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Ottimo inizio ! ormai il maestro Boselli è diventato uno chef di primissimo ordine, ci propina piatti sempre più deliziosi e dai sapori inebrianti.
tuttavia ho notato un piccolo "refuso" di cui chiedo conferma, ma il sangue "indio" di Eusebio non era Azteco? e non maya !

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Confermo che Eusebio è discendente dagli Aztechi, come ci è stato rivelato fin dalla sua prima apparizione nel Tesoro del tempio.

 

Le due principali civiltà precolombiane sviluppatesi in Messico si differenziavano per la sede di insediamento Yucatan e territori del sud per i Maja e gli altipiani del Messico per gli Aztechi che occupavano una posizione più settentrionale (la loro città stato Tenochtitlàn corrisponde alla attuale Città del Messico)

 

Ritengo comunque che il refuso non infici lo sviluppo del racconto e nulla vieta di pensare che il buon Eusebio possa vantare tra i suoi antenati anche qualche traccia di sangue maja.

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Confermo che Eusebio è discendente dagli Aztechi, come ci è stato rivelato fin dalla sua prima apparizione nel Tesoro del tempio.

 

Le due principali civiltà precolombiane sviluppatesi in Messico si differenziavano per la sede di insediamento Yucatan e territori del sud per i Maja e gli altipiani del Messico per gli Aztechi che occupavano una posizione più settentrionale (la loro città stato Tenochtitlàn corrisponde alla attuale Città del Messico)

 

Ritengo comunque che il refuso non infici lo sviluppo del racconto e nulla vieta di pensare che il buon Eusebio possa vantare tra i suoi antenati anche qualche traccia di sangue maja.

Non è un refuso. Si tratta in realtà di una scelta. Gli aztechi erano la casta dominante, ma i popoli soggetti erano di altre etnie. Trovo che Eusebio poteva essere fedele a una rinascita dell'impero come prospettato da Esmeralda, pur appartenendo a una stirpe indigena e non di invasori come gli Aztechi. In fondo il mio Maestro Gl aveva ' confuso i beduini con i tuareg. Ci sta anche che io e lui non sappiamo esattamene quale miscuglio di sangue avesse Eusebio nelle vene

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GRANDE BORDEN AH AH
L'importante è che la storia sia bella e coinvolgente, e questa promette benissimo.
Al resto troviamo sempre una spiegazione plausibile.
Ti faccio i miei complimenti sia come soggettista e sia come curatore!
ho notato una sempre maggiore cura alla sceneggiatura delle storie ed agli stacchi temporali.
ottima l'introduzione dei quattro pards a casa Morisco, (ultima vignetta di pag. 25 e prima vignetta di pag. 51 sono stupende per lo stacco temporale anzidetto).
Ho notato inoltre,in Piccinelli ,ma anche nelle tavole postate in anteprima sul sito di Tex su Facebook, che si sta cercando di caratterizzare ulteriormente i quattro pards, cercando una maggiore introspezione delle varie figure. E' una mia sensazione o una richiesta del curatore?

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Confermo che Eusebio è discendente dagli Aztechi, come ci è stato rivelato fin dalla sua prima apparizione nel Tesoro del tempio.

 

Le due principali civiltà precolombiane sviluppatesi in Messico si differenziavano per la sede di insediamento Yucatan e territori del sud per i Maja e gli altipiani del Messico per gli Aztechi che occupavano una posizione più settentrionale (la loro città stato Tenochtitlàn corrisponde alla attuale Città del Messico)

 

Ritengo comunque che il refuso non infici lo sviluppo del racconto e nulla vieta di pensare che il buon Eusebio possa vantare tra i suoi antenati anche qualche traccia di sangue maja.

Non è un refuso. Si tratta in realtà di una scelta. Gli aztechi erano la casta dominante, ma i popoli soggetti erano di altre etnie. Trovo che Eusebio poteva essere fedele a una rinascita dell'impero come prospettato da Esmeralda, pur appartenendo a una stirpe indigena e non di invasori come gli Aztechi. In fondo il mio Maestro Gl aveva ' confuso i beduini con i tuareg. Ci sta anche che io e lui non sappiamo esattamene quale miscuglio di sangue avesse Eusebio nelle vene

 

Perfettamente d'accordo.

D'altronde (fortunatamente) Eusebio non può essere sottoposto alla determinazione del fenotipo genetico per risalire alla etnia di origine, per cui può starci che discenda dagli antichi maya, il cui regno entrò in crisi alla fine dell'ottavo secolo dc, quanto dagli aztechi che arrivati dal nord della Mesoamerica fondarono la loro Tenochtitlàn nel 1325. E perchè no, magari dai Toltechi il cui imperò si sviluppò dopo il regno dei Maya e prima dell'avvento degli Aztechi.

Di sicuro c'è solo che all'epoca di Tex nessuna delle civiltà precolombiane era sopravvissuta come tale, ma nulla ci vieta di credere nella possibile esistenza di un discendente di quelle grandi civiltà.

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Inizio molto interessante, che ci trasporta in una storia che ha tutte le carte in regola per restare sul filone horror. Ottima la gestione dei pards (con Boselli è una garanzia, ma è sempre meglio ripeterlo), oltre che di El Morisco, Eusebio e gli altri personaggi. La tensione resta alta, per crescere ancora nel finale. Le premesse ci sono tutte, e scommetto che anche il resto della storia non mi deluderà.

Entrando più nello specifico:


ho apprezzato molto la figura di Eusebio, con la sua premonizione (del resto, è un uomo che ha varcato la soglia della morte) e quella specie di parallelo che si crea con Tiger. Entrambi discendono da razze antiche e permeate dal rapporto con la natura, sono anche gli unici ad avvertire la presenza inquieta che li osserva, anche se ottengono reazioni ben diverse quando rivelano le loro sensazioni a Tex e ai due Kit.

Le cose che più mi hanno colpito: quando El Morisco parla con Kit dice che i peones di villa Diago sono impossibilitati ad andare altrove, ma la faccenda non viene approfondita. Io ho un'idea, vedremo se corrisponde. Un'altra cosa che mi chiedo è che collegamento ci sia fra Leonora e il sibilo che il dottor Palacio sente nella serra. In questo caso spero che non sia quel che penso.

Ultima cosa: se ho ben capito, nel prossimo albo non solo Tex si troverà a lottare con una suora (sempre ammesso che sia una suora, quel volto coperto e i guanti suggeriscono anche altre possibilità), ma Kit le sparerà addirittura!  :D 

 

Piccinelli si dimostra sempre più bravo. Non sono un'esperta di disegni, ma apprezzo in particolare la sua rappresentazione grafica dei personaggi quando camminano: è uno dei disegnatori che più riesce a darmi l'idea del movimento. Anche i suoi primi piani mi piacciono molto.

Finora sono più che soddisfatta, vedremo cosa ci riserva il prossimo albo.

 

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Letto il primo albo e per ora la storia e' ottima. Che coppia boselli e Piccinelli. ......super! Peccato dover aspettare due messi per il finale.

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Boselli ci sta confezionando un'ottima storia, è partito molto bene, poi per dire che potrà diventare un capolavoro mi riservo di leggere tutta l'avventura, ma potrebbe essere.

La trama iniziale è ben dosata fra azione e spiegazionismo, i ruoli tutti molto ben delineati, i personaggi centrati, le figure del Morisco e di Eusebio giustamente protagoniste, i pards perfetti. Il flashback iniziale ci introduce consapevoli nel racconto e ci porta direttamente al centro dell'azione, il resto dell'albo si sviluppa in un crescendo adrenalinico di mistero ed incertezza.

Sui disegni ho ben poco da dire, essendo bellissimi e praticamente perfetti in tutti i vari aspetti artistici, mi piace moltissimo lo stile di Piccinelli che, a mio avviso, si situa a metà fra Monti e Villa, fra i miei disegnatori preferiti.

Ora mi viene voglia di rileggermi immediatamente l'albo, così più tardi commenterò ancor meglio alcuni passaggi, ed è tutto dire!  ;)

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Storia per ora molto molto intrigante, ottima prova di sceneggiatura del nostro Boselli. 

 

 

S P O I L E R

S P O I L E R

S P O I L E R

 

 

Peraltro, non posso fare a meno di notare le analogie con il romanzo Dracula, alle cui situazioni e alle cui atmosfere a mio parere Borden ha sapientemente e felicemente attinto, restituendocele rinnovate e "texianizzate" in questa storia. Il Dottor Palacio nelle vesti di novello Jonathan Harker percorre in carrozza le lande desolate e malsane di una regione ostile (il Durango Messicano come la Transilvania), imbattendosi in situazioni macabre (come accade a Jonathan, il cui viaggio verso il castello del conte Vlad  è costellato di eventi lugubri e sinistre premonizioni). Arrivati (entrambi, Palacio e Harker) nelle splendide dimore di destinazione, entrambi sono attanagliati da un'atmosfera sinistra, entrambi intuiscono la presenza di qualche entità maligna, entrambi desidererebbero fuggire ma non possono. In ambedue le circostanze i protagonisti-antagonisti (Vlad e Leonora) sono affetti da una malattia mostruosa (Vlad quella del vampirisimo, Leonora ancora non sappiamo) che li rendono dannati e affascinanti al contempo (il fascino del male). Insomma, a me l'incipit della trama ha ricordato nelle atmosfere Dracula, chiedo a Mauro se ci ho visto giusto.

 

Due aspetti che invece non mi convincono (riguardanti entrambi i comportamenti degli avversari) sono:

 

1) la tempistica: tra l'assassinio del Dottor Palacio e l'arrivo di Tex e pards saranno presumibilmente passati diversi giorni. Perché gli avversari non hanno cercato di recuperare il diario in questo lasso di tempo, dovendo avere a che fare con i soli Eusebio e Morisco? Perché, per passare all'azione, "aspettano" proprio l'arrivo dei pards? Mi pare un'attesa sospetta, eccessivamente al servizio della storia. 

 

2) perché se nella locanda gli assassini volevano vivo El Morisco, nel treno non si fanno invece problemi ad attaccare con i serpenti (il cui morso sarebbe stato mortale anche per il brujo messicano)? Cos'è cambiato nel frattempo per far cambiare loro idea?

 

Non escludo che entrambi gli aspetti abbiano una spiegazione nel prosieguo, spiegazione per ora a me sfuggente.

 

Per concludere, i disegni: Piccinelli mi ricorda tantissimo il primo Villa (quello del Ranch degli uomini perduti, per intenderci). Le sue vignette sono perfette nel rendere l'atmosfera di questa storia.

 

In sintesi, spero di trovare spiegazione ai due aspetti menzionati sopra, perché la storia, per come è costruita e sceneggiata - nonostante sembri appartenere al filone delle storie fantastiche (che non ho mai amato particolarmente) - si preannuncia ricca e importante, sperabilmente destinata a diventare un classico della saga. 

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Leo, d'accordo con te sulla questione Dracula, complimenti per l'analisi ;)

Per quanto riguarda le tue due obiezioni, io penso che 

 


alla prima non ci farei molto caso; nel senso: se anche fosse una forzatura, sarebbe una forzatura necessaria per raccontare una storia. Insomma, io la metto sullo stesso piano di quelle "coincidenze" per cui ogni volta Tex e Carson si trovano a passeggiare a cavallo proprio nel punto preciso in cui stanno per scotennare qualcuno

:D

La seconda penso invece che sia spiegabile semplicemente: visto il primo insuccesso, i cattivi avranno pensato che non è più il caso di andare tanto per il sottile, e quindi a morte tutti quanti!

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Grazie per l'apprezzamento, Paco! Sulle due obiezioni, può essere che sia come dici tu: io sono un pignolino in effetti, e mi deve tornare sempre tutto ...

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Storia veramente bella, almeno per quanto riguarda questo primo albo.

Ogni personaggio al posto giusto, ottimi incastri tra le varie parti della vicenda, e soprattutto bellissimi disegni.

Le vignette sono piene di particolari, curatissime, l'ho appena finito di leggere ma ho già voglia di rileggerlo! =)

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Un'unica parola : Fantastica !!!!!!    Trama e disegni spettacolari !!!  Veramente un grandissimo racconto !!!

 

Come segnalato da Ciro,a pagina 67 c'è un errore per così dire,importante : Eusebio non è un maya,bensì un atzeco . Lo si evince in "Sierra Encantada",nr.102 quando,al sicario di Tulac,atzeco adoratore del dio del fuoco Xiuhtecutli,Eusebio rivela di avere lo stesso sangue,essendo un seguace del dio Quetzalcoatl.

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Abbiamo preso atto del chiarimento di borden e da parte mia non ci sono problemi, ma eviterei di insistere sull'argomento perchè il possesso di sangue Maya piuttosto che Azteco potrebbe avere implicazioni funzionali allo svolgimento della trama e non vorrei costringere nessuno a svelare in anticipo più del necessario.

 

Nel frattempo ho riletto la storia e confermo la prima impressione che me la fa proiettare nel lotto dei possibili capolavori.

 

Complimenti a Boselli e Piccinelli e un sentito ringraziamento per come sono riusciti a farmi rivivere le atmosfere che caratterizzano le avventure di Tex in presenza di El Morisco.

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Comprato questa mattina e riposto sul comodino, senza nemmeno dargli una sfogliatina, vabbé solo una, la tavola iniziale della storia... è dura resistere!

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Cavoli! Mi fate venire una voglia matta di leggere la prima parte della storia. Mi sa proprio che stasera capitolo definitivamente e me la leggo.

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Buonissima la prima parte di questa storia.Una albo di atmosfera e di misteri.Rivedere il quartetto al completo e ben gestito da Boselli e' sempre un piacere e la presenza del Morisco conferisce alla storia un gusto d'altri tempi.I disegni sono fantastici e non fa altro che confermare che Piccinelli e' uno dei nuovi migliori disegnatori di Tex.Se non il migliore.Certo che dopo "l'orrore" del Maxi di Diso leggere un albo con questi disegni equivale a prendere una boccata di ossigeno puro.

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