditi in maniera perfetta: non c'è stato un processo psicologico di conversione, o parole di redenzione, o altro; c'è stata solo una tremenda emergenza, che ha portato delle canaglie a non avere nemmeno il tempo di pensare, ma solo quello di agire: e quello hanno fatto, hanno AGITO, senza pensare, da uomini d'azione quali sono: nessuna scena strappalacrime, nessuna forzatura, nessun cerebralismo, solo l'impellenza del momento e l'istinto. Ciò ha reso la collaborazione tra i banditi e i rangers quasi naturale, e comunque non artificiosa o costruita. Solo il finale (il bandito nell'emporio) mi è parso francamente un eccesso di buonismo, ma questo piccolo particolare non inficia la bellezza e il valore della storia.

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SPOILERUhm, qualcosa non mi torna. I due poveri banditelli sfigati, già usciti dal corpo della banda e "pentiti" (vedi informazioni rilasciate ai pards) finiscono consegnati a chi di dovere, dopo essere stati minacciati di male fisico dai pards, mai così duri e cazzuti nell'estorcere informazioni da avversari palesemente inoffensivi e tremanti (di cui uno anziano, e ferito); lo "zoccolo duro" invece, reo di rapine e assassinii, solo per aver fatto fronte comune contro un pericolo incombente, viene sostanzialmente lasciato libero di andare per i fatti propri. Peraltro, ok per il gesto "eroico" di Smiley (la cui credibilit? è pari allo zero, peraltro, in una situazione del genere), ma Jess e Willy che avrebbero fatto, di grazia, per meritarsi sulla fiducia la patente di "redento" e di futuro cittadino modello?In definitiva, la prima parte dell'albo è la migliore: c'è tensione e curiosità per l'evolversi della vicenda. Poi, a partire dal crudo ritrovamento dei poliziotti indiani, miele e buonismo sparsi a piene mani. Come mangiare una pizza con la nutella, insomma. Disegni: troppo dettagliati, la combinazione tra stile realistico e scene notturne/di confusione ha reso difficilmente leggibili le varie situazioni, togliendo dinamicit? e pathos generale alla vicenda.

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Mi è proprio piaciuta questa avventura e così le ho regalato un 9 ! In 110 pagine(e non è facile)viene condensato il vecchio West : fuorilegge,Rangers, indiani ribelli, vecchio sceriffo, donnina dal cuore d'oro e donne della frontiera, avido uomo d'affari, villaggio sperduto, saloon, trading post, tortillas, rapina in banca, sparatorie, frecce incendiarie, manca solo la Cavalleria(anche se viene citata)ma è una bazzecola... In più abbiamo un Carson deciso, atletico, infallibile e spietato come non mai ed un Tiger in gran spolvero, con il corpo a corpo con Zeke sugli scudi(a memoria è una delle rarissime occasioni in cui ho visto Tiger seriamente impegnato in un combattimento ravvicinato, con un bianco, poi ! ). I disegni sono molto buoni, l'unico appunto riguarda la rappresentazione di Tex che non mi convince, con espressioni a volte stolide ed uno Stetson inguardabile(nel Texone, invece, molto meglio). Nota a margine : non comprendo cosa desiderino alcuni lettori, ai quali sembra non vada quasi mai bene niente. Per quanto concerne il resto dell'Almanacco, personalmente ho trovato dei servizi interessanti, anche quello su "Rinty" : prima che conTex, oltre a Miki e Blek, sono cresciuto fumettisticamente(ne possiedo ancora svariati albi) e televisivamente con Rintintin & Rusty, il 101?,Rip e Biff e non me ne vergogno.

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Pu? contenere spoiler.


Leggendo le 110 pagine di questa storia la curiosità era tanta. Come è ormai risaputo, le prime ventisette pagine formavano la parte iniziale della storia "Salt River" poi affidata a Andreucci con un nuovo inizio.

Il paragone va fatto: "Salt River" ha indubbiamente guadagnato qualcosa con la nuova ambientazione del Canyon e della corsa sulle rapide del fiume.

I due antagonisti sono ovviamente personaggi fotocopiati. Jack Curtiss e Ozzie Johnson sonio due fuorilegge carismatici che si tirano le rispettave bande alla ricerca di un colpo da fare in qualche ricca banca. A Curtiss riesce il primo ( vedremo poi se anche il secondo andr? a buon fine ), a Johnson riesce il primo ( anche se temporalmente precedente all'avventura narrata nell'almanacco ) e riesce a metà il secondo, nel senso che solo l'arrivo degli indiani non gli permette di svignarsela con i soldi in tasca. Entrambi i personaggi sono due donnaioli, fatto direi che v? sottolineato due volte. Johnson è una simpatica canaglia, anche Curtiss ( per quel poco che ci è stato dato da vedere ) sembra lontano dall'apparire un fuorilegge duro e antipatico, come generalmente ce li presenta Boselli ( anche questa è una novità consistente in questo autore ). Non ci resta che leggere la fine di "Salt River" per vedere in che misura le somiglianze crescono o diminuiscono.

Certo, due sceneggiature che potrebbero nascere ipoteticamente dallo stesso soggetto, sono pubblicate nello stesso mese. La scelta sembra voluta, dal momento che, se non sbaglio, l'almanacco di Suarez era già pronto per la stampa. Se Boselli legge, può spiegare per quale motivo ( se ce n'? uno ) le due storie sono finite contemporaneamente in edicola ?

Anche quest'anno è stata inserita una copertina che precede la storia, disegnata dall'autore dei disegni, cioè Gomez. Mi sembra una buona iniziativa e si potrebbe chiedere a Deki di colorarla. Se Boselli legge, può chiarire se Gomez ha scelto il soggetto di sua iniziativa oppure gli è stato data indicazione dalla redazione ?

L'altro spunto che mi pare una novità non da poco è lo spazio che viene concesso alle donne in questa storia, forse perchè Gomez è anche un grande interprete di personaggi femminili. Comunque, nel fumetto Tex, quello glbonelliano, è raro vedere figure di donne e ragazze. Qui a Clifton scendono addirittura nella main street e osservano fare i malviventi che rapinano la banca. Due di queste si ritagliano un certo spazio: May e Beth. la prima ce la ricordiamo perchè è la più bella, la seconda perchè è una prostituta. Cosè, scavando nella memoria, dovrebbe essere laprima di Boselli. Comunque sia, a me questa comunit? di piccole grandi donne che è protagonista del finale della storia mi è sembrata particolarmente azzeccata. C'è anche un'altra donna, in verità, che si ritaglia il suo spazio, la vecchia e malata Madame Shannon, moglie del pioniere, che non ha paura di premere il grilletto di una pistola puntata alla sua tempia. Anche questo personaggio mi sembra degno di figurare nell'antologia dei personaggi migliori della storia.

Venendo ai personaggi principali, la banda Johnson è una banda dove, pur essendo tutti i componenti ben caratterizzati nelle loro psicologie ( il fratellino, il barbuto, ma anche il vecchio e il piccolo negro all'inziio della storia ), Boselli non ricorre alle menomazioni fisiche per renderli figure viventi e facili da ricordare. Che grande passo avanti! Questi bandidos, persino simpatici, sono addirittura (quasi) bellocci ( lascio giudicare alle utenti del forum ). Una conquista, ripeto.
Anche i personaggi della miniera mi sono sembrati tutti degni di apparire in questa storia. Il padre padrone Shannon, lo sceriffo, Tom Newton, tutte figure interessanti.

Gli unici che, a questo punto, mi sono sembrati stereotipati, sono gli indiani che attaccano la cittadina. Sono una banda allo sbaraglio, pieni di whiski fino alle orecchie, il perchè attacchino Clifton mi sembra poco chiaro, specialmente visto il loro intento esclusivo di massacrare e distruggere.

Il finale, buonista, è stato severamente criticato. Boselli aveva due possibilità: il Tex sbirro o il Tex che chiude un occhio. Dal momento che si è preoccupato di togliere dalla scena Johnson, ha fatto bene a perdonare gli altri, sulla scia del condono al negro e al vecchio all'inzio della storia. Non avrebbe avuto senso uno svolgimento diverso, avrebbe reso odiosa quest'avventura nel nostro ricordo. Tex, da sempre, giudica i banditi che gli stanno davanti e si è sempre mostrato impietoso solo di fronte ai veri farabutti. Chi fa questa critica di buonismo fa capire di non conoscere bene la serie e il personaggio.

Per venire ai disegni, Gomez è superbo nel disegnare le ambientazioni cittadine, mi è sembrato non dico poco adatto nel rappresentare il selvaggio West, ma si dovrebbe cercare, nelle prossime storie di utilizzarlo soprattutto nelle città. I suoi personaggi mi sembrano tutti riusciti, eccetto i tre pards che faccio fatica a farmi piacere, tanto sono personali ( ma siamo solo alla sua seconda storia!). Per quelli che vedono nelle sue tavole uno stile confusionario, perchè riempie all'eccesso le sue vignette con troppi dettagli ( motivo per il quale nel texone aveva fatto miglior figura ), a me la cosa non dispiace più di tanto. E' un disegnatore capace di far ben recitare i suoi personaggi, grande nel variare le angolazioni, il suo tratto è netto e preciso, armonioso nelle linee, rispettoso delle proporzioni. Potessimo dire lo stesso di Font e Ortiz che infestano regolarmente la serie regolare!

In ultima analisi mi è sembrato uno dei migliori almanacchi pubblicati dal 2004 fino ad oggi.

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Il finale, buonista, è stato severamente criticato. Boselli aveva due possibilità: il Tex sbirro o il Tex che chiude un occhio. Dal momento che si è preoccupato di togliere dalla scena Johnson, ha fatto bene a perdonare gli altri, sulla scia del condono al negro e al vecchio all'inzio della storia. Non avrebbe avuto senso uno svolgimento diverso, avrebbe reso odiosa quest'avventura nel nostro ricordo. Tex, da sempre, giudica i banditi che gli stanno davanti e si è sempre mostrato impietoso solo di fronte ai veri farabutti. Chi fa questa critica di buonismo fa capire di non conoscere bene la serie e il personaggio.

S

P
O
I
L
E
R

Attenzione, non è il finale ad essere "buonista": è "buonista" (all'eccesso) l'atteggiamento di almeno due dei banditi, pronti a sacrificare la propria vita per salvare quella di persone che, solo pochi minuti prima, stavano per mandare sul lastrico, e senza eccessivi rimpianti. Persone del tutto sconosciute, con le quali non vi era stato il tempo di creare un minimo di empatia (come in altre classiche situazioni "cameratesche" da assedio).
E non uno, ma ben due contemporaneamente: Ozzy e Smiley. Che hanno compiuto un gesto di abnegazione straordinaria, che soltanto uomini eccezionali come Tex e i suoi pards dovrebbero essere in grado di compiere nel rude e selvaggio west, salvo RARISSIMI casi.
Qui non si tratta di salvare, magari istintivamente, una donna che sta per essere aggredita o scalpata da un indiano, in un impeto di (pur apprezzabile) umana pietas; ma di scegliere consapevolmente di andare incontro a morte quasi sicura, staccandosi da una posizione di riparo e dividendosi, per portare in salvo altri esseri umani. Non un gesto da "banditi gentiluomini", ma un vero e proprio gesto da EROI. Che, moltiplicato (almeno) al quadrato, mi pare, francamente, giusto un "filino" improbabile e mieloso.....!
E comunque, ripeto la mia domanda: Jess e Willy cosa avrebbero fatto per dimostrare di meritare la libertà e l'impunit? assoluta? Il secondo, se male non ricordo, aveva anche avuto un mezzo pensierino "impuro" sulle donne dei minatori.
Dove, come e quando Tex avrebbe scorto in loro il barlume della redenzione? doubt

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SPOILERUhm, qualcosa non mi torna. I due poveri banditelli sfigati, già usciti dal corpo della banda e "pentiti" (vedi informazioni rilasciate ai pards) finiscono consegnati a chi di dovere, dopo essere stati minacciati di male fisico dai pards, mai così duri e cazzuti nell'estorcere informazioni da avversari palesemente inoffensivi e tremanti (di cui uno anziano, e ferito); lo "zoccolo duro" invece, reo di rapine e assassinii, solo per aver fatto fronte comune contro un pericolo incombente, viene sostanzialmente lasciato libero di andare per i fatti propri. Peraltro, ok per il gesto "eroico" di Smiley (la cui credibilit? è pari allo zero, peraltro, in una situazione del genere), ma Jess e Willy che avrebbero fatto, di grazia, per meritarsi sulla fiducia la patente di "redento" e di futuro cittadino modello?In definitiva, la prima parte dell'albo è la migliore: c'è tensione e curiosità per l'evolversi della vicenda. Poi, a partire dal crudo ritrovamento dei poliziotti indiani, miele e buonismo sparsi a piene mani. Come mangiare una pizza con la nutella, insomma. Disegni: troppo dettagliati, la combinazione tra stile realistico e scene notturne/di confusione ha reso difficilmente leggibili le varie situazioni, togliendo dinamicit? e pathos generale alla vicenda.

Veramente i due dell'inizio vengono CHIARAMENTE perdonati anche loro!Quelli che invece crepano, beh, se la sono cercata. A tutti coloro cui questa storia non piace perchè buonista (mah!!), posso dire che probabilmente e non conoscono abbastanza la letteratura e la filmografia di genere, non solo western. Non hanno visto i film muti di Ford e degli altri, non hanno visto Una pallototla per Roy e Gli amanti della città sepolta ecc... , n° I ruggenti anni Venti o Pep? le Moko! In quanti innumerevoli film i banditi sono comunque esseri umani con la capacità di fare del bene? innumerevoli, appunto... PS Il fatto che Jess e Willy siano stati meno eroi degli altri due, beh, il loro perdono semmai aggiunge e non toglie all'umanit? e alla gratitudine dei cittadini e di Tex (che comunque dice che li terr? d'occhio). Ma vedo che qualcuno preferirebbe delle storie dove tutti sono giustizialisti e linciatori e dove le colpe si misurano col bilancino filisteo e calvinista di un pubblico accusatore.

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Pu? contenere spoiler.


Leggendo le 110 pagine di questa storia la curiosità era tanta. Come è ormai risaputo, le prime ventisette pagine formavano la parte iniziale della storia "Salt River" poi affidata a Andreucci con un nuovo inizio.

Il paragone va fatto: "Salt River" ha indubbiamente guadagnato qualcosa con la nuova ambientazione del Canyon e della corsa sulle rapide del fiume.

I due antagonisti sono ovviamente personaggi fotocopiati. Jack Curtiss e Ozzie Johnson sonio due fuorilegge carismatici che si tirano le rispettave bande alla ricerca di un colpo da fare in qualche ricca banca. A Curtiss riesce il primo ( vedremo poi se anche il secondo andr? a buon fine ), a Johnson riesce il primo ( anche se temporalmente precedente all'avventura narrata nell'almanacco ) e riesce a metà il secondo, nel senso che solo l'arrivo degli indiani non gli permette di svignarsela con i soldi in tasca. Entrambi i personaggi sono due donnaioli, fatto direi che v? sottolineato due volte. Johnson è una simpatica canaglia, anche Curtiss ( per quel poco che ci è stato dato da vedere ) sembra lontano dall'apparire un fuorilegge duro e antipatico, come generalmente ce li presenta Boselli ( anche questa è una novità consistente in questo autore ). Non ci resta che leggere la fine di "Salt River" per vedere in che misura le somiglianze crescono o diminuiscono.

Certo, due sceneggiature che potrebbero nascere ipoteticamente dallo stesso soggetto, sono pubblicate nello stesso mese. La scelta sembra voluta, dal momento che, se non sbaglio, l'almanacco di Suarez era già pronto per la stampa. Se Boselli legge, può spiegare per quale motivo ( se ce n'? uno ) le due storie sono finite contemporaneamente in edicola ?

Anche quest'anno è stata inserita una copertina che precede la storia, disegnata dall'autore dei disegni, cioè Gomez. Mi sembra una buona iniziativa e si potrebbe chiedere a Deki di colorarla. Se Boselli legge, può chiarire se Gomez ha scelto il soggetto di sua iniziativa oppure gli è stato data indicazione dalla redazione ?

La storia di Andreucci è stata anticipata e quella di Gomez andata in ritardo di un anno perchè Gomez non ha saputo evitare un ritardo di consegne di pochi giorni (!).


Tuttavia le due storie sono MOLTO diverse tra loro, quindi... Non mi pare un problema.

Per quanto riguarda la cover che precede la storia hai preso una cantonatina, Ymalpas. Ovviamente si tratta di due vignette sovrapposte e ingrandite (anche malamente, a mio parere: mi viene da piangere guardando quella pagina) da qualcuno in redazione.

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PS Il fatto che Jess e Willy siano stati meno eroi degli altri due, beh, il loro perdono semmai aggiunge e non toglie all'umanit? e alla gratitudine dei cittadini e di Tex (che comunque dice che li terr? d'occhio). Ma vedo che qualcuno preferirebbe delle storie dove tutti sono giustizialisti e linciatori e dove le colpe si misurano col bilancino filisteo e calvinista di un pubblico accusatore.

S

P
O
I
L
E
R

1) Non è certo la prima volta che Tex risparmia la forca (o la galera) a incalliti lestofanti.... continuo a non riuscire a spiegarmi (sarà infelice io): il "buonismo", almeno per quanto mi riguarda, NON riguarda tanto la sorte dei vari banditi, quanto l'eccessivo attaccamento (quasi morboso) di ben due dei furfanti alla sorte di alcune donne del villaggio che, fino a pochi minuti prima, irridevano e derubavano allegramente, e per le quali un'ora dopo sono pronti a sacrificare la loro stessa vita. E i teneri pargoletti orfani che chiamano pap? di fronte a Tex Smiley, al fine di proteggerlo, come la vogliamo rubricare come scena? Se non è mielosa e zuccherosa questa, allora è proprio inutile discutere sul punto......
E' questa la parte che, personalmente, non mi è piaciuta. Avessi visto Ozzy scagliarsi, istintivamente (e anche coraggiosamente, perchè no) su un indiano che stava per sopraffare una donna, nessun problema: avrebbe dato ascolto a un codice non scritto, anche nel west, di rispetto e protezione per i deboli, e le donne. Da qui a vestire improvvisamente i panni dell'eroe, ce ne passa di acqua sotto i ponti. E non è la prima redenzione improvvisa e a 180? alla quale assistiamo, ultimamente (per dirne una, vedasi il biondino della storia di Revekti, in versione improvvisamente "kamikaze", che si sacrifica per tutta la truppa dopo aver mostrato ben altro lato caratteriale nel corso dell'intera vicenda).

2) Quanto alla sorte destinata ai componenti della banda Johnson: so benissimo che le colpe non si misurano col "bilancino filisteo", ma vedere Zeke (pentito, e oramai virtualmente fuori dalla banda) finire con il cranio spaccato dal tomahawk di Tiger (se l'? cercata? Pu? anche darsi..... a me è parso che fosse Tiger a balzargli addosso come un puma dopo essersi appostato in agguato nell'ombra...... n° i pards avevano preventivamente intimato la resa.....), e Smiley passare dalla sera alla mattina da convinto e pervicace rapinatore di banche a difensore di famigliole indifese e, infine, a commesso di un emporio con condono di rapine e assassinii...... beh, qualcosina di leggermente stridente c'è.

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PS Il fatto che Jess e Willy siano stati meno eroi degli altri due, beh, il loro perdono semmai aggiunge e non toglie all'umanit? e alla gratitudine dei cittadini e di Tex (che comunque dice che li terr? d'occhio). Ma vedo che qualcuno preferirebbe delle storie dove tutti sono giustizialisti e linciatori e dove le colpe si misurano col bilancino filisteo e calvinista di un pubblico accusatore.

S

P
O
I
L
E
R

1) Non è certo la prima volta che Tex risparmia la forca (o la galera) a incalliti lestofanti.... continuo a non riuscire a spiegarmi (sarà infelice io): il "buonismo", almeno per quanto mi riguarda, NON riguarda tanto la sorte dei vari banditi, quanto l'eccessivo attaccamento (quasi morboso) di ben due dei furfanti alla sorte di alcune donne del villaggio che, fino a pochi minuti prima, irridevano e derubavano allegramente, e per le quali un'ora dopo sono pronti a sacrificare la loro stessa vita. E i teneri pargoletti orfani che chiamano "pap?" di fronte a Tex Smiley, al fine di proteggerlo, come la vogliamo rubricare come scena? Se non è mielosa e zuccherosa questa, allora è proprio inutile discutere sul punto......
E' questa la parte che, personalmente, non mi è piaciuta. Avessi visto Ozzy scagliarsi, istintivamente (e anche coraggiosamente, perchè no) su un indiano che stava per sopraffare una donna, nessun problema: avrebbe dato ascolto a un codice non scritto, anche nel west, di rispetto e protezione per i deboli, e le donne. Da qui a vestire improvvisamente i panni dell'eroe, ce ne passa di acqua sotto i ponti. E non è la prima redenzione improvvisa e a 180? alla quale assistiamo, ultimamente (per dirne una, vedasi il biondino della storia di Revekti, in versione improvvisamente "kamikaze", che si sacrifica per tutta la truppa dopo aver mostrato ben altro lato caratteriale nel corso dell'intera vicenda).

2) Quanto alla sorte destinata ai componenti della banda Johnson: so benissimo che le colpe non si misurano col "bilancino filisteo", ma vedere Zeke (pentito, e oramai virtualmente fuori dalla banda) finire con il cranio spaccato dal tomahawk di Tiger (se l'? cercata? Pu? anche darsi..... a me è parso che fosse Tiger a balzargli addosso come un puma dopo essersi appostato in agguato nell'ombra...... n° i pards avevano preventivamente intimato la resa.....), e Smiley passare dalla sera alla mattina da convinto e pervicace rapinatore di banche a difensore di famigliole indifese e, infine, a commesso di un emporio con condono di rapine e assassinii...... beh, qualcosina di leggermente stridente c'è.

Boh, si vede che tu sei abituato a Leone e Tarantino e io a Hopalong Cassidy e John Ford, che te devo d'? Quello che per te è buonismo per me è normale clich? narrativo. S?, anche il bambino che protegge il bandito... Tutto già visto e catalogato. Solo non fa parte della tua "library"-


In quanto alla scena iniziale, che problema c'è con l'atteggiamento di Tiger? I due gruppi erano ancora nemici, no? Non c'era ancora un comune avversario. E Tiger faceva il suo lavoro.
Oh, che discutiamo a fa'? Se non t'? piaciuta, finiamola qui. Non la capisci, niente di male. Ma voglio chiarire che al di l' delle predilezioni emotive e culturali di chi come voi è figlio di Clint Eastwood e John Travolta, e non ricorda "L' dove scende il fiume" o "Lo sperone nudo" (in entrambi i casi l'eroe James Stewart E' un bandito!) NON ci sono errori nella storia, che va bene così. ( E Butch Cassidy? Mah!)
Ribadisco che chi ha letto non dico Zane Grey, Louis L'Amour e Curwood, ma anche solo L'isola del tesoro o I figli del capitano Grant, non dovrebbe stupirsi più di tanto . E' questione di diverso modo di leggere e diverso bagaglio letterario.

PS Anche in Max Brand ci sono decine di eroi banditi ... che si redimono e compagnia bella. Quasi sempre PER UNA DONNA. Bah, saranno demod'.

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Non ho detto che la storia non mi è piaciuta.......... fino alla pag. 100 circa, salvo un atteggiamento un po' troppo da "duri" dei pards nei confronti dei due banditi superstiti, nulla da ridire. Poi, a partire dall'assalto degli indiani a Clifton, il registro è cambiato e, alla fine, le due parti della storia (a mio parere) non si sono amalgamate: dura, cruda, senza fronzoli la prima, mielosa ed edulcorata la seconda. E' semplice questione di gusti personali, non occorre scandagliare gusti letterari e cinematografici.....;)A me piacciono le storie rudi, tese, con personaggi che si mantengono coerenti nel loro agire, dal quale quindi il lettore sa cosa ragionevolmente aspettarsi. I "mutamenti di rotta" improvvisi, che a molti suscitano degli "ooohh..." di ammirazione (presumo, per l'effetto-sorpresa della situazione), non mi dicono nulla, a meno che non siano finemente costruiti e cesellati (vedasi Gli Eroi del Texas). E non è nemmeno questione di personalit? sfaccettate o monolitiche (tanto per dire, la storia di Mondego mi è piaciuta molto, e quest'ultimo era tutto un programma, come personaggio), ma semplicemente di "cambi di direzione" improvvisi, che mi fanno sentire tradito come lettore, in quanto mi viene presentato un personaggio e me ne ritrovo, all'improvviso, un altro.

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Non ho detto che la storia non mi è piaciuta.......... fino alla pag. 100 circa, salvo un atteggiamento un po' troppo da "duri" dei pards nei confronti dei due banditi superstiti, nulla da ridire. Poi, a partire dall'assalto degli indiani a Clifton, il registro è cambiato e, alla fine, le due parti della storia (a mio parere) non si sono amalgamate: dura, cruda, senza fronzoli la prima, mielosa ed edulcorata la seconda. E' semplice questione di gusti personali, non occorre scandagliare gusti letterari e cinematografici.....;)A me piacciono le storie rudi, tese, con personaggi che si mantengono coerenti nel loro agire, dal quale quindi il lettore sa cosa ragionevolmente aspettarsi. I "mutamenti di rotta" improvvisi, che a molti suscitano degli "ooohh..." di ammirazione (presumo, per l'effetto-sorpresa della situazione), non mi dicono nulla, a meno che non siano finemente costruiti e cesellati (vedasi Gli Eroi del Texas). E non è nemmeno questione di personalit? sfaccettate o monolitiche (tanto per dire, la storia di Mondego mi è piaciuta molto, e quest'ultimo era tutto un programma, come personaggio), ma semplicemente di "cambi di direzione" improvvisi, che mi fanno sentire tradito come lettore, in quanto mi viene presentato un personaggio e me ne ritrovo, all'improvviso, un altro.

se ci rifletti bene però il "cambio di direzione" improvviso è duvuto a una situzione "al limite" ossia l'attacco indiano.. dove delle povere donne rischiavano la vita .. tu nei panni di un bandito che aveva un debole per il gentil sesso cosa avresti fatto?

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