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TWF - Tex Willer Forum
Sam Stone

[643/644] L'indomabile

Voto alla storia?  

53 voti

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Soggetto che riprende la migliore ed antica tradizione bonelliana. Come sempre, la sceneggiatura di Boselli è precisa, rapida ed efficace. I disegni del compianto Ortiz denotano il suo stile esclusivo di grande artista, anche se lontani dal mio personale gradimento. Dopo le iperboli narrative rappresentate da "El Supremo" e "Giovani assassini" era necessaria una breve pausa con il ritorno a più consueti ritmi tradizionali. In trepidante attesa delle nuove e differenti atmosfere del texone di giugno e delle nuove storie di luglio.....

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S P O I L E R

è realistico un tale dispendio di risorse (tra salari dei banditi, organizzazione della trappola, tentativo di assassinare dei ranger, addirittura corruzione di un colonnello) per ottenere semplicemente una poltrona di Agente indiano? Quanto mai possono essere ricche le relative commesse?

Pura ipotesi: la scoperta di giacimenti minerari importanti nel suolo della riserva?




Natural killer Mi sembra che l'obiettivo di soffiare il posto all'agente indiano risulti un tantino limitato.
Penso piuttosto che rimuovere Webster (ma siamo disposti a mettere la mano sul fuoco per lui?) possa far parte di un piano più articolato per favorire l'allontanamento degli Apache dalle loro terre ....

Il problema è che nel primo albo non si fa cenno n° all'una n° all'altra cosa, e l'unico obiettivo sembra davvero essere quello dell'accaparrarsi l'Agenzia indiana e le sue commesse. Chiedo nuovamente lumi a Borden: può un simile obiettivo giustificare un tale dispendio di risorse?

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Una storia che sembra scritta da GLBonelli, quindi ottima.

Concordo sul fatto che sia una storia molto glbonelliana, e quindi che sia ottima. Nel mio post di ieri ho dimenticato di sottolineare una cosa: a un certo punto della storia l'oste disarma Carson e, per un secondo, ho avuto la sensazione di star rileggendo Topeka, una buona storia di Nizzi in cui però Carson viene battuto dal vilain di turno, che non era affatto un uomo d'azione come anche le fattezze conferitegli da Blasco stavano a dimostrare. Tuttavia Carson viene battuto (sia pure con il trucco della polvere negli occhi) ed io quella scena l'ho a tal punto disprezzata che per me Topeka non esiste più: non ho mai più riletto n° mai più vorr? rileggerla. Nizzi aveva questo vizio di far fare delle figure barbine al Vecchio Cammello (ne ricordo un'altra nella storia della ribelle corsa, I Contrabbandieri mi pare si chiamasse, in cui Carson veniva messo già con una facilit? disarmante dal boxeur nero). Quando ne L'Indomabile Carson viene disarmato da un oste, per un secondo ho rivissuto quelle brutte sensazioni; poi, però, nel volgere di una vignetta, Carson sferra un uppercut talmente violento da fare addirittura volare il pur grasso oste (qui Ortiz ha un po' esagerato...) ed io l' ho respirato: Borden ci ha sempre regalato un grande Carson, e non si è smentito nemmeno stavolta...

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Questi disegni colpiscono sempre. L'oste mi sembrava di averlo di fronte tanto è realistico, sudore, polvere, sporco e le macchie sul grembiule! Peste che stile!La storia mi piace, poi stacca nettamente dalle precedenti per argomento, si torna alle storie tipiche, e ciò risulta gradevole. Aspetto l'intero per commentare.

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S? Leo, anche io ho provato le stesse sensazioni circa Carson. Speriamo che gli episodi come quelli che hai ricordato. Oltre alla storia a Boston, ne ricordo un'altra, di Nizzi, sempre disegnata da Civitelli, in cui Carson viene atterrato da un bullo in un saloon e deve intervenire Tex. E questi due sono forse i casi più estremi, ma ci sono state diverse situazioni in cui, come uomo d'azione, Carson vien molto ridimensionato. Speriamo che la linea Boselli resti e si rafforzi.

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S P O I L E R

è realistico un tale dispendio di risorse (tra salari dei banditi, organizzazione della trappola, tentativo di assassinare dei ranger, addirittura corruzione di un colonnello) per ottenere semplicemente una poltrona di Agente indiano? Quanto mai possono essere ricche le relative commesse?

Pura ipotesi: la scoperta di giacimenti minerari importanti nel suolo della riserva?




Natural killer Mi sembra che l'obiettivo di soffiare il posto all'agente indiano risulti un tantino limitato.
Penso piuttosto che rimuovere Webster (ma siamo disposti a mettere la mano sul fuoco per lui?) possa far parte di un piano più articolato per favorire l'allontanamento degli Apache dalle loro terre ....

Il problema è che nel primo albo non si fa cenno n° all'una n° all'altra cosa, e l'unico obiettivo sembra davvero essere quello dell'accaparrarsi l'Agenzia indiana e le sue commesse. Chiedo nuovamente lumi a Borden: può un simile obiettivo giustificare un tale dispendio di risorse?
Hai ragione Leo, nell'albo non si fa riferimento esplicito a determinate situazioni, ma ci sono dei riferimenti che possono farle immaginare.


Boselli è a mio avviso un grande scrittore e le sue storie si prestano a essere lette a diversi livelli:

1. Possiamo limitarci a seguire gli eventi narrati e godere comunque lo sviluppo di una buona storia
2. Possiamo contestualizzare la storia stessa e rapportarla a un ambito che può essere quello della serie di Tex e valutare se quanto narrato è coerente o meno con le caratteristiche del personaggio
3. Possiamo invece riferirci a un contesto storico che ultimamente è sempre tenuto in grande considerazione da molti autori attenti a non inciampare in anacronismi.

E proprio il contesto storico, non necessariamente esplicitato nel racconto, ma rigorosamente rispettato, mi fa sovvenire che la pressione degli insediamenti dei coloni bianchi sulle terre degli Apache andava progressivamente aumentando . Quando le tensioni tra Apaches e coloni bianchi raggiunsero il punto di rottura , Geronimo scaten° una serie di attacchi verso gli insediamenti bianchi in Arizona e in Messico.
La reazione dell'esercito non si fece attendere e inizi? una campagna contro il capo ribelle e i suoi irriducibili guerrieri Nethade, prima sotto la guida del generale Crook successivamente sostituito dal generale Nelson Miles che, insieme ai suoi soldati ed ai suoi ufficiali marciarono per circa 4.800 km dall'Arizona fino all'impervia Sierra Madre in Messico, prima di riuscire a scovare Geronimo e trattare personalmente con lui la resa che avrebbe portato al confino della tribù apache ribelle in una riserva in Florida.

Ora in questo contesto storico mi sembra di poter pensare che le ambizioni non fossero limitate a gestire un'Agenzia indiana, quanto piuttosto quelle di essere in prima linea per accapparrarsi quei territori destinati al futuro sviluppo della colonizzazione.

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E magari a scatenare, con nuovi soprusi dell agente indiana, il desiderio di vendetta degli apache che avrebbe a sua volta legittimato l intervento dell esercito a danno dei nativi e a tutto vantaggio dei soliti speculatori. la tua ipotesi è condivisibile, solo che non mi dispiacerebbe se nel secondo albo venisse meglio esplicitata. La storia comunque è davvero bella, non vedo l ora di leggerne il seguito

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Non c'è bisogno di scomodare improbabili giacimenti d'oro o cos del genere per giustificare il complotto. Il posto di Agente Indiano quasi certamente aveva uno stipendio non particolarmente appetibile, ma il posto permetteva di fare un bel po' di speculazioni con le forniture arricchendo sia i mercanti che l'agente per tacere dei traffici illecitiInoltre un agente corrotto non si sarebbe certo opposto all'eventuale riduzione del territorio della Riserva.

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Non c'è bisogno di scomodare improbabili giacimenti d'oro o cos del genere per giustificare il complotto. Il posto di Agente Indiano quasi certamente aveva uno stipendio non particolarmente appetibile, ma il posto permetteva di fare un bel po' di speculazioni con le forniture arricchendo sia i mercanti che l'agente per tacere dei traffici illecitiInoltre un agente corrotto non si sarebbe certo opposto all'eventuale riduzione del territorio della Riserva.

Appunto! ::evvai::E io ripeto, non metterei la mano sul fuoco per Webster...

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Infatti, la posizione di Agente Indiano non era assolutamente limitante, ma dava la possibilità di gestire una serie infinita di traffici illeciti ed anche "leciti" (se per leciti intendiamo le macchinazioni politiche per accaparrarsi i territori....).

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Storia che più classica non si può, coi pards che arrivano e spaccano tutto, con cattivi che sembrano ben chiaramente cattivi e che vengono sbatacchiati senza troppe chiacchiere. Insomma, credo che questo sia quello che i texiani amano leggere, quindi la storia per ora è ottima. Sono inoltre contento di rivedere la tematica indiana, col colonnello razzista e gli indiani vittime di soprusi. La seconda parte credo che su questo ci riserver? qualche sorpresa drammatica. Su Ortiz non dico nulla: purtroppo il calo drastico della sua qualità artistica è qui pienamente evidente.

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Come Carson "non ci facciamo mancare niente": cattivi veramente cattivi e Ortiz ce li disegna anche ributtanti, bravi integerrimi e decisi, il capitano e lo sceriffo, vittime, i due indiani, decisi a contrastare il destino infausto, polvere, fango e sudore.( è vero ne sentiamo l'odore). E il quartetto, duro, efficiente, con Carson sempre galante e brontolone, ma che giovane quando entra in azione! Tiger agisce e quando parla, al capitano fuori dal saloon, riassume tutta la filosofia di Tex, Kit come deve essere efficiente, allegro e anche un po' sbruffone, e Tex che è Tex. Insomma i nostri quattro picchiano duro e si divertono mentre lo fanno, e noi a vederli. Buone premesse per il prossimo albo, altro sudore, fango e sangue che ci aspetta e sicuramente altri indiani all'orizzonte. Ortiz è a volte in calo, ma più che comprensibile. Ci mancher?.

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Mi unisco agli elogi per questa prima parte: Tex e i suoi che passano su tutto e tutti come uragani, comprimari ben delineati, storia scorrevole e disegni adeguati alla bisogna. SPOILERMi è piaciuto anche che l'Autore abbia mostrato scene colloquiali di carattere preparatorio (come quelle al campo dei Navajos e, più avanti, all'agenzia indiana), perchè Tex non è solo azione e cambi di scena frenetici, ma anche quotidianeit?, dialoghi, preparazione dell'azione. L'unica, piccola pecca: forse si poteva far iniziare la storia mostrando il dialogo tra il vecchio indiano ubriacone, Nantan e Dimas, la qual cosa avrebbe evitato qualche dialogo un po' innaturale (e "spiegazionista") tra questi ultimi nella primissima parte, che ha un po' annacquato il drammatico incipit.

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Completamente d'accordo con Carlo Monni sulle motivazioni alla base della vicenda:un agente indiano onesto guadagnava relativamente poco, ma un agente corrotto poteva gestire a suo modo le elevate risorse che il governo degli USA destinava agli indiani: pertanto non ritengo necessaria una spiegazione alternativa come la scoperta di eventuali giacimenti auriferi ecc. Faccio notare a NK che , nel caso in cui Webster avesse davvero qualcosa da nascondere ( e lo scopriremo nel prossimo albo, ma io ne dubito), sarebbe stato un autentico idiota a tirare in ballo Tex e pards... non vedo per quale ragione avrebbe dovuto correre un rischio simile. Per quanto riguarda la bellezza della storia, sono il primo a sostenere che avventure del genere vadano proposte con buona frequenza, perchè molti lettori texiani hanno bisogno di tematiche classiche e guardano soprattutto alla riconoscibilit? del personaggio Tex, non tanto alla vicenda in sè. D'altra parte io sono un lettore per il quale è più importante la bellezza della storia piuttosto che il modo in cui Tex si comporta, quindi personalmente preferisco di gran lunga una vicenda atipica ma con un importante ruolo dei coprotagonisti, come in "Giovani assassini", che reputo, almeno fino ad adesso, nettamente superiore ( anche se spero di essere smentito dal secondo albo de "L'indomabile"). Ma lo ripeto, è necessario per il benessere del personaggio e della saga che ci siano anche storie come questa.

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Per quanto riguarda la bellezza della storia, sono il primo a sostenere che avventure del genere vadano proposte con buona frequenza, perchè molti lettori texiani hanno bisogno di tematiche classiche e guardano soprattutto alla riconoscibilit? del personaggio Tex, non tanto alla vicenda in sè.
D'altra parte io sono un lettore per il quale è più importante la bellezza della storia piuttosto che il modo in cui Tex si comporta, quindi personalmente preferisco di gran lunga una vicenda atipica ma con un importante ruolo dei coprotagonisti, come in "Giovani assassini", che reputo, almeno fino ad adesso, nettamente superiore ( anche se spero di essere smentito dal secondo albo de "L'indomabile").
Ma lo ripeto, è necessario per il benessere del personaggio e della saga che ci siano anche storie come questa.

Io e te siamo molto simili in fatto di gusti, Shane... quello che hai scritto tu avrei potuto tranquillamente scriverlo io. Entrambi amiamo Boselli per questo, perchè il nostro spesso privilegia la storia ed è pronto ad inserire in essa personaggi forti, pesanti, con un loro spessore, che inevitabilmente finiscono un po' per togliere spazio a Tex. Secondo me quello spazio sottratto è controbilanciato da una maggiore qualità dello stesso Tex, che se la deve vedere o è affiancato da personaggi che sono alla sua altezza e con uno spessore di poco inferiore al suo e non da avversari o compagni sostanzialmente anonimi. Ho appena finito di (ri)leggere quel capolavoro che è Nei territori del Nordovest, dove abbiamo l'ennesima conferma di questa sua impostazione: per la prima volta nella storia di Tex, Jim Brandon non è il solito pretesto per un'avventura canadese, ma è un coprotagonista, un personaggio con un proprio passato, con una propria personalit?. A mio parere anche Tex è esaltato da questo, nonostante nella storia gli siano dedicate meno vignette, necessariamente utilizzate per far risaltare Jim.


Anche ne L'Indomabile io ritrovo questo Boselli. E' una storia molto classica, ma è anche molto boselliana. Tex non è l'unico protagonista; anzi, Nantan è protagonista di una vera e propria storia parallela (tanto che fino ad ora lui e Tex non si sono mai incontrati) ed è anche alla sua vicenda e al suo destino che il lettore si appassiona. E se non bastasse Boselli ha anche introdotto la figura di Nitika, che di sicuro avrà una parte non da poco nel secondo albo, dato che nella sua pur breve apparizione Borden la caratterizza in maniera molto significativa.

Per questa ragione, per questa sua "bosellianit?" (pur nel solco della tradizione), fino ad ora la storia mi è parsa di eccelsa qualità, per nulla inferiore alla più atipica vicenda dei Giovani Assassini.

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In effetti Leo, il vero punto di svolta nel secondo albo potrebbe essere costituito da eventuali variazioni del rapporto tra Uday e la sorella ( un vero personaggio boselliano), tenuta finora all'oscuro delle attività criminali del fratello... questo potrebbe in effetti conferire alla storia molta "bosellianit?" e rendermela più gradita. Un altro punto che finora mi ha lasciato perplesso è l'utilizzo del quartetto... secondo me fino ad ora Tex e Carson se la sarebbero cavata egregiamente anche da soli o al massimo in trio con Tiger. Per quanto invece riguarda " Nei territori del Nord Ovest"... che dire, storia anche questa stupenda, una delle migliori canadesi. Io mi sono riletto invece " Gli assassini", un'altra avventura bellissima quanto atipica ( favolosi i personaggi di Mitch e della vedova); il segreto di Borden come giustamente rimarcavi è proprio quello di riuscire ad inventare tipi umani che destano la curiosità del lettore e rendono ancora più memorabili le gesta di Tex.

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La storia ad ora mi sembra una buona e onesta storia, e il primo albo mi è piaciuto.. i personaggi sono molto ben delineati (e questo è tipico di Boselli) e nonostante Nantan sia un coprotagonista e Webster stia seguendo i pards queste figure non stanno oscurando n° il quartetto dei pards n° Tex stesso (cosa secondo me un po' meno tipica in Boselli...) per cui spero continui su queste linee...

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Faccio notare a NK che , nel caso in cui Webster avesse davvero qualcosa da nascondere ( e lo scopriremo nel prossimo albo, ma io ne dubito), sarebbe stato un autentico idiota a tirare in ballo Tex e pards... non vedo per quale ragione avrebbe dovuto correre un rischio simile.

L'approccio alla lettura delle storie di Boselli, mai ovvie e sempre con l'elemento sorpresa dietro l'angolo, grazie alla capacità di caratterizzare personaggi complessi, mi porta ad andare oltre le apparenze e cercare di interpretare segnali che mi pare di cogliere nel contesto della narrazione. La riserva di San Carlos nell'Arizona meridionale non è molto distante da quella Navajo, per cui inevitabilmente la notizia della trappola ordita ai danni di Nantan sarebbe giunta a Tex. Perchè allora non mettere le mani avanti e giocare d'anticipo' Webster potrebbe aver proprio giocato questa carta allo scopo di allontanare i sospetti da sè e magari sfruttare l'aiuto di Tex per sfoltire la pletora di complici, tra subalterni e comprimari. Cosa ha fatto Webster per difendere Nantan e Dim?s nel suo ruolo di avvocato d'ufficioè [tutto il possibile?il che equivale a dire quasi niente!] pag.18E certe sue espressioni o addirittura il tentativo di evitare lo sguardo di Tex, speso guardando in basso, sono da ascrivere a una ridotta vena grafica del compianto Ortiz, o sono piuttosto altri segnali dettati dalla sceneggiatura?Uday sembra stupirsi del fatto che Webster l'abbia cercato al campo, assai meno che con lui ci fossero Aquila della Notte e pard. Ora borden non dice niente di tutto ciò, resta soltanto una mia impressione che, come dici, potrebbe rivelarsi infondata. Resta comunque il fatto che un piano come quello raccontato necessita di un triangolo perfetto rappresentato dal potere economico (Marton), potere militare (Atwood) e dall'appoggio logistico interno alla riserva (incognita)Webster dal mio punto di vista ne esce male comunque, perchè o è in mala fede, invischiato fino al collo nel progetto criminale, o dimostra un elevato grado di incapacità nel controllo di ciò che avviene nella riserva, con indiani che si danno alla macchia nelle montagne in compagnia di una banda di fuorilegge e addirittura facendosi [impiantare una distilleria clandestina in pieno territorio della riserva] pag.47

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i personaggi sono molto ben delineati (e questo è tipico di Boselli) e nonostante Nantan sia un coprotagonista e Webster stia seguendo i pards queste figure non stanno oscurando n° il quartetto dei pards n° Tex stesso (cosa secondo me un po' meno tipica in Boselli...) per cui spero continui su queste linee...

La tua speranza è anche la mia ( da tanti anni disattesa.... ) :old:

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Storia che più classica non si può, coi pards che arrivano e spaccano tutto, con cattivi che sembrano ben chiaramente cattivi e che vengono sbatacchiati senza troppe chiacchiere. Insomma, credo che questo sia quello che i texiani amano leggere....

Ma davvero ??!!I "texiani" che amano questo tipo di storie è Ma no dai... Che dici mai ??!! :lol2:

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