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Sam Stone

[666/667] L'onore di un guerriero

[666/667] L'onore di un guerriero. La storia, i disegni, i personaggi...  

31 voti

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1456503415217.jpg--l_onore_di_un_guerrie

 

Serie Regolare: Aprile - Maggio 2016
Testi: Pasquale Ruju
Disegni: Giovanni Ticci

 

Un tranquillo villaggio Cheyenne viene attaccato da un gruppo di predoni. Il massacro è brutale e si salva solo una giovane squaw che ha riconosciuto i colpevoli: sono stati i Crow. Anche alcuni commercianti e coloni bianchi hanno subìto tremende scorrerie. Tex e i suoi pards si dirigono al villaggio Crow. Il fiero capo Lunga Lancia è loro amico. Lui assicura di non aver niente a che fare con gli spargimenti di sangue, ma Tex, pur ritenendolo un guerriero leale, comincia ad avere dei dubbi. Inoltre, dopo aver resistito a un attacco, i quattro pards scoprono che i predoni sono muniti di fucili Springfield come quelli in dotazione alle giacche blu di Fort Logan.


Tavole in anteprima:

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Copyright Sergio Bonelli Editore


 

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Alla SBE hanno conservato lo stesso titolo di lavorazione ed è un titolo questa volta convincente! Le tavole mi sembrano splendide e anche la storia di Ruju dovrebbe essere ottima, alm,eno da come ne hanno parlato gli stessi autori.

  • +1 1

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Alla SBE hanno conservato lo stesso titolo di lavorazione 

Accade sempre più spesso.
La politica di Boselli sembra quella di promuovere i titoli di lavorazione quando rispecchiano le famigerate condizioni generali della casa editrice ovvero non essere uguale ad un altro della serie o ad uno di albi di altre serie usciti di recente..

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Alla SBE hanno conservato lo stesso titolo di lavorazione 

Accade sempre più spesso.
La politica di Boselli sembra quella di promuovere i titoli di lavorazione quando rispecchiano le famigerate condizioni generali della casa editrice ovvero non essere uguale ad un altro della serie o ad uno di albi di altre serie usciti di recente..

E questo è un signor titolo! "Partita pericolosa", ripetitivo, era invece provvisoriamente intitolato "tiro incrociato", ne l'uno ne l'altro convincente, ahimé!

Segnalo che sarà l'albo numero 666, sarebbe stato perfetto per il ritorno del diabolico Yama!

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Alla SBE hanno conservato lo stesso titolo di lavorazione 

Accade sempre più spesso.
La politica di Boselli sembra quella di promuovere i titoli di lavorazione quando rispecchiano le famigerate condizioni generali della casa editrice ovvero non essere uguale ad un altro della serie o ad uno di albi di altre serie usciti di recente..

E questo è un signor titolo! "Partita pericolosa", ripetitivo, era invece provvisoriamente intitolato "tiro incrociato", ne l'uno ne l'altro convincente, ahimé!

Segnalo che sarà l'albo numero 666, sarebbe stato perfetto per il ritorno del diabolico Yama!

Se non fosse stato, chiamato a rimpiazzare  Freghieri, sul Color, Civitelli avrebbe iniziato "Yama" con un anno e mezzo di anticipo e chissà, magari ce l'avrebbe fatta.

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Penso che le copertine di Tex abbiano uno standard di riconoscibilità in cui è prevista una certa colorazione e non l'effetto acquarello (come invece succedeva per Ken Parker) 

Hai perfettamente ragione.
Anch'io apprezzo gli acquerelli di Villa, ma lo standard dei colori delle copertine è quello utilizzato da decenni, quindi.....

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Penso che le copertine di Tex abbiano uno standard di riconoscibilità in cui è prevista una certa colorazione e non l'effetto acquarello (come invece succedeva per Ken Parker) 

Hai perfettamente ragione.
Anch'io apprezzo gli acquerelli di Villa, ma lo standard dei colori delle copertine è quello utilizzato da decenni, quindi.....

Beh senza voler entrare nei termini della questione, faccio sommessamente notare che non è che se una cosa viene fatta in un certo modo da decenni debba per forza essere fatta cosi per sempre.

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Ho letto, devo dire con grande soddisfazione, il primo albo di questa storia.
Ottime sensazioni dall'inizio alla fine dell'albo nel quale ho respirato atmosfere Texiane.
Sarà la complicità delle splendide tavole di Ticci (ultimo baluardo del Tex della mia infanzia) sarà l'ambientazione tra le foreste del Montana, ma stavolta la sceneggiatura di Pasquale mi ha regalato dei momenti veramente piacevoli.
Equilibrio narrativo che ci presenta oltre al quartetto in gran forma anche una buona caratterizzazione dei vari personaggi di contorno.
Mi fermo qui, per il momento, per evitare spoiler.
Lettura per me piacevolissima.

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Primo albo validissimo. La storia ha un bell'impianto, e l' ambientazione è affascinante; il tutto è coadiuvato dalla sapiente mano del grandioso Ticci.
Molto bello vedere i quattro pards all'opera tutti insieme.
Il personaggio di Lunga Lancia è molto intrigante e devo dire anche abbastanza insolito. [SPOILER*Il fatto che il suo senso di appartenenza vada oltre il buon senso è una grandissima mossa di Ruju, complimenti.
Complessivamente, quindi una gran bella storia, a cui assegno un provvisorio "più che buono".

p.s.: il capo indiano Lunga Lancia, a pag.46, è stato "ribattezzato" Grande Lancia. :lol:

 Sono curiosissimo di sapere come andrà a finire.

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Letto ed aprezzato pure io!
Pensare che Ticci a 76 anni riesca a disegnare ancora in questo modo è davvero incredibile. Niente da togliere agli altri artisti, che sono validissimi e tra i migliori nel panorama italiano, ma gli albi disegnati da Ticci regalano sempre qualcosa in più, sarà la nostalgia.
Un'ottima prova di Ruju, che dopo il testo breve sul Color e quello sul Magazine, si conferma come lo scrittore texiano più in forma. La storia non è delle più originali, ma molto solida e soprattutto spiccano i personaggi originali di Lunga Lancia e la moglie. Il tema principale è proprio il legame di sangue, quanto possa essere forte e cosa si possa fare per non romperlo.

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Buon primo albo, niente di stratosferico ma una lettura piacevolmente classica. Nulla da dire, Tex e il suo mondo Ruju li ha centrati perfettamente. Disegni da lustrarsi gli occhi: il pennino di Ticci è sempre magico e nonostante l’età il livello grafico si mantiene ancora eccezionale, altissimo; addirittura qui ci sono degli sfondi iper-dettagliati e un uso del tratteggio che mi ha ricordato D’Antonio.

Ps: non vorrei riaccendere una vecchia querelle che mi sembra fosse già stata affrontata, ma secondo me gli cheyennes sarà pure grammaticalmente corretto (anche se secondo, ad esempio,wikipedia o farwest.it non si direbbe) ma è comunque texianamente sbagliato (visto che si è sempre scritto i cheyennes), ma in ogni caso la cosa peggiore è mischiare le due forme (vedi pag. 40 = dei cheyennes) 

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SPOILER

Letta ieri la prima metà della storia. Impressioni molto più che positive. Nonostante il soggetto non sia molto originale inquanto è già stato usato parecchie volte nella seria l'ho parecchio apprezzata. Innanzitutto Ruju aggiunge delle novità rispetto alle altre storie del genere. In particolare ho molto apprezzato il fatto che il capo Lunga Lancia sia combattuto tra la lealtà verso Tex e il legame di sangue con il fratello. Sarà molto interessante vedere nella seconda parte della storia come si evolverà questa faccenda. I disegni del maestro Ticci danno il loro grande contributo alla storia. Il paragone con altre grandi storie del passato è inevitabile, ma la storia regge bene il confronto. Per un giudizio definitivo mi tocca aspettare il mese prossimo, ma ad oggi direi che questa è una se non la migliore storia di Ruju finora. La metterei a livello de "La prova del fuoco". Aspettio con pazienza un altro mese...

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Contiene SPOILER.

Tra vari impegni pressanti ho trovato il tempo di leggere, seppure con un ritardo di ventiquattro ore, queste 110 tavole. Quoto tutti gli interventi precendenti: storia dall'impianto non troppo originale ma perfettamente texiana, lettura piacevole, "gli" cheyennes non si può proprio leggere, disegni di Ticci molto belli, certe vignette sono dei quadri, si vede che si diverte ancora tanto a disegnare il West e Tex, e questo è il miglior complimento che gli si possa fare, grande Ticci. Per il momento il ruolo di Tex resta abbastanza defilato, "l'onore del guerriero" va tutto alla bellissima figura di Bisonte Nero, ma investe anche la figura centrale di questa storia che è il capo Lunga Lancia, un uomo giusto chiamato a difficili e combattute scelte che forse lo metteranno in un rapporto drammatico di rottura con il suo passato. Il fratello, a cominciare da quel nome sgraziato, non pare poter assurgere al ruolo di protagonista, come tutto sommato marginali si presentano per ora anche i trafficanti, d'altronde questa storia non sembra prevedere una vera e propria figura  di nemico, tanto sembra invece guardare ad altre tematiche tra le quali la lealtà e i doveri familiari. A questo punto, con la copertina spoilerante di Villa che sembra confermare il seguito drammatico della vicenda con lo scontro Tra Tex e il capo Crow preannunciato dalle pagine finali dell'albo, cosa riserverà il secondo albo? Grande lavoro è prestato da Ruju alla psicologia dei personaggi e questo lo si riscontra anche nelle figure minori, come la deliziosa moglie di Lunga Lancia con i suoi piccoli siparietti, ma il resta dell'avventura resta tutto da scrivere e da scoprire. Il giallo sulle armi ormai è svelato e il tenente Morris è un bel figlio di cane che, ormai unico ufficiale nel forte, potrebbe mettere con i soldatini in serio imbarazzo Tiger e Kit Willer che sono sulle sue tracce. In ogni caso da come Ruju gestirà le sue pedine dipenderà l'esito di un'avventura che potrebbe rivelarsi una delle più belle del 2016.
 

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"Gli" Cheyenne è come l'abolizione delle "patatine fritte" perché nel West non esistevano: storicamente corretto, ma antitexiano. 

E sai che problema! Non è stato certo GL Bonelli a mettere "i", ma la Redazione. la stessa che scritto Boffin per Coffin e coperto le gambe di Tesah, tolto i sacchi di letame, di carbone e i limoncini ecc..   Quale delle tante tradizioni ti sta bene, rompiscatolucce?  :lol:;)

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Indipendentemente dagli aspetti fonetici che, come dice Chinaski, per me contano meno di zero (Cheyenne l'ho sempre pronunciato Ceienn e così continuo pur sapendo che la corretta pronuncia è scia-ien, così come Apache è per me Apasc e non  il corretto apaci) la storia si dipana assai bene e se proprio vogliamo cercare incongruenze  forse potremmo chiederci se i Black-feet, citati tra le tribù vicine, non risultino in realtà un po' troppo distanti dal sud Montana dove le riserve di Crow e Cheyenne sono adiacenti e dove scontri  come quello raccontato erano reali e frequenti. Così come storicamente è accertato che i Crow vennero armati con  fucili da mercanti bianchi. Oltretutto finora i Black.feet (che per me restano sempre i Piedi Neri) sono stati citati all'inizio, ma non mi pare di averne ancora incontrato uno...
Reservations_MAP_Montana
Ora non so se possa essere funzionale al proseguimento della storia, ma in ogni caso sono più che disposto a perdonare a Pasquale questa licenza...

Per quanto riguarda i o gli cheyennes quoto volentieri il chissenefrega dell'amico Chinaski.

Contiene SPOILER.

.... Grande lavoro è prestato da Ruju alla psicologia dei personaggi e questo lo si riscontra anche nelle figure minori, come la deliziosa moglie di Lunga Lancia con i suoi piccoli siparietti...

Non sono ancora del tutto convinto che il ruolo della bella indiana sia così marginale...
Il ribelle Unghia di Lupo appare roso dall'invidia nei confronti del fratello Lunga Lancia, del quale sembra desiderare il ruolo di Sakem, il prestigio, l'autorità, ma anche la donna.
Lunga Lancia finora tiene fede all'impegno preso in nome del vincolo di sangue, ma non mi stupirei se alla fine fosse proprio la bella Niabi a modificare il quadro che si va delineando, riuscendo ad evitare a Lunga Lancia l'onta dello scontro con Aquila della Notte che, sia pur malvolentieri, i due potrebbero inevitabilmente trovarsi costretti ad affrontare (come lascia pensare la cover del prossimo numero).

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ma non mi stupirei se alla fine fosse proprio la bella Niabi a modificare il quadro che si va delineando, riuscendo ad evitare a Lunga Lancia l'onta dello scontro con Aquila della Notte che, sia pur malvolentieri, i due potrebbero inevitabilmente trovarsi costretti ad affrontare (come lascia pensare la cover del prossimo numero).

Guarda, la copertina è tratta al 99 % da una tavola dell'albo. E poi, l'ultima striscia di pag. 28 e la prima di pagina 29 perchè Ruju te le avrebbe messe? Comunque un'occasione in più per reclamare contro le copertine spoileranti a favore di quelle generiche. 

 

"Gli" Cheyenne è come l'abolizione delle "patatine fritte" perché nel West non esistevano: storicamente corretto, ma antitexiano. 

E sai che problema! Non è stato certo GL Bonelli a mettere "i", ma la Redazione. la stessa che scritto Boffin per Coffin e coperto le gambe di Tesah, tolto i sacchi di letame, di carbone e i limoncini ecc..   Quale delle tante tradizioni ti sta bene, rompiscatolucce?  :lol:;)

I rompiscatoli nella fattispecie siamo, due, anzi tre, anzi... chissà quanti altri. Li avete sempre chiamati - i cheyennes - e adesso vi inventate  - gli cheyennes - che mi si attorciglia la lingua a pronunciarlo e vi stupite se c'è qualche vecchia mummia che non ci si ritrova più? Evidentemente c'è molta più attenzione per le nuove generazioni di giovani lettori più di quanto ce ne sia per quello che, fino a prova contraria, dovrebbe essere il vero zoccolo duro di lettori. 

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"Gli" Cheyenne è come l'abolizione delle "patatine fritte" perché nel West non esistevano: storicamente corretto, ma antitexiano. 

E sai che problema! Non è stato certo GL Bonelli a mettere "i", ma la Redazione. la stessa che scritto Boffin per Coffin e coperto le gambe di Tesah, tolto i sacchi di letame, di carbone e i limoncini ecc..   Quale delle tante tradizioni ti sta bene, rompiscatolucce?  :lol:;)

Caro Borden, "patatine fritte" lo trovi in non so quante decine di storie di GL Bonelli, lo sai meglio di me ;)

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