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Voto alla storia  

60 voti

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Sono curioso di leggere il finale di questa storia per dare un giudizio definitivo, ovviamente soggettivo.

Le avventure di filone "fantastico" non mi appassionano granchè, ma finora qui ho trovato un giusto mix di azione, mistero ed un po' di soprannaturale.

Mentre sono credibili le motivazioni relative alle variazioni cutanee, trovo molto meno convincente il comportamento dell'enorme serpente.

Ma, ripeto, attendo il finale sperando che Boselli dia risposte definitive.

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Sto a metà del secondo albo 'I misteri di Villa Diago'. In parallelo leggo anche storie intorno al numero 300 per la precisione 'il ragazzo selvaggio' n.319 e noto che in precedenza le storie erano quasi sempre con protagonisti Kit Carson e Tex, mentre ora sono più corali, partecipano tutti.

E' con Boselli ch'è avvenuto questo cambiamento o ho preso un abbaglio?

 

Grazie.

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Sto a metà del secondo albo 'I misteri di Villa Diago'. In parallelo leggo anche storie intorno al numero 300 per la precisione 'il ragazzo selvaggio' n.319 e noto che in precedenza le storie erano quasi sempre con protagonisti Kit Carson e Tex, mentre ora sono più corali, partecipano tutti.

E' con Boselli ch'è avvenuto questo cambiamento o ho preso un abbaglio?

 

Grazie.

 

No nessun abbaglio.

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Non trovo tutte le parole per descrivere la magnificenza di questa avventura,avvincente nella trama,sontuosa nei disegni. Ho trovato strabilianti ed impressionanti padre e figlio nel far cantare le Colt,mentre il Morisco effettivamente risulta sinora un po' ai margini della vicenda.

Mitico il riferimento (ma senza didascalia di rimando) all'anaconda della tigre di pietra ( serie Rubino,anni 1955/1956,albetti 10-18,seconda serie gigante,albi 26-27,"Frecce nere" e "Assedio al posto nr.6" ),mi ha stupito l'assenza di qualsiasi accenno sia al falso uomo serpente (albi 335-336),sia ai personaggi rettiliformi già incontrati in passato ( l'alieno della mitica "Valle della luna" ed i Ghundar de "Un mondo perduto"). Comunque un'avventura da 10.

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Ciao a tutti.

 

Attendevo, dalle anteprime e dagli autori coinvolti, come tutti questa storia con molte aspettative.

Amo (culturalmente ^_-) da parecchio Boselli, e Piccinelli mi piaciucchia (mi ricorda molto il primo Villa).

 

Ma... (e ho aspettato questo secondo albo per, eventualmente, cambiare idea) questa storia mi sta annoiando parecchio. Anzi, devo ammettere di aver preso questo albo solo per non avere un buco prima della prossima storia, nella quale, a questo punto, conto molto.

 

Mi spiace, perché di elementi per piacere dovrebbero essercene molti. Eppure... non mi ha preso per nulla. Anzi, come detto, mi annoia pure.

 

Non sto a fare il mio curriculum da lettore per far capire quale "esperienza" fumettistica io abbia. Evidemente non è solo riuscita a solleticare le mie corde. Ultimamente sto apprezzando molto di più altre serie bonelliane.

 

Ah, per inciso, pure il Color mi è parso scarsino (a parte, forse, la prima storia), con esiti nelle vicende piuttosto (almeno per me) "telefonati". Che Tex non mi piaccia più? °_° 

 

Scusate tanto, Adesso potete pure lapidarmi. ^_-

 

Gianpaolo.

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Scusate tanto, Adesso potete pure lapidarmi. ^_-

 

 

Addirittura ???  Evidentemente,e tu lo affermi già,Tex non ti piace più,punto. Non è solo questa avventura,peraltro per me magnifica,che ti "annoia",ma l'intera produzione texiana. Dovresti però spiegare "cosa" ti annoia.

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Caro Havasu, "l'intera produzione texiana" mi pare un po' esagerato. ^_-

 

Sono stati questi albi (casualmente in sequenza), che non mi hanno convinto.

 

Per dire, a me il maxi di Diso (e l'ho già scritto), non mi è dispiaciuto affatto. Idem per le vecchie storie di Gianluigi Bonelli che sto rileggendo.

E come detto, attendo invece la nuova vicenda perché sono abbastanza sicuro di apprezzarla.

 

Cosa mi annoia? Mah.. difficile da spiegare. Forse tutto questo "arcano mistero", forse che preferisco le storie western alla maniera classica (eppure El Morisco l'ho sempre letto con piacere). 

Forse perché non mi piace poi del tutto il disegnatore... ma mi son ritrovato davvero a sbadigliare!

 

Tex è sempre Tex. Questa vicenda non mi è piaciuta. Punto.

Vedremo col tempo se anche il personaggio ha - per me - segnato il tempo. ^_^

 

gp

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Nessuna lapidazione, ma forse è un problema tutto tuo: cioè, è a te che, per qualche motivo del tutto soggettivo, Tex ha annoiato. Il che è, ovviamente, del tutto legittimo.

Ma questa storia, finora, è ottima: si respira l'aria delle grandi storie "misteriose" del passato, i pards sono gestiti alla grande, l'intreccio narrativo tiene incollati alle pagine... più di così non so cosa si possa chiedere :)

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Finora storia avvincente con rapidi cambi di situazione che lasciano col fiato sospeso, quasi "televisivi". Davvero ben congegnata!
Riguardo i disegni c'è poco da dire: favolosi!

Leggendo l'albo n. 650, due vignette mi hanno fatto storcere il naso...
A pag. 38 (vignetta centrale) Carson dice: "Non che CAMERA MIA sia molto meglio...[...]"
A pag. 47 (penultima vignetta), sempre Carson: "La stessa sorte doevva toccare a me! Il vermiciattolo troppo cresciuto era passato anche DA CAMERA MIA!.. ma come ne è uscito?"
icon_eek.gif Suona malissimo.. e non so nemmeno se sia corretto... che ne dite?
  • -1 1

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Finora storia avvincente con rapidi cambi di situazione che lasciano col fiato sospeso, quasi "televisivi". Davvero ben congegnata!
Riguardo i disegni c'è poco da dire: favolosi!
Leggendo l'albo n. 650, due vignette mi hanno fatto storcere il naso...
A pag. 38 (vignetta centrale) Carson dice: "Non che CAMERA MIA sia molto meglio...[...]"
A pag. 47 (penultima vignetta), sempre Carson: "La stessa sorte doevva toccare a me! Il vermiciattolo troppo cresciuto era passato anche DA CAMERA MIA!.. ma come ne è uscito?"icon_eek.gif Suona malissimo.. e non so nemmeno se sia corretto... che ne dite?



Per carità, io sono sempre stato un paladino nella salvaguardia della lingua italiana e mi vanto di cercare di usarla nel miglior modo possibile, ti do anche ragione che "la mia camera" sarebbe stato più corretto, però francamente, nel leggere questa meraviglia di avventura, soffermarsi solo su una leggera inesattezza e spendere nel tuo terzo messaggio sul Forum più parole per una critica grammaticale che per quella di contenuti mi sembra oltre che inutile anche che tu non abbia capito molto dell'utilità di intervenire nei nostri dibattiti!
E per me chiudo l'off topic.

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Anatas, io non se sia off topic, però volevo aggiungere una cosa: che i quattro pards non fanno parte dell'Accademia della Crusca! Sono quattro uomini del West abbastanza rudi, e spesso è stato sottolineato che l'unico ad avere una certa istruzione è Kit - quante volte Tex dice di saperci fare più con le pistole che coi libri?

Per cui non mi aspetto da loro un linguaggio forbito - da uno come El Morisco, che è un grande studioso, invece sì. Tanto che, se c'è un vocabolo che Boselli usa e che più o meno mi stona, è "sinché": mi sembra troppo più raffinato del più comune e plebeo "finché".

Ma insomma, queste sono proprio quisquilie :D

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Finora storia avvincente con rapidi cambi di situazione che lasciano col fiato sospeso, quasi "televisivi". Davvero ben congegnata!
Riguardo i disegni c'è poco da dire: favolosi!
Leggendo l'albo n. 650, due vignette mi hanno fatto storcere il naso...
A pag. 38 (vignetta centrale) Carson dice: "Non che CAMERA MIA sia molto meglio...[...]"
A pag. 47 (penultima vignetta), sempre Carson: "La stessa sorte doevva toccare a me! Il vermiciattolo troppo cresciuto era passato anche DA CAMERA MIA!.. ma come ne è uscito?"icon_eek.gif Suona malissimo.. e non so nemmeno se sia corretto... che ne dite?



Per carità, io sono sempre stato un paladino nella salvaguardia della lingua italiana e mi vanto di cercare di usarla nel miglior modo possibile, ti do anche ragione che "la mia camera" sarebbe stato più corretto, però francamente, nel leggere questa meraviglia di avventura, soffermarsi solo su una leggera inesattezza e spendere nel tuo terzo messaggio sul Forum più parole per una critica grammaticale che per quella di contenuti mi sembra oltre che inutile anche che tu non abbia capito molto dell'utilità di intervenire nei nostri dibattiti!
E per me chiudo l'off topic.
 

 

ah, non pensavo fosse addirittura offtopic. scusate.

 

 

Anatas, io non se sia off topic, però volevo aggiungere una cosa: che i quattro pards non fanno parte dell'Accademia della Crusca! Sono quattro uomini del West abbastanza rudi, e spesso è stato sottolineato che l'unico ad avere una certa istruzione è Kit - quante volte Tex dice di saperci fare più con le pistole che coi libri?

Per cui non mi aspetto da loro un linguaggio forbito - da uno come El Morisco, che è un grande studioso, invece sì. Tanto che, se c'è un vocabolo che Boselli usa e che più o meno mi stona, è "sinché": mi sembra troppo più raffinato del più comune e plebeo "finché".

Ma insomma, queste sono proprio quisquilie :D

si, certo, era una quisquilia, giusto per parlare. chiuso qui.

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La verità è che "in camera mia", esattamente come "in casa mia", si usa abitualmente e non ha nulla, ma proprio nulla, di scorretto. E' una corretta locuzione italiana e appartiene a tutti coloro che conoscono la lingua italiana! Di dove sei, Yeti?

Modificato da borden

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Peraltro camera a parte secondo me non è vero che El Morisco sia così marginale nell'economia della storia. Funge da motore dell'azione chiamando in causa i pards, si unisce a loro anche perchè personalmente coinvolto dalla morte di Palacio (e questo in passato e anche con GLB spesso non è successo, si limitava a chiamare in causa i pards o essere chiamato in causa da loro e ne sono venute fuori storie memorabili comunque) e nel secondo albo è lui a svelare a Tex e compagnia il mistero degli uomini serpente; il che è il suo ruolo a ben vedere, mica ci possiamo aspettare che insegua la finta monaca sul tetto del vagone e la impiombi al posto dei pards :lol2:

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SPOILER    SPOILER   SPOILER     Un  Kit veramente degno del padre e dello zio Kit.  Ha intuito la richiesta d' aiuto della suora, salvato i compagni dai serpenti e la scena mi ha ricordato a parti inverse "Giungla crudele", quando è Tex a sparare al serpente, facendo una "basetta" al viso del figlio, e poi ha anche intuito che la falsa suora aspettava sul tetto del treno per colpire; anche poi alla villa si muove con intuito, accortezza e il solito coraggio.   La scena della "mitragliatrice umana" è stata una meraviglia, padre e figlio perfettamente sincronizzati ( mi vengono in mente le esibizioni di nuoto sincronizzato) nella mente prima che nei grilletti, colpiscono le stesse parti dei draghi senza parlarsi e senza accordarsi, è la loro mente che agisce all'uninsono e colpiscono insieme, non c'è la prevalenza del padre sul figlio, anzi la strategia (a te la destra, ame la sinistra) la decide Kit. Si ha l' impressione che di questi esercizi, nel tempo libero alla riserva navajo, ne facciano per così e non solo per esercizio ma perché ci si divertono proprio!  E penso che Boselli si diverta anche lui a scriverla, non solo noi a leggerla. Sono questi i momenti in cui i nostri ci sembrano personaggi reali, non di fantasia.    Le battute tra Kit e zio Kit sono uno spasso. Da tutto questo rivedo il Kit degli esordi, ma meno imprudente, è un giovane avventuroso ma ormai maturo, che, come il padre, ragiona prima di agire, anche se, come disse Tiger qualche episodio fa, ragiona e agisce molto velocemente.     I personaggi antagonisti molto ben caratterizzati, la loro forza è l'inganno e la conoscenza del terreno di gioco, oltre ai misteriosi alleati di cui spero Morisco ci svelerà i reconditi peccati. Ho una grossa preoccupazione sul futuro di Leonora, la sua malattia sembra genetica, quindi la sconfitta dei malvagi non toglierà il male, per cui o Morisco trova un antidoto o purtroppo per lei c'è solo una fine eroica (sacrificarsi per salvare uno dei pards ) o tragica, (uccisa per vendetta e sbaglio dai parenti). E  padre e fratello che non abbiamo ancora visto quale ruolo giocheranno? vittime o carnefici? Ancora tre settimane di attesa, per fortuna in questo periodo abbiamo molti altri impegni piacevoli ( ovvero il menù delle feste).

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Leonora...

 

 

... mi sa che...

 

 

...sbaglierò...

 

 

...ma non è la prima volta che i nostri si fanno incantare dal sesso debole...

 

Dimentichi che...

 

... questa è una storia di Boselli e...

 

... nelle sue storie raramente le donne sono cattive. :D  :D  :D

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Una storia sontuosa. C'è tutto quello che vorrei in un'avventura di Tex. Cito a caso... antagonisti più che mai interessanti, presenza degli amici storici, ambientazione inconsueta, trama lineare, pards in primo piano, elementi fantastici e inquietanti, un soggetto come ne nascono pochi, buoni disegni, eccellenti copertine, capovolgimenti di fronte, Kit Willer che ci prova anche con una suora  :D bravi Boselli e Piccinelli (& Villa), grazie per questa storia!

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Leonora...

 

 

... mi sa che...

 

 

...sbaglierò...

 

 

...ma non è la prima volta che i nostri si fanno incantare dal sesso debole...

 

Dimentichi che...

 

... questa è una storia di Boselli e...

 

... nelle sue storie raramente le donne sono cattive. :D  :D  :D

 

 

Si, ma...

 

...stavolta la donna in questione si sta trasformando...

 

...in vipera...

 

... e le femmine per istinto sono portate alla salvaguardia della specie...

  • +1 1

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Si, ma...

 

...stavolta la donna in questione si sta trasformando...

 

...in vipera...

 

... e le femmine per istinto sono portate alla salvaguardia della specie...

 

Il tema è interessante non tanto per il voltafaccia che preventiva NK e che comunque non avremo. In questo stesso forum Mauro Boselli diversi anni fa aveva spiegato come lui ritenesse impossibile cambiare, nella storia in corso, l'identità positiva, o negativa, di un suo personaggio. E' un assioma. Per cui se a pagina X sta scritto a chiare lettere che nella famiglia Diago, Lenora e il padre - non a caso entrambi restano chiusi a chiave nei rispettivi appartamenti - sono dei "buoni", non potremmo mai avere una repentina trasformazione, perché sarebbe un inganno "letterario" perpetrato ai danni del lettore. Non è nello stile di Boselli, che nelle sue storie si diverte un mondo a lasciare, infatti, disseminati tutta una serie di indizi convergenti che operano in maniera latente, e che in linea teorica dovrebbero orientare la nostra lettura, ma che spesso passano invece inosservati se la lettura è disattenta.

 

Il tema è interessante, dicevo, per un altro ordine di motivi. Lenora è malata. Lenora si configura poi come la donzella da mettere in salvo. Tex, e non il dottor Palacio, provvederà, come sempre, a fare piazza pulita della famiglia Diago. Più difficile sarà il compito del Morisco, definito come l'unico in grado di salvare Lenora dal suo destino. A questo mira palacio nella sua folle e sfortunata corsa verso Pilares. Ma la ragazza potrebbe anche non essere "guarita". L'origine del suo male è infatti genetico, non bastano delle erbe e degli intrugli per operare il miracolo.

 

Questo è un punto di svolta fondamentale. O Morisco (cioé Boselli) escogita un sistema per cui Lenora ritorna "normale" oppure la sua figura di grande medico ne esce ridimensionata.

 

Se è vera la seconda ipotesi, ovvero che Morisco non può niente oppure può al massimo fermare gli effetti devastanti della malattia, ad intervenire come ultimo attore del dramma deve essere Tex, con la sua colt.

 

Spiego meglio questo concetto. Lenora è buona e resterà buona. Ma come dice NK è donna e quindi anche possibile "vipera", ovvero la sua progenitura, che nessuno può escludere a priori, potrebbe rivelarsi di natura evidentemente malvagia, come del resto sono tutti gli altri componenti della famiglia Diago e gli altri della stirpe dell'abisso, in linea decisamente maggioritaria.

 

Può Tex far affidamento sul buon senso della ragazza, una volta che apparentemente guarita, resterà condannata alla castità ? Può Tex far affidamento sul suo infallibile sesto senso ? Si rimetterà anche questa volta la decisione finale ai voti ?

 

Concludendo, Lenora morirà per mano degli antagonisti, perché nessuno dei nostri può usare la violenza contro di lei. Ma sarà sempre una sconfitta per chi era stato chiamato a soccorrerla, a meno che non si dia la morte di sua mano.

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