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[550/551] Un Treno Per Redville

Voto alla storia  

27 voti

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Soggetto e sceneggiatura : Claudio Nizzi
Disegni: Josè Ortiz
Periodicità mensile: Agosto 2006 è Settembre 2006
Inizia nel numero 550 e finisce nel numero 551

 

 

 

Da cosa nasce l'odio viscerale che Puma Zoppo nutre nei confronti dei bianchi?
Tutto ebbe inizio in una tragica giornata di dieci anni fa, quando il giovane comanche Puma Rosso si rec?, in compagnia dell'amico Cuore D'Orso, nella città di Alamita. I due ragazzi vennero presi di mira da alcuni bianchi e il drammatico gioco in cui vennero coinvolti si concluse con il grave ferimento a una gamba del primo e con la morte del secondo? Oggi, Puma Zoppo è in cerca di vendetta e inizia a compiere selvagge scorrerie in compagnia dei suoi indiani fuggiti dalla riserva. Tex e i pards tentano di mettere in salvo l'ignara popolazione della zona?

 

 

© Sergio Bonelli Editore

 

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Letto l'albo. Superiore a tutte le mie aspettative ma non privo di difetti.

Prima nota positiva: Nizzi ce la mette tutta, per sfornare una storia bella e movimentata. Credo che chiunque legger? l'albo potr? confermare questa mia mia impressione. Però (prima nota negativa) ce la fa solo fino a un certo punto.

Il soggetto è davvero ben congegnato (seconda nota positiva), e d' modo ai pards di giustificare la loro presenza (terza nota positiva). E in generale, nelle 110 pagine dell'albo non manca certo l'azione (quarta nota positiva).

D'altro canto, Tex è quasi del tutto assente dall'azione... Ma per ora non direi che questo sia un difetto, anche perchè presumo che nel prossimo albo sarà protagonista assoluto (assieme a Kit). I problemi sono altri: prima di tutto, l'innaturalezza di alcuni dialoghi (non tutti, fortunatamente). Paradossalmente, in questo contesto sono proprio gli interventi più puramente texiani a risultare quasi stonati. Ed è proprio qui che si ha l'impressione che Nizzi proprio non ce la faccia a far meglio di così: ma come, Claudio, costruisci una storia dall'ossatura robusta e avvincente e poi rischi di sciupare tutto perchè non riesci a rendere vivi i dialoghi? E questa è la seconda nota negativa. La terza (e ultima) è la tendenza (e anche stavolta credo si tratti di un difetto ormai nel dna di Nizzi) a tirare troppo per le lunghe alcune scene, mentre il ritmo ne gioverebbe se il tutto fosse un po' più spiccio e veloce.

A conti fatti, si tratta di un albo con più luci che ombre, complessivamente convincente ma di certo non impeccabile. Però si tratta pur sempre di una lettura divertente e gradevole. Niente di che, ma a pagina 114 ci si arriva in fretta e, soprattutto, si ha una certa voglia di vedere come andr? a finire.

Ortiz è sempre lo stesso: io lo ritengo troppo veloce e approssimativo, specie nei volti dei pards, ma rimane comunque un disegnatore di gran classe.

originally edited by RIMATT (8/8/2006, 15:29)

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Vorrei tanto sapere come mai sono usciti in edicola due storie con soggetti praticamente simili uno dopo l'altro. Entrambi con un indiano in cerca di vendetta, prima Santos e ora Puma Zoppo.
Tornando all'albo in edicola questo mese, anche se il soggetto e' tutt'altro che originale, e i dialoghi non sono un granche', ci sono alcuni punti positivi che si possono apprezzare.
Tiger & Carson sono ben impiegati e hanno un ruolo importante per il proseguo della storia. Il primo riesce ad avvicinarsi al campo di Puma Zoppo dopo aver seguito le tracce di un indiano. Il vecchio Kit invece insieme a quattro soldati dell'esercito riesce a rendere vano il tentativo da parte di un piccolo gruppo di indiani di distruggere il ponte dove passa il treno, ed e' un piacere rivedere un Carson in una forma smagliante che da tempo non si vedeva.
Discorso diverso per quanto riguarda Kit Willer, ma gia' rivederlo in un albo e' gia' qualcosa.
Per quanto riguarda Tex, l'unico momento d'azione che lo riguarda e' l'episodio illustrato da Villa nella cover, ma in quest'albo lo vediamo nelle vesti di regista dando ordini sia ai suoi pards che all'esercito. Sicuramente sara' determinante nella seconda parte della storia, speriamo insieme a suo figlio.
Comunque sia una buona prova per Nizzi, ma prima di dare un giudizio complessivo e' meglio aspettare la conclusione della storia nel prossimo albo Strada Sbarrata (che titolo!!!!).
I disegni di Ortiz come avrete sicuramente notato sono meno scuri del solito, dovuto sicuramente alla fretta con cui ultimamente disegna.

originally edited by ANTHONY STEFFEN (10/8/2006, 15:37)

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Vorrei tanto sapere come mai sono usciti in edicola due storie con soggetti praticamente simili uno dopo l'altro. Entrambi con un indiano in cerca di vendetta, prima Santos e ora Puma Zoppo.
Tornando all'albo in edicola questo mese, anche se il soggetto e' tutt'altro che originale, e i dialoghi non sono un granche', ci sono alcuni punti positivi che si possono apprezzare.
Tiger & Carson sono ben impiegati e hanno un ruolo importante per il proseguo della storia. Il primo riesce ad avvicinarsi al campo di Puma Zoppo dopo aver seguito le tracce di un indiano. Il vecchio Kit invece insieme a quattro soldati dell'esercito riesce a rendere vano il tentativo da parte di un piccolo gruppo di indiani di distruggere il ponte dove passa il treno, ed e' un piacere rivedere un Carson in una forma smagliante che da tempo non si vedeva.
Discorso diverso per quanto riguarda Kit Willer, ma gia' rivederlo in un albo e' gia' qualcosa.
Per quanto riguarda Tex, l'unico momento d'azione che lo riguarda e' l'episodio illustrato da Villa nella cover, ma in quest'albo lo vediamo nelle vesti di regista dando ordini sia ai suoi pards che all'esercito. Sicuramente sara' determinante nella seconda parte della storia, speriamo insieme a suo figlio.
Comunque sia una buona prova per Nizzi, ma prima di dare un giudizio complessivo e' meglio aspettare la conclusione della storia nel prossimo albo <b>Strada Sbarrata</b> (che titolo!!!!).
I disegni di Ortiz come avrete sicuramente notato sono meno scuri del solito, dovuto sicuramente alla fretta con cui ultimamente disegna.

Sono completamente d'accordo con te, mi hai tolto le parole di bocca! Comunque credo che per questa volta il secondo albo possa essere solo migliore ma ho un terrore: speriamo che Carson non venga con uno squadrone di cavalleria a salvare Tex e gli altri, ma che sia Tex con un colpo di genio a salvare la situazione! :D

Quanto ai disegni di Ortiz trovo anch'io un p? di bianco e forse anche non molta accuratezza nei dettagli, ma è un fatto dovuto sicuramente alla velocit?, non dimentichiamo che ha disegnato questa storia i appena un anno! Resta però uno dei miei disegnatori preferiti e credo che per vederlo appieno in tutta la sua bravura con i neri dovremo aspettare il secondo albo dove mi sembra ci sia una scena di notte con Tiger. Il suo Kit (che tra l'altro è la prima volta che disegna) mi sembra un p? troppo bamboccio, ma in fondo mi piace :)

originally edited by STEFANO 3 (10/8/2006, 20:40)

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dopo una prima lettura devo dire che Nizzi mi ha stupito... dopo anni di inenarrabili schifezze questa è un bel soggetto, non originale, certo, ma ben condotto e con buone idee... non è certo immune da pecche e cadute di stile (gli indiani logorroici che devono raccontare a tutti i loro progetti sono un po' troppo minchioni), ma se guardiamo all'insieme è una bella prova.

spero non mi smentisca nel prossimo numero, magari con qualche trovata idiota (tipo tex che racconta per 50 pagine il suo piano di battaglia). :sick:

i disegni sono magnifici, sporchi al punto giusto

originally edited by GIUBBE ROSSE (20/8/2006, 16:36)

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Premesso che ancora non ho avuto l'occasione di leggere l'albo (biblio comunale chiusa per ferie) temo che la relativa piacevolezza del primo albo lascer? il passo, come è già successo col vecchio episodio, al solito finalino alla Nizzi, magari non con qualche trovata di sceneggiatura atroce, ma nel migliore dei casi banale. Sarà prevenuto, ma negli ultimi 4 anni solo due o tre volte Nizzi ha smentito questa regola.

originally edited by MISTER P (20/8/2006, 17:16)


Chi lo sa, stavolta sono più fiducioso di altre, anche perchè in genere, quando lavora con Ortiz, Nizzi riesce a dare il meglio di sè (che però di questi tempi non è un granch?, ok... Accontentiamoci!)

originally edited by RIMATT (21/8/2006, 15:29)


Puo' darsi, ma penso che Nizzi e Ortiz in passato hanno raggiunto dei buoni livelli con storie come "Gli uomini che uccisero Lincoln", ma da un po' di tempo a questa parte ci sono state solo delusioni per "Puerta del diablo" ( che in sostanza non è male) ma il seguito "Il tesoro della miniera" è a mio parere il peggior albo della serie 500..... :rolleyes::(

originally edited by FRANK IL BARO (21/8/2006, 19:31)

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L'immagine che apre questa nuova storia di Nizzi, è una di quelle che i lettori di Tex conoscono bene per la sua classicit?: un carro con il suo pesante carico e un manipolo di trafficanti d'armi si inerpicano faticosamente lungo una pista di morte. Un gruppetto di comanches, guidati da un indiano storpio, prende in consegna i sessanta fucili, quindi li decima tutti senza pietà, tutti salvo uno. Non so se avete in mente la copertina di Kento non perdona, ma è proprio così che Tex e i suoi pards ritrovano il comanchero superstite. Inizia così il flashback della triste storia di Puma Zoppo, della sua disavventura dieci anni prima nel piccolo villaggio minerario di Alamita, della morte dell'amico Cuore d'Orso, del Giuramento sul suo corpo ormai inerte, già nel dirupo, che tanto ci ricorda, per l'affinit? tematica quello del nostro satanasso sulla fredda tomba di pietra di Lilith. Il leit motiv della storia, l'avrete capito, è quello della vendetta, che nella mente di un indiano accecato dall'odio non può che tradursi in un desiderio di sangue del nemico bianco. Kit Willer confessa di capire ( ma non accettare ) le violente aspirazioni stragiste di un personaggio che per la sua crudeltà ci ricorda da vicino il nolittiano Cruzado.

Date queste premesse, col richiamo a personaggi e situazioni che come dicevo in apertura, in questo fumetto possono solo definirsi è classiche è , difficile, veramente ardua la scrittura di una nuova avventura che non presenti il sapore del d'j? vu per il lettore. Le storie di Tex sono fatte di corsi e ricorsi, per ogni buon sceneggiatore il metro del giudizio dovrebbe essere quello dell'originalità, della misura, dell'equilibrio e in ultimo dell'eleganza.

E in questo il buon Nizzi è ancora capace di stupirci. Una sceneggiatura la sua che è fortemente originale, misurata ed equilibrata ( nel senso che finora è comunque lontana dagli eccessi di nolittiana memoria ). Una storia forse non troppo elegante, questo bisogna ammetterlo, ma la colpa è sempre quella delle 220 tavole, che impediscono la libera ed emancipata espressione a livello di immaginazione creativa e i testi finiscono tout court per risentirne sistematicamente. La scena del saloon, troppo sommaria, frettolosa, quasi esasperata nella sua approssimazione, ne è l'ideale esempio.

Vorrei soffermarmi adesso sul ruolo di Tex e dei suoi pards, finalmente riappropriatisi del loro destino, quello cioè di miti veri e intramontabili.

I calunniatori del nostro ranger, certo si tureranno il naso davanti alla scena del ritrovamento del comanchero. Un Tex buonista in delle vesti per lui direi insolite, un satanasso che vale la pena ricordare, con i mercanti di fucili e whisky non è mai stato tenero. Non dimentichiamo però che il nostro diavolo, la sua lezione, sepolto vivo sotto un sole tremendo, con le pareti rocciose che aumentano all'infinito nella sua mente il senso della calura, la dura lezione l'ha già avuta?

Confesso che prima della lettura dell'albo la copertina che vede Tex impedire al soldato di sparare sull'indiano in fuga, mi aveva lasciato perplesso nelle varie interpretazioni che avevo formulato. E invece niente a che vedere col ?politically correct? che imperversa impunito ormai da un decennio sulle pagine del nostro fumetto. Il colpo di genio di Nizzi, invece, quello che non ti aspetti, quello che, inoppugnabile, ti restituisce Tex, l'eroe superiore e indiscusso, che ricercheremo inutilmente negli albi di Boselli!

Ottima anche la gestione degli altri pards, con dei ruoli da protagonisti, sfruttando abilmente le loro capacità individuali. Devo dire che il timore di vedere Tiger fatto prigioniero nel campo di Puma Zoppo era molto forte, ma Nizzi sembra aver finalmente capito gli errori passati e superato questa tanto discussa fase. Lo stesso dicasi di Carson, ritornato il vecchio cammello di una volta: spara ( senza contare le munizioni, quello che non guasta ) e soprattutto riflette. Durante l'assedio del ponte sul rio Tinto, è il vecchio scout che usa la testa, che si anima e impedisce la disfatta? zompando poi ultimo sul treno, ultimo come i capitani sulla nave che affonda. Semplicemente perfetto.

Un ruolo minore, da comprimario, quello riservato a Kit Willer. Comunque sinceramente sarebbe stato troppo vederlo nei panni del sergente, nella divertentissima scena della requisizione del treno a White Rock.

In questa storia, i nostri, compreso Piccolo Falco, sono protagonisti assoluti, determinati e determinanti. è questo quello che conta. Malgrado vi sia da ridire su qualche difettuccio espressivo, su qualche dialogo ridondante, questa è la vera caratteristica irrinunciabile ed imprescindibile per i veri amatori del fumetto Tex. E in questo, senz?ombra di ironia, Nizzi si può ben definire il degno erede di Gianluigi Bonelli.

originally edited by YMALPAS (22/8/2006, 11:53)

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Hai detto bene Ymalpas. Credo che ultimamente le critiche rivolte a Nizzi abbiano avuto un effetto costruttivo e sicuramente sono arrivate grazie alla potenza della rete alle orecchie degli addetti ai lavori. Io stesso mi sono lamentato per la cattiva gestione che ultimamente erano sottoposti i pards, tenuti troppo spesso in secondo piano e finalmente in questa storia qualcosa si e' mosso.
Speriamo che tutto cio' non venga smentito nel secondo albo.

originally edited by ANTHONY STEFFEN (22/8/2006, 14:42)

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Ho cominciato a leggerlo, è più 'fluido' nello scorrere della trama, ma i dialoghi son sempre gli stessi, iperpolissi e privi di nerbo e stile :( ...

Queste sono le "nizzate" e purtroppo ce le dobbiamo tenere. Però la storia non è proprio bruttissima. Tex è vero che non fa niente però è sempre al centro dell'attenzione, prende decisioni difficili ma ponderate e adesso va verso il pericolo maggiore insieme a Kit. Per questo spero che il secondo albo sia bello come il primo con Tex in primo piano. Spero solo che non arrivi Carson con la cavalleria a salvare capra e cavoli!! :D


originally edited by STEFANO 3 (1/9/2006, 11:48)

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Allora: albo sufficiente, ma peggio di quanto mi aspettassi. La vicenda si conclude correttamente, nel modo giusto, e Tex si comporta in maniera sufficientemente grintosa. Peccato che alla narrazione manchi pathos, e qualche dialogo sia (al solito) posticcio e innaturale. C'è poi almeno un passaggio di sceneggiatura che mi lascia perplesso, ma aspetto a parlerne per evitare inutili spoiler. Insomma, un secondo albo inferiore al primo ma non disprezzabile, che contiene almeno un'ottima sequenza.

I disegni non mi sono piaciuti troppo: poco rifiniti, troppo "tirati via", seppure a tratti affascinanti (come nelle scene in notturna).

originally edited by RIMATT (7/9/2006, 15:16)

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Allora: albo sufficiente, ma peggio di quanto mi aspettassi. La vicenda si conclude correttamente, nel modo giusto, e Tex si comporta in maniera sufficientemente grintosa. Peccato che alla narrazione manchi pathos, e qualche dialogo sia (al solito) posticcio e innaturale. C'è poi almeno un passaggio di sceneggiatura che mi lascia perplesso, ma aspetto a parlerne per evitare inutili spoiler. Insomma, un secondo albo inferiore al primo ma non disprezzabile, che contiene almeno un'ottima sequenza.

I disegni non mi sono piaciuti troppo: poco rifiniti, troppo "tirati via", seppure a tratti affascinanti (come nelle scene in notturna).

Sono abbastanza d'accordo con il giudizio di rimatt e credo anche di aver capito cosa intende quando parla del passaggio di sceneggiatura che lo lscia perplesso. Ho notato anch'io una svista madornale dello sceneggiatore ma ne riparleremo in seguito. Una storia che in fondo in fondo non è malaccio e si lascia leggere e sono d'accordo sull'ottima sequenza citata da rimatt (sto facendo un p? il misterioso, ma fra pochi giorni potremo parlare più liberamente :P ).


I disegni di Ortiz mi fanno impazzire come sempre ed è vero che sono "tirati via", però non dobbiamo dimenticare che Ortiz ha disegnato questa storia in meno di un anno come sta di nuovo facendo adesso con una storia di Faraci che vedremo esattamente tra un anno. I neri delle scene notturne sono semplicemente meravigliosi :D :D

originally edited by STEFANO 3 (7/9/2006, 18:36)

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Seconda parte non male, che riesce a mantenere la sufficienza raggiunta nel primo albo. Storia che non decolla pero' come dovrebbe, manca quel giusto brio e vivacita' nella sceneggiatura come anche i dialoghi che alla lunga un po' stancano , ma l'azione fortunatamente non manca. Note positive arrivano finalmente da Tex( sempre in versione comandante nelle storie di Nizzi) che almeno conserva la giusta grinta e determinazione,Tiger Jack ha un discreto spessore nella storia mentre Kit Willer è insoddisfacente sotto tutti i punti di vista ( è non la prima volta purtroppo... <_< ).
Buon lo "sporco" tipico di Ortiz e le scene notturne sono ottime.

originally edited by FRANK IL BARO (8/9/2006, 15:35)

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La seconda parte ahime' non mi e' piaciuta molto per non dire peggio. Questa volta devo dare ragione a coloro che in questo periodo criticano Nizzi. A mio parere uno degli albi piu' noiosi degli ultimi tempi."Documento d'accusa" in confronto e' un capolavoro.
Una sceneggiatura che fa qualche buco, dialoghi scontati e qualche episodio che lascia perplessi.
Esagerato accanimento di Jim brody nel vendicarsi di Tex per la brutta figura che gli ha fatto fare davanti a tutti i suoi concittadini;Kit Carson che in quest'albo e' assente, la morte troppo facile di Lupo Zoppo che e' riuscito a meta' nell'impresa di vendicarsi contro coloro che uccisero il suo amico.
Come ha detto Frank l'unica nota positiva e' vedere Tex in azione e un Tiger in forma.
Per quanto riguarda Kit Willer e' meglio non parlarne! :(
Riguardo ai disegni gia' sapete che detesto Ortiz, e i suoi disegni contribuiscono a dare un voto mediocre all'albo.

originally edited by ANTHONY STEFFEN (8/9/2006, 16:20)

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Una sceneggiatura banale, tutto scorre tranquillamente lungo dei binari già tracciati senza che nessun ostacolo serio, a parte l'episodio del tradimento di Brody, venga a turbare l'azione. Un soggetto che sicuramente meritava molto di più.

Questo episodio segna l'uscita di scena del vecchio cammello, che viene rievocato solo alla fine con l'incontro con i soldati di Fort Silver. Kit Willer resta un personaggio del tutto incolore. Tex è in buona forma ma purtroppo si fa fregare un po' ingenuamente da Jim Brody, un personaggio a sua volta decisamente mal caratterizzato, poco convincente fin dal primo incontro con il ranger, che genera una scazzottata del tutto gratuita che sembra nascere da fortuite circostanze. D'accordo che non c'era troppo tempo per intavolare discussioni, ma fa pena vedere il ranger nominare i tre bastardi davanti a tutti i derelitti abitanti di Alamita, senza che succeda un bel niente. I fratelli Dan e Willy Fogarty, responsabili con Brody dei tristi avvenimenti che dieci anni prima avevano visto Puma Zoppo sfortunato protagonista, vengono lasciati liberi di filarsela, il ranger è talmente certo che incapperanno nei comanches e quando questo avviene, non c'è nessuna emozione nella lettura. I due cadono nella rete dei nemici come due salami, una cosa che non sta in terra ne in cielo. Una nota positiva è quella di Tiger, il solo rispetto al primo albo a non perdere volume, che riesce a salvare in extremis Tex che stava per essere colpito alle spalle. Puma Zoppo doveva essere una figura centrale e invece lo si vede a malapena, la sua tragica fine poi ci priva di un faccia a faccia con Tex che sarebbe stato interessante sviluppare. La figura del "sindaco" Matt Leroy non ha nessuna connotazione psicologica, come Puma Zoppo sembra solo una marionetta, questo personaggio mi permette di introdurre delle critiche sui dialoghi, veramente pessimi.

Da segnalare le incongruenze nell'uso del cannocchiale, neanche se fosse ad infrarossi?

Per quanto riguarda i disegni, non capisco come si possano accettare, in certe vignette i personaggi sono poco più che caricature. La lunga fila di carri che si muovono lungo il disastrato sentiero dell'Arrow Pass mi ha riportato alla mente i disegni di Ticci in Terra promessa, il paragone è perlomeno imbarazzante.

Qualche nota positiva mi viene dalla lettura del giornale allegato alla fine, che annuncia un numero interamente a colori di Dylan Dog per festeggiare il 240? numero che coincide con il ventennale della testata. Potrebbe essere fatto un discorso simile anche per Tex, che ne dite ?

Voto complessivo alla storia, in decimi:

soggetto: 7
sceneggiatura : 5
disegni : 4

originally edited by YMALPAS (11/9/2006, 14:23)

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Forse perchè abituato ad anni di schifezze questa storia, nell'insieme dei due numeri mi sembra di buon livello.

Strada sbarrata, in altri tempi, sarebbe stata una caduta, al giorno d'oggi è un salto di qualità, anche se... :(

tutto è prevedibile e semplicistico, emozione zero, tranne... tex viene menato!!!

io l'ho dovuto rileggere perchè non ci credevo, ha preso tre sganassoni belli tosti... ci mancava che si slacciasse i cinturoni e si autoflegellasse...

originally edited by GIUBBE ROSSE (11/9/2006, 15:06)

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Questa storia secondo me sarebbe andata bene per uno speciale o un almanacco, così divisa in 2 albi rende l'ultimo troppo lineare e prevedibile, non certo noioso ma con poco pathos, si spara ci si insegue e basta, l'unico "guizzo" di Nizzi(la scena della dinamite) viene vanificato, come già successo in passato per Muddy Creek e per l'almanacco del west 2001 dalla copertina(evidentemente alla Bonelli si spaventano quando Nizzi inventa qualcosa di emozionante e vogliono prepararci gradualmente, non si sa mai l'emozione potrebbe stroncarci.... ):D :D :D

originally edited by CULO DI GOMMA (12/9/2006, 13:18)

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Storia da dimenticare, come sono da dimenticare i disegni pessimi. Per quanto riguarda il ventennale di Dylan Dog lo stanno festeggiando nel miglior dei modi. Speriamo che il sessantesimo anno di vita di Tex venga celebrato con altrettanto entusiasmo e non come il cinquantennale anniversario dove hanno fatto semplicemente pena.

originally edited by ANTHONY STEFFEN (12/9/2006, 16:35)

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Questo messaggio è da considerarsi uno spoiler

a me sembra strano che i due fratelli, dopo essere stati sul punto di ammazzarsi l'n l'altro per non cadere vivi nelle mani degli indiani, si arrendano con esagerata facilt? e si facciano disarmare senza nemmeno tentare di tirare un paio di cazzotti o di morsi...

originally edited by BRESSIMAR (13/9/2006, 11:58)



Uno dei tanti errori, bressimar :angry:

originally edited by STEFANO 3 (13/9/2006, 13:36)

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Tale messaggio contiene uno spoiler

bah... io nei loro panni piuttosto avrei dato una zuccata a una pietra... perchè in quel caso puoi ben immaginarti cosa ti combina un indiano incavolato così....

le altre sbavature non le ho notate, magari a una prossima lettura... ^_^

originally edited by BRESSIMAR (13/9/2006, 19:35)

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La storia con Santos era diversa rispetto a quella di Puma Zoppo e secondo me anche più bella sebbene non possa negare che pure quella di Puma Zoppo mi sia piaciuta, sisi mi è piaciuta penso che anche io sarei adirato proprio come Puma Zoppo anche se avrei concentrato la rabbia solo sui diretti interessati e non indiscriminatamente

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bhe non centra nulla che sia indiano^^ semplicemente non mi sono mai trovato in una situazione del genere quindi non ho mai dovuto fare i conti su ciò che sarebbe potuto col senno di poi succedere

Ecco, questo è più logico. Non si può giudicare un componenete di un altro gruppo etnico senza tenere in conto contesto e cultura (parola di antropologo).

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