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TWF - Tex Willer Forum

I sondaggi della storia  

47 voti

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Bellissima la copertina di Gennaio,...naturalmente sono d'accordo sul fatto che l'originale di Villa con i suoi colori non è assolutamente comparabile a quella che ahimè vedremo in edicola.Detto questo,e anche se c'è una donna in copertina....:),Tex è l'assoluto protagonsta della scena ne ruba l'intero piano senza che alcun altro elemento la influenzi.....:)

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Effetto collaterale di una storia che si conclude e una che inizia nello stesso albo sarà il frenetico alternarsi di due discussioni, una per celebrare la conclusione della Stirpe dell'abisso e una per commentare questo nuovo flashback...

 

Viva Tex!

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Le prime copie fresche di stampa nelle mani di Mauro Boselli. Cambia il colore del cielo con un blu notturno decisamente più realistico ma restano completamente sballate le ombre ( della gamba di Tex e della roccia alle spalle del medesimo, come se la luna Tex ce l'avesse proprio di fronte ).

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Le prime copie fresche di stampa nelle mani di Mauro Boselli. Cambia il colore del cielo con un blu notturno decisamente più realistico ma restano completamente sballate le ombre ( della gamba di Tex e della roccia alle spalle del medesimo, come se la luna Tex ce l'avesse proprio di fronte ).

 

Bah, in realtà a vederla così "dal vivo" non mi sembra neanche chissà che cosa questa copertina, diciamo che nella sua meraviglia è, a suo modo, una delle meno spettacolari di Villa.

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Wow!

Questa prima "parte" della storia che coincide con il primo albo è davvero pura Dinamite! Questa cinquantina di pagine sono spettacolari... Sempre il migliore tex, vecchio o giovane che sia, eroe sempre una spanna sopra gli altri!

Interessanti i disegni di Mastantuono, li trovo buoni anche se per certi versi ogni tanto mi sembrano un po imparentati con Font.

Visto che a me piace dare voti...

Voto alla prima parte: 9

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Gran bell'inizio di storia non c'è che dire. Molto cupa e cruda. Molto ben fatto l'inizio con un clima da tragedia greca e Charvez che è decisamente "larger than life"

 

Non è la prima volta che su Tex si tratta il tema dello stupro, c'è già il precedente del Texone di Nizzi & Kubert, ma è la prima volta che ci ritroviamo il frutto dello sturo stesso: l'anteprima del prossimo numero ci informa non solo che Charvez è sopravvissuto e questo,anche senza il titolo del prossimo albo e le anteprime, se lo poteva immaginare anche il più ingenuo dei lettori, ma anche che c'è un figlio nato da quella violenza.

Complimenti a Boselli, e soprattutto a Sergio Bonelli che ha suggerito l'idea, per il coraggio.

Qualche presunto purista si sarà forse scandalizzato ma io applaudo.

 

Finiti i complimenti, passo alle critiche che peraltro sono su elementi tutto sommato marginali.

 

Comincio con quelle allo sceneggiatore:

 

A) Mi sembra strano che nessuno nel gruppo di inseguitori riconosca il nome di Tex Willer che all'epoca era già parecchio famoso in tutto il Sudovest. Passi che in un'epoca di scarsa diffusione della fotografia nessuno ne conosca la faccia ma il nome...

 

B) Boselli continua a dimenticarsi che nel periodo compreso tra il suo matrimonio con Lylith e l'affare dell'Ippocampo Tex non era in servizio attivo come ranger.

 

Ed ora passiamo al disegnatore:

 

1) quelli raffigurati da Mastantuono sembrano più Apaches che Comanches a parte Charvez.

 

2) Mastantuono fa un buon lavoro nel raffigurare Tex giovane e gli fa perfino i guanti, ma poi gli disegna i taschini sulla camicia.

 

Tutte sviste del disegnatore a cui il curatore avrebbe dovuto prestare attenzione, ahi ahi! :D   

 

Infine, per onestà intellettuale, voglio fare le mie pubbliche scuse a Boselli: in una conversazione avuta questa mattina gli ho rimproverato di aver fatto morire il cavallo di Tex, che all'epoca era Dinamite, nell'alluvione, uno sbagio imperdonabile se fossevstato vero. Riguardando la sequenza, però, mi sono reso conto di aver preso una cantonata colossale: il cavallo con cui Tex affronta la piena non è il suo ma uno sottratto agli Indiani. La coerenza e la continui sono salve ed io ho dimostrato se mai ce ne fosse stato bisogno, che non sono poi così infallibile come qualcuno (ma non io) sembra credere. :wub:  :wacko:  :azz:  :laugh:

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Ottimo inizio di storia che fa presagire a una storia superlativa. Mastantuono, che inizialmente a me non piaceva, sta sfornando ottimi lavori e il suo tratto è molto bello.

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Il tema del bambino conteso e la ferocia del padre indiano nel volersi riprendere il figlio mi fa pensare al film western "La notte dell'agguato" del 1968.......Che Boselli abbia preso spunto da questo film per fare la storia?

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Complessivamente la prima parte di questa storia si ritaglia il suo spazio nell'albo di gennaio cedendo di poco o niente alla tensione del vorticoso finale della precedente storia che sarà ricordata come una delle più belle del nuovo secolo e dell'intera serie di Tex. Rivenendo a questa storia il flashback sembra finito, cioè i prossimi due albi saranno ambientati in contemporanea, ciò che farà perdere molto del fascino alle pagine che abbiamo letto, ma tutto in fondo dipenderà da come Boselli imposterà la storia ( che non è solo la ricerca di un ragazzo strappato dal padre alla madre ): a voler sognare una bella storia con un Tex vendicatore e giustiziere di questi tempi sarebbe chiedere troppo, ma qualcosa del genere che lo avvicini al Tex degli albori ( a cui Borden sta attentamente guardando da diversi anni con sempre maggior convinzione ) sarebbe una scelta azzeccata per dare un calcio all'asfissiante political correct ( o volete che la caccia si concluda con l'arresto e basta ? )

 

P.s. Il flashback è ambientato dopo la guerra civile, dopo la nascita di Kit Willer, dopo la morte di Lilith, con Tex che ha già ripreso servizio con i rangers. Questo mi spinge a situarla cronologicamente poco dopo l'avventura canadese., cioé intorno al 1872 o 1873.

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Non ancora metabolizzata una storia misteriosa e drammatica e di nuovo siamo nelle spire della tragedia. Tutto in una notte il mondo di una famiglia di pionieri crolla e il cielo sembra versare secchiate di acqua e alluvione per lavare come un novello diluvio la cattiveria degli uomini. E il tratto di Mastantuono è parte integrante della storia. Delicati i passaggi sullo stupro e quello sputo del mandriano sul "specie di fidanzato" è il nostro sputo. Il silenzioso dolore di Tex per la morte del compagno che ci rendiamo conto resterà una ferita aperta sul suo animo, il pensiero alla famiglia di costui, pensando al proprio bambino, ormai senza madre, che lo aspetta, ma il dovere di ranger e la sete di giustizia prevale su ogni legame e affetto che ti farebbe restare a casa con i tuoi cari, ma il futuro ai tuoi cari lo garantisci lottando per un mondo più giusto. Premesse grandiose per lo sviluppo della storia e mi è piaciuta l' entrata in scena di Tex alla fine, vicino alle tombe prima che farsi riconoscere dai vivi. Forse nei prossimi albi vedremo la differenza di crescita di un meticcio, frutto di violenza di una etnia sull'altra, da quella di un meticcio frutto dell' amore fra due appartenti ad etnie diverse (Tex e Lilyth). Mi viene in mente la tragedia degli stupri etnici della ex-Joguslavia.

  • +1 1

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P.s. Il flashback è ambientato dopo la guerra civile, dopo la nascita di Kit Willer, dopo la morte di Lilith, con Tex che ha già ripreso servizio con i rangers. Questo mi spinge a situarla cronologicamente poco dopo l'avventura canadese., cioé intorno al 1872 o 1873.

 

Mmmh, occhio Ymalpas, all'inizio nella mia amica didascalia dice che la storia è ambientata POCO DOPO la guerra di secessione, la guerra è finita il 9 Aprile del 1865, 7/8 anni dopo come dici tu non mi sembra "poco dopo"... che ne dici invece se fosse ambientata nel '66 per esempio?

Comunque Tex ha in mano uno Yellowboy del 1966 per certo

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Kit Willer è nato alla fine del 1867 o inizio 1868. Lilith è morta nel 1869, Tex accetta di rientrare nei ranghi dei Rangers intorno al 1872 o 1873 su invito di Carson. Cronologia di Carlo Monni.

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Interessante la cronologia di Carlo, ma allora supponendo che sia vera ci sarebbe un'errore di Boselli nello scrivere "poco dopo" come dice Carlo nel suo messaggio precedente.

Sarebbe interessante sentire cosa ne pensa l'autore.

 

La mia cronologia  un'ipotesi basata su elementi concreti ma pur sempre un'ipotesi non provata.

Boselli fa benissimo a restare vago sulle date per non restare incastrato in una gabbia ferrea.

Riflettiamo però, su un dato: Kit Willer è sicuramente nato dopo la Guerra di Secessione è detto esplicitamente in diverse storie ed è implicito anche in "Tra due bandiere". Sappiamo di sicuro che Tex è stato sposato almeno due anni prima che Lylith morisse. Arriveremmo così almeno al 1867. Kit oggi ha non meno  di 18 anni ma probabilmente è già su venti o poco più. Quindi quindi all'epoca del flashback (16 anni prima rispetto all'epoca in cui si svolgono le storie attuali) Kit doveva avere almeno non meno di due anni e non più di 6. Aggiungo anche che i Navajos storicamente furono trasferiti nella loro attuale riserva nel 1868. Il che ci porta come minimo nel 1870.e sono comunque pochi anni dopo la guerra. ;)

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Interessante la cronologia di Carlo, ma allora supponendo che sia vera ci sarebbe un'errore di Boselli nello scrivere "poco dopo" come dice Carlo nel suo messaggio precedente.

Sarebbe interessante sentire cosa ne pensa l'autore.

 

"poco dopo" è una forma avverbiale indeterminata. Il flashback dovrebbe essere ambientato nel 1872, il che è comunque compatibile con il "poco dopo" usato da Boselli in riferimento alla guerra civile.

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Interessante la cronologia di Carlo, ma allora supponendo che sia vera ci sarebbe un'errore di Boselli nello scrivere "poco dopo" come dice Carlo nel suo messaggio precedente.

Sarebbe interessante sentire cosa ne pensa l'autore.

 

"poco dopo" è una forma avverbiale indeterminata. Il flashback dovrebbe essere ambientato nel 1872, il che è comunque compatibile con il "poco dopo" usato da Boselli in riferimento alla guerra civile.

 

 

Sei/sette anni sono comunque poco dopo rispetto, che so  al 1888. :D

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Si potrebbe essere e sinceramente non credo che sia una questione fondamentale, devo però dire che personalmente leggendo "poco dopo" mi viene da pensare ad un periodo di tempo di massimo 2-3 anni

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Interessante la cronologia di Carlo, ma allora supponendo che sia vera ci sarebbe un'errore di Boselli nello scrivere "poco dopo" come dice Carlo nel suo messaggio precedente.

Sarebbe interessante sentire cosa ne pensa l'autore.

 

"poco dopo" è una forma avverbiale indeterminata. Il flashback dovrebbe essere ambientato nel 1872, il che è comunque compatibile con il "poco dopo" usato da Boselli in riferimento alla guerra civile.

 

Vero, poi ognuno la può intendere come vuole.

Io sinceramente, se non fossi stato informato da voi, avrei capito che quel "poco dopo" rappresentasse magari un mese, al massimo qualche mese, non avrei mai immaginato 7/8 anni, grazie dunque per averlo messo in luce.

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Si potrebbe essere e sinceramente non credo che sia una questione fondamentale, devo però dire che personalmente leggendo "poco dopo" mi viene da pensare ad un periodo di tempo di massimo 2-3 anni

 

Io se sento "poco dopo" penso a "cinque minuti dopo". Chiaramente quel "poco dopo" è una "leggerezza" di Mauro Boselli, che avrebbe potuto scrivere "non molto tempo dopo" o "tempo dopo".

 

Vero, poi ognuno la può intendere come vuole.

 

Per riepilogare, la cronologia "monniana" che tra le varie che circolano in rete è quella IMO più accettabile:

 

1867: Tex incontra Lilyth e la sposa.

1868:  Nasce Kit Willer.

1869: Lilyth muore.

1870: Tex conosce Mickey Finn e l'apache Natay ( storie in flashback narrate rispettivamente da Boselli e Nizzi ).

1872 o 1873: Albo n. 10: kit Willer ha tra i quattro e i cinque anni. A pagina 9, Tex ammette di non far più parte dei rangers e Kit Carson, striscia 21, gli riconsegna a nome di Marshall, la stella n. 3: è l'inzio della prima storica avventura canadese.

 

Insomma non è "intenderla" come vogliamo, ma si tratta di elementi concreti. Per cui la nuova storia di Boselli, ambientata 16 anni dopo, è da collocarsi tra il 1888 e il 1889.

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Interessante la cronologia di Carlo, ma allora supponendo che sia vera ci sarebbe un'errore di Boselli nello scrivere "poco dopo" come dice Carlo nel suo messaggio precedente.
Sarebbe interessante sentire cosa ne pensa l'autore.

 

"poco dopo" è una forma avverbiale indeterminata. Il flashback dovrebbe essere ambientato nel 1872, il che è comunque compatibile con il "poco dopo" usato da Boselli in riferimento alla guerra civile.
 

Vero, poi ognuno la può intendere come vuole.

Io sinceramente, se non fossi stato informato da voi, avrei capito che quel "poco dopo" rappresentasse magari un mese, al massimo qualche mese, non avrei mai immaginato 7/8 anni, grazie dunque per averlo messo in luce.

 

 

E infatti Poco Dopo significa POCO dopo. Ma quante PIPPE MENTALI vi fate? 

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Mannaggia come si è perso il significato di alcune frasi classiche della letteratura Texiana.....quanti -----> "poco dopo....", ci sono stati ed ha sempre significato nei momenti susseguenti.......altrimenti avrebbero messo ....." un lustro più tardi......."..... :D

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      scherzi a parte io francamente non ho apprezzato troppo questa storia, forse un po' troppo fantasiosa per i miei gusti, anche se la trama mi è parsa ben sviluppata e con un buon ritmo.. il fatto è che preferisco storie più tradizionali e canoniche...
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