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TWF - Tex Willer Forum
ymalpas

Curiosità e aneddoti vari su Tex e i suoi autori

Messaggi consigliati/raccomandati

Oltre alle tavole per la nuova storia di Manfredi su Tex, che leggeremo esattamente tra un anno, civitelli dedica il suo tempo libero alla realizzazione di alcuni disegni che faranno parte del nuovo progetto editoriale (un libro) del ben noto G. B. Verger. Forse si farà anche una mostra, ma bisogner? aspettare ancora qualche anno.

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Nel disegnare il personaggio di Lohana ( che appare nella storia de "Il ritorno della Tigre Nera" ) Fabio Civitelli ha dichiarato di essersi chiaramente ispirato alla ( allora ) celebre top model Naomi Campbell.

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La giornata tipo di Mauro Boselli:

" Mi sveglio alle 6,30, porto a spasso il mio cane husky, corro mezz?ora nel parco, acquisto i giornali, doccia e colazione. Alle 8,15 sono in ufficio. Correggo e spedisco le mie pagine, controllo i disegni e faccio lavoro di redazione fino alle 12,30. Lauto pranzo all'italiana. Leggo i giornali. Dalle 15 alle 18.30 o 19 scrivo. Non sono soddisfatto se non ho realizzato almeno otto pagine in un pomeriggio. Fino alla 19.30 ginnastica. Poi cena e, se sto in casa, leggo fino alle 11.30 (anche per documentarmi) o guardo un film. Nei week-end viaggio con la mia famiglia (al mare, in montagna, in cittadine italiane), ma a volte mi ritaglio mezza giornata ancora per scrivere, leggere ecc..."

Cosa vede mauro Boselli quando guarda fuori dalla finestra è

In ufficio vedo il giardino del palazzo di via Buonarroti dove ha sede la Sergio Bonelli Editore. Dalllo studio di casa mia vedo solo una via di Milano, ma non la guardo mai, perchè sulla pagina bianca(scrivo a macchina, non col computer) vedo cose assai più interessanti, dai deserti dell'Arizona alle lande nebbiose della Scozia e tutto un mondo di fantasia..."


News tratte da un intervista al sito tedesco Splashcomics

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Dopo il fallimento registrato dalle vendite di Tex nel 2004, il ranger ritorna nelle edicole francesi nel mese di novembre di quest'anno, pubblicato dalle edizioni "Clair de Lune", con dei volumi in formato bonelliano di 200/300 pagine. Il precedente editore era Semic!

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Nel giugno del 1992, con il numero 69,"Caccia alle streghe",Dylan Dog sorpassa
nelle vendite Tex, in edicola lo stesso mese con il numero 380 "La legge della Colt" .
E' un momento storico perche' dopo quasi 50 anni Tex perde il primato di vendite
nella casa editrice.
Per quasi 8 anni, dal 1992 al 2000 Dylan Dog vender? piu' di Tex.

Fonte:Tex i miei primi 50anni-Editoriale Mercury.

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Nel 1980, circa ventotto anni fa, nelle tv locali andava in onda una trasmissione dell'Editoriale Cepim, l'attuale SBE, intitolata "TEX AND CO.", dove oltre al ranger, facevano capolino anche le avventure di Mister No, Zagor, la serie di "Un uomo, Un'avventura"... La sigla era quella contenuta nel 45" intitolato "Disco Tex", che potete ancora ascoltare sul forum.

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Il creatore grafico di Tex, il grande Aurelio Galleppini, era solito ammettere le difficolt? da lui incontrate quando, nell'ormai lontano 1948, ebbe a cimentarsi con il mondo del Selvaggio West americano. Nel suo passato di illustratore era sempre riuscito, in qualche modo, a procurarsi una rivista o un libro che lo aiutassero a descrivere ambientazioni africane o asiatiche ma, a quel tempo, le edicole e le librerie erano invece molto avare delle immagini, dei panorami, degli abitanti delle pianure, delle montagne e dei deserti dell'Ovest americano. Era il cinema, è vero, a offrire una ricchissima documentazione ma, sullo schermo, le figure correvano troppo veloci per permettere di esaminare con attenzione tutti i particolari. Inutile, quindi, negare che le prime storie di Tex proponevano un Far West piuttosto improbabile in cui, per esempio, i canyon e i rilievi montuosi erano più vicini alle Dolomiti oppure alla Sardegna (terra natale di Galep), piuttosto che alle Rocky Mountains. I primi indiani disegnati, beh, quelli avevano tutti l'aspetto carnevalesco di figuranti di certe rappresentazioni teatrali di provincia fino a quando, nelle librerie svuotate dal passaggio della guerra, riappariranno i primi libri dedicati ai pionieri della fotografia d'Oltreoceano. Mathew Brady, Timothy O'Sullivan, William Henry Jackson e, soprattutto, Edward S. Curtis alzarono il velo che, per anni, ci aveva nascosto il volto del vero West. Finalmente, le matite di tutti gli illustratori italiani di fumetti poterono disegnare correttamente le tende dei Piegan l'abbigliamento di un capo Nez Perc?, le collane di una donna Mohave, il variopinto copricapo di un Brul', le canoe degli indiani delle Woodlands oppure le sbrindellate uniformi dei confederati durante la Guerra Civile e persino i lineamenti fisionomici, ben diversi tra di loro, che distinguevano gli indiani delle varie tribù. Insomma, le preziose vecchie lastre di Curtis e dei suoi colleghi consentirono di aggiungere alle nostre avventure western una nuova dimensione: quella della documentazione etnologica e antropologica. ( tratto da un'intervista a Sergio Bonelli )

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Tra le varie iniziative promosse dalla casa editrice per sfruttare il successo dellle vendite degli albi di Tex è da ricordare quella intrapresa dall'allora Daim Press nel 1981, con una linea di capi d'abbigliamento ( jeans, t-shirts, felpati, camicie e altri simpatici accessori ) riportanti il marchio "Tex jeans and jackets" e venduti nei migliori negozi di abbigliamento.

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Per la sua primissima storia, quella disegnata dai fratelli Cestaro e in edicola a marzo 2009, l'ultimo arrivato degli autori texiani, Tito Faraci, ha scelto la nevosa location di Window Rock e una fredda fine d'autunno ( dicembre ):"Si trova vicino a Fort Laramie. E? un posto dove se viene freddo fa veramente freddo! Per un po' nella storia nevica, poi smette, la neve rimane già. Ho fatto attenzione ai dettagli del viaggio. C?? il problema di dove fermarsi a dormire, dove sostituire i cavalli. Cose che abbiamo letto in tutte le storie di Tex e avevo una gran voglia di raccontarle anch?io".

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La quarta e poi neanche ultima storia di Aldo Capitano, doveva essere come è risaputo "Colorado Belle". Il maestro ne aveva tracciato gli schizzi delle prime dieci pagine iniziali, poi rifatte ex-novo da Font, il disegnatore che gli è succeduto alla corte di Mauro Boselli!

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Gianluigi Bonelli si lamentava dei frequanti tagli, parliamo non solo di semplici parole ma addirittura di intere frasi, tagli che venivano effettuati dal letterista delle sue prime storie. Il primo era stato un disegnatore tecnico impiegato presso la Borletti, un tale chiamato Gino Rognoni, amico di uno zio di Sergio Bonelli, che per arrotondare lo stipendio scriveva la notte i testi nei balloon delle strisce texiane!

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Negli anni cinquanta le vendite delle strisce di Tex non superavamno le 60/70.000 copie... un terzo delle vendite realizzate da testate come Blek o Capitan Miki!

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Molte espressioni usate dal Tex degli esordi, come "sterco di cavallo" ( poi scomparse in seguito alle censure/revisioni ), denotavano forti accenti scatologici mutuati dalla letteratura americana: G. L. Bonelli voleva cioè imitare le durezze ( volgarit? ) degli amati giallisti d'oltreoceano!

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Sergio Bonelli in "Come Tex non c'è nessuno" sottolinea come caratteristica negativa del primo Tex il fatto che, occasionalmente, non esitasse a sparare alle spalle ai nemici ( attualmente, come è noto, il nostro ranger tira sempre un "colpo d'avvertimento" in casi del genere ).

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A Taos, entrati nrlla casa museo di Kit Carson, racconta Sergio Bonelli a proposito del viaggio che fece negli Stati Uiniti in compagnia del padre e del fratello, Gianluigi Bonelli butta un'occhiata al letto del famoso scout, di cui ha reinventato la figura nella saga texiana e non riesce a trattenere un'espressione delusa: "Sembra il letto di un nanerottolo! E io invece che l'ho sempre descritto come un gran bel pezzo d'uomo!".

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Se chiedete a Sergio Bonelli qual'? la storia scritta da Nizzi che preferisce, vi risponder?... quella del passato di Tiger Jack!

Lo credo bene, in molte storie scritte da lui il nostro Nolitta metteva sempre Tiger a fianco di Tex dimostrando il suo affetto per questo personaggio ed e' abbastanza comprensibile considerare "Furia rossa" e seguiti come la storia piu' bella di Nizzi, e poi perche' al di la' di tutto e' veramente ottima.

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Nell'a storia di Elk City, che era in edicola nella ristampa di Repubblica in questi giorni, corrispondente al mensile "Tex contro tutti", troviamo uno scherzoso scambio di battute tra il ranger e un... beccamorto! che ha il pregio di mostrare una versione dell'eroe che è anche molto ironica. Troppe volte nella serie regolare si ha infatti a che fare con un Tex duro, scontroso, serio, quasi triste, forse perchè vengono a mancare queste piccole scene di quotidianit?: nell'occasione infatti Tex ha la possibilità di sperimentare la rasatura del becchino, che è anche proprietario di un "Barber Shop"!!!

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Il marchio "Tex" appare riportato nelle ultime copertine sempre in alto a sinistra. L'ultima volta che è apparso in una posizione diversa, in alto a destra, è stato nella copertina di Galep, quella del numero 362 "Desperados". Un'altra curiosità, sempre su questo marchio, riguarda l'albo "Bersaglio Tex Willer" dove non compare proprio!

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All'inizio degli anni '80 quando Sergio Bonelli invito' Claudio Nizzi a scrivere Tex gli disse che ormai sul ranger era stato detto tutto e che non c'erano piu' idee.

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Qualche aneddoto sul film di Tessari. Doveva essere una serie televisiva di 14 episodi, ma durante le riprese la produzione pensè di adatare il "pilota"( cioè il primo episodio ) al cinema. Poi visto il fiasco del film nelle sale, la RAI prefer? abbandonare del tutto il progetto, pagando solo le opzioni per i restanti 13 episodi ai membri del cast. E a proposito di cast, Terence Hill era stato contattato per il ruolo di... Tiger Jack, poi andato a Carlo Mucari.

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