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Sam Stone

[Texone N. 30] Tempesta Su Galveston

  

39 members have voted

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Da buon giornalista dovresti sapere che la maggior parte delle pubblicazioni periodiche hanno un numero di pagine prefissato, per mille motivi che vanno dalla foliazione tipografica al prezzo stabilito ecc ec... Le eccezioni esistono, ma sono rare.

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Da buon giornalista dovresti sapere che la maggior parte delle pubblicazioni periodiche hanno un numero di pagine prefissato, per mille motivi che vanno dalla foliazione tipografica al prezzo stabilito ecc ec... Le eccezioni esistono, ma sono rare.

 

Inoltre, nel campo dell'editoria a fumetti mondiale la Bonelli è la sola eccezione che mi viene in mente e solo dal 1964 e per alcune serie solamente. In Francia, Stati Uniti e dovunque mi venga in mente, nonché in Italia al di fuori della Bonelli, la regola è sempre stata: un numero prefissato di pagine ad episodio e un numero di episodi variabile a seconda della necessità. Io che sono cresciuto quando l'offerta fumettistica era sia molto varia che a buon mercato, ricordo i serial dell'Intrepido e del Monello di circa 13 pagine a puntata, le storie di 17/20 pagine dei supereroi Marvel e DC e i pocket come Diabolik, Kriminal, Satanik, etc, tutti con un numero di pagine prefissato.

Non che negli altri media le cose siano diverse: i serial televisivi sono articolati in puntate di 40 minuti l'una.

I grandi scrittori della narrativa popolare venivano pagati un tanto a parola e a seconda delle esigenze dei loro editori dovevano scrivere non meno di un certo numero di parole o pagine e non più di un certo altro e se il limite veniva oltrepassato comunque, tutto quello che non veniva ritenuto necessario o indispensabile veniva spietatamente tagliato.

Ancor oggi che gli autori di libri hanno più libertà nel decidere la lunghezza dei loro libri, sono comunque vincolati dal fatto che gli stessi saranno stampati in multipli di 16 pagine e solo in casi particolari di 8 o 4.

Ribadisco che se un autore a cui viene richiesta una storia di 32 pagine non riesce a metterci tutto quello che ritiene necessario, allora è meglio che cambi mestiere.

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arrivo ultimo per confermare la bontà di questa storia, veramente bella, con tematiche e personaggi davvero interessanti.

Molto bene anche Tex e Carson (del quale in pratica si dice che non riesce a tenerlo nei pantaloni), anche se troppe volte spuntano fuori al momento giusto venendo dal nulla.

Alcune cose di rilievo:

la psicologia della serva ammaliata-affascinata dal padrone;

l'intreccio di più sottotrame che vanno avanti indipendentemente dal fatto che Tex ne sia a conoscenza;

la tempesta come elemento centrale ai fini della conclusione;

e per finire l'accordo sullo sfruttamento dei galeotti fra il colonnello e il giudice, succede ancora oggi in America, l'Europa vorrà essere da meno? 

 

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Nonostante l'abuso di Ruju nel far uscire i nostri dal nulla nei momenti topici (andrebbe bene una volta, ma qui ce n'è qualcuna di troppo), la storia è veramente bella. Dai disegni francamente mi aspettavo un po' di più, sono un amante del tratto sintetico ma questi non mi hanno entusiasmato troppo, anche se c'è da dire che il colonnello Woodlord è stato tratteggiato dal disegnatore in maniera veramente efficace.

 

Sono sempre più contento che Ruju faccia parte dello staff del nostro ranger!

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Preso e letto. Bellissimo. Azione a vagoni, cattivi tosti e travolti puntualmente, i pard spiritosi e in palla, belle donne e un nemico viscido e immischiato in una porcheria in guanti gialli a spese dei deboli. Ruju ha ritmo e giostra i personaggi con destrezza. Poco pathos, molta action.E poi il mazzo di carte, un tocco che un gambler come me ha apprezzato assai,la mappa nei dorsi é una assurdità bestiale, si vedrebbe mischiando una bellezza, ma è un tocco di classe. Leggero nei toni, un tex evoluto, tardo bonelliano o protonizziano. Da secoli non mi godevo un Tex così leggero e digeribile, un bijù. 8 e sono avaro. 

Per concludere, disegni molto belli, resa bene la tempesta, sembra di sentire il clima sulla pelle. Quasi magnusiani i primi piani e alcune posture dei personaggi, bei disegni davvero davvero. Due pedate a Font e un nuovo acquisto, no, eh?peccato.

Mi riservo una analisi meno a caldo dopo aver girato come una trottola a Sassari per la faradda de li candareri, per ora passo e chiudo. 

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Bello, bello, bello!!!

L'ho letto tutto di un fiato e goduto non poco.

Ambientazione e personaggi ben riusciti. Tex e Carson davvero tosti. Equilibrio nell'alternare le scene e i personaggi, ottime caratterizzazioni, finale degno dei capolavori (un po mi ha ricordato le ultime tavole della "Grande Rapina" di Nizzi Ortiz con quel raggiungere l'agognato oro in fondo ad una fossa),  funzionali i disegni a mio avviso.

Uniche pecche direi una certa forzatura nel caratterizzare Elias e il suo odio verso il colonnello, e il rapporto tra il colonnello e Clementine, troppo ambiguo; ad esempio  non mi è  sufficientemente chiaro il perché della sua fedeltà nonostante la percossa che le riserva ad un certo punto il colonnello; poi nel finale un salto della quaglia troppo inspiegabile per me.

Ma a parte questo, bella storia da 8 

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Secondo me il salto della quaglia è spiegabile con una sorta di sindrome di Stoccolma che ha colpito la vittima nei confronti del suo aguzzino. Penso che l'idea di Ruju fosse questa e non la trovo nemmeno così forzata, anzi è uno dei punti più interessanti della storia. Anche Elias mi pare plausibile: è un carattere ribelle, indipendente, la sua insofferenza verso l' autorità giustifica l'odio nei confronti di un uomo che perpetra dei veri soprusi nei confronti dei proprii sottoposti. Piuttosto, quello che non mi ha convinto è proprio la modalità di questi soprusi, vale a dire le condanne spropositate inflitte dal giudice connivente: possibile che non si fosse sparsa la voce di una simile situazione? Se i prigionieri stanno lì per un lasso di tempo relativamente breve (Elias ad esempio è condannato a 3 anni) una volta liberi non denunciano la situazione? Magari non se li fila nessuno, d accordo, ma a Galveston sembra che nessuno ne sia a conoscenza, nemmeno a livello informale: non la madre di Elias, non la proprietaria del saloon, ma nemmeno lo sceriffo, che proprio non si spiega perché a Elias abbiano comminato una pena così sproporzionata rispetto al delitto commesso. Questa sì, l'ho trovata una forzatura.

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Studio per il Texone:

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On 28/6/2015 at 19:18, West10 dice:

Gran bel Texone sia per i disegni che per la storia. Sicuramente superiore sotto entrambi gli aspetti al Texone di l'anno scorso.

Cominciamo dalla sceneggiatura. Ruju imbastisce un'ottima storia ricca di spunti e di personaggi convincenti. L'ho trovata abbastanza scorrevole e coinvolgente aiutata in questo dagli ottimi disegni di Rotundo dal taglio cinematografico. Unica pecca della sceneggiatura il finale sin troppo telefonato: quando Eleanor insieme alla cuoca del suo locale attendono che il figlio di quest'ultimo trovi la cassa con l'oro è fin troppo scontato che subito d'oro apparirà il colonnello e a ruota Tex e Carson. 

Passiamo ai disegni. Avevo avuto modo di vedere molte delle tavole durante la loro preparazione, rivederle tutte stampate su Texone mi confermano l'ottima impressione che mi avevano fatto in precedenza. Massimo Rotundo è un ottimo disegnatore, un grande! 

E' un peccato che non sia stato subito coinvolto in un altro lavoro su Tex. Attualmente sta lavorando ad uno speciale su Brendon ma spero che terminato questo lavoro lo si richiami. Il suo stile è perfetto per Tex e con la sua velocità lo vedrei bene sia su storie lunghe della regolare sia su una bella storia di un Maxi tanto per risolvere l'annoso problema di avere disegnatori bravi e veloci per questa testata.

Allora...Concordo su molti punti. Finale un po' troppo telefonato, i pards compaiono un po' troppo spesso dal nulla. Buonissimi i disegni di Rotundo, ricca la platea dei personaggi (ben caratterizzati), accattivante l'ambientazione(tra porto, palude e piantagione) e la tematica post schiavista. Bravo Ruju, un bel 7 ricco a questo Texone.

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