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      BUON NATALE   24/12/2017

      BUON NATALE e felici Festività a voi!
ymalpas

Curiosità e aneddoti vari su Tex e i suoi autori

Messaggi consigliati/raccomandati

Marcheselli è il nuovo direttore editoriale della Bonelli, e anche curatore di Tex. Commenta così Recchioni:

Sergio Bonelli ama definirsi il numero 0 della sua casa editrice.
Adesso Mauro è il numero Uno.

In sostanza, ha potere decisionale praticamente su tutto e, in più, è diventato curatore di Tex.

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A proposito del leggendario soggetto bonelliano, io non ne so nulla! Forse Carlo Monni si riferisce all'episodio di Mefisto? Non esiste, ahimè, alcun soggetto? GL bonelliano per la semplice ragione che non ne scriveva!Borden

In realtà mi riferivo proprio a Mefisto, ma non parlavo di soggetti, bensì di idea. Nizzi afferma che l'idea per la resurrezione di Mefisto è stata completamente sua, mentre tu, in almeno un paio d'occasioni (per tacere di Villa che l'ha affermato in un'intervista a Daim Press di circa 10 anni fa) dicesti che l'idea di come far ritornare in vita Mefisto era già venuta a Bonelli, che te ne aveva anche parlato. In sostanza, circa mezzo secolo fa, se non di più, Bonelli scrisse parte di una sceneggiatura cinematografica per un film dedicato a Cagliostro. Nelle prime (e forse uniche) scene di questa sceneggiatura Cagliostro tornava in vita prendendo possesso del corpo di un giovane nella Parigi di fine 800 o primi del 900 (non vi ricorda qualcosa, in effetti? :capoInguerra:). In una riunione tu citasti la cosa, riferendo che GLB avrebbe voluto riciclare l'idea per Mefisto e che si sarebbe potuto, in effetti, procedere così. La cosa fu annotata e l'idea passata a Nizzi perchè la realizzasse. Confermi?

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A proposito del leggendario soggetto bonelliano, io non ne so nulla! Forse Carlo Monni si riferisce all'episodio di Mefisto? Non esiste, ahimè, alcun soggetto? GL bonelliano per la semplice ragione che non ne scriveva!Borden

In realtà mi riferivo proprio a Mefisto, ma non parlavo di soggetti, bensì di idea. Nizzi afferma che l'idea per la resurrezione di Mefisto è stata completamente sua, mentre tu, in almeno un paio d'occasioni (per tacere di Villa che l'ha affermato in un'intervista a Daim Press di circa 10 anni fa) dicesti che l'idea di come far ritornare in vita Mefisto era già venuta a Bonelli, che te ne aveva anche parlato. In sostanza, circa mezzo secolo fa, se non di più, Bonelli scrisse parte di una sceneggiatura cinematografica per un film dedicato a Cagliostro. Nelle prime (e forse uniche) scene di questa sceneggiatura Cagliostro tornava in vita prendendo possesso del corpo di un giovane nella Parigi di fine 800 o primi del 900 (non vi ricorda qualcosa, in effetti? :capoInguerra:). In una riunione tu citasti la cosa, riferendo che GLB avrebbe voluto riciclare l'idea per Mefisto e che si sarebbe potuto, in effetti, procedere così. La cosa fu annotata e l'idea passata a Nizzi perchè la realizzasse. Confermi?
Beh, sicuro che confermo! E' andata così. Ricordo perfettamente la riunione, ma ancora di più quella vecchia preziosa sceneggiatura ingiallita. E comunque era solo un piccolo spunto... Borden

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Civitelli, com'? risaputo, è venuto in aiuto spesso e volentieri del bravo Claudio Nizzi sommerso dalla imponente mole di lavoro, proponendogli nel corso degli anni numerosi soggetti che poi sono stati concretizzati in sceneggiature da parte dell'autore modenese. L'ultima collaborazione sembrerebbe riguardare la storia "Tumak l'inesorabile"... Scritta in un'epoca in cui - internet - fungeva già da cassa di risonanza di una collaborazione che Nizzi avrebbe preferito restasse segreta, la divulgazione ha infatti spazientito l'erede di GL Bonelli che ha escluso praticamente la possibilità di nuove collaborazioni in futuro con Civitelli. Il quale, visto anche il pesante rimaneggiamento che ha subito la storia nel secondo albo, ha pensato dal canto suo di presentare ormai i suoi nuovi soggetti direttamente all'editore ( che in passato, sappiatelo, poco aveva gradito questo tipo di collaborazioni, la maggior parte avvenute per questo motivo all'oscuro della casa editrice ). In un'intervista recente, Civitelli ha dichiarato di aver presentato per l'appunto un soggetto di 40 pagine ( molto dettagliato ) nel 2006, che è stato scartato da Canzio per il seguente motivo: c'era già una storia in lavorazione che ricordava molto da vicino le idee contenute nel soggetto, che Canzio ha giudicato comunque positivamente. C'è da dire che Civitelli si è dichiarato poco soddisfatto dell'impostazione che era stata data ultimamente al personaggio Tex, da qui il suo desiderio di cimentarsi nella scrittura di un episodio che ce lo restituisca con le sue vere caratteristiche. Purtroppo, dopo la bocciatura del soggetto di 40 pagine, gli è stato impossibile nel 2007 e 2008 scriverne un altro, per i numerosi impegni che l'hanno coinvolto nella realizzazione di due storie contemporaneamente, quella di Manfredi, dapprima interrotta a pagina 56 per consentire la realizzazione delle 110 tavole dell'albo del sessantennale, e poi ripresa subito dopo. Ora che è al lavoro su una nuova storia di Boselli la cu pubblicazione è prevista dopo il 2011, non è detto che il buon Fabio non trovi finalmente il tempo per stendere un nuovo soggeto da presentare al nuovo Direttore Editoriale Marcheselli. Ce lo auguriamo tutti!

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Civitelli, com'? risaputo, è venuto in aiuto spesso e volentieri del bravo Claudio Nizzi sommerso dalla imponente mole di lavoro, proponendogli nel corso degli anni numerosi soggetti che poi sono stati concretizzati in sceneggiature da parte dell'autore modenese.

L'ultima collaborazione sembrerebbe riguardare la storia "Tumak l'inesorabile"... Scritta in un'epoca in cui - internet - fungeva già da cassa di risonanza di una collaborazione che Nizzi avrebbe preferito restasse segreta,? la divulgazione ha infatti spazientito l'erede di GL Bonelli che ha escluso praticamente la possibilità di nuove collaborazioni in futuro con Civitelli.

Il quale, visto anche il pesante rimaneggiamento che ha subito? la storia nel secondo albo, ha pensato dal canto suo di presentare ormai i suoi nuovi soggetti direttamente all'editore ( che in passato, sappiatelo,? poco aveva gradito questo tipo di collaborazioni, la maggior parte avvenute per questo motivo all'oscuro della casa editrice ).

In un'intervista recente, Civitelli ha dichiarato di aver presentato per l'appunto un soggetto di 40 pagine ( molto dettagliato ) nel 2006, che è stato scartato da Canzio per il seguente motivo: c'era già una storia in lavorazione che ricordava molto da vicino le idee contenute nel soggetto, che Canzio ha giudicato comunque positivamente.

Non era un soggetto, ma una vera e propria sceneggiatura. Il soggetto effettivo era di circa 7 o 9 pagine, come al solito. Civitelli lo present? a Nizzi, che lo bocciò, giudicandolo poco interessante. In realtà, poco dopo, present? lui stesso un soggetto che, nella parte finale, riprendeva proprio le idee esposte nel soggetto di Civitelli (sostituzione dell'oro con ferro e progetto di fuga via mare). Variava il finale vero e proprio, con il confronto tra Tex ed il capo dei banditi. Si tratta, se non l'avevate capito, de: "Lo squadrone infernale".

Credo di poter dire che Civitelli ci sia rimasto male per lo scippo di Nizzi, ma da vero signore non se ne è mai lamentato nemmeno col diretto interessato. Il quale, peraltro, da parte sua, in precedenza aveva già utilizzato elementi di un precedente soggetto, da lui scartato, di Civitelli per elaborare il soggetto de "La banda dei tre", storia peraltro affidata allo stesso Civitelli, il quale ha sempre ritenuto che Nizzi avesse utilizzato la sua idea del tutto inconsciamente, non ricordandosi che era contenuta in un soggetto presentato proprio da Fabio.
A scanso di equivoci, preciso che l'unico punto di contatto tra i due soggetti era che in quello di Civitelli c'era un politico che aveva avuto un passato di rapinatore di banche sotto altro nome.

C'è da dire che Civitelli si è dichiarato poco soddisfatto dell'impostazione che era stata data ultimamente al personaggio? Tex, da qui il suo desiderio di cimentarsi nella scrittura di un episodio che ce lo restituisca con le sue vere caratteristiche.

Purtroppo, dopo la bocciatura del soggetto di 40 pagine, gli è stato impossibile nel 2007 e 2008° scriverne un altro, per i numerosi impegni che l'hanno coinvolto nella realizzazione di due storie contemporaneamente, quella di Manfredi, dapprima interrotta a pagina 56 per consentire la realizzazione delle 110 tavole dell'albo del sessantennale, e poi ripresa subito dopo.

Ora che è al lavoro su una nuova storia di Boselli la cu pubblicazione è prevista dopo il 2011, non è detto che il buon Fabio non trovi finalmente il tempo per stendere un nuovo soggeto da presentare al nuovo Direttore Editoriale Marcheselli.

Ce lo auguriamo tutti!

Me compreso. :indianovestito:

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Civitelli, com'? risaputo, è venuto in aiuto spesso e volentieri del bravo Claudio Nizzi sommerso dalla imponente mole di lavoro, proponendogli nel corso degli anni numerosi soggetti che poi sono stati concretizzati in sceneggiature da parte dell'autore modenese.

L'ultima collaborazione sembrerebbe riguardare la storia "Tumak l'inesorabile"... Scritta in un'epoca in cui - internet - fungeva già da cassa di risonanza di una collaborazione che Nizzi avrebbe preferito restasse segreta,? la divulgazione ha infatti spazientito l'erede di GL Bonelli che ha escluso praticamente la possibilità di nuove collaborazioni in futuro con Civitelli.

Il quale, visto anche il pesante rimaneggiamento che ha subito? la storia nel secondo albo, ha pensato dal canto suo di presentare ormai i suoi nuovi soggetti direttamente all'editore ( che in passato, sappiatelo,? poco aveva gradito questo tipo di collaborazioni, la maggior parte avvenute per questo motivo all'oscuro della casa editrice ).

In un'intervista recente, Civitelli ha dichiarato di aver presentato per l'appunto un soggetto di 40 pagine ( molto dettagliato ) nel 2006, che è stato scartato da Canzio per il seguente motivo: c'era già una storia in lavorazione che ricordava molto da vicino le idee contenute nel soggetto, che Canzio ha giudicato comunque positivamente.

Non era un soggetto, ma una vera e propria sceneggiatura. Il soggetto effettivo era di circa 7 o 9 pagine, come al solito. Civitelli lo present? a Nizzi, che lo bocciò, giudicandolo poco interessante. In realtà, poco dopo, present? lui stesso un soggetto che, nella parte finale, riprendeva proprio le idee esposte nel soggetto di Civitelli (sostituzione dell'oro con ferro e progetto di fuga via mare). Variava il finale vero e proprio con il confronto tra Tex ed il capo dei banditi. Si tratta, se non l'avevate capito de: "Lo squadrone infernale".

Credo di poter dire che Civitelli ci sia rimasto amle per lo scippo di Nizzi, ma da vero signore non se ne è mai lamentato nemmeno col diretto interessato. Il quale, peraltro, da parte sua, in precedenza aveva già utilizzato elementi di un precdente soggetto scartato di Civitelli per elaborare il soggetto de "La banda dei tre", storia peraltro affidcata allo stesso Civitelli, il quale ha sempre ritenuto che Nizzi avesse utilizzata la sua idea del tutto inconsciamente, non ricordandosi che era contenuta in un soggetto presentato prorpio da Fabio.
A scanso di equivoci, preciso che l'unico punto di contatto tra i due soggetti era che in quello di Civitelli c'era un politico che aveva avuto un passato di rapinatore di banche sotto altro nome.

C'è da dire che Civitelli si è dichiarato poco soddisfatto dell'impostazione che era stata data ultimamente al personaggio? Tex, da qui il suo desiderio di cimentarsi nella scrittura di un episodio che ce lo restituisca con le sue vere caratteristiche.

Purtroppo, dopo la bocciatura del soggetto di 40 pagine, gli è stato impossibile nel 2007 e 2008° scriverne un altro, per i numerosi impegni che l'hanno coinvolto nella realizzazione di due storie contemporaneamente, quella di Manfredi, dapprima interrotta a pagina 56 per consentire la realizzazione delle 110 tavole dell'albo del sessantennale, e poi ripresa subito dopo.

Ora che è al lavoro su una nuova storia di Boselli la cu pubblicazione è prevista dopo il 2011, non è detto che il buon Fabio non trovi finalmente il tempo per stendere un nuovo soggeto da presentare al nuovo Direttore Editoriale Marcheselli.

Ce lo auguriamo tutti!

Me compreso. :indianovestito:
Carlo, grazie, speravo molto in un tuo intervento chiarificatore, che puntualamente è venuto. Io spero molto in una storia scritta da Civitelli, cha ha dimostrato negli anni un amore forte nei confronti del personaggio. E' un grandissimo disegnatore e anche a livello di soggetti, has dimostrato ampiamente di saperci fare.

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Dir? di più, mentre leggevo la sceneggiatura mi veniva spontaneo visualizzare le scene disegnate non da Civitelli stesso, ma dal grande Ticci. Qui, più che la mia ammirazione incondizionata per il disegnatore senese, credo che abbia giocato anche l'inconscio di Fabio, che ha finito per costruire un intreccio che sarebbe bastato adattissimo per Ticci (e con questo, credo di avervi dato, senza volerlo, anche qualche indizio sugli elementi del soggetto in questione :indianovestito:).

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Peste ho combinato un macello! Volevo quotare e ti ho modificato invece il messaggio!!!!! Mille scuse... Comunque Carlo, se ne vuoi parlare più ampiamente ( e se ne puoi :indianovestito: ), sai bene che è musica per le nostre orecchie. Se Civiteli fosse stato presente sul forum, l'avrei sommerso di domande :trapper: Un grande!

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Dir? di più, mentre leggevo la sceneggiatura mi veniva spontaneo visualizzare le scene disegnate non da Civitelli stesso, ma dal grande Ticci. Qui, più che la mia ammirazione incondizionata per il disegnatore senese, credo che abbia giocato anche l'inconscio di Fabio, che ha finito per costruire un intreccio che sarebbe bastato adattissimo per Ticci (e con questo, credo di avervi dato, senza volerlo, anche qualche indizio sugli elementi del soggetto in questione :indianovestito:).

Ecco quanto è rimasto di un mio intervento dopo il successivo, devastante intervento di Ymalpas, :bisonte:


Mi è stato chiesto di ricostruirlo e ci prover?, anche se, ahimè, non aspettatevi che ripeta esattamente ciò che ho scritto ieri. Ahim?, ammesso che lo sia mai stata, la mia memoria non è più così precisa. :capoInguerra:

Ricostruivo le vicende dell'unico tentativo di sceneggiatura fatto da Civitelli ormai più di tre anni fa e rimasto nel cassetto da allora.
Come dicevo, sono uno dei pochi che ha avuto la fortuna di leggere sia il soggetto, che le 40 pagine di sceneggiatura scritte da Civitelli (tra gli altri ci sono Canzio, Boselli e forse anche Nizzi). Vorrei ricordarmi anche il titolo che lui aveva dato alla storia, ma a parte che doveva esserci la parola oro non ricordo altro.
Devo dire che, a mio modesto parere di profano, Civitelli aveva realizzato una divisione tavola per tavola molto buona, se non perfetta, con una giusta alternanza di primi piani, campi lunghi etc. Questo non è certo sorprendente, data la sua esperienza di disegnatore. Anche i dialoghi mi sono sembrati buoni ed anche qui ha sorretto il buon Fabio non solo il fatto di lavorare su Tex da oltre 25 anni, ma anche quello di esserne stato lettore da molto prima, che lo ha aiutato a dare ritmo giusto. Immagino che più di uno sceneggiatore professionista potrebbe trovare qualcosa da limare, specie nei dialoghi, ma lo trovo normalissimo nel caso di un principiante.

(A questo punto posso ricollegarmi alla parte di testo precedente rimasta integra e riprodurla nuovamente)

Dir? di più, mentre leggevo la sceneggiatura mi veniva spontaneo visualizzare le scene disegnate non da Civitelli stesso, ma dal grande Ticci. Qui, più che la mia ammirazione incondizionata per il disegnatore senese, credo che abbia giocato anche l'inconscio di Fabio, che ha finito per costruire un intreccio che sarebbe stato adattissimo per Ticci (e con questo, credo di avervi dato, senza volerlo, anche qualche indizio sugli elementi del soggetto in questione :indianovestito:).

Aggiungo solo, a scanso di equivoci che, sebbene Nizzi abbia praticamente scippato a Civitelli l'escamotage della fuga del bandito nella parte finale de "Lo squadrone infernale". Il soggetto di Fabio non aveva nulla a che fare con quello di quest'ultimo. Ambientazione e sviluppo erano totalmente diversi. :colt:

P. S. Adesso, Ymalpas, cancellami anche questo. :capoInguerra:

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P. S. Adesso, Ymalpas, cancellami anche questo.  :capoInguerra:

Mi scuso ancora una volta con tutti per il disastro di ieri e ringrazio Monni, signore anche questa volta, per essersi prestato a una riscrittura del messaggio cancellato ( che sappiamo tutti quale piacevole lavoro sia :indiano: )! Mi riprometto d'ora in poi stare alla larga dai suoi messaggi! Considerando per il momento esaurito il discorso sulle quaranta pagine sceneggiate da Civitelli ( ma sono sicuro che ci sarà modo di ritornarci in un prossimo futuro ) leggendo un 'intervista a Torricelli che esordir? l'anno prossimo su un almanacco di Mauro Boselli, ormai noto ai più col simpatico nomignolo di "fotocopiatrice umana" per le sue tavole che ricalcano molto da vicino i loro modelli di ispirazione, Ferri e Galep, posso avanzare l'ipotesi che questa propensione al ripodurre con la massima cura ed esattezza il loro tratto e stile, gli sia venuta dalla lunga gavetta che negli anni settanta lo vide all'opera nei panni di ghost artist alle prese con i più grandi disegnatori italiani e non dell'epoca!

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P. S. Adesso, Ymalpas, cancellami anche questo.  :capoInguerra:

Mi scuso ancora una volta con tutti per il disastro di ieri e ringrazio Monni, signore anche questa volta, per essersi prestato a una riscrittura del messaggio cancellato ( che sappiamo tutti quale piacevole lavoro sia :indiano: )! Mi riprometto d'ora in poi stare alla larga dai suoi messaggi!
Ci mancherebbe altro. Quotami quanto ti pare, ma sta solo attento a come. :colt:

Considerando per il momento esaurito il discorso sulle quaranta pagine sceneggiate da Civitelli ( ma sono sicuro che ci sarà modo di ritornarci in un prossimo futuro )

Ne sono certo anch'io

leggendo un 'intervista a Torricelli che esordir? l'anno prossimo su un almanacco di Mauro Boselli, ormai noto ai più col simpatico nomignolo di "fotocopiatrice umana" per le sue tavole che ricalcano molto da vicino i loro modelli di ispirazione, Ferri e Galep, posso avanzare l'ipotesi che questa propensione al ripodurre con la massima cura ed esattezza il loro tratto e stile, gli sia venuta dalla lunga gavetta che negli anni settanta lo vide all'opera nei panni di ghost artist alle prese con i più grandi disegnatori italiani e non dell'epoca!

Inoltre, se non sbaglio, credo che abbia anche frequentato lo studio di Galep.

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Tex è intramontabile perchè parla di valori forti, questo è il titolo di un articolo di Tiziana Guerrisi, apparso lo scorso 21 novembre sul quotidiano La Repubblica, che rende partecipi i suoi lettori dell'inaugurazione dei pannelli dedicati a grani personaggi del fumetto ( tra i quali il nostro Tex ). Ripropongo su questo forum la brevissima intervista rilasciata dall'editore Sergio Bonelli.



Ormai accettato come un mezzo di espressione a tutti gli effetti, il fumetto negli ultimi anni ha fatto un grande passo in avanti, oggi può raccontare anche la realtà e non solo storie figlie della fantasia.

Ne è convinto Sergio Bonelli, editore di Tex e figlio del suo creatore Gian Luigi Bonelli, presente ieri all' inaugurazione dei pannelli a Mezzocammino. Dei personaggi ideati da suo padre, da Tex a Davy Crockett ce n' è uno a cui è più legato?

La verità è che ognuno ha la sua storia, che ho vissuto e condiviso in prima persona. L' ambizione più grande per un editore di fumetti è proprio questa, mettere vicino al lettore quell' amico che magari non ha mai avuto. Nel tempo ci si affeziona così tanto ai personaggi che finiscono per diventare parte del nostro mondo reale.

Il successo di Tex non risente degli anni trascorsi, perchè?

Tex conta su un affetto molto forte dei lettori adulti, sono loro che mi scrivono più spesso e sono gli stessi ad avere nostalgia di quei valori semplici, ma evidentemente molto importanti per loro, che sono la base di tutte le nostre storie.

Che ricordo conserva oggi di suo padre?

Mio padre amava stare con le persone ed era molto orgoglioso del suo lavoro, la passione di una vita. Anche per questo gli piaceva parlare soprattutto con chi amava le sue storie, meno con i giornalisti. In questa occasione per esempio sarebbe stato molto schivo, gli succedeva sempre quando davanti aveva più di cinque o sei persone.

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Dalla Gazzetta di Parma, del 6 ottobre 2009



Le opere di Roberto Diso, pittore e disegnatore, si accostano per tanti aspetti ai personaggi che nel tempo l'autore ha realizzato per la Sergio Bonelli Editore: da Tex a Mister No, alla più recente Maschera d'argento. Considerazione inevitabile poich? Diso è nato pittore per intraprendere poi un ?mestiere? che gli ha dato fama e successo.
Oggi dichiara apertamente di voler tornare alla pittura, suo primo e grande amore, ma senza rinnegare il fumetto, e di voler presentare al pubblico questo suo lavoro artistico come non aveva fatto prima. Ecco allora le ragioni della mostra, aperta fino al 14 ottobre, alla Galleria Sant'Andrea di strada Cavestro, dove dominano, accanto ad alcune tavole di Tex, disegni e dipinti in un excursus che affonda le radici in una realtà attraversata dal fantastico. Una realtà che ben si evidenzia nella scelta dei soggetti, dai cavalli alle figure femminili; un fantastico che trova riferimenti nelle potenzialità di lettura delle immagini e si spiega con una frase ricorrente dello stesso autore: ?Mi considero un simbolista che tratta in modo un p? più enigmatico le cose già dette?; una dichiarazione d'intenti che ben si addice a questo suo modo di interpretare l'arte pittorica.
I colori sono aderenti al vero, come le forme, come certe immagini, dove però venature surreali e metafisiche attribuiscono al quadro un significato misterioso, di attesa, in un intreccio di ?figure rubate? alla mitologia greca ed accomunate ad ambientazioni naturalistiche che suggeriscono riferimenti concreti a quel simbolismo già citato, volto in concreto a rappresentare i sogni dell'uomo. I suoi personaggi, delineati con tratti precisi, paiono, infatti, muoversi all'interno del proprio immaginario di cui l'autore si sente partecipe. ?Sfilano? così in mostra figure femminili in posa, con un libro tra le mani, in attesa di qualcosa che verr?. Accanto immagini dove l'uso del simbolo più o meno evidente è inteso a dar forma visibile alle angosce e alle fantasie dell'uomo contemporaneo, al suo inconscio e alle sue ossessioni, alla voglia di fuggire da una realtà costretta, od ancora la realtà di un mondo che parla attraverso la ?bocca della verità?.
Mito e desideri si infrangono nell'uomo che attraversa a cavallo il rio, inseguito dai cavalieri: un diverso modo di raccontare storie, seppur basato su di un disegno per anni sperimentato sulle pagine dei fumetti, che la pittura o l'acquerello vogliono colorare dei nuovi ?sogni? dell'autore.
Il segno rimane quello morbido e dinamico di sempre, la tecnica è perfetta; è l'attenzione che guarda altrove, verso altre vie riscoperte, con intenzioni future.

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Il numero 233 "Scacco Matto" è stato pubblicato con due diverse quarte di copertina, - L'uomo del Khyber - e - Judas - uscite contemporaneamente. Quale variante è la più rara è Gli stessi esperti sono divisi, anche se c'è una leggera propensione ad indicare il Khyber. Da un punto di vista economico, il prezzo è lo stesso, pochi euro. Resta il fatto curioso, insomma, del'anomalia!

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Misteri della programmazione! Subito dopo il numero 400, erano previste in scaletta le due storie di Decio Canzio, da pubblicare consecutivamente: prima quella di Fusco, poi quella di Letteri. In realtà in edicola dopo "L'oro di Klaautu" venne pubblicata l'avventura "Bande rivali", testi di Medda e disegni di Blasco.

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Come rivela Sergio Bonelli alle pp. 11 - 12 del vol. 156 della "Collezione Storica a colori", in edicola oggi, "Il segreto del Morisco", la più lunga avventura texiana finora pubblicata, avrebbe dovuto assumere proporzioni ancor più imponenti. Su richiesta della redazione, infatti, Nolitta tagli? all'ultimo istante una trentina di pagine ( peraltro già realizzate da Letteri, come mostrano alcune vignette pubblicate in versione "colorata" nello stesso volume ), in cui Tex, nel corsoo della sua ricerca del figlio scomparso, si sarebbe dovuto anche scontrare con una banda di Apache.

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E' noto che il primissimo Tex di Fusco aveva il volto e la corporatura del suo "Lone Wolf", così come il Tex di Nicol' era gemello di un personaggio della serie de "I Laramy della valle". Desta più curiosità l'immagine sottostante...


Immagine postata


E' la copertina del n° 10 della collana Rodeo dedicata a "Rick Master", personaggio poliziesco creato da G. L. Bonelli e disegnato da Guglielmo Letteri, uscito nelle edicole nel marzo del 1968. La copertina, che dovrebbe essere comunque illustrata da Sergio Tarquinio, mostra il personaggio di Master che presenta una straordinaria somiglianza con il Tex Willer galleppiniano!

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