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Sam Stone

[22] [Almanacco 2015] Scure Nera

Voto alla storia  

28 voti

  1. 1. Qual'è il tuo voto alla storia?

    • 10 - Capolavoro
      1
    • 9 - Eccellente
      4
    • 8 - Ottima
      7
    • 7 - Buona
      12
    • 6 - Sufficiente
      4
    • 5 - Mediocre
      0
    • 4 - Scarsa
      0
    • 3 - Insufficiente
      0
    • 2 - Vergognosa
      0
    • 1 - Impubblicabile
      0


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Uscita: 23/01/2015

Soggetto: Pasquale Ruju

Sceneggiatura: Pasquale Ruju

Disegni: Sandro Scascitelli

 

 

Strong è un bandito spietato, la sua abile e cruenta rapina alla “Silver Luck” ne è la prova. Ma nel suo animo si cela una profonda ferita d’infanzia, una ferita inferta da Scure Nera, l’apache. In pieno territorio indiano, Tex e Carson s’imbattono nella lunga scia di sangue lasciata dall’unico desiderio di Strong: la vendetta! Il bandito non si ferma davanti a torture e massacri e starà ai due Ranger evitare il peggio! A completare l'Almanacco, i dossier, tutti a colori, sul regista Sergio Corbucci, gli scrittori indiani, Zorro, El Coyote e i giustizieri mascherati, oltre a tutto sui libri, i film, i telefilm, i videogiochi dell’annata Western!

 

 

 

 

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© Sergio Bonelli Editore

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Dopo la breve dello scorso anno Un covo di belve della coppia Ruju-Scascitelli sono curioso di vederli alla prova con una storia più lunga, per quanto limitata alle dimensioni da Almanacco.

Confido nella vena di Pasquale che ultimamente ha dato prova di grande capacità di gestione dei pards.

Le tavole in anteprima mostrano una cura del dettaglio e un discreto dinamismo sia nella drammatica sequenza dell'attacco indiano alla famiglia di coloni sia nella scena notturna che vede Tex e Carson alle prese con gli Hopi.

Nella copertina Villa ci regala un Tex incorniciato nella porta della casa distrutta, con il primo piano della scure che evoca il nome del protagonista e allo stesso tempo conferisce ulteriore drammaticità al disegno che ancora una volta ci conferma la bravura di Claudio.

La nuova e più moderna grafica inaugurata nel 2013 aggiunge eleganza all'albo.

 

Come dicevo in apertura aspetto di leggere questa nuova storia con molta curiosità.

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Ogni porta aperta che spazia sul'ambiente circostante mi riconduce inevitabilmente al celebre film Sentieri Selvaggi di John Ford con un monumentale John Wayne. L'ho notato osservando questa cover del grande Villa (bravo come sempre). Ruju procede bene e sono curioso di leggere la stroria. Per quanto riguarda gli articoli m'incuriosisce quello sugli scrittori indiani.

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Raramente ho trovato davvero convincenti le storie dell'almanacco - soprattutto a causa della lunghezza troppo breve per i miei gusti - ma quest'anno ho molta fiducia in Ruju che anche stavolta, a leggere il riassunto della trama, sembra aver costuito un bel personaggio a tutto tondo. Invece Scascitelli, i cui disegni sono di innegabile qualità, ha però un tratto che (gusto personale) non mi soddisfa appieno.

Ah... la copertina di Villa è davvero straordinaria! Il 2015 da questo punto di vista inizia alla grande!

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Niente male...

Una storia che si preannuncia, pur sempre restando nell'insieme delle storie "minori" degli almanacchi, abbastanza interessante e piacevole. La trama dalle anticipazioni sembra sono di tipo molto classico.

Spero di trovare una storia di buona qualità che si piazzi tra me migliori degli almanacchi.

Molto buoni i disegni di Scascitelli; Ottima la copertina.

Modificato da John Deere

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Uscito, almeno dalle mie parti, il nuovo Almanacco del West.

Ho letto la storia "Scure Nera" e l'ho trovata davvero molto molto buona.

Sia a livello di trama, dialoghi, personaggi, ambientazione varia, sia a livello di disegni: Sandro Scascitelli ha fatto secondo me un ottimo lavoro.

Mi piace il suo tratto pulito e variegato, oltre a questo mi piace il suo tocco personale alle fisionomie di Tex e Carson.

 

Non voglio spoilerare troppo, ma Ruju riesce in queste 110 pagine (un albo della serie regolare quindi) a confezionare una storia rispettando tutti i tempi.

E non è facile, perchè dentro è riuscito a metterci una storia dove si intreccia una vendetta vecchia di 20 anni.

 

Molto interessante anche vedere nel flashback di 20 anni prima, Tex che stava per diventare capo dei Navajos.

 

Il tema della vendetta è ormai abusatissimo, ma qui l'autore riesce a non annoiarci, leggete poi ditemi se non siete d'accordo con me.

 

Bravo Pasquale e bravo Sandro, speriamo di leggervi più spesso :)

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Ho appena finito di leggera la storia. Il mio commento e':9. Con questo numero si racchiude tutto il mio pensiero positivo sulla storia. Ottima trama col colpo di scena finale e disegni ampiamente sopra la sufficienza. L'unico mio dubbio rimane sulla scena che ha portato Tex a sconfiggere Scure Nera. Possibile che lanciarlo sul fuoco gli abbia prodotto così grandi scottature? Ero solo un fuoco da campo. Comunque ottimo.

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Uhm più che un semplice fuoco da campo, usato solitamente per cuocere i fagioli o fare il caffè, a me sembrava un fuoco bello grosso e ben alimentato e soprattutto usato per illuminare la scena - riunione dei navajos, probabilmente lì riuniti per l'annuncio di chi doveva essere il nuovo capo.

Secondo me per questo Scure Nera ha preso così tante ustioni.

Comunque rivisto invecchiato non era così malridotto ! :)

Le cure dello stregone hanno dato ottimi risultati

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Dettaglio da sottolineare: il flashback in cui si vede Tex che si appresta a diventare capo dei Navajos avviene 20 anni prima della vicenda.

Kit Willer già era grande, in questo caso Kit dovrebbe avere ben oltre i 18-20 che gli sono sempre stati attribuiti.

Anche se in questa storia non è presente direi che è cresciuto parecchio :D

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Anche a me è piaciuta la storia, che in solo 110 pagine si sviluppa su vari fronti con la parte iniziale , la rapina, quasi a sé stante, però permette di inquadrare i personaggi, con la presenza di flashback diversi , uno del bandito, l'altro di Tex. In questo c'è forse un' incongruenza, che solo chi ha letto il n° 16 ("Il fuoco") conosce, perché Tex divenne capo dei Navajos quando Kit ha circa 17 anni, potrebbe essere però stato designato successore di Freccia Rossa molti anni prima in un raduno di anziani come sembra nella storia (l' assenza di Freccia Rossa nei disegni potrebbe essere giustificata in quanto non partecipa alla scelta del suo successore, e i 20 anni tornano). Ruiu già sulla serie regolare affronta la vendetta e la reazione diversa di Tex e Logan, anche qui c'è la reazione diversa tra Tex e Strong, ma la dirimente è la stessa : non colpire gli innocenti. Da Eschilo il finale: una tragedia nella tragedia, però molto realistica e in quei tempi e territori poteva essersi verificato, anche più di una volta, le guerre fra popoli e civiltà diverse hanno causato tragedie collettive e individuali. I disegni sono buoni, anche se non sempre mi piace la raffigurazione di Tex e Carson. Un buon almanacco.

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Ottimo Almanacco, come da aspettative.

La Storia l'ho trovata sopra la media degli almanacchi, Ruju ha fatto un lavoro molto bello, è una storia "classica" e come diceva qualcun'altro il tema della vendetta ormai è anche un po troppo usato (addirittura contemporaneamente con Luna Insanguinata) ma avendo gestito questa storia ottimamente Ruju l'ha resa molto interessante perciò ben venga.

I Disegni sono meravigliosi, fantastico Scascitelli, le sequenze notturne sono perfette ma in quelle diurne, sarà che siamo abituati diversamente, io ci ho visto troppo bianco e troppo poco nero, comunque al di là del rapporto b/n i disegni in se sono da 10.

Voto: 8.

 

-

 

Piccola curiosità sull'Appaloosa:

L'ho letta velocemente, ma mi è balzata all'occhio una cosa che vorrei far notare, non come errore ma come curiosità per ampliare la cultura generale visto che credo che pochi o nessuno lo sappiano; a pagina 88 nell'ultima vignetta c'è il cavallo sellato e imbrigliato che sta brucando l'erba... pascolando tranquillamente diciamo, data la situazione in corso non è un errore perchè il cavallo se n'è andato per i fatti suoi e nessuno lo controllava, quindi è normalissimo, ma, per curiosità, vi informo che un cavallo imbrigliato con l'imboccatura e il morso non può mangiare, al massimo strappa erba con i denti ma non può mandarla giù perchè il morso gli tiene bloccata la lingua.

Qualcuno lo sapeva? :)

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Che storia, ragazzi!

Ormai è una cosa che ripeto quasi ogni volta che leggo gli albi di Ruju: grande! Davvero uno sceneggiatore coi controfiocchi, che Tex sa come scriverlo davvero: linguaggio, carattere, trame.

E anche questa volta una storia che colpisce il lettore, dura e realistica, addirittura spietata, un dramma umano con un finale sconvolgente e perfino beffardo.

Davvero, più Ruju su Tex!

Storia da 9,5: una delle più belle mai apparse sull'Almanacco, una delle più intense del periodo post 600.

 

Storia accompagnata alla grande dai disegni splendidi di un grande disegnatore dallo stile molto personale e molto ricercato: Scascitelli credo sia una delle matite più eleganti mai viste su Tex - i suoi tratteggi, che quasi trasformano le sue tavole in vere e proprie incisioni, sono una cosa splendida-

Molto molto bravo, e con una caratterizzazione dei pards centratissima

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Dopo la breve dello scorso anno Un covo di belve della coppia Ruju-Scascitelli sono curioso di vederli alla prova con una storia più lunga, per quanto limitata alle dimensioni da Almanacco.

Confido nella vena di Pasquale che ultimamente ha dato prova di grande capacità di gestione dei pards.

Le tavole in anteprima mostrano una cura del dettaglio e un discreto dinamismo sia nella drammatica sequenza dell'attacco indiano alla famiglia di coloni sia nella scena notturna che vede Tex e Carson alle prese con gli Hopi.

Nella copertina Villa ci regala un Tex incorniciato nella porta della casa distrutta, con il primo piano della scure che evoca il nome del protagonista e allo stesso tempo conferisce ulteriore drammaticità al disegno che ancora una volta ci conferma la bravura di Claudio.

La nuova e più moderna grafica inaugurata nel 2013 aggiunge eleganza all'albo.

 

Come dicevo in apertura aspetto di leggere questa nuova storia con molta curiosità.

Scusate l'autocitazione, ma riprendo da dove ero rimasto.

Le attese che nutrivo per questa storia sono state abbondantemente ripagate.

Pasquale  conferma la sua padronanza del mondo texiano e confeziona una storia molto convincente con tempi, stacchi e richiami da manuale.

La sequenza iniziale, apparentemente scollegata con il resto della vicenda, ci consente di far conoscenza con il protagonista che, a dispetto del titolo non è Scure Nera che pur determina tutta la vicenda, ma una delle sue prime vittime Roger Strong, cresciuto con l'ossessione di Scure Nera e una volta divenuto da adulto uno scaltro fuorilegge senza scrupoli, condannato da un mare incurabile, dedica l'ultimo tempo che gli rimane a portare a termine la sua personale vendetta. 

L'evolversi della storia con i continui flashback chiarificatori porta più volte a rovesciare il nostro atteggiamento empatico nei confronti dei vari protagonisti dal feroce Scure Nera, guerriero Navajo dalla testa calda che una volta uscito malconcio dallo scontro con Aquila della Notte si ritira a vita privata in solitudine trasformandosi in padre di famiglia. E il crudele e disperato Roger Strong trova quasi una giustificazione al suo modo di agire mano a mano che si svelano i retroscena di eventi che riaffiorano alla memoria e si mostrano alla nostra conoscenza. E il fido Will che guidato da un profondo sentimento di amicizia e riconoscenza nei confronti del suo capo lo segue in ogni impresa, anche la più nefanda per poi decidere di collaborare con Tex.

E il colpo di scena finale che illumina da un altro punto di vista quanto abbiamo appreso nel corso della lettura.

Bravissimo Pasquale e bravissimo anche Scascitelli che mostra una grande capacità di rappresentare il West con un tratto preciso e raffinato.

 

Relativamente alle incongruenze segnalate, sia relativamente alla durata della nomina di Tex a capo dei Navajo con relativa conta dell'età anagrafica di Kit (ma verrebbe da dire chissene...) che per l'appaloosa che bruca col morso (ha ragione John a dire che il cavallo col morso non può mangiare, ma l'equino probabilmente non lo sa e il muso all'erba lo avvicina...), a mio vedere non incidono minimamente sul risultato di una storia che ritengo ottima.

Modificato da natural killer

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Dopo la breve dello scorso anno Un covo di belve della coppia Ruju-Scascitelli sono curioso di vederli alla prova con una storia più lunga, per quanto limitata alle dimensioni da Almanacco.

Confido nella vena di Pasquale che ultimamente ha dato prova di grande capacità di gestione dei pards.

Le tavole in anteprima mostrano una cura del dettaglio e un discreto dinamismo sia nella drammatica sequenza dell'attacco indiano alla famiglia di coloni sia nella scena notturna che vede Tex e Carson alle prese con gli Hopi.

Nella copertina Villa ci regala un Tex incorniciato nella porta della casa distrutta, con il primo piano della scure che evoca il nome del protagonista e allo stesso tempo conferisce ulteriore drammaticità al disegno che ancora una volta ci conferma la bravura di Claudio.

La nuova e più moderna grafica inaugurata nel 2013 aggiunge eleganza all'albo.

 

Come dicevo in apertura aspetto di leggere questa nuova storia con molta curiosità.

Scusate l'autocitazione, ma riprendo da dove ero rimasto.

Le attese che nutrivo per questa storia sono state abbondantemente ripagate.

Pasquale  conferma la sua padronanza del mondo texiano e confeziona una storia molto convincente con tempi, stacchi e richiami da manuale.

La sequenza iniziale, apparentemente scollegata con il resto della vicenda, ci consente di far conoscenza con il protagonista che, a dispetto del titolo non è Scure Nera che pur determina tutta la vicenda, ma una delle sue prime vittime Roger Strong, cresciuto con l'ossessione di Scure Nera e una volta divenuto da adulto uno scaltro fuorilegge senza scrupoli, condannato da un mare incurabile, dedica l'ultimo tempo che gli rimane a portare a termine la sua personale vendetta. 

L'evolversi della storia con i continui flashback chiarificatori porta più volte a rovesciare il nostro atteggiamento empatico nei confronti dei vari protagonisti dal feroce Scure Nera, guerriero Navajo dalla testa calda che una volta uscito malconcio dallo scontro con Aquila della Notte si ritira a vita privata in solitudine trasformandosi in padre di famiglia. E il crudele e disperato Roger Strong trova quasi una giustificazione al suo modo di agire mano a mano che si svelano i retroscena di eventi che riaffiorano alla memoria e si mostrano alla nostra conoscenza. E il fido Will che guidato da un profondo sentimento di amicizia e riconoscenza nei confronti del suo capo lo segue in ogni impresa, anche la più nefanda per poi decidere di collaborare con Tex.

E il colpo di scena finale che illumina da un altro punto di vista quanto abbiamo appreso nel corso della lettura.

Bravissimo Pasquale e bravissimo anche Scascitelli che mostra una grande capacità di rappresentare il West con un tratto preciso e raffinato.

 

Relativamente alle incongruenze segnalate, sia relativamente alla durata della nomina di Tex a capo dei Navajo con relativa conta dell'età anagrafica di Kit (ma verrebbe da dire chissene...) che per l'appaloosa che bruca col morso (ha ragione John a dire che il cavallo col morso non può mangiare, ma l'equino probabilmente non lo sa e il muso all'erba lo avvicina...), a mio vedere non incidono minimamente sul risultato di una storia che ritengo ottima.

 

 

Esatto, questo è un albo anomalo cronologicamente ma, soddisfatto da questa bella storia, sento che, almeno per questa volta, "non me ne frega niente", mi sono goduto la storia senza pormi questo problema. :)

Il Cavallo (come tutti, del resto) una volta lasciato incustodito o non tenuto in riga, tenta sempre si azzannare qualche erba, è normalissimo, perciò non la reputo una incongruenza, al massimo lo sarebbe stato se in cima al cavallo ci fosse stato qualcuno.

Modificato da John Deere

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Il racconto scritto da Ruju e disegnato da Scascitelli è veramente superlativo, nella scia tradizionale della saga texiana.

Non sono in grado di aggiungere nulla a quanto scritto dagli altri amici e, in particolare, alla precisa e completa analisi di NK.

Per quanto riguarda le rubriche, le ho trovate interessanti come sempre, grazie agli spunti utilizzati per i vari approfondimenti.

Ho trovato esaustiva la critica sul film "Un milione di modi per morire nel West" che Graziano Frediani ha scelto di scrivere nel suo Editoriale.

Nello scorso ottobre, dopo aver visionato questo "strano" film, ho postato nel blog "Cinema Western" un intervento che concludevo chiedendomi ".....è questa la nuova frontiera del western?". Frediani è d'accordo con me, concludendo il suo Editoriale scrivendo " ....se è vero che il western è morto, sarebbe meglio lasciarlo riposare nella tomba, piuttosto che rianimarlo" come è stato fatto con questo film.

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Le incongruenze cronologiche che, ripeto, solo chi ricorda il n° 16 nota, non tolgono nulla alla bellezza, alla fluidità e alla coerenza interna della storia. Un lettore che leggesse Tex per la prima volta potrebbe innamorarsi di questo Tex, che nel duello incriminato ci offre due perle: la1° quando all' appellativo spregiativo che gli rivolge Scure Nera di "viso pallido" risponde "Io sono Aquila della notte", come dire: sono più indiano di te, perché rispetto le regole e lo sciamano, e i miei comportamenti mi definiscono. La 2° quando prontamente soccorre Scura Nera ustionandosi le mani, anche a costo di salvare un nemico che poi potrebbe vendicarsi. E in questo caso Ruiu ci mostra nuovamente un Nuvola Rossa grande guaritore, come già in " La prova del fuoco". (cosa dite di candidarlo al Nobel per la medicina?) E una 3° perla finale è il silenzio di Tex sull' identità di Strong per non dare altro dolore alla madre.

Modificato da Betta 53

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Del tutto d'accordo con Betta!

In quelle scene Ruju dimostra di conoscere bene il carattere del personaggio Tex, le sue caratteristiche essenziali. E riesce, inoltre, a metterlo al centro della narrazione, evitando così il rischio di metterlo troppo in secondo piano: si possono quindi scrivere storie con grandi personaggi che bucano la pagina (Strong lo è, a mio avviso) senza farli diventare "rubascena".

...e a proposito della scena con Aquila della Notte: che bella la terza vignetta di pagina 100, con Tex che esce dall'oscurità inquadrato dal basso! In alcune vignette Scascitelli ha fatto dei piccolo capolavori.

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