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TWF - Tex Willer Forum
Sam Stone

[Color Tex n. 3] Lo Sciamano Bianco

Voto alla Storia?  

29 voti

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un p? lenta ad ingranare ma con un buon finale ed un ottimo avversarioil mio dubbio sui color resta proprio il color credo che davide bonelli debba sborsare qualche soldo in più per una COLORAZIONE COME SI DEVE!!si vedono in giro pubblicazioni a colori stupende e tex che è il principe dei fumetti si ritrova sta roba economica, meglio sopprimere qualche collana iniutile come DRAGONERO ed investire sul ranger

cosa c'entra Dragonero con il Color Tex?tralasciando la definizione di "inutilit?" (i gusti sono gusti e non si discutono) ma secondo me le dinamiche tra Ian e i suoi pard sono mooooolto debitrici di quelle tra Tex, Carson, Tiger Jack e Kit, quindi a mio parere l'ultimo arrivato in casa Bonelli strizza non poco l'occhio al lettore Texiano comunque sono d'accordo che i colori non siano sto granch? ma dico anche che 1) la classica carta bonelliana non permetta chissà quale resa (infatti incrocio le dita per Orfani)2) il color Tex nasce dal successo della collezione storica di Repubblica e di quel tipo di colorazione, quindi la Bonelli non fa altro che dare al grande pubblico quello che il grande pubblico vuolee se siamo qui a parlare per il terzo anno consecutivo di questa collana, sapendo che almeno altri due numeri (escludendo il color fest) sono già in lavorazione penso che un pur minimo successo l'ha avuto e quindi non credo che cambier? qualcosa

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il color Tex nasce dal successo della collezione storica di Repubblica e di quel tipo di colorazione, quindi la Bonelli non fa altro che dare al grande pubblico quello che il grande pubblico vuole

Magari sbaglio, ma è possibile che la gente volesse non quel colore ma vedere Tex a colori? Dopotutto quello è stato un "regalo" di Repubblica, e a caval donato non si guarda in bocca. Forse un prodotto direttamente di casa Bonelli lo si vorrebbe un tantino perfezionato rispetto alla famosa collezione.

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il color Tex nasce dal successo della collezione storica di Repubblica e di quel tipo di colorazione, quindi la Bonelli non fa altro che dare al grande pubblico quello che il grande pubblico vuole

Magari sbaglio, ma è possibile che la gente volesse non quel colore ma vedere Tex a colori? Dopotutto quello è stato un "regalo" di Repubblica, e a caval donato non si guarda in bocca. Forse un prodotto direttamente di casa Bonelli lo si vorrebbe un tantino perfezionato rispetto alla famosa collezione.
Cheyenne, ti devo correggere.

La colorazione della collezione storica di Repubblica non è stata curata dal gruppo editoriale di Repubblica ma dalla SBE. Questo lo so per certo perchè me lo ha detto Luca Raffaelli. E' la SBE che ha deciso come colorare la collezione storica e che ha deciso chi dovesse farla.
Non so chi ha deciso il tipo di carta da usare, questo mi son dimenticato di chiederglielo, la carta usata per la collezione storica è migliore e fa risaltare meglio il colore.

P. S. Ma non si dovrebbe abilitare la possibilità di dare i voti a questa storia?

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ah! dimenticavo , ultimo voto per la serie color tex : un bel 10 e pure con la lode , tre centri su tre, tre storie magnificamente scritte , disegnate e colorate, una serie divenuta imperdibile tanto quanto i texoni. attendo trepidante il prossimo numero a novembre ( grazie Boselli per la semestralit?) :indianovestito:

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Harlan1982
comunque sono d'accordo che i colori non siano sto granch?
ma dico anche che
1) la classica carta bonelliana non permetta chissà quale resa (infatti incrocio le dita per Orfani)

2) il color Tex  nasce dal successo della collezione storica di Repubblica e di quel tipo di colorazione, quindi la Bonelli non fa altro che dare al grande pubblico quello che il grande pubblico vuole.

e se siamo qui a parlare per il terzo anno consecutivo di questa collana, sapendo che almeno altri due numeri (escludendo il color fest) sono già in lavorazione penso che un pur minimo successo l'ha avuto e quindi non credo che cambier? qualcosa

Ti do ragione, Harlan. E' ormai evidente che le caratteristiche della classica carta non lucida, tipica delle pubblicazioni di casa Bonelli, sono più conformi ad una stampa in bianco e nero: questo tipo di carta incide quindi negativamente sul colore, rendendo le tonalit? cromatiche meno vivaci e più opache, come si evince dalle ultime pubblicazioni. :( La carta patinata utilizzata per il Dylan Dog ColorFest o per gli Almanacchi sarebbe sicuramente più appropriata, a mio avviso. Spero che l'edizione a colori di novembre, adottando le medesime qualità, possa finalmente rappresentare quella decisiva svolta che finora abbiamo purtroppo atteso invano... :inch:


Sul secondo punto, invece, penso sia meglio non azzardare simili ipotesi, perchè è tutto da vedere. Nonostante gli incoraggianti numeri di vendita, chi ci dice che i lettori siano rimasti tutti soddisfatti di un prodotto che, tutto sommato, è qualitativamente carente? (e so bene di non essere l'unico a pensarla in questo modo). Non è mai troppo tardi per migliorare le cose, pard. E mi riferisco non solo ai ColorTex, ma anche alla piu volte citata colorazione digitale delle copertine della serie regolare... sisi

In quanto alle prossime uscite, ti devo correggere: i ColorTex attualmente in lavorazione, escluse le storie brevi, sono ben quattro (?!)... :shock:

Waco Dolan
il mio dubbio sui color resta proprio il color credo che davide bonelli debba sborsare qualche soldo in più per una COLORAZIONE COME SI DEVE!!
si vedono in giro pubblicazioni a colori stupende e tex che è il principe dei fumetti si ritrova sta roba economica

Puro vangelo, Waco. Concordo al 100%... clap


West10
P. S. Ma non si dovrebbe abilitare la possibilità di dare i voti a questa storia?

E' quello che anch'io mi chiedo... :D


BK

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Harlan1982
comunque sono d'accordo che i colori non siano sto granch?
ma dico anche che
1) la classica carta bonelliana non permetta chissà quale resa (infatti incrocio le dita per Orfani)

2) il color Tex? nasce dal successo della collezione storica di Repubblica e di quel tipo di colorazione, quindi la Bonelli non fa altro che dare al grande pubblico quello che il grande pubblico vuole.

e se siamo qui a parlare per il terzo anno consecutivo di questa collana, sapendo che almeno altri due numeri (escludendo il color fest) sono già in lavorazione penso che un pur minimo successo l'ha avuto e quindi non credo che cambier? qualcosa

Ti do ragione, Harlan. E' ormai evidente che le caratteristiche della classica carta non lucida, tipica delle pubblicazioni di casa Bonelli, sono più conformi ad una stampa in bianco e nero: questo tipo di carta incide quindi negativamente sul colore, rendendo le tonalit? cromatiche meno vivaci e più opache, come si evince dalle ultime pubblicazioni. :( La carta patinata utilizzata per il Dylan Dog ColorFest o per gli Almanacchi sarebbe sicuramente più appropriata, a mio avviso. Spero che l'edizione a colori di novembre, adottando le medesime qualità, possa finalmente rappresentare quella decisiva svolta che finora abbiamo purtroppo atteso invano... :inch:


Sul secondo punto, invece, penso sia meglio non azzardare simili ipotesi, perchè è tutto da vedere. Nonostante gli incoraggianti numeri di vendita, chi ci dice che i lettori siano rimasti tutti soddisfatti di un prodotto che, tutto sommato, è qualitativamente carente? (e so bene di non essere l'unico a pensarla in questo modo). Non è mai troppo tardi per migliorare le cose, pard. E mi riferisco non solo ai ColorTex, ma anche alla piu volte citata colorazione digitale delle copertine della serie regolare... sisi

In quanto alle prossime uscite, ti devo correggere: i ColorTex attualmente in lavorazione, escluse le storie brevi, sono ben quattro (?!)... :shock:

Waco Dolan
il mio dubbio sui color resta proprio il color credo che davide bonelli debba sborsare qualche soldo in più per una COLORAZIONE COME SI DEVE!!
si vedono in giro pubblicazioni a colori stupende e tex che è il principe dei fumetti si ritrova sta roba economica

Puro vangelo, Waco. Concordo al 100%... clap


West10
P. S. Ma non si dovrebbe abilitare la possibilità di dare i voti a questa storia?

E' quello che anch'io mi chiedo... :D


BK

io sapevo del color Tex di Civitelli e di Recchioni

se ce ne sono altri due, ben venga :generaleN:

per quanto riguarda il tipo di carta mi iscrivo al partito di quelli che vorrebbero un cambio ma bisognerebbe vedere quanto ciò possa avvenire senza diminuire il numero di pagine e senza alzare il prezzo.

Per quanto riguarda la soddisfazione dei lettori, i numeri dicono che la maggioranza dei lettori di Tex non legga gli X Men (cito un comics paninaro a caso) e quindi credo ignori (o non gli importi più di tanto) che esistano fumetti colorati in un certo modo e pubblicati (in Italia) su carta semipatinata quindi sono contenti/soddisfatti di vedere il loro eroe a colori una volta all'anno (e tra poco due) invece che soltanto nei numeri centenari

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In quanto alle prossime uscite, ti devo correggere: i ColorTex attualmente in lavorazione, escluse le storie brevi, sono ben quattro (?!)... :shock:

io sapevo del color Tex di Civitelli e di Recchionise ce ne sono altri due, ben venga  :generaleN:

Stando alle mie personali informazioni, i Color Tex con storie lunghe attualmente in varie fasi di lavorazione sono effettivamente quattro: Boselli & Civitelli (previsto per il 2014), Recchioni & Del Vecchio (previsto per il 2015), Faraci & Milano (in lenta lavorazione da parte del disegnatore da ormai tre anni) e Ruju & Scascitelli (non ancora iniziato dal disegnatore probabilmente). :generaleN:

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letto con calma e serenit? (ci voleva prorio una "dose" di Tex dopo un periodo di intenso lavoro) e sono molto soddisfatta. (ATTENZIONE: PUO' CONTENERE SPOILER)Ho trovato davvero interessante come Boselli sia riuscito a mettere in luce i caratteri dei personaggi attraverso i loro dialoghi leali (la parola data, il giuramento...) e quelli "scherzosi", dove un Tiger Jack sorpreso sembra quasi non conoscere il suo amico-fratello.... E' stato inoltre speciale sentire la presenza di Kit Carson attraverso le diverse citazioni anche se era assente e in parte l'inettitudine del giovane "cucciolo dalle orecchie lunghe" ha ricordato che di solito è presente un più capace ragazzo. Seppur non "fisicamente", i due pards mancanti erano presenti. Altro aspetto: ho avuto come l'impressione che in qualche modo si sia "giocato" sulla moralit? stessa del nostro Tex (che alla fine risulta sempre quella giusta), quasi per mettere nel lettore un pizzico di dubbio e rinforzare la crudeltà del cattivo... Quando Roy Harpet parla delle pistole e della via del demonio ho pensato: e adesso Tex è veramente nei guai... come se la caver? a parole? Inzier? una lunga spiegazione sulla giustizia? A parte questi particolari "filosofici" (che noto molto spesso nelle storie di Boselli e lo ringrazio perchè mi fanno anche ragionare anche oltre alla semplice trama del fumetto), sul lato grafico mi sento di dire:LA COPERTINA: lo sfondo stellato è molto suggestivo e non ho trovato nulla di male nel "palestrato" disegnato da Villa, perchè anche i disegni interni di Ticci nella stessa scena, lo fanno del tutto simile. Quindi credo che sia stata proprio una scelta pre-meditata. Di Villa inoltre apprezzo molto la continuit? di stile. DISEGNI DI TICCI E COLORI: che dire... solo in Italia e forse in altri pochi paesi il fumetto in B/N è visto meglio di quello a colori, forse perchè siamo nati con questa resa grafica prima. Non lo so. Concordo sul fatto che sono piatti, che non hanno messo in risalto il vero disegno di Ticci, ma devo anche dire che tra tutto il complesso sono l'ultima cosa che ho notato. In qualche modo, "la non bellezza" del colore ha permesso di apprezzare al meglio tutto il resto e i piccoli gesti dei personaggi disegnati (Edith e Tex che si sfiorano con le mani.... ad esempio). In questo periodo sto leggendo davvero delle storie straordinarie, conto si continui così. VOTI:Storia: 10Copertina (compresa dello studio cromatico): 10Disegni: 10Colore:7

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Parlando della storia posso dire che i disegni di Ticci sono sempre fantastici e che la storia e senz'altro buona; Tex si è anche trovato in una situazione difficile contro un avversario degno di lui. In quanto alla colorazione avrei da ridire:

La carta patinata utilizzata per il Dylan Dog ColorFest o per gli Almanacchi sarebbe sicuramente più appropriata, a mio avviso.

:inch: Pura verità, ma devo dire che mi sarebbe piaciuto di più se invece di inventarsi un nuovo albo a colori con solo qualche pagina in più, avessero iniziato a fare i Texoni a colori, sempre se colorati meglio (magari con la carta patinata). Un fumetto che dura da così tanto tempo come Tex, non può certo accontentarsi di una colorazione così... ::evvai:: :colt:

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La carta patinata utilizzata per il Dylan Dog ColorFest o per gli Almanacchi sarebbe sicuramente più appropriata, a mio avviso.

:inch: Pura verità, ma devo dire che mi sarebbe piaciuto di più se invece di inventarsi un nuovo albo a colori con solo qualche pagina in più, avessero iniziato a fare i Texoni a colori, sempre se colorati meglio (magari con la carta patinata). Un fumetto che dura da così tanto tempo come Tex, non può certo accontentarsi di una colorazione così... ::evvai:: :colt:
Sul tema della "verniciatura" da quattro soldi dei ColorTex, come qualche forumista l'ha definita, non potrei essere più d'accordo, e ne approfitto per ribadire il mio punto di vista. A parte il primato della longevit? editoriale, un fumetto prestigioso come Tex, che è una delle pubblicazioni più affermate in assoluto nel panorama fumettistico mondiale nonchè la serie a fumetti più venduta in Italia (circa 210.000 copie mensili, stando agli ultimi dati), non lo si può condannare ad essere pubblicato in maniera talmente mediocre, utilizzando peraltro una colorazione scadente, priva di razionalit?, indegna del nome che porta e soprattutto indegna di essere impiegata su Tex! Il nostro impareggiabile Ranger, in qualità di principe dei fumetti, merita molto di più, IMHO. ::evvai:: Quello dei Texoni, invece, è un argomento a parte, Giuliano, che col senno del poi, ha ben poco a che vedere con la colorazione. Se si esclude il progetto portato avanti in collaborazione col quotidiano "La Repubblica", che per un breve periodo ha pubblicato settimanalmente la serie "Tex Speciale" in technicolor fino al 26° numero, il Texone ha sempre previsto 240 pagine stampate rigorosamente in bianco e nero. sisi Ragion per cui credo che una simile ipotesi di cambiamento sia da considerarsi alquanto improbabile. BK

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Quello dei Texoni, invece, è un argomento a parte, Giuliano, che col senno del poi, ha ben poco a che vedere con la colorazione. Se si esclude il progetto portato avanti in collaborazione col quotidiano "La Repubblica", che per un breve periodo ha pubblicato settimanalmente la serie "Tex Speciale" in technicolor fino al 26° numero, il Texone ha sempre previsto 240 pagine stampate rigorosamente in bianco e nero. sisi Ragion per cui credo che una simile ipotesi di cambiamento sia da considerarsi alquanto improbabile.

Lo so benissimo, infatti non mi riferivo a qualcosa che si potesse fare realmente, ma solo a un mio desiderio in quanto apprezzo molto più la vignetta grande del Texone a colori, piuttosto che quella normale... sono solo sogni :trapper::colt:

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Secondo me in questo albo invece, l'effetto colorazione piatta si nota ancor di più forse per il tratto "sporco" di Ticci. Mi fa strano che siano state aggiunte le sfumature al cielo, l'acqua e gli ambienti in generale mentre per i personaggi si sia adottata la formula "riempi colore" come si fa con Paint. Spero che il prossimo di Civitelli possa essere colorato come è stato fatto con il volume 4 delle storie brevi, sarebbe un vero peccato il contrario. A riguardo dei disegni, il tratto (odierno) di Ticci non riesco molto ad apprezzarlo: in particolare i personaggi che trovo un po' troppo abbozzati e non molto definiti, mi da l'impressione di un tratto nervoso quasi abbia fretta di finire le tavole. Mentre gli ambienti e i paesaggi sembrano meglio realizzati.

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A riguardo dei disegni, il tratto (odierno) di Ticci non riesco molto ad apprezzarlo: in particolare i personaggi che trovo un po' troppo abbozzati e non molto definiti, mi da l'impressione di un tratto nervoso quasi abbia fretta di finire le tavole.

.. eppure attualmente il maestro senese ha una produzione più lenta di qualche anno fa (negli anni ottanta produceva tra le 18 e le 20 tavole al mese, oggi non più di 16 tavole mensili).......... Questione di gusti, ma a me il Ticci attuale, pur apprezzando di più le sue storie fascia 200-400, non mi dispiace per niente. Più che di decadenza io parlerei di un evoluzione stilistica....

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Storia: per una volta, non risulta del tutto convincente... a partire dal ruolo del giovane trapper salvato dalle grinfie degli indiani... in effetti sembra creare più problemi che risolverne. Tiger Jack viene reso in alcuni tratti con un'ingenuità che non possedeva nemmeno quando lui e tex si sono conosciuti ("Furia Rossa"), il duello finale mi pare un po' troppo tirato per i capelli... la storia del finto mormone per qualche motivo mi ricorda qualche vecchio western non particolarmente esaltante... un po' di dej? vu, per così dire. Disegni: sarà per l'applicazione del colore forse ancora da migliorare, sarà per l'età di Ticci, sarà per altri motivi, ma in più punti (di nuovo, il duello finale, i vari flashback) il disegno appare piatto e poco dinamico. Non chiedo il fantastico Ticci degli esordi ("Goldeena" graficamente è un piccolo capolavoro, ma anche "La maledizione di Escondida" per fare un altro esempio), ma ci sono poche possibilità di vedere i cavalli correre al galoppo o gli indiani combattere in campo aperto o qualche malcapitato volare in qualche saloon, od altre di quelle ambientazioni dove - a mio personalissimo parere - Ticci rende al meglio. Non mi è rimasto particolarmente impresso come un albo memorabile.

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A riguardo dei disegni, il tratto (odierno) di Ticci non riesco molto ad apprezzarlo: in particolare i personaggi che trovo un po' troppo abbozzati e non molto definiti, mi da l'impressione di un tratto nervoso quasi abbia fretta di finire le tavole.

.. eppure attualmente il maestro senese ha una produzione più lenta di qualche anno fa (negli anni ottanta produceva tra le 18 e le 20 tavole al mese, oggi non più di 16 tavole mensili)....


...... Questione di gusti, ma a me il Ticci attuale, pur apprezzando di più le sue storie fascia 200-400, non mi dispiace per niente. Più che di decadenza io parlerei di un evoluzione stilistica....

Quello che mi sembra di aver appurato è che diversi forumisti non amano particolarmente il tratto di Font e Ortiz, ma trovano invece gradevole quello del Ticci anche odierno, mi piacerebbe capire il perchè:

Gurdandoli certo si nota la diversit? tra autore e autore ma io ci vedo molto anche una grande affinit? perlomeno nei visi. Infatti non sono un estimatore di nessuno dei tre disegnatori.

ho preso a caso 3 immagini del Tex di Ortiz / Font / Ticci per illustrare meglio cosa intendo fondamentalmente mi sembrano davvero molto simili.

Immagine postata

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A riguardo dei disegni, il tratto (odierno) di Ticci non riesco molto ad apprezzarlo: in particolare i personaggi che trovo un po' troppo abbozzati e non molto definiti, mi da l'impressione di un tratto nervoso quasi abbia fretta di finire le tavole.

.. eppure attualmente il maestro senese ha una produzione più lenta di qualche anno fa (negli anni ottanta produceva tra le 18 e le 20 tavole al mese, oggi non più di 16 tavole mensili)....


...... Questione di gusti, ma a me il Ticci attuale, pur apprezzando di più le sue storie fascia 200-400, non mi dispiace per niente. Più che di decadenza io parlerei di un evoluzione stilistica....

Quello che mi sembra di aver appurato è che diversi forumisti non amano particolarmente il tratto di Font e Ortiz, ma trovano invece gradevole quello del Ticci anche odierno, mi piacerebbe capire il perchè:

Gurdandoli certo si nota la diversit? tra autore e autore ma io ci vedo molto anche una grande affinit? perlomeno nei visi. Infatti non sono un estimatore di nessuno dei tre disegnatori.

ho preso a caso 3 immagini del Tex di Ortiz / Font / Ticci per illustrare meglio cosa intendo fondamentalmente mi sembrano davvero molto simili.

Immagine postata

Dovessi fare una mia personale graduatoria in ordine di preferenza dei tre disegnatori (non delle illustrazioni da te postata Samu) sarebbe:


TICCI

ORTIZ

FONT

Ma naturalmente mi riferisco al mio gusto personale.

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Ciao Marco, tu non li trovi molto simili?Chiaramente come detto in altre occasioni l'Ortiz del passato non è tra i miei preferiti ma comunque trovo il suo tratto superiore sebben difficilmente potrebbe essere un mio modello ideale, discorso simile per il Ticci "old school". Font ...................................... :_sigh :trapper:

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A me il Ticci di Vendetta indiana, Sulle piste del Nord, Terra promessa e via di seguito piaceva molto per la sua gestione degli spazi con grandi ambientazioni e tavole molto suggestive, anche se i personaggi li vedevo strani perchè per me Tex era quello di Galep o quello di Letteri, al più quello di Nicol' (per me bello, ma diverso) o Muzzi (che non gradivo)Dopo vent'anni compare Ortiz ne La grande rapina che accettai come performance da Texone, quindi non necessariamente aderente all'icona di Tex. La comparsa nel Maxi Il cacciatore di fossili ha preceduto l'esordio sulla serie regolare con Gli uomini che uccisero Lincoln. La mia impressione fu quella di un west reso con particolare verismo e crudezza, ma i personaggi ancora una volta non mi entusiasmavano, non perchè fossi rimasto legato alla tradizione Galep-Letteri dal momento che avevo avuto modo di apprezzare i disegni di Civitelli, Villa e Marcello. Ultimo arrivato tra i tre è Font che esordisce anche lui sul Texone Gli assassini (primo di borden dopo 11 di Nizzi e prima di altri 9 di Nizzi) e nel Maxi Nei territori del NordOvest (sempre di borden) prima di approdare nella serie regolare con I lupi rossi (naturalmente di borden) per me tre storie talmente belle che non sono stato troppo a sottilizzare sui disegni evidentemente lontani dal Tex classico. Ora se mi si chiede se i tre disegnatori siano simili, la mia risposta è no e se similitudine devo trovare è che per tutti e tre l'evoluzione stilistica ha portato ad accentuare la nervosit? del tratto e a curare meno i dettagli con alcune tavole che sembrano buttate già di botto e rese presentabili con il mestiere, ma ciascuno con il proprio inconfondibile stile.

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Trovo che questa storia sia abbastanza carina ma niente di speciale, devo dire che mi aspettavo di più per questo Color. Non mi piace l'accoppiata Tex/Tiger poich? la trovo un po noisetta e poco divertente, in secondo luogo trovo che per una storia con questa ambientazione sarebbe stata da sviluppare con un centinaio in più di pagine, con Carson, e dunque con degli avvenimenti più coinvolgenti. Comunque ha tutte le caratteristiche per essere accettabile e buona. Ho dato 7, non meno e non più.

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