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Voto alla Storia?  

64 voti

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Da molto tempo non commentavo più nessuna storia, per mancanza di tempo, ma avendo comprato tutte le storie ed avendole lette posso commentare tranquillamente anche questa. forse sarà il mio commento più breve di tutti ma penso che l'unico aggettivo che le si addica è ORRENDA.... davvero orrenda, i disegni sono da censurare, inguardabili, tex molte volte sembra un fantoccio, una caricatura, mi chiedo come abbiano potuto approvare dei disegni simili... in tex i disegni sono fondamentali! un tex del genere non si dovrebbe proprio pubblicare. parlando invece della storia in se non è poi così male, classico boselliano con tanti personaggi, ma a mio parere come sam Stone la trovata finale non mi è piaciuta. trovo però INACCETTABILE pubblicare dei disegni del genere! OSCENI ORRENDI pieni di tratti di disegntori diversi, un ammasso di imprecisioni di proporzioni uno schifo alla vista! e il problema più grave è che con disegni del genere a nessuno viene voglia di leggere questo albo!

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Mi permetto di spezzare una lancia a favore di questo contestato maxi. Lasciando da parte la trama per la quale ho già espresso il mio giudizio mi soffermo un attimo sui disegni. Perfettamente d'accordo con tutti sul fatto che i disegni siano tutt'altro che eccelsi, sul fatto che in alcune vignette i pards risultano sformati e con espressioni inconsuete e su tutto il resto però mi permetto di dire, a mio modesto parere, che ho preferito nettamente questi disegni rispetto a quelli di altri autori tipo Font o Diso.

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Con Diso credo che sia una bella lotta (anzi, vista la qualità, una bruttissima lotta!)

Io sinceramente a Diso preferisco Fernandez e non di poco, con Font se la giocano, mentre altri artisti criticati, come Ortiz, li preferisco nettamente.

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Sinceramente dico la mia, e anche se Diso non è nelle corde di Tex, ho imparato ad apprezzarlo per le sue storie su Mister No. Talascio il discorso Font che non mi piace a priori su Tex, ma anche qu? Diso e Fernandez sono inconfrontabili, con un mio sicuro apprezzamento per il primo nel modo più assoluto...., solo nelle proporzioni del disegno non c'è confronto... perlomeno Diso non disegna dei fantocci inespressivi come ci sono sul Maxi....

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Non sono abituato a criticare il grande Boselli ma devo dire che da questo albo mi aspettavo qualcosa in più. Nelle prime 100 pagine la narrazione è troppo "lenta" e i dialoghi sono troppo "folti". Fortunatamente dalla metà in poi i ritmi salgono e non ci si annoia. Il finale deludente, mi aspettavo un'approfondimento in merito al dio cannibale più crudo, più violento. Ad esempio mi sarebbe piaciuto vedere i corpi senza vita dei marinai e delle donne rapite e del filo da torcere per ammazzarlo. Diamine! E' morto in un batter d'occhio. I disegni di Fernandez non mi sono piaciuti affatto. Non è il Tex che conosciamo. Le uniche tavole che ho apprezzato sono state quelle panoramiche del paesaggio. VOTO: 5

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Finito di leggere, la storia, in se non mi è dispiaciuta, anche se tolte alcune lungaggini di troppo, sarebbe stata più scorrevole (e devo dire che visti i disegni, una quarantina di pagine in meno non avrebbe fatto male). Non mi è piaciuta molto la trovata degli indiani dentro il fantoccio del dio cannibale. Concordo con chi ha detto, che il cattivo di turno, il Grande Sacerdote Aknush, è spirato troppo in fretta, anche io, mi aspettavo che desse più filo da torcere. Tornando ai disegni, presumo che allo Studio Fernandez, non sanno disegnare i cavalli, dal momento che non se ne visto uno, nemmeno quando i nostri eroi si dirigono, a piedi, verso il villaggio dei Kuchtaqa. Comunque, una nota positiva i disegni sono riusciti ad averla, si perchè, mi hanno fatto tornare alla mente quando ero bambino, e leggevo i fumetti edizione Flash, riguardanti Atlas Ufo Robot, Mazinga ecc. ecc., chi ne ha la possibilità vada a guardarli, e mi dica se non ci assomigliano.

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non volevo comprarlo, l'avevo visto, sfogliato e i disegni non mi sembravano granch?ma il mio edicolante sa essere molto persuasivo e alla fine l'ho preso :malediz... iniziato domenica sono riuscito a finirlo solo oggil'ho trovato noioso, pesante, privo di attrazionela lettura ha confermato il giudizio negativo sui disegni ma nelle prime 100 pagine la storia non era male, classica ma leggibilepoi

i presunti nemici sono diventati alleati
ed è partita la storia vera e propriapeccato che non sia mai decollatai detrattori di Boselli troveranno in questo racconto pane per i loro dentisi perde il conto dei personaggi che affollano la vicenda ma, soprattutto non ci si rende conto della presenza di Tex e Carsono perlomeno della loro utilit?infatti per me la questione della centralit? di Tex e dei cosiddetti comprimari rubascena non è mai stata un problemama con una storia che galleggia tra il banale e il caotico certi difetti vengono fuori in maniera decisaCarson è una macchietta, passa il tempo solo a lamentarsiTex fa da tappezzeria (complice anche una caratterizzazione grafica ballerina)il resto dei mille personaggi ogni due tavole passano il tempo a riepilogare quello che hanno fatto o quello che faranno, ad identificarsi per nome, cognome e codice fiscale, oppure a sottolineare quello che la vignetta già mostra chiaramente
l'attesa svolta horror si rivela un'escamotage banale e il finale alla volemose tutti bene, con la vittima d'ordinanza completa il tutto
io sono un estimatore di Boselli ma dopo il Dampyr regolare, è la seconda volta che mi delude questo mesein questo racconto del suo stile (come fa muovere i personaggi, come parlano, come fa evolvere la vicenda, il modo in cui alterna azione e riflessione) non vi è traccia, mi sembra più una storia di Burattinimah :snif: Voto: 3

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Giusto per la cronaca, Boselli mi ha autorizzato a rivelare alcuni retroscena di questa storia. In origine Fernandez (che, è bene ricordarlo a chi non lo sapesse, è un artista di fama internazionale che è stato maestro di talenti indiscussi come Carlos Gomez e Domingo Mandrafina) era stato contattato per un Texone ma quando Sergio Bonelli vide le prime tavole cambi? subito idea ed opt? per un MaxiIn seguito pare che abbia spesso ripetuto di aver commesso un errore ad arruolare Fernandez. Val la pena di ricordare ancora una volta che da anni come metodo di lavoro Lito Fernandez usa affidare le matite ai suoi allievi e lui poi ripassa a china... aiutato spesso anche in questo da un collaboratore fisso, il disegnatore Ruben Marchionne. Diciamola tutta: gli "assistenti" in questo caso non erano certo all'altezza di Gomez o Mandrafina. Inoltre mi sa che a parte l'impostazione delle pagine, qualche vignetta qua e l' e le chine dei volti, in questa storia di Fernandez del vero Fernandez, c'è poco o nulla. I credits avrebbero dovuto correttamente riportare "Studio Fernandez". :trapper: Sempre stando a quanto riferitomi da Boselli, ci sarebbero stati numerosi interventi redazionali sui disegni ma i grafici non hanno comunque potuto fare miracoli. Di sicuro lui non ha scritto la storia con la giusta disposizione d'animo, visti i disegni, ma non gli è comunque venuta poi tanto male secondo me.

ora si spiega la qualità della scritturaBorden si è depresso man mano che vedeva le tavole ed ha perso lo stimolo giusto :fumo: come dargli torto

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Borden si è depresso man mano che vedeva le tavole ed ha perso lo stimolo giusto come dargli torto

Infatti non gli do torto. Disegni cosi' non stimolano di certo la creativita' di uno sceneggiatore. La domanda semmai e' un altra, anche se adesso e' ormai inutile:quando gli addetti ai lavori hanno visto le prime tavole di Fernandez perche' non li hanno rispediti al mittente sostituendolo con un altro disegnatore. Saro' esagerato ma questo Maxi non andava pubblicato. Ne oggi ne mai.

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Borden si è depresso man mano che vedeva le tavole ed ha perso lo stimolo giusto

come dargli torto

Infatti non gli do torto. Disegni cosi' non stimolano di certo la creativita' di uno sceneggiatore. La domanda semmai e' un altra, anche se adesso e' ormai inutile:quando gli addetti ai lavori hanno visto le prime tavole di Fernandez perche' non li hanno rispediti al mittente sostituendolo con un altro disegnatore. Saro' esagerato ma questo Maxi non andava pubblicato. Ne oggi ne mai.
Hanno ritardato la pubblicazione per anni... Sanno cosa hanno mandato in edicola, evidentemente, nonostante la bassa qualità delle tavole, hanno ritenuto il maxi pubblicabile rispetto, che so, all'ultima di Marcello ridisegnata completamente da Font. Ci fosse stato il Sergione, magari avresti aspettato e inveito per anni... perchè se c'erano timori per i merletti/pizzi del pur buon texone di Nizzi / Seijas, pubblicato con una stretta al cuore dopo ben sette anni di travaglio interiore, non oso nemmeno pensare quando il compianto Sergio pensasse di pubblicare quest' "opera d'arte". Marcheselli/Boselli e Davide Bonelli non sono Sergio, d'accordo, però uno sputtanamento così davanti ai lettori che erano/sono SACRI e non parlo solo dei forumisti piattole e rompiballe che popolano questo sito, se lo potevano risparmiare. Mi dispiace scrivere queste parole nei confronti di una Casa editrice che, forse unica in Italia e nel mondo, ha sempre mantenuto e continua a mantenere costante un'altissima qualità nelle sue pubblicazioni.

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Borden si è depresso man mano che vedeva le tavole ed ha perso lo stimolo giusto

come dargli torto

Infatti non gli do torto. Disegni cosi' non stimolano di certo la creativita' di uno sceneggiatore. La domanda semmai e' un altra, anche se adesso e' ormai inutile:quando gli addetti ai lavori hanno visto le prime tavole di Fernandez perche' non li hanno rispediti al mittente sostituendolo con un altro disegnatore. Saro' esagerato ma questo Maxi non andava pubblicato. Ne oggi ne mai.
Hanno ritardato la pubblicazione per anni... Sanno cosa hanno mandato in edicola, evidentemente, nonostante la bassa qualità delle tavole, hanno ritenuto il maxi pubblicabile rispetto, che so, all'ultima di Marcello ridisegnata completamente da Font. Ci fosse stato il Sergione, magari avresti aspettato e inveito per anni... perchè se c'erano timori per i merletti/pizzi del pur buon texone di Nizzi / Seijas, pubblicato con una stretta al cuore dopo ben sette anni di travaglio interiore, non oso nemmeno pensare quando il compianto Sergio pensasse di pubblicare quest' "opera d'arte". Marcheselli/Boselli e Davide Bonelli non sono Sergio, d'accordo, però uno sputtanamento così davanti ai lettori che erano/sono SACRI e non parlo solo dei forumisti piattole e rompiballe che popolano questo sito, se lo potevano risparmiare. Mi dispiace scrivere queste parole nei confronti di una Casa editrice che, forse unica in Italia e nel mondo, ha sempre mantenuto e continua a mantenere costante un'altissima qualità nelle sue pubblicazioni.
Il problema non è solo il fatto di aver acquistato, nei disegni, il più brutto albo di tutti i tempi, ma semmai è la figuraccia fatta dall'SBE,... certo non aver pronto altro da pubblicare al posto di quell'orrore grafico, non va ulteriormente a vantaggio della stessa, e se invece la avessero avuta un altra storia c'è da chiedersi perchè non ha preso il posto di questa...(sè lo sè bisognava ammortizzare i costi di Fernandez e del suo spettacolare studio!!), naturalmente a scapito del lettore e del fatto che contando nella fiducia sull'acquisto sicuro, da parte di chi ne colleziona la collana, non si sono fatti alcun scrupolo a pubblicarlo comunque. Altro giudizio è la storia narrata, ma sinceramente e senza farne una colpa a Borden, con quei disegni non l'ho ancora neanche finita....

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beh ma se un anno salta il maxi che problema c'era?

Ah no, per gli amanti delle storie ad ampio respiro sarebbe stato frustrante, per cui per il momento ci siamo beccati sto Maxi....:)

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No, scusate ma è un discorso che non regge. Se il Maxi, piaccia o no, è diventato un appuntamento regolare, dire che avrebbe potuto saltare perchè di scarsa qualità è come dire che potrebbe saltare un mensile per la stessa ragione. E dato che inevitabilmente la qualità non può sempre essere eccelsa (non lo era nemmeno quella di Bonelli, che era un essere umano e aveva come tutti cali di rendimento, ricordiamocelo), si rischierebbe di avere una raccolta di Tex ridotta come una coperta mangiata qua e l' dalle tarme ;)

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Guarda, se la qualita', soprattutto grafica, e' quella di "Alaska" e degli altri Maxi firmati dai vari Diso Ortiz e compagnia bella, per me e' una serie che potrebbe anche chiudere. Capisco i profitti della Casa Editrice ma io lettore leggere ma soprattutto vedere tavole di disegnatori che farebbero piu' figura in pensione non lo accetto.

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il problema che ho riscontrato in questi anni di frequentazione internettiana di vari forum fumettistici è una certa leggenda urbana che si è creata intorno ai Maxi (parlo di tutte le collane) ovvero che contengono storie scartate dalla serie regolareora si sa su internet si dice di tutto e il contrario di tutto ma nel 2013 ho comprato solo due maxi (quello di Dampyr disegnato da Roi e questo di Tex)ed entrambi hanno dimostrato che la SBE non fa nulla per smentire la suddetta diceriacomunque io con i Maxi ho chiuso in generalee non ne faccio una questione di prezzo perchè in proporzione un Maxi costa meno di un albo regolarene faccio proprio una questione di qualit

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Guarda, se la qualita', soprattutto grafica, e' quella di "Alaska" e degli altri Maxi firmati dai vari Diso Ortiz e compagnia bella, per me e' una serie che potrebbe anche chiudere. Capisco i profitti della Casa Editrice ma io lettore leggere ma soprattutto vedere tavole di disegnatori che farebbero piu' figura in pensione non lo accetto.

Ma chiudere la serie può essere un discorso che, gradito o meno alla maggioranza, ha comunque un senso. Saltare un mese perchè il risultato non è stato quello sperato no.

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Io faccio un discorso molto più semplice: ma davvero c'è spazio, dopo quasi 70 anni, per così tante storie inedite? Non sarebbe ora di concentrarsi più sulla qualità, che sulla quantit?? C'era una volta il Texone, poi è nato l'Almanacco, poi il Maxi, poi il Color, poi il doppio Color..... se la quantit? sale esponenzialmente, soprattutto in una pubblicazione seriale di lunga data, la qualità per forza di cose scende. Ed è un peccato.

  • +1 1

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Io faccio un discorso molto più semplice: ma davvero c'è spazio, dopo quasi 70 anni, per così tante storie inedite? Non sarebbe ora di concentrarsi più sulla qualità, che sulla quantit?? C'era una volta il Texone, poi è nato l'Almanacco, poi il Maxi, poi il Color, poi il doppio Color..... se la quantit? sale esponenzialmente, soprattutto in una pubblicazione seriale di lunga data, la qualità per forza di cose scende. Ed è un peccato.

Su questo concordo, Tahzay, penso dei fumetti quello che penso della tv... la preferivo con pochi canali ;)

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Io utilizzerei, personalmente, le pubblicazioni "extra" così:1) Texoni per valorizzare al massimo, visto il formato, dei capolavori grafici assoluti (es. La valle del terrore, La cavalcata del morto), da pubblicare possibilmente a colori (colori decenti, intendo);2) Color = aboliti;2) Almanacchi, per inserire storie senza pretese, disegnate da giovani o esordienti con Tex;3) Maxi strutturati a storie brevi, con protagonisti in solitaria i pards di Tex (una storia solo con Kit, una solo con Carson, ecc.) per inquadrare meglio il mondo di Tex...... senza Tex, potendo quindi anche procedere a briglie sciolte, da parte degli autori, al fine anche di valorizzare a tutto tondo le personalit? e le caratteristiche dei comprimari. In tal modo, avremmo prodotti veramente diversificati, ciascuno dei quali avrebbe una sua autonoma ragion d'essere.

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Su questo concordo, Tahzay, penso dei fumetti quello che penso della tv... la preferivo con pochi canali ;)

Concordo pienamente. Meglio poche storie, solo mensile e Texoni, di buon livello, che avere tante uscite a scapito della qualità. Ma sicuramente, la Bonelli, essendo una Azienda, deve guardare anche i suoi profitti, Com'? giusto che sia.

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Ma sicuramente, la Bonelli, essendo una Azienda, deve guardare anche i suoi profitti, Com'? giusto che sia.

Infatti è per questo motivo che sono nati i texoni, poi gli almanacchi, i maxi e i color: il profitto.

Il texone è l'unico albo fuoriserie ad avere una sua "identit?", cioè un disegnatore estraneo allo staff di Tex che si cimenta per la prima volta con il mitico Aquila della Notte, :inch: anche se ci sono state delle eccezioni come gli ultimi due di Civitelli e Venturi. Per valorizzarlo ulteriormente si potrebbe puntare anche su delle storie "speciali", perchè si fa riferimento a precisi fatti storici (e in alcuni casi lo è stato) oppure per la presenza di personaggi realmente esistiti, o qualsiasi altra cosa che la renda speciale cioè diversa dalle altre. Io non vado matto per i colori (soprattutto quelli senza sfumature che sono davvero sgradevoli) quindi li vedrei bene solo per una nuova ristampa di repubblica. Il color invece dovrebbe avere 2 caratteristiche: colori belli (quelli del prossimo num. con storie brevi mi piacciono di più) e una storia che gli dia un senso, intendo dire un'ambientazione particolare che abbia più valore con i colori ma su questo punto ci siamo già, infatti i primi 3 sono tutti ambientati nelle foreste del nord, peccato però per i colori. :(
Il maxi secondo me dovrebbe essere affidato ad altri disegnatori e non soltanto ai soliti 3 che si alternano da 16 anni. Non mi sembra una missione impossibile. Inoltre lo farei semestrale con un altro maxi che contiene 2 storie di 150 o 160 pag. Non avere il limite dei multipli di 110 dovrebbe garantire maggiore qualità. Forse. :)

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Sul forum dello Spirito con la scure (scls) Borden posta ancora e dunque per una volta rubo da l' un suo recente messaggio perchè d' delle risposte a certi quesiti che ci siamo posti negli ultimi messaggi...

Posso solo dire che non è stato facile. Ero a pag 50 di sceneggiatura circa quando mi sono arrivate le prime venti da vedere. Come sapete io scrivo andando "di conserva" con il disegnatore... E le tavole erano PEGGIO di quelle che vedete ora corrette e se non altro in qualche modo "unificate" a livello di volti e vestiti (certi personaggi cambiano faccia e abito da una pagina all'altra). . E poi andarono peggiorando ancora... Sergio Bonelli ammise di aver sbagliato nella scelta. ma mi ordin° di continuare perchè con Fernandez c'era un contratto, immagino. Io non potevo rifiutarmi. Ho fatto del mio meglio, ma ero depresso e si vede. Che questa storia è più che mediocre lo dico da anni. Altro non posso dire. Non è una scusa, è un fatto. . Ma non è facile scrivere quando ogni tentativo di indirizzare la storia abortisce per la scarsa sintonia col disegnatore. Non penso che mi sia mai accaduto prima.

Mi sembra una bella testimonianza e una prova d'umilt? nell'ammettere le sue colpe in questo malriuscito Maxi Tex.

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