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TWF - Tex Willer Forum
Sam Stone

[647/648] Il Ricatto Di Slade

Voto alla storia  

27 voti

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Soggetto e Sceneggiatura: Tito Faraci
Disegni: Giovanni Bruzzo

Periodicità mensile: Settembre e Ottobre 2014

 

 

 

 

Tom Slade è un farabutto di successo: nel suo bottino custodisce delle carte preziose più di qualsiasi tesoro. Carte che gli permettono, una volta catturato e imprigionato da Tex Willer, di ricattare un potente uomo politico. La fortuna aiuta l'audace criminale, ma Tex e Carson gli mettono il fiato sul collo, annusando la puzza di bruciato di un vecchio complotto che ancora continua a seminare cadaveri...





© Sergio Bonelli Editore

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Grazie Sam per avere riproposto la discussione sulla storia ormai imminente. Avevo già commentato la copertina del primo albo nell'apposito topic prima che sparissero i post delle ultime settimane (non so se saremo in grado di recuperarli) Nell'attesa di poter commentare la storia che comunque dalla presentazione si preannuncia interessante esprimerò il mio parere sulla cover del secondo albo in "anteprima copertine" con la speranza che il gruppo si riformi presto. Ciao.

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Tavole davvero interessanti, quelle di Bruzzo. L'impronta classica che lo contraddistingue e l'uso ben dosato nei neri ne fanno uno stile relativamente equilibrato e adatto a visualizzare alla perfezione i complessi scenari dell'Ovest Americano. Mi sembra di percepire, nel suo tratto, l'influenza di altri autori texiani, Giovanni Ticci e Vincenzo Monti fra tutti... Per il resto, mi dispiace che questo talentuoso disegnatore, al pari di Rossi, Leomacs e Ginosatis, non lo si possa vedere pubblicato molto spesso a causa del suo lento ritmo di produzione. Sulle cover non mi pronuncio ancora: le commenter? a tempo debito nell'apposita discussione.

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La selezione di tavole in anteprima proposte per questa storia ci offre la possibilità di immaginare lo sviluppo di di una trama caratterizzata da numerose sequenze d'azione dove i nostri non risparmiano piombo. Particolarmente riuscita la prima vignetta vista dall'alto del tentato arresto della banda di turno. Bella la tavola della chiesa dove i fasci di luce danno un senso e molto equilibrio all'insieme con una efficace distribuzione dei neri. Nella terza tavola Tex che emerge dalle acque sorprende oltre gli avversari anche il lettore. Dell'ultima tavola invece non mi convince molto il Tex-John Wayne della penultima vignetta. Complessivamente Bruzzo promosso a pieni voti, ma conserva margini di miglioramento!

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Io come sempre attenderò di aver letto i due albi prima di dare un giudizio. Intanto sono fiducioso per la trama, mi sembra che tocchi tematiche diverse rispetto alle precedenti affrontante dall'autore. Spero in un ritorno sullo stile di Evasione, Lo Sceriffo Indiano, La Belva Umana e L'uomo di Baltimora :trapper: Contentissimo di rivedere Bruzzo :inch:

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Il ricatto di Slade ci propone un racconto dal ritmo serrato ricco di azione

dal prologo che ci mostra il feroce, cinico e scaltro Slade che bracca la sua vittima prima di trovare quello che sarà il filo conduttore di tutta la vicenda (le prove che accusano il governatore Madison) e nel serrato succedersi delle sequenze dal primo scontro con Tex nella città morta, al rapido ambientamento nel carcere, alla fuga orchestrata con l'appoggio del perfido Maxwell, desideroso di volgere a proprio vantaggio la situazione, al brillante siparietto alla posada dove i nostri regolano alla loro maniera gli insolenti quanto ignari attaccabrighe, alla seconda fuga di Slade dal tranello di Maxwell, al ritrovamento del fuggitivo da parte di Tex distolto però dall'arrivo degli sgherri di Maxwell che consentono la terza fuga a Slade che, mentre un piccolo esercito si appresta a dargli la caccia, trova rifugio in un modesto ranch nel quale proseguirò verosimilmente la storia, trovando l'epilogo
Il tutto reso molto efficacemente dal disegno di Bruzzo che mantiene la promesse delle tavole diffuse in anteprima. Giudizio finale rimandato alla conclusione, ma personalmente rimango soddisfatto sia dalla sceneggiatura ad alto ritmo di Tito (anche se forse indugia troppo sulle debolezze di Carson formato brontolo, ma assai efficace quando chiamato all'azione) sia, come detto, dalla realizzazione grafica.

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Ennesima (abusata) trama di Faraci incentrata sull'inseguimento (qui piuttosto spezzettato, prima sembra concluso, poi riprende, si ri-conclude e riprende nuovamente), stavolta supportata da un ottimo ritmo e da personaggi convincenti: Slade è un cattivo vigoroso ma non è l'unico vilain della storia, accompagnato com'è da un altro tipo di cattivo, meno bandito più colletto bianco, qual è il segretario senza scrupoli Maxwell. Per ora storia estremamente positiva, con l'accoppiata Tex-Carson (finalmente) solida e brillante.

Eccellente anche la prova grafica di Bruzzo, con i suoi volti che ricordano tanto il Ticci d'antan. Ottimo acquisto!

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Non mi è piaciuto il Tex di Bruzzo....... sembra ora rifarsi a Villa, ora a Ticci, ora a Monti.....volto troppo cangiante...... se chiudo gli occhi, non riesco a visualizzare il suo Tex nella mente (e ho appena chiuso l'albo....). La storia è invece per ora apprezzabile, ma meglio riservare il giudizio al secondo albo.

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Storia ben costruita da Faraci. Slade ben caratterizzato, anche graficamente. Per il momento supera abbondantemente la sufficienza. Bruzzo deve migliorare i primi piani di Tex e Carson(i baffetti sembrano posticci). è evidente il suo riferimento a Ticci (e questo non dispiace, in un periodo in cui domina la "disomogeneità grafica" e ciascun autore grafico è autorizzato a far ciò che vuole!in alcune strisce mi è sembrato di veder citati alcuni ambienti de"l'oro del Colorado" di Bonelli/Ticci. Comunque complimenti ad entrambi gli autori.

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Ho letto il primo albo contrariamente alla mia abitudine di aspettare di avere la storia completa perchè ero molto curioso di vedere cosa mi attendeva in questo nuovo albo di Tex. Devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso nel trovare una storia che si discosta in positivo dalle ultime di questo autore. Ovviamente ho notato anch'io che il tema dell'inseguimento è sempre centrale in tutte le storie di Faraci ma questa volta, per ora, l'ho trovato particolarmente apprezzabile. Se non sbaglio questa storia è stata scritta diversi anni fa, quindi non ci dobbiamo aspettare che sia già una di quelle del nuovo corso di Faraci e non possiamo ancora notare un reale cambio di tendenza. Ottima la caratterizzazione dei personaggi del governatore, del suo tirapiedi e di Slade in particolare anche grazie agli ottimi disegni di Bruzzo nei quali ho notato influenze di svariati disegnatori (Ticci, Giolitti, Villa, Dotti). Un suo Tex vero e proprio ancora forse non l'ha trovato ma ho comunque trovato di ottimo livello i suoi disegni. Adesso aspetto l'albo di Ottobre per vedere la storia completa e spero siano confermate la impressioni iniziali e quindi di trovare una storia di livello superiore alle ultima pubblicate da questo autore.

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Segnalo un problema (spero solo mio) col nuovo albo - comprato a Foggia. La copertina è sensibilmente sfocata, e anche a toccarla sembra più ruvida del solito :mellow:

Per quanto mi riguarda (Alessandria) l'albo è assolutamente normale. Certo che per te che ti sei ripetutamente lamentato della pochezza della colorazione delle copertine e che fai del possibile uso dei disegni originali di Villa una bandiera (giustamente a mio avviso), è davvero uno strano scherzo del destino aver trovato una copia come quella che lamenti. _ahsisi Controlla in giro per Foggia che non ci siano emissari della SBE incaricati di sabotarti le copie! laughing

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:lol2: :lol2: Comunque in vent'anni precisi di acquisti texiani è la prima volte che mi succede: dal prossimo mese ci starò più attento, specie perchè la copertina di Villa di Ottobre è troppo bella, e non la voglio ulteriormente rovinata - che già le sverniciate con Paint date dalla SBE la rovinano abbastanza :)

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Come saprete il sottoscritto, con le ultime storie di Faraci, non è stato affatto tenero - e con sommo dispiacere, specie perchè le prime storie di questo sceneggiatore mi erano piaciute parecchio. Ma questo albo faraciano mi è piaciuto molto!Non voglio esultare prima del tempo, prima cioè di aver letto la seconda parte, ma in questo albo io ci ho visto del sano e vero Tex: nei dialoghi e nei battibecchi tra i due pards, nelle espressioni, nella scena della scazzottata nel saloon coi nostri che mentre picchiano si fanno due risate (che mi ha tanto ricordato il Nizzi del periodo d'oro)... Dunque, mi è sembrato che nella resa della coppia Tex-Carson Faraci abbia dato ottimi frutti: speriamo che continui su questa strada, perchè secondo me i pards ha dimostrato di saperli usare (singolarmente, non resta che vederli tutti e quattro insieme). E, oltre a tutto questo, qui ho finalmente visto una trama, una trama vera, con personaggi (Slade e Maxwell) che sembrano davvero interessanti e che lasciano prospettare un bel finale che non sia solo un enorme videogame cartaceo. Sono davvero soddisfatto. Veniamo a Bruzzo, che era un altro forte motivo di interesse, per me. Ora, io credo che lui non sia tra i migliori disegnatori di Tex: in alcune vignette si rifà ancora a Ticci - qualche volta anche a Villa -, e i suoi Tex e Carson sono certamente migliorabili. Insomma, la maturazione di questo disegnatore ancora non si è vista. Però a me, tutto sommato, piace: perchè dai suoi maestri Ticci e Giraud (secondo me quest'ultimo è un'altra forte influenza stilistica) Bruzzo ha preso la maestria nella resa dei paesaggi e delle ambientazioni western! E a me, dunque, i paesaggi e le ambientazioni western di Bruzzo piacciono molto - il che per un disegnatore di Tex non è certo roba da poco, sicuramente un'ottima base su cui impostare una auspicabile maturazione stilistica. EDIT. Giusto per capire il grado di "ticcizzazione" di Bruzzo: Maxwell - quindi addirittura un personaggio di contorno - è chiaramente una copia di Henry, il complice di Bonnet in "Sulle piste del Nord". La seconda vignetta di pag.75 è un calco della seconda di pag.7 di "Sulle piste del Nord".

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Prima parte accettabile. I dialoghi li ho trovati sufficientemente "texiani"anche se è indubbio che la sintonia di Faraci con il Personaggio debba crescere. Discreti alcuni "siparietti" fra i pards, così come è presente una certa dose di ironia, anche in Tex, ben assecondata dai disegni di Bruzzo, anche se il volto del Ranger non sempre risulta "centrato" ( c'ho trovato "tracce" di Muzzi, di Ticci sia "giovane" che "maturo", di Monti, un po' troppa confusione di stili...). Per ora, sicuramente un Tex "attivo" e "centrale" senza anonimi comprimari a far da "spalla": il vero Tex non ne ha bisogno. :old: Faraci, secondo me, mostra segni di miglioramento rispetto alle ultime sue storie, davvero pessime soprattutto nel presentare Tex. Però, viste le delusioni patite in precedenza, per trarre un giudizio complessivo, aspetto, naturalmente, la fine di questa avventura. Non vorrei essermi già "sbilanciato" troppo...

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Buon primo albo anche secondo me, certo, nulla di eccezionale, ma buono. Anche secondo me Faraci è riuscito per ora a fare un buon lavoro con Tex e Carson, Completamente d'accordo con Paco nella parte relativa alla somiglianza con Nizzi, un vero spasso leggere un Tex così. Veniamo ai disegni, che posso già giudicare anche senza leggere la seconda parte: Premetto che non sono per niente un amante di Ticci e del suo stile, comunque questi disegni mi sono sembrati buoni, sopratutto a livello di ambientazioni, Bruzzo riesce a disegnare un bel west, però cala un po nelle facce sopratutto quella di Tex. Voto al primo albo? 7,5

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Commento breve, in attesa di aver letto la seconda parte. Per quanto mi riguarda questo è il miglior inizio tra le storie di Faraci, a livello dei primi albi dell'autore (vedasi Evasione, L'uomo di Baltimora e Lo Sceriffo Indiano). Se si mantiene a questo livello anche la seconda parte, beh io mi riterrò pienamente soddisfatto! :)Personaggi e trama sono classiche e forse in alcuni casi un po' scontati, ma al momento non mi lamenterei troppo, anche perchè mi sembra che Tito abbia preso la direzione giusta rispetto alle ultime sue storie che di difetto avevano una certa ripetitività di situazioni: inseguimento, belva feroce, incidente a Tex, cattivissimo della banda che uccide i suoi sgherri per dimostrare la sua ferocia. Fiducioso quindi nel proseguo e nel futuro delle storie di questo autore. Per quanto riguarda invece i disegni di Bruzzo, noto un netto miglioramento sui volti di Tex che almeno mantengono uno standard per tutto l'albo, cosa che invece non avveniva nella sua prima storia "L'uomo di Baltimora", dove il primo piano del ranger variava parecchio da una tavola all'altra. Lo stile è chiaramente ispirato a Ticci, speriamo in una sua visione più personale del personaggio, in modo da non restare un semplice clone ma passare a quel livello di lasciare una propria impronta su Tex! :):trapper:

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Trovo che questa storia sia abbastanza intrigante: Come vedere il patteggiamento fra un pendaglio da forca e un governatore. Chissà se Tex avrà un incontro ravvicinato con il losco politico (governatore del New Mexico?). Me lo vedrei che gli tira un solenne cazzotto  :indiano:

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L'albo 647 l'ho acquistato ieri pomeriggio e attendo con ansia di poterlo leggere. Da un rapidissimo sguardo alle prime 10-12 pagine, i disegni di Bruzzo mi sono parsi assai convincenti, forse ancor di più rispetto alla sua prima opera texiana "L'uomo di Baltimora". Sono fiducioso. ^_^

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Storia mediamente convincente, finora, quella proposta da Tito Faraci. Si, ho notato anch'io un certo spezzettamento della trama, così come il ricorso alla solita scena - ti allungo il brodo - con la rissa nella posada, ma tutto il resto sembra proprio al suo posto, a partire dall'idea originale che fa da sfondo alla storia. Insomma quando non annoia mai, da una storia difficile pretendere di più. I disegni di Bruzzo sono promossi con riserva, probabilmente perchè ancora è presto e il disegnatore deve trovare la sua via: certo che il continuo rifarsi a modelli altrui non è storia che alla SBE saranno disposti a tollerare a lungo. Un qualcosa di migliorabile nel tratto potrebbe essere l'evitare il continuo ricorso a puntini e linee che appesantiscono le vignette, cioè un segno più pulito gioverebbe molto.

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In questo primo albo trovo che Faraci offra una prova decisamente migliore rispetto alle sue ultime uscite, con un'idea originale alla base della sceneggiatura e personaggi ben caratterizzati, Slade in particolare. Purtroppo un paio di grosse ingenuità penalizzano il giudizio complessivo. Anzitutto

la scena allunga-brodo della Posada, dieci tavole assolutamente inutili ai fini della trama - mi verrete a dire che la scena serve a rallentare Tex e Carson nel loro inseguimento, ma questo non mi sembra così necessario- messe l' solo per arrivare alla fatidica quota 220. Ho il sospetto che, a fronte di un albo in cui fino a quel momento i due rangers erano piuttosto assenti, lo sceneggiatore si sia sentito in colpa davanti a quelle voci che chiedono sempre insistentemente maggior centralit? di Tex e abbia anche per questo aggiunto quella scena: se è così, molto male - non sopporto vedere una scena inutile aggiunta solo per far tirare a Tex qualche cazzotto.
Seconda ingenuità:
Tex che non riesce a ritrovare le tracce di un gruppone di cavalieri - manco fossero indiani - e che per pura fortuna, allarmato dal proprio cavallo, va a incappare proprio nel fuggiasco Slade. Mah, mi sembra che questa soluzione proprio non stia in piedi :old:
Infine, il tema dell'inseguimento e del bandito da rincorrere sa, come dire, un po' di già visto _ahsisi Nel complesso comunque un primo albo piacevole, sperando in un degno finale. Ottimi per me i disegni di Bruzzo, che forse non spiccano per originalità - come altri hanno già sottolineato si riconoscono i modelli di Ticci e Villa - ma a me hanno convinto pienamente.
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Beh, è vero che Faraci, nelle sue ultime storie, di scene per allungare il brodo ne ha messe spesso (per esempio, quelle coi vari animali da impiombare), però questa della scazzottata la valuto in maniera diversa. A me è piaciuta, e nel mostrarci una sana scazzottata che con la trama principale non c'entra nulla, a mio avviso Faraci ha richiamato non poche storie di Bonelli padre in cui di scene di questo tipo, avulse dalla trama, ce ne sono parecchie: per esempio tutta la scazzottata con successiva sparatoria in "Odio senza fine". Sono scene, queste, messe li' per far sentire a casa il texiano, per mettere in bella mostra Tex, e che, dunque, se ben raccontate, a mio avviso non danno alcun fastidio.

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Anche io non trovo assolutamente fuori luogo la sequenza della rissa alla locanda quantunque appaia scollegata e probabilmente non funzionale allo sviluppo della storia. E' una situazione altamente in linea con la serie, dove il lettore si aspetta che l'ingresso dei nostri in un saloon o affini, possa scatenare situazioni simili, che hanno il pregio di vivacizzare il racconto con scene di azione dove i pards si comportano come noi ci aspettiamo da loro. La scena in questione, ben inserita in quel momento della sceneggiatura risulta, da parte mia, apprezzabilissima per concepimento e realizzazione. E che diamine un po' di sano Tex, ogni tanto ci vuole e in ogni caso non mi pare che distragga più di tanto dalla trama principale che resta comunque piuttosto intrigante.

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