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Sam Stone

[631/632] L'oro Dei Monti San Juan

Voto alla Storia?  

51 members have voted

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Quest'ultima fatica texiana di Nizzi IMHO non presenta certo le stigmate del capolavoro, ma nemmeno può essere ritenuta illeggibile o indecorosa. Sul piano del soggetto, si può senz'altro dire che di originalità non ve ne è molta ( tutt'al più si può segnalare il fatto che i membri del "ring" di Denver, a differenza dei loro colleghi di tante altre storie del passato, vorrebbero usare il minimo indispensabile di violenza contro gli Utes, anche per non scandalizzare l'opinione pubblica degli stati orientali Usa; un tocco di autenticità storica, ma anche psicologica, che ci fa vedere questi cinici giornalisti affaristi e politicanti come canaglie "normali" e non come "mostri" ), ma la sceneggiatura non presenta buchi o incongruenze degne di nota, utilizza in maniera appropriata i tanti topoi che richiamano il Tex del passato e scorre in maniera piuttosto fluida e non priva di alcuni brevi ( anche se riusciti ) spunti patetici, specie nel secondo albo ( l'uccisione del dottor Desmond e le sofferenze degli Utes in marcia sotto sotto la neve), cui fanno eco i commenti amari dei due pards. Quanto detto sopra è però in parte controbilanciato da una percettibile mancanza di freschezza della stesura: per ognuno dei personaggi e delle situazioni dei due albi non è difficile trovare dei parallelismi nelle storie nizziane e bonelliane del passato ( il ring di Denver corrisponde a quello di Tucson dell'omonima storia dei nn. 211 - 213; il ruolo di Hierba Buena e del suo luogotenente Nigarath ricorde quello di Nuvola Bianca e di Cervo Veloce in "Le colline dei Sioux"; l'ex colonnello Hermann è l'ultimo discendente di una serie di militari antiindiani che , nelle sceneggiature di Nizzi, si era aperta col colonnello Middleton di "Messaggero di morte" ecc. ) e quasi mai quanto si legge in "L'oro dei monti San Juan" risulta altrettanto brillante e sapido. Un prova minore, insomma, se però, invece che con le storie citate, il confronto lo facessimo con "Gringos" o "Il medaglione spagnolo", la trama imbastita da Nizzi risalterebbe IMHO in misura assai notevole. Più semplice il capitolo disegni: Filippucci mi pare bravissimo nella resa dei paesaggi, dei fenomeni naturali ( il secondo albo, pieno di neve e ghiaccio, mi pare possa fare testo in proposito ) e degli interni, ottimo nella resa dei personaggi minori e assai buono in quella di Tex e Carson.

In sintesi, per me:

soggetto 6,5

sceneggiatura 7 +

disegni 9

  • +1 1

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Una storia discreta, buon saluto di Nizzi ai lettori. L'unica nota, imho, un po' stonata è che Tex non ha praticamente mai incontrato vere difficoltà nel portare a termine la sua missione, i nemici erano tanti ma piuttosto inconsistenti e mai davvero pericolosi.

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Ed eccomi, dopo la rilettura di tutte le storie di Nizzi, da La valanga d'acqua a I volontari di Hermann parlare di un commiato. Sì perché, indipendentemente dal periodo in cui è stata scritta, questa storia è l'ultima di Nizzi.

 

Un autore che abbiamo contestato aspramente e che spesso ha causato notevoli diatribe nei vari forum dedicati a Tex. Un autore che però ha scritto storie per trent'anni mettendosi a totale servizio del personaggio. Un autore che per vent'anni ha scritto bellissime storie e che, nei primi dieci, ha guidato il carrozzone Tex da solo. Un autore che ha scritto I fratelli Donegan, la storia più brutta della serie, ma che ci ha regalato anche gemme come Furia Rossa (un autentico Capolavoro da far leggere ai bambini delle prossime generazioni che vogliono avvicinarsi a Tex).

 

Insomma Nizzi è stato uno scrittore di Tex. E non uso questo termine a caso. Uno scrittore che ha utilizzato bravura e mestiere proponendoci tantissime storie e migliaia di pagine diventando l'autore più prolifico dopo il grande e unico GLB. I volontari di Hermann è una storia che lessi due anni fa e che ho riletto ora dopo un viaggio a trecentosessanta gradi tra tutte le sceneggiature di Nizzi per la serie inedita, gli almanacchi, maxi e albi giganti. E questa, signori, è un'ottima storia. Non sono facile ai sentimentalismi ma sono contento di poter dire che Nizzi con un'avventura del genere, a differenza di quanto hanno scritto a suo tempo quelli di Ubc, ha concluso degnamente il suo percorso autoriale con Tex, un commiato degno di questo nome. Nizzi in quest'avventura (che non è un capolavoro intendiamoci) ci ha regalato una storia onesta. L'onestà, nella scrittura, è la migliore politica.

 

Mi sento di ringraziare Claudio un autore che ha significato tanto per me: a causa della mia giovane età i primi Tex che ho comprato in edicola erano i suoi. E le sue storie, da bambino, mi hanno appassionato. Non dimenticherò mai Furia Rossa (storia principe per me) né I predatori del Grande Nord, Zhenda, La Congiura, L'uomo con la frusta... storie memorabili. E non è facile avere idee, sceneggiare pagine su pagine, macinare avventura ed emozioni. La fanno facile questi lettori! Ci provassero loro a scrivere un fumetto che è totalmente identificabile con il suo autore originario e che esce ormai da settant'anni quasi! Certo, rimane l'amaro per l'ultima parte della tua carriera. Dovevi e potevi ritirarti prima oppure alleggerire le storie annuali che hai scritto per centellinare le uscite e pubblicare solo storie degne del tuo nome. Ma lo spettacolo deve andare avanti ed è andata così.

 

Onore a Nizzi!

  • +1 3

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Pienamente d'accordo con te!

A parte l'ultimo periodo, nel quale non è stato il massimo, per me Claudio Nizzi resta un grande, e le sue storie, soprattutto quelle nel periodo 300-400 per me rimangono indimenticabili.

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Ulzana, giuro che mi hai commosso. Quelle che hai utilizzato sono, credo, le migliori parole che abbia mai sentito per definire ciò che Claudio Nizzi ha rappresentato per Tex.

Grazie davvero, pard!  ;)

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Ulzana, giuro che mi hai commosso. Quelle che hai utilizzato sono, credo, le migliori parole che abbia mai sentito per definire ciò che Claudio Nizzi ha rappresentato per Tex.

Grazie davvero, pard!  ;)

 

Caspita non pensavo di commuovere qualcuno... ma era doveroso nei confronti di Nizzi! Quello che ha rappresentato per Tex non va dimenticato Virgin e sono contento che tu sia d'accordo con me. :)

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Pienamente d'accordo con te!

A parte l'ultimo periodo, nel quale non è stato il massimo, per me Claudio Nizzi resta un grande, e le sue storie, soprattutto quelle nel periodo 300-400 per me rimangono indimenticabili.

 

Infatti. Nella fascia 300-400 è difficile trovare storie che non siano eccelse. La caccia alla balena  ne Il prigioniero dell'Albatros è avventura pura! Avercene di storie così anche oggi!

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Mi sento di ringraziare Claudio un autore che ha significato tanto per me: a causa della mia giovane età i primi Tex che ho comprato in edicola erano i suoi. E le sue storie, da bambino, mi hanno appassionato. Non dimenticherò mai Furia Rossa (storia principe per me) né I predatori del Grande Nord, Zhenda, La Congiura, L'uomo con la frusta... storie memorabili. E non è facile avere idee, sceneggiare pagine su pagine, macinare avventura ed emozioni. La fanno facile questi lettori! Ci provassero loro a scrivere un fumetto che è totalmente identificabile con il suo autore originario e che esce ormai da settant'anni quasi! Certo, rimane l'amaro per l'ultima parte della tua carriera. Dovevi e potevi ritirarti prima oppure alleggerire le storie annuali che hai scritto per centellinare le uscite e pubblicare solo storie degne del tuo nome. Ma lo spettacolo deve andare avanti ed è andata così.

 

Onore a Nizzi!

 

E Fuga da Anderville, e Un Ranger del Texas, e La Leggenda della vecchia missione... quanto ci manca quel Nizzi...

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è vero Leo. Ho citato le avventure che comprai in edicola direttamente da bambino... ma conosce quelle bellissime storie e quel Nizzi.

 

Oggi, ripensando a Fusco, mi viene a mente anche un'altra storia di Nizzi, magnificamente disegnata, come Sangue sul fiume...

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GLBonelli disse in un'intervista che non riusciva a spiegarsi il successo di Tex rispetto ad altri personaggi da lui creati... e giunse alla personale conclusione che Tex fosse nato "fortunato", come capita ad alcune persone della vita, più fortunate di altre. Ritengo che questa affermazione abbia trovato la sua conferma negli anni, perché quando suo "padre" scrisse sempre meno di lui, Tex trovò un autore che lo adottò con amore, scrivendo per anni, instancabile, bellissime avventure... non penso esista e sia mai esistito un autore tanto prolifico. Ora, con quest'ultima storia apparsa sulla serie regolare, Nizzi ci saluta con un soggetto "classico" da leggere tutto di un fiato, che chi ha amato ed ama Tex non può che leggere con passione e un po' di magone sapendo che è l'ultima del nostro caro Nizzi. Il tratto sicuro di Filuppucci onora degnamente questa grande storia. Voto 10 (senz'altro alla carriera).

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Letto per la prima volta questo doppio albo, che rappresenta l'ultimo capitolo di Nizzi su Tex.

Che dire? Le situazioni sono già viste (dopo 600 numeri è forse quasi impossibile trovare cose nuove), ma la storia è molto bella.

Il vecchio Nizzi ci fa respirare Tex ad ogni pagina. Tex è più che mai Tex, da quando malmena papaveri e pezzi grossi, e addirittura colonnelli e generali, a quando riempie di insulti tremendi i poveretti che si trova davanti, fino alla perfetta strategia di guerriglia. Insomma un Tex più che mai cazzutissimo, quasi a voler smentire le esagerate (e per me assurde) critiche piovute sull'autore, per la verità soprattutto su altri lidi.

Anche Carson è ottimo e la storia ben godibile. Francamente, a parte Boselli nelle sue storie migliori, allo stato attuale nessun autore è in grado di scrivere un Tex come questo. Ad avercene ci farei la firma col sangue...

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<span style="color:red;">27 minuti fa</span>, valerio dice:

 

Anche Carson è ottimo e la storia ben godibile. Francamente, a parte Boselli nelle sue storie migliori, allo stato attuale nessun autore è in grado di scrivere un Tex come questo. Ad avercene ci farei la firma col sangue...

D'accordo che questa, tra le ultime storie di Nizzi, è una delle storie più salvabili. Ma tutte le storie di Ruju viste finora sono di un livello nemmeno lontanamente paragonabile. 

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<span style="color:red;">1 minuto fa</span>, paco ordonez dice:

D'accordo che questa, tra le ultime storie di Nizzi, è una delle storie più salvabili. Ma tutte le storie di Ruju viste finora sono di un livello nemmeno lontanamente paragonabile. 

Ruju è molto bravo in prospettiva, ma qui si respira un altro Tex a mio avviso. Cmq come storie Ruju è bravo, è vero. Aspettò però un capolavoro che, per ora, non arriva.

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<span style="color:red;">18 minuti fa</span>, valerio dice:

Ruju è molto bravo in prospettiva, ma qui si respira un altro Tex a mio avviso. Cmq come storie Ruju è bravo, è vero. Aspettò però un capolavoro che, per ora, non arriva.

Ruju è un autore che sta mostrando una tale qualità che non ha più bisogno, a mio avviso, di essere letto "in prospettiva". Credo che "Un ranger per nemico" o "Le catene della colpa" siano grandissime storie, tra le migliori degli ultimi dieci anni. E credo che il suo Tex (specie quello di "Tempesta su Galveston" o "Lunga Lancia") sia perfetto - di certo non ha nulla in meno di tanti Tex dell'ultimo Nizzi.

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E' indubbiamente bravo.

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Con Boselli Ruju è il migliore autore di Tex in questo momento e non si può più parlare di un autore "in prospettiva" perché scrive Tex da diversi anni con ottimi risultati. È vero però che il suo capolavoro ancora non l'ha scritto, cosa che ad esempio è riuscito a fare Medda che ha solo due storie all'attivo. Detto questo, lunga vita texiana a Ruju ; su di lui ripongo le mie aspettative per il Tex del prossimo decennio. 

Edited by Leo

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Storia da amaro in bocca: la ricordo ancora dopo anni, una storia dignitosa ma priva di quel guizzo di commiato da parte di un autore storico. Se fossi maligno direi che i momenti migliori sono quelli in cui si nota l'influenza dell'album n° 10 di Blueberry a cui Nizzi si è espressamente ispirato (album che peraltro possiedo in lingua originale). La cosa positiva della storia è l'assenza di piccionate da parte dei due pards e un certo disegno della personalità di alcuni comprimari e antagonisti (dovrei rileggerla per essere più preciso, ma non so quando potrò). Invece ricordo che Filippucci mi deluse un poco, anche se era la sua una prova comunque sulla sufficienza.

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E Nizzi ci lascia con una storia tradizionale, sicuramente lontana da quelle propinateci negli ultimi anni, ma anche da quelle del suo periodo d'oro.
Questa avventura ha il pregio di aver introdotto, dopo più di 600 albi e vari speciali, un elemento di novità assoluta: non ricordo, infatti, un'intera tribù prigioniera. In assedio, in fuga, ma non prigioniera. Ma forse mi sbaglio.
Ci lascia Nizzi, inoltre, con una caratterizzazione di Tex che è quella classica. Si rivede l'eroe carismatico con gli indiani, amico degli sceriffi importanti, nemico dei potenti e dileggiatore dei militari.
Disegni buoni, ma inferiori al Texone dello stesso Autore.
Voto alla storia: 6,8
Voto ai disegni: 8

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