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Curiosità e aneddoti vari su Tex e i suoi autori

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Notizie flash & aneddoti vari su Tex e i suoi autori...


Da un po' di tempo stavo pensando a una discussione di questo tipo, uno spazio cioè dove far confluire le piccole notizie che non troverebbero spazio in altre discussioni...

Ognuno di voi può partecipare, per tenere pulita la discussione però limitiamoci a riportare lo stretto necessario e evitiamo i commenti a quanto postato dagli altri!

Via, si parte...!

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Alla fine degli anni ottanta e nei primi anni novanta Sergio Bonelli decise di coinvolgere qualche nuovo autore da affiancare a Claudio Nizzi. Un nome su tutti fu quello di Gino D'Antonio, che rifiut? però la collaborazione, salvo poi dedicarsi alla stesura della sua prima ( e purtroppo unica ) sceneggiatura texiana una quindicina di anni dopo...

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Il nome di Giancarlo Berardi ? associato nel ricordo dei lettori di Tex al magnifico maxi del 1990 disegnato splendidamente da Letteri e intitolato "Oklahoma!". In molti hanno sperato che la sua collaborazione alla testata si concretizzasse con la stesura di una nuova sceneggiatura. Un sogno che nei primi anni novanta fu sul punto di realizzarsi, allorch? lo scrittore genovese parl' con il Bonelli di un possibile soggetto sulle disavventure del generale Custer culminate rovinosamente sul Litttle Big Horn. La storia sarà poi scritta e pubblicata anni dopo ad opera di Claudio Nizzi.

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Il primissimo soggetto che Mauro Boselli present? a G. L. Bonelli, circa trent'anni fa, riguardava una storia incentrata sul personaggio di Carson ( no, non quella del suo passato... sorry, ma sul soggetto non posso dirvi proprio niente perchè lo stesso autore non ha escluso l'ipotesi di riprenderlo un giorno in considerazione ), poi lasciata cadere perchè non avevano trovato un finale adeguato!

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Contrariamente a quanto creduto da molti, Claudio Nizzi incontr? solo una volta Gianluigi Bonelli, per puro caso, nella redazione di via Buonarroti. In quell'occasione non parlarono neppure di Tex, l'incontro fu peraltro molto cordiale e il grande Bonelli non manc? di chiedere al suo successore ufficiale se... gli piacessero le donne!

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In un tempo ormai lontano, la casa editrice non si avvaleva della collaborazione di un illustratore/disegnatore come avviene invece oggi con Luigi Corteggi, il colorista delle copertine di Tex era l'allora giovanissimo Sergio Bonelli, ciò che spiega perchè in quegli anni Tex ostentasse disinvoltamente camicie di volta in volta diverse, ora contraddistinte da un bel rosso acceso, ora da un giallo altrettanto squillante!

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I personaggi caratterizzati da Gianluigi Bonelli si contraddistinguono non solo per la loro forza fisica, ma anche per il controllo dei loro sentimenti e della loro emotivit?. Solo una volta l'autore è venuto meno a questa regola, quando in una vignetta del numero 12 mostra una lacrima sul viso di Gros-Jean nel momento in cui si separa dall'amico Tex, lacrima subito cancellata da un fazzoletto e da parole che alludono ad un provvidenziale malanno di stagione: un raffreddore!

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Le avventure di Aquila della Notte sono state pubblicate in Brasile per molti anni ( circa quindici ) dalla grande casa editrice "Editora Globo". Un repentino e drastico ridimensionamento della politica editoriale ha comportato la sospensione della pubblicazione di quello che dopo la produzione umoristica di Mauricio de Sousa ( il Walt Disney sudamericano ) è il più popolare fumetto stampato in Brasile! Da allora le pubblicazioni del popolare "Ranger do Oeste" sono state riprese con ( grande ) successo dalla piccola Mythos Editora... che puntualmente manda in edicola tre edizioni mensili delle avventure di Tex Willer!

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L'ottavo texone disegnato da Capitanio era originariamente destinato alla serie regolare. Il disegnatore seppe solo nel novembre del 1994 che Bonelli aveva deciso di farne un albo speciale, allorquando egli aveva già realizzato un copioso numero di tavole. Il cambiamento del formato ebbe ovviamente come conseguenza una certa differenza di resa tra le prime tavole, abbozzate per il classico formato bonelliano e le successive, di grande formato, dove il talentuoso artista ebbe modo di sbizzarrirsi con una delicata e infinita cura dei dettagli.

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Quando alla fine degli anni ottanta Sergio Bonelli decise di lanciare la collana dei Texoni interpell' numerosi artisti di riconosciuta fama internazionale. Tra questi ricordiamo i nomi dell'italiano di nascita ma argentino d'adozione, Juan Zanotto, autore di numerosi western ( deceduto nel 2005 ), dello spagnolo Juan Gim?nez oppure ( sogno proibito ) di Milo Manara! Molti degli autori contattati rifiutarono perchè scarsamente interessati dall'iniziativa, altri, dopo un ripensamento duranto anche anni, hanno accolto il progetto bonelliano... tra questi citiamo Bernet e Font!

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Il vecchio Tex, che negli anni settanta vendeva mensilmente dalle seicento alle settecentomila copie, nel giugno del 1992 ha perso per la prima volta nella sua storia editoriale il primato delle vendite in casa Bonelli: il numero 69 di Dylan Dog si attestava infatti sulle 340.000 copie, diecimila in più del numero di Tex ( La legge della colt ) venduto quello stesso mese!

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Diversi lettori avevano commentato negativamente il fatto che, nella storia "Yukon Selvaggio" ( nn. 412 - 414 ), Tex, dopo un inseguimento in slitta, abbandonasse i cani legati alle due slitte di cui si era servito. Sergio Bonelli, nella posta inclusa nel n. 244 di "Tutto Tex", spieg? che la scena in cui Tex e i pards li lasciavano liberi era già stata disegnata da Fusco, ma che poi Nizzi aveva deciso di tagliarla per ragioni di "economia narrativa", disinnescando in tal modo possibili proteste da parte di associazioni animaliste ( che avrebbero potuto far impallidire il famoso "caso Codacons", scoppiato qualche decina di numeri dopo.... ;);) )

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Secondo una voce molto diffusa, nel disegnare donna Manuela Guzman, la "cattiva" de "L'enigma dell'ippocampo" ( nn. 16 - 17 ), Galep si sarebbe ispirato alle fattezze di Tea Bonelli, moglie di GLB e madre di Sergio Bonelli, che era allora responsabile della casa editrice.

Ah però! Se è vero, era realmente una bellissima donna la signora Bonelli. E forse non del tutto gradita al Galep nazionale?

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Nel 1948 il piccolo appartamento di via Aurelio Saffi, a Milano, è condiviso da Tea Bertasi ( in Bonelli ), dal figlio Sergio e da Aurelio Galleppini, giunto nel capoluogo lombardo dalla Sardegna l'anno precedente. E' questa la sede della redazione delle Edizioni Audace. La signorina Antonia, prima segretaria di Tea Bonelli ( nonchè zia di Liliana Gentini, attuale segretaria personale di Sergio Bonelli ) è la giovane donna alla quale Galep si ispira allorch? deve disegnare il personaggio di Florecita, nipote di El Diablo ( albo n° 1 intitolato "La Mano Rossa" ). Tempo dopo, è la stessa Tea a ispirare a Galep, come già ricordato sopra, lo splendido personaggio di Manuela Guzman!

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Tra le copertine galleppiniane ritoccate da Corteggi, figurano "Caccia all'uomo" ( il volto di Andy Wilson ), "Tempo di uccidere" ( il volto di Tiger Jack ) e "La miniera del terrore" ( originariamente era solo un disegno di Galep, al quale Corteggi ha aggiunto lo sfondo, con una tecnica non troppo dissimile da quella usata da Bignotti per le prime cinquanta copertine della serie ).

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Secondo voci non confermate all'albo del sessantennale sarà allegato il romanzo di G. L. Bonelli "Il massacro di Goldeena", impreziosito da alcune illustrazioni di Aldo Di Gennaro... [ fonte: scls. it ]

C'è scritto anche in 4^ di copertina nell'albo Tornado. Ergo, credo che la voce sia confermata. :rolleyes:

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In effetti il massacro di Goldena sarà allegato al Tex di settembre, ma quando Ymalpas ha scritto la notizia non era ufficiale...

Aggiungo come curiosità, che questa è la copertina originale del massacro di Goldena, ma la SBE ha deciso di dotare il volume di una nuova copertina la cui immagine non è ancora disponibile sul sito della casa editrice.

Immagine postata

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