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Sam Stone

[Romanzi A Fumetti 03] Painted Desert

I voti alla storia:  

28 voti

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Messaggi consigliati/raccomandati

Ecco dov'era apparso.
E io che ci pensavo da giorni dove poteva essere presente ... sto invecchiando


Ed ho saputo che tornerà ancora, presumibilmente in uno dei prossimi Texoni scritti da Boselli (non quello di Andreucci).

 

Un personaggio simpatico  e unico come caratterizzazione, fa piacere sapere che ritornerà e diventerà un personaggio ricorrente della saga. Considerato che la sua prima apparizione si situa intorno al n. 650, non era cosa facile farlo digerire ai lettori, ma notevole davvero è l'empatia del personaggio che, se diventerà anche più incisivo nelle prossime storie, sarà una primaria acquisizione nella serie.

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Ecco dov'era apparso.
E io che ci pensavo da giorni dove poteva essere presente ... sto invecchiando


Ed ho saputo che tornerà ancora, presumibilmente in uno dei prossimi Texoni scritti da Boselli (non quello di Andreucci).

 

Un personaggio simpatico  e unico come caratterizzazione, fa piacere sapere che ritornerà e diventerà un personaggio ricorrente della saga. Considerato che la sua prima apparizione si situa intorno al n. 650, non era cosa facile farlo digerire ai lettori, ma notevole davvero è l'empatia del personaggio che, se diventerà anche più incisivo nelle prossime storie, sarà una primaria acquisizione nella serie.

Condivido, anche a me fece un ottima impressione.
 

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12729090_1676851795912411_56975662889010
https://www.facebook.com/TexSergioBonelliEditore/photos/a.1492137721050487.1073741830.1489450774652515/1676851795912411/?type=3&theater

Mauro lo tiene in mano, noi dovremo aspettare ancora un paio di settimane...
certo che anche in mano sua fa un gran bel figurone, ma sarà decisamente meglio quando potrò averlo tra le mie :D

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Preso stamane e letto nel pomeriggio. Innanzitutto, senza spoilerare niente, dico che è una bella storia, disegnata molto bene, con i colori che dominano in tutto il loro splendore. L'ho trovata un pelino inferiore rispetto al precedente "Frontera" come storia, ma più texiana, si ha quasi l'impressione di déjà vu, e non poteva essere diversamente vista l'ambientazione desertica, quella del pueblo hopi, e della grotta. A questo aggiungete un tocco di onirico e di apparentemente magico, una Debra (moglie dello sceriffo)  piena di sorprese (erede in questo di alcune recenti eroine boselliane), un Silent Foot grande protagonista e Tex e Tiger in formissima. Ho trovato delizioso il rimando al mito della nascita del deserto e al giocare con questi elementi da parte dell'autore anche nella parte finale, non lasciandolo fine a se stesso. La classica griglia bonelliana stavolta è (quasi) rispettata da Stano, almeno rispetto agli album precedenti decisamente più sperimentali, il disegnatore si dimostra a suo agio sia con i personaggi che con i paesaggi, bravissimo con i colori e questo l'ho già detto. Per concludere un'altra bella avventura che arrivi alla fine e vorrestio che non si interrompesse lì, bravi entrambi gli autori, e collana per riprendere le parole dell'introduzione di Davide Bonelli pienamente promossa!

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Concordo con te Sandro a eccezione della struttura delle tavole che sono montate alla francese su quattro strisce, mentre la griglia bonelliana classica è quella su tre strisce. Probabilmente intendevi che le strisce sono regolari senza le composizioni più variegate che abbiamo visto nei precedenti album.
Ma a parte questo anche io trovo molto efficaci disegni e colorazione. Per la storia commenterò dopo:

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Rieccomi. Terminata la lettura.
Boselli e Stano confezionano una storia memorabile che con un ritmo serrato ci trascina dal caldo del deserto fino al pueblo di Sombra Verde rivelandoci gli antefatti attraverso una serie di flashback e culminando nel clima misterioso della magia indiana che circonda la resa dei conti finale. E tra colpi di scena e sviluppi imprevedibili Tex e Tiger, come è giusto che sia, mettono autorevolmente fine a una vicenda che vede tra i suoi tanti protagonisti svettare il recente acquisto Silent Foot, che a questo punto si candida ad essere un credibile e apprezzabile comprimario ricorrente, Ben tratteggiata anche la figura di Debra destinata a rimanere tra le più incisive eroine di Boselli.
I disegni di Stano raccontano la storia in maniera assai convincente e la colorazione curata dallo stesso disegnatore sottolinea efficacemente l'ambientazione di ogni singola tavola.
Muy bien....

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S
P
O
I
L
E
R

Bella avventura dal ritmo serrato come dice natural. Grande Silent Foot che alla seconda apparizione si conferma personaggio straordinario che merita altri ritorni. Debra è un altro grandissimo personaggio anche se imho si capisce un po troppo presto da che parte stia veramente. Un soggetto abbastanza classico reso interessante da trovate niente male come le grotte protette dagli "spiriti", Debra e il sogno di Silent Foot. Nel complesso una buona storia anche se certamente inferiore a Frontera. Disegni e colori stupendi, unico neo il volto di Tiger che mi pare poco azzeccato e il Tex in copertina troppo giovane e simile a DD.


Infine una nota su una cosa che probabilmente da fastidio solo a me: era proprio necessario il titolo in inglese? Già siamo sommersi da parole inglesi in ogni ambito (come se la nostra lingua non fosse abbastanza ricca), non si poteva intitolare semplicemente Deserto dipinto?

Accidenti non posso più modificare! Dimenticavo di menzionare il finale

S
P
O
I
L
E


Un po forzato ed alla "via questa un'altra più fresca" ma in fondo sono un romantico e mi va bene così

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Pur avendo preferito "Frontera", sia per il soggetto che per i disegni, questa storia si conferma di buon livello, impreziosita dalla splendida veste grafica. Il ritmo è incalzante (reso necessario anche dal limitato numero di pagine a disposizione), i personaggi ben caratterizzati, Tex un po' in secondo piano, il segno grafico ricorda un po' troppo Dylan Dog ma la colorazione è ottima. Insomma una buona storia, anche se non raggiunge gli eccellenti livelli di "Frontera". 

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Molto bello il lavoro di Stano soprattutto con i colori.
Il soggetto ( non originalissimo ma molto buono ) secondo me avrebbe avuto bisogno di una sceneggiatura piu' lunga.
Ci sono infatti un sacco di personaggi e situazioni molto interessanti che potevano essere sviluppati ottimamemente anche in una stroria da 200 / 300 pagine e sappiamo tutti che Boselli e' un maestro in questo.

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Come albo "fuoriserie" (in tutti i sensi),"Painted Desert" non mi ha convinto più di tanto,meritando solo la sufficienza . Il racconto mi suscita dubbi e perplessità,prestandosi in parecchi punti a differenti interpretazioni : Debra è rapita per caso e dopo diventa la donna del bandito oppure lo era già ? E se sì,ha fatto anche da "basista" nella rapina ? E perchè all'improvviso spara a Warren e Bones ? Di sua iniziativa ? Era già d'accordo con il capo per eliminare i complici ? E perchè lo sceriffo afferma di aver preso il winchester A (e non solo DI ) Warren,quando a seccarlo è stata Debra ? Lei ha fatto il triplo o quadruplo gioco ? La presenza di Silent Foot pone l'avventura dopo "Luna Insanguinata" e,pur ammettendo che il cartonato faccia storia a sè,dovremmo avere un Tex/Dylan un pochino più vecchio di quello che Stano realizza,molto vicino ad un personaggio forse nemmeno ancora capo dei Navajos (infatti lui afferma di essere "solo" un navajo e non "il capo"..,,,se è per questo non si qualifica nemmeno come Texas Ranger ...). Anche il finale è un po' così...poco convincente. Più scrivo e più mi verrebbe voglia di dare "insufficiente"...ma lasciamo stare,se no Borden il mese prossimo mi spara !

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Come albo "fuoriserie" (in tutti i sensi),"Painted Desert" non mi ha convinto più di tanto,meritando solo la sufficienza . Il racconto mi suscita dubbi e perplessità,prestandosi in parecchi punti a differenti interpretazioni : Debra è rapita per caso e dopo diventa la donna del bandito oppure lo era già ? E se sì,ha fatto anche da "basista" nella rapina ? E perchè all'improvviso spara a Warren e Bones ? Di sua iniziativa ? Era già d'accordo con il capo per eliminare i complici ? E perchè lo sceriffo afferma di aver preso il winchester A (e non solo DI ) Warren,quando a seccarlo è stata Debra ? Lei ha fatto il triplo o quadruplo gioco ? La presenza di Silent Foot pone l'avventura dopo "Luna Insanguinata" e,pur ammettendo che il cartonato faccia storia a sè,dovremmo avere un Tex/Dylan un pochino più vecchio di quello che Stano realizza,molto vicino ad un personaggio forse nemmeno ancora capo dei Navajos (infatti lui afferma di essere "solo" un navajo e non "il capo"..,,,se è per questo non si qualifica nemmeno come Texas Ranger ...). Anche il finale è un po' così...poco convincente. Più scrivo e più mi verrebbe voglia di dare "insufficiente"...ma lasciamo stare,se no Borden il mese prossimo mi spara !

Persolmente ritengo che in racconti con il ritmo di 48 pagine, necessariamente, alcune risposte (alle cose non raccontate), debbano essere lasciate alla fantasia del lettore.

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Mauro Boselli e Angelo Stano presentano il nuovo grande speciale a fumetti di Tex Willer , Sergio Bonelli Editore

Alla presentazione parteciperà il celebre disegnatore e copertinista di Dylan Dog Angelo Stano, che con questo speciale di Tex Willer decide di approcciare il famoso ranger della Sergio Bonelli Editore S.p.A., dopo il successo che lo ha imposto all'attenzione del grande pubblico con l’Indagatore dell’Incubo.

GIO, 3 MAR 2016 1830

Mondadori Megastore - Libreria Mondadori MI Marghera
VIA MARGHERA, 28 . MILANO LOMBARDIA MILANO IT

 

Alla presentazione parteciperà il celebre disegnatore e copertinista di Dylan Dog Angelo Stano, che con questo speciale di Tex Willer decide di approcciare il famoso ranger della Sergio Bonelli Editore S.p.A., dopo il successo che lo ha imposto all’attenzione del grande pubblico con l’Indagatore dell’Incubo.

 

Sergio Bonelli Editore è anche la Casa editrice di altri celebri fumetti, oltre a Tex, come Dylan Dog e Martin Mystere, è quindi naturale il connubio con Mondadori Store, la più importante catena di librerie italiane, che da poco ha ampliato e rimodernato i propri settori dedicati al fumetto.

 

Questo speciale di Tex Willer costituisce un esperimento editoriale straordinario! Un evento indimenticabile al quale riservare un trattamento speciale, sia presentando in libreria l’uscita del volume completamente a colori in formato cartonato alla francese, sia facendo partecipare all’evento – e con questo rendendolo ancora più indimenticabile – il leggendario disegnatore e copertinista di Dylan Dog: Angelo Stano.

 

Lo sceriffo Scott Nelson è stato abbandonato più morto che vivo nel Deserto Dipinto, tra i corpi dei suoi vice, uccisi dai fuorilegge di Earl Crane, rapitore di sua moglie Debra. Per sua fortuna, sulle tracce dei banditi ci sono anche Tex e Tiger, diretti verso il sinistro pueblo di Sombra Verde con i suoi inquietanti segreti...

 

 

Per i bianchi è un infallibile Ranger del Texas, per i Navajos è il saggio capo Aquila della Notte.

Una leggenda. Questa è l'unica definizione possibile di Tex Willer che, pubblicato ininterrottamente da più di cinquant'anni, è il più longevo personaggio del fumetto italiano e, insieme a Superman e Batman, uno dei più duraturi del fumetto mondiale. Familiare in Italia come la Ferrari e la pizza, continua ad avere centinaia di migliaia di affezionati lettori ogni mese. Il segreto del suo successo? Il fascino del personaggio (grintoso, ironico, e nemico di ogni ingiustizia), degli ambienti (praterie, foreste, deserti) e degli avversari (fuorilegge e indiani ribelli, ma anche maghi vudù e sette segrete). Per gli indiani Navajos è Aquila della Notte, saggio capo bianco e fratello di ogni uomo rosso. Per i bianchi è l'agente indiano della Riserva Navajo e un ranger dalla mira infallibile. Per i fuorilegge che hanno la sventura di incrociare la sua pista è l'incubo peggiore.


tratto dal sito mondadoristore.it

http://eventi.mondadoristore.it/it/event/2016/03/03/mauro-boselli-e-angelo-stano-presentano-il-nuovo-grande-speciale-a-fum/423/

Modificato da West10

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Come albo "fuoriserie" (in tutti i sensi),"Painted Desert" non mi ha convinto più di tanto,meritando solo la sufficienza . Il racconto mi suscita dubbi e perplessità,prestandosi in parecchi punti a differenti interpretazioni : Debra è rapita per caso e dopo diventa la donna del bandito oppure lo era già ? 


Visto il poco tempo trascorso dal rapimento, direi che l'insorgere della cosiddetta Sindrome di Stoccolma è molto improbabile, quindi ritengo che Debra fosse la donna del capo da tempo.

 

E se sì,ha fatto anche da "basista" nella rapina ? 

 


Non lo escluderei.

ù

E perchè all'improvviso spara a Warren e Bones ? Di sua iniziativa ? Era già d'accordo con il capo per eliminare i complici ? 


Questo ha lasciato permesso anche me.
 

E perchè lo sceriffo afferma di aver preso il winchester A (e non solo DI ) Warren,quando a seccarlo è stata Debra ?


Perché gli ha preso il fucile che era accanto al defunto Warren. Non fossilizzarti su una semplice preposizione.. 

 Lei ha fatto il triplo o quadruplo gioco ? 


Ha fatto il suo di gioco, mi sa.

La presenza di Silent Foot pone l'avventura dopo "Luna Insanguinata" e,pur ammettendo che il cartonato faccia storia a sè,dovremmo avere un Tex/Dylan un pochino più vecchio di quello che Stano realizza,molto vicino ad un personaggio forse nemmeno ancora capo dei Navajos (infatti lui afferma di essere "solo" un navajo e non "il capo"..,,,se è per questo non si qualifica nemmeno come Texas Ranger ...). 


Non trarre altre conclusioni affettate. Silent Foot è apparso per la prima volta su "Luna insanguinata", ma Tex lo conosceva da prima, questo eera chiarissima in quella storia, quindi questa può porsi benissimo anche in un momento precedente (ma sempre successivo al loro primo incontro.
Quanto alla qualifica di Tex, il dialogo recita:
"Voi... non siete Apaches."
Siamo Navajos".
In quel contesto non c'è tempo di spiegare: "Sono il capo dei Navajos" etc.
Nella pagina successiva è già giorno e Tex ha avuto il tempo di spiegare cose di sé che noi già sappiamo.

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Ben ritrovato Silent Foot !
Un soggetto gìa visto, il pueblo nascosto e il tesoro segreto, concentrato in 48 pagine.
Tre inseguitori, lo sceriffo, i nostri, Silent, che si incontrano.
Cattivi che sono davvero cattivi senza pentimenti, anzi la più spregiudicata è proprio quella che sembrava la loro vittima.
E un po' di mistero e magia che non guasta, anche se poi nessuno è sopranaturale, ma in carne e ossa.
Lo svolgimento veloce, con cambi continui di location, sottolineati anche dal colore,  che mi ha fatto spesso tornare indietro a rileggere e focalizzare bene gli avvenimenti, ebbene mi è piaciuto, ha richiesto l' attenzione della lettura di un giallo, non di un western.
Un Tex più giovane rispetto alla serie mensile, ma questi speciali sono senza tempo e cronologia, e anche la frase "siamo Navajos" è intenzionale a mantenere nel tempo indefinito, infondo Freccia Rossa è morto che Kit già accompagnava il padre nelle avventure.  Per me potrebbe collocarsi anche con Lilyth ancora viva, tanto Tex e Tiger in giro per l'Arizona a perlustrare la situazione ci sono sempre andati!
DISEGNI molta luce nel deserto, colori affascinanti nelle grotte e notturni affascinanti. ben delineati i personaggi, i banditi e gli indigeni. Tiger perfetto. Tex giovane.

Voto Buona la storia e buoni i disegni. personaggio: Silent Foot.

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Ho rivisto con attenzione uno dei passaggi (per me) nebulosi e....mi è sorto un altro dubbio,quello,cioè,che a Warren abbia sparato lo sceriffo (lo si intravede in lontananza,forse troppa per un colpo così preciso di una Colt...altro enigma....),anche perchè quella in primo piano sembra una mano maschile,mentre risulta chiaro che a Bones spari Debra (forse per allontanare qualsivoglia sospetto di complicità). D'accordo che la "sindrome di Stoccolma" necessiterebbe di più tempo,però,se Debra fosse stata da tempo collusa (di corpo e di mente) con il capo dei bandidos,perchè la sceneggiata rischiosa del finto rapimento ? Personalmente me ne sarei stata tranquilla in paese,magari cercando di dissuadere mio marito dal formare una posse,per poi con tutta calma raggiungere il mio amore mascalzone. Troppi dubbi,troppe interpretazioni,troppa confusione.

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Certo che a Warren ha sparato lo sceriffo!!!  E Debra per non essere smascherata dal marito, spara a Bones. E' chiarissimo, per chi è abituato al non-spiegazionismo. :P

 

E per la sindrome di Stoccolma, se la vittima non è di sani principi, basta pochissimo, credete. Forse Warren è per lei più affascinante del povero Scott. Anzi,di sicuro! Quel che è Debra lo dice, anzi, lo pensa, il vecchio Bones. Più chiaro di così. 


Ci si vede quanto prima. Anche domani con Stano?

PS  Qualcuno si lamenta che l'albo si legge in pochi minuti. Ma non va letto così, evidentemente. E' un modo diverso di fare fumetti. Serve più attenzione da parte del pigro lettore..  Non c'è confusione, solo DISattenzione...

Modificato da borden

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Ammetterai che hai creato una donna dalle mille sfaccettature e dalle mille interpretazioni. Grazie dell'invito,ma,essendo di Alessandria ed in pieno orario di ambulatorio,non potrò essere presente in libreria. Ci vedremo in aprile al raduno. Un caro saluto. Marco

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Quel che più mi è piaciuto della sceneggiatura è l'accento sul carattere della moglie dello sceriffo, pronta ad approfittare di ogni situazione per cambiare campo al volo in modo da cascare sempre in piedi, in questo caso Mauro è stato bravo a sceneggiare le varie vignette in modo ottimale.
Non mi era piaciuto il rapimento al volo della donna. Confesso che pensavo fossero già d'accordo da prima e trovavo inutile il modo con cui lei abbandonava lo sceriffo. Leggo ora che Mauro ha pensato invece ad un invaghimento successivo della donna nei confronti del capobanda. Come ipotesi la trovo un pò tirata per i capelli ma possibile... certo più che donna di non sani principi deve essere proprio una gran... aehm, beh ci siamo capiti. Tornando alla storia, l'ho trovata discreta anche se la precedente di Mauro di questa serie mi era piaciuta di più.
Belli anche i disegni di Stano, ma anche qui confesso che quelli di Mohawk River mi sono piaciuti di più e spero che l'accoppiata Boselli/Stano stia già al lavoro sul preannunciato seguito in modo da vederlo entro un paio d'anni o magari prima!

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Certo che a Warren ha sparato lo sceriffo!!!  E Debra per non essere smascherata dal marito, spara a Bones. E' chiarissimo, per chi è abituato al non-spiegazionismo. 


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E' più chiaro con l'aiuto della striscia! E' vero, si intravede l'ombra dello sceriffo nella vignetta centrale, ma serve una buona vista, almeno buona quanto quella di Silent Foot. Riletto per la seconda volta il cartonato proprio per apprezzarne i disegni e i colori, per la seconda volta quest'  "ombra"  mi era sfuggita!!! E continuavo a non capire quella sequenza altrimenti illogica. Credo che sarebbe stato meglio, quindi, impostare il disegno in maniera diversa o con un'inquadratura diversa. Non è sempre colpa dei lettori "che non capiscono" caro Borden.

 

E per la sindrome di Stoccolma, se la vittima non è di sani principi, basta pochissimo, credete. Forse Warren è per lei più affascinante del povero Scott. Anzi,di sicuro! Quel che è Debra lo dice, anzi, lo pensa, il vecchio Bones. Più chiaro di così. 

Anche qui il tuo commento è illuminante. In effetti Debra è una vera serpe, del tutto naturale che funzionasse meglio la sua relazione con il rapinatore piuttosto che con un uomo di legge come il marito. Immagino che nel New Mexico il poveraccio fosse meglio conosciuto come...

hirsch-geweih-hirschkopf-stag-night-brun

 

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I dubbi di Havasu erano anche i miei, e condivido con West10 che la sindrome di Stoccolma sia un po' "tirata per i capelli". E' senz'altro un diverso modo di fare fumetto, come dice Mauro, e ciò presuppone un diverso approccio anche da parte del lettore, che deve privilegiare la parte grafica e le sensazioni "a pelle" a discapito dell'ariosità della storia e di più approfondite spiegazioni (che non necessariamente devono sconfinare nello spiegazionismo ma nemmeno possono scomparire, posto che esse dovrebbero comunque agevolare una più fluida comprensione della trama). Per il resto, pur non volendo sminuire l'importanza e il prestigio dell'iniziativa (un bravissimo! a Borden è doveroso per la vitalità con cui sta conducendo la testata), continuo a ritenere che Tex sia un un fumetto da Kolossal (lunghe e corpose storie) e non da telefilm, soprattutto se il telefilm costa quasi 10 euro :P.

Sono felicissimo di incontrare quanti di voi potranno venire al raduno e soprattutto di conoscere Borden, un mio mito non solo d'infanzia nei confronti del quale avrò un tale timore reverenziale da non riuscire a spiccicare parola :D 

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Sono sorpreso di leggere così pochi commenti su questo cartonato... significa che la maggior parte degli utenti del forum ha snobbato questa uscita?

Io sono riuscito a leggerlo soltanto nei giorni scorsi, e confermo la bontà di questo prodotto editoriale nuovo e innovativo, che già mi aveva convinto nella sua prima uscita "Frontera!" (quello di Serpieri lo considero una cosa a parte, che non c'entra nulla). Ovviamente la parte grafica è l'elemento principale: molto belli i disegni di Stano, nel suo personalissimo stile, e ottima anche la colorazione. Per un confronto, devo dire che mi sembrano però di livello inferiore a quelli di "Frontera!" (secondo il mio gusto personale), dove Alberti aveva optato per una maggior libertà grafica e scelte molto innovative. Il lavoro di Stano mi sembra invece più nel solco della tradizione, forse per questo tipo di volume si poteva cercare di "osare di più".
La storia è buona, divertente, scorrevole, non si può chiedere molto di più a una storia di questa lunghezza. Come hanno rilevato alcuni lettori nei post precedenti, anch'io devo dire che non mi è risultato del tutto chiaro il "triangolo amoroso" al centro della storia, né le motivazioni della ragazza...

E nessuno si è sorpreso, nessuno ha niente da dire sul termine "puttana" che compare a pagina 32? Mi sa che è la prima volta, in una storia di Tex...

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