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Sam Stone

[Color Tex N.5] Delta Queen

Voto alla storia  

10 voti

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Che dire, pochi punti per mettere il luce quello che penso:- è un albo con un soggetto molto intrigante che mi attira molto, queste storie ambientate sulle bische galleggianti non mi hanno mai deluso! Sono molto contento che sia stata fatta questa storia sul Color e penso che potrebbe essere senza problemi il miglior Color fin'ora.- I disegni a mio avviso sono ottimi come da standard di Civitelli e il colore mi sembra buono.- Per me aspettative molto alte, spero fra un mese di poter dare un bel 9 o addirittura un 10 a questa storia che non vedo l'ora di leggere!

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Quindi si ritorna ad una sola storia a piu'ampio respiro rispetto a quattro piu'brevi stile dylan dog color fest come l'anno scorso?

il Color estivo rester? sempre con una sola storia, mentre quello autunnale con le storie brevi!
E forse ti era sfuggito che l'anno scorso la storia lunga ad agosto c'era (frmata Boselli & Ticci peraltro). Modificato da Carlo Monni

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Dal sito della Sergio Bonelli Editore, l'articolo di presentazione di questa storia, che si preannuncia via via sempre più intrigante e movimentata:

? una sala da gioco galleggiante, la più splendida che abbia mai navigato lungo il Mississippi, ma le mille luci della ?Delta Queen° nascondono un cuore di tenebra. Per proseguire le indagini di un ranger assassinato, Tex e i suoi pards si imbarcano sotto falsa identit? sulla regina del Mississippi... Ed è l'inizio di un viaggio denso di insidie e d'imprevisti per l'elegante steamboat e i suoi danarosi passeggeri, sinch?, dal dedalo di canali che forma il delta del grande fiume, comparir? l'ultima, pericolosa minaccia...
@Sbe

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Civitelli sempre all'altezza... mi sembra una storia che promette bene. Poi sono curioso di vedere e leggere Tex che gioca a carte, come anticip? Boselli non ricordo dove (sempre se non mi sto confondendo). E' dai tempi di "Missione Suicida" di Nolitta e Galep (anche se in passato Bonelli ci aveva regalato una storia con finale "pokeresco" in una storia celebre disegnata fa Muzzi chiamata non a caso "L'Ultimo Poker") che non c'è una storia che ci mostri quanto sua abile il nostro eroe con le carte. Già perchè il ranger oltre a saperci fare con le colt è un gambler di quelli tosti! :generaleS:

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Ne hai saltata una Warren. La aggiungo io

In realtà non l'ho saltata, ma non riuscivo a postarla a causa di un problemino di connessione che ora ho risolto. Grazie, comunque... ;)

Civitelli sempre all'altezza... mi sembra una storia che promette bene. Poi sono curioso di vedere e leggere Tex che gioca a carte, come anticip? Boselli non ricordo dove (sempre se non mi sto confondendo). E' dai tempi di "Missione Suicida" di Nolitta e Galep (anche se in passato Bonelli ci aveva regalato una storia con finale "pokeresco" in una storia celebre disegnata fa Muzzi chiamata non a caso "L'Ultimo Poker") che non c'è una storia che ci mostri quanto sua abile il nostro eroe con le carte. Già perchè il ranger oltre a saperci fare con le colt è un gambler di quelli tosti!

Giusta osservazione, la tua... Sarà sicuramente bello rivedere dopo molti anni il nostro Ranger al tavolo da poker, alle prese coi ricchi giocatori professionisti. Visto che siamo in vena di citazioni, tra i siparietti di gioco che il personaggio ha talvolta vissuto, mi è rimasto impresso nella memoria (chissà per quale motivo, poi?) quello dell'avventura "La Banda del Teschio" (n.351-353) di Nizzi e Blasco, anch'esso ambientato in un battello nel fiume Mississippi, in cui Tex e Carson si cimentano a poker con due gamblers che poi, su ordine di un pezzo grosso, attirano i due pards in un tranello mortale... L'anticipazione correlata a questa storia non l'ha rivelata Boselli, ma lo stesso Civitelli nell'intervista per il TW Magazine... ::evvai::

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giusto Warren! L'avevo letto nel magazine ma me ne ero scordato e la news era di Civitelli e non di Boselli. Un'altra storia con Tex che ripulisce i poveri concorrenti al tavolo da gioco è l'inizio di "La Pietra di Akbar" di Nizzi e Fusco. Se la memoria non m'inganna.

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All' inizio del primo ritorno della Tigre Nera, ambientato a New Orleans, ( quello con gli zombi e Tex e Carson appesi agli alberi nella palude con sotto gli squali) il padrone del battello su cui sono imbarcati, che poi purtroppo morr?, offre a Tex la possibilità di fare il giocatore professionista sui battelli con rosee prospettive economiche, visto quello che Tex aveva vinto a lui e ai suoi amici quella sera.

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Eccellente ritmo narrativo, con un finale forse un po' troppo alla "Volemose bene" che non inficia il giudizio positivissimo su un albo nobilitato dal solito, grande Civitelli. Complimenti a Boselli per la citazione della terza vignetta di pagina 89: quel Marca Due è la traduzione dello pseudonimo del grandissimo Mark Twain che lo scelse proprio nell'accezione proposta, ovvero come indice di misurazione delle barche sul grande fiume.

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Ohi! Oggi ho dato la mia opinione su questa storia e non aveva nulla di offensivo, anzi elogiava la storia . Moderare mi sta bene. Censurare senza motivo no! Vorrei una spiegazione.

Nessuna censura! Ho specificato nello shoutbox che il sito è in manutenzione e che quando questo avviene, di solito, ci sono perdite di dati, leggi messaggi postati come il tuo, che sono purtroppo irrimediabilmente cancellati. La manutenzione non è di nostra competenza, ovviamente, ma degli operatori del circuito forumfree. org. Non c'è modo di evitarla, tra l'altro serve a rendere il forum più stabile & più veloce. Serve pazienza, anche se è fastidiosissimo come problema.

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Riletta con più calma, mi rimangono diverse perplessit? su alcuni snodi della storia, che nel complesso è interessante e molto valida. Prime 70 pagine veramente belle, la vicenda si delinea molto bene, fatti e personaggi sono tutti molto interessanti.

Si introducono le due trame che si incrociano, le due uccisioni di un mezzosangue e di un ranger che danno il via alla storia, la prima in modo breve ma significativo, grazie a due bei personaggi come Aline e Lucas, la seconda tramite l'inseguimento del bandito Scar da parte del quartetto, parte molto ben fatta e senza sbavature. Da notare come qui Carson surclassi nettamente Tex in grinta e azione, un frangente molto raro nell'intera serie e forse un po' fuori luogo, ma niente d'importante. A bordo della Delta Queen, viene introdotto anche il gambler Demarest, altra figura chiave, che se la vedrà con Tex a poker e sarà protagonista nella parte finale. Tutto molto lineare ed efficace, peccato che a pag. 50 in pratica si rivelino subito i due capi della banda responsabile delle rapine e dell'uccisione del ranger, un po' più di suspance avrebbe mantenuto il mistero un po' più a lungo, speravo in qualcuno di nascosto o di non rivelato, tipo Aline, per esempio, ma non è stato così. Dopo la scazzottata di Kit con Charlie e la partita a poker la storia va avanti con elementi che non mi convincono per nulla. Tex e Carson vengono smascherati dal vicecapo Parker ?grazie? ai loro nomi in incognito, Miller e Warson..... a parte che come nomi sono abbastanza ridicoli, poteva riconoscerli semplicemente guardandoli e ricordandosi di loro, senza inventarsi poi il fatto che lo fanno apposta a mettersi nomi riconoscibili per sfidare apertamente gli avversari. Ancora più inverosimile è la pantomima imbastita da Lucas al suo collega Charlie dopo la scazzottata con Kit, in cui il cajun lo ha preso alle spalle con una mossa di strangolamento facendolo svenire: gli racconta che aveva bevuto troppo whisky offertogli dallo stesso Kit e che si era addormentato per quello.... a me sembra che non stia in piedi, pur avendogli magari versato il liquore in gola e sui vestiti, l'amnesia da finta sbronza mi sembra una forzatura enorme. Lo stesso interrogatorio notturno di Tex e Carson al suddetto Charlie mi lascia perplesso. A parte il fatto che Kit glielo aveva indicato a naso, o forse a culo, convinto che faccia parte della banda o che sappia parecchio non si sa in base a cosa (naso o culo, fa lo stesso); a parte il fatto che i due pards si presentano sè mascherati ma con camicie gialla e marrone, alla faccia dell'incognito; dopo la confessione perchè non lo liberano subito, visto che è notte, invece di aspettare la mattina dopo, con tutti i rischi annessi e connessi? La nave era troppo lontana dalla riva? Non sembrerebbe. E quando lo liberano in acqua, coperto da una cassa di legno, perchè Carson dovrebbe tenerlo sotto tiro? Se fosse stato scoperto gli avrebbe sparato? In questo modo sono i pards che si sarebbero scoperti. Insomma, questa breve parte centrale non mi convince per nulla. Adesso che i pards sanno tutto, ma proprio tutto, dei banditi, perchè colpi di scena in questo senso non ce ne saranno, sono questi ultimi ad entrare in azione anticipandoli, dimostrando di non essere delle mezze calzette. La parte successiva, con le sparatorie, le catture di Kit e Lucas, le rivelazioni di Demarest, l'attacco indiano, è fatta molto bene ed è avvincente. Arrivati alla fine mi sembra un po' forzata la morte del capo dei banditi Taggart, avvenuta per ?giustizia divina? giusto in tempo per fermare gli indiani e offrire loro un capro espiatorio: poteva essere la mano di Tex o Lucas o Demarest a farlo fuori dopo una sua inaspettata reazione armata, sarebbe stato più plausibile. Per finire, sembra che Tex si disinteressi completamente del bottino delle rapine, se non ho capito male, forse il gambler gli avrà detto qualcosa in proposito. Insomma, storia da 7+, non do di più per via delle troppe forzature presenti nella parte centrale, con trama, personaggi e ambientazione interessanti.

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Ho letto anche io il color questa mattina. Sono reduce dalla lettura invernale di due dei cinque tomi di Denuzière della serie "Louisiana", che coprono il periodo che va dal 1830 al 1890 circa e che hanno come principale ambientazione la stessa di questo speciale. La lettura si è dunque rivelata molto interessante. Un particolare tra i tanti che denota una buona lettura storica da parte dell'autore è I cajuns sono visti a bordo, pag. 46, come la "feccia" del fiume: sono i discendenti dei "cadiens" (cajuns in inglese) francesi che colonizzarono la Louisiana prima della sua cessione agli Stati Uniti nel 1803, parliamo di migliaia e migliaia di persone in uno stato che nell'ottocento permaneva essenzialmente francofono... ad associarli alla feccia del fiume non poteva essere dunque che uno del "nord" anglofono, come Denniston. Un particolare che può far sorridere? Il malcapitato Charlie che a pagina 87, costretto ad abbandonare il battello, dichiara di temere le bisce d'acqua... I tre pards non hanno gli stessi timori a pag. 98 e 123, fortunatamente per loro non fanno nessun brutto incontro. I personaggi che non lasciano il segno, in questa storia, sono tanti. Partiamo da Aline che ricalca com'è noto le fattezze dell'attrice Olivia Wilde. Civitelli ce l'ha messa tutta pur di disegnarla gnocca, Boselli l'ha fregato al primo tornante facendola letteralmente sparire dalla storia. Le cugine Sarah e Mollie la cui gita sul "Delta Queen" è vista come un'interessante occasione di accalappiare un buon partito, restano anch'esse marginali nel corso della storia. Peccato, sembravano essere messe l' apposta per una scenetta comica con protagonista Carson (o Kit Willer): la povera Mollie rimane invece solo impiombata ad un'ala. Un'alttro personaggio evanescente è il vile Horace Taggart, proprietario del battello: niente a che vedere col tosto Rod Rever di bonelliana memoria, benchè anche lui imbiombato ad una mano come il suo predecessore, Tex non gli fa nemmeno il solletico. Arrivo, infine, al vero punto dolente di quest'albo: sono i colori smorti, veramente una schifezza. Le tavole di Civitelli, lungi dal beneficiare di questa colorazione, pagano un dazio enorme e dire che i colori avrebbero dovuto andare a braccetto con il suo tratto pulito. Per concludere, lettura piacevole, non un capolavoro, ma quel che ci vuole in questa calda estate per distrarsi un po'. Consigliato anche ai recalcitranti.

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.... tanto l'ho copiatoRiletta con più calma, mi rimangono diverse perplessit? su alcuni snodi della storia, che nel complesso è interessante e molto valida. Prime 70 pagine veramente belle, la vicenda si delinea molto bene, fatti e personaggi sono tutti molto interessanti. Riletta con più calma, mi rimangono diverse perplessit? su alcuni snodi della storia, che nel complesso è interessante e molto valida.

Si introducono le due trame che si incrociano, le due uccisioni di un mezzosangue e di un ranger che danno il via alla storia, la prima in modo breve ma significativo, grazie a due bei personaggi come Aline e Lucas, la seconda tramite l'inseguimento del bandito Scar da parte del quartetto, parte molto ben fatta e senza sbavature. Da notare come qui Carson surclassi nettamente Tex in grinta e azione, un frangente molto raro nell'intera serie e forse un po' fuori luogo, ma niente d'importante. A bordo della Delta Queen, viene introdotto anche il gambler Demarest, altra figura chiave, che se la vedrà con Tex a poker e sarà protagonista nella parte finale. Tutto molto lineare ed efficace, peccato che a pag. 50 in pratica si rivelino subito i due capi della banda responsabile delle rapine e dell'uccisione del ranger, un po' più di suspance avrebbe mantenuto il mistero un po' più a lungo, speravo in qualcuno di nascosto o di non rivelato, tipo Aline, per esempio, ma non è stato così. Dopo la scazzottata di Kit con Charlie e la partita a poker la storia va avanti con elementi che non mi convincono per nulla. Tex e Carson vengono smascherati dal vicecapo Parker ?grazie? ai loro nomi in incognito, Miller e Warson..... a parte che come nomi sono abbastanza ridicoli, poteva riconoscerli semplicemente guardandoli e ricordandosi di loro, senza inventarsi poi il fatto che lo fanno apposta a mettersi nomi riconoscibili per sfidare apertamente gli avversari. Ancora più inverosimile è la pantomima imbastita da Lucas al suo collega Charlie dopo la scazzottata con Kit, in cui il cajun lo ha preso alle spalle con una mossa di strangolamento facendolo svenire: gli racconta che aveva bevuto troppo whisky offertogli dallo stesso Kit e che si era addormentato per quello.... a me sembra che non stia in piedi, pur avendogli magari versato il liquore in gola e sui vestiti, l'amnesia da finta sbronza mi sembra una forzatura enorme. Lo stesso interrogatorio notturno di Tex e Carson al suddetto Charlie mi lascia perplesso. A parte il fatto che Kit glielo aveva indicato a naso, o forse a culo, convinto che faccia parte della banda o che sappia parecchio non si sa in base a cosa (naso o culo, fa lo stesso); a parte il fatto che i due pards si presentano sè mascherati ma con camicie gialla e marrone, alla faccia dell'incognito; dopo la confessione perchè non lo liberano subito, visto che è notte, invece di aspettare la mattina dopo, con tutti i rischi annessi e connessi? La nave era troppo lontana dalla riva? Non sembrerebbe. E quando lo liberano in acqua, coperto da una cassa di legno, perchè Carson dovrebbe tenerlo sotto tiro? Se fosse stato scoperto gli avrebbe sparato? In questo modo sono i pards che si sarebbero scoperti. Insomma, questa breve parte centrale non mi convince per nulla. Adesso che i pards sanno tutto, ma proprio tutto, dei banditi, perchè colpi di scena in questo senso non ce ne saranno, sono questi ultimi ad entrare in azione anticipandoli, dimostrando di non essere delle mezze calzette. La parte successiva, con le sparatorie, le catture di Kit e Lucas, le rivelazioni di Demarest, l'attacco indiano, è fatta molto bene ed è avvincente. Arrivati alla fine mi sembra un po' forzata la morte del capo dei banditi Taggart, avvenuta per ?giustizia divina? giusto in tempo per fermare gli indiani e offrire loro un capro espiatorio: poteva essere la mano di Tex o Lucas o Demarest a farlo fuori dopo una sua inaspettata reazione armata, sarebbe stato più plausibile. Per finire, sembra che Tex si disinteressi completamente del bottino delle rapine, se non ho capito male, forse il gambler gli avrà detto qualcosa in proposito. Considerando le forzature e la prevalenza data a Lucas e Demarest rispetto ad altri presonaggi, vedi Aline e Taggart, che sono o dimenticati o poco presenti, storia da 7+.

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Buona storia questa del Color estivo, anche se non mi sento di definirla la migliore in assoluto per questa collana extra. Ho preferito di gran lunga "E Venne il Giorno" che considero la più bella in assoluto tra questi 5 albi. Segue quella de "I Banditi delle Nebbie" dove per me Ruju aveva fatto un altro ottimo lavoro. Questa la metto sullo stesso piedistallo del Color disegnato da Ticci e le assegno un bel buono pieno (7). I disegni di Civitelli sono come sempre molto curati e anche il colore è stato utilizzato bene e in tradizione con i numeri speciali Texiani . Il color autunnale aveva sicuramente colori molto più belli e di qualità ma teniamo conto che anche la carta era differente e si è voluto giocare più sull'innovazione. Non so se quello estivo più avanti adotterà quel tipo di colorazione, ma per quanto mi riguarda a me va benissimo così!L'ambientazione è molto intrigante e strizza parecchio l'occhio alle storie di GLB quando per variare dai soliti deserti e villaggi fantasma, imbarcava i pards sui grandi battelli fluviali ricchi di bari e loschi individui. Molto interessante come sempre la cura dei dettagli della barca e dei suoi interni, nonchè ho apprezzato l'omaggio a Crocodile Dundee (Paul Hogan) nel personaggio di Laforgue. Il finale quando Tex decide di lasciare la Delta Queen ai due amici mi sembra abbastanza azzardato. Qualcuno l'ha definito ingenuo, ma è quell'ingenuità che metteva GLB nelle sue storie a piene mani ed è anche questo il bello di Tex.

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Alla fine mi sono fatto fregare e il PaintTex l'ho comprato. Ma, l'ho giurato a me stesso, questa è l'ultima volta. Perchè questi colori, piatti monotoni inutili, queste sciatte sverniciate date con Paint, sono una vera presa in giro. Una presa in giro innanzitutto ai disegni, mortificati e appiattiti: e no, io non credo affatto che questa roba a Civitelli piace, perchè il suo modo vero di intendere i colori ce l'ha già fatto ben vedere: nelle due storie da lui stesso colorate, e nelle sue prove per "Sul sentiero dei ricordi". Nulla a che vedere con questa mediocrit?, che 5 euro e passa non li merita. Tutto il resto, la buona storia (il finale mi è piaciuto meno) e i bei disegni (che in alcuni punti mi sono sembrati non tra i migliori di Civitelli - vedi Kit) passano in secondo piano. Un prodotto editoriale mediocre, da bocciare.

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Dal momento che il mio commento del 7 agosto è scomparso per i noti problemi, lo rimetto oggi

Letto tutto d'un fiato Delta Queen (NK-07-08-14)

COVER
Ottimo disegno che Claudio Villa ha realizzato con la solita maestria. Essendo uno speciale e per di più a colori, trovo più che giustificato variare rispetto alle copertine della serie regolare, ma avrei preferito una colorazione più acquerellata e leggera. Apprezzo la scelta di riportare due situazioni diverse, come avvenuto per l' Appuntamento con la vendetta, con un Tex in primo piano che appare molto illuminato, con i riflessi della camicia addirittura abbaglianti, fortemente contrastato dalla immagine di fondo che raffigura la navigazione notturna del battello. L'insieme finisce per assumere ai miei occhi un aspetto da locandina cinematografica vintage molto efficace.
In seconda copertina il commento introduttivo è anonimo, mi piacerebbe conoscere il nome dell'autore? una piccola firma in calce non avrebbe guastato!
Il lancio pubblicitario in terza mi piace moltissimo e mi ricorda i vecchi albi.
La quarta, molto ben realizzata, mostra una grafica decisamente superiore alla copertina penalizzata dalla scelta troppo spartana del titolo e dal logo COLORTEX che non mi piace, ma è questione di gusti personali.

SOGGETTO
L'intreccio di due vicende distinte che nascono e si concludono a bordo della Delta Queen fino a fondersi senza confondersi si sviluppa mostrando due tipi di umanit? che popolano il battello a fare da sfondo allo svolgimento della trama.

SCENEGGIATURA
Ancora un grande prova di Mauro Boselli che riesce a costruire un crescendo di tensione narrativa mostrando prima il reclutamento di Lucas da parte della bella e feroce Aline e poi i metodi sbrigativi di indagine dei quattro pards che portano alla uccisione del responsabile materiale dell'omicidio del ranger prima di portare l'azione a bordo della Delta Queen, vera protagonista della storia. Buona alternanza di scene di azione con un Carson in gran forma e tutto il quartetto impegnato a svolgere la sua parte con ruoli ben definiti. Interessanti e al solito ben caratterizzate le figure di Lucas e del gambler Demarest, ben assortita la banda che controllava il battello e le attività collaterali, piacevoli altre figure di contorno a bordo sia tra i ricchi viaggiatori che tra i passeggeri di terza classe. Ben caratterizzati anche gli Atakapa soprattutto la regina Aline e il fedele Tanikan. Spazio anche alle donne che pur recitando un ruolo da non protagoniste lasciano il segno.
Buona la gestione del concitato finale che ci regala due personaggi memorabili in Lucas e Demarest e Tex applica la sua ragionevole e indiscutibile giustizia.

DISEGNI
Civitelli si conferma abilissimo disegnatore e realizza tavole che rasentano la perfezione senza rinunciare, sia pure ricorrendovi in misura ridotta, al suo caratteristico effetto retino su tavole nate per essere colorate, ma non per questo meno curate in fase di inchiostrazione. Tutto è realizzato con meticolosa precisione nel suo inconfondibile tratto.

COLORI
A mio avviso assai gradevoli, ben coniugati al disegno, senza provocare eccessiva distrazione n° penalizzazione delle tavole. Anche qui condivido in pieno la scelta di una colorazione classica rispetto ad altre tipologie più moderne che si sarebbero distaccate eccessivamente dalla tradizione.

Complessivamente lo considero il migliore dei 5 color finora pubblicati.

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Una storia che si fa apprezzare fino ad un certo punto: il finale, iper accelerato e tirato via, compromette a mio parere la pur buona sceneggiatura. Tutta quella confusione in mezzo al fiume, con l'intervento di Alina e i suoi, e quelle battute finali un po' stucchevoli non le ho digerite. Il Color Tex unica storia resta un prodotto che non amo, non tanto per i colori (che invece urtano Paco, la cui sensibilit? artistica è nettamente superiore alla mia), quanto per le sceneggiature, evidentemente troppo compresse da un infelice formato per poter avere finali accettabili. Per ora non me ne è piaciuto uno...

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      [ Nota: il messaggio iniziale di questa discussione è stato modificato per consentire l'inserimento dei dati della storia ]



      Altra storia ambientata in questi posti che solo a prendere in mano l'albo mi viene freddo... e tutti con le loro giacchette di pelo sopra alla camicia... mah..
      scherzi a parte io francamente non ho apprezzato troppo questa storia, forse un po' troppo fantasiosa per i miei gusti, anche se la trama mi è parsa ben sviluppata e con un buon ritmo.. il fatto è che preferisco storie più tradizionali e canoniche...
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