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Sam Stone

[647/648] Il Ricatto Di Slade

Voto alla storia  

27 voti

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Abbastanza buona la seconda parte di questa storia, tanta azione, situazioni tutto sommato credibili e due pards finalmente accettabili. Slade non è un cattivo che lascerà il segno e ha qualche sbavatura e questa seconda parte è comunque puro pim-pum-pam, niente di trascendentale, però Faraci non si lascia andare ai soliti flashback e personaggi patetici. Di più non dico perché spoilizzerei.

Bruzzo fa il suo compito con mestiere ma ancora poca anima. Perlomeno, pur rifacensosi come tanti altri a Ticci, riprende lo stile di quello degli esordi e lascia filtrare pure influenze giraudiane.

 

Insomma:

 

TESTI 6,5

DISEGNI 7,5

 

Dissi, augh :indianovestito: .

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Alla fine, non c'è molto da dire su questa storia, è l'ennesima storia di Faraci trita e ritrita, con i soliti personaggi macchietta di cui mi scorderò nel giro di un mese. Insomma la storia a me non è piaciuta proprio, e i disegni non alzano il voto.

Voto complessivo: 4 (per la scarsa originalità.)

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.....velocissimo

 

la solita sparatoria (con varianti) di Faraci............nulla di nuovo, tanto di già visto e rivisto.....

voto? mah, può andare dal 4 (non di meno) al 6 (non di più), dipende da quello che si vuole da Tex, di sicuro storia da dimenticatoio

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Giunto a pag.17, riecco il solito Faraci...

Nello specifico, riecco l'allungamento di brodo: la scena che non c'entra niente con la storia ma che è messa lì, di punto in bianco, per aggiungere qualche pagina in più.

Ora, se nell'albo precedente la scena nel saloon era stata divertente, questa sparatoria risulta invece fastidiosissima (anche perché una scenetta passi pure, due cominciano a diventare troppe): da dove saltano fuori i messicani? Perché sono lì? Faraci non fa niente per giustificare la loro presenza; sembra proprio dirlo chiaramente: "lettore, fammi perdere un po' di tempo che devo arrivare a 220 pagine".

Insomma: animali feroci (serpenti, orsi), ponti rotti, idioti buoni solo per farsi impiombare... il solito Faraci.

Spero che il resto dell'albo sia meglio.

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Giunto a pag.47, già mi sono imbattuto in due scopiazzature di Bruzzo.

La prima, sempre dal solito Ticci,è la seconda vignetta di pag.44. Trattasi di uno dei più famosi Tex ticciani, dato che è riprodotto, ingrandito, all'inizio del Texone di Ticci - della serie: ok copia, ma non puoi copiare qualcosa di meno noto?

L'altra scopiazzata è più "raffinata": il Carson della seconda vignetta di pag.32 è ricalcato da quello di Villa a pag.7 di "Sfida infernale" - solo che l'immagine è ribaltata.

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A me i disegni in stile ticciano non dispiacciono affatto. Trovo Bruzzo un disegnatore tradizionale e la cosa mi fa piacere, apprezzando meno invece i contributi di altri disegnatori il cui stile considero lontano dal nostro ranger. Sulla prima vignetta mi trovi d'accordo, Paco (la somiglianza è davvero impressionante), ma sulla seconda (quella ripresa da Villa) in effetti ciò che ricorda Sfida Infernale è la posizione del mento e dei baffi: Carson però ha dei tratti talmente marcati che potrebbe essere anche un caso che, disegnatolo in un certo modo, ricordi la raffigurazione di un altro disegnatore. In definitiva, si tratta dello stesso personaggio, deve somigliare a sé stesso pur nelle varie interpretazioni dei disegnatori. E se per Tex, che non ha caratteristiche particolari, la somiglianza è più ardua, Carson invece è più facile che risulti "copiato", posto che le sue fattezze sono contraddistinte da elementi marcati e riconoscibili quali baffi e pizzetto.

 

Venendo alla storia, anch'io rilevo i difetti che già abbiamo imputato all'autore in altre storie, in particolare i troppi "bang bang", le troppe sparatorie, che rendono la storia, come dice Jack65, velocissima, troppo leggera da leggere, soprattutto in questa seconda parte, visto che la prima si faceva invece apprezzare di più per i buoni personaggi che proponeva. Aspettare un mese e leggere 114 pagine in 10 minuti non è soddisfacente, si vorrebbe chiudere l'albo a pancia piena, non con un' insalatina leggera. Sperando in un cambio di marcia di Faraci - che ha il dovere di osare di più e di proporre storie più fresche ed originali, storie che possano lasciare un ricordo più netto di quello che invece avremo di questi riempitivi - devo dire che in definitiva la storia è a mio parere apprezzabile per i personaggi e per i dialoghi: ho trovato riusciti i battibecchi tra Tex e Carson, e mi è piaciuto molto il terzetto di comprimari che hanno affiancato i pards in questa situazione, sia il generoso amico Steve che la coppia Adam e soprattutto la coraggiosa Sarah. Non ho cambiato idea nemmeno su Slade, il classico bandito malvagio che in questa seconda parte, pur essendo quasi sempre prigioniero, resta comunque velenoso.

 

In definitiva, per me la storia nel suo complesso non è da bocciare, mi ha divertito leggerla (soprattutto la prima parte), mi sono piaciuti cattivi e comprimari e anche diversi dialoghi-battute. Ciò che Faraci non può proprio più continuare a fare è infarcire la storia di pagine di sparatorie: Tex è sì un fumetto d'azione, ma l'azione - se massiccia nell'economia delle pagine di una storia - rischia di diventare fine a sé stessa, scontentando i lettori. Credo che come lettori ci meritiamo qualcosa in più. Ci meritiamo maggiore coraggio, maggiore voglia di osare, ci aspettiamo storie pesanti nei dialoghi, vogliamo leggere parole, non (solo) immagini o suoni alla bang bang. Vogliamo leggere. Vogliamo essere sorpresi, o quantomeno non immaginare come finirà. La mia è una speranza, un desiderio, non è comunque una bocciatura per una storia che resta comunque un piacevole riempitivo, e ormai abbiamo abbastanza esperienza per sapere che Tex ha bisogno anche di questi. 

  • +1 1

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Leo, quella vignetta è copiata (l'espressione è la stessa, la posizione obliqua del viso è la stessa, il naso idem); ma, chiaramente, Bruzzo non è una fotocopiatrice (aspettarsi che un'artista che "prende" da un altro sia ad esso totalmente uguale, è pura ingenuità - cosa che sa bene chiunque studi la storia dell'arte): i tratti di Villa sono quindi stati semplificati, ma comunque copiati.

 

Per venire al resto...

Alla luce di questa storia, e delle altre precedenti, io ritengo che il Tex attuale abbia alcuni problemi: tra questi, c'è Tito Faraci.

Anche stavolta abbiamo avuto le scene "allunga brodo", il ripetersi sempre più stantìo di situazioni ed espedienti visti e rivisti (Tex che, per l'ennesima volta, controlla un'arma), il buonismo estremo che, se possibile, rende ancora più smorte le sceneggiature - insomma, il maritino non poteva crepare? No, Faraci è troppo buonista, e così anche quel briciolo di drammaticità va a farsi benedire.

 

Ma sarebbe davvero servito a qualcosa, quella morte? Non credo, perché questo secondo albo riesce totalmente ad affossare quanto di buono visto del precedente, e non c'è morto che tenga.

Tutto si risolve coi soliti BANG BANG ZIP ZIP, con qualche URGH di contorno. Niente di più. Puro videogame.

Faraci nemmeno ci prova a svolgere la trama in maniera più articolata: per lui ciò che conta è scrivere 220 pagine, e il miglior modo per farlo è mettere tanti BANG BANG.

Sparatorie, tra l'altro, brutte: perché i nostri non sono mai messi in difficoltà, si lanciano contro forze preponderanti e non riportano che un misero graffio. I nemici di Faraci sono mezze calzette che sparano come coscritti.

Così il politico corrotto non compare che nelle ultime pagine: perché sforzarsi a mettere ancora in scena un personaggio quando con tanti BANG BANG si risolve tutto?

 

No, mi dispiace dirlo, ma Faraci non è adatto a Tex. 

E il fatto che i Texoni di guest star internazionali siano stati affidati a lui, mi lascia totalmente perplesso.

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Giunto a pag.17, riecco il solito Faraci...

Nello specifico, riecco l'allungamento di brodo: la scena che non c'entra niente con la storia ma che è messa lì, di punto in bianco, per aggiungere qualche pagina in più.

Ora, se nell'albo precedente la scena nel saloon era stata divertente, questa sparatoria risulta invece fastidiosissima (anche perché una scenetta passi pure, due cominciano a diventare troppe): da dove saltano fuori i messicani? Perché sono lì? Faraci non fa niente per giustificare la loro presenza; sembra proprio dirlo chiaramente: "lettore, fammi perdere un po' di tempo che devo arrivare a 220 pagine".

Insomma: animali feroci (serpenti, orsi), ponti rotti, idioti buoni solo per farsi impiombare... il solito Faraci.

Spero che il resto dell'albo sia meglio.

Ciao paco,

il ruolo della presenza dei messicani già strapazzati nell'albo precedente, nel contesto della storia è quello di riportare Maxwell & co sulle tracce di Slade, come non manca di essere precisato nello spiegone più avanti.

Attirati dagli spari dello scontro Tex Mex ritrovano le tracce dei pards e conseguentemente quelle di Slade.

 

Personalmente apprezzo almeno la variazione di scena, altrimenti tutto l'albo si sarebbe giocato sull'assedio al ranch (dove eventualmente sta il brodo allungato) escluse le poche tavole del finale che ho già commentato in spoiler.

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beh mi allineo al voto 6 dato dalla maggioranza dei votanti

un BRUZZO M A G N I F I C O !!! così bravo che appare sprecato per una storia molto tradizionale senza spunti originali,

possibile che sulla serie regolare Faraci sia così timidone?

da uno premiato con un Gran Guinigi mi aspetterei ben di più

ma io ho la soluzione!!!

BOSELLI: obbliga DAVIDE BONELLI a scambiare FARACI con BARBATO !!!!

la quale PAOLA essendo la migliore deve stare su TEX anche se non gli piace visto che è pagata

RECCHIONI protesterà ma tu fai valere la superiorità del ranger su tutto il mondo fumetto

e ho detto tutto

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beh mi allineo al voto 6 dato dalla maggioranza dei votanti

un BRUZZO M A G N I F I C O !!! così bravo che appare sprecato per una storia molto tradizionale senza spunti originali,

possibile che sulla serie regolare Faraci sia così timidone?

da uno premiato con un Gran Guinigi mi aspetterei ben di più

ma io ho la soluzione!!!

BOSELLI: obbliga DAVIDE BONELLI a scambiare FARACI con BARBATO !!!!

la quale PAOLA essendo la migliore deve stare su TEX anche se non gli piace visto che è pagata

RECCHIONI protesterà ma tu fai valere la superiorità del ranger su tutto il mondo fumetto

e ho detto tutto

 

Uhm a parte che sono questioni delicate e sulle quali noi non potremmo metterci parola, chi ti dice che la Barbato possa trovarsi a suo agio o comunque fare meglio di Faraci?

Io ad esempio su Le Storie l'ho apprezzata fino ad un certo punto, e tutte le storie che ha scritto per quella serie non mi hanno convinto pienamente.

Non so, può anche essere molto brava e fantasiosa, ma su Tex non ce la vedo proprio, ha uno stile completamente diverso da quello del ranger

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beh mi allineo al voto 6 dato dalla maggioranza dei votanti

un BRUZZO M A G N I F I C O !!! così bravo che appare sprecato per una storia molto tradizionale senza spunti originali,

possibile che sulla serie regolare Faraci sia così timidone?

da uno premiato con un Gran Guinigi mi aspetterei ben di più

ma io ho la soluzione!!!

BOSELLI: obbliga DAVIDE BONELLI a scambiare FARACI con BARBATO !!!!

la quale PAOLA essendo la migliore deve stare su TEX anche se non gli piace visto che è pagata

RECCHIONI protesterà ma tu fai valere la superiorità del ranger su tutto il mondo fumetto

e ho detto tutto

 

Uhm a parte che sono questioni delicate e sulle quali noi non potremmo metterci parola, chi ti dice che la Barbato possa trovarsi a suo agio o comunque fare meglio di Faraci?

Io ad esempio su Le Storie l'ho apprezzata fino ad un certo punto, e tutte le storie che ha scritto per quella serie non mi hanno convinto pienamente.

Non so, può anche essere molto brava e fantasiosa, ma su Tex non ce la vedo proprio, ha uno stile completamente diverso da quello del ranger

 

 

L'Italia è, come sempre, un paese di commissari tecnici anche per i fumetti. :D

La Barbato è brava ma non è portata per l'avventura pura di stampo classico. Le sue "Storie" infatti, a me sono piaciute ma non sono avventura. Su Tex sarebbe come un pesce fuor d'acqua.

 

Per tacere del fatto (che io prendo in chiave scherzosa :D) che Boselli non può obbligare Davide Bonelli a fare nulla (casomai il contrario ;)) e che nemmeno Davide può obbligare davvero qualcuno a scrivere quel che non gli va.

Gli autori non sono schiavi. ;)

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Io ad esempio su Le Storie l'ho apprezzata fino ad un certo punto, e tutte le storie che ha scritto per quella serie non mi hanno convinto pienamente.

Non so, può anche essere molto brava e fantasiosa, ma su Tex non ce la vedo proprio, ha uno stile completamente diverso da quello del ranger

 

Sam non ti è piaciuta "il principe di persia" io l'ho trovata notevole

 

 

Per tacere del fatto (che io prendo in chiave scherzosa :D)

 

Certamente Carlo io sono un giocherellone anche se non nascondo il mio sogno di possedere una casa editrice per creare collane che mi garbano tipo un bell'horror gotico stile Corman-Poe-Conan Doyle e un giallo stile Christie-Carr-Ellery Quenn

ci si vede a Lucca se è bel tempo fine OT

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La storia mi è sembrata troppo sempliciotta e annacquata nella seconda parte.

Avete notato che la seconda inquadratura a pagina 112 de "sotto assedio" Carson è come se fosse pixellato? Secondo me è un ingrandimento.

 

Unica nota positiva i disegni di Bruzzo (7 1/2), per il resto storia senza molto grip (5 --).

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Io ad esempio su Le Storie l'ho apprezzata fino ad un certo punto, e tutte le storie che ha scritto per quella serie non mi hanno convinto pienamente.

Non so, può anche essere molto brava e fantasiosa, ma su Tex non ce la vedo proprio, ha uno stile completamente diverso da quello del ranger

 

Sam non ti è piaciuta "il principe di persia" io l'ho trovata notevole

 

"Il Principe di Persia" è una buona storia, ma scusa il gioco di parole, è adatta per Le Storie.

Su Tex continuo a pensare che la Barbato non avrebbe granchè da regalare al personaggio. E' proprio un'ottica diversa di raccontare.

Poi potrei venir smentito, magari se in un futuro Color breve la faranno provare.

Nel frattempo la seguo su Le Storie, tra alti e bassi

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Mi trovo ora a sperimentare una situazione spiacevolissima: esprimere un parere negativo sul lavoro di un autore che si conosce. Per carità, non conosco Faraci di persona; ci saremo scambiati una decina di e-mail, esagerando; ma l'impressione che ne ho ricavato è di una persona molto gentile e sensibile, per la quale ho provato istintiva simpatia. Per onestà nei suoi confronti, però, sento di dover dire ciò che penso. Non foss'altro per dare valore a tutte le volte in cui, sul forum e privatamente con lui, mi sono espresso in toni laudativi circa il suo lavoro su Tex e non solo.

 

 

Questo è uno degli aspetti che mi sentirei assolutamente di rimproverare a Faraci. Succede spesso nelle sue storie che i due pards giochino al tiro al piattello con gli avversari senza che questi possano in qualche modo colpo ferire. E' praticamente dilettantistico pretendere tale tipo di soluzione narrativa di fronte ad una casa messa sotto assedio: i pard che escono senza che gli avversari se ne accorgano, percorrono diversi metri, sparano e abbattono gli avversari come mosconi: già incredibile... cosa mai vista su un albo di Tex.

Cito questo parere di Ymalpas per andare immediatamente al punto che mi interessa: fino alla scena incriminata contenuta nel secondo albo, la storia mi era anche piaciucchiata. Non dico che mi avesse estasiato, ma mi divertiva abbastanza ed era senza dubbio superiore alle ultime storie di Tito. Questa soluzione, però, mi ha fatto cadere le braccia, e parecchio. Ce n'era già una molto simile nel secondo albo de "L'inseguimento". Una volta è penosa, vederla riproposta due volte... non so nemmeno che cosa dire. Poco importa che il resto della storia scorra via bene, che il finale (anch'esso somigliante a "L'inseguimento") non funzioni male (per quanto alla seconda volta non stupisca più come la prima).

 

Scrive John Deere: 

 

 

diciamo che a Faraci piace arrivare a situazioni estreme... basta che non diventi una moda.

Come ho già scritto, Tex che va all'assalto allo scoperto seccando uno dopo l'altro avversari trincerati era già successo nella recentissima "L'inseguimento". Per carità, è una soluzione estrema e, se resa bene, può perfino funzionare. Purtroppo qui così non è. Oltretutto, il venire dopo una scena molto simile già vista in un'altra storia la fa apparire, almeno secondo me, ancora più forzata.

 

Scrive Paco Ordonez:

 

 

il buonismo estremo che, se possibile, rende ancora più smorte le sceneggiature - insomma, il maritino non poteva crepare? No, Faraci è troppo buonista, e così anche quel briciolo di drammaticità va a farsi benedire.

Tu pensa che a me, invece, il celebre buonismo di Faraci piace assai. Lo ritrovo in molte delle sue storie più valide ("La legge di Starker", "Sotto scorta", "Il ciarlatano"... risolleva perfino la per me non memorabile "Braccato"), mentre la sua mancanza ha secondo me affossato ancora di più le sue storie meno convincenti ("L'inseguimento" e "I rapitori"). Più che di buonismo, io parlerei di buoni sentimenti. Se uno vuole cupezza, oltre che al mondo reale, può rivolgersi anche ad altre storie di Tex, che pure non mancano. Questo aspetto delle storie di Tito a me piace. Sinceramente speravo che il marito sopravvivesse, e sono stato contento che così sia finita.

 

Mi trovo però d'accordissimo con te quando scrivi:

 

Ma sarebbe davvero servito a qualcosa, quella morte? Non credo, perché questo secondo albo riesce totalmente ad affossare quanto di buono visto del precedente, e non c'è morto che tenga.

Tutto si risolve coi soliti BANG BANG ZIP ZIP, con qualche URGH di contorno. Niente di più. Puro videogame.

Faraci nemmeno ci prova a svolgere la trama in maniera più articolata: per lui ciò che conta è scrivere 220 pagine, e il miglior modo per farlo è mettere tanti BANG BANG.

Sparatorie, tra l'altro, brutte: perché i nostri non sono mai messi in difficoltà, si lanciano contro forze preponderanti e non riportano che un misero graffio. I nemici di Faraci sono mezze calzette che sparano come coscritti.

Così il politico corrotto non compare che nelle ultime pagine: perché sforzarsi a mettere ancora in scena un personaggio quando con tanti BANG BANG si risolve tutto?

 

Di fronte alle sue ultime tre storie di Faraci pubblicate provo quest'impressione: Tito su Tex è partito col botto, poi si è assestato su una linea dignitosa, che però ben reggeva grazie ai personaggi simpatici, per poi, infine, tirare il freno a mano e schiantarsi in un fosso. Non so perché. Anche i suoi ultimi lavori per Disney (vedere il per me brutto "Universo PK"), ambito in cui solitamente si esprimeva bene, sono tutt'altro che esaltanti. Non vorrei che magari abbia vissuto un periodo personale difficile, come pure capito a Boselli che, prima di riprendersi negli ultimi anni, per più di un quinquennio non aveva certo brillato. Quando lo intervistai mi disse di aver avuto dei problemi personali (suoi e, se non ricordo male, cosa sempre possibile, purtroppo anche di persone care); non so se l'abbia mai detto altrove (me lo disse a microfoni  spenti e nell'intervista io non scrissi nulla), perciò nel dubbio taccio.

Fra il Faraci di "Il ricatto di Slade" e quello di "Universo PK", ad ogni modo, passano più di quattro anni...

 

Ciò detto, spero che Tito si riscatti in futuro e che, magari, la supervisione di Boselli lo aiuti a recuperare la strada che stava imboccando, ma che poi ha perduto. Speriamo! Ne abbiamo bisogno noi, ne ha bisogno Tex e ne ha bisogno anche Faraci. ;)

 

P.S.: per me, comunque, la storia è da 3, complice anche gli scopiazzamenti di Bruzzo (ogni poche pagine dicevo: ma io questo l'ho già visto). Pane al pane...

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Mi dispiace molto dirlo, ma con il secondo albo Faraci rovina quello che di buono aveva costruito nelle prime 110 pagine. Il primo albo, nonostante non mi avesse entusiasmato e nonostante alcune ingenuità che ho già evidenziato in un post precedente, non mi era del tutto dispiaciuto: era un albo tutto sommato movimentato, con alcune idee originali e soprattutto un antagonista, questo Slade, che mi aveva fatto ben sperare (un tipo in gamba, svelto di cervello e abile con le armi).

 

Ma con il secondo albo Faraci si perde, dimostrando una scarsità di idee sconcertante. Siamo di fronte a un intero numero fatto quasi soltanto di un'unica, noiosa sparatoria con la solita armata di carne da macello. Non è che non si possa fare un albo con un'unica lunga sparatoria - vedi ad esempio la terza parte de "Gli Invincibili": ma in questo caso ci vuole un "direttore d'orchestra" che sappia gestire al meglio gli spazi a disposizione e i personaggi, variando le soluzioni, le tattiche e le controtattiche. Qui tutto questo non c'è, ma c'è soltanto una tattica suicida di Tex e Carson,


che si lanciano all'impazzata contro i banditi ben al riparo delle rocce e li fanno secchi tutti schivando pallottole a destra e a sinistra: no, davvero, uscire da un assedio in questo modo è assolutamente insensato e inverosimile. Ma tutta la strategia non sta in piedi: se l'idea era quella di distrarre i nemici per favorire la fuga dei tre "civili", dove sarebbero dovuti scappare questi ultimi, a piedi e con un ferito? E davvero Tex si aspettava che nessuno degli assedianti rimanesse a presidiare gli altri lati della casa? Qui davvero siamo di fronte a una soluzione di sceneggiatura che fa cadere le braccia...

 

E poi, ci sono alcuni elementi ricorrenti della scrittura di Faraci che ormai mi hanno un po' stancato:

- il solito ricorso ad aiutanti occasionali scelti tra la gente comune, pieni di buona volontà ma imbranati con le armi, che dovrebbero - forse - attirare le simpatie del lettore (qui la coppia di coloni e l'amico); fateci caso, ma la presenza di questo tipo di personaggi è una costante delle storie di Faraci;

- le scene allunga-brodo: i messicani della Posada, che ritornano incredibilemente a rallentare di nuovo Tex e Carson e ad aggiungere una decina di pagine di sceneggiatura... E, per piacere, non venitemi a dire che sono funzionali alla trama - la giustificazione nello spiegone successivo è per me ancora meno credibile del "casuale" incontro con i messicani. Tra l'altro, nello scontro al ponte Tex esce dall'acqua sparando con la pistola bagnata come se nulla fosse... insomma, dopo decine di occasioni in cui i nostri si premurano di tenere all'asciutto le armi prima di un "bagno", questo Tex che affronta i banditi senza preoccuparsi minimamente che le sue pistole possano avere qualche problema mi ha fatto storcere un po' il naso...

 

Insomma, la seconda parte della storia non mi è piaciuta molto... Riguardo ai disegni di Bruzzo, non mi sono dispiaciuti, anzi li ho trovati molto buoni, ma le scopiazzature da Ticci che sono state evidenziate sono davvero incredibili! :furiosi75:

Il mio voto finale è una sufficienza, 6... per le cose buone viste nella prima parte.

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E poi, ci sono alcuni elementi ricorrenti della scrittura di Faraci che ormai mi hanno un po' stancato:

- il solito ricorso ad aiutanti occasionali scelti tra la gente comune, pieni di buona volontà ma imbranati con le armi, che dovrebbero - forse - attirare le simpatie del lettore (qui la coppia di coloni e l'amico); fateci caso, ma la presenza di questo tipo di personaggi è una costante delle storie di Faraci;

- le scene allunga-brodo: i messicani della Posada, che ritornano incredibilemente a rallentare di nuovo Tex e Carson e ad aggiungere una decina di pagine di sceneggiatura... E, per piacere, non venitemi a dire che sono funzionali alla trama - la giustificazione nello spiegone successivo è per me ancora meno credibile del "casuale" incontro con i messicani. Tra l'altro, nello scontro al ponte Tex esce dall'acqua sparando con la pistola bagnata come se nulla fosse... insomma, dopo decine di occasioni in cui i nostri si premurano di tenere all'asciutto le armi prima di un "bagno", questo Tex che affronta i banditi senza preoccuparsi minimamente che le sue pistole possano avere qualche problema mi ha fatto storcere un po' il naso...

 

Sui pards occasionali, pur notandone la persistenza e, in un certo qual senso, anche la ripetitività, io la penso in modo diverso: sarà che non mi dispiacciono, ma trovo che sia un bel modo con cui Faraci è riuscito a personalizzare la propria scrittura rispetto agli altri autori. Siamo sinceri: "Il ricatto di Slade" non delude certo per la tenera coppia di coniugi. ;)

 

Le due scene dei messicani, pur essendo un po' gratuite, secondo me ci stanno: la seconda è una delle sparatorie più riuscite mai sceneggiate da Faraci, autore che, difetto non da poco in un western, con le sparatorie realistiche è sempre stato negato. Circa la pistola bagnata dico che preferisco di gran lunga il Tex di questa storia rispetto a quello visto altre volte (nel Color storie brevi dell'anno scorso, ad esempio), che smonta tutta la pistola. Operazione non solo macchinosa e impossibile senza attrezzi, ma pure inutile: i revolver non soffrono brevi immersioni in acqua, avendo meccanismi molto semplici (non ci sono grandi problemi nemmeno con le semiauto, decisamente più complesse); il problema è che non si bagni la polvere nera nelle cartucce, in caso non siano perfettamente sigillate. Meglio comunque dei revolver ad avancarica come la Navy...

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E poi, ci sono alcuni elementi ricorrenti della scrittura di Faraci che ormai mi hanno un po' stancato:

- il solito ricorso ad aiutanti occasionali scelti tra la gente comune, pieni di buona volontà ma imbranati con le armi, che dovrebbero - forse - attirare le simpatie del lettore (qui la coppia di coloni e l'amico); fateci caso, ma la presenza di questo tipo di personaggi è una costante delle storie di Faraci;

- le scene allunga-brodo: i messicani della Posada, che ritornano incredibilemente a rallentare di nuovo Tex e Carson e ad aggiungere una decina di pagine di sceneggiatura... E, per piacere, non venitemi a dire che sono funzionali alla trama - la giustificazione nello spiegone successivo è per me ancora meno credibile del "casuale" incontro con i messicani. Tra l'altro, nello scontro al ponte Tex esce dall'acqua sparando con la pistola bagnata come se nulla fosse... insomma, dopo decine di occasioni in cui i nostri si premurano di tenere all'asciutto le armi prima di un "bagno", questo Tex che affronta i banditi senza preoccuparsi minimamente che le sue pistole possano avere qualche problema mi ha fatto storcere un po' il naso...

 

Sui pards occasionali, pur notandone la persistenza e, in un certo qual senso, anche la ripetitività, io la penso in modo diverso: sarà che non mi dispiacciono, ma trovo che sia un bel modo con cui Faraci è riuscito a personalizzare la propria scrittura rispetto agli altri autori. Siamo sinceri: "Il ricatto di Slade" non delude certo per la tenera coppia di coniugi. ;)

 

Le due scene dei messicani, pur essendo un po' gratuite, secondo me ci stanno: la seconda è una delle sparatorie più riuscite mai sceneggiate da Faraci, autore che, difetto non da poco in un western, con le sparatorie realistiche è sempre stato negato. Circa la pistola bagnata dico che preferisco di gran lunga il Tex di questa storia rispetto a quello visto altre volte (nel Color storie brevi dell'anno scorso, ad esempio), che smonta tutta la pistola. Operazione non solo macchinosa e impossibile senza attrezzi, ma pure inutile: i revolver non soffrono brevi immersioni in acqua, avendo meccanismi molto semplici (non ci sono grandi problemi nemmeno con le semiauto, decisamente più complesse); il problema è che non si bagni la polvere nera nelle cartucce, in caso non siano perfettamente sigillate. Meglio comunque dei revolver ad avancarica come la Navy...

 

 

Non sono certo questi due gli elementi che hanno determinato il mio giudizio negativo sull'albo, ma hanno comunque contribuito a non farmelo piacere. Ammetto che non tutti possano ritenerli "difetti" veri e propri di sceneggiatura (anche se a me sembrano tali), ma di situazioni che io, come lettore, avrei preferito non trovare.

 

Il problema dei pards occasionali è (per me, ovviamente) la ripetitività: il fatto di ritrovarmeli in ogni storia di Faraci mi ha un po' stancato. Devo ammettere anche un po' di insofferenza da parte mia verso questo tipo di personaggi, che non amo particolarmente; preferisco i super-comprimari alla Boselli (Raza, Laredo...), che d'altra parte sono anch'essi odiati da parte del pubblico texiano... :laugh:  E' una questione di gusti, certamente, ma la mia osservazione era principalmente rivolta alla frequenza con cui Faraci ce li presenta.

 

Anche sullo scontro con i messicani al ponte, sono d'accordo che si tratti di una sparatoria molto ben sceneggiata; di nuovo, la critica è alla gratuità della scena. Non ho invece la tua competenza riguardo alle armi, ma ho sempre pensato che il fatto di tenerle lontane dall'acqua servisse ad evitare che la polvere delle cartucce si bagnasse; qui abbiamo invece Tex che affronta i banditi direttamente uscito dall'acqua, senza preoccuparsi che la pistola potesse fare cilecca...

E' un dettaglio insignificante forse, ma quando l'intera storia non ti convince fai anche più attenzione a questo tipo di situazioni: probabilmente, se la stessa cosa fosse accaduta in una storia capolavoro, non me ne sarei nemmeno accorto!

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Sull'opportunità di quelle scene, come a ragione noti, c'è poco da fare: tutto dipende dalla sensibilità personale, la quale fa sì che alcune scelte pesino ad alcuni e meno ad altri.

 

Riguardo le precauzioni per la pistola: infatti, come già ho scritto, la funzione del non bagnarla è proprio quella. E certo, se avessi una Peacemaker, cercherei di tenerla ben all'asciutto, soprattutto se dovessi poi usarla per difendermi... Dicevo che fra due irrealismi (quello commesso da Boselli e quello faraciano), alla fine preferisco il secondo; il quale, però, come dici tu giustamente, denota una certa mancanza di cura, caso peraltro non isolato nel Faraci più recente.

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Sull'opportunità di quelle scene, come a ragione noti, c'è poco da fare: tutto dipende dalla sensibilità personale, la quale fa sì che alcune scelte pesino ad alcuni e meno ad altri.
 
Riguardo le precauzioni per la pistola: infatti, come già ho scritto, la funzione del non bagnarla è proprio quella. E certo, se avessi una Peacemaker, cercherei di tenerla ben all'asciutto, soprattutto se dovessi poi usarla per difendermi... Dicevo che fra due irrealismi (quello commesso da Boselli e quello faraciano), alla fine preferisco il secondo; il quale, però, come dici tu giustamente, denota una certa mancanza di cura, caso peraltro non isolato nel Faraci più recente.

Scusa, ma il mio "irrealismo" in che cosa consisterebbe?

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Smontare senza attrezzi la Colt sul campo come fa Tex, oltre a essere impossibile non è neanche gran che utile (come ho già spiegato, il problema risiede altrove). Ma ciò detto, chissenefrega borden: personalmente faccio notare la cosa per curiosità, perché la materia mi interessa e perché in un forum si finisce a parlare anche dei dettagli più minuti. Non implica minimamente un giudizio sulla storia. ;)

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Smontare senza attrezzi la Colt sul campo come fa Tex, oltre a essere impossibile non è neanche gran che utile (come ho già spiegato, il problema risiede altrove). Ma ciò detto, chissenefrega borden: personalmente faccio notare la cosa per curiosità, perché la materia mi interessa e perché in un forum si finisce a parlare anche dei dettagli più minuti. Non implica minimamente un giudizio sulla storia. ;)


La Colt si poteva smontare tranquillamente a mani nude con un po' d'ingegnosità. Tex ne ha da vendere, Di che attrezzi parli???

Buon Natale!

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