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TWF - Tex Willer Forum

I sondaggi della storia  

47 voti

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E infatti Poco Dopo significa POCO dopo. Ma quante PIPPE MENTALI vi fate? 

 

Hahahaha, sarà perchè siamo talmente fanatici di Tex... :)

Il punto era soltanto che mi sembrava impossibile che "poco dopo" volessere dire "7/8 anni dopo"

 

 

Piccolo esempio:

 

Agli inizi del 1348 la peste raggiunge l'Europa. Poco dopo, nel 1360, la peste si ripresenta mietendo innumerevoli vittime...

 

 

"poco dopo" ha un valore temporale "indeterminato", possono essere cinque minuti, possono essere vent'anni.

 

Ha ragione Boselli a definirle "pippe mentali".

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Dal sito facebook, Borden dopo i tragici fatti che hanno colpito "Charlie hebdo" e soprattutto dopo aver letto le nostre pippe mentali.

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Dal sito facebook, Borden dopo i tragici fatti che hanno colpito "Charlie hebdo" e soprattutto dopo aver letto le nostre pippe mentali.

 

 

Azz.....mi sa tanto che la sua espressione stia fondendosi con quella i Tex,.....anvedi che sguardo..... :angry:

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Beh è una battuta idiota per sdrammatizzare, quello che sta succedendo in Francia non si era visto neanche a Hollywood, veramente tragico e insensato.

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Beh è una battuta idiota per sdrammatizzare, quello che sta succedendo in Francia non si era visto neanche a Hollywood, veramente tragico e insensato.

 

Vero anche questo, purtroppo.

Sono veramente dei pazzi fanatici oltre ogni immaginazione questi nuovi terroristi maomettani, che dire, la mia opinione? Tutti appesi per il collo.

Intanto stiamo andando OT... :ops::wacko:

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Interessante la cronologia di Carlo, ma allora supponendo che sia vera ci sarebbe un'errore di Boselli nello scrivere "poco dopo" come dice Carlo nel suo messaggio precedente.

Sarebbe interessante sentire cosa ne pensa l'autore.

 

"poco dopo" è una forma avverbiale indeterminata. Il flashback dovrebbe essere ambientato nel 1872, il che è comunque compatibile con il "poco dopo" usato da Boselli in riferimento alla guerra civile.

 

 Tutta colpa della didascalia... :D  :lol:  :lol:

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Storia che parte molto bene sia nella sceneggiatura che nella resa grafica.

 

Il giovane Tex da par suo porta in salvo la ragazza  e assiste alla necessaria uscita di scena del pard non contemplato nella serie.

Unico errore quello di non cercare il cadavere di Charvez...ma anche questo necessario per lo sviluppo della storia.

 

Se l'antefatto così ricco di elementi è un ottimo antipasto, attendiamo con curiosità che ci venga servito il resto... 

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Prima parte della storia che ho trovato molto convincente.
L'antagonista pare un vero satanasso pericoloso, Tex giovane mi affascina sempre molto ed ho particolarmente apprezzato l'atmosfera di questo prologo. Mi piace quando il nostro eroe è messo in difficoltà dalle forze della natura e sotto questo punto di vista le vignette della piena sono da apoteosi. Per quanto concerne i disegni pur non avendomi mai convinto del tutto i volti di Mastantuono (fin da MV) qui fa un lavoro talmente eccelso sul paesaggio reso lugubre dalla pioggia da farsi perdonare tutto

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Ah in realtà il cadavere di Charvez lo cercano insieme a quello del pard ma non viene trovato, cosa assai plausibike trattandosi di una piena, Tex se ne rammarica e ipotizza che sia rimasto sepolto da fango e detriti

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Ho trovato l'inizio della storia molto convincente anch'io.

Sono curioso di scoprire il seguito, soprattutto in funzione dei risvolti psicologici che caratterizzeranno i vari personaggi nei riguardi del ragazzo....

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Ho trovato l'inizio della storia molto convincente anch'io.

Sono curioso di scoprire il seguito, soprattutto in funzione dei risvolti psicologici che caratterizzeranno i vari personaggi nei riguardi del ragazzo....

 

e soprattutto quelli del ragazzo...

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Escluso Kit Willer per ovvie ragioni, Pasquale Ruju in Mezzosangue (n.621) ci ha già  descritto molto efficacemente il meticcio Nakua (madre indiana e padre bianco) che cresciuto tra gli indiani, ma ai margini e malvisto dai coetanei, trova a suo modo riscatto quando si trasforma in abilissimo pistolero sotto la guida del trafficante gunman Edward Santos e ben si adatta al modo di vivere dei bianchi. Ora borden ci propone un meticcio (madre bianca e padre indiano) nato dalla violenza e cresciuto (non sappiamo come) fino a 16 anni tra i bianchi fino a quando il padre è andato a riprenderselo.

Mi aspetto oltre alla immancabile azione un approfondimento psicologico, soprattutto del ragazzo che avrà comportamenti non necessariamente scontati (pensiamo ai recenti fatti di cronaca relativi all'integralismo...)

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Non ancora metabolizzata una storia misteriosa e drammatica e di nuovo siamo nelle spire della tragedia. Tutto in una notte il mondo di una famiglia di pionieri crolla e il cielo sembra versare secchiate di acqua e alluvione per lavare come un novello diluvio la cattiveria degli uomini. E il tratto di Mastantuono è parte integrante della storia. 

 

E' verissimo che il tratto di Matantuono è parte integrante della storia. Mentre leggevo, era come se sentissi scrosciare la pioggia tutt'attorno a me. Superlativo questo artista!

 

 

Delicati i passaggi sullo stupro e quello sputo del mandriano sul "specie di fidanzato" è il nostro sputo. 

 

Scena questa meravigliosa, molto kenparkeriana.

 

 

Premesse grandiose per lo sviluppo della storia e mi è piaciuta l' entrata in scena di Tex alla fine, vicino alle tombe prima che farsi riconoscere dai vivi. 

 

 

Molto efficace l'entrata in scena di Tex a partire dalle tombe, l'ho apprezzata tantissimo anch'io.

Ma soprattutto sono d'accordo sulle "premesse grandiose": altro che "inizio convincente", ragazzi, questo è un avvio magnifico, se la storia si mantiene su questi binari sarà l'ennesimo capolavoro di Boselli. Sono abbastanza restio ad usare la parola capolavoro, ma quest'avvio mi fa davvero ben sperare. 

 

 

Un ultimo pensiero per la copertina: la ritengo una delle migliori degli ultimi anni. Solitamente, quando Villa è così ispirato, la storia stessa si rivela un capolavoro: ricordo ad esempio Il Passato di Carson, Gli Invincibili, La Grande Invasione, L'uomo senza passato, copertine belle non solo tecnicamente ma proprio per una certa "ispirazione" che le pervade. Questa mi dà le stesse sensazioni, e ciò mi fa riporre ulteriori speranze su questa storia...

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Accidenti, questa storia ha un inizio a dir poco fenomenale!
Molto intrigante l'idea di far partire l'avventura totalmente in flashback, anzi se non fosse per l'ultima pagina neppure ne parleremmo apertamente di flashback... Bellissima la sceneggiatura originale con il background dello stupro delicatamente trattato, grandiosa la storia con Tex giovane ma già pienamente nel personaggio (non è neppure detto che più avanti non ci sia ancora spazio per uno o più flashback), ben gestita secondo me la tematica della collocazione temporale (io faccio totalmente mia la cronologia "monniana"), interessante soprattutto per il prosieguo psicologico la figura di Ada, gagliarda e letale la figura di Charvez, una sola parola, un urlo e tantissima azione. Ci sono tutti i presupposti per avere alla fine una storia epocale.
Favoloso il taglio cinematografico delle sequenze, davvero hitchcockiane le vignette iniziali del rapimento e della lotta di Tex con Charvez, sopra tutte la maschera di Olsen ucciso e l'apparizione di Charvez alle spalle di Ada!
Il tutto supportato magnificamente dai disegni di Mastantuono, che onestamente finora non rientrava tra i miei artisti preferiti ma che in questa avventura lega meravigliosamente il suo tratto sia al volto giovane di Tex, sia al ghigno di Chavez, sia all'atmosfera cupa e carica di tensione della notte del diluvio. Bravissimi entrambi gli autori!

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Letta questa prima parte di "Luna insanguinata".......le mie impressioni sono positive per quanto riguarda la grafica della storia disegnata da un grande Mastantuono,( a me piace molto )....dotato di un tratto e di un saper dare un espressività continua ai volti dei protagonisti ed alle pose,tanto che,nel suo caso le sequenze possono essere paragonate a quelle cinematografiche,...ecco in questo caso forse i commenti ( didascalie),possono essere usate molto raramente...perchè è in grado di sviluppare la storia rendendo le vignette tra loro interpretabili senza l'ausilio di accompagnamento,( tranne che per le situazioni temporali).

La sceneggiatura si avvale di questo stupendo flashback texiano,riportandoci ad un Tex del periodo post "Tra due bandiere",dove si gettano le basi,in una sorta di racconto breve,per poter sviluppare il seguito che inizia nell'ultima tavola ( sedici anni dopo ).Sono curioso di vedre come Boselli ha sviluppato questo seguito lasciato in sospeso dal ritorno del redivivo Charvez,...ma a meno di sorprese eclatanti ( ed a parte l'inizio piacevole dove incontriamo il Tex post guerra di seccessione ),sicuramente per il momento non mi ha entusiasmato come l'avventura appena conclusa con Morisco e soci.....,è anche vero che la vera storia inizierà nel prossimo albo,quindi mi riservo di dire altro....:)

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 molto raramente...perchè è in grado di sviluppare la storia rendendo le vignette tra loro interpretabili senza l'ausilio di accompagnamento,( tranne che per le situazioni temporali).

La sceneggiatura si avvale di questo stupendo flashback texiano,riportandoci ad un Tex del periodo post "Tra due bandiere"

 

Per essere precisi, è un Tex post "Il patto di sangue", visto che è già padre e che è sottinteso che è pure vedovo. :D

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ma no, questo dove l'hai letto??? Ti fai dei film a partire dalle tue teorie. La storia NON LO DICE. Tex è un giovane ranger. Dice di avere un figlio, ma non dice di essere vedovo.

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Aho non per dire,....magari alla fine le intenzioni di Boselli non erano ne le mie ,ne quelle di Carlo.....( dove stà scritto che Tex dice di essere vedovo??)...e poi comunque chi lo dice che Boselli si attiene ad una qualche attinenza cronologica??....In ogni caso mettetevi d'accordo..... :D

 

Sicuramente la storia inizia con un riferimento ben preciso " Texas meridionale....poco dopo la guerra di seccessione".....

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Eh anch'io ho un figlio che mi aspetta... ( pag.112, terza striscia)

 

L'assenza di riferimento alla moglie è un indizio più che concreto per avvalorare la tesi della sua morte.

 

Comunque Tex ritorna tra i rangers, che aveva polemicamente abbandonato nel numero 3 ( versione non censurata ), nel numero 10 quando Carson gli riconsegna la stella, albo in cui Lilyth è morta e Kit Willer ha quattro o cinque anni.

 

Perchè smentire questa ricostruzione ?

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Solo perché trovo perfettamente inutile DATARE e circoscrivere una storia di assoluta fantasia. I vostri ragionamenti sono ESTERNI alla storia, appartengono dunque non al testo del racconto ma alla PARATESTUALITA'.

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