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natural killer

[Magazine 2017] Freedom Ranch - Terrore tra i boschi

Messaggi consigliati/raccomandati

Pure io ho finito pochi giorni fa di leggere il magazine e devo concordare pienamente con ymalpas e San Antonio  Spurs per quanto riguarda gl'articoli.Per la seconda storia che vede Kit protagonista mi allineo pure per quella al parere di ymalpas anche se a me non mi convince troppo l'arrendevolezza iniziale del giovane Willer,in genere siamo abituati ad un carattere un po' più focoso che tende ad reagire di impulso.

Tipo come nella appena conclusa storia di Yama.Salvo riprendersi un po' nellla parte finale dell'avventura facendo vedere di che pasta è fatto.

Storia divertente con un reparto grafico davvero piacevole, ed una trama niente male.Ma da se non giustifica certo l'acquisto.

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<span style="color:red;">11 ore fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Ecco, gli articoli. Hanno un senso in un'epoca di accessi internet a qualsiasi argomento? Confezionati bene, illustrati meglio ma sono optional che arricchiscono soprattutto il prezzo dell'albo che viene comprato solo per la storia/e a fumetti. Come andare al ristorante, chiedere una bistecca alta tre dita e una montagna di patate fritte e sentirsi rispondere: "Sì ma nel prezzo le aggiungiamo anche un piatto di cicoria dello stesso prato dove pascolava...". Ma anche no, grazie.

 

In effetti al giorno d'oggi quegli articoli non hanno più significato e concordo che la maggioranza di acquirenti comprano per le storie e non per gli articoli

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<span style="color:red;">38 minuti fa</span>, Chinaski89 dice:

 

In effetti al giorno d'oggi quegli articoli non hanno più significato e concordo che la maggioranza di acquirenti comprano per le storie e non per gli articoli

 

Non sono per nulla d'accordo. Senza gli articoli questa collana non avrebbe ragione di esistere.

Se non interessano, non li si legge; se si pensa che il prezzo non valga il contenuto, lo si lascia in edicola; se i lettori non apprezzano questo tipo di pubblicazione e la lasciano in edicola, la collana chiuderà. Ma l'almanacco, o tex magazine che dir si voglia, senza articoli non ha senso.

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<span style="color:red;">4 minuti fa</span>, pecos dice:

 

Non sono per nulla d'accordo. Senza gli articoli questa collana non avrebbe ragione di esistere.

Se non interessano, non li si legge; se si pensa che il prezzo non valga il contenuto, lo si lascia in edicola; se i lettori non apprezzano questo tipo di pubblicazione e la lasciano in edicola, la collana chiuderà. Ma l'almanacco, o tex magazine che dir si voglia, senza articoli non ha senso.

 

Aggiungo che è vero che su Internet potete trovare informazioni su qualunque argomento, ma ci trovereste anche l'articolo sui figli degli eroi corredato da quelle illustrazioni? Non credo. Gli articoli valgono non per le informazioni che contengono ma per il modo con cui sono scritti e dette informazioni sono organizzate, lo stile, la prosa etc.

Seguendo  il ragionamento di chi li ritiene inutili e portandolo alle estreme conseguenze, allora bisognerebbe smettere di pubblicare i giornali, le riviste, i libri di saggistica di qualunque argomento perché tanto le relative notizie si trovano su internet.

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<span style="color:red;">3 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Aggiungo che è vero che su Internet potete trovare informazioni su qualunque argomento, ma ci trovereste anche l'articolo sui figli degli eroi corredato da quelle illustrazioni? Non credo. Gli articoli valgono non per le informazioni che contengono ma per il modo con cui sono scritti e dette informazioni sono organizzate, lo stile, la prosa etc.

Seguendo  il ragionamento di chi li ritiene inutili e portandolo alle estreme conseguenze, allora bisognerebbe smettere di pubblicare i giornali, le riviste, i libri di saggistica di qualunque argomento perché tanto le relative notizie si trovano su internet.

 

Esatto. Volendo si può ragionare sul tipo di articoli, sugli argomenti trattati, o su come sono scritti, tutte cose che possono essere migliorate. Ma personalmente non credo che si possa dire che siano privi di significato, o che siano optional non richiesti. Secondo me danno il senso della pubblicazione. Se poi non incontrano il gusto o l'interesse della maggioranza dei lettori è un altro discorso, e questo si rifletterà in numeri di vendita insufficienti e porterà alla chiusura di questo tipo di pubblicazione.

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Mav82 dice:

...anche se a me non mi convince troppo l'arrendevolezza iniziale del giovane Willer,in genere siamo abituati ad un carattere un po' più focoso che tende ad reagire di impulso.

 

La differenza tra Tex e suo figlio sta anche qui: certe figure a Tex non le puoi far fare, al figlio si. Perché è giovane, ha tanta esperienza ma non quanto quella dei suoi pards, motivo per cui qualche volta può essere colto di sorpresa e se questo accade quando è calato in una serie di eventi poco usuale per lui, il treno, il capotreno, il gioco d'azzardo proibito, quello che cerca di fare non è agire di irruenza ma cercare di spiegare la sua posizione. Non capisce però di essere caduto in una rete di "tagliagola" e quando lo scopre cerca allora di rimediare ma si becca la classica botta in testa.

 

Per quanto riguarda Otis: il gioco delle tre carte è regolare ? Il dubbio resta, ma per me è un imbroglione. Se è vero che i gamblers si servono di un personaggio d'appoggio loro complice che ha il compito di vincere qualche partita per incitare al gioco gli altri personaggi, in assenza di compagno, Otis si serve furbescamente di Kit Willer lasciandogli vincere una serie di 15 partite senza che nessuno si accorga di niente. Non è infatti possibile che in un gioco in cui il banco ha due possibilità su tre di vincere kit Willer sia così bravo o così fortunato, come ironicamente gli rimprovera Otis mentre li portano via. Dixon chiarisce le cose una volta per tutte nel momento in cui Otis cerca di ripetere il giochetto con i cinesi e questa volta non ci sono interruzioni, vuota loro le tasche per cui alla fine loro lo minacciano. Ecco, questo sono le idee di cui parlavo a proposito di Dixon e che donano originalità al racconto.

 

Quanto a Zamberletti, devo un aggiunta al commento precedente per spiegare cosa non va nella sua storia. Sono i personaggi dei negri che devono stare regolarmente dalla parte dei buoni e dei giusti ( con GLB erano anche palle di neve da prendere a calci ) e questa storia (a uno schioppo di distanza dal maxi di Ruju dello scorso ottobre) fa sentire lontano un alone di correttezza politica. Ce ne sbattiamo i cosidetti della political correctness!!! Dai tempi del codacons non se ne può veramente più, tutto millimetricamente calcolato per evitare episodi scandalistici. Ma Tex non era questo, Tex era l'opposto, GLB esponeva le sue idee nelle sue storie senza censurarsi. Ora, in un momento in cui siamo sommersi da un ondata di profughi con i TG nazionali e regionali con la notizia sempre in primo piano da mesi (in verità ormai da anni), ritrovare gli stessi soggetti anche su Tex e una, due e TRE volte (perché dobbiamo mettere in conto anche il ritorno di Jehtro), sinceramente non se ne può più. E poi a questa comunità nera facciamogli fare quello che fanno i comuni mortali perché tra buffalo soldiers e questa storia sembranom loro i migliori: fanno quello che fa Tex, anzi di più. E così una banda di fuorilegge viene fatta fuori anche da personaggi come lo sfigato apache. Come originalità tematiche, siamo vicini allo zero, come compiacenza con il codacons siamo al top, come oscuramento e deleggittimazione del personaggio di Tex quasi, che da eroe inossidabile che sbaraglia gli avversari diventa coadiuvante semplice di quelli che dovrebbe proteggere, alzi la mano chi è soddisfatto di questo personaggio con la camicia gialla e il fazzoletto nero. Freedom ranch, il titolo della storia, ma di libertà metaforicamente, tra autori imbrigliati tra le regole e claustrofobico perbenismo, ne vedo poca. E mi stupisco di chi boccia storie come quella di Dixon e plaude a questa storiellina insignificante. 6,30 euro, dodicimila delle vecchie lire, per questa collana sono un furto.

 

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<span style="color:red;">48 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Aggiungo che è vero che su Internet potete trovare informazioni su qualunque argomento, ma ci trovereste anche l'articolo sui figli degli eroi corredato da quelle illustrazioni? Non credo. Gli articoli valgono non per le informazioni che contengono ma per il modo con cui sono scritti e dette informazioni sono organizzate, lo stile, la prosa etc.

Seguendo  il ragionamento di chi li ritiene inutili e portandolo alle estreme conseguenze, allora bisognerebbe smettere di pubblicare i giornali, le riviste, i libri di saggistica di qualunque argomento perché tanto le relative notizie si trovano su internet.

Caro Carlo, da giornalista professionista, non sono d'accordo sul fatto che gli articoli valgono non per le informazioni che contengono, ma per il modo in cui sono scritti... No: bisogna informare, cioè dare forma ad una notizia e per farlo bene bisogna scrivere sì bene ma quello che si scrive non è affatto secondario. E la grande differenza fra testate giornalistiche e attività sul web è l'autorevolezza delle prime, il che non dà loro patente assoluta di infallibilità, ma di garanzia della professionalità sì. Io non voglio bocciare in toto gli articoli sul Magazine, ma ammetterai che sono accessori alle storie disegnate e che tu la rivista la compri per queste ultime e non so se una pubblicazione di soli articoli avrebbe vita lunga in edicola. 

Concludo con un'ammissione: dal momento che la collana si chiama "Magazine", ed è quindi una rivista periodica illustrata, che ci siano pure articoli, illustrazioni e storie a fumetti. Io privilegio le secondo, non schifo i primi perché rappresentano pur sempre un lavoro. 
Alla prossima, conversare e discutere è sempre un piacere.

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Sono d'accordo con Monni. Poi su internet cosa trovate? Bisogna saper cercare nel mare di offerte che la rete offre, ma l'impronta di un Giuseppe Lippi, per fare un esempio, che dà a un articolo nel Magazine di Fantascienza l'autorevolezza necessaria e che ci vuole non òa si trova facilmente. Provate a leggere i dossier di Maurizio Colombo sui vari registi del cinema. Provate a leggere quelli di Boselli sui vampiri o il manuale dei fantasmi o quello sui Métis di alcuni anni fa, o di Pinketts, o di un Serra che parla di Goldrake... insomma! Ma di che si discute? Sta storia degli articoli spunta periodicamente ma l'Almanacco fu VOLUTO da Sergio Bonelli per essere un mix di fumetto e rivista tra saggi e approfondimenti. Ciò non vuol dire che siano tutti interessanti (come le storie a fumetti d'altronde) ma giocoforza hanno una loro valenza. Per rispondere ad Antonio: è vero, un articolo deve INFORMARE ma perché se tu ti vai a leggere quelli citati in queste righe da me le informazioni non le ottieni? E sfido chiunque a dirmi che Lippi non sia un autorità nella saggistica della science fiction... :old:

 

Per chi è insaziabile di storie extra ci sono Cartonati, Color semestrali, Maxi e Giganti... il "povero" almanacco offre panoramiche sul cinema e dossier quindi la sua funzione è e sarà sempre questa. Il Magazine privo di articoli che senso avrebbe? Se li pubblicano è perché alla maggioranza dei lettori magari piace.

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Carlo, totalmente d'accordo con te (qualche volta capita.....) e con tutti i lettori che hanno postato interventi analoghi al tuo.

Da parte mia ribadisco i complimenti alla SBE per il Magazine, che rappresenta una scelta editoriale elegante e molto valida (sulla scia degli Almanacchi, ma con molti miglioramenti).

Chi ha problemi di "lettura" non acquisti questo prodotto, ma non cerchi di confonderlo con prodotti differenti.

Sarà la Casa Editrice, come logico, a trarne le conseguenze.

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mi inserisco brevemente nella discussione.

 

è vero, gli articoli possono essere secondari alle storie, io per primo compro il magazine per leggere Tex, non per gli articoli.

 

ma questi ultimi sono ben fatti, ed offrono una sorta di panoramica che comunque non si avrebbe "su internet".

 

esempio: a me l'articolo su buffalo bill è piaciuto molto, eppure se non l'avessi trovato sul magazine dubito che sarei andato su internet a fare una ricerca sulla sua vita.

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4 ore fa, San Antonio Spurs dice:

Caro Carlo, da giornalista professionista, non sono d'accordo sul fatto che gli articoli valgono non per le informazioni che contengono, ma per il modo in cui sono scritti... No: bisogna informare, cioè dare forma ad una notizia e per farlo bene bisogna scrivere sì bene ma quello che si scrive non è affatto secondario. E la grande differenza fra testate giornalistiche e attività sul web è l'autorevolezza delle prime, il che non dà loro patente assoluta di infallibilità, ma di garanzia della professionalità sì. Io non voglio bocciare in toto gli articoli sul Magazine, ma ammetterai che sono accessori alle storie disegnate e che tu la rivista la compri per queste ultime e non so se una pubblicazione di soli articoli avrebbe vita lunga in edicola. 

Concludo con un'ammissione: dal momento che la collana si chiama "Magazine", ed è quindi una rivista periodica illustrata, che ci siano pure articoli, illustrazioni e storie a fumetti. Io privilegio le secondo, non schifo i primi perché rappresentano pur sempre un lavoro. 
Alla prossima, conversare e discutere è sempre un piacere.

 

Sei tu che mi hai frainteso. Quel che  volevo dire è che su internet trovi le informazioni grezze e sparse. Un articolo dà loro forma e le mette insieme fornendole all'utente, Certo che su internet avresti trovato informazioni su Jolanda, la figlia del Corsaro Nero o su Korak o magari anche sul figlio di Kinowa, ma le avresti trovate tutte insieme in un articolo apposito? Io dico di no.

Quanto a quel che dici sui motivi dell'acquisto del Magazine, sappi che io prima leggo tutti gli articoli e solo dopo i fumetti. Una pubblicazione simile ha senso solo se gli articoli  ci sono, poi è ovvio che devono essere fatti bene.

Sul precursore ovvero  l'Almanacco del Mistero, almeno nei primi numeri, la parte redazionale approntata da Castelli era decisamente il motivo dell'acquisto. La storia a fumetti era ed è un bonus, una sorta di regalo agli acquirenti: "Vi offriamo tutto questo ed in più una storia inedita (ora due)". Questa è la filosofia e non l'opposto.

Per le storie pure e semplici ci sono altre sedi.

Modificato da Carlo Monni

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Just now, Carlo Monni dice:

 

Sei tu che mi hai frainteso. Quel che  volevo dire è che su internet trovi le informazioni grezze e sparse. Un articolo dà loro forma e le mette insieme fornendole all'utente, Certo che su internet avresti trovato informazioni su Jolanda, la figlia del Corsaro Nero o sui Korak o magari anche sul figlio di Kinowa, ma le avresti trovate tutte insieme in un articolo apposito^ Io dico di no.

Quanto a quel che dici sui motivi dell'acquisto del Magazine, sappi che io prima leggo tutti gli articoli e solo dopo i fumetti. Una pubblicazione simile ha senso solo se gli articoli  ci sono, poi è ovvio che devono essere fatti bene.

Sul precursore ovvero  l'Almanacco del Mistero, almeno nei primi numeri, la parte redazionale approntata da Castelli era decisamente il motivo dell'acquisto. La storia a fumetti era ed è un bonus, una sorta di regalo agli acquirenti: "Vi offriamo tutto questo ed in più una storia inedita (ora due). Questa è la filosofia e non l'opposto..

Per le storie pure e semplici ci sono altre sedi.

In sintesi, dopo esserci fraintesi ci siamo intesi.
P.S. Da quello che sai o immagini, quando ripartirà la serie a colori di Repubblica, penso non prima di un paio d'anni.

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<span style="color:red;">12 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

Immagino che aspetteranno di avere materiale sufficiente per almeno una dozzina di uscite o più.

Solo perché - senza un particolare motivo - mi intriga la storia colorata della stirpe dell'abisso

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Dopo aver riletto le due storie del Magazine 2017,confermo sostanzialmente la mia prima impressione,cioè quella di una bocciatura. E se "Freedom Ranch" è ai limiti dell' "impubblicabile",rivaluto leggermente la parte finale di "Terrore tra i boschi",soprattutto grazie ai disegni di Rubini,rimanendo,però,dell'idea che l'arrendevolezza iniziale di Kit è improponibile. Brutto passo falso costato molto caro (adesso a noi ed in futuro forse anche alla Sbe).

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Un Magazine tutto sommato buono. Meglio la storia di Kit e con un Rubini sontuoso. La storia di Zamberletti è sempre la famosa minestra riscaldata. Capisco che trovare storie originali è difficile ma un minimo di nuove idee dovrebbero tirarle fuori.

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Satan dice:

Un Magazine tutto sommato buono. Meglio la storia di Kit e con un Rubini sontuoso. La storia di Zamberletti è sempre la famosa minestra riscaldata. Capisco che trovare storie originali è difficile ma un minimo di nuove idee dovrebbero tirarle fuori.

 

Ma l'idea nuova c'è: il ranch gestito da gente di colore, ex carcerati, Apache etc. Si può discutere sulla realizzazione caso mai. 

A me non è dispiaciuta se si tiene conto che è stata realizzata con una necessaria velocità, perché nel caso non lo sapeste, la storia che avrebbe dovuto esserci, di Cajelli/Faraci & Vannini non era pronta perché Luca vannini la primavera scorsa aveva consegnato solo 20 pagine ed altre 20/25 negli ultimi mesi.. C'era necessità di una storia di 78 pagine e sei mesi circa per realizzarla.

Questo non scusa un'eventuale storia brutta ma aiuta a comprendere.

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Ma l'idea nuova c'è: il ranch gestito da gente di colore, ex carcerati, Apache etc. Si può discutere sulla realizzazione caso mai. 

A me non è dispiaciuta se si tiene conto che è stata realizzata con una necessaria velocità, perché nel caso non lo sapeste, la storia che avrebbe dovuto esserci, di Cajelli/Faraci & Vannini non era pronta perché Luca vannini la primavera scorsa aveva consegnato solo 20 pagine ed altre 20/25 negli ultimi mesi.. C'era necessità di una storia di 78 pagine e sei mesi circa per realizzarla.

Questo non scusa un'eventuale storia brutta ma aiuta a comprendere.

Ma la trama è sempre quella. Cambiano un po' gli ingredienti ma è sempre la stessa roba. Poi non ho detto che la storia è brutta. La storia scorre ed è piacevole e Venturi mi piace assai.

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Io non è che critico puntando il dito su quella o quell'altra storia come se volessi mangiare chi che sia. Mi limito solo a dare un opinione personale in base a i miei gusti.E non voglio dire che gl'articoli non sono belli,ma che per quanto mi riguarda su quelli di questo numero io ne avrei fatto a meno perché di libri vedi Bufalo Bill ne ho per tutte le salse. Quelli del magazine dell'anno scorso per esempio mi sono piaciuti di più.Ma semplicemente perché ho letto cose che non avevo mai letto prima.

Le informazioni su internet è vero che bisogna saperle leggere e non prendere tutto per oro colato, ma lo stesso vale per i quotidiani nazionali che certo non mancano di articoli molto soggettivi, e a volte anche molte castronerie.

Ymalpas non voglio entrare sul discorso che hai tirato in ballo te sulla comunità nera, primo perché non mi sembra questo il posto giusto per farlo, secondo certe considerazioni preferisco tenerle per me.

Per quanto riguarda il discorso di Kit, sono d'accordo con te sul fatto che non può essere superlativo come il padre, ma all'inizio della storia mi ha dato la sensazione dello sbarbatello che si fa prendere in giro con troppa facilità. Per il resto la storia come ho già detto a me mi è piaciuta molto, e credo pure da profano che la trama resa più articolata non avrebbe sfigurato come cartonato.

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Freedom ranch parte da uno spunto interessante ma si perde un pò durante lo svolgimento. Diciamo che da un soggetto così interessante avrei sperato una sceneggiatura più intrigante e meno piatta. Poi se a tutto questo aggiungi la solita scenetta che ti piazzava il peggior Nizzi quando ormai sceneggiava in modo svogliato (sto parlando del momento in cui i due cattivoni alle spalle di Tex e Carson riescono a sparare e a mancarli clamorosamente manco fossero due bambini che sparano per la prima volta) allora il voto alla storia scende.

Più bella sicuramente la seconda di Dixon, non un capolavoro e niente a che fare neanche con le due di Boselli e Ruju del magazine di l'anno scorso con cui non regge il confronto ma sicuramente più godibile della prima anche come disegni. Comunque Venturi ha dovuto lavorare in fretta e di questo bisogna tenerne conto.

Certo se penso che per queste due storie ho speso 6.30 euro un pò mi pesa. Se penso che suppergiù per lo stesso prezzo nello stesso mese ho preso un signor Maxhi di Zagor divertendomi alla grande a leggerlo mi pesa ancora di più!

Gli articoli... beh si, li ho letti... alcuni attentamente altri svogliatamente, ma fanno lo stesso effetto di quando ordini un primo, un secondo e il contorno. Alzi la mano chi esce soddisfatto dal ristorante se il primo era così cosi, il secondo passabile e il contorno... ma chi ci pensa più al contorno!

L'anno scorso ero rimasto soddisfatto del magazine e non mi era pesato spendere quei soldi... e ti credo... c'erano due storie di Tex coi fiocchi!

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On 1/2/2017 at 10:38, ymalpas dice:

 

 

 

Quanto a Zamberletti, devo un aggiunta al commento precedente per spiegare cosa non va nella sua storia. Sono i personaggi dei negri che devono stare regolarmente dalla parte dei buoni e dei giusti ( con GLB erano anche palle di neve da prendere a calci ) e questa storia (a uno schioppo di distanza dal maxi di Ruju dello scorso ottobre) fa sentire lontano un alone di correttezza politica. Ce ne sbattiamo i cosidetti della political correctness!!! Dai tempi del codacons non se ne può veramente più, tutto millimetricamente calcolato per evitare episodi scandalistici. Ma Tex non era questo, Tex era l'opposto, GLB esponeva le sue idee nelle sue storie senza censurarsi. Ora, in un momento in cui siamo sommersi da un ondata di profughi con i TG nazionali e regionali con la notizia sempre in primo piano da mesi (in verità ormai da anni), ritrovare gli stessi soggetti anche su Tex e una, due e TRE volte (perché dobbiamo mettere in conto anche il ritorno di Jehtro), sinceramente non se ne può più. E poi a questa comunità nera facciamogli fare quello che fanno i comuni mortali perché tra buffalo soldiers e questa storia sembranom loro i migliori: fanno quello che fa Tex, anzi di più. E così una banda di fuorilegge viene fatta fuori anche da personaggi come lo sfigato apache. Come originalità tematiche, siamo vicini allo zero, come compiacenza con il codacons siamo al top, come oscuramento e deleggittimazione del personaggio di Tex quasi, che da eroe inossidabile che sbaraglia gli avversari diventa coadiuvante semplice di quelli che dovrebbe proteggere, alzi la mano chi è soddisfatto di questo personaggio con la camicia gialla e il fazzoletto nero. Freedom ranch, il titolo della storia, ma di libertà metaforicamente, tra autori imbrigliati tra le regole e claustrofobico perbenismo, ne vedo poca. E mi stupisco di chi boccia storie come quella di Dixon e plaude a questa storiellina insignificante. 6,30 euro, dodicimila delle vecchie lire, per questa collana sono un furto.

 

Puro Vangelo:old:

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Io, invece dissento. Non sulla bontà della storia, che trovo onesta e nulla di più, ma sull'ossessione della correttezza politica che diventa ossessione dell'anti correttezza politica. In pratica si vede la correttezza politica dappertutto anche dove, a mio parere, c'entra poco o nulla.

Da che leggo Tex, GLB è sempre stato attento a mettere Tex dalla parte degli oppressi senza distinzione di razza, sesso e religione e questo decenni prima che il termine correttezza politica fosse inventato.

Tex picchiava i negri? Certo, ma quando stavano dalla parte sbagliata, come gli adepti del voodoo alleati di Mefisto e poi di Yama, come ha fatto coi cinesi o gli indiani in analoghe circostanze. Allo stesso modo si è sempre schierato dalla loro parte quando erano oggetto di ingiustizie. La correttezza politica non c'entra un accidente.

In questo caso la comunità oggetto di soprusi è composta in massima parte da neri invece,. che so, da Quaccheri, Ebrei, immigrati dalla Svezia e allora?

Mi state dicendo che per farvi piacere Tex deve usare epiteti insultanti con gli appartenenti alle etnie diverse dalla sua anche quando sono suoi alleati o è politicamente corretto. Ebbene ditemi quando è stata l'ultima volta in cui riferendosi ai Navajos li ha chiamati musi rossi? Si è mai rivolto a Min Li chiamandola faccia di limone? Ha mai chiamato Pat Mac Ryan mangiapatate o Montales magniatortillas o greaser? Beh, scommetto che dovete andare molto indietro per trovare esempi simili 

Si può discutere del risultato ma bocciare la storia e definirla perbenista perché gli oppressi sono negri o indiani, perché questa è l'impressione che si ricava dal post di Ymalpas, è sbagliato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Infatti non è una questione di pregiudizi su delle minoranze. Fermo restando che certi coloriti epiteti non sono più in uso e che se lo fossero ne parlerebbero anche i giornali interrogandosi sulla liceità della lettura di Tex da parte delle nuove generazioni. Che il caso Codacons abbia fatto scuola vincendo a mani basse la partita è un fatto indiscutibile e ignorarlo o peggio negarlo sarebbe una pura perdita di tempo (quante sigarette abbiamo visto nelle copertine di Tex negli ultimi anni ? indovinate quale è stata l'ultima ?). Contesti che la lettura della storia di Zamberletti ( ma anche quella di Ruju prima e quella di Boselli fra qualche mese) sia di stampo buonista e istituzionalmente corretta, non noti bontà tua nessuna compiacenza, per me invece questo Tex non è l'anarchico bonelliano che non guardava in faccia nessuno, ma un personaggio di stampo sinistramente sinistroide. E non mi riferisco solo alla lettura di quel povero e castrato magazine per cui ho pagato più di sei euro.

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Carlo Monni dice:

I

Tex picchiava i negri? Certo, ma quando stavano dalla parte sbagliata, come gli adepti del voodoo alleati di Mefisto e poi di Yama, come ha fatto coi cinesi o gli indiani in analoghe circostanze. Allo stesso modo si è sempre schierato dalla loro parte quando erano oggetto di ingiustizie. La correttezza politica non c'entra un accidente.

In questo caso la comunità oggetto di soprusi è composta in massima parte da neri invece,. che so, da Quaccheri, Ebrei, immigrati dalla Svezia e allora?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il problema è che ormai i negri non stanno mai della parte sbagliata. E purtroppo non sembra un caso..

 C'è un negro malvagio nel ritorno di Yama.. ma è ben poca cosa! Negli ultimi anni non hanno mai scritto storie come "La maschera di ferro" di GLB e qui entra in ballo il political correct!

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