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Della sceneggiatura di Medda ho apprezzato moltissimo anche il suo ricorso a una scrittura cinematografica, che si serve delle immagini tanto quanto dei testi per narrare e dare indicazioni ai lettori. Nell'immagine postata sopra si intravvede la silhouette nera del fotografo. La ritroviamo qualche vignetta dopo tra gli avventori del saloon. Sono indizi che passano quasi inosservati. E, invece, che il fotografo abbia una parte chiave nella storia non lo lascia solo intuire la sequenza iniziale quando gli rotola via l'obiettivo e fa una scoperta di cui ignoriamo ancora nella lettura  i drammatici risvolti... insomma, l'arte dello sceneggiare!

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D accordo con te Ym. Medda è un regista vero, lo è stato in tutte e tre le sue storie texiane. Mi dispiace non riuscire a leggere di fantascienza, penso che le sue storie mi sarebbero piaciute molto.

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Sapevo di aprire il vaso di Pandora con la mia battuta sul prezzo ma vi rammento che il fumetto è certamente arte ma arte popolare ed è nato per dare svago al popolo, sano e generoso svago a prezzi popolari; non per attirare critici e saggi sul come si fa un fumetto o cosa rappresenta, che poi sia diventato un investimento proficuo per alcune case editrici ( non tutte ) è una cosa comprovata ma non per questo ogni iniziativa di livello più elevato e costo più alto ha la sua riuscita, questo si evince dal numero di copie vendute delle varie iniziative.

Se alcuni di noi comprano un albo del genere perchè se lo possono permettere e perchè sono affezionati lettori questo non vuol dire che sia alla portata di tutti o che non si possa giustificare la scelta di qualcuno di lasciarlo in edicola per dare priorità ad altre pubblicazioni meno costose.

Tex vende molto, a confronto del periodo e del mercato, ma questo non vuol riuscire a vendere sempre 200000 copie per ogni cosa che viene pubblicata su di lui, specialmente puntando su iniziative costose ( relativamente alle proprie tasche ).

X PACO infatti la marvel visto il calo di vendite e la crisi del mercato ha mollato la patata bollente alla Panini già da qualche anno, io nel frattempo ho calato le testate supereroi dalle 8 di qualche anno fa ad 1, i F4, stop.

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D accordo con te Ym. Medda è un regista vero, lo è stato in tutte e tre le sue storie texiane. Mi dispiace non riuscire a leggere di fantascienza, penso che le sue storie mi sarebbero piaciute molto.

 

Lo stesso vale per me, caro Leo, mi è dispiaciuto molto venire a sapere che la sua nuova miniserie uscita tempo addietro (Lukas) trattasse di horror metropolitano, è sicuramente scritta bene ma non è nelle mie corde. Speriamo che il suo ritorno su Tex non si limiti solamente a qualche soggetto ogni tanto e che le sue prossime sceneggiature al di fuori di Tex siano più vicine ai nostri gusti. Medda è un grande, ho potuto verificarlo anche con le sue storie su Nick Raider.

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Dopo l'iniziale diffidenza verso le "storie brevi" del Color Tex n.4, le storie del Color Tex in oggetto mi hanno colpito molto positivamente.

La prima cosa che mi ha colpito è che ho avuto la piacevole sensazione di vedere i due protagonisti "diversi" da quelli soliti dell'inedito mensile o degli altri albi fuori serie. Li ho visti più cinici, fatalisti... e mi è piaciuto molto! 

L'altro aspetto sul quale voglio spendere qualche parola riguarda le storie in sé: sono racconti crudi, duri, dove non sempre tutto finisce bene. Ed è una cosa davvero molto positiva, a mio giudizio. Inoltre, i 4 racconti hanno tutti centrato l'obiettivo di tenere il lettore col fiato sospeso fino all'ultimo

Complimenti agli sceneggiatori e ai disegnatori.

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Confesso di essere tra i pregiudizievoli che non ritengono Tex un personaggio, anzi sarebbe meglio dire una serie, adatta per le storie brevi
 
infatti l'anno scorso non comprai il primo color autunnale
 
ma stavolta, grazie alla persuasione del mio edicolante e ad alcuni nomi coinvolti, non ho resistito al richiamo dell'acquisto   :P  
 
Stella di latta
Michele Benevento è (insieme a Gigi Cavenago di Orfani) l'astro nascente dei disegnatori Bonelli. Dampyr, Lukas, ora Tex, la sua matita possente e di impatto non conosce limiti.
Tra le quattro la ritengo la migliore sotto il profilo dei disegni.
La storia di Medda è solida ma soffre di quello che era il mio timore, troppo compressa in poche pagine e quindi si regge su sviluppi narrativi un po' semplicistici.
 
Incontro a Tularosa
a mio parere, la più debole del lotto. Burattini mi è simpatico, lo seguo su facebook con interesse ma, pur essendo un buon soggettista, ispirato da ottimi spunti, come sceneggiatore si affida spesso a soluzioni telefonate e a dialoghi troppo "spiegonistici"  
Camuncoli come disegnatore non mi piace. Però, al di là dei miei gusti personali, è abissale il disegnatore visto all'opera su questo color Tex, rispetto a quello orribile di Spider Man e gli X Men.
Ulteriore dimostrazione dell'abisso dei modi e dei tempi di produzione tra Bonelli e Marvel. La prima tutela sempre i suoi autori, la seconda ha solo fretta di rincorrere l'hype di turno.
 
Nel buio
La storia di Boselli ha gli stessi pregi e difetti di quella di Medda. Solida ma dimenticabile appena letta la parola fine.
Ai disegni invece Luca Rossi offre una versione di Tex, Carson e Tiger Jack che farà storcere il naso agli appassionati di Aquila della Notte. 
Però, riflettendoci lo scopo del color autunnale è proprio quello di esplorare lati inediti, anche e soprattutto sotto il versante grafico del personaggio. 
Dando ad alcuni artisti la possibilità di cimentarsi con egli, pur non avendo un tratto adatto agli stilemi classici della serie regolare.
 
Randy il fortunato
La migliore delle quattro.
Recchioni, a differenza degli altri autori del color, cresciuti a pane e Bonelli, ha fatto la gavetta nell'underground, quindi ha più dimestichezza col racconto breve rispetto al classico formato da 94 tavole. E si vede.
La storia è un gioiello di atmosfera e suggestione. E il tocco di classe è l'ultima tavola che rimane il lettore nel dubbio.
L'intesa con Accardi fa il resto.

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Finalmente letto questo color "breve" n.2.

A mio parere, delle quattro storie, quella di Recchioni è la più curiosa, con Accardi che caratterizza bene i personaggi di contorno e, per quel poco che si è visto, anche di Tex. Va di moda fare classifiche? Eccovi la mia personale.

Parto dai soggetti e dalle sceneggiature:

1^ posizione a Recchioni: come qualcun altro ha già ben definito, è la prima volta che Tex "non c'è", ma c'è solo nella mente contorta del bandito, ottima storia, per me!

2^ posizione a Medda: ottima regia, da applausi il riflesso sullo specchio e la presenza nell'ombra del fotografo, rimpiango la sua assenza, spero che qualche storia lunga gli venga data in futuro.

3^ posizione a Boselli: classico tema dei pregiudizi di un certo numero di abitanti di un villaggio nei confronti di un "diverso" e l'ostilità verso i rangers che invece avevano visto giusto. Tragico il finale con l'uccisione da parte di un padre del proprio figlio….

4^ posizione a Burattini: la sparatoria col finto Tex che indossa gli abiti del messicano a causa del narcotico la trovo debole. Leggendo la storia, quel sottolineare il colore della camicia e il cappello che farebbero perdere l'attimo buono ai malfattori di turno, mai mi avrebbe fatto pensare allo scambio di persona finale.

 

Disegnatori:

1^ posizione a Benevento. Ottima caratterizzazione sia dei "nostri" che dei personaggi di contorno. Da applausi la scena dello specchio nel saloon!

Curioso di vederlo alle prese con il b/n.

2^ posizione ad Accardi. Come già detto prima ha disegnato molto bene tutti i personaggi, anche quel poco di Tex che si è visto. Conosciuto personalmente due mesi fa, e visto disegnare "live", è un maniaco della perfezione. Controllare i disegni di geishe e samurai delle sue "Storie".

3^ posizione per Camuncoli. Un Tex "macho", duro, quasi supereroistico, che richiama per il mascellone al Fusco di qualche anno fa.

4^ posizione per Rossi. Mi son piaciuti i volti dei ragazzi e delle bambine, molto meno quello degli abitanti del villaggio, per nulla quello di Carson e di Tex.

Coloristi.

Mi son piaciute le colorazioni di Celestini delle storie di Benevento e di Accardi, piacevolmente sorpreso dalla colorazione (soprattutto quella di giorno) di Romina Denti della storia di Rossi, totalmente sorpreso dalla colorazione di quella di Camuncoli.

Dico totalmente in quanto conosco personalmente Beniamino Delvecchio, ho anche una sua opera interamente disegnata e colorata da lui, ma totalmente differente da questa. Comunque promosso a pieni voti.

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Un buon Color, storie tutto sommato interessanti, qualche dubbio su alcuni disegni.

 

 

STELLE DI LATTA

 

La migliore delle quattro, tocca temi interessanti quasi mai trattati su Tex, come la memoria degli e negli uomini di legge, ponendo un netto iato fra due modi d'interpretare il ruolo.

Difficilmente, quasi mai, vediamo Tex riflettere sul suo operato complessivo, è quasi un tabù, l'uomo d'azione non cede mai, non diventa neanche per un attimo uomo di riflessione, sarebbe l'ora forse di romperlo.

L'accenno più importante viene da Will Cobb, ma viene subito rintuzzato da Tex in linea perfetta con lo stile del personaggio.

Utilitarismo bieco del primo contro deontologia del secondo? Può essere, sarebbe uno spunto da riprendere ed ampliare, ma non penso succederà mai.

 

INCONTRO A TULAROSA

 

Non male neanche questa, un Tex in 16:9, tutti i personaggi sono un po' “larghi” e tozzi, interessante l'espediente della sostituzione nel duello, anche se un po' forzata la questione del narcotico, una vendetta covata nel tempo che trova il suo più tragico epilogo.

Sembra come lasciare un messaggio: la vendetta, l'odio, covati per anni distruggono l'animo e il fisico di chi li subisce, e il momento della verità non può che finire con la morte.

Un pizzico di deontologia anche qui: l'uomo di legge agisce anche oltre quest'ultima, per la giustizia, non per vendetta, e soprattutto è imperturbabile, non è emozionabile ma freddo e diretto verso lo scopo finale.

 

NEL BUIO

 

Molto interessante, quasi al livello della prima, questa storia sulla diversità e il conformismo.

Pur con disegni inferiori agli altri riesce a dare un'idea tutto sommato anche moderna. Mi è sembrato infatti di leggere una mini storia contemporanea sulla provincia americana fatta di noir e atroci delitti.

Il grosso neo a mio parere è che Babe doveva morire, non per principio ma perché gli è stato sparato alla testa e sembra non proprio di striscio, non capisco perché non sia morto.

Testa dura? Via col nuovo super eroe, Freak Man, in italiano Testa di Ghiozzo.

 

RANDY IL FORTUNATO

 

E così si ha paura e si è ossessionati anche dal “fantasma” di Tex: non solo da Tex in carne ed ossa ma anche dall'immagine di giustiziere infallibile che se ne ha.

Storia sperimentale, diciamo così, in cui Tex è presente soprattutto perché è assente.

Randy sarà anche fortunato, sicuramente è un malato mentale.

C'era un personaggio storico, mi sembra un lakota oglala, chiamato in inglese “Man afraid of his horses”, “Uomo che ha paura dei propri cavalli”, in realtà traduzione sbagliata perché il suo nome significava tipo “Uomo di cui i suoi stessi cavalli hanno paura”, così era terribile.

Ecco, Randy come potrebbe essere chiamato?

“Man afraid of his ghosts”? “Man afraid of Tex Willer”?

 

A questo punto, cari autori, visto che mi avete proposto un UOMO ossessionato da Tex e dalle sue PISTOLE, che ne direste di proporci una DONNA, anzi, alcune DONNE, ossessionate da Tex e dal suo PISTOLO? Non sarebbe ancora più interessante?

 

 

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Arrivo finalmente anch'io a commentare questo secondo Color Tex Storie brevi, che si conferma un prodotto di eccellente fattura. Merito diviso tra gli sceneggiatori - capaci quest'anno di proporre storie davvero azzeccate per il breve spazio di 32 pagine - i disegnatori, e soprattutto i coloristi: avendo per le mani l'albo confermo le ottime impressioni che mi ero fatto dalle anteprime in internet, la qualità della colorazione è davvero elevata ed è quella che vorrei trovare anche nel Color Tex estivo, perché davvero rende giustizia alla denominazione "SPECIALE a colori". Un doppio riconoscimento al curatore, sia per il pregevole lavoro come sceneggiatore di una delle storie, ma soprattutto per aver voluto e realizzato questo autentico gioiellino! :ok:

 

Un paio di considerazioni generali prima di scendere nei particolari delle quattro storie. Anzitutto, un commento sul formato breve: non amo particolarmente le storie brevi di Tex (devo ammettere che almanacchi, numeri centenari e color tex "lunghi" sono tra le uscite che amo di meno), ma qui stiamo parlando di qualcosa di essenzialmente diverso: le storie da 32 pagine hanno una concezione completamente diversa, ruotano attorno a una singola idea che punta a sorprendere il lettore con un colpo di scena o un mistero svelato soltanto nelle pagine finali. I quattro sceneggiatori sono a mio parere pienamente riusciti nell'intento, in modi diversi ma con uguale efficacia: ne è prova il fatto che, nelle varie classifiche postate dai commentatori, l'ordine non è mai lo stesso e tutti gli autori si ritrovano a volte al primo, a volte all'ultimo posto - segno che le quattro storie sono tutte sullo stesso livello e tutte decisamente riuscite.

Riguardo al colore, ho già scritto che impreziosisce decisamente l'albo. Molto classica e senza eccessi la colorazione del confermato Oscar Celestini, con alcuni "effetti speciali" decisamente riusciti (ad esempio, la terza vignetta di pagina 3, o la quinta di pagina 4). Diversa ma altrettanto efficace quella di Beniamino Del Vecchio, mentre ho apprezzato particolarmente i colori molto vivi e luminosi di Romina Denti per la storia di Boselli, che a mio parere si sposano bene con i disegni di Rossi e contribuiscono a creare quel clima di angoscia che pervade la storia.

Da segnalare l'abbondante presenza di sangue - schizzi, rivoli, pozzanghere - che rappresenta anch'essa un aspetto di rottura con lo stile classico che siamo abituati a leggere sulle pagine di Tex.

La copertina, invece, non mi ha convinto per niente, con l'ingombrante presenza delle rocce che occupano tutta la scena. Unico aspetto negativo dell'albo.

 

 

"Stelle di latta" è quella delle quattro che più assomiglia a una storia classica, con un soggetto che avrei volentieri visto sviluppato in due albi ma risulta efficace anche in questo contesto. Molto bello il ruolo che Medda riserva a Carson, coinvolto emotivamente nel ritrovare due amici di vecchia data. Un vecchio cammello riflessivo, emblematica è la vignetta che lo ritrae a fumare da solo un sigaro sulla veranda (p. 20), che mi è decisamente piaciuto.

Voti: Medda 8,5, Benevento 8,5

 

"Incontro a Tularosa" è la storia che mi ha convinto di meno, con il colpo di scena finale per me un po' "telefonato". Tuttavia Burattini gestisce bene i tempi della storia che alla fine risulta comunque piacevole. Non vorrei rivedere invece su Tex Camuncoli, che non mi ha del tutto convinto.

Voti: Burattini 7,5, Camuncoli 7

 

"Nel buio" nasce da un'idea non troppo originale e anzi piuttosto abusata (quella del figlio deforme e ritardato accusato di un crimine dai "benpensanti" di un villaggio), ma la premiata ditta Boselli - Rossi riesce a creare il giusto clima di angoscia, specialmente nella prima parte della storia, e il risultato finale è ottimo. Qui andrò controcorrente dicendo che i disegni di Rossi mi hanno convinto pienamente: certo non è un autore da Tex, il viso di Tex e soprattutto quello di Carson sono inguardabili, ma l'atmosfera che riesce a creare è perfetta per questo tipo di storia.

Voti: Boselli 8, Rossi 9

 

"Randy il fortunato", infine, è indubbiamente la più originale del lotto (permessa proprio perché è una pubblicazione speciale :old: ), con un Recchioni che trova l'idea giusta parlando non di Tex, ma del suo carisma, della sua leggenda. Davvero notevole anche questa.

Voti: Recchioni 8, Accardi 8,5

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Un altro elemento comune a tutte le storie è la profonda caratterizzazione psicologica con rappresentazione di diversi aspetti di psicopatologia, da quella collettiva degli abitanti di Alder's Gulch con la paura e demonizzazione del diverso (di Frankesteiniana memoria) a quella individuale della nevrosi ossessiva di un ex fortunato fuorilegge, come quella di un padre desideroso di vendicare l'uccisione della figlia o la diversa evoluzione della coscienza di ex portatori di stella quando il caso riporta alla luce vecchi avvenimenti, provocando lo smascheramento di vecchi eroi e la riabilitazione di un presunto traditore della stella.

 

Riprendo questo bell'intervento di Natural Killer che individua anche una certa continuità tematica nel color. Aggiungo che ho notato anche continuità nelle atmosfere, con tutte e quattro le storie che presentano situazioni da tragedia e momenti dolorosi, che lasciano l'amaro in bocca.

 

Nei post precedenti è stato proposto, a questo proposito, di rendere anche i prossimi Color in un certo senso "tematici", cioè con storie diverse ma con elementi in comune. A questo riguardo sono però d'accordo con Boselli quando dice che sarebbe un ulteriore paletto per gli sceneggiatori e renderebbe loro ancora più difficile il già non semplice compito di confezionare una storia in sole 32 pagine.

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Commento anche io questo sesto Color Tex...e ripetendo all'infinito che le storie brevi non mi sono mai garbate più di tanto,devo personalmente riconoscere l'interesse suscitato da due storie sulle quattro pubblicate:

 

"Stelle di latta" è quella che sicuramente ho apprezzato di più una bella narrazione fluida,una storia il cui soggetto si presta bene anche per uno sviluppo più ampio e che ottiene un ottimo risultato anche nella brevità del racconto.Ben caratterizzati i due pards e l'intreccio di rapporti dei due vecchi amici di Carson,...col trionfale ripristino dell'onore dello sceriffo Jim Landon.

 

Un bel 9 a Medda e un bell'8 a Benevento....un accoppiata che vedrei bene nella serie regolare se queste sono le premesse.

 

 

"Randy il fortunato"......dove alla fine la sua fortuna si rivela effimera e dove il fantasma di Tex,divenuto la sua ossessione porta giustizia oltre ogni prevedibile realtà.Storia originale e,che al contrario della prima calza proprio bene per essere breve e non di più,non c'è lo vedrei un soggetto di più ampio sviluppo in questo caso,ma siccome l'albo è di storie brevi,in merito a quest'ultima cosa , è la storia che merita il primo posto assoluto,anche se non è quella che ho apprezzato di più.

 

Recchoni 8 e Accardi 6 ( lo preferivo nei disegni orientali delle Storie)

 

Le altre due storie brevi del color non mi dicono nulla....e mi sarei aspettato di più da Burattini e Boselli sopratutto e le lascio senza voto....

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