Vai al contenuto
il 17° Numero del TWF è online! Leggi di più... ×
TWF - Tex Willer Forum

Voto alla Storia?  

62 voti

You do not have permission to vote in this poll, or see the poll results. Si è pregati di collegarsi o iscriversi per poter votare in questo sondaggio.

Messaggi consigliati/raccomandati

I disegni di questo Maxi sono stati da molti a ragione criticati, sicuramente per la non troppa professionalità avuta da Fernandez nell'approccio con un personaggio del calibro di Tex. Le differenze nelle caratteristiche somatiche e fisiche dei personaggi tra una pagina e l'altra sono davvero vistose. Ad ogni modo nonostante questa considerevole pecca non ho trovato i disegni del tutto terribili, ovvero non tutte le pagine sono state realizzate, a mio avviso, male. Certamente leggendo l'intera storia si vive un certo senso di instabilità, ma a livello di qualità non sono peggio dei disegni di Font o dell'ultimo Ortiz. Qualora Fernandez avesse dato un tratto più omogeneo e tutte le pagine avessero conservato la medesima qualità delle migliori sarebbe stata una discreta storia.

Innanzitutto questo maxi non l'ha disegnato Fernandez, al massimo qualche paginetta su 300 e passa.

Conosco molto bene Lito Fernandez avendo letto per anni il suo Martin Hel e incuriosito sono andato a sfogliarlo in edicola. Vi posso assicurare che il suo tratto si riconosce solo ed esclusivamente negli indiani, e comunque meno che mai in Carson! Sapevo già di questa cosa che si facesse aiutare, ma è sempre stato riconoscibilissimo, una roba del genere non l' ho mai vista.

Queste le reazioni di texiani di vecchia data su questa storia che a parer tuo manca solo di uniformit? artistica:

Ieri a Romics c'era un triste e addolorato vociare, misto ad espressioni di incredulità e, diciamolo, di schifo, sulla brutta faccenda del Maxi? tra l'altro albo solo sfogliato dalla maggior parte degli afflitti, me compreso [...] Beh, il signor Lito Fernandez ed il suo studio (studio??) non possono non sapere chi è Tex e da chi, e come, è stato disegnato nel corso dei suoi 60 anni e passa di pubblicazione. Ok, la pagnotta è pagnotta? ma c'è un limite a tutto [...] Piuttosto, a questo punto, le domande da farci sono: Perchè è stata pubblicata questa ignobile farsa?

Queste le parole dell'autore che si lamenta, ciliegina sulla torta, del numero delle pagine del maxi:

Per la testata "Tex" ho fatto un volume di oltre 300 pagine che non finiva mai.

Paragonare queste tavole dilettantesche a quelle di Font e Ortiz, infine, è troppo anche per uno come me.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Come in tutti i miei commenti do la mia personale opinione da grande appassionato di fumetti e da appassionato di disegno.
Non giustifico per nulla l'atteggiamento di Fernandez, ma parlo del risultato finale e sono d'accordo che gli addetti ai lavori e persone più autorevoli si siano indignate sull'approccio di Fernandez.

Tuttavia La mia opinione nasce dal semplice confronto che ho fatto mettendo alcune pagine del Maxi vicino a quelle di Font e da quello che ho visto il tratto dello Studio Fernandez in determinate tavole era ben più realistico di quello di Font e più gradevole.

Qui vi metto alcune immagini solo per farvi alcuni esempi dei miei confronti. Va bene i gusti sono gusti ma quali sono i visi meglio disegnati?

volto protagoniste femminili Studio Fernandez:

Immagine postata


Disegni di Font:

Immagine postata

(scusate il collage fatto un po' di fretta)


tra l'altro si critica allo studio fernandez che i personaggi cambino da pagina a pagina ma qui siamo di fronte a due visi disegnati dal medesimo disegnatore e il che è ancora più sorprendente perchè sembrano quasi due persone diverse.

forse avrà letto poco ma un ambiente del genere (disegno studio Fernandez) non l'ho mai visto disegnato da Font:

Immagine postata

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Chiaramente il giochetto della comparazione delle immagini ha le gambe corte, basta scegliere le vignette che ci convengono di più e rischi quasi di convincere chi non ha mai letto il maxi di Fernandez. Facciamo così, riprendilo in mano anche tu e metti a confronto, dal momento che almeno una protagonista i due maxi l'hanno in comune, le vignette di Kathy Dawn con quelle dell maxi 2001 Nei territori del Nordovest. Mmm... poi de gustibus...

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Non è un giochetto, ho scelto a memoria ieri sera al volo alcune immagini di Fernandez e di Font senza neanche stare troppo a selezionare, e comunque avrei potuto mettere qualsiasi primo piano e scenario di Font, ma a mio avviso nessuno avrebbe raggiunto la qualità di alcune dello Studio Fernandez. Dato che nel mio tempo libero disegno, un maxi come quello di Fernandez mi offre senz'altro più spunti in poche pagine, di quanto non lo potrebbe fare Font in centinaia e centinaia di pagine. Non nego che nel maxi di Fernandez ci siano diverse tavole veramente brutte e poco professionali, ma ribadisco, nel complesso proprio per la presenza di svariate belle scene lo reputo superiore graficamente. Per me è innegabile, per quanto visto sinora Font, col suo stile caricaturale e "schizzato" non disegnerà mai scenari o visi come quelli visti nel Maxi Alaska. Poi ad ognuno la sua libera scelta.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Dawn non è sempre disegnata allo stesso modo in Alaska, se si confrontano alcune immagini non sembra neppure la stessa persona. E' vero però che alcuni volti femminili sono ben rappresentati come quelli che hai deciso di rimostrarci. Anche se un confronto con la Dawn disegnata da Font :wub:

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti


forse avrà letto poco ma un ambiente del genere (disegno studio Fernandez) non l'ho mai visto disegnato da Font:

Immagine postata

Ciao Samu, non credo che vedrai mai un disegno di Font come questo, perchè al di l' del tratto caratteristico del disegnatore spagnolo (che nota bene sei liberissimo di non gradire) ci sono nel disegno che hai postato alcune cose che non mi convincono:


1. la linea di galleggiamento del Nova Scotia mi sembra troppo bassa e con tutta quella massa fuori acqua (anche senza considerare gli alberi e la velatura) l'imbarcazione si rovescerebbe; il veliero sembra copiato da un modellino senza tenere conto che la porzione immersa dovrebbe essere maggiore di quella galleggiante, anche a stive e sentine vuote.

2. il moto ondoso sembra convergere dai due lati sul veliero per annullarsi completamente in una calma piatta fino alla riva

3. la distribuzione dei neri è piuttosto ardita come se mare e terra siano stati inchiostrati da una mano generosa e il cielo da un'altra più frettolosa

4. lo scafo e la velatura prendono la luce di prua dal lato di tribordo e così sarebbero corrette le ombre sulle vele, ma l'ombra sotto lo scafo indica una luce alta (sole a mezzogiorno?) come si evince dalla mancata proiezione della velatura sull'acqua (se la proiezione fosse dietro da cosa è prodotta l'ombra davanti?

5. e da cosa è prodotta l'ombra evidente a mezza costa su ambo i lati

Al di l' di questa vignetta, comunque è l'insieme complessivo dei disegni che non mi è proprio piaciuto.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Marco,Complimenti per l'analisi, per caso anche tu disegni? :)Non ne ho purtroppo il tempo ma sono convinto che se andassi ad analizzare i disegni di Font troverei altro che di questi errori, anche se forse non legati alle ombre. Basta solo vedere i due primi piani di Dallas che ho postato: oltre ad essere sinceramente non belli sembrano di due persone diverse e a distanza di sole poche pagine (e come detto a differenza dello Studio Fernandez sono disegnati dalla stessa persona :shock: ), per non parlare della realizzazione stilistica che andrebbe bene(ma neanche troppo IMHO) se si trattasse di un fumetto umoristico dove il pubblico credo si concentri esclusivamente sul contenuto narrativo senza badare troppo ad inestetismi, errori di proporzioni fisiche e incogruenze grafiche varie. Se il Maxi di Fernandez e gli albi di Font fossero due libri didattici. Prenderei senz'altro quello di Fernandez, perchè seppur a sprazi, avrei qualcosa da cui carpire qualche aneddoto. Ma Font lo lascerei negli scaffali perchè davvero non saprei proprio cosa attingere in particolare sulla figura umana. E ripeto questa mia critica è esclusivamente improntata sul risultato grafico dell'opera. Sono pienamente d'accordo con tutti quelli che hanno espresso il loro disappunto sull'approccio poco professionale di Fernandez a Tex. Detto questo pieno rispetto per i tuoi gusti e dei gusti dei colleghi del forum se reputate Font migliore dello Studio Fernandez. Alla prossima. :)

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Marco,Complimenti per l'analisi, per caso anche tu disegni? :)Non ne ho purtroppo il tempo ma sono convinto che se andassi ad analizzare i disegni di Font troverei altro che di questi errori, anche se forse non legati alle ombre. Basta solo vedere i due primi piani di Dallas che ho postato: oltre ad essere sinceramente non belli sembrano di due persone diverse e a distanza di sole poche pagine (e come detto a differenza dello Studio Fernandez sono disegnati dalla stessa persona :shock: ), per non parlare della realizzazione stilistica che andrebbe bene(ma neanche troppo IMHO) se si trattasse di un fumetto umoristico dove il pubblico credo si concentri esclusivamente sul contenuto narrativo senza badare troppo ad inestetismi, errori di proporzioni fisiche e incogruenze grafiche varie. Se il Maxi di Fernandez e gli albi di Font fossero due libri didattici. Prenderei senz'altro quello di Fernandez, perchè seppur a sprazi, avrei qualcosa da cui carpire qualche aneddoto. Ma Font lo lascerei negli scaffali perchè davvero non saprei proprio cosa attingere in particolare sulla figura umana. E ripeto questa mia critica è esclusivamente improntata sul risultato grafico dell'opera. Sono pienamente d'accordo con tutti quelli che hanno espresso il loro disappunto sull'approccio poco professionale di Fernandez a Tex. Detto questo pieno rispetto per i tuoi gusti e dei gusti dei colleghi del forum se reputate Font migliore dello Studio Fernandez. Alla prossima. :)

Purtroppo per impegni professionali non ho più il tempo per dedicarmi al disegno e mi diletto piuttosto a scrivere (molto meno da quando ho iniziato a frequentare il forum :_sigh )Dal punto di vista didattico ti consiglierei altri maestri:per restare in ambito texiano Letteri, Villa e Civitelliper la sua immensa ricostruzione spaziale Moebiusper la coralità il grande Jiro

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Mi spiace che tu non abbia più tempo per disegnare, certo con un altra attività professionale è sicuramente molto più difficile. :( Chiaramente il mio esempio fatto sopra era una metafora riferita esclusivamente ad un confronto fra Fernandez e Font. Si sè Civitelli e Villa sono senza neanche bisogno di dirlo tra i migliori disegnatori di Tex. Letteri non mi convince molto in particolare nei visi, non capisco se li disegnasse così per avvicinarsi allo stile di Galep. Comunque dal poco che ho visto mi da l'impressione che tendesse troppo alla sintesi grafica.(mi scuso per essermi addentrato leggermente in un OT ma era necessario per completare il pensiero)

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

La storia, ideale seguito de Nei Territori del Nord Ovest (con il ritorno di Dawn e Gros Jean grosso modo nella stessa zona), a mio personale parere si discosta un po' di più dal solco tradizionale texiano rispetto al precedente. Apprezzato particolarmente la prima parte della storia con i rapporti tra la ciurma della nave baleniera e gli indiani del villaggio, con relative vicende, fino al doppio duello al coltello che sancisce la 'pace' tra le due parti per l'obiettivo comune di ritrovare le ragazze scomparse. La seconda parte presenta luci ed ombre: di fronte alle immense distese inabitate del profondo nord (che riprende alcuni temi delle storie più 'esotiche' di GLB come l'avventura ai limiti della fantascienza sul Monte Rainier), la parte relativa alle pratiche di sacrificio al 'dio-gigante-yeti' (non so come altrimenti definirlo) che poi si rivelano parte dei piani più terra-terra del capo guerriero (portarsi a casa giovani ragazze di bell'aspetto, farne proprio uso e consumo e poi disfarsene) lascia un po' interdetti (il dio-mostro fatto di trampoli rivestiti di pelliccia??); è un po' una caduta narrativa, che poi si riprende con l'accelerazione del ritmo nel finale tra sparatorie, inseguimenti tra la foresta ed in canoa, e le immancabili esplosioni (in questo caso a forza di cannonate). I disegni non mi hanno particolarmente impressionato ma non mi hanno nemmeno deluso; senza infamia e senza lode. Voto Storia 7,5Disegni 7

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

io non sono un intenditore come molti di voi. un maxi tex lo comprerei cmq a prescindere. i disegni non mi piacciono molto, ma la storia mi piace molto. con alcuni limiti: l'assenza della neve (ma qui son fissato), il dio cannibale sui trampoli ed il fatto di non sapere che fine avevano fatto le precedenti ragazze rapite (si può intuire, ma non se ne parla e la storia finisce in fretta). se tex non è assoluto protagonista e qualcuno ogni tanto lo mette in secondo piano in qualche pagina non mi importa anzi lo rende più umano e piacevole a mio avviso. è una delle storie che rileggo più volentieri assieme a "nei territori del nord ovest". ciao

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Nel caso di Fernandez, credo che Borden abbia visto giusto. Non ho sottomano la ristampa a colori TexGold, ma vista la "povertà" grafica del maxi in questione, è molto probabile che le tavole abbiano tratto beneficio dall'aggiunta dei colori (per quanto scadenti siano).

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Nel caso di Fernandez, credo che Borden abbia visto giusto. Non ho sottomano la ristampa a colori TexGold, ma vista la "povertà" grafica del maxi in questione, è molto probabile che le tavole abbiano tratto beneficio dall'aggiunta dei colori (per quanto scadenti siano).

Vero! Io ho comprato l'edizione di Repubblica e ho visto la famigerata "Alaska" a colori e devo proprio confermare che i colori rendono meno brutti i disegni di Lito Fernandez.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Confermo di aver avuto la stessa impressione.

Ho riletto la prima parte di Alaska sull'ultimo TexGold concentrandomi soprattutto sull'aspetto grafico dal momento che la storia, essendo molto recente, la ricordo bene.

Anche per me il formato e la colorazione giovano molto alle tavole che appaiono tonificate e meno "terribili" di come le ricordavo.

 

 

Che si possa prendere in considerazione Fernandez per un prossimo Color? :lol2:

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Ho letto, con moltissimo ritardo, questo Maxi. Era rimasto in archivio perché i disegni non mi piacevano proprio, già al primo impatto. Avendo letto l'opera omnia Tex, mi sento autorizzato a dire che questo rappresenta il punto più basso di quello pubblicato finora. Boselli non si offenderà perché è un grande scrittore di storie (anche e soprattutto su Tex) e questo è stato, a parer mio, solo uno scivolone che può capitare anche ai grandi. Disegni improponibili.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

  • Contenuto simile

    • Da ymalpas
      Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
      Disegni: Alessandro Piccinelli
      Periodicità mensile: Agosto / Settembre 2017
      Inizia nel numero 682 e finisce nel numero 683
       
      La storia del ritorno di Lupe e della figlia.
       
       
       

       
       
       
      © Testi e immagini della Sergio Bonelli Editore.
    • Da ymalpas
      Soggetto e sceneggiatura:Mauro Boselli
      Disegni: Corrado Mastantuono
      Periodicità mensile: Gennaio, Febbraio e Marzo 2015
       
       
       
       
      In Texas, la Luna piena colore del sangue annuncia la scorreria notturna di un predone, Il comanche Charvez, tornato dalla morte per riprendere con se il figlio quindicenne Daniel, cresciuto con la madre Ada e il patrigno Rick, vecchi amici di Tex. Il ranger si mette sulle sue tracce!
       
       
       
       
       
      © Sergio Bonelli Editore
       
       
       
       
          
    • Da Sam Stone
      Torna la formula autunnale del Color Tex: quattro episodi completi, tutti a colori! Color Tex
        Stelle di latta e altre storie Uscita: 20/11/2014
      Copertina: Giulio De Vita
      Il sesto numero della serie di Color Tex ripresenta l'originale formula che ha riscosso immediato successo con il n. 4: quattro episodi completi, interamente a colori, ognuno relizzato da autori differenti, molti al loro esordio con le storie del Ranger!
       
      Stelle di latta
      Soggetto e sceneggiatura: Michele Medda
      Disegni: Michele Benevento
      Colori: Oscar Celestini
       
      C’è chi è onorato di servire la Legge e chi getta la propria stella nella polvere...
       
      Incontro a Tularosa
      Soggetto e sceneggiatura: Moreno Burattini
      Disegni: Giuseppe Camuncoli
      Colori: Beniamino Delvecchio
       
      Tre uomini si danno appuntamento con la morte in un pueblo del Nuovo Messico...
       
      Nel buio
      Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
      Disegni: Luca Rossi
      Colori: Romina Denti
       
      È peggiore il buio della solitudine o quello sordo e cieco del pregiudizio?
       
      Randy il fortunato
      Soggetto e sceneggiatura: Roberto Recchioni
      Disegni: Andrea Accardi
      Colori: Oscar Celestini
       
      Aveva la fortuna delle canaglie.. sinché Tex non diventò la sua ombra!...
       
       
      Tavole in anteprima:
       


       
      Testi e immagini sono Copyright Sergio Bonelli Editore
    • Da bressimar
      Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
      Disegni: Alfonso Font
      Periodicità annuale: Ottobre 2001


      Chi è il divoratore di anime dall'occhio d'oro? E perchè Jim Brandon, dopo aver letto l'enigmatico messaggio che ne fa menzione, abbandona i suoi uomini e si allontana, da solo e in borghese, nei territori del Nord' Tex e Carson, chiamati da Gros-Jean, si gettano subito sulle tracce dell'amico scomparso, su cui grava, oltretutto, l'infamante sospetto della diserzione, ma dovranno fare molta attenzione? Ai pericoli dell'inverno che arriva si aggiunge, infatti, una minaccia misteriosa e sinistra: quella dello Spirito del Vento, il terribile Wendigo!



      [ Nota: il messaggio iniziale di questa discussione è stato modificato per consentire l'inserimento dei dati della storia ]



      Altra storia ambientata in questi posti che solo a prendere in mano l'albo mi viene freddo... e tutti con le loro giacchette di pelo sopra alla camicia... mah..
      scherzi a parte io francamente non ho apprezzato troppo questa storia, forse un po' troppo fantasiosa per i miei gusti, anche se la trama mi è parsa ben sviluppata e con un buon ritmo.. il fatto è che preferisco storie più tradizionali e canoniche...
    • Da Sam Stone
      DELTA QUEEN

      Soggetto e Sceneggiatura: Mauro Boselli
      Disegni: Fabio Civitelli

      In edicola dal 5 Agosto
  • Recentemente attivi qui   0 Membri

    Nessun membro registrato sta visualizzando questa pagina.

×

Informazione importante

Termini d'utilizzo - Politica di riservatezza - Questo sito salva i cookies sui vostri PC/Tablet/smartphone/... al fine da migliorarsi continuamente. Puoi regolare i parametri dei cookies o, altrimenti, accettarli integralmente cliccando "Accetto" per continuare.