Voto alla storia  

60 voti

  1. 1. Qual'è il tuo voto alla storia?

    • 10 - Capolavoro
      8
    • 9 - Eccellente
      22
    • 8 - Ottima
      14
    • 7 - Buona
      11
    • 6 - Sufficiente
      2
    • 5 - Mediocre
      2
    • 4 - Scarsa
      0
    • 3 - Insufficiente
      0
    • 2 - Vergognosa
      0
    • 1 - Impubblicabile
      0


Messaggi consigliati/raccomandati

Su Sandoral restano tutti i misteri, chi diamine é costui ? partendo da questo presupposto, Boselli avrà modo di riprendere la sua figura in una o più storie successive in cui cercherà di vendicarsi oppure, con opportuni flshback, di narrare le proprie origini. Se Boselli non lo fa, questa storia perde automaticamente uno o due punti di interesse.

 

Per me li perde già ora, perchè i rimandi vanno bene ma qualcosa mi devi dire nella storia in corso.

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Finale letteralmente col botto per questa storia, in cui veniamo a conoscere gli ultimi ^anelli mancanti^ della famigliola "strisciante" che
 
SPOILER
 
si rivelano quasi sclavianamente i più umani.
Mentre su Sandoral, emissario di Hapikern, rimane la giusta patina di mistero, sperando che Boselli recuperi il bastardone coi suoi accoliti in una storia successiva.
Anche per me -e le mie peraltro scarse conoscenze- una tara ereditaria come quella dei Diago non si può curare con delle trasfusioni stile vaccinazione, quindi povera doña Leonora!

 

Disegni dinamici ma nel contempo puliti di Piccinelli, di grande leggibilità e suggestione.

 

Insomma

 

TESTI 9

DISEGNI 9,5

 

Dissi.

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Non sono d'accordo invece quando definisci "banalotto" il rimedio proposto dal Morisco: mi pare che la "maledizione" della famiglia Diago nasca dal mescolare il proprio sangue con quello della famosa stirpe dell'abisso, quindi trovo la soluzione di Boselli accettabile e coerente. L'unica alternativa secondo me era sacrificare la bella Leonora, ma sarebbe stato un peccato (gia' le morti di Victor e del figlio Sebastian bastano).

 

Vorrei sentire a questo punto l'esperto natural killer che da quanto mi è sembrato di capire non è estraneo alla materia. Il sangue di per se può portare a un'infezione, non alla trasformazione di un essere umano in rettile. Se è immaginabile una manifestazione cutanea che porta la pelle della persona ormai infetta a somigliare a un rettile, ciò che si riscontrerebbe per esempio nella legione dei peones trasformati, gli occhi a lamella di Sandoral e la sua capacità di vedere tramite e/o di  comunicare con normalissimi rettili ha un'origine senz'altro più complessa. Difficilmente, insomma, delle trasfusioni potrebbero portare alla perfetta guarigione della bella Leonora che è nata contaminata e che non è vittima di nessun contagio posteriore. Su Sandoral restano tutti i misteri, chi diamine é costui ? partendo da questo presupposto, Boselli avrà modo di riprendere la sua figura in una o più storie successive in cui cercherà di vendicarsi oppure, con opportuni flshback, di narrare le proprie origini. Se Boselli non lo fa, questa storia perde automaticamente uno o due punti di interesse.

 

Ovviamente siamo nel regno del puramente fantastico (a proposito, finalmente una storia dove il soprannaturale rimane soprannaturale vero fino alla fine!), quindi non possiamo pretendere che tutto sia convincente fino in fondo, pero' e' bene che la storia abbia comunque una sua coerenza interna. Potremmo ad esempio pensare che il sangue di Leonora sia irrimediabilmente infetto, ma che periodiche trasfusioni possano "diluire" il suo sangue malato e attenuarne o eliminarne i sintomi. Lasciamo la parola all'ematologo del forum a questo punto!

 

D'accordissimo con te invece sul fatto che rimangono dei punti oscuri sui misteriosi poteri di Sandoral, piacerebbe anche a me che Boselli lo riprendesse in futuro per darci qualche spiegazione in piu' (e credo che con il finale che ha scelto si sia voluta lasciare aperta questa possibilita'). In un topic di qualche tempo fa ci chiedevamo se potesse nascere un nuovo arcinemico per Tex, chissa' se Sandoral non possa ricoprire questo ruolo (anche se, al momento, mi sembra avere caratteristiche troppo simili a quelle di Mefisto e Yama).

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S P O I L E R

 

S P O I L E R

 

S P O I L E R

 

Ragazzi, io non so postare le immagini. Apro facebook e, tra i post di Tex - Sergio Bonelli Editore, c'è l'albo di questo mese aperto all'inizio della nuova storia Luna Insanguinata.

 

Il commento è "Nel numero in edicola inizia la nuova storia di Boselli e Mastantuono." 

 

Peccato però che sia ben visibile, oltre che la prima tavola della nuova storia, anche l'ultima della vecchia!!! E qui si vede chiaramente una ragazza (sana) che non può che essere la guarita Leonora!!! Ma io non ho letto l'albo di questo mese... è un dannatissimo SPOILER  :craniate:  :craniate:  :craniate:

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SPOILER SPOILER SPOILER Tex non la fa passare liscia al serpentone, come anche Kit teme, e gli scaraventa dietro due bei candelotti di dinamite che fanno crollare i sotterranei. Veramente pensavo distruggesse tutta la villa, ma poi Leonora sarebbe rimasta senza un tetto, una volta guarita con le trasfusioni di sangue da Morisco e dai pranzetti di Eusebio, anzi spero che in futuro Morisco ne dia notizie ai nostri, continuerà la produzione della canna da zucchero che dà sostentamento ai peones o tornerà al teatro? Il finale mi è piaciuto, oltre alla dinamite, perché si salvano solo Leonora, che non conosceva i segreti di famiglia, ed Hernan troppo giovane, oltre che stupido e arrogante, per pagare con la morte, gli altri anche se vittime, Victor e Sebastian, in qualche modo , anche se controvoglia, avevano collaborato, o per lo meno non avevano ancora ostacolato Sandoral, e proprio la speranza che Leonora possa guarire fa contrapporre Victor al maligno e Sebastian che si immola per uccidere Sandoral è eroismo puro. Non credo che Sandoral sia recuperabile per il futuro, è stato un forte avversario, con poteri soprannaturali, ma solo per una storia, di Mefisto a parer mio uno è già troppo. I nostri sono eccezionali, Carson spavaldo e Tiger angelo custode, con un Kit che lotta alla disperazione e strappa le cinghie con i piedi, degno figlio di suo padre, il quale riconosce che non se la cavava poi tanto male. Una bella storia, misteriosa e avvincente, ma la terapia Tex, piombo e dinamite, risolve ogni mistero e anche Morisco, prospettando la guarigione di Leonora, ha contribuito alla risoluzione, motivando la ribellione di Victor. Che dire dei disegni? SPLENDIDI, persino i mostri sembravano belli e per fortuna che è fantasia, perché pensare alla fine che i Diago facevano fare ai servi ribelli, viene rabbia. E la raffigurazione di Victor ha ancora qualcosa di umano, quasi un'austera bellezza, forse la bontà d'animo allegerisce la maledizione. In questo caso l'assunto greco bellezza-bontà è rovesciato. Abbiamo concluso il 2014 e iniziato il 2015 alla grande!, come l'anno scorso, e se tanto mi dà tanto, continua così Mauro!

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SPOILER 

 

 

Bella storia veramente.

Ma il mio voto è un 9 solo per il fatto che si conclude un po troppo in fretta senza dare spiegazioni.

Voto massimo invece ai disegni.

 

Riguardo ai vari nuovi personaggi e alla loro sorte e ruolo:

- DOTTOR SANDORAL: Mi sarebbe piaciuto conoscerlo meglio ma in fondo la sua uscita di scena lascia sperare la possibilità di ritrovarselo in un'altra storia in futuro. Devo ammettere che fino al secondo albo non sospettavo neanche che fosse lui a capo di tutto visto che fino a che non viene smascherato da Leonora il suo ruolo pareva addirittura marginale ma forse era prevedibile.

 

- LUCAS DIAGO: Pienamente azzeccato il suo ruolo. Sempre sinistro e con un atteggiamento viscido. Mi piace molto il modo in cui viene eliminato dal giovane Willer.

 

- VICENTE DIAGO: Il suo ruolo sembrava a dire il vero un po troppo di peso all'interno della serie come se il fratello Henan avesse bisogno di una spalla, ma forse era utile. La sua trasformazione forse è stata eccessivamente veloce un po alla Zagor. Non mi è dispiaciuto però come è stato eliminato per errore dal fratello Hernan.

 

- LEONORA DIAGO: Peccato che il suo sia stato un ruolo quasi solo da spettatrice eccezion fatta della liberazione di Kit Willer. Un po banale il metodo proposto da Morisco per curarla.

 

- VICTOR DIAGO: A mio parere giusto il momento in cui entra in scena ed eroica la sua morte mentre difende la figlia. Alla fine decide di usare il suo lato migliore.

 

- SEBASTIAN DIAGO: Molto ben riusciuto. Non delude affatto nell'aspetto perché come già si presumeva è il più colpito dal marchio dei Diago. Mi dispiace però per la sua uscita di scena e per le pochissime vignette in cui compare. Spero di poterlo incontrare di nuovo in futuro, in fondo era tra i buoni: come dice Morisco a Carson " I più mostruosi d'aspetto non erano i peggiori d'animo..". Il mio personaggio preferito e che più speravo di fare conoscenza.

 

- VECCHIO PEONES: A dire il vero si contraddice un po: nel primo albo quasi deride il dottor Palacio mentre nel secondo si dice pentito di avergli portato sfortuna. Utile nella storia un personaggio come il suo che funge da saggio.

 

- IL PEONES CHE STA CON IL VECCHIO: Insomma. Prima fa tanto la voce grossa e poi non lo si vede in azione quasi per niente.

 

- IL SERPENTONE: Magnifica raffigurazione. Peccato non si sappia se sia morto o meno. Secondo me lo si poteva far morire in un modo più visto da vicino.

 

- RAMON: Secondo me un po di peso nella storia ma forse utile come esca per i l'attacco dei serpenti corallo sul treno.

 

- PALACIO E GUZZMAN: Ottimi ruolo e personaggi chiave.

 

- MAGGIORDOMO PABLO: Da come si comportava all'inizio non pensavo che stesse dalla parte dei Diago (forse perché parlava con Palacio) ma alla fine...

 

- CREATURE DELL'ABISSO: Compaiono troppo poco come altri e si vedono pochissimo in azione, anzi a parte il morso a uno dei peones non arrivano a far quasi niente. Inoltre non si sa da dove provengano (forse sono gli ultimi esemplari purissimi). Disegnati benissimo.

 

 

 

 

Detto questo scusate se ho esagerato con i personaggi ma mi piace fare così.

 

Correggetemi se ho detto qualcosa di sbagliato.

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Insomma i primi due albi sono stati davvero superbi

Piccinelli ai livelli del Villa della Tigre Nera

il finale un pò scontato ma accade spesso quando si toglie il sipario

personalmente avrei reso hapikerniano kit willer con punturone

quello sarebbe stato un finale davvero a sorpresa con strascichi futuri...

per esempio un figlio con leonora durante la convalescenza a casa del morisco

naturalmente serpentato anche lui che diventa arcinemico del nonno!!!

 

p.s. in caso boselli voglia arruolare il mio genio alla sceneggiatura lo faccio anche gratis

giusto un rimborsino delle spese postali magari eheh

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Non sono d'accordo invece quando definisci "banalotto" il rimedio proposto dal Morisco: mi pare che la "maledizione" della famiglia Diago nasca dal mescolare il proprio sangue con quello della famosa stirpe dell'abisso, quindi trovo la soluzione di Boselli accettabile e coerente. L'unica alternativa secondo me era sacrificare la bella Leonora, ma sarebbe stato un peccato (gia' le morti di Victor e del figlio Sebastian bastano).

 

Vorrei sentire a questo punto l'esperto natural killer che da quanto mi è sembrato di capire non è estraneo alla materia. Il sangue di per se può portare a un'infezione, non alla trasformazione di un essere umano in rettile. Se è immaginabile una manifestazione cutanea che porta la pelle della persona ormai infetta a somigliare a un rettile, ciò che si riscontrerebbe per esempio nella legione dei peones trasformati, gli occhi a lamella di Sandoral e la sua capacità di vedere tramite e/o di  comunicare con normalissimi rettili ha un'origine senz'altro più complessa. Difficilmente, insomma, delle trasfusioni potrebbero portare alla perfetta guarigione della bella Leonora che è nata contaminata e che non è vittima di nessun contagio posteriore. Su Sandoral restano tutti i misteri, chi diamine é costui ? partendo da questo presupposto, Boselli avrà modo di riprendere la sua figura in una o più storie successive in cui cercherà di vendicarsi oppure, con opportuni flshback, di narrare le proprie origini. Se Boselli non lo fa, questa storia perde automaticamente uno o due punti di interesse.

 

Ovviamente siamo nel regno del puramente fantastico (a proposito, finalmente una storia dove il soprannaturale rimane soprannaturale vero fino alla fine!), quindi non possiamo pretendere che tutto sia convincente fino in fondo, pero' e' bene che la storia abbia comunque una sua coerenza interna. Potremmo ad esempio pensare che il sangue di Leonora sia irrimediabilmente infetto, ma che periodiche trasfusioni possano "diluire" il suo sangue malato e attenuarne o eliminarne i sintomi. Lasciamo la parola all'ematologo del forum a questo punto!

 

D'accordissimo con te invece sul fatto che rimangono dei punti oscuri sui misteriosi poteri di Sandoral, piacerebbe anche a me che Boselli lo riprendesse in futuro per darci qualche spiegazione in piu' (e credo che con il finale che ha scelto si sia voluta lasciare aperta questa possibilita'). In un topic di qualche tempo fa ci chiedevamo se potesse nascere un nuovo arcinemico per Tex, chissa' se Sandoral non possa ricoprire questo ruolo (anche se, al momento, mi sembra avere caratteristiche troppo simili a quelle di Mefisto e Yama).

 

 

Mi ero ripromesso di astenermi dal commentare questo aspetto del sangue dal punto di vista biologico.

 

Devo dire prima di tutto che dal punto di vista narrativo e sotto un aspetto puramente di fantasia, la soluzione trovata è sicuramente la più efficace.

 

NOTE TECNICHE

Chiaramente in realtà non è possibile creare organismi ibridi o chimerici, né tramite una contaminazione ematica, attraverso la quale si possono trasmettere infezioni in grado di indurre malattie, ma non certo trasformazioni dell'aspetto fenotipico, né attraverso fecondazione, naturale o in vitro (in laboratorio) di gameti appartenenti a specie differenti. Appare quindi oggi inverosimile  la commistione tra uomo e rettile, sia genetica che attraverso trasfusione eterologa. La trasfusione è possibile solo tra individui della stessa specie che presentino compatibilità di gruppo sanguigno o da donatori universali 0 Rh neg, in ogni altro caso si concretizza una reazione trasfusionale che, oltre a mettere a repentaglio la vita del ricevente, produce una distruzione del sangue incompatibile mediante reazione emolitica, oltre all'intervento delle mie care cellule natural killer che provvedono a eliminare gli "intrusi" . Questo anche nel caso del sangue verde della stirpe dell'abisso. A proposito ricordo che il sangue è sempre rosso in quanto il colore è determinato dalla presenza del pigmento emoglobinico legato all'ossigeno e tende a diventare più scuro dopo la cessione dell'ossigeno ai tessuti.

FINE NOTE TECNICHE

 

Detto questo, se ci spostiamo in un'opera di fantasia e vogliamo godere appieno lo sviluppo della storia, nel momento in cui accettiamo che la stirpe dell'abisso derivi da un incrocio tra uomo e rettile avvenuto sia mediante fecondazione eterologa, sia attraverso contaminazione per via ematica, possiamo considerare assolutamente plausibile anche l'approccio terapeutico ipotizzato da El Morisco per la cura di un processo di trasformazione in atto non ancora irreversibile.

 

Relativamente a Sandoral è un personaggio che possiede ancora molte potenzialità e non mi stupirebbe affatto in futuro leggere del suo ritorno.

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L'ho letta oggi, tutto d'un fiato, e mi ha esaltato! Una storiona davvero mozzafiato eusa_clap.gif

 

E ho la sensazione che il finale possa portare a dei risvolti futuri... Voglio sperare che Sandoral, del quale non sappiamo praticamente ancora nulla, sia riuscito in un qualche modo a salvarsi... eusa_whistle.gif

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Letta finalmente oggi.

 

 

S P O I L E R

 

Finale veloce, ma degno della storia: pirotecnico, avvincente, accattivante. Tutta la parte ambientata nell'inferno è superba, e non sono d'accordo con Jack65 quando nota la sproporzione tra l'intero albo dedicato alla villa-palazzone e le 40 pagine dedicate all'inferno. La fase nella villa-palazzone serve a creare la giusta dose di suspence e di mistero, ed è giusto quindi che sia più lenta della parte finale, dove infuria la lotta e non si può star tanto lì a riflettere. La villa-palazzone del secondo albo desta curiosità per il mistero, la parte all' "inferno" è adrenalina pura ed è fisiologico che bruci più in fretta. Bellissima la sequenza in cui Tex cade addormentato dopo aver innescato la dinamite, grande la parte giocata da Kit Willer, ottimamente rappresentate da un punto di vista grafico le creature dell'abisso, la cui ripugnanza è una nota di vero merito per il disegnatore.

 

In un mio precedente post avevo ipotizzato anch'io che Victor e Sebastian fossero dalla parte dei buoni. Non era proprio così, perché Victor contribuisce (o quantomeno è inerte) ad imprigionare Kit, Morisco ed Eusebio. Non un buono dall'inizio, quindi, ma un personaggio tormentato, che, consapevole dell'amaro destino della propria famiglia, assiste senza intervenire ai rituali del fratello: pensateci bene, Kit si salva da solo, e il buon Victor non avrebbe fatto nulla per salvarlo. Dice al fratello che non vuole macchiarsi dei suoi delitti, ma poi assiste, molto pilatescamente, al rituale di trasformazione. Victor quindi non vuole opporsi a suo fratello, non vuole fermare il sacrificio di Kit ed Eusebio. Trova il coraggio solo dopo, quando Morisco gli fa balenare l'idea che forse si può fare qualcosa per combattere la maledizione. Molto egoistica, quindi, la sua conversione al mondo dei buoni. Più tardi, però, si scopre che suo figlio Sebastian era stato da lui preparato ad uccidere Sandoral: aveva quindi premeditato tutto, anche prima dell'arrivo degli stranieri. Personaggio quindi con luci e ombre, vuole opporsi a Sandoral ma è indeciso, irresoluto, di fatto non fa nulla per salvare i pards ed anzi vuole che anche sua figlia Leonora assista al rituale così da comprendere appieno la propria natura. Fino a un minuto prima vuole rendere consapevole Leonora della sua natura, un minuto dopo si oppone a quella stessa natura con tutte le sue forze e con suo figlio già ben addestrato. L'ho trovata una bella contraddizione, questa parte, ma ciononostante ritengo che la figura di Victor non ne sia sminuita: è un indeciso, difetta evidentemente anche di coraggio, ma alla fine trova la forza di fare ciò che in cuor suo aveva sempre agognato, e cioé fermare quella stirpe cui lui stesso apparteneva. Significativo è che si serva di suo figlio Sebastian, colui che probabilmente più di tutti deve soffrire della maledizione, visto che è il più colpito da quella che non può non sembrargli una tremenda malattia, per lui totalmente devastante. Ed in questo senso è spiegabile anche il suo sacrificio: si uccide perché per lui la vita in quelle condizioni è intollerabile. 

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Bravo, Leo! Hai espresso molto bene ciò che anche io penso e non sono riuscita a esprimere con la tua chiarezza.

 

Grazie per l'apprezzamento, Betta, ma anche tu eri stata chiara. Mi è piaciuto il rimando all'assunto greco, che valeva ovviamente per il solo Sebastian, non per Victor, la cui "austera bellezza" mi ha ricordato una volta di più (ma forse la mia è proprio una mania) la bellezza di Dracula (faccio riferimento ai miei primi post di questa storia) .

 

 

Pensavo piuttosto di mandare da Waco i figli di Hapikern superstiti...

 

Anche questo sarebbe un bel finale alternativo :D

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Pensavo piuttosto di mandare da Waco i figli di Hapikern superstiti...

Hahahaha buona idea!

 

Sarebbe interessante invece, visto che che Boselli ne sarebbe capacissimo, un ritorno del Dottor Sandoral, visto che quando abbiamo finali come il suo gatta ci cova.

Se dovesse essere così Boselli è stato capace di creare un nuovo nemico veramente ottimo, non certo ai livelli di Mefisto ma un nemico che potrebbe fare almeno un'altra o un'altro paio di interessantissime apparizioni.

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Storia davvero spettacolosa; per la vicenda in sé, per i disegni e anche per un paio di motivi che dirò poi.

 

L'importanza della storia risiede anzitutto nel fatto che, dopo il passo falso di Faraci nell'episodio precedente, conferma quanto di buono visto negli ultimi tre anni: una serie di avventure sempre più entusiasmanti, in cui Boselli dimostra il raggiungimento di una seconda giovinezza texiana; ciò, unito al suo nuovo ruolo di curatore non può che far apprezzare quanto di buono visto negli ultimi anni e, ancor di più, suscitare grandi aspettative per il futuro.

 

La vera rivelazione della storia è, per me, soprattutto il primo albo: un ritmo perfetto, né lento, né troppo rapido, con una serie di incastri narrativi riuscitissimi e lo sviluppo di un'atmosfera inquietante e suggestiva. Lascia magari un po' interdetti la nuova rivelazione sulla composizione etnica della famiglia di Eusebio, che anche fisicamente, nonché nelle sue apparizioni passate, è caratterizzato come azteco; ma tant'è, non pesa molto. Col secondo albo la vicenda cala un poco, risolve qualche passaggio un po' sbrigativamente (lo sterminio dei peones ribelli), ma mantiene ugualmente una fortissima inquietudine con i nuovi colpi di scena e il rientro di Leonora. Il terzo albo (o meglio: una frazione di terzo albo) cala ancora un poco, per colpa di nemici che al momento cruciale si rivelano meno coriacei di quanto ci si poteva aspettare: i figli di Hapikern in particolare vengono sconfitti molto facilmente, mentre Sandoral si rivela, a mio parere e a differenza di quanto sembrato ad altri, un avversario che gioca bene le proprie carte fino all'ultimo.

Un andamento in calando, quindi, che magari si sarebbe giovato di qualche pagina in più da dedicare alla lotta contro i figli di Hapikern; ma il livello si mantiene molto buono, sempre entusiasmante e mai noioso.

 

Una costante di questa storia risiede inoltre nella peculiarissima caratterizzazione dei pards, che Boselli mette sempre meglio a fuoco e in cui negli ultimi tre anni ha raggiunto un'incredibile stabilità: Carson è, a tutti gli effetti, un incrocio fra il Carson più buffo (con le lamentele che non scalfiscono però in alcun modo il suo carisma) e il Tex di GLB. Fateci caso: il Tex di Boselli è sempre uguale a sé stesso, pacato, freddo; la componente sanguigna e sbruffona del Tex di GLB è affidata a Carson.

Una soluzione che, attestato il Tex di GLB non essere più nelle corde di nessuno, risulta soddisfacente. Fa soprattutto piacere che Boselli abbia negli ultimi anni messo a fuoco l'aspetto (la caratterizzazione rispettiva di Tex e Carson) che costituiva forse l'unica debolezza della sua scrittura.

 

Mi diverte poi segnalare un paio di aspetti del tutto secondari, ma che mi hanno mandato in brodo di giuggiole: il riferimento ad Hapikern, in particolare, mi sarà utilissimo per la tesi magistrale a cui sto lavorando, dato che non conoscevo in alcun modo il mito e apre al mio studio prospettive interessanti; poi, il riferimento ai Naga indiani, dato che per la suddetta tesi mi sto occupando del Mahabharata, mi ha ovviamente fatto sorridere!

 

Piccinelli si dimostra sempre più valido compagno di strada per noi lettori. Forse il suo tratto soffre di una certa pesantezza non rintracciabile nel modello villiano, ma il fascino della storia è dovuto in buona parte anche alle sue azzeccatissime messe in scena. E la sua Leonora Diago è creatura squisita, resa ancora più tragica nel suo progressivo disfarsi.

Trovo abbastanza pretestuose le osservazioni sulle braccia corte dei suoi personaggi. Al di là del fatto che manco me ne sono accorto: ma davvero stiamo qui a esaltare il Tex deforme di altri disegnatori e poi facciamo le pulci a Piccinelli? Ricordo che, quando facevo notare le impossibilità anatomiche e le imprecisioni di Mastantuono ne "I giustizieri di Vegas", Paco Ordonez mi rispose: "L'importante è che i disegni diano l'idea". Ebbene, i disegni di Piccinelli mi danno una splendida idea!  :D

 

Come voto globale alla storia do otto: mi ha appassionato moltissimo, ma rivedo un poco il voto al ribasso per il progressivo calando della vicenda; fermo restando che "La stirpe dell'abisso" rimane, per me, la più bella storia dell'anno insieme a "Giovani assassini". Forse anche migliore. Una meravigliosa conferma che il mito di Tex non solo prosegue, ma è anche in ottime mani.

 

 

P.S.: dato che il buon Waco Dolan ha suscitato la divertita risposta di Boselli, anch'io propongo un finale alternativo. Credo che avrebbe avuto un grandissimo impatto Leonora Diago che, al termine di tutta la vicenda, si suicida per porre fine alla propria maledizione; ma, avendo molto amato il personaggio, sono contentissimo che il finale architettato da Boselli l'abbia lasciata in vita e anche con qualche indizio per un futuro ritorno.

 

P.S.2: si parla tanto di storie breve, sperimentazioni, etc. Per me la più bella storia breve dell'anno texiano è stata pubblicata sulle pagg. 28-53 del n. 649.

Modificato da virgin

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Io ho detto che le braccia dei personaggi sono spesso troppo corte, ma non credo sia una critica pretestuosa. Ho segnalato questo difetto dopo aver specificato quanto abbia trovato stupendi i disegni, la caratterizzazione dei personaggi, le ambientazioni e gli elementi horror; Piccinelli segue le orme di Villa ed il suo tratto è uno di quelli che preferisco, peccato soltanto per quel piccolo difetto delle braccine, a mio parere assai visibile, che non inficia certo una maestria grafica da 8.5 buono

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Concordo su tutto ciò che dici, Chinaski. Sinceramente non mi riferivo a te, che giustamente contestualizzi il difetto e gli dai il giusto peso all'interno del lavoro di Piccinelli: ai tempi dell'uscita del primo albo ho letto, non ricordo più dove, ma certo non su questo forum (che ancora non avevo ritrovato), commenti decisamente ingenerosi verso il bravissimo Alessandro.

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Ho letto la recensione e mi si è rovinata la giornata. Ma chi le scrive? Vorrei tanto conoscerlo :angry: ......e l'espressione dello smiley sta a dimostrare la mia più totale disapprovazione per l'articolo.

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Il mio voto finale è 8,5,arrotondato a 9. Sicuramente "La stirpe dell'abisso" divide la palma,con Giovani assassini,di miglior storia del 2014. La recensione di Oliva/Vindex,che spesso abusa di qualcosa,soprattutto del suo evidente livore nei confronti di Boselli,non è sballata al 100%,ma,purtroppo,è talmente intrisa di malanimo da risultare inattendibile. Alcune sue argomentazioni,peraltro già ampiamente sviscerate sul Forum da me e molti altri (Anatas,Natural,Gianbart,Ymalpas ecc.),riguardo ad Eusebio Atzeco/Maya (forse la cosa che personalmente ho trovato più fastidiosa perchè priva di senso),alla mancanza di un qualsiasi riferimento ai Ghundar,ad El Morisco un po' soprammobile ed al finale (che novità) forse troppo frettoloso,hanno fatto scendere a quasi 9 il mio iniziale ed entusiastico 10. Resta nella memoria una bella avventura che riletta,di qui a qualche tempo,tutta in un fiato mi riserverà sicuramente nuove emozioni. E chi dice,poi,che Hapikern & co. siano ritornati tutti nel loro inferno ?

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L'avversione dei critici di Ubc all'autore Boselli e' ormai degenerata a tal punto che, invece di leggere la recensione di una storia a fumetti, uno si trova a leggere un'astiosa invettiva contro il lavoro del curatore della testata.

Gli argomenti sono i soliti, ormai letti e riletti decine di volte. Che Boselli non scriva come GLB e' un fatto, credo, incontestabile. Ha il suo stile, diverso da quello del creatore del personaggio, e non vi rinuncia; e credo che sia giusto che non snaturi il suo modo di scrivere cercando di emulare quello del predecessore. Forse critichiamo Piccinelli perche' i suoi disegni non sono uguali a quelli di Galep? L'importante e' che Tex non diventi qualcosa di diverso, cosa che io, a differenza dei detrattori, non penso che sia vera. Io, durante la lettura di questa storia (e delle storie di Boselli, in generale), mi sono divertito, ne esco soddisfatto, e non avverto una discordanza col personaggio originario che mi faccia storcere il naso. Parlare di "aberrazione di un piccolo patrimonio a fumetti", questo si' che e' aberrante, quando il curatore sta rilanciando la testata con storie di ottimo livello dopo gli anni di mediocrita' che abbiamo passato. Questa storia non e' un capolavoro, ma rimane comunque una storia eccellente.

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      Periodicità mensile: Gennaio, Febbraio e Marzo 2015
       
       
       
       
      In Texas, la Luna piena colore del sangue annuncia la scorreria notturna di un predone, Il comanche Charvez, tornato dalla morte per riprendere con se il figlio quindicenne Daniel, cresciuto con la madre Ada e il patrigno Rick, vecchi amici di Tex. Il ranger si mette sulle sue tracce!
       
       
       
       
       
      © Sergio Bonelli Editore
       
       
       
       
          
    • Da Sam Stone

       
       
       
      Torna la formula autunnale del Color Tex: quattro episodi completi, tutti a colori! Color Tex
        Stelle di latta e altre storie Uscita: 20/11/2014
      Copertina: Giulio De Vita
      Il sesto numero della serie di Color Tex ripresenta l'originale formula che ha riscosso immediato successo con il n. 4: quattro episodi completi, interamente a colori, ognuno relizzato da autori differenti, molti al loro esordio con le storie del Ranger!
       
      Stelle di latta
      Soggetto e sceneggiatura: Michele Medda
      Disegni: Michele Benevento
      Colori: Oscar Celestini
       
      C’è chi è onorato di servire la Legge e chi getta la propria stella nella polvere...
       
      Incontro a Tularosa
      Soggetto e sceneggiatura: Moreno Burattini
      Disegni: Giuseppe Camuncoli
      Colori: Beniamino Delvecchio
       
      Tre uomini si danno appuntamento con la morte in un pueblo del Nuovo Messico...
       
      Nel buio
      Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
      Disegni: Luca Rossi
      Colori: Romina Denti
       
      È peggiore il buio della solitudine o quello sordo e cieco del pregiudizio?
       
      Randy il fortunato
      Soggetto e sceneggiatura: Roberto Recchioni
      Disegni: Andrea Accardi
      Colori: Oscar Celestini
       
      Aveva la fortuna delle canaglie.. sinché Tex non diventò la sua ombra!...
       
       
      Tavole in anteprima:
       


       
      Testi e immagini sono Copyright Sergio Bonelli Editore
    • Da Sam Stone




      Soggetto: Mauro Boselli
      Sceneggiatura:Mauro Boselli
      Disegni di:Lito Fernandez
      Copertina: Claudio Villa

      A Sitka, nei fiordi dell'Alaska, un'incomprensione tra la pittoresca ciurma di capitan Roscoe e i Tlingit del sakem Kowee ha scatenato un'autentica guerriglia, nella quale sono coinvolti anche Gros-Jean e la sua figlioccia eskimo Dawn. Giunti in aiuto degli amici, Tex e Carson scoprono che all'origine di tutto c'è il rapimento di alcune ragazze indiane. Nessuno crede davvero che i colpevoli siano i leggendari spiriti malingi della foresta, i Kuchtaqa... Ma poi anche Dawn e la figlia di Kowee scompaiono misteriosamente... E, oltre le montagne ghiacciate più a nord, un mostruoso dio cannibale sta per fare di loro le sue spose...

      Copyright SBE 2013

      In edicola da Ottobre 2013
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