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Sam Stone

[654/655] Inferno A Oil Springs

Voto alla storia  

50 members have voted

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A me questa prima parte della storia è piaciuta. Tex è duro e risoluto come nelle avventure scritte da G.L. Bonelli, di cui Manfredi mi pare appia ben compreso il modo di sceneggiare le avventure e di caratterizzare i protagonisti. Non ci sono tempi morti. Tex è sempre al centro dell'azione, sagace e duro. I duetti con Carson azzeccati. Mi è sembrata intrigante la presenza della bella prostituta, al cui fascino i due pard non sno sembrati indifferenti. Forse è insolito l'inizio della storia, con il conferimento dell'onoreficenza a Tex e Carson, che pure non mancano di sottolineare il loro disagio.

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A pag 69 a Randy rispunta un braccio.

Io non me ne ero accorto, bravo West complimenti a te e.......opere di misericordia per tutti quei soloni che se ne dovevano accorgere prima della pubblicazione.

ERRORACCIO!!!

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Per me la migliore storia scritta da Manfredi finora. Davvero una piacevole lettura, con una sana dose d'ironia e dei pards che più che sbirri mi sono sembrati i pards guasconi di GL Bonelli. Anche la sequenza contestata della sparatoria non ha niente da spartire con quanto abbiamo letto di Faraci qualche mese fa ( li erano assediati all'interno di una casa, qui fanno un fuoco d'inferno contro un branco di perditempo), da una parte l'estrema faciloneria di Faraci nel risolvere una situazione senza via d'uscita, dall'altra solo l'esagerazione di Manfredi in sintonia con il tono, come dice Paco, da commedia dell'albo, ma sono due cose nettamente distinte! Anche i personaggi sono tutti riusciti, da Rachel ai due Braddock, specie il secondo, ambiguo testafine, per finire con il nuovo sceriffo (avevo notato anch'io il braccio che rispunta dal niente, svista a dir poco clamorosa). Disegni di Leomacs che assecondano al meglio la sceneggiatura. Per me questa prima parte è da 9.

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la sequenza contestata della sparatoria non ha niente da spartire con quanto abbiamo letto di Faraci qualche mese fa ( li erano assediati all'interno di una casa, qui fanno un fuoco d'inferno contro un branco di perditempo), da una parte l'estrema faciloneria di Faraci nel risolvere una situazione senza via d'uscita, dall'altra solo l'esagerazione di Manfredi in sintonia con il tono, come dice Paco, da commedia dell'albo, ma sono due cose nettamente distinte!

 

Sul fatto che la scena di Manfredi non abbia nulla a che spartire con quella ben piu' infelice di Faraci, non potremmo essere piu' d'accordo - in quel caso la sceneggiatura era in un vicolo cieco e la soluzione scelta per uscirne decisamente inappropriata; inoltre il tono della storia era molto diverso.

Pero' anche in questo caso la scena mi ha fatto storcere un po' il naso: Tex e' presentato come un superuomo, invulnerabile alle pallottole degli avversari, che saranno pure dei perditempo ma qualche pallottola potrebbero mandarla a segno... Il fatto che ne faccia una vera strage poi per me stride un po' con il tono da commedia che permea l'intero albo. E se Tex e Carson avessero fatto saltare un po' di cappelli e pistole con qualche fucilata, standosene pero' al riparo e lanciando qualche grido di avvertimento, con successiva fuga degli imprevidenti perditempo? Sarebbe stata un'altra esagerazione, ma forse piu' in linea con l'atmosfera da commedia...

 

Comunque ribadisco che anche a me l'albo e' piaciuto, anche se non arrivo al tuo 9, e se non sono del tutto entusiasta e' perche' da Manfredi, che stimo enormemente, mi aspetto sempre quel qualcosa in piu'...

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A me è piaciuto un po' meno invece, stimando anch'io moltissimo Manfredi da lui mi aspetto di più, sulla sparatoria d'accordissimo con pecos: Tex è un uomo abilissimo, il migliore con le pistole ecc ecc ma qui sembra invulnerabile il che è un po esagerato (sempre IMHO), anche perchè lui come potrebbe sapere prima di buttarsi allo scoperto che gli avversari sono dei perditempo con una mira che manco un cieco?

 

Sulla guasconeria posso anche essere parzialmente d'accordo (solo parzialmente perchè il Tex manfrediano mi risulta a tratti alquanto antipatico), ma anche dopo una rilettura mi resta la sensazione che il Tex sindacalista dell'inizio sia un bel po stonato e che la scena della sparatoria sia molto simile a quella di Faraci dato che anche qui devono buttarsi allo scoperto esponendosi al tiro degli avversari. Mi è parsa davvero una scena, e qui cito natural killer, "a cavallo tra cartone animato e videogioco sparatutto"

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dall'altra solo l'esagerazione di Manfredi in sintonia con il tono, come dice Paco, da commedia dell'albo, 

Il mio problema è che a me questo tono "da commedia", e da commedia grottesca, non è piaciuto affatto: è una delle poche volte, nel Tex degli ultimi anni, in cui mi sono ritrovato, mentre leggevo, a chiedermi "ma questo è un albo di Tex??" - in pieno stile "vecchie mummie" o "critico" di Ubc :(

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Un primo commento a caldo: ottimi i disegni di Leomacs.

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A pag 69 a Randy rispunta un braccio.

In un blog dove si spacca in quattro un semplice filo d'erba (=grande merito dei commenti!), il passare sotto silenzio (o quasi....) l'ERRORACCIO del disegnatore, significa che la lobby interna funziona a meraviglia.

In questo caso, purtroppo, nemmeno l'intervento del Settimo Cavalleria di stanza ad Arezzo potrebbe lenire lo sconforto.

 

A mio giudizio, questo sfortunato episodio dimostra che questa volta TUTTI quanti in redazione abbiano avuto voce in capitolo nei controlli si sono dimostrati assolutamente APPROSSIMATIVI.

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Comunque a me (senza contare "L'ERRORACCIO"), i disegni di Leomacs sono piaciuti; per quanto riguarda i testi, io sono di parte perchè Manfredi a me piace un sacco.

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Ribadisco che, a mio avviso, Manfredi ha scritto una storia rispettando perfettamente il modo di sceneggiare, di delineare i personaggi, di gestire Tex fissato da G.L. Bonelli.

Il Tex di Nizzi era probabilmente meno guascone, meno diretto, più riflessivo.

Credo, tuttavia, che il grande autore di Fiumalbo, che pure è stato un grandissimo sceneggiatore di Tex ed ha scritto storie memorabili, avesse modificato la caratterizzazione di Tex, rispetto all'originale di Bonelli, cui Manfredi, in questa storia, si avvicina maggiormente. 

Leomacs mi sembra molto adatto a disegnare il western.

Lo stesso Manfredi, notoriamente molto esigente nei confronti dei disegnatore, mi pare si fosse dichiarato soddisfatto del suo lavoro.

Qualche sbavatura Leomacs l'ha commessa, ma nel complesso il suo lavoro è buono.

Oltre tutto, mi pare cerchi di ispirarsi, come molti suoi colleghi, a Ticci/Villa, per rimanere fedele alla caratterizzazione di Tex comunemente accettata.

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A mio giudizio, questo sfortunato episodio dimostra che questa volta TUTTI quanti in redazione abbiano avuto voce in capitolo nei controlli si sono dimostrati assolutamente APPROSSIMATIVI.

 

Sono cose che capitano, per fortuna, raramente. Molto peggio andò nell'albo "Missione speciale" alla fine degli anni novanta, quando ortiz confuse il Campidoglio con la casa bianca, giudica tu, con grande scandalo di cui parlarono persino i giornali:

 

washington-alamy-03.jpg?v=201312081123  casa_bianca.jpg

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A pag 69 a Randy rispunta un braccio.

In un blog dove si spacca in quattro un semplice filo d'erba (=grande merito dei commenti!), il passare sotto silenzio (o quasi....) l'ERRORACCIO del disegnatore, significa che la lobby interna funziona a meraviglia.

In questo caso, purtroppo, nemmeno l'intervento del Settimo Cavalleria di stanza ad Arezzo potrebbe lenire lo sconforto.

 

A mio giudizio, questo sfortunato episodio dimostra che questa volta TUTTI quanti in redazione abbiano avuto voce in capitolo nei controlli si sono dimostrati assolutamente APPROSSIMATIVI.

 

 

Io sinceramente l'erroraccio come lo chiami tu, non l'ho neanche notato.

Probabilmente mi è sfuggito o ero distratto, comunque non ci vedo tutto questo scandalo, all'epoca di Galep c'erano personaggi che da una vignetta all'altra avevano i capelli lunghi o rasati, avevano la barba e la perdevano, poi tornava.

 

Mi pare più grosso l'errore di qualche anno fa segnalato da Ymalpas, ma non certo da strapparsi i capelli.

Poi ognuno interpreta come vuole e si diverte a polemizzare come gli pare

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A pag 69 a Randy rispunta un braccio.

In un blog dove si spacca in quattro un semplice filo d'erba (=grande merito dei commenti!), il passare sotto silenzio (o quasi....) l'ERRORACCIO del disegnatore, significa che la lobby interna funziona a meraviglia.

In questo caso, purtroppo, nemmeno l'intervento del Settimo Cavalleria di stanza ad Arezzo potrebbe lenire lo sconforto.

 

A mio giudizio, questo sfortunato episodio dimostra che questa volta TUTTI quanti in redazione abbiano avuto voce in capitolo nei controlli si sono dimostrati assolutamente APPROSSIMATIVI.

 

 

Io sinceramente l'erroraccio come lo chiami tu, non l'ho neanche notato.

Probabilmente mi è sfuggito o ero distratto, comunque non ci vedo tutto questo scandalo, all'epoca di Galep c'erano personaggi che da una vignetta all'altra avevano i capelli lunghi o rasati, avevano la barba e la perdevano, poi tornava.

 

 

Non è certo da questi dettagli che valuto una storia - e questa finora mi ha lasciato piuttosto interdetto, per varie ragioni di cui parlerò ad avventura completata - ma onestamente il paragone di Sam mi sembra alquanto improprio: erano anni in cui Galep e lo stesso GLB non avevano il tempo praticamente di mangiare e dormire, in cui era sempre buona la prima (vignetta). Oggi è tutto diverso, c'è una redazione ampia, spazio e tempo per revisioni, etc, e dunque francamente certi errori lasciano con la sensazione di un lavoro svolto con poca cura. 

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Vabbè Don Fabio, erano altri tempi.

Però non mi pare ci sia da scandalizzarsi se ogni tanto capitano questi errori.

 

I lettori un tempo avevano meno pretese e forse si divertivano di più senza criticare o fare le punte su tutto!

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Sergio Bonelli, in una pagina della Collezione storica a colori, parla della precedente avventura; accanto un'illustrazione recente di Leomacs con i personaggi della storia e una torre che vomita petrolio ( e sangue):

 

 

29z2agh.jpg               UpkPfA5XLjipLDQrwJbbKNSoUIriuxaMAr8hcsBI

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Una prima parte perfetta ed entusiasmante. E’ proprio un peccato che Manfredi si dedichi a Tex con il contagocce, vista la bravura con cui lo scrive ed anche - a dispetto di certe sue dichiarazioni - l’evidente sintonia che ha con il personaggio (lo raffigura molto più simpatico, per dire, di alcuni personaggi di sua creazione). Soprattutto giostra sempre magistralmente i due pards, sia nelle azioni che nei dialoghi, ed è forse l’unico tra gli attuali sceneggiatori del ranger a restituire a Tex l’antica aria guascona da castigamatti e a infondergli ironia.
Molto suggestiva l’inedita ambientazione nei campi petroliferi, sui cui Manfredi com’è sua caratteristica riporta gli autentici retroscena storici (e soprattutto, in maniera peraltro molto texiana, gli sporchi giochi di potere che vi nascono attorno), anche se mi stona un po’ l’adesione del suo Tex - ma è una cosa che un po’ si vede anche in Boselli - al reale corpo dei Texas Rangers, che per G.L. Bonelli era invece un entità molto più astratta la cui stella aveva giurisdizione negli interi Stati Uniti.
Ben riuscito il personaggio di Rachel, chiaramente ispirato, anche fisicamente, alla Hildy del film 'La ballata di Cable Hogue'.
Leomacs mi pare avere modificato un po’ il tratto rispetto a 'Mondego il Killer' e sembra ancora alla ricerca di un suo stile, tanto che questo risulta a volte un po' impersonale, e a vignette molto riuscite ed efficaci ne alterna altre con fisionomie non sempre azzeccate... Nonostante ciò è senz'altro promosso.

Segnalo l’ennesimo svariore di Frediani nella pagina della posta: la storia 'Oro nero' è del 1966, non degli anni settanta...

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Una prima parte perfetta ed entusiasmante. E’ proprio un peccato che Manfredi si dedichi a Tex con il contagocce, vista la bravura con cui lo scrive ed anche - a dispetto di certe sue dichiarazioni - l’evidente sintonia che ha con il personaggio (lo raffigura molto più simpatico, per dire, di alcuni personaggi di sua creazione). Soprattutto giostra sempre magistralmente i due pards, sia nelle azioni che nei dialoghi, ed è forse l’unico tra gli attuali sceneggiatori del ranger a restituire a Tex l’antica aria guascona da castigamatti e a infondergli ironia.
Molto suggestiva l’inedita ambientazione nei campi petroliferi, sui cui Manfredi com’è sua caratteristica riporta gli autentici retroscena storici (e soprattutto, in maniera peraltro molto texiana, gli sporchi giochi di potere che vi nascono attorno), anche se mi stona un po’ l’adesione del suo Tex - ma è una cosa che un po’ si vede anche in Boselli - al reale corpo dei Texas Rangers, che per G.L. Bonelli era invece un entità molto più astratta la cui stella aveva giurisdizione negli interi Stati Uniti.

 

Sì, questo è anche un tratto tipico di Boselli. Per GLB, almeno in origine, il suo corpo dei Rangers era chiaramente un'agenzia federale, tanto è vero chedd aveva sede a Washington. A volte Boselli vuole storicizzare un po' troppo.

 

Ben riuscito il personaggio di Rachel, chiaramente ispirato, anche fisicamente, alla Hildy del film 'La ballata di Cable Hogue'.

 

Lo dice apertamente anche lo stesso Manfredi sulla sua pagina facebook

 

Leomacs mi pare avere modificato un po’ il tratto rispetto a 'Mondego il Killer' e sembra ancora alla ricerca di un suo stile, tanto che questo risulta a volte un po' impersonale, e a vignette molto riuscite ed efficaci ne alterna altre con fisionomie non sempre azzeccate... Nonostante ciò è senz'altro promosso.

Segnalo l’ennesimo svariore di Frediani nella pagina della posta: la storia 'Oro nero' è del 1966, non degli anni settanta...

 

Svarione decisamente imperdonabile. Non si può nemmeno dire che Frediani volesse riferirsi . alla pubblicazione come ristampa sul Tex Gigante invece che a quella originale sugli albi a striscia perché l'albo "Yuma" è del gennaio 1967.

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Una prima parte perfetta ed entusiasmante. E’ proprio un peccato che Manfredi si dedichi a Tex con il contagocce, vista la bravura con cui lo scrive ed anche - a dispetto di certe sue dichiarazioni - l’evidente sintonia che ha con il personaggio (lo raffigura molto più simpatico, per dire, di alcuni personaggi di sua creazione). Soprattutto giostra sempre magistralmente i due pards, sia nelle azioni che nei dialoghi, ed è forse l’unico tra gli attuali sceneggiatori del ranger a restituire a Tex l’antica aria guascona da castigamatti e a infondergli ironia.
Molto suggestiva l’inedita ambientazione nei campi petroliferi, sui cui Manfredi com’è sua caratteristica riporta gli autentici retroscena storici (e soprattutto, in maniera peraltro molto texiana, gli sporchi giochi di potere che vi nascono attorno), anche se mi stona un po’ l’adesione del suo Tex - ma è una cosa che un po’ si vede anche in Boselli - al reale corpo dei Texas Rangers, che per G.L. Bonelli era invece un entità molto più astratta la cui stella aveva giurisdizione negli interi Stati Uniti.

 

Sì, questo è anche un tratto tipico di Boselli. Per GLB, almeno in origine, il suo corpo dei Rangers era chiaramente un'agenzia federale, tanto è vero chedd aveva sede a Washington. A volte Boselli vuole storicizzare un po' troppo.

 

 

Cioè secondo te la celebre storia "Un ranger del Texas" l'ho scritta io...

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Una prima parte perfetta ed entusiasmante. E’ proprio un peccato che Manfredi si dedichi a Tex con il contagocce, vista la bravura con cui lo scrive ed anche - a dispetto di certe sue dichiarazioni - l’evidente sintonia che ha con il personaggio (lo raffigura molto più simpatico, per dire, di alcuni personaggi di sua creazione). Soprattutto giostra sempre magistralmente i due pards, sia nelle azioni che nei dialoghi, ed è forse l’unico tra gli attuali sceneggiatori del ranger a restituire a Tex l’antica aria guascona da castigamatti e a infondergli ironia.
Molto suggestiva l’inedita ambientazione nei campi petroliferi, sui cui Manfredi com’è sua caratteristica riporta gli autentici retroscena storici (e soprattutto, in maniera peraltro molto texiana, gli sporchi giochi di potere che vi nascono attorno), anche se mi stona un po’ l’adesione del suo Tex - ma è una cosa che un po’ si vede anche in Boselli - al reale corpo dei Texas Rangers, che per G.L. Bonelli era invece un entità molto più astratta la cui stella aveva giurisdizione negli interi Stati Uniti.

 

Sì, questo è anche un tratto tipico di Boselli. Per GLB, almeno in origine, il suo corpo dei Rangers era chiaramente un'agenzia federale, tanto è vero chedd aveva sede a Washington. A volte Boselli vuole storicizzare un po' troppo.

 

 

Cioè secondo te la celebre storia "Un ranger del Texas" l'ho scritta io...

 

 

 

Mai detto questo... e del resto non l'ha scritta nemmeno G.L.Bonelli se è per questo.  Ciò non toglie che ti capita di voler inquadrare certi dettagli in un contesto storicamente realistico anche quando non ce ne sarebbe stretta necessità, il che è curioso perché altre volte non esiti a prenderti alcune licenze narrative.

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C'è necessità, in questo caso. Tutti sanno ormai, a differenza del 1948, chi e che cosa sono i rangers. O dove vivono Navajos e Sioux ecc... ecc...

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l’adesione del suo Tex - ma è una cosa che un po’ si vede anche in Boselli - al reale corpo dei Texas Rangers, che per G.L. Bonelli era invece un entità molto più astratta la cui stella aveva giurisdizione negli interi Stati Uniti.
 

Per la verità nella storia dei numeri 219 e 220 GLB fa nominare attraverso Eli Parker i due pards agenti speciali, quindi era consapevole che la loro autorità non aveva giurisdizioni su tutti gli States

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C'è necessità, in questo caso. Tutti sanno ormai, a differenza del 1948, chi e che cosa sono i rangers. O dove vivono Navajos e Sioux ecc... ecc...

 

 

D'accordissimo, certi svarioni storici dei cosiddetti tempi eroici, perfettamente comprensibili allora, con gli occhi di oggi sarebbero inaccettabili. O almeno lo sarebbero per me. Per dirne una anche tutta la "prosopopea" sulla fascia wampum l'ho sempre trovata alquanto stonata. 

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A pag 69 a Randy rispunta un braccio.

La cosa in sé non mi infastidisce tanto, se la storia scorre non mi sto a focalizzare su queste cose.

Ma dal punto di vista del disegnatore e dei revisori... che vergogna! C'è da sprofondare sotto qualche metro di terra...

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A pag 69 a Randy rispunta un braccio.

La cosa in sé non mi infastidisce tanto, se la storia scorre non mi sto a focalizzare su queste cose.

Ma dal punto di vista del disegnatore e dei revisori... che vergogna! C'è da sprofondare sotto qualche metro di terra...

Vabbè, non mi sogno certo di sprofondare. Sul Corriere hanno scritto Jim Carson. E allora? Capita, nonostante i cinque diversi lettori che abbiamo noi. Leomacs, invece, secondo me l'ha fatto sicuramente apposta, si diverte così...

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Leomacs, invece, secondo me l'ha fatto sicuramente apposta, si diverte così...

 

Allora merita una medaglia, altro che vergogna!  :lol2:

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