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ymalpas

[635/636] Il Segreto Del Giudice Bean

Voto alla storia:  

55 voti

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Ciao a tutti. Complessivamente ho dato come voto 7. Parto dai disegni che meritano un 6 per come è stato disegnato Tex e Carson (non mi hanno convinto) ma un 9 per tutto il resto. Spettacolari. Massimo realismo, manca solo l'odore... vero west ! Copertine meno convincenti del solito. 6,5 per l'albo 635 e un 6 per la 636. La storia merita il voto per il finale, la copertina mi aveva fatto pensare a qualcosa di diverso invece non era centrata (credo volutamente). Io il giudice Bean lo avrei lasciato andare volentieri ai verdi pascoli anche se in fondo è anche lui un personaggio da vero west.

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Non posso negare che alcune delle incongruenze segnalate da Leo siano in effetti presenti: in particolare, possiamo dire che la liberazione di Moon è perfettamente inutile. Detto questo, posso dire che non è certo questo a farmi gradire o sgradire una storia. E questa, da parte di un autore che altre volte ho sentito artificioso, ha il più tipico dei pregi del "vecchio Tex": un'ironia genuina. E' sottile, deliziosamente sotto le righe. E questo mi basta e avanza: uno dei due 10 è mio.

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Ciao Giacomo. Per me invece la logica di una storia deve essere quanto più ferrea possibile; altrimenti la trovo artificiosa. Non è solo la liberazione di Moon: obiettivamente, tu ce li vedi dei veri bandidos messicani allestire una così sofisticata trappola quando potrebbero tranquillamente catturare il giudice e sbatacchiarlo come si deve? Cosa li spinge a credere che il vecchio non parler? neanche sotto tortura? Mi sembra tutto un pretesto per fare andare avanti la vicenda... Tu conosci il mio amore per Boselli e sai che poche volte io l' ho trovato artificioso. Ma Moon e tutta la vicenda di Lily mi paiono sinceramente poco credibili e troppo forzate.

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Ciao Giacomo. Per me invece la logica di una storia deve essere quanto più ferrea possibile; altrimenti la trovo artificiosa. Non è solo la liberazione di Moon: obiettivamente, tu ce li vedi dei veri bandidos messicani allestire una così sofisticata trappola quando potrebbero tranquillamente catturare il giudice e sbatacchiarlo come si deve? Cosa li spinge a credere che il vecchio non parler? neanche sotto tortura? Mi sembra tutto un pretesto per fare andare avanti la vicenda... Tu conosci il mio amore per Boselli e sai che poche volte io l' ho trovato artificioso. Ma Moon e tutta la vicenda di Lily mi paiono sinceramente poco credibili e troppo forzate.

Ho capito il tuo punto di vista, ma il mio è proprio differente. A meno ovviamente che le forzature siano buffonate in stile Ukasi o Hamatsa - che paiono tanto poco credibili da essere ridicole - non vi do troppo peso. Mentre do molta importanza al sapore della storia, e qui ho respirato l'aria scanzonata del Tex dei bei tempi: quella genuina e casereccia che mi è spesso mancata nel Tex di oggi.

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Su questo ti do ragione: qui c'è un bel Tex e in generale bei personaggi. Ma il fatto che si muovano in maniera forzata me li fa apparire come finti, come marionette mosse dalla troppo pesante e troppo visibile mano del burattinaio. Preferisco un Tex meno Tex ma calato in una vicenda verosimile che un "vero" Tex in un contesto IMHO molto improbabile

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Su questo ti do ragione: qui c'è un bel Tex e in generale bei personaggi. Ma il fatto che si muovano in maniera forzata me li fa apparire come finti, come marionette mosse dalla troppo pesante e troppo visibile mano del burattinaio. Preferisco un Tex meno Tex ma calato in una vicenda verosimile che un "vero" Tex in un contesto IMHO molto improbabile

Però, un bel Tex, bei personaggi, ok, ma non penso che basti questo per dare a una storia 10, insomma come dire che è un capolavoro. Sembra che certi fan di Tex sono così disabituati da certe scene (il fiammifero tra i piedi sopra tutte) che si esaltano fin troppo non appena le rivedono dopo tanto tempo. In questa storia abbiamo alcune scene interessanti ma anche delle forzature come diceva giustamente Leo. Si può anche lasciarle perdere e concentrarsi più sugli aspetti della storia che sono piaciuti. Ma da qui a esaltare pienamente (don Fabio gli da cinque su cinque) la storia, è un p? troppo. Se non sbaglio, sempre don Fabio aveva detto degli "Invincibili" che è un capolavoro letterario ma poco texiano ( più o meno così mi pare che faceva). E confrontando quel commento con quello suo sulla storia di questo mese, mi viene in mente : accettiamo ed esaltiamo qualsiasi storia che presenti alcune di quelle caratteristiche texiane che si adorano? Quasi. Belle le storie dotate di texianit? ma non basta solo quello senn° molte delle storie di Boselli senior ma anche di Nizzi, sarebbero da considerare dei capolavori.

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E' vero, non dovrebbe bastare la scena del fiammifero tra i piedi per andare in brodo di giuggiole. Ma se è stata così importante, se se ne parla come di un vecchio amico ritornato, se è stato uno dei motivi per dare voti alti e addirittura 10, non basta per capire che Tex doveva tornare a quei livelli?

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Sono d'accordo con John per i concetti che esprime, ma non credo che don Fabio, Cheyenne, e gli altri abbiano dato 10 a questa storia solo per il ritorno di un Tex finalmente texiano, ma anche per la storia in sè e per le sensazioni che suscita. è innegabile che molte sue sequenze sono suggestive, e queste, unite ad un atteggiamento e a dialoghi più texiani, colpiscono positivamente il lettore, fino a farle meritare, agli occhi di molti, il 10. Io, dal canto mio, pur riconoscendo la presenza di un bel Tex, contesto quelli che ritengo passaggi infelici della sceneggiatura, ed è questo che non mi consente di darne un giudizio pienamente positivo. Probabilmente quelle incongruenze che a me appaiono gravi non sono tali per Cheyenne e don Fabio e ciò li porta ad essere entusiasti della storia. Ma non credo si tratti del solo ritrovato Tex o del fiammifero tra i piedi...

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Ma non credo si tratti del solo ritrovato Tex o del fiammifero tra i piedi...

Dal canto mio, no assolutamente, la storia è ottima, occhio che per me ottimo è un 7 e non un dieci, ma il ritorno di un Tex protagonista che vive un avventura godibile, vale più del fiammifero tra i piedi, che è solo un dettaglio in più per far sorridere positivamente il lettore nostalgico, ma che non incide nel decidere se la storia è ottima o no...:), in questo caso lo ?, certo è un ottima storia, ma non è certo un capolavoro.....

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E' vero, non dovrebbe bastare la scena del fiammifero tra i piedi per andare in brodo di giuggiole. Ma se è stata così importante, se se ne parla come di un vecchio amico ritornato, se è stato uno dei motivi per dare voti alti e addirittura 10, non basta per capire che Tex doveva tornare a quei livelli?

Francamente non capisco cosa vuoi dire. Dal fatto che alcuni di voi si sono esaltati per una scena , peraltro secondo me inserita a sproposito, cosa dovrei capire? Di quali livelli parli?Per me questa è solo una buona storia con qualche scenetta in stile Tex, che in qualche caso sarebbe stato meglio non mettere, ma siamo ben al di sotto di quanto riesce a dare di solito Boselli. Oltre ai fiammiferi cosa hai visto di tanto bello da meritare 10?

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Devo dire che questa storia, pur presentando aspetti interessanti, non mi ha entusiasmato. Al di l' delle apparenze, infatti,

non ho trovato particolarmente interessanti n° gli antagonisti di turno, Lonnie Moon, Morientes e company, e personalmente ho trovato alquanto ridicola l'ossessione del giudice Bean nei confronti dell'attrice Lily Langtry, al punto da mettere il suo nome alla città (un po' come quei fan sfegatati di questo o quel vip che dal canto proprio non ha nemmeno idea della loro esistenza), rivelandosi quindi un personaggio che avrebbe tranquillamente potuto continuare a marcire nei cassetti della Bonelli. Peccato, perchè l'idea di base dei soldi nascosti era buona
In definitiva, mi sento di dare alla sceneggiatura un 7, mentre non posso non dare un bel 9 pieno e ben meritato ai disegni di Frisenda, che ho imparato ad apprezzare fin dai tempi di Magico Vento.

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e personalmente ho trovato alquanto ridicola l'ossessione del giudice Bean nei confronti dell'attrice Lily Langtry, al punto da mettere il suo nome alla città (un po' come quei fan sfegatati di questo o quel vip che dal canto proprio non ha nemmeno idea della loro esistenza), rivelandosi quindi un personaggio che avrebbe tranquillamente potuto continuare a marcire nei cassetti della Bonelli.

Buon per te che non sei vissuto ai suoi tempi e che non sei passato dalle sue parti a manifestare questa tua idea, non credo che l'avrebbe presa bene. Magari saresti stato un serio candidato ad occupare le sue prigioni nella migliore delle ipotesi :lol2: A parte gli scherzi, magari tu non lo sai ma il giudice Bean non nasce dai cassetti della Bonelli ma è realmente esistito, idem per la città :trapper:

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Dopo essere apparso per ben 2 volte nel corso della saga texiana, altro che rimetterlo a marcire nel cassetto,... potrebbe diventare uno dei personaggi che ogni tanto i nostri pards incontrano, svincolandolo dalla sua realtà,(ormai si è detto tutto), ma mantenendone le caratteristiche per arricchire qualche storia futura dei nostri ranger.....:)

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E dire che questa storia non era nata nient'affatto bene. Per me, intendo: ieri sera prendo in mano il primo albo, lo apro e nella via si scatena un putiferio. Vado alla finestra. Dieci-dodici esaltati corrono per la strada malmenando i passanti, sfasciano cartelli e fioriere e, al grido di "Morte al fascio", distruggono la vetrina dell'orafo di fronte, arraffando i gioielli in esposizione per poi svignarsela sotto lo sguardo spaurito di due vigili che passavano di lì per caso. Ho quindi letto l'albo in uno stato di palese turbamento; eppure, dopo le prime pagine che mi sono passate sotto gli occhi, la storia mi ha preso subito, segno che c'era del buono. C'è dell'azione, cavolo. Non che ciò sia essenziale: "Tombstone Epitaph" nel primo albo era un dialogo dietro l'altro, ma aveva un ottimo ritmo. Ma oltre all'azione c'è anche qualcosa. Una sensazione che avevo provato con "Tombstone Epitaph", appunto: la sensazione che Boselli si stia mettendo a giocare con la cosiddetta "letteratura di seconda mano" ("narrativa seriale di seconda mano", in questo caso). "Tombstone Epitaph" era costruita assemblando scene topiche, autocitazioni e rovesciamenti, con un risultato finale entusiasmante. Qui non è esattamente la stessa cosa, non è nemmeno un Tex che fa la parodia di sè stesso, ma in tutto il primo albo c'è una costante atmosfera di fondo, grazie alle manie del giudice Bean, di neanche tanto velato divertimento. Una sorta di Quentin Tarantino senza violenza becera. Un po' come se Boselli dicesse: ti ho fatto un fracco di storie drammatiche, ma so anche raccontare barzellette. Perchè le scene d'azione ci sono, sono ben fatte e credibili; sempre con quel sottofondo di celia che non mi dispiace affatto. La prima volta che su Tex viene fatto così bene (Nizzi quando, purtroppo, non era più lui, non celiava; ci si sentiva presi per i fondelli). La lettera anonima, poi. Goduria pura. Almeno, Tex e Carson mi hanno fatto sghignazzare di gusto. Il secondo albo all'inizio è parecchio più serio. Magari la tensione cala un poco, l'atmosfera diventa routinaria. Da buona routine, però. Dici: non è post-moderno come il primo albo, ma funziona. Poi c'è tutta la parte finale, con borden che ancora una volta fa il verso a sè stesso in modo intelligente (la scena dei fiori al cimitero, con tanto di saturazione semantica sul "morire dal ridere", fa molto "Il passato di Carson" e "Gli invincibili"); e, da lì, il genio: azione appassionante, drammone, di nuovo celia. E poi i miei applausi, perchè non si può non amare una storia così. Cioè: Boselli è lì da vent'anni a scrivere per tot ore al giorno quasi senza pausa e riesce ancora a tirar fuori storie del genere. "Il segreto del giudice Bean" non è un capolavoro: è una storia media. E chiunque abbia provato a scrivere racconti, romanzi etc., sa che scrivere storie medie di questo calibro è la cosa più difficile. Mi pare che, durante la mia assenza, il popolo della rete si sia diviso fra "boselliani" e "antiboselliani". Posto che mi tengo sempre alla larga quando ci si divide in "qualcosa" e "antiqualcosa", 'sta volta farò un'eccezione. Sono boselliano. Me ne frego se è incostituzionale. Vedrò di farmene una ragione. Come voto, dato che qui ci sono anche quelli, Boselli e Frisenda si portano a casa un bell'otto. Frisenda fa una figura migliore qui che sul texone. Davvero un bravo professionista. P. S.: oltre che sugli albi della Bonelli, vorrei vedere Tex anche per le vie della mia città. Il suo metodo educativo (o coercitivo, che poi è lo stesso) mi pare tremendamente necessario.

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Il 2013 è stata davvero un'annata ottima per Boselli, come ci conferma questa bella storia esaltata dallo splendido lavoro di Frisenda. Davvero il curatore di Tex non ha sbagliato un colpo, l'anno scorso (ma nemmeno quest'anno, a mio parere).

Le "rive del Pecos" sono un'ambientazione che amo molto, come si evince dal mio nome e dal mio avatar ripresi da quella storica avventura che vide la prima comparsa del giudice Bean e a cui sono molto legato, essendo la prima storia di Tex che ho letto (ormai vent'anni fa). Boselli riprende il personaggio del giudice in maniera perfetta (non era facile), un buono con l'istinto della canaglia con cui Tex e Carson non possono essere che a loro agio - molto bella la complicità tra il giudice e Carson che traspare dalle scene che li vedono a tu per tu. Molto suggestiva anche la scena finale del sogno, che lascia un po' di malinconia nel lettore e dà una pennellata in più alla romantica figura del giudice.

Su Frisenda non dico nulla, se non che è tra i disegnatori attuali di Tex quello che apprezzo maggiormente.

Voto: storia 8,5 e disegni 10.

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