Sam Stone

[631/632] L'oro Dei Monti San Juan

Voto alla Storia?  

45 voti

  1. 1. Voto alla Storia?

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Dopo aver letto anche la seconda ed ulima parte della storia, devo dire di non essere rimasto entusiasta dall'ultima fatica di Nizzi. Sono infatti del parere che la seconda parte si sia sviluppata e conclusa in maniera troppo affrettata. Per dirla altrimenti, trovo che Tex e Carson abbiano avuto ragione degli avversari di turno un po' troppo facilmente. Una trama più complessa (e magari sviluppata su tre albi anzich? due) non avrebbe guastato. Di conseguenza, non mi sento di dare più di 7,5 alla sceneggiatura, mentre per i disegni di Filippucci posso spingermi fino all'8,5.

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Dopo aver letto anche la seconda ed ulima parte della storia, devo dire di non essere rimasto entusiasta dall'ultima fatica di Nizzi. Di conseguenza, non mi sento di dare più di 7,5 alla sceneggiatura, mentre per i disegni di Filippucci posso spingermi fino all'8,5.

Beh, se un prof. che "non è entusiasta" del rendimento di uno studente gli mettesse un 7,5 o 8,5, sono sicura che tutte le sezioni farebbero a gara per accaparrarselo laughing

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Eppure i commenti positivi ci sono. La domanda che mi (e vi) faccio ?: siccome io credo che ciò sia dovuto al fatto che questa storia viene dopo una serie di storie di Faraci, è possibile che quest'ultimo stia scendendo anche al di sotto del peggior Nizzi? In effetti è quello che mi viene da pensare, visto che le sceneggiature nizziane una trama più o meno ben sviluppata ce l'hanno, mentre in quelle di faraci sinceramente io faccio fatica a trovarla; ma la mia preoccupazione è per il futuro. E' giusto continuare a puntare su un autore (per me) inadatto alla serie, almeno per quanto visto sin'ora, o arriveremo addirittura a rimpiangere il buon vecchio Nizzi? :s :s

Ben ritrovato a te, StefanoTex :cowboy:Ti dir? che per quanto mi riguarda, la valutazione tutto sommato positiva della storia non ha niente a che fare con il rendimento del recente Faraci. Piuttosto è dovuto al raffronto inevitabile tra il Nizzi degli ultimi tempi e quello di un passato qualitativamente elevato: questi due albi, sia pure con i loro difetti, mi hanno riportato al secondo.

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Finito di leggere la conclusione della storia. Che dire è Un secondo albo robusto, privo di evidenti sbavature, coinvolgente, divertente, con qualche trovata di quelle che valgono il prezzo del biglietto, in più scritto texianamente e disegnato da un vero disegnatore. Dopo un primo albo un po' ballerino, Nizzi ci saluta alla fine con una signora storia, peccato solo per gli avversari che si rivelano di poca sostanza. Quasi, quasi questa avventura ruba lo scettro di migliore storia dell'anno a "Salt River", beh... non è così tutti i conti fatti, ma ci va dannatamente vicino e dal momento che qualche mese fa mi spingevo a dire che sarebbe stato difficile per tutti far meglio di Boselli, questo è tutto dire. Concludendo, un 2013 che non mi aspettavo e che non smette di sorprendermi, ed è da un sacco di tempo che non mi divertivo più così. Speriamo adesso in un ottimo texone!

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Giusto per amor di precisione, questa storia non è stata ripescata da nessuna parte. Semplicemente è l'ultima storia che Nizzi ha scritto e lo ha fatto tra il 2007 ed il 2008 ed è stata affidata a Filippucci quando Nizzi ne stava scrivendo il primo albo. Il motivo per cui? stata pubblicata adesso e non prima è solo perchè Filippucci l'ha terminata soltanto ai primi di ottobre 2012 ed è stata, quindi, messa, nel primo spazio disponibile dopo che sono sttae effettuate le ultime revisioni.

Ringrazio per la precisione Carlo, che essendo a contatto con le fonti che conoscono bene i retroscena bonelliani mi ha chiarito i miei dubbi,..(non erano delle certezze ovviamente).... continuo comunque a pensare che il "ripescaggio" di questa storia Nizziana porta comunque a pensar male, sopratutto per il veloce svolgimento della storia stessa, certo con Nizzi mi aspettavo maggior sviluppo della trama....

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Dovrei rileggermi i due albi di seguito, ma per ora il giudizio è molto buono. Nizzi termina con una storia a tratti pure originale, con tocchi cupi e qualche trovata niente male. Non ho notato particolari difetti n° parti traballanti. Forse Claudio ha spinto un p? troppo sull'acceleratore nel finale, quando Tex irrompe nell'ufficio del "ring" senza trovare nessuno sgherro da eliminare. Ma la storia è stata davvero bella (vignetta finale anche abbastanza commovente con Tex che promette al Carson brontolone che quella sarebbe stata l'ultima "sgroppata" su per le faticose montagne)!Disegni molto buoni, anche se qualche primo piano di Tex forse andava leggermente rivisto!Per me tra l'8 e il 9 :trapper:

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Considero questa storia uno strascico dell'ultimo periodo Nizziano, non un addio per i suoi fan, ma uno dei suoi ultimi lavori eseguito nel periodo nero o grigio che dir si voglia, la storia sarebbe pure bella ma troppe omissioni, la trama è ridotta talmente all'osso che fila via senza punti fermi o picchi di interesse, sarebbe dovuta essere sviluppata in maniera più consona e carica dei giusti momenti di riflessione e di azione, così lascia un sapore amaro dopo aver avuto l'acquolina in bocca per un mese.

Concordo con Gianbart. Mentre il primo albo mi aveva intrigato, in particolare per la vicinanza della trama con quella di Fiamme sull'Arizona, storia da me molto amata, questo secondo albo mi lascia l'amaro in bocca, proprio perchè "la trama è ridotta talmente all'osso che fila via senza punti fermi o picchi di interesse" e poi perchè non ritrovo in essa nessun personaggio davvero degno di nota.


Per fare un parallelo con Fiamme sull'Arizona, l' lo stesso tipo di ring era capeggiato da uno con gli attributi come il vice governatore Emerson, un testa fina che mette nel sacco Tex in più circostanze, e che in fin dei conti è battuto solo dalla sfortuna. Qui il governatore del Colorado, o il banchiere Blackwood, sono solo copie sbiadite del loro ben più incisivo omologo della storia del 1992.

Ma nessuno degli altri avversari in questa storia si mette realmente in evidenza, non il collerico e fanatico Hermann, non i suoi luogotenenti, non l'evanescente Deecker: insomma, c'è un profondo vuoto di antagonisti che priva la storia di qualsivoglia interesse e la fa incardinare sui binari dell'ovvio e del già visto.

Gli stessi comprimari amici, quali Nigarath e i suoi guerrieri, sono comparse o poco più, fanno il loro interventino pulito e se ne ritornano in una meritatissima ombra, senza aver nulla da dire.

Insomma, una storia come questa, fatta soprattutto di azione (praticamente tutto il secondo albo) e senza protagonisti degni di nota, non ha proprio le caratteristiche per appassionarmi e farmi divertire. Ecco perchè ribadisco di esser d'accordo con Gianbart: leggendo i post di molti di voi (Cheyenne, Ymalpas, Sam) ho sperato che Nizzi si riscattasse nel finale, e si rifacesse vivo con una delle sue storie, quelle che mi hanno fatto avvicinare a Tex e col tempo me l'hanno fatto amare, ed invece a mio parere ho ritrovato le superficialit? e il "tirar via" della sua ultima, infelice stagione.

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leggendo i post di molti di voi (Cheyenne, Ymalpas, Sam) ho sperato che Nizzi si riscattasse nel finale, e si rifacesse vivo con una delle sue storie, quelle che mi hanno fatto avvicinare a Tex e col tempo me l'hanno fatto amare, ed invece a mio parere ho ritrovato le superficialit? e il "tirar via" della sua ultima, infelice stagione.

Il finale accelerato e confuso ?' stato, innegabilmente, un difetto del secondo albo. Ma dopotutto a cosa è dovuto tutto ciò se non alla dannata politica dei due albi, che ha solo rare eccezioni? Anche diverse storie di Borden, alcune anche pregevoli, sono state rovinate da un simile finale. Io non la trovo certo perfetta la storia, ma soprattutto per il suo inizio vi ho scorto veramente il Nizzi dei tempi buoni, non voglio dire i tempi d'oro, ma trovo comunque che un buon regalo di addio - se di addio sarà - ce l'abbia fatto.

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Una storia solida ben scritta e ben disegnata, grazie di tutto Claudio, il mio primo tex è stato "thonga il tiranno" e ho continuato da l' quindi tu mi hai trasmesso la passione per il ranger, soltanto dopo ho potuto apprezzare GLB, Nolitta e Boselli. Mi piacerebbe fosse un arrivederci ma so che sarà dura, spero che la Bonelli e i lettori non ti dimentichino, è vero hai avuto un periodo opaco ma stava ad altri capirlo e risolvere il problema per il resto i fiumi di preziosa sceneggiatura si sprecano e quindi inutile polemizzare. Voto 10 di stima

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leggendo i post di molti di voi (Cheyenne, Ymalpas, Sam) ho sperato che Nizzi si riscattasse nel finale, e si rifacesse vivo con una delle sue storie, quelle che mi hanno fatto avvicinare a Tex e col tempo me l'hanno fatto amare, ed invece a mio parere ho ritrovato le superficialit? e il "tirar via" della sua ultima, infelice stagione.

Il finale accelerato e confuso ?' stato, innegabilmente, un difetto del secondo albo. Ma dopotutto a cosa è dovuto tutto ciò se non alla dannata politica dei due albi, che ha solo rare eccezioni? Anche diverse storie di Borden, alcune anche pregevoli, sono state rovinate da un simile finale.
Non per rinfocolare vecchie polemiche, ma...


1) i finali accellerati di Borden come queli di Manfredi del resto, sono dovuti solo ed escusivamente allo stile degli autori e sono del tutto indipendenti dal numero di pagine a disposizione. Dategliene anche mille di pagine e Boselli concentrer? comunque la risoluzione nelle ultime 15 pagine o già di l'. Basta leggersi le sue storie fiume per rendersene conto: Prendiamo "Lo scettro di Tin Hinan" su Zagor. Era nata come storia di due albi, visot che Boselli non riusciva a metterci dentro tutto quello che gli era venuto in mente in corso d'opera, fu portata a tre, poi a quattro ed infine a quattro ed un terzo. Tuttavia, pur avendo a disposizione ben 408 pagine e perfino una frazione di albo come piacerebbe tanto a te, la risoluzione finale della vicenda si concentra tutta nelle ultime 10 pagine. Questo è il modo di raccontare di Boselli, c'è poco a fare.

2) Non esiste una "politica dei due albi", non più almeno. Esiste una politica di storie ad albi completi, questa sè e mi trova completamente d'accordo perchè a me le store che si interrompevano o inziavano a metà albo mi davano fastidio sin da bambino. Per il resto, quella di fare storie in due albi ?, oggi, una scelta personale di Manfredi e Faraci, che hanno più volte dichiarato di preferire quella lunghezza. Ruju ha detto che se gli verr? un'idea da poter sviluppare in tre albi non avrà problemi. Boselli ha scritto, sta scrivendo e scriver? storie per la serie regolare di lunghezza superiore alle 220 pagine.

3) Un'ulteriore precisazione: più di una volta è la necessit? a dettare la lunghezza delle storie. Frisenda ci ha messo più di tre anni per realizzare 220 pagine. Se oggi gli fosse data una storia da tre albi , la si dovrebbe programmare per il 2018 o 2019 addirittura. E vogliamo parlare di Villa? Ora è a metà del suo Texone, affdatogli 11 anni fa, quando l'avrà finito, tu, nei panni di Boselli, gli affideresti una storia da tre albi? :malediz...

Io non la trovo certo perfetta la storia, ma soprattutto per il suo inizio vi ho scorto veramente il Nizzi dei tempi buoni, non voglio dire i tempi d'oro, ma trovo comunque che un buon regalo di addio - se di addio sarà - ce l'abbia fatto.

Ti posso confermare che è un'addio. Non solo Nizzi non scrive più Tex ormai da 5 anni abbondanti, ma al sottoscritto che l'ha incontrato il primo giugno a Reggio Emilia, ha confermato che per lui Tex è un capitolo chiuso e che non intende nemmeno farsi convincere a scrvere una stora a colori di 32 pqgine in futuro. Modificato da Carlo Monni

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Non esiste una "politica dei due albi", non più almeno.

Bhe perlomeno mi piacerebbe, contrariamente ad una vecchia discussione di qualche tempo f?, che almeno i Maxi rimangano come ad ora dei bei albi con una storia sola e che non si decida di spezzettarli in 2 o 3 storie...

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i finali accellerati di Borden  come queli di Manfredi  del resto, sono dovuti solo ed escusivamente allo stile degli autori e sono del tutto indipendenti dal numero di pagine a disposizione. Dategliene anche mille di pagine e Boselli concentrer? comunque la risoluzione nelle ultime 15 pagine o già di l'

Ohib?! E io che cercavo di trovarci una giustificazione haha :lol:

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non riesca proprio a rammentare dove l'ho visto, un giovinastro che si trova, a fianco di un suo complice più maturo, di fronte a Tex e Carson, e con la classica faccia da schiaffi bisbiglia al compare qualcosa tipo "Siamo due contro due, possiamo farcela!". Ovviamente non ce la fanno, e credo rimangano entrambi a mordere la polvere.

Quanto tu dici,Cheyenne è vero. Ma io ti potrei fare altrettanti esempi, in cui Tex & co. agiscono diversamente. Non so,Kid Rodelo per esempio... Sono il primo a voler vedere morto un (vero) bastardo, e quando dalle pagine ne emerge uno, e viene steso, sono ben contento. Jude West e combriccola impiccano un padre e un figlio come spie se non ricordo male oltre tutto il resto, ma ci viene mostrato!Nell'esempio in cui non ricordi la storia, era una situazione del tipo "o noi o loro"... Non credo ricordi,Cheyenne (altrimenti saresti un computer :D ) ma io sono lo stesso, a cui non andavano a genio le urla dei due sterminatori di scalpi (dalla storia omonima), mentre venivano torturati dagli indiani, perchè potevano far emergere un briciolo di pietà nel lettore. In questo caso, cosa sappiamo di quel ragazzo?Praticamente niente. Poteva essere la sua prima sortita, poteva essere stato richiamato fino a quel momento per quanto fosse scarso con un fucile. Certo poteva essere lo stesso che aveva ucciso il minatore, e tantissimi altri.. ma non lo sappiamo e non lo sa Tex. Capisco che è tutta una serie di se inutile, ma a me anche se ha una faccia da schiaffi, e dice quel che dice...vederlo morire in quel modo ha fatto effetto (ma, ripeto, proprio perchè non ho la prova del 9 che è un vero bastardo!). Magari,Nizzi poteva farlo fuggire insieme agli altri e farlo morire in un nuovo scontro a fuoco... che ne so. Dico solo, che bastava poco per rendermi meno dura la dipartita di quel moccioso :D
Mi accorgo adesso di non aver risposto a Carson su questo punto. Ma anche se capisco il suo punto di vista, e posso anche condividerlo, rivedendo la scena ho avuto l'impressione che Tex abbia semplicemente risposto con la solita rapidit? ad una minaccia. E' un peccato che la minaccia venisse da un ragazzotto, e io penso che se lo stesso ragazzotto si fosse trovato davanti a Tex in singolar tenzone, sia pure con la prosopopea del moccioso che si crede infallibile, forse Tex gli avrebbe semplicemente dato una buona lezione riempiendolo di paura. In quel momento però non è che ci fosse molto tempo per giocare al saggio precettore ;)Per inciso, chi può dirmi in quale numero si trovi il giovinastro di cui stavo parlando? :huh:

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leggendo i post di molti di voi (Cheyenne, Ymalpas, Sam) ho sperato che Nizzi si riscattasse nel finale, e si rifacesse vivo con una delle sue storie, quelle che mi hanno fatto avvicinare a Tex e col tempo me l'hanno fatto amare, ed invece a mio parere ho ritrovato le superficialit? e il "tirar via" della sua ultima, infelice stagione.

Il finale accelerato e confuso ?' stato, innegabilmente, un difetto del secondo albo. Ma dopotutto a cosa è dovuto tutto ciò se non alla dannata politica dei due albi, che ha solo rare eccezioni? Anche diverse storie di Borden, alcune anche pregevoli, sono state rovinate da un simile finale. Io non la trovo certo perfetta la storia, ma soprattutto per il suo inizio vi ho scorto veramente il Nizzi dei tempi buoni, non voglio dire i tempi d'oro, ma trovo comunque che un buon regalo di addio - se di addio sarà - ce l'abbia fatto.
Non è per il finale troppo accelerato, Cheyenne, o almeno non lo è per me. E' la storia in sè che non mi ha trasmesso nulla. Hermann, Deecker, l'evanescente ring, nessuno resta impresso, sono tante marionette che recitano un copione poco ispirato. I finali di Borden, per quanto accelerati, mi hanno quasi sempre soddisfatto. Questo non mi ha appagato perchè è la storia, i suoi uomini, le sue situazioni, che non mi hanno coinvolto. Come più volte ho detto, una storia come questa, che privilegia l'azione e non introduce comprimari di spessore n° dialoghi che colpiscano, semplicemente mi annoia. Non dico di non volere azione (ci mancherebbe), ma questa deve essere intervallata a grandi dialoghi, situazioni emotive intense, personaggi accattivanti. Cosè come in questa storia, l'azione diventa sterile...

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Non dico di non volere azione (ci mancherebbe), ma questa deve essere intervallata a grandi dialoghi, situazioni emotive intense, personaggi accattivanti. Cosè come in questa storia, l'azione diventa sterile...

Questi che hai elencato non sono gli ingredienti tipici di un albo di Tex.

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Detta brevemente: storia molto bella e molto texiana!Tutto il secondo albo fino al punto in cui i Nostri tornano in città ti tiene incollato alla pagina - certo, magari

la cattura di Herman poteva essere un po' più complicata, e magari il sadico che Tex già aveva noteto col binocolo poteva subire almeno un bel trattamento
alla Tex Willer. Ma sono facezie. Il problema secondo me è il finale, affrettato e per niente emozionante: avrei voluto
una bella resa dei conti o, anche qui, una bella scazzottatura a quelli del Ring. Insomma, è tutto troppo "legale", troppo "burocratico"
. Ma di questo non do colpa a Nizzi, ma alla scelta, che mai come stavolta mostra tutti i suoi limiti, del racchiudere le storie all'interno dell'albo singolo! Mai come questa volta, questa scelta editoriale incomprensibile e antitexiana, taglia le gambe alla sceneggiatura - e checch? ne dica Carlo, questo è successo in passato anche con Boselli: per me, stile o non stile, i finali di storie come "L'uomo di mezzanotte" o " Vendetta per Montales" sono affrettati. Insomma, una delle cose più belle di Tex era proprio la libertà che dava allo sceneggiatore di essere libero da gabbie troppo strette: e invece no, quello che era stato uno dei problemi di fumetti come Dylan Dog lo si è fatto trasferire su Tex. Assurdo. Insomma, fino a pagina 90 o già di l' la storia merita un bel 8 pieno, dopo cala. Ciò non toglie nulla al lavoro di Nizzi, ottimo, che lascia con un bel commiato i lettori. Filippucci, dal canto suo, fa un ottimo lavoro, in cui dimostra che il suo punto di forza sono le ambientazioni. Modificato da paco ordonez

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Non dico di non volere azione (ci mancherebbe), ma questa deve essere intervallata a grandi dialoghi, situazioni emotive intense, personaggi accattivanti. Cosè come in questa storia, l'azione diventa sterile...

Questi che hai elencato non sono gli ingredienti tipici di un albo di Tex.
Non le ripeter? perchè senn° rischierei di essere lapidato :D, ma tutte le storie di Tex che mi sono piaciute sono dotate di questi elementi. Una l'ho citata nel mio commento a questo topic, Fiamme sull'Arizona (non a caso, perchè la storia di questo mese la ricorda non poco nella trama):- grandi dialoghi (tutto il monologo del capo apache del campo attaccato all'inizio della storia, o i duetti strepitosi tra Tex e il Generale Crook)- personaggi accattivanti (lo stesso Crook, Delgado, il vicegovernatore Emerson, naturalmente il vecchio Leone Cochise, e lo sciamano che vive sulla mesa, di cui ora non ricordo il nome, che fa una comparsata breve ma bellissima) - situazioni emotive intense (Tex e Delgado circondati dalle Giacche Azzurre con Tex che sente di aver tradito la fiducia del capo indiano, la rabbia e la frustrazione di Tex quando scoprono che Ojo Blanco è ancora in carcere, e altre ancora). Credo invece, Ymalpas, che queste caratteristiche siano tipiche degli albi di Tex, ed anzi sono quelle che ancora mi fanno leggere il fumetto. Abbiamo una visione diametralmente opposta delle caratteristiche del ns fumetto preferito :trapper:

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Dopo il primo albo, abbastanza deludente, questo secondo mostra segni di miglioramento. Rimane purtroppo quella sensazione di già visto, di trito e ritrito senza nessuna sorpresa. Sicuramente questa ultima storia non aggiunge niente alla mirabile opera di Nizzi su Tex. Quest'ultima storia sembra scritta col pilota automatico, senza nessuna fantasia, dall'inizio alla fine si trascina per inerzia. Voto sette meno per il poco visto nel secondo albo rispetto al niente del primo.

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Non dico di non volere azione (ci mancherebbe), ma questa deve essere intervallata a grandi dialoghi, situazioni emotive intense, personaggi accattivanti. Cosè come in questa storia, l'azione diventa sterile...

Questi che hai elencato non sono gli ingredienti tipici di un albo di Tex.
Non posso fare citazioni multiple, o perlomeno, se è possibile farle, io non sono capace. Quindi, oltre a concordare pienamente con questa dichiarazione di Ym, incornicio le sotto riportate parole di Paco che faccio senz'altro mie

Ma di questo non do colpa a Nizzi, ma alla scelta, che mai come stavolta mostra tutti i suoi limiti, del racchiudere le storie all'interno dell'albo singolo! Mai come questa volta, questa scelta editoriale incomprensibile e antitexiana, taglia le gambe alla sceneggiatura - e checch? ne dica Carlo, questo è successo in passato anche con Boselli: per me, stile o non stile, i finali di storie come "L'uomo di mezzanotte" o " Vendetta per Montales" sono affrettati. Insomma, una delle cose più belle di Tex era proprio la libertà che dava allo sceneggiatore di essere libero da gabbie troppo strette: e invece no, quello che era stato uno dei problemi di fumetti come Dylan Dog lo si è fatto trasferire su Tex. Assurdo.

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Non dico di non volere azione (ci mancherebbe), ma questa deve essere intervallata a grandi dialoghi, situazioni emotive intense, personaggi accattivanti. Cosè come in questa storia, l'azione diventa sterile...

Questi che hai elencato non sono gli ingredienti tipici di un albo di Tex.
Io invece sono d'accordo con Leo, per me questi devono essere gli elementi fondamentali di un albo di Tex. "Gli invincibili" avrebbe trasmesso così tanto senza la tavola finale? No di certo, anzi è il tocco in più che emoziona il lettore e rende la storia indimenticabile. Oppure cosa sarebbe stata la saga texiana senza tutti i personaggi di spessore che adesso sarebbe troppo lungo elencare?

Purtroppo tutto ciò è mancato negli ultimi anni di Nizzi, il quale si è limitato per me a fare copia e incolla di situazioni e dialoghi triti e ritriti, senza il minimo pathos, dentro cui ha inserito marionette alle quali va il ruolo di semplici comparse e di cui non ricorderei il nome neanche sotto tortura. Ecco perchè non riesco davvero a capire i commenti positivi che leggo su questa storia! :huh:^_^

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Ricominciamo le solite diatribe ormai stantie sul come si vuole il nostro caro vecchio Tex, chi lo vuole bianco, chi nero, chi rosso ( io come piace a me ) e intanto la strada del nostro Aquila della notte continua a viaggiare sempre sul filo del rasoio tra vecchio e moderno, tra emozione e ragione, tra psicologia e praticit?, raccogliendo qua e l' ovazioni o critiche a seconda dell'autore che si esprime. Di questa ultima ( a dire di Monni ) opera su Tex del buon Nizzi ho già espresso una mia visione che ribadisco e confermo, ma mi ero ripromesso di cogitare ulteriormente sulla trama appena letta e dare un ulteriore sviluppo, se ci fosse stato. Ma l'unico pensiero che mi torna in mente ossessivamente è il fatto che a distanza di 6 anni sia stata pubblicata questa storia pubblicizzandola come l'ultima opera di Nizzi e facendo pensare a tutti noi ( o almeno a me ) come ad un saluto del buon Claudio al personaggio che lo ha accompagnato per tutti questi anni, creando una attesa spasmodica per l'eventuale capolavoro; invece era una storia ripescata per motivi imprecisati ( forse come tappabuchi ) e data in pasto al pubblico texiano solo oggi, anche perchè non mi pare che Filippucci ci abbia lavorato dal 2007, quindi era stata proprio abbandonata in qualche cassetto, sarebbe stato più onesto dire fin dal principio la verità. A questo punto posso pensare che ci siano altre storie di Nizzi bocciate ed ancora non pubblicate che potrebbero prima o poi rispuntare fuori ad hoc per la bisogna !!!Comunque un saluto al buon Claudio per la sua opera colossale al servizio del pubblico e di Tex ed un augurio di un futuro pieno di soddisfazioni, anche se so che non mi legger? mai su queste pagine. Adios y buena suerte !

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Posso senz'altro sbagliare, ma mi pare vagamente di ricordare che un bel po' prima dell'uscita della storia di Nizzi si fosse detto che non era l'ultima in termini di concezione e realizzazione da parte dello scrittore di Fiumalbo, bensì l'ultima che sarebbe stata pubblicata, proprio per i motivi citati in altri post. A questo punto non ho ben capito quale sia realmente, in ordine cronologico, l'ultima fatica di Claudio doubt

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Quoto, sostanzialmente, il giudizio di West10: un copia-e-incolla, ma fatto bene, senz'altro aiutato da tre fattori:SPOILERa) disegni: chiari, efficaci, molto "texiani";b ) ambientazione e tema: gli ambienti innevati e vagamente crepuscolari, ed il ritorno del tema pellerossa vs. invasori bianchi, dopo molte avventure contro banditi e fuorilegge, ha rispolverato la curiosità dei lettori;c) alcune situazioni oggettivamente ben congegnate (la fuga sui ghiacci). Però, è pur sempre un copia-e-incolla: molto mestiere e margini di errore nulli, poca voglia di rischiare, Tex leader ma col freno a mano tirato, "cattivi" piuttosto evanescenti e stereotipati. Le ultime avventure di Tex che mi hanno colpito in questo senso, e che mi sono sembrate davvero scritte più col cuore che col cervello (se mi consentite questa sintetizzazione impropria), sono quelle di Ruju, che è andato anche fuori dalle righe alcune volte, ma ha "graffiato". Il resto della produzione recente, mi d' l'idea di compitini fatti più o meno bene, precisini e curati, ma abbastanza al cloroformio, tanto che le uniche sorprese per il lettore sono costituite dall'inserimento di personaggi dal "dubbio" ruolo, ossia quelli che tanto fanno appassionare Leo :P , ma che ben poco c'entrano con la tradizione texiana.

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