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TWF - Tex Willer Forum
Sam Stone

[maxitex 2016] Il ponte della battaglia

La storia, i disegni, i personaggi  

30 voti

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Un commento sui disegni di Cossu. Volevo fermarmi in particolare sul volto di Tex. Senza cappello non si può vedere mentre con esso migliora notevolmente. Ho notato poi che con il passare delle pagine il volto, soprattutto nei primi piani migliora notevolmente, è più particolareggiato e curato nei dettagli e nelle espressioni. 

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Aggiunto il sondaggio alla storia!

 

Confermo i buoni giudizi dati ma non sposo quelli otttimi.

 

La storia è lineare, saldamente costruita, ricalca  i modelli nizziani  (l'arrivo di Tex è quello dell'elemento perturbatore di un sistema che va così in crisi, c'è il tentativo di ricorrere a elementi esterni (Calloway e i suoi sanguinari associati), che invece di migliorare le cose (cioè eliminare i due pards e decidere i neri una buona volta per tutte) precipitano la situazione e portano alla sconfitta finale dell'antagonista (il maggiore Sizemore).

 

Mancano però i guizzi, le sorprese che ti tolgono il fiato, che riescono a tramandare ai posteri la storia come un capolavoro. 

 

Qualche sequenza andava scritta meglio.

 

Quando Tex e Carson entrano nel saloon accompagnati dal nero, la situazione diventa quasi irreale: basta un pugno per stendere tre o quattro individui mentre tutto il resto dei presenti si guarda bene dall'intervenire. Dove sono i buoni vecchi free for all ? L'arrivo dello sceriffo di Orange fa scadere ancora di più la scena: Tex sa già di che pasta è fatto e sembra cedere troppo facilmente ai diktat del portatore di stella, lo sceriffo a sua volta cede su tutta la linea e permette la restituzione dei soldi solo a sentire i nomi dei rangers....

 

Stona un po' sentire Carson dire "Ah quando Tex ha quella faccia..." e ti aspetteresti chissà cosa nei confronti di Sizemore o Callaway e invece il tutto resta normale amministrazione, altra cosa la durezza di Tex nei confronti del Colonnello Watson e quanta differenza tra Sizemore e lo stesso Watson. 

 

Ti aspetteresti un "ring" a Orange e invece Sizemore è solo. Eppure le famiglie revanchiste del sud non dovevano mancare, no? Ti aspetteresti in quel caldo sud delle funi insaponate, delle croci in fiamme e degli incappucciati come ci ricorda il film "Mississipi Burning" e invece i banditi di Callaway se ne vanno in giro come dei delinquenti comuni e a differenziarli dovrebbero bastare le loro vecchie sudicie divise sudiste secondo voi? IMo, storicamente sbagliata questa scelta di presentare un eroe sudista come Sizemore che cerca di trattare con i negri e comuqnue di non offuscare del tutto nei loro confronti la sua immagine, è una rilettura dei rapporti tra bianchi e neri che non sta in piedi, sarebbe bastato rileggersi la nolittiana "I ribelli della Louisiana" per avere un'idea del clima da ricreare in questa avventura.

 

Azzardata anche la scelta di Tex di riporre la sua fiducia su André Denard e sorprendente anche la sua conversione, non supportata da nessun sviluppo psicologico precedente.

 

D'altro canto ottimamente presentata la componente nera della storia in tutti i suoi elementi, in particolare un premio alla splendida caratterizzazione di Janelle ma anche della servizievole Amanda che cede le sue grazie al padrone. Ma anche il resto della comunità, nella sua passività e oppressione, resta degnamente rappresentata dall'autore.

 

Sul fronte dei disegni, Cossu va bene a colori, in b/n  e su quasi 300 tavole è un pochino pesante, fa onestamente il suo lavoro (nonostante gli svarioni segnalati da chi è intervenuto prima di me), siamo tuttavia lontani dalla qualità che occorre per la serie regolare e siamo a anni luce di distanza dai disegni di un De Vita sul cartonato.

 

Per venire a dei voti, buona la storia, solo discreti i disegni, dai tempi di "Nei territori nel nordovest" abbiamo comunque IMO letto di meglio: "Rio Hondo" e lo stesso "Lo squadrone infernale" di Nizzi e Cossu del 2008.

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On 10/10/2016 at 11:28, natural killer dice:

Havasu ha ragione riguardo agli anacronismi presenti nelle prime tavole..

 

Natural non sono "anacronismi",sono errori belli e buoni,perdonabili a GLB e Galep sessant'anni fa,incomprensibili nel 2016.  Allora in una prossima avventura mettiamo un phaser nelle mani di Carson.

 

 

Ottima la sceneggiatura di Ruju,sufficienza stiracchiata per Cossu e come personaggio ho scelto Amanda,bell'esempio di ragazzina fragile e tormentata dai rimorsi,che si attaglia proprio tanto alla "Giornata delle bambine" celebrata in questi giorni.

 

 

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On 8/10/2016 at 10:21, paco ordonez dice:

Arrivato a pagina 118, voglio fare i miei complimenti a Ruju: c'è poco da fare, a me il suo Tex piace tantissimo. Non solo la storia mi sembra molto ricca e con personaggi molto ben caratterizzati...

 

Riprendo questo passo perché rileggendo il mio intervento di ieri mi è sembrato troppo negativo. Quello che riesce bene a Ruju è di scrivere le vicende di Aquila della Notte con, non so meglio come chiamarla, una freschezza narrativa che manca anche a Boselli. La lettura ne risulta pertanto "distesa", le varie sequenze si succedono naturalmente l'una all'altra senza mai che ci sia l'impressione di uno strappo tra l'una e l'altra, non c'è mai il bisogno di arrovellarsi il cervello. Molto contribuisce anche il puntare dell'autore su delle ambientazioni che ogni volta ci portano lontano dal canonico Ovest, in questo maxi lo vediamo alla prese con il vecchio Sud, che è reso paesaggisticamente in tutti i suoi aspetti (casa padronale, piantagioni, boschi, palude), avrei preferito maggiore azione proprio nella palude ma è solo un mio desiderio. Anche i personaggi sono per buona parte riusciti (a dire il vero qui i meriti vanno di solito divisi anche con il disegnatore e qui Cossu fa perdere qualche tacca soprattutto con i personaggi maschili per i quali ha bisogno di affidarsi per esigenze di riconoscibilità, a un'abbigliamento vistoso o a delle fisionomie troppo spinte nel grottesco come nel caso di Callaway). Ruju cerca anche di recuperare qualcosa del vecchio Bonelli, ieri ho parlato delle frasi dette da Carson che avrebbero dovuto incorniciare determinati colpi ad effetto (che non ho visto), i dialoghi devono certamente migliorare, in certi casi l'autore usa anche il vecchio frasario bonelliano ma l'impiego mi è sembrato spesso  stridente, altre volte l'autore si affida per esempio a un improbabile "Ah-ehm, buongiorno" sulle labbra di Tex, avviene a pagina 64, ecco non mi sembra il modo in cui il vecchio Tex si sarebbe espresso. Qui vale il discorso che di solito fanno i disegnatori esordienti che tentano di dare una fisionomia al personaggio principale, basta sbagliare una riga e già non è più Tex, la stessa cosa dovrebbe valere anche per i dialoghi, Tex si esprime in un certo modo e questo non mi è semnrato da lui. Insomma ricapitolando i dialoghi in linea generale sono buoni ma per l'appunto non mancano le cose da correggere. Interessante è anche la pagina 155, purtroppo solo una tavola, con il bagno di Carson in compagnia della servetta Francine, ecco per me un modo giusto di collegare il passato al futuro!

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On 12/10/2016 at 10:10, Havasu dice:

 

Natural non sono "anacronismi",sono errori belli e buoni,perdonabili a GLB e Galep sessant'anni fa,incomprensibili nel 2016.  Allora in una prossima avventura mettiamo un phaser nelle mani di Carson.

 

 

Sarebbe un esperimento interessante quello di una contaminazione con  Star Trek... :blink:

immagino un Tex-Kirk con Carson-Spock che esplorano il deserto di Gila armati di phaser per affrontare una tribù di alieni che minaccia i confini meridionali della riserva:):D:lol:

D'altra parte dopo Zenith 666 tutto è possibile...<_<

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Prima vignetta inaccettabile: i soldati del Nord sembrano troppo piccoli, pur tenendo conto della prospettiva e della distanza, e nel frattempo il Maggiore che incita a combattere per l'Unione! Lo stesso identico errore viene ripetuto a pag.93, nella prima vignetta, in cui il Maggiore ricorda il suo passato e ancora urla: "Per l'Unione!", sconcertandomi non poco: uno svarione ci sta, ma errare due volte significa essere proprio convinti che il Sud sia l'Unione! I miei appunti alla storia finiscono qui: posso ben dire di aver letto una storia bellissima, epica, corale, di grande spessore. Anche qui, come nel mensile "Per le strade di Sacramento", tanti personaggi, ma qui sono tutti ben gestiti, non ce n'è uno di troppo, ognuno svolge pregevolmente la sua parte, ognuno contribuisce ad ispessire una storia già sostanziosa di suo. Ruju mi aveva colpito, in primavera, con il suo romanzo, con i suoi dialoghi e i suoi tempi cinematografici perfetti: questo Maxi è la degna continuazione dell'appagamento provato dopo aver letto "Un caso come gli altri": non uno dei migliori Maxi degli ultimi anni, a mio parere, ma una delle migliori STORIE degli ultimi anni,a prescindere dalla collana di pubblicazione. Ciò che amo in Ruju, quella prerogativa sua che spero non perda mai, è la cura nel tratteggiare ciascun personaggio, da quelli principali alle comparse: nessuno degli attori che mette in scena sembrano burattini, o sono meramente piegati alle vicende della trama; al contrario, ognuno di essi ha una sua individualità, un suo autonomo spessore (penso ai ricordi del Maggiore Sizemore, alle vignette in cui si indugia sulla bella Amanda mentre torna al villaggio dalla casa del Maggiore, alla famiglia cajun che ri-accoglie André). 

 

Al di là della qualità della storia, reputo memorabili delle singole scene, da cui può trarsi la bravura di questo sceneggiatore: il vecchio Sizemore che si lascia andare ai ricordi della gloria passata, lo stesso Maggiore che frusta i suoi rei di essere scappati (scena per nulla gratuita: anzi, tratteggia perfettamente il carattere di padrone intransigente da vecchio despota del Sud), le domande che gli rivolge Tex, con i suoi "perché" stringenti che incalzano il vecchio soldato, la fiducia accordata ad André con Tex che gli volta le spalle, gli stessi sermoni di quel brillante personaggio che è Padre Abraham, e poi lo splendido finale, significativamente ambientato su quel ponte che aveva fatto la gloria del vecchio comandante, e che ora invece, a chiusura del cerchio, gli riserva una morte ignominiosa. Ymalpas ha fatto un accostamento con il Colonnello Watson, dicendo però che questo Sizemore non gli si avvicina: è vero che Watson è ben altra pasta, ma la reazione di questo vecchio soldato che non si arrende ricorda dannatamente da vicino la meravigliosa scena conclusiva del capolavoro nolittiano,  con il vecchio notabile che non si arrende a vedere sprecato "il lavoro di una vita". Per tutto quanto detto sopra, eleggo Sizemore miglior personaggio della storia, che pure annovera altri personaggi che potrebbero contendersi la palma di miglior attore non protagonista: la bella Janelle, il coraggioso Padre Abraham, l'opportunista ed ingenua Amanda, lo stesso bandito redento André, che Ruju ha il coraggio di far perire nell'ultimo scontro. E naturalmente il macellaio Callaway, personaggio sopra le righe (tarantiniano, appunto), ma comunque sempre credibile, nel suo essere reduce segnato in maniera irreversibile dalla violenza del conflitto civile. Insomma, Ruju da applausi: grazie, grazie, grazie! per questo Maxi. Dopo tanti, troppi anni, hai ridato dignità ad una collana che non meritava di essere bistrattata in quel modo, divenuta ormai solo un ricovero  di storie non riuscite.      

 

Cossu: legnoso, è vero. Ma efficace nella caratterizzazione di TUTTI i personaggi, da padre Abraham, forte ed energico, al tenebroso André, dalle sensuali ragazze che fanno capolino nella storia (tra le quali, la bella Francine, la cui scenetta con Carson è gustosissima, vivaddio), al perverso Callaway, al luciferino Sizemore. Anche Tex mi è piaciuto moltissimo, mentre trovo purtroppo inguardabili le spesse strisce di stoffa grezza che Carson ha al posto dei capelli. A parte quest'ultimo aspetto, prova convincente anche per lui.

 

Maxi promosso a pieni voti! Incredibile.

 

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Per me il personaggio più tirato e poco credibile è proprio l'antagonista principale il maggiore Sizemore infatti il tenente Callaway seppur antagonista secondario gli ha rubato la scena.Era  da molto tempo che non vedevo un cattivo così serio,che non abbia scrupoli nell'ammazzare bambini donne e uomini innocenti e di non avere paura di bruciare fra i dannati all'inferno cosa che poi farà al termine di questa storia per questo motivo il mio voto l'ho dato a lui. André Denard invece mi ha fatto molto rattristire che sia morto in un modo così banale ( stessa cosa per Sizemore) ottimi Tex e Carson 

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Buon maxi, Ruju dimostra ancora una volta di sapersi destreggiare bene su Tex. La storia è di impianto classico, il cattivo signorotto di turno che tiranneggia i poveri e approfitta del primo affare che gli passa per le mani dal faccendiere di turno. Appena le cose si mettono male pensa bene di chiamare rinforzi nel super cattivo rintanato da qualche parte che, come da copione, viene per sbranare ed è sbranato dai due pard. Ma nonostante la trama non nuova la storia è bella e si lascia leggere piacevolmente. 

Cossu fa un buon lavoro. Ancora non perfetti i due pard ma interessanti gli altri personaggi che riesce a caratterizzare discretamente. Con l'ambientazione fa un ottimo lavoro, i paesaggi del sud sono riusciti.

Come personaggio avrei votato simpaticamente la coppia Carson-Francine ma visto che non c'è ripiego su Janelle anche se pure gli altri sono molto ben caratterizzati in primis Callaway e Amanda. In conclusione buona sia la storia sia i disegni. 

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Una buona storia che ho letto con piacere questa notte. Mi piace come è morto il maggiore Sizemore, per un tipo come lui c'erano solo due possibilità o vincere anche con le cattive o perdere e morire. Non l'avrei visto in manette.

Trovo convincente come è stata tratteggiata la comunità nera: Sottomessa e rassegnata a parte padre Abraham e Janelle.

Ho pure trovato convincente la redenzione di André, certo era dedito al delinquere ma non aveva ancora ucciso rappresentanti della legge e altri.

Callaway è proprio un personaggio sanguinario senza nessuno scrupolo nell'uccidere chiunque, uno che prova piacere nel togliere la vita agli altri.

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