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TWF - Tex Willer Forum
Sam Stone

[645/646] Furia Comanche

Voto alla storia  

16 voti

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Ho acquistato l'albo questa mattina e attendo con ansia di poterlo leggere, ancor di più dopo aver letto i commenti entusiastici di Paco. Ruju mi convince sempre di più e nutro completa fiducia su di lui come sul maestro argentino Seijas.

Per non perdere il resto della giornata (lavorativa), puoi indicarmi dove guardare?Grazie.

Nel topic "Anteprima Copertine" si è parlato più volte di questo aspetto... Vai a pagina 66 della discussione e trovi tutto! ;)

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In attesa di leggere la seconda parte, mi accodo anch'io ai giudizi positivi che mi hanno preceduto. Aggiungo che questa prima parte mi è piaciuta decisamente molto di più rispetto al Texone, anche se l'inizio de "La Prova del Fuoco" in cui Ruju si trov? a lavorare con lo stesso disegnatore ( e che fu il suo battesimo sulla serie regolare) era di tutt'altro spessore. Per me il suo capolavoro è quello, sono sicuro però che Pasquale ce ne regaler? molti altri, oltre a storie buone e ottime come quelle che ha già scritto. In questa prima parte mi sembra che tutto sia in ordine con il personaggio e il suo stile. Il trucco della "finta" impiccagione l'avevo indovinato, ma ciò non mi ha rovinato la lettura. Attendo la seconda parte che sarà sicuramente ricca di azione, dato che Tex deve sciogliere numerosi nodi! :)

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Ottima storia ed ottimi disegni, davvero buona l'idea di sfruttare un espediente del genere per mettere in piedi una trama. C'è decisamene da ben sperare per il prosieguo, anzi addirittura sarebbe stato il top se la storia fosse estesa su tre albi anzich? i due programmati...

La sola cosa che avrei evitato è la vignetta all'inizio in cui il maggiore e Wasape si lanicano una rapida occhiata, facendo cogliere una qualche forma di accordo tra loro.

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La sola cosa che avrei evitato è la vignetta all'inizio in cui il maggiore e Wasape si lanicano una rapida occhiata, facendo cogliere una qualche forma di accordo tra loro.
A dire il vero la scena in cui Wasape "testa" la propria vulnerabilità depone proprio contro l'idea accordo preventivo

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Ed eccomi a commentare insieme a voi la prima parte di questa storia. Ho terminato la lettura dell'albo poco fa e ho avuto il piacere di constatare che le mie aspettative di fiducia nel duo Ruju-Seijas non sono state deluse, almeno finora, e che tra i due autori pare si riconfermi saldamente un'intesa di lavoro perfetta. Lo sceneggiatore, pur trattando le ambientazioni tipiche del Western classico, è stato capace di donare alla trama e alla narrazione un taglio tutto sommato originale, grazie soprattutto alla figura di Wasape, feroce predone Comanche che, rimasto inconsapevolmente vittima di un complotto ordito con spregiudicata abilità alle spalle del suo popolo, crede di godere del dono dell'immortalit?, interpretando quindi la sua sopravvivenza all'impiccagione come un atto voluto dagli Dei al fine di spingere la nazione Comanche alla riconquista delle terre colonizzate dai bianchi. Partendo da questo spunto di base, il finale lo si potrebbe intuire con facilit?, ma sono sicuro che Ruju si sia tenuto un'asso nella manica che, al momento giusto, farà entrare nel gioco per dare ulteriore brio alla vicenda. Niente da obiettare, invece, per la stesura dei dialoghi e per l'ottima gestione del team Tex e Carson, condotta come meglio non si sarebbe potuto. In questo senso, ho trovato disarmante l'abilità con cui Ruju è riuscito a conferire ai due pards sintonia, coordinazione ed equilibrio caratteriale, ponendoli con immediatezza al centro dei riflettori, senza che le azioni dell'uno non vadano ad intralciare o sminuire del ruolo dell'altro, cosa che purtroppo si verificava spesso in alcune storie di Claudio Nizzi, in cui il "vecchio cammello" finiva per essere ridicolizzato e svilito alla stregua di un fenomeno da baraccone o di un vegliardo da ospizio. Per questi motivi, quindi, una prova finora molto positiva, per Ruju... Cosè come è positiva l'opera grafica di Ernesto Garc?a Seijas, giunto alla sua quinta storia di Tex. Come sempre infallibile nella resa espressiva dei personaggi e nella costruzione "drammatica" delle sequenze, la sua impronta grafica pulita e classica si adatta molto bene alle atmosfere polverose e desolate e alla visualizzazione delle scene d'azione; si vedano, ad esempio, la scena in flashback sulla cattura di Wasape (da pag. 17 in poi) o la rissa nel saloon di Fort Worth (pag. 72), illustrate con dinamismo e verosimiglianza. Alla prossima! :trapper:

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ho trovato disarmante l'abilità con cui Ruju è riuscito a conferire ai due pards sintonia, coordinazione ed equilibrio caratteriale, ponendoli con immediatezza al centro dei riflettori, senza che le azioni dell'uno non vadano ad intralciare o sminuire del ruolo dell'altro, cosa che purtroppo si verificava spesso in alcune storie di Claudio Nizzi, in cui il "vecchio cammello" finiva per essere ridicolizzato e svilito alla stregua di un fenomeno da baraccone o di un vegliardo da ospizio

Pienamente d'accordo. Ad esempio è Carson, insospettito dall'insolita curiosità di due militari, a fare la scoperta che più tardi porter? ad un importantissimo ritrovamento ::evvai::

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La sola cosa che avrei evitato è la vignetta all'inizio in cui il maggiore e Wasape si lanicano una rapida occhiata, facendo cogliere una qualche forma di accordo tra loro.
A dire il vero la scena in cui Wasape "testa" la propria vulnerabilità depone proprio contro l'idea accordo preventivo
Che infatti non c'era. Nella storia si dice chiaramente e più di una volta che Wasape non sapeva ce volevano salvarlo. Lettori disattenti eh? _ahsisi :lol2:

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Ogni volta che esce una storia nuova di Ruju sono costretto a ripetermi: questo sceneggiatore su Tex lo voglio in dosi più massicce!E Sejas, per me, è uno dei migliori interpreti attuali di Tex. E in questo albo è in una forma smagliante! Poco da aggiungere, tranne che le sue tavole sono una gioia per gli occhi, e che il suo Tex (sereno, sorridente, non solo "duro") è proprio quel personaggio di cui ci siamo innamorati d bambini. Un grande!

Ma tu sei ancora un bambino! :old::trapper: Scherzi a parte, sono contento di leggere i vs giudizi positivi e spero di poterli confermare anch'io. Per ora voglio aspettare il secondo albo e leggermela tutta di fila questa storia. Per cui a più tardi :indianovestito:

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Ma tu sei ancora un bambino! :old::trapper:

haha Ti dir?: secondo me un atteggiamento da bambino - o magari non proprio da bambino, ma da persona che si vuole godersi in santa pace un buon fumetto senza giocare a fare il "gran critico" (vedi UBC e i vari intellettualoidi di quel tipo che si vedono in giro) alla ricerca spasmodica di errori, incongruenze, offese al sacro verbo bonelliano - è quello migliore per godersi una lettura come Tex. Ma - come ha scritto un utente di questo forum su un altro forum - a volte sembra che il grande hobby di molti dei grandi "critici" internettiani (vedi ancora UBC e la loro succursale) sia "spalare merda sul loro eroe preferito". scusate l'OT

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Mi scuso preventivamente anche io per l'off-topic, ma non potrei essere più d'accordo con te, Paco. Certi atteggiamenti lasciano molto a desiderare, specialmente quando provengono da parte di chi afferma, con lingua (bi)forcuta, di amare un personaggio e di avere a cuore la sua sorte.
In tutta franchezza, spero di non dover rileggere in futuro recensioni "truccate" e attacchi arbitrari nei confronti della SBE e dei suoi dipendenti (come mi è capitato qualche mese fa), sia da parte di Ubc che dalle loro succursali...

[...] offese al sacro verbo bonelliano [...]

"Boselliano", vorrai dire! :lol2:

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SPOILERPremesso che l'albo è fluido, ordinato e ben intriso di "texianit?" (per le ragioni già da voi magistralmente esposte, alle quali mi riallaccio), va però detto che il piano orchestrato da questo Johnson e dai suoi complici è molto più vicino ai trucchetti improbabili di "ukasiana" memoria di quanto appaia. Difatti, al di l' della sospensione dell'incredulità, per riuscire (come, poi, è effettivamente riuscito) occorreva sperare, nell'ordine, in:1) ovviamente, nessuna complicazione immediata (Wasape comunque soffocato dall'apnea)...... fin qui, passi;2) Wasape non solo non doveva risvegliarsi, ma neanche minimamente muoversi nell'immediatezza dell'esecuzione (e Zimmer contribuisce anche a perdere tempo prezioso, fotografandolo....);3) I barellieri (e gli astanti tutti, decine di persone) non dovevano accorgersi subito della finta morte dell'uomo (... ma un cadavere non si irrigidisce subito? E i barellieri non lo afferrano?);4) Wasape doveva avere o la fortuna di risvegliarsi in tempo per sistemare (ma a mani nude, e senza garanzia di successo) i soldati, o si sarebbe comunque ritrovato al chiuso di uno stanzino, con la necessit? di dover trovare un escamotage per evadere dal forte. In realtà, il tutto avrebbe avuto maggior credibilit? ipotizzando un Wasape a conoscenza del trucco, ma così non parrebbe essere (vista la sceneggiatura, che lo mostra palesemente convinto di essere stato miracolato)...... così, francamente è un po' troppo arzigogolato....!

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In alcuni punti hai sicuramente ragione Tahzay, ma mi sento di contestarti ad esempio il punto 2:Wasape infatti, pur non essendo a conoscenza del piano, avrebbe avuto tutto l'interesse a non dare segni di vita appena dopo l'esecuzione, altrimenti sarebbe stato impiccato di nuovo. Per me quando Zimmer lo fotografa l'indiano è già sveglio, ma ovviamente appare immobile simulando la morte. Ci può anche stare che Wasape avesse sintomi da soffocamento, ma si stesse attivamente sforzando di reprimerli ( per esempio trattenendo la tosse ecc), sempre per il motivo visto prima: l'unico modo per non essere impiccato nuovamente ed avere una possibilità di fuggire dal forte era quello di fingersi morto. Chiunque al posto di Wasape si sarebbe comportato allo steso modo... Johnson e company non devono fare chissà quale sforzo di immaginazione per arrivarci. Anche il punto 3 è opinabile e presuppone il sospetto da parte dei barellieri della "non morte" di Wasape... ma quando uno è sicuro della morte di qualcun altro non va a controllare il rigor mortis, a meno che non debba accertare la morte scientificamente. Invece anche io condivido il punto 4)... avrei preferito che anche i soldati posti di guardia a Wasape fossero stati complici nell'organizzare la sua evasione, ad esempio allontanandosi o facendo finta di addormentarsi in modo da permettergli di fuggire indisturbato. Cosè in effetti il piano fa acqua... che cosa sarebbe successo se Wasape non fosse riuscito a fuggire o se avesse avuto la peggio nella colluttazione con i soldati di guardia?

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S
P
O
I
L
E
R

Sul punto 2 ?, in effetti, quello che accade: Wasape, verosimilmente solo durante il trasporto, si accorge di essere miracolosamente vivo e resta buono, "risvegliandosi" solo quando percepisce di avere pochi avversari da dover fronteggiare. Ma se fosse avvenuta prima, la ripresa di coscienza? E' questo il punto!
Circa il punto 3, è semplicemente assurdo che nessuno di preoccupi di verificare l'avvenuto decesso del pellerossa prima di stendere il velo e trasportarlo via, dovrebbe essere da protocollo, e la storia dell'esecuzione improvvisata e raffazzonata non basta ad attutire questo aspetto, sul quale l'impreparazione del boia non c'entra nulla.

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Di se e di ma è lastricato l'inferno. Le cose sono andate esattamente come abbiamo letto e visto.1) nessuna complicazione immediata si verifica durante la finta impiccagione perchè le cose erano pianificate per bene provocando soltanto l'incoscienza del condannato;2) tanto che Wasape non si risveglia, n° si muove nell'immediatezza dell'esecuzione (nonostante la necessaria foto di Zimmer che ne documenta l'esecuzione);3) I barellieri (e gli astanti tutti) non si accorgono della finta morte dell'uomo perchè nessuno ne constata l'avvenuto decesso valutando respiro e battito cardiaco sul corpo esanime (il rigor mortis interviene più tardivamente, così come le ipostasi e le chiazze ecchimotiche, elementi tutti che servono per stabilire l'ora del decesso) poich? dubito che le esecuzioni sommarie e dimostrative seguissero un protocollo di accertamento di avvenuto decesso;4) Wasape si risveglia in tempo per sistemare i soldati, sopraffatti dalla sorpresa e probabilmente anche se non esplicitato c'era qualcuno pronto a dargli una mano se necessario, oppure gli stessi soldati erano coinvolti e non l'avrebbero ostacolato, ma Wasape non sapendolo li toglie di mezzo;5) Wasape non è a conoscenza del trucco (vista che viene mostrato palesemente convinto di essere stato miracolato). Non mi pare che la sceneggiatura costruendo questa sequenza di eventi lasci dubbi e se così ci viene presentata la storia è IMHO più che accettabile al pari della individuazione da parte di Tex delle armi utilizzate nel finale dell'albo per eliminare i militari coinvolti.

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Non ho detto che la sceneggiatura lasci dei dubbi, ma che il piano architettato dal Clan dei complottisti fosse alquanto fantasioso ed "ottimista", in quanto legato al verificarsi di una serie di fortunose coincidenze. Per dire, favorire la fuga del Comanche (il quale di certo non avrebbe ammesso ai Comanches di essere stato aiutato, e avrebbe dunque compiuto un'impresa già tale da riabilitarlo agli occhi dei suoi) mi sarebbe parso molto più sicuro e lineare. Anche perchè gli indiani non leggono i giornali, tanto che (vedasi duello finale dell'albo) sono tutt'altro che assuefatti alla "famosa" storia dell'immortalit?.

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Non ho detto che la sceneggiatura lasci dei dubbi, ma che il piano architettato dal Clan dei complottisti fosse alquanto fantasioso ed "ottimista", in quanto legato al verificarsi di una serie di fortunose coincidenze. Per dire, favorire la fuga del Comanche (il quale di certo non avrebbe ammesso ai Comanches di essere stato aiutato, e avrebbe dunque compiuto un'impresa già tale da riabilitarlo agli occhi dei suoi) mi sarebbe parso molto più sicuro e lineare. Anche perchè gli indiani non leggono i giornali, tanto che (vedasi duello finale dell'albo) sono tutt'altro che assuefatti alla "famosa" storia dell'immortalit?.

Su questo punto hai ragione, ma in questo caso il destino (Ruju) ha fatto si che per quanto azzardato il piano della resurrezione abbia funzionato. Qualcosa mi dice che lo stesso destino farà in modo il resto del piano crolli miseramente ad opera di Tex e Carson.

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Anche perchè gli indiani non leggono i giornali, tanto che (vedasi duello finale dell'albo) sono tutt'altro che assuefatti alla "famosa" storia dell'immortalit?.

Se intendi il duello di Wasape con il Comanche che non lo vuole seguire (ora non ricordo il nome) non credo che l'opinione di quest'ultimo sia basata su quello che poteva o non poteva leggere su un giornale. Gli indiani avevano le proprie credenze, molto basate su superstizioni e su una religione animista, ma tra essi potevano esserci i più convinti e i più scettici. Questo solo per rispondere al punto che ho citato. Poi probabilmente è vero che gli autori del complotto hanno avuto notevole fortuna nelle coincidenze, soprattutto in vista del fatto che il "salvato" ignorava i loro piani e quindi non era nelle condizioni di collaborare. Ma secondo me è giocoforza che l'autore "manipoli" un tantino la fortuna, altrimenti Tex sarebbe da un pezzo finito a Boot Hill. Non so se in caso di impiccagione il rigor mortis agisca velocemente come sembri intendere, ma nella mia ignoranza penso che la cosa avvenga gradatamente; aggiungiamo la probabile euforia dell'eliminazione di un così grave pericolo per la collettivit? e il convincimento collettivo che l'esecuzione fosse effettivamente avvenuta (spesso non si ci si concentra su un particolare insolito se non già non si nutrono dei sospetti)

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Per il momento, in attesa del secondo decisivo albo, dico solo che sono rimasto soddisfatto: lettura piacevole e scorrevole, un discreto ritmo e, soprattutto, due pards "quasi" GLBonelliani. A meno di stravolgimenti, Ruju ( con mia grande sorpresa ) pare "sentire", nel giusto modo, il Personaggio. :inch: Facendo i dovuti scongiuri, felice di ricredermi, anche in considerazione delle incazzature che ho provato in questi anni ( dal "decadimento" di Nizzi, alla "testardaggine" di Boselli con in mezzo la grossa delusione Faraci ). :malediz... Hasta lu?go! :trapper:

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Facendo i dovuti scongiuri, felice di ricredermi, anche in considerazione delle incazzature che ho provato in questi anni ( dal "decadimento" di Nizzi, alla "testardaggine" di Boselli con in mezzo la grossa delusione Faraci ). :malediz... Hasta lu?go! :trapper:

Difficile darti torto... A parte la nota testardaggine di Boselli, della cui opera personalmente non mi son mai lamentato, il crollo verticale di Nizzi e di Faraci ha pesato non poco sulla testata, negli ultimi anni. L'importante è non perdere mai del tutto la fiducia, Capelli d'Argento. Il meglio di Faraci verr? presto, ne sono sicuro: c'è il nostro Borden a farlo rinsavire! ::evvai:: :D

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Ben contento di una storia fluente e finora godibilissima, ho finito di leggere la prima parte e già aspetto la seconda con una certa impazienza, sperando in un finale scoppiettante senza frettolose chiusure anche perchè di tinte rosa e finali accomodati stavolta sembra n° potremo fare a meno. Un Ruju che da una prova di grande maestria con una sceneggiatura finora piacevole, fluente, ingegnosa, intrigante, ben costruita e con un Tex che mostra carattere e presenza valide come molte volte nel passato non si era visto. Un Carson in grande spolvero che da prova di grande presenza insieme al suo pard, coadiuvandolo esemplarmente, scoprendo indizi e menando le mani da gran personaggio qual'?, aaahhh !!!Aspettiamo la seconda parte per il giudizio vero e proprio. Un Seijas decisamente ottimo con caratterizzazioni eccellenti ed un Tex mai sbagliato, veramente un bel lavoro.

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Storia decisamente scorrevole, con Ruju che conferma il suo essere in sintonia con i personaggi e con il loro linguaggio: per ora sicuramente un acquisto azzeccato per la collana. Nonostante tutto, però, il peccato originale di questa storia (che risiede nell'altissima improbabilità dell'episodio iniziale, come giustissimamente denunciato da Tazhay) non me la fa apprezzare appieno. Le storie a mio parere devono filare senza aiutini e scorciatoie, o perlomeno devono apparire tali, ma qui a mio parere la longhissima manus dell'autore è troppo evidente, troppo forzata. Peccato.

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